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Lunedì, 23 Aprile 2018

NAPOLI, LA QUESTIONE ROM TRA SCAMPIA E GIANTURCO

Scritto da  Redazione Set 04, 2017

Luigi de Magistris, intervenendo in Consiglio comunale sul campo rom di Scampia, distrutto da un rogo il 27 agosto scorso: “l'auditorium e la caserma Boscariello sono sistemazioni temporanee. Non ci interessa depositare esseri umani”. Ma a Gianturco i rom sgomberati vivono ancora negli ex capannoni abbandonati.

A Napoli torna la questione Rom che arriva anche in consiglio comunale dopo l’incendio di Cupa Perillo. "L'auditorium e la caserma Boscariello sono sistemazioni temporanee. Non ci interessa depositare esseri umani". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, intervenendo in Consiglio comunale sul campo rom di Scampia, distrutto da un rogo il 27 agosto scorso. L'incendio ha causato la distruzione di numerose baracche in cui vivevano i nomadi che il Comune ha sistemato nelle due strutture del quartiere di Scampia.

"Sono persone napoletane, che vivono a Napoli da 30 anni - ha sottolineato il primo cittadino -, che hanno figli nelle scuole e noi non pratichiamo deportazioni di alcun tipo. Certo, occorreva garantire la tutela della loro salute e allontanarli temporaneamente e' necessario per tutelare la loro salute. Ma adesso basta con le baraccopoli, servono fondi per un'assistenza dignitosa". L'ex Pm ha ricordato "i danni gravi" causati dall'incendio.

"Il Comune - ha aggiunto - è parte lesa in questa vicenda, lo è tutta la comunità non solo quella Rom. Perche' Scampia e' Napoli e si e' trattato di un attentato criminale nei confronti di persone che avrebbero potuto perdere la vita. Io conosco una città che sa vincere la sfida della solidarietà, dell'accoglienza, dei diritti e dei doveri di tutti, compresi i rom, a cui vanno garantiti diritti e doveri. Anche loro partecipano a quel processo di mantenimento e di cura della città. Qualsiasi bambino, qualsiasi donna a Napoli non troverà un sindaco che ordina di manganellare ma proverà a trovare una soluzione".

Questo racconto della città accogliente non vede d'accordo Amnesty International e gli attivisti per i diritti umani. C’è da dire che, però, altri rom sono “depositati” nell’ex mercato ortofrutticolo. Sono gli sgomberati di via delle Brecce, nel quartiere Gianturco, la “Idomeni di Napoli”. Un centinaio aveva riparato nei capannoni della ex manifattura tabacchi ma, dopo pressioni e incontri con l’amministrazione, si sono trasferiti negli spazi abbandonati di via Ausilio. Ad agosto un neonato comitato dei residenti del posto aveva protestato, soprattutto sui social network, temendo nuove tensioni. Di quella comunità solo 120 hanno trovato posto nel campo attrezzato di via del Riposo organizzato dal Comune mentre altri dormono in strada.

Redazione (Fonte: agenzia Dire)

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