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Martedì, 21 Novembre 2017

BOLOGNA E PARMA: ACI E COOP SOCIALI CONTRO AUMENTO IVA

Scritto da  Giuseppe Manzo Ott 23, 2012

Da Parma a Bolognasi alzano ancora voci contro l'aumento Iva al 10% per le prestazioni socio-sanitarie. Volta, presidente Legacoop Parma: "Questa mannaia che rischia di abbattersi sull'intero welfare ha risvegliato molte coscienze". Calzolari, portavoce Aci Bologna: "La misura costringerà i Comuni e le Asl ad ulteriori tagli, le famiglie avranno meno servizi a costi più alti e ci sarà un impatto negativo sull’occupazione nelle cooperative sociali”. 

Andrea Volta, presidente di Legacoop Parma, interviene in merito al dibattito acceso dal paventato aumento dell'Iva sui servizi delle cooperative sociali dal 4 al 10%, inserito nella Legge di Stabilità. "L'unica cosa che ci consola è che non siamo soli nel difendere il sistema di tutela sociale che abbiamo costruito con tanto lavoro e impegno" - dichiara Volta - "Questa mannaia che rischia di abbattersi, non solo sulle cooperative sociali, ma sull'intero welfare ha risvegliato molte coscienze, che si sono unite in un coro di fondata e allarmata disapprovazione. Il sociale è uno dei fronti da tutelare con maggior determinazione, anche e soprattutto in periodi di crisi come quello che stiamo vivendo, una crisi endemica e persistente. Non si può pensare di aumentare gli introiti statali a scapito delle fasce di popolazione che hanno più bisogno di servizi e assistenza, come anziani, bambini, malati e disabili. Non si tratta di una cieca difesa aziendalistica ma di una consapevole battaglia a protezione della nostra comunità. I Comuni e le cooperative sociali si trovano sempre più disarmate e isolate di fronte all'emergenza del disagio e del malessere, aggravata dal progressivo depauperamento delle risorse. La logica ci porta ad affermare che, alla fine, si otterrà una diminuzione, non un aumento delle entrate, perchè i servizi collasserebbero se dovessero reggersi sulle sole forze della Pubblica Amministrazione e delle famiglie. Auspico davvero un cambio di direzione e una maggiore attenzione all'equità nelle misure di risanamento proposte".

"Con l’aumento dell’Iva dal 4% al 10% sui servizi socio-sanitari e assistenziali resi dalle cooperative sociali, si dà il colpo di grazia al welfare locale. La misura costringerà i Comuni e le Asl ad ulteriori tagli, le famiglie avranno meno servizi a costi più alti e ci sarà un impatto negativo sull’occupazione nelle cooperative sociali”. E’ il commento di Gianpiero Calzolari, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane Bologna, al provvedimento inserito dal governo Monti nella Legge di Stabilità che prevede l’aumento dell’Iva dal 4% al 10% da gennaio 2013 e l’ulteriore aggravio all’11% da luglio 2013, per le prestazioni socio-sanitarie e assistenziali fornite dalle cooperative sociali a Pubblica Amministrazione e cittadini. 

“La manovra – prosegue Calzolari – è una pura finzione ragionieristica, che servirà solo a trasformare in tasse quelli che prima erano servizi. Il risultato sarà un puro aggravio di costi sui bilanci già martoriati degli enti locali, che si vedranno costretti a tagliare pesantemente servizi nei campi dell’assistenza agli anziani, dei nidi, dell’assistenza domiciliare, dei servizi di accoglienza ai cittadini stranieri e delle altre prestazioni”. Nella provincia di Bologna, dove l’Alleanza delle Cooperative Italiane Bologna rappresenta 116 cooperative attive nel settore sociale e della sanità che danno lavoro a oltre 40 mila dipendenti, il ventilato aumento dell’Iva si tradurrà in un aumento di costo per le prestazioni rese a favore delle fasce più deboli della popolazione di 18 milioni di euro, addirittura 22 milioni da luglio 2013. 

“Un ulteriore aggravio - precisa Calzolari - che va ad aggiungersi al taglio dei servizi del 5% previsto dal decreto sulla Spending Review. Il nostro auspicio è che la Legge di Stabilità possa essere modificata per evitare lo smantellamento del welfare locale e lo stato di crisi di tante cooperative sociali. Il nostro appello è indirizzato soprattutto ai sindaci ai quali chiediamo di non sottovalutare questo provvedimento che mette a rischio la coesione sociale nel nostro territorio. Devono essere loro i primi a chiedere la modifica della Legge di Stabilità per tutelare le fasce più deboli della cittadinanza. Se sarà così, noi saremo al loro fianco per evitare il colpo di grazia al welfare”.

Redazione

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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