Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Lunedì, 23 Ottobre 2017

AZZARDO, DA NAPOLI IL GRIDO: "NO A CITTÀ CASINÒ"

Scritto da  Redazione Gen 30, 2017

Comune di Napoli e Asl Napoli 1 Centro hanno promosso oggi un convegno nazionale. De Magistris: “Vediamo famiglie che si indebitano, mamme costrette a prostituirsi per far quadrare i conti. Nel frattempo, gli esercizi in cui si può giocare aumentano”. 

Napoli scende in campo contro il gioco d’azzardo patologico. Già l’amministrazione cittadina nei mesi scorsi aveva aderito alla rete dei comuni uniti nella prevenzione delle ludopatie e nel contrasto al gambling, approvando una delibera di giunta e un regolamento di consiglio comunale allo scopo di introdurre norme più rigide per limitare l’espansione dei luoghi dove è possibile giocare d’azzardo e i loro orari di apertura al pubblico.

Nel tentativo di riflettere sulle risposte da dare alla diffusione del gioco d’azzardo patologico, comune di Napoli e Asl Napoli 1 Centro hanno promosso stamane nel capoluogo campano il convegno nazionale “Le strategie italiane dei servizi per il gioco d'azzardo patologico. Orientamenti e prospettive”.

“Questa amministrazione – ha dichiarato il sindaco Luigi de Magistris presso la sala Giunta di Palazzo San Giacomo – ha deciso di schierarsi, anche a costo di risultare impopolare, contro un modello di città ‘casinò’ e a favore di un modello di città capace di offrire sempre delle alternative in termini di legalità, dimostrando che essere dalla parte del giusto conviene, chi non paga il pizzo non resta da solo, chi decide di cambiare può contare sulle associazioni”.

“Vediamo famiglie che si indebitano, mamme costrette a prostituirsi per far quadrare i conti, ragazzini che spacciano, nel frattempo, gli esercizi in cui si può giocare a vario titolo aumentano sempre di più in città: è necessario costruire una comunità diversa, ora la strada è tracciata, ma c’è ancora tanto da fare”, ha aggiunto il sindaco, divenuto da poco delegato dall’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) su legalità e sicurezza.

“Bisogna ragionare con categoria nuove – ha spiegato Stefano Vecchio, direttore Unità Operativa Complessa Dipendenze Asl Napoli 1 Centro – uscire dalla logica sia dell’emergenza sia della stigmatizzazione applicando al gioco il modello della riduzione del danno e dell’autoregolamentazione, che vale per le dipendenze, e adottando un approccio di presa in carico più complessivo della persona, con la sua storia, il suo vissuto, le sue caratteristiche psicologiche, il suo contesto. Talvolta l’approccio psico-patologico può essere un ostacolo, perché crea un destino scritto, rischiando, come avviene in altri casi di addiction, di inchiodare per sempre la persona a un servizio: ecco perché bisogna guardarsi bene dal rischio di etichettamento, nelle nostre stesse pratiche, evitando di cadere in nuove forme di istituzionalizzazione”.

“Qualunque persona – ha concluso Vecchio, citando Zinberg – anche nel momento di crisi peggiore, mantiene qualche punto di forza, delle risorse o competenze, per cui può recuperare il controllo della sua vita”.

In questa direzione, l’Asl napoletana, con il contributo di Eclectica Istituto di ricerca e formazione di Torino, sta promuovendo una ricerca per indagare sul contesto napoletano che appare fortemente a rischio per l’espansione del mercato delle concessioni, rispetto al quale il Regolamento comunale rappresenta una prima, seppure parziale risposta, e, allo stesso tempo, per la forte presenza della criminalità organizzata, che risulta infiltrata in molte delle attività “lecite” di gioco.

Un’altra iniziativa dell’azienda sanitaria locale è stata quella di creare, all’interno del poliambulatorio del distretto sanitario dei quartieri napoletani Vomero-Arenella, uno spazio aperto al territorio (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13, tel. 0812549775), promosso insieme alle istituzioni locali, alle farmacie e ai medici di base.

“Un luogo – ha sottolineato Gennaro Pastore, responsabile Unità Operativa SerT Distretto 27 dell’Asl Napoli 1 Centro – capace di dare delle risposte innovative in termini di nuovi modelli organizzativi, ma soprattutto in grado di intercettare famiglie e persone che altrimenti non si sarebbero mia avvicinate ai servizi. Al nostro ambulatorio contro il gioco d’azzardo, ad esempio, si rivolge il padre di famiglia che è venuto a conoscenza dell’iniziativa nella sala d’aspetto del medico di famiglia”.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale/Maria Nocerino)

@nelpaeseit

Redazione

Redazione

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Ottobre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31