Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Lunedì, 11 Dicembre 2017

TERRA DEI FUOCHI: QUEI BIMBI IGNORATI CHE CONTINUANO A MORIRE

Scritto da  Redazione Feb 07, 2017

"Negli ultimi 20 giorni sono 8 i bambini morti di tumore. Questi bambini non riposeranno mai in pace. Per loro non c'è giustizia”. Questa la denuncia delle mamme delle piccole vittime nelle province di Napoli e Caserta. Tra minacce e silenzi i pentiti fanno scoprire nuovi scempi ambientali. (foto a sinistra di Mauro Pagnano durante un'iniziativa contro il Biocidio)

Nella Terra dei fuochi dimenticata si continua a morire. E sono numeri drammatici quelli che raccontano le mamme che da anni denunciano la realtà nelle province di Napoli e Caserta: "negli ultimi 20 giorni sono 8 i bambini morti di tumore. Questi bambini - dicono le donne - non riposeranno mai in pace. Per loro non c'è giustizia. I bambini deceduti nell'ultimo mese - come riferito - avevano tra i 7 mesi e gli 11 anni”.

Questa testimonianza conferma ciò che era scritto nello studio dell’Istituto superiore di sanità sull’incidenza tumorale in Campania di un anno fa: «si sono rilevati eccessi nel numero di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori, e, in entrambe le province, eccessi di tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nella fascia di età 0-14 anni»

A sfogare la propria rabbia è Marzia Caccioppoli che con Anna Magri porta avanti una battaglia di chi ha vissuto il dolore della perdita di un figlio piccolo: “la nostra cari amici e una lotta non contro noi stessi ma per coloro che combattono nei poli oncologici. Sarò sempre orgogliosa di chi con tutte le proprie forze si mette in piazza fino a sfinirsi pur di combattere”, scrive sul suo profilo facebook.

Vesuvio tossico e le iniziative

L’ultima conferma dello scempio ambientale arriva dai pentiti e riguarda il Parco nazionale del Vesuvio dove sono state interrate tonnellate di rifiuti speciali e tossici provenienti da aziende di tutta Italia. Per molti, l’inquinamento della zona vesuviana esce dal perimetro della Terra dei Fuochi. Forse è proprio per questo che i locali hanno ribattezzato la zona “Terra dei Fuochi Vesuviana”. Nonostante la mancanza di un’etichetta degna di nota il Parco Nazionale del Vesuvio è diventato una delle discariche abusive più grandi d’Italia. Ercolano, Terzigno, Boscoreale. I veleni nell’area vesuviana sono seppelliti ovunque ed hanno contaminato le falde acquifere, oltre che condannato a morte – con tumori e leucemie – migliaia di persone.

“L’idea di fotografare delle modelle nei pressi di cumuli di rifiuti – racconta Domenico Sannino, presidente di Giovani per il Territorio – nasconde anche una vena goliardica e ha come scopo quello di avvicinare la gioventù (e non) ai temi che spesso è difficile accettare e su cui a volte si preferisce sorvolare. Utilizzando delle modelle si vuole sottolineare la dicotomia tra la bellezza inestimabile dei nostri paesaggi e lo scempio causato dall’uomo che li sta distruggendo a suon di roghi tossici, interramento e sversamento di rifiuti”.

Per questi motivi si terrà “Custodiamo la Madre Terra... per essere uomini e donne di vita” è la tre giorni dedicata a salute, ambiente e tutela del territorio in programma dal 10 al 12 febbraio a Ercolano a cura dell’associazione Giovani per il Territorio, Salute Ambiente Vesuvio, Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, Cooperativa Sociale Sepofà. La rassegna prevede messe per le vittime di tumori e leucemie, una mostra fotografica e due presentazioni di libri

Il silenzio e le minacce

È una cronaca continua che vede terreni, parchi e aree industriali colpite da un business nero. Eppure la Terra dei fuochi è stata derubricata dopo l’esplosione del caso nel 2013 e la grande manifestazione del 16 novembre che vide in piazza 150mila persone.

Ed è nel silenzio che rischiano anche i giornalisti, quelli che continuano a informare sul disastro ambientale come Francesca Ghidini del Tg3 Campania oggetto di intimidazioni e minacce sui social network. Cala il silenzio anche sulle bonifiche, da quelle su cui sono accesi i “fari nazionali” della politica come Bagnoli a quelle su cui mai si sono aperti dibattiti istituzionali come Napoli Est o tutte le aree agricole interessate all’interramento legale o illegale di rifiuti.

Infine, resta aperta la questione della prevenzione e del diritto alla cura in una regione che vive una endemica crisi del sistema sanitario: tagli, chiusure di ospedali, pazienti dei pronto soccorso curati a terra come nel caso di Nola.

In Campania resta aperta una grande questione su cui si è giocata una partita di potere tra imprenditoria, camorra e servizi segreti: sempre dai pentiti arrivano conferme di una “trattativa” che da diversi anni viene menzionata in inchieste giornalistiche e giudiziarie. In mezzo ci sono le verità scientifiche, la testimonianza dei parroci e il sacrificio di chi 20 anni fa aveva scoperto tutto ma fu messo a tacere: Il Biocidio è un affare di Stato dove i bambini continuano a morire.

Giuseppe Manzo

@nelpaeseit

 
 
 
Redazione

Redazione

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Dicembre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31