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Venerdì, 22 Giugno 2018

AQUARIUS E INDIFFERENZA: LA ROTTA DEI MIGRANTI COME LA SHOAH In primo piano

Scritto da  Redazione Giu 14, 2018

Se comprendere eventi come la shoah è impossibile, ricordarli è necessario. La comprensione è impossibile, ma allo stesso tempo banale. Durante i processi a chi si macchiò di quei tremendi crimini, uscì fuori una realtà inquietante: quegli uomini non commettevano quelle mostruosità perché erano cattivi o stupidi, ma semplicemente perché quello gli era stato ordinato. Uomini comuni che agivano in una sorta di cieca normalità, come tutti coloro che sapevano, ma facevano finta di non vedere.

È proprio questa indifferenza e la normalità degli eventi che creano un nesso tra ciò che fu la shoah e l'atroce dramma dei migranti che cercano di raggiungere l'Europa. Una Europa che si vanta di essere accogliente, ma che poi fa accordi con dittatori africani che in cambio di soldi "bloccano" i flussi migratori con ogni mezzo possibile e un’Italia che lascia vite umane in mare perché deve dare una lezione all’Europa.

Governi che vanno in Libia per stringere mani a chi dovrà bloccare i flussi migratori, ma fa finta di non vedere cosa succede nelle carceri libiche. Presidenti che criticano chi vuole costruire muri, ma lascia morire uomini donne e bambini di freddo e di fame sulla rotta balcanica.

Dostoevskij diceva: la compassione è la più importante e forse l'unica legge di vita dell'umanità intera, cioè quella capacità di estrarre dall'altro la radice prima del suo dolore e di farlo proprio senza esitazione. È questo che è mancato all'umanità durante il nazismo ed è questo che manca oggi a chi ci governa, ma in piccolo anche a tutti noi che ci giriamo dall'altra parte davanti al dolore di questa gente.

Oggi dobbiamo decidere con chi stare. Con il governo italiano che usa le vite di 629 persone e non migranti, per battere i pugni verso una Europa cieca o con chi sta sempre accanto agli ultimi incondizionatamente. Un’Europa cieca su tutto quello che il colonialismo e la globalizzazione hanno combinato in quelle terre ricche, ma a che tutti conviene rimangano instabili.

Perché dovremmo permettere alla Nigeria di vivere in uno stato di diritto se poi questo comporterebbe perdite economiche alle nostre multinazionali petrolifere. Non è in Libia o in mare che vanno bloccati i flussi migratori, ma devono cambiare i potenti e la loro logica di profitto a tutti i costi.

Pino De Lucia - resp. Immigrazione Legacoop Calabria

L'ultima modifica Giovedì, 14 Giugno 2018 11:17
Redazione

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