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Martedì, 17 Ottobre 2017

POVERTÀ: CAMPANIA COME TUTTO IL NORD MESSO INSIEME

Scritto da  Redazione Gen 28, 2016

La denuncia della Campagna Miseria Ladra: su 10 milioni di poveri relativi e 6 di poveri assoluti presenti nel nostro Paese, circa la metà si concentra al Sud.  Stornaiuolo di Federconsumatori: "la prima cosa da fare è introdurre un Reddito minimo di dignità, come già sta succedendo in altre regioni italiane".

C'è una "questione meridionale" anche nella povertà in Italia: a denunciarlo è Federconsumatori Campania, tra le oltre cento organizzazioni che hanno aderito alla campagna nazionale "Miseria Ladra" lanciata nel 2014 da Libera e Gruppo Abele, attraverso la voce del suo presidente, Rosario Stornaiuolo. Lo sentiamo per fare il punto sulla situazione drammatica svelata dall'ultimo dossier presentato lunedì 25 gennaio a Napoli, alla presenza di Moni Ovadia, testimonial nazionale dell'iniziativa. Ma anche per capire quali sono le proposte e a che punto è l'interlocuzione con il Governo per l'elaborazione di misure di contrasto alla povertà.

Il quadro campano è davvero così drammatico?

Sì, purtroppo lo è. I dati ci restituiscono una immagine del Sud, in particolare della Campania, come di uno spaccato completamente diverso dal resto del Paese. Basti pensare che lo stipendio medio di un meridionale è di circa 12mila euro l'anno, vale a dire circa 1000 euro al mese, cifra considerata dall'Istat al di sotto della soglia di povertà. A prescindere, chi vive al Sud prende uno stipendio comunque più basso di chi è al Nord e questo si ripercuote anche sui consumi: i consumi medi dei meridionali e dei campani risultano minori del 33% rispetto a quelli di un cittadino veneto. Dal 2000 al 2013, la Campania è cresciuta meno della Grecia: una persona su tre nella nostra regione è a rischio povertà rispetto a una su dieci, che è la media del Nord.

Cosa si può fare immediatamente?

La prima cosa da fare è introdurre un Reddito minimo di dignità, come già sta succedendo in altre regioni italiane. Del resto, siamo l'unico paese europeo, a parte la Grecia, a non avere alcuna misura di sostegno al reddito a livello nazionale.

Cosa dobbiamo intendere esattamente per Reddito minimo di dignità?

Un salario minimo per permettere alle persone di uscire dall'emergenza e dalla povertà. Ovviamente questo non basta, va accompagnato a politiche attive di lavoro, che è il nostro vero problema – oggi l'occupazione è ai livelli del 2007, solo l'anno scorso abbiamo perso 45mila posti di lavoro - e a tutta una serie di interventi in termini di welfare.

Ce li può illustrare?

Siamo di fronte a un vero e proprio paradosso: nel Mezzogiorno sono triplicate le persone in povertà ma, al contempo, è diminuita la spesa sociale. Vero è con il Governo attuale abbiamo assistito a un lieve aumento rispetto a quello precedente – si è passati da 667 a 800 milioni di investimenti – ma nel 2008 con Prodi la spesa sociale era di circa 1070 milioni. Oltre al lavoro e a politiche reali di contrasto alla povertà, bisogna agire su più fronti. In particolare, sono tre le aree in cui è più urgente intervenire: sanità, scuola e trasporti, su cui c'è un vero e proprio divario tra Nord e Sud. Ma anche la casa è un problema serio a cui mettere mano, così come non si può prendere sotto gamba il dato per cui in città come Napoli ad essere più colpiti dalla povertà sono i bambini.

In tal senso, quali proposte concrete fate al Governo nazionale e a quello locale?

Per quanto riguarda il Governo nazionale, oltre a quanto già detto sul sostegno al reddito, vorremmo chiedere di escludere completamente la voce della spesa sociale dal Patto di stabilità.

Chi ha sottoscritto finora la vostra piattaforma?

Oltre alle maggiori sigle nazionali e locali, la campagna è stata sottoscritta in Campania anche da molti artisti e intellettuali, come Alan De Luca, Antonella Stefanucci, Gianni Lamagna, Gianni Simeoli, Lello Esposito, Maurizio De Giovanni.

Quali risposte avete avuto finora dalle istituzioni?

Napoli e Avellino stanno rispondendo bene: aspettiamo una delibera dal Comune di Napoli sui senza dimora, altra questione che ci sta particolarmente a cuore, e abbiamo avuto rassicurazione dagli assessori presenti al nostro incontro di lunedì, Enrico Panini e Alessandra Clemente, che l'amministrazione si impegnerà per aumentare la quota destinata al welfare e alla sanità. Speriamo che, anche ad altri livelli, accolgano il nostro grido d'allarme e comprendano che il rischio povertà è sempre in agguato.

Maria Nocerino (da napolicittasolidale.it)

@nelpaeseit

Redazione

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