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Lunedì, 23 Aprile 2018

ITACA, FATTURATO OK. TOMARCHIO: NO A PRIVATIZZAZIONE SELVAGGIA SERVIZI

Scritto da  Redazione Feb 20, 2013

Fatturato in crescita del 5% e occupazione in aumento, il 2012 della Cooperativa sociale Itaca di Pordenone (a sinistra una foto durante una riunione) si è chiuso con un saldo con davanti il segno “più”. Un anno significativo, che ha visto celebrare in maniera insolita il Ventennale di fondazione della Coop friulana, con il lancio di FAB, incubatore di impresa sociale. Intervista a Leo Tomarchio, presidente di Itaca: "No a scappatoia più semplice: privatizzazione selvaggia dei servizi sociali e sanitari”.

Fatturato in crescita del 5% (nel 2011 si era attestato sui 34.223.408 euro) e occupazione in aumento, il 2012 della Cooperativa sociale Itaca di Pordenone si è chiuso con un saldo con davanti il segno “più”. Un anno significativo, che ha visto celebrare in maniera insolita il Ventennale di fondazione della Coop friulana, con il lancio di un progetto innovativo: si tratta di FAB (www.i-fab.it), il generatore d’impresa sociale che Itaca ha scelto di creare per restituire alla comunità di appartenenza un contenitore capace di creare progetti di sviluppo e di occupazione. Del 2012, di FAB e delle prospettive per il 2013 abbiamo parlato con il presidente Leo Tomarchio.

Presidente Tomarchio, in attesa dell’assemblea dei soci che prevedete in primavera, cosa ci può anticipare sulla chiusura del bilancio 2012 di Itaca?

“Il 2012 per Itaca si è chiuso in maniera positiva, nonostante la crisi strutturale che attanaglia tutta l’Italia. Il nostro fatturato è aumentato di circa il 5%, un incremento, seppur limitato, che ci consente di guardare in maniera un po’ più serena ad un futuro dominato dall’incertezza. Il dato relativo all’occupazione è in crescita, il che con i tempi che corrono, con il numero delle aziende che chiudono l’attività in aumento, ci lascia ben sperare. La redditività è diminuita ma è rimasta su valori ancora accettabili, ciò ci consente di chiudere l’anno 2012 con un leggero utile, anche grazie allo slittamento dell’applicazione in busta paga delle tranches relative al Contratto collettivo nazionale di lavoro delle Cooperative sociali, sebbene, va sottolineato, ciò sia a discapito dei lavoratori”.

Il 2012 per voi è stato anche un anno significativo per un altro aspetto: Itaca ha compiuto 20 anni di attività…

“Il 29 giugno scorso abbiamo celebrato il nostro Ventennale di fondazione presentando un progetto rilevante, nuovo e unico nel suo genere. FAB, il nostro generatore d’impresa sociale (www.i-fab.it) ha avuto un percorso veloce ed entusiasmante, nato su una radice profonda e matura nel tempo e che potrebbe riassumersi con la locuzione “fare cooperazione” e, più nel dettaglio, fare cooperazione sociale. Il senso primo di questa azione, al di là della costruzione di nuove reti e/o del consolidamento di relazioni stabili, è stato intervenire operativamente sul tema urgente del lavoro e dello sviluppo, scommettendo sul sapere, sulle potenzialità e sulle idee di persone che nessuno sa più dove collocare e impiegare, e che necessitano di una rete forte di relazioni e collaborazioni per veder realizzata la propria intuizione e i propri talenti. Con la prima chiamata abbiamo ricevuto 23 idee, 7 quelle che hanno avuto accesso all’Academy e che poi si sono trasformate in 6 per la fusione di 2 progetti, 3 quelli che hanno superato la fase finale e sui quali stiamo lavorando per l’immissione nel mercato, un quatro verrà fatto proprio da una importante Coop sociale B del territorio”.

Si parla sempre più di welfare di questi tempi, qual è la situazione in Friuli Venezia Giulia?

“Qui ha ancora avuto una tenuta, la nostra è una Regione che rimane virtuosa sia per il rispetto nella tempistica dei pagamenti, sia per la qualità dei servizi erogati ai cittadini. Ciò, nonostante il panorama a livello nazionale desti oggi non poche preoccupazioni, non solo per il clima di forte incertezza politica, da cui non sappiamo cosa potrà scaturire in termini di nuovi tagli alla spesa pubblica. E non vorremmo dover registrare, per l’ennesima volta, gli ennesimi tagli ai servizi, quanto piuttosto preferiremmo apprendere di tagli agli sprechi. E non vorremmo nemmeno che questa possa diventare la scappatoia più semplice per una privatizzazione selvaggia dei servizi sociali e sanitari”.

Quali le prospettive per l’anno in corso?

“Sarà un anno di forte attenzione e cautela per il consolidamento dei servizi che già gestiamo, nonché per la tutela dei posti di lavoro dei nostri soci e dipendenti. Senza dimenticare la tensione all’innovazione e alla qualità dei servizi che eroghiamo. Continueremo ad impegnarci con coerenza, la razionalizzazione dei servizi va portata avanti attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori, attuando una reale co-progettazione con tavoli di lavoro che siano non solo concreti, ma che vedano tutti i protagonisti presenti per dare un reale contributo alla soluzione dei problemi del welfare. Il nostro augurio è che una volta stabilizzata la situazione politica, ci si possa sedere a quei tavoli per lavorare a favore dei cittadini, siano essi beneficiari dei servizi oppure lavoratori.

Uno sforzo che dovrà essere fatto proprio dal Terzo settore nel suo insieme e dalla Cooperazione sociale in particolare. E’ auspicabile che il nostro comparto si faccia trovare compatto per affrontare la nuova era che si è oramai aperta, quella di una crisi che non è più congiunturale bensì strutturale. Noi Cooperative sociali dobbiamo essere tra gli attori che questo cambiamento lo affronteranno a viso aperto”.

F. D. P.

Ufficio stampa Itaca 

 

Redazione

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