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Sabato, 25 Novembre 2017

CADIAI FA 40: PARLA FRANCA GUGLIELMETTI

Scritto da  Giuseppe Manzo Set 26, 2014

Iniziano oggi i festeggiamenti per un grande compleanno: la coop sociale bolognese compie 40 anni, la più "antica". Convegno con il ministro Poletti, poi festa a Pedrosa con consegna premio fotografico. Intervista alla presidente Franca Guglielmetti: "crescere con gradualità, sviluppare nuovi servizi, acquisire nuove professionalità e far crescere quelle che abbiamo"

Ha 40 anni ma non li dimostra. Cadiai è la coop sociale più "antica", nata nel 1974 a Bologna da un gruppo di donne. La storia e le immagini di questa cooperativa sono state protagoniste nel docufilm Futura. Oggi iniziano i festeggiamenti con un convegno a Bologna a cui partecipa il ministro Poletti e poi domenica grande festa a Pedrosa con la consegna del premio per il concorso fotografico. A parlare è la presidente Franca Guglielmetti.

Cadiai festeggia 40 anni di storia: qual è il primo ricordo da raccontare?

Mio personale? Il colloquio di assunzione, che mi fu fatto da Paola Menetti. Era da poco diventata presidente della cooperativa e cercava un pedagogista per fare un progetto di Centro Giovanile a Casteldebole, uno dei quartieri allora più difficili della città. Era il 1984 e da allora abbiamo lavorato insieme per progettare e avviare molti nuovi servizi della cooperativa.

Quanto è cambiata la cooperativa e il suo rapporto con la città di Bologna, gli utenti e le comunità coinvolte?

Ha acquistato importanza, rilievo, responsabilità. Sempre in modo graduale e condiviso ma costante e crescente. Penso che ci sia riconosciuto un ruolo di attore positivo e propulsivo nel panorama cittadino e provinciale sui temi del welfare e della economia sociale. Ed è un ruolo che esercitiamo in modo diffuso perché molti, se non tutti, i colleghi della cooperativa si sentono investiti di questa responsabilità.

Cadiai è cooperazione soprattutto di donne protagoniste nel lavoro e nella direzione d'impresa, come raccontato nel nostro docufilm Futura: la cooperativa è ancora eccezione?

Più che un'eccezione la definirei un caso unico, molto legato alla storia e al contesto in cui ci siamo sviluppate. E' proprio all'origine che si è determinato questo fattore di unicità, nel fatto che fin dall'inizio la leadership è stata femminile e così è rimasta nel corso di tutti questi quarant'anni. In ambito Legacoop vedo che molte cose si stanno muovendo nella direzione delle pari opportunità anche se ancora tanta strada resta da fare, ma la situazione di CADIAI rimane piuttosto particolare.

Politiche sociali. Oggi la parola chiave è innovazione: è d'accordo?

Certo, anche se si tratta di capire meglio in che senso orientare questa innovazione. A volte il dibattito sembra fissarsi su alcuni "assoluti" tali per cui basta essere innovativi per risolvere tutti i problemi. La mancanza delle risorse la risolviamo con l'innovazione, la crescita del lavoro nero e irregolare la risolviamo con l'innovazione, la trasformazione demografica, la crisi dei modelli familiari, la frammentazione del tessuto sociale: risolviamo tutto con l'innovazione! Non è che basta organizzare qualche "laboratorio sociale" o dibattito on-line per affrontare simili problemi. L'innovazione deve essere normativa, istituzionale, organizzativa, metodologica; investire tutti gli attori coinvolti; riuscire a integrare le diverse spinte ed iniziative. Insomma una grande fatica, un grande impegno perché noi abbiamo bisogno di soluzioni che siano efficaci nel tempo e al contempo sappiano rispondere all'evoluzione dei bisogni.

Intanto prosegue il dibattito sulle modifiche alle legge per l'impresa sociale: quali sono i punti chiave per lo sviluppo dell'imprenditoria sociale?

Aggregare la domanda e intercettare nuove risorse. Dirlo è semplice, farlo è molto difficile. Poi noi dobbiamo farlo rimanendo coerenti con i nostri assunti di base: qualità del lavoro, qualità dei servizi, creazione di capitale sociale. Sul piano normativo però, visto che è attiva la legge delega, l'importante è definire con precisione gli ambiti di attività, i requisiti e la specificità dei soggetti. Il rischio infatti è che invece di promuovere l'imprenditoria sociale sana e autentica, si determinino processi di selezione avversa, tali per cui si affermano quei soggetti che traggono maggior profitto dall'ambiguità e dall'indeterminatezza normativa. Noi siamo imprese cooperative che hanno al centro il lavoro, regolare, tutelato, garantito nel tempo. A questa specificità deve essere dato il dovuto riguardo.

La cooperazione sociale ha retto alla Crisi. Su questo settore c'è grande attenzione del mondo finanziario e bancario: sarà possibile mantenere saldi i valori di riferimento misurandosi anche con l'economia profit?

Sì, l'importante però è mantenere alto il livello di democrazia interna ovvero di condivisione delle scelte. Certo questo a volte significa impiegare più tempo nel decidere e nel mondo profit questo non è apprezzato. Però condividere le scelte non vuol dire condividere tutte le mosse; vuol dire condividere gli obiettivi, le linee che si vogliono seguire e poi dare conto della coerenza con cui ci si è mossi nel corso del tempo. È molto utile anche per chi deve materialmente decidere, nell'operatività, se mai in fretta e a volte da solo. Se hai in mente una linea condivisa, saprai cosa fare.

Arrivati a 40, Cadiai cosa vuol fare da grande?

Crescere con gradualità, sviluppare nuovi servizi, acquisire nuove professionalità e far crescere quelle che abbiamo. In pratica continuare a fare quello che abbiamo fatto fino ad oggi, ma con una diversa consapevolezza: non abbiamo più l'ente pubblico che ci indica la via, non abbiamo più i partiti o le grandi correnti di pensiero che ci spiegano che cosa fare; non abbiamo davanti ampi orizzonti. Dobbiamo essere noi per primi a individuare la meta, trovare la strada, dotarci dei mezzi e delle risorse per percorrerla. E tutto questo dobbiamo farlo insieme agli altri attori presenti, cercando di integrare istanze a volte contrapposte, non sempre tutte positive. A quarant'anni abbiamo acquisito la maturità per farlo.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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