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Lunedì, 23 Ottobre 2017

TERZO SETTORE E CRESCITA: SALERNO PRIMA TAPPA DEL MANIFESTO

Scritto da  Redazione Mag 09, 2014

Da Salerno parte la prima tappa del manifesto "Fiducia e nuove risorse per la crescita del terzo settore".Il no-profit in Italia: un manifesto per sostenerne la crescita. Aumentate del 28% in dieci anni, le imprese sociali impiegano 6 milioni di persone. Smarrazzo (Legacoopsociali): "Ripartire da responsabilità sociale e innovazione"

Salerno è la prima tappa del viaggio itinerante per raccogliere idee e progetti, promosso da banche ed organizzazioni firmatarie del manifesto "Fiducia e nuove risorse per la crescita del terzo settore". Oggi alla Sala del Gonfalone del Comune di Salerno un convegno sul tema ha rimesso al centro la proposta lanciata da Banca Prossima, Acri, Compagnia San Paolo, Forum del terzo settore, Assifero, Fondazione Cariplo, fondazione Cariparo, Fondazione con il Sud, Alleanza cooperative italiane. "La parola chiave è fiducia – ha spiegato Marco Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima – nel duplice senso di avere e dare fiducia. Le banche hanno un ruolo determinante per la crescita e lo sviluppo del terzo settore, le sostengono, le accompagnano, possono migliorarne le capacità manageriali". Il manifesto, firmato un anno fa a Montecitorio, recita così "È ora di cominciare una nuova fase in cui il terzo settore si liberi dall'ossessione della sopravvivenza e progetti il proprio futuro".

Ma come si può avere fiducia coinvolgendo cittadini e abbattendo al contempo il costo del denaro? Le banche firmatarie del manifesto mettono a disposizione degli enti no profit una serie di strumenti per sviluppare, tra le altre cose, la cultura d'impresa, creando uno stretto connubio tra risparmio e investimento. "Il terzo settore ha bisogno di costruire fiducia in se stesso – ha sottolineato Giacomo Smarrazzo, componente comitato presidenza nazionale Legacoopsociali - Oggi è in difficoltà: le imprese si confrontano con la crisi ma devono anche fare i conti con una nuova idea delle politiche sociali non solo da ricondurre al problema delle risorse. Si devono rimettere al centro temi come la responsabilità sociale e l'innovazione e cominciare a riflettere sul terzo settore come un mondo molto variegato e complesso".

Dall'incontro di oggi è emerso che il terzo settore negli ultimi dieci anni ha giocato un ruolo decisivo per la crescita del Paese, non solo come fattore di coesione sociale. Si contano, hanno spiegato gli organizzatori dell'iniziativa, oltre 300mila organizzazioni no profit, in crescita del 28%; mentre le istituzioni pubbliche sono diminuite del 21% e le imprese segnano un più 8,4% nello stesso periodo di tempo. In particolare, ad essere cresciute sono state le fondazioni (+100%). Il settore impiega complessivamente quasi 6 milioni di persone: oltre 900mila sono retribuite mentre la restante parte è rappresentata da volontari. Di quelli che lavorano il 71% è rappresentato da dipendenti, ma il dato davvero interessante è che quasi il 18% degli occupati possiede "high skills", ovvero alte competenze. La maggior parte degli enti no profit è rappresentato da imprese mutualistiche e solidaristiche ma ci sono anche imprese impiegate in servizi venduti sul mercato. I settori di attività prevalenti sono: Cultura, sport e ricreazione; Scuole e ricerca; Sanità; Assistenza sociale e protezione civile; Sviluppo economico e coesione sociale.

Redazione Campania

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