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Lunedì, 16 Luglio 2018

LA GUERRA DEI FUOCHI: ECCO LE CONSEGUENZE (NEFASTE) PER LA SALUTE

Scritto da  Redazione Lug 18, 2017

Un unico grande rogo in tutta la regione. E già arrivano le conseguenze sulla salute per anziani e malati cronici: patologie respiratorie e dermatiti. Il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti: “l’ipotesi principale è di soggetti che vogliono sottrarre così il territorio al turismo per utilizzarlo invece in chiave di sfruttamento imprenditoriale o criminale”.

In fumo un terzo degli Astroni. Il Monte Somma che continua a bruciare e focolai sul Vesuvio. Un rogo tossico a Gianturco, di fronte al Palazzo di Giustizia di Napoli. Il Vallo di Diano e le zone del Cilento con il blocco della ferrovia ad Agropoli. E ancora San Giorgio a Cremano, Posillipo, Giugliano, Acerra, Casalnuovo. Il lunedì nero della Campania prosegue nel fuoco di chi ha deciso di mandare in fumo boschi, montagne, oasi e quartieri metropolitani. E si conta la prima vittima: un commerciante caduto dal tetto di un capannone per sfuggire al fuoco.

Il sindaco Luigi de Magistris chiama un minuto di silenzio per il Vesuvio durante il consiglio comunale di oggi ma a Ponticelli, tre giorni dopo le fiamme, i terreni abbandonati di via Miranda continua a bruciare: aria irrespirabile e residenti colti da malori. Agli occhi delle popolazioni la situazione sembra fuori controllo e ieri sera a Boscoreale è partito un corteo spontaneo dopo l’assemblea dei comitati che si danno appuntamento a domani per un incontro regionale a Napoli.

Nella complessità di questa emergenza molte domande restano senza risposta. C’è una regia unica? O sono interessi incrociati che hanno trovato nel fuoco il denominatore comune? Molte zone sono adiacenti a discariche chiuse o siti di rifiuti speciali come Bellona mentre parchi nazionali e protetti sono sotto attacco. Il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha dato ieri la sua impressione in mancanza di riscontri e di indagini: “Gli incendi in Campania, ma anche in altre regioni sono sicuramente il frutto di azioni criminali dolose, messe in atto da organizzazioni mafiose e non mafiose. Sulle finalità finora si possono fare solo ipotesi in assenza di riscontri investigativi. L’ipotesi principale è di soggetti che vogliono sottrarre così il territorio al turismo per utilizzarlo invece in chiave di sfruttamento imprenditoriale o criminale, di speculazione edilizia, o come sostiene qualcun altro, per lo smaltimento illegale dei rifiuti”.

L’unica certezza, adesso, è quella di un’immensa “camera a gas” in cui i cittadini respirano veleni tossici.

Le conseguenze nefaste su ambiente e salute

Dall’Arpac arrivano conferme sull’allarme delle particelle nell’aria. Il direttore Giuseppe Onorati spiega che la situazione è degenerata dopo l’11 luglio A San Sebastiano al Vesuvio il laboratori mobile ha mostrato infatti un aumento della concentrazione di NO, N02, NOx con un massimo di 141 microgrammi per metro cubo per N02 alle 2 di notte. Ma funzionano poche centraline e un dato reale del danno ambientale non è ancora calcolato. Gli effetti sulla salute, invece, già si vedono: patologie respiratorie, dermatiti e soggetti più fragili come gli anziani

Luigi Costanzo è un medico di base della Rete cittadinanza e comunità e fa parte di Isde – Medici per l’ambiente di Napoli. In questi giorni è testimone diretto di ciò che sta accadendo: “chi soffre sono anziani, malati cronici e le allergie non rispondono più ani normali farmaci. Ci sono persone che hanno crisi asmatiche contro cui bisogna usare dosi massicce di cortisonici. Oggi una signora mi ha detto che da quando è iniziata emergenza aria è riesplosa la dermatite. Abbiamo faringiti di origine tossica che non rispondono alle normali cure. La situazione è drammatica, soprattutto per le famiglie più povere che non hanno condizionatori e sono chiusi dentro. Siamo impotenti e siamo tentati di consegnare il nostro timbro di medico di famiglia”. Intanto Costanzo insieme ad altri medici andranno a visitare in modo solidale i bambini del campo rom di Caivano: spesso la comunità rom viene indicata come capro espiatorio dei roghi.

Sui rischi per il medio e lungo termine interviene Pasquale Maranta, biologo molecolare e nutrizionista, che vanta una collaborazione con lo Sbarro Institute di Filadelfia diretto dalla scienziato Antonio Giordano, tra i massimi esperti del rapporto ambiente e salute. In un’intervista a napolicittasolidale.it parla delle conseguenze future: “il problema da porsi al più presto è quello di analizzare le ceneri che si sono depositate in seguito agli incendi. Aria, acqua e suolo sono strettamente collegati e così salute e alimentazione: lo dicono gli studi scientifici che ad esempio dimostrano che il tumore all’intestino per l’85% è dovuto all’alimentazione”.

E poi aggiunge: “la combustione di materie plastiche, metalli pesanti, non che vernici e altri materiali tossici comporta un forte rischio non solo rispetto a ciò che respiriamo oggi, ma anche per il futuro. Le patologie tumorali dipendono dalla concentrazione di diossine presenti nell’organismo dovute a sostanze che non solo inaliamo, ma che disciolte nel terreno sotto forma di ceneri arrivano alle falde acquifere e possiamo quindi “bere e mangiare”.

Giuseppe Manzo

@nelpaeseit

Redazione

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