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Sabato, 25 Novembre 2017

NAPOLI, PERIFERIA E BELLEZZA: ECCO IL PARCO DEI MURALES

Scritto da  Redazione Mag 30, 2017

Cambiare il destino delle periferie è possibile non solo attraverso adeguati interventi strutturali da parte degli organi competenti ma anche con importanti esperimenti che riguardano sia l'aspetto architettonico che sociale. Tra i murales a cura di Inward nascono laboratori di break dance e attività promosse dagli operatori del Servizio civile con Arteteca.

Dopo il terremoto del 1980 nei quartieri periferici della città di Napoli vengono realizzati enormi complessi residenziali per accogliere le persone colpite dal devastante sisma. Abitazioni popolari che nel tempo non hanno ricevuto manutenzione e attenzione necessari. La scarsa considerazione per gli ambienti collettivo-aggregativi, così come per il giusto diritto alla mobilità dei residenti, ha segnato decisamente questi luoghi.

Questi sarebbero stati effettivamente indispensabili soprattutto per evitare l'isolamento di certe zone della periferia partenopea nelle quali, in molti casi, mancano opportunità valide come, appunto, la presenza di strutture destinate ai giovani (e non) e di infrastrutture che possano permettere alle persone di spostarsi facilmente e frequentare contesti diversi da quelli di partenza.

A queste due "mancanze" vanno poi accostante precarie, spesso anche preoccupanti, condizioni socio-economiche di numerose famiglie dei sobborghi napoletani e l'insufficienza dei relativi servizi. L'accostamento di questi fattori crea una miscela esplosiva fino a sfociare in vere e proprie emergenze soprattutto sotto il profilo sociale con influenze pesanti sul profilo educativo-formativo soprattutto dei minori.

 

Premesse fondamentali che permettono di comprendere l'azione dell'associazione Arteteca che opera nella zona est di Napoli e in particolare nel Parco dei Murales di Ponticelli dove sono state realizzate quattro grandi opere di street art a cura di Inward Osservatorio sulla Creatività Urbana.

Riqualificazione artistica e rigenerazione sociale sono le linee guida dell'operato delle due realtà che non solo hanno portato a Ponticelli streetartisti di fama internazionale ma anche promosso attività che cercano di rispondere alle esigenze dei giovani. Il laboratorio di break dance ne è un esempio: un gruppo di ragazzini ha visto nella disciplina di strada una opportunità oltre che un momento di gioco e piacere. Questa è solo una delle attività promosse anche grazie ai quattro giovani impegnati nel progetto di Servizio Civile Nazionale.

La volontà di integrazione nel volto di Ael realizzato da Jorit, il contrasto tra giochi tradizionali e digitali nei disegni di Zed1, la necessità di pratiche educative, anche attraverso la lettura, nella facciata di Mattia Campo Dall'Orto e la bellezza del calcio nell'opera di Rosk&Loste sono, appunto, tematiche portate all'attenzione di tutti e sulle quali si attendono anche precise risposte.

Nel frattempo, attraverso le attività sociali promosse, Arteteca risponde all'esigenza di ascolto e partecipazione dei residenti ma soprattuto offre ai più giovani la possibilità di esprimere talenti e capacità non coltivate altrove. Momenti essenziali per permettere alle persone del posto di avere coscienza dei problemi ma anche delle opportunità. Ma soprattutto per lasciarsi alle spalle le sensazioni di abbandono e di depressione che sviliscono la voglia di fare e di attivarsi per migliorare le condizioni in cui si vive.

Redazione

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