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Sabato, 16 Dicembre 2017

TERZO SETTORE: SUBITO UN TAVOLO DELLA CRISI IN CAMPANIA

Scritto da  Redazione Dic 07, 2012

Il comitato Il welfare non è un lusso ha presentato il documento a cui hanno aderito 200 organizzazioni tra coop sociali, associazioni e enti no profit: "immediata istituzione di un “tavolo della crisi” del nostro settore al quale, senza ostracismi, ripicche e infingimenti, ma con senso di responsabilità, analizzare con correttezza e trasparenza i problemi ma anche le possibili strategie per garantire i diritti sociali"

Il comitato Il welfare non è un lusso ha presentato la Carta di Cittadinanza. Il documento, firmato da 200 organizzazioni tra coop sociali, associazioni e enti no profit chiede interventi urgenti e programmati per superare l'emergenza politiche sociali in Campania. "Chiediamo sessioni pubbliche dei governi locali e delle rappresentanze consiliari - è scritto nella nota - per verificare le singole scelte di bilancio per la effettiva garanzia dei diritti costituzionali delle persone". A questo si aggiungono altre richieste rivolte alle istituzioni locali: "Chiediamo ancora la convocazione di un consiglio regionale e comunale straordinari sulla questione dei diritti che muoiono e sulle nostre proposte per dare un futuro alle politiche sociali; l’immediata istituzione di un “tavolo della crisi” del nostro settore al quale, senza ostracismi, ripicche e infingimenti, ma con senso di responsabilità, analizzare con correttezza e trasparenza i problemi ma anche le possibili strategie per garantire i diritti sociali; di rendere conto del fondo per il sociale istituito grazie alla pressione del comitato Il welfare non è un lusso, aumentando del 10% l’imposta di bollo sull’auto e destinato invece a interventi “di emergenza”;di finanziare la legge regionale 11/07 sulla “dignità sociale” con risorse adeguate alla responsabilità di potestà legislativa primaria dell’ente regione. Chiediamo una verifica delle forme territoriali di governo e di gestione nella offerta dei servizi pubblici e del terzo settore per partecipare alla qualità di tutte le forme di sussidiarietà, decentramento e trasparenza dei processi amministrativi economici ed organizzativi territoriali".

Un altro punto al centro dell'iniziativa è quello della partecipazione con "l' effettivo e di un controllo dal basso delle politiche strategiche di governance dei diritti sociali e la costituzione dei Comitati Cittadini di Lotta alla Esclusione Sociale come forme concrete ed attive di cittadinanza e di partecipazione in tutti i livelli di governo del territorio". 

Salvatore Esposito, presidente Fics (Federazione Internazionale Città Sociale), durante la conferenza stampa di questa mattina, ha dichiarato: "La Carta di Cittadinanza è un’iniziativa che parte da Napoli e dal Sud per chiedere diritti sociali per tutto il Paese e per la stessa Europa, che è a rischio di regressione. Quella sociale è una questione strutturale di sviluppo, ed è per questo che la Carta si sofferma sulla responsabilità dei governi, nazionale, regionale e locale. Il Governo deve garantire i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio, così come previsto dalla Costituzione. Abbiamo 1500 euro di quota pro-capite per la sanità, sarebbe giusto che ci fosse una quota adeguata anche per i servizi socio-assistenziali".

Gli fa eco Pasquale Calemme, portavoce del comitato Il welfare non è un lusso: "Oggi a rischio anche il semplice rifinanziamento delle politiche sociali. Chiediamo il rifinanziamento del Fondo sociale Nazionale. In tutti i Paesi europei si spende almeno il doppio per le politiche sociali, 2 punti di Pil in più: è vero che siamo in crisi ma non è giusto che a pagare siano sempre i più poveri".

E ancora Fedele Salvatore, presidente del Corcof (Coordinamento regionale delle comunità di tipo familiare) che aggiunge: "Chiediamo scelte concrete alle amministrazioni regionali e comunali che hanno dichiarato in campagna elettorale di essere dalla parte dei più deboli. La nostra situazione di lavoratori sociali è drammatica: per questo, chiediamo alla Regione che sia finanziata la legge 11 sulla dignità sociale, che i proventi dell’aumento della tassa di bollo dell’auto, da noi sollecitato, sia destinato al sociale e non ad altre emergenze, e al sindaco De Magistris che attivi il tavolo della crisi con le organizzazioni del terzo settore, così come gli abbiamo chiesto da tempo".

 

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