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Martedì, 21 Novembre 2017

FVG, EDUCATORI "PRIVI DI TITOLO" A RISCHIO ESPULSIONE DAL LAVORO

Scritto da  Redazione Lug 14, 2016

Tegola sugli operatori sociali friulani "privi di titolo": rischiano espulsione al rinnovo degli appalti. Aci Sociali Fvg chiede all'assessora Maria Sandra Telesca di intervenire immediatamente: "la Regione inserisca immediatamente la clausola sociale in tutte le procedure di affidamento".

In Friuli Venezia Giulia educatori senza titolo a rischio di espulsione dal lavoro nella fase di rinnovo degli appalti, i vertici regionali di Aci sociali chiedono un immediato intervento della Regione nei confronti delle stazioni appaltanti e dell'Egas, al fine di inserire la clausola sociale in tutte le procedure di affidamento. I presidenti regionali di Agci Solidarietà – Giada Pozzetto, Confcooperative Federsolidarietà – Luca Fontana e Legacoopsociali – Gian Luigi Bettoli, insieme a Circolo Acli Nuova cooperazione – Pier Antonio Zanin e Gruppo spontaneo educatori di Pordenone – Samantha Marcon hanno inviato all'assessora regionale alla salute Maria Sandra Telesca e al direttore centrale Salute Adriano Marcolongo una nuova comunicazione a seguito dell'entrata in vigore della nuova legge regionale.

"In attesa che venga definito il Regolamento attuativo, chiediamo un'azione immediata da parte della Regione nei confronti delle stazioni appaltanti e dell'Egas (come da impegno preso dalla giunta nella seduta del Consiglio regionale dello scorso 19 maggio) in merito all'adozione, nelle more del completamento del percorso di riqualificazione degli educatori, di specifiche linee di indirizzo atte a garantire l'inserimento della clausola sociale in tutte le procedure di affidamento degli interventi e dei servizi del sistema integrato di cui alla Legge 6/2006 finalizzato a garantire il riassorbimento di tutti gli operatori privi di titolo e con esperienza lavorativa, definiti dai commi 10 ter e 10 quater dello stralcio 106-07".

Un atto non più procrastinabile grazie al quale la Regione Fvg "eviterà il rischio, già segnalatoci da alcune associate – affermano Giada Pozzetto, Luca Fontana, Gian Luigi Bettoli, Pier Antonio Zanin e Samantha Marcon -, che il personale attualmente occupato nei servizi sociali e in possesso di titoli di laurea diversi da quelli in Educazione Professionale o in Scienze dell'Educazione o in possesso di diploma di scuola media superiore o inferiore, venga espulso dal lavoro nella fase di rinnovo degli appalti. Si tratta di una situazione che accumuna quanti già in possesso del sufficiente periodo di anzianità di servizio per i quali il Regolamento andrà a definire il piano riqualificazione professionale e quanti invece hanno anzianità di servizio inferiore (cfr. 10 quinquies)".

Peraltro, risulta "quanto mai urgente un monitoraggio da parte della Regione per avere dati aggiornati sul numero di operatori su cui poter intervenire con soluzione correttive adeguate al fine di "garantire il riassorbimento degli operatori che svolgono attività educative nell'ambito del sistema integrato, anche a fronte di modifiche dell'operatore aggiudicatario" (come riportato sul verbale n. 226 del Consiglio regionale del 19 maggio)".

Le associazioni regionali, nel frattempo, confermano il loro "impegno ad essere parte attiva e propositiva nel percorso di attuazione di questa legge", ma chiedono "di conoscere il piano di azioni che verranno messe in atto e le tempistiche".

Tra i diversi altri punti che Aci sociali Fvg evidenzia all'Amministrazione regionale, in primo luogo la "definizione del profilo professionale dell'animatore sociale. Dalle nostre associate ci viene con forza l'urgenza di capire quali saranno le differenze operative e di mansione fra l'educatore e l'animatore sociale. Con il Regolamento si andrà infatti a normalizzare operatori che finora hanno svolto funzioni di educatori ed oggi, in base al titolo di studio posseduto, si trovano ad essere animatori sociali e non più educatori, con possibili conseguenze nella partecipazione agli appalti e nelle retribuzioni percepite".

Altro aspetto, ma non secondario, riguarda "quali provvedimenti la Regione Fvg intenda prendere per garantire la riqualificazione degli addetti all'assistenza che non avessero maturato i due anni di esperienza richiesti alla data del 22 aprile 2006". Rimandando ad uno specifico incontro il confronto su questi ed altri aspetti critici fin qui rilevati, le associazioni regionali concludono chiedendo un "chiarimento rispetto al testo di legge comma 10 bis in cui si dice che gli educatori che verranno assunti dovranno essere in possesso di "diploma di laurea di educatore professionale e del diploma di laurea appartenenti...". L'utilizzo della congiunzione "e" e non "o" è un errore di trascrizione?".

Redazione Fvg

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