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Lunedì, 15 Ottobre 2018

Foto Sandro Nardi Foto Sandro Nardi

DOVE STA LA FOLLIA? A REGGIO EMILIA IL DOCUFILM "LA VITA NON SA DI NOMI" In primo piano

Scritto da  Redazione Dic 14, 2017

Reduce dal caloroso successo de “Il meraviglioso ordinario”, Festina Lente si appresta a presentare sabato 16 dicembre alle ore 17 (ingresso libero), alla Sala degli Specchi del Teatro Valli di Reggio Emilia, l’anteprima del film documentario “La vita non sa di nomi” di Andreina Garella e Giovanna Poldi Allai, una produzione Festina Lente Teatro e Giovanna Poldi Allai, con il contributo di Azienda USL di Reggio Emilia, finanziamento collettivo BeCrowdy.

ll film sarà preceduto dagli interventi di Elisabetta Negri, Direttore delle attività socio-sanitarie e Direttore del Distretto di Reggio Emilia, Gaddomaria Grassi, Direttore Dipartimento Salute Mentale Reggio Emilia, Lucio Pederzoli, psichiatra, responsabile Progetto Teatro e Salute Mentale, Matteo Sassi, Vice Sindaco del Comune di Reggio Emilia e Assessore al Welfare, Giuseppe Gherpelli, Direttore generale Fondazione I Teatri e delle registe Andreina Garella e Giovanna Poldi Allai.

Dall’incontro tra le due registe è nata l’idea di unire le diverse attitudini e forme espressive per realizzare insieme un film, così da preservare nel tempo un’esperienza teatrale e umana unica. Il film è il racconto di un progetto teatrale che dal 2002 a Reggio Emilia coinvolge un gruppo di persone con fragilità e disagio psichico seguite dal Dipartimento di Salute Mentale della Sanità Pubblica, alcuni operatori sanitari e i cittadini vogliosi di partecipare. Una realtà artistica nata dal disagio e dall’esclusione, una compagnia fuori dall’ordinario, in grado di emozionare e interrogare gli spettatori.

Cosa significa andare in scena sul palcoscenico della vita? È la domanda a cui tutti i protagonisti tentano di dare una risposta. Le più diverse individualità sono valorizzate e ognuno trova le sue ragioni e i suoi modi per esserci e per partecipare con determinazione e con coraggio sgretolando lo stigma, etichetta troppo sbrigativa che viene appiccicata a chi è diverso.

La Compagnia mostra la sua fragilità, senza vergogna, mostra altri modi di stare al mondo. Dove sta la follia? Dove sta la ragione? Regista e attori sono troppo impegnati in corse pazze, nel lanciare mazzi di fiori, nel rubarsi la corona dalla testa, nel recitare ricette di cucina e nell’interrogarsi su vertiginose questioni filosofiche, per farci annoiare in inutili classificazioni e graduatorie. A quarant’anni dalla legge Basaglia.

 

 

L'ultima modifica Giovedì, 14 Dicembre 2017 11:06
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