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Martedì, 22 Maggio 2018

NAPOLI, VIOLENZA MINORILE E MEDIA: PROIEZIONE-DIBATTITO ALLO "SCUGNIZZO LIBERATO" In primo piano

Scritto da  Cronaca Feb 13, 2018

Baby gang e baby boss, i brand di una nuova narrazione "emergenziale". Sullo sfondo la questione minorile, tra devianza ed emarginazione sociale. Se ne discute a Napoli venerdì 16 febbraio alle 17.30 negli spazi dello Scugnizzo Liberato, salita Pontecorvo 46 ai Quartieri Spagnoli, con i giornalisti Giuseppe Manzo e Lorenzo Giroffi.

Saranno proiettati i due reportage realizzati da Manzo e Giroffi tra il 2016 e il 2017: Figli del Vesuvio e Non hanno paura di nessuno, trasmessi rispettivamente da Rainews e Rsi radiotelevisione svizzera. "Nell'ambito di un percorso di approfondimento che lo Scugnizzo Liberato sta avviando sul tema del disagio giovanile - e delle forme 'criminali' che questo talvolta assume - daremo vita ad un primo momento di confronto", sottolineano gli attivisti dello spazio occupato e recuperato alla cittadinanza.

L’iniziativa arriva in una fase di nuova tensione criminale. Nel quartiere San Giovanni a Teduccio e ai Quartieri spagnoli si registrano “stese” con decine di proiettili sparati all’impazzata e che hanno colpito anche le abitazioni.

I reportage

Figli del Vesuvio - Gli oltre 100 gruppi criminali in città, i 50 morti nel 2016, il business dello spaccio e del racket, e soprattutto le vittime innocenti. Napoli affronta la nuova generazioni di gangster e camorristi con preoccupazione, i magistrati si trovano davanti a un nuovo fenomeno chiamato "baby boss". Sempre più giovani imbracciano pistole e kalashnikov, imprevedibili e spavaldi sono protagonisti di agguati e "stese". E a finire sotto i loro colpi sono, spesso, persone innocenti.

Protagonisti del racconto sono proprio i familiari delle vittime innocenti: Genny Cesarano, Ciro Colonna e Maikol Russo. E per la prima volta in video parla Angela, la moglie di Maikol, a un anno dalla morte: fu ucciso la sera del 31 dicembre 2015 a Forcella. Con lei anche i genitori e la sorella di Ciro Colonna, 19 anni, ucciso a Ponticelli durante l'agguato al boss dei "barbudos" Raffaele Cepparulo,  e il papà di Genny Cesarano, ucciso anche lui dai colpi di una sparatoria a soli 17 anni.

Non hanno paura di nessuno - Se vuoi essere un boss, un capo, non puoi averne. Parlano i minori delle strade di una Napoli che vive questa nuova fase criminale. Sono i protagonisti di questo reportage. La recrudescenza delle stese, dei raid e della violenza metropolitana pongono inquirenti e magistrati di fronte a un fenomeno nuovo. "Più che a bande di camorra somigliano a bande di delinquenti colombiani", così racconta nel reportage il primo dirigente Michele Spina, Primo Dirigente dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli, che spiega questa nuova dinamica.

L'ultima modifica Martedì, 13 Febbraio 2018 14:35
Cronaca

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