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Lunedì, 23 Ottobre 2017

CAMPANIA: LEGGE REGIONALE SU COOPERAZIONE SOCIALE. DOPO 24 ANNI

Scritto da  Redazione Feb 19, 2015

Ci sono voluti 24 anni per approvare la legge regionale per la cooperazione sociale in Campania. Sorrentino (Legacoopsociali): "Una legge auspicata, attesa, sollecitata, anelata, ma già vecchia, con una vita breve, in previsione della riforma del Terzo Settore, già in agenda del Governo Nazionale".

Dopo 24 anni, 6 legislature, 12 disegni di legge, 86 riunioni di commissione consiliari, 24 pareri di commissione, 34 audizioni delle rappresentanze delle cooperazione sociale. Questi sono i numeri della Legge Regionale per la Cooperazione Sociale, approvata finalmente ieri in Consiglio Regionale.

"Una legge auspicata, attesa, sollecitata, anelata, ma già vecchia, con una vita breve, in previsione della riforma del Terzo Settore, già in agenda del Governo Nazionale". Così commenta Luca Sorrentino, responsabile Legacoopsociali Campania e aggiunge:
"Eppure evviva, ci siamo, non siamo più gli ultimi in Italia su questo fronte. Ora avremo l'albo regionale, utile per il rilancio delle politiche di inclusione sociale attraverso il lavoro delle persone svantaggiate; utile per ridare trasparenza alle numerose cooperative sociali che ogni giorno, da decenni, contribuiscono a garantire la qualità della vita delle persone della nostra regione e esigibilità dei diritti".

Secondo Sorrentino si tratta di una legge che "non innova gran che, ma che da ruolo al cittadino utente dei servizi, realizzati dalle cooperative sociali, regolamentando la figura del socio fruitore, con l'apertura ad essi delle basi sociali delle cooperative. Il prologo per una cooperazione sociale di comunità, questa si una evoluzione importante delle nostre esperienze".

"Un traguardo raggiunto, ma anche una partenza – continua il responsabile campano di Legacoopsociali - un inizio di un percorso che dovrà aiutarci a riformare il sistema di welfare regionale, a ridefinire il rapporto tra istituzione e cooperative sociali, che insieme possono riqualificare i servizi e innovare i processi, per garantire una nuova sostenibilità del sistema sociale. Le istanze di partecipazione previste dalla neo legge: albo, osservatorio, consulta, commissione, sono il luogo in cui potremmo più facilmente esercitare il nostro ruolo protagonista di stimolo e di proposizione".

Infine l'invito rivolto allo stesso ente regionale: "E quindi nessuno si rilassi: le istituzioni, perché noi saremo pronti e attenti a partecipare propositivamente alla determinazione del welfare campano; le cooperative sociali, perché a noi tocca elaborare idee e azioni innovative tali da produrre quel cambiamento sociale utile, in primis, per i cittadini di questa regione".

Redazione Campania

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