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Lunedì, 25 Giugno 2018

SECONDIGLIANO: DETENUTI E STUDENTI DANNO UN CALCIO ALLA CAMORRA

Scritto da  Redazione Mag 08, 2018

«Cosa provate a stare in carcere?». «Cosa avete provato a essere coinvolti in questo progetto?». «Qualcuno di voi è mai stato un bullo?». «Cosa cambieresti del sistema carcerario?». «Cosa vi dà speranza ogni giorno?». Sono solo alcune delle domande che gli studenti dell’Istituto comprensivo Giovanni Pascoli II-Marta Russo Plesso Carbonelli di Secondigliano, guidato dalla dirigente Rosalba Matrone, hanno rivolto agli 8 detenuti con articolo 21, che si sono sfidati sul campo Andrea Capasso di via Limitone d’Arzano per la seconda edizione del Fair Play E-Vent Cup “Giochiamo il futuro calciando il passato”, ideato da Franca Lovisetto della E-Vent e Piermassimo Caiazzo, promosso dall’associazione Occt, in collaborazione con il Centro penitenziario di Secondigliano, la parrocchia dei Sacri Cuori e col patrocinio del presidente della VII Municipalità Maurizio Moschetti. 

Prima del quadrangolare che ha visto disputare le gare tra squadre di detenuti, polizia penitenziaria e associazioni Vivi Secondigliano e Occt, i carcerati hanno risposte a domande e curiosità dei ragazzi sui temi della criminalità e del bullismo. «La scuola e la famiglia sono il vostro futuro e l’unica strada corretta per la vostra vita - hanno detto i reclusi - oggi ciò che ci dà speranza e gioia sono i nostri figli e le nostre mogli, perché in carcere si è molto lontani dalla realtà e dagli affetti familiari. Ecco perché voi non dovete seguire il nostro esempio». Felici di gareggiare sul campo di calcio i carcerati hanno ribadito l’importanza di una seconda opportunità per chi ha sbagliato: «quello di oggi è stato il primo approccio di una presta libertà, che ci permetterà di tornare alle nostre famiglie». E sul tema del bullismo: «andate a scuola, rispettate i vostri insegnanti e i vostri compagni più deboli e, soprattutto, seguite sempre i consigli dei vostri genitori sulle amicizie sbagliate che dovete evitare». Vincitori del torneo i ragazzi di Vivi Secondigliano, allenati dal mister Luigi Fontanella, 37 anni, acconciatore maschile di professione e campione mondiale di taglio, acconciatura e colore a Seul in Corea nel 2016: «sono nato e cresciuto nel centro storico di Secondigliano e conservo con fierezza la medaglia d’oro vinta due anni fa per il mio lavoro. Questa è la dimostrazione che in questi quartieri non c’è solo criminalità, ma anche eccellenze».

Scopo primario dell’evento - che è stato introdotto dalla messa celebrata da don Augusto Piccoli, cappellano della polizia di Stato di Alessandria/Asti e intervallata dalle esibizioni del campione del mondo di aeromodellismo acrobatico Luca Pescante - è stato quello di favorire iniziative con gli studenti delle scuole del quartiere (quarte e quinte delle elementari e medie inferiori) per prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e delle devianze minorili. Il progetto si è avvalso infatti della mediazione dello sport come elemento di raccordo tra i minori del territorio, spesso preda di falsi miti, e i detenuti che hanno raccontato le loro esperienze per insegnare ai ragazzi che la vita, come una partita di calcio, va giocata con impegno e serietà nel rispetto delle regole e dell’altro. Storie viste come un “indicatore sociale” che descrive un pericolo da evitare e in cui si potrebbe incorrere pagando gravi conseguenze. 

 

L'ultima modifica Martedì, 08 Maggio 2018 16:46
Redazione

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