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Lunedì, 23 Ottobre 2017

ROMA, SGOMBERI E AGGRESSIONI: LA MORSA DELLA VIOLENZA RAZZISTA

Scritto da  Redazione Set 01, 2017

Nel mirino ci sono migranti, rifugiati e non, ormai nemico pubblico di un Paese tra propaganda politica e bufale create ad hoc. Al Tiburtino aggrediti i volontari di Baobab e la Croce Rossa si dice pronta a chiudere il presidio umanitario.

 

 

Dopo piazza Indipendenza ecco l’accoltellamento al Tiburtino. Nel mirino ci sono migranti, rifugiati e non, ormai nemico pubblico di un Paese tra propaganda politica e bufale create ad hoc. Un eritreo è stato accoltellato dopo ore di tensione con i residenti del quartiere davanti al presidio umanitario della Croce Rossa.

Secondo i romani “giustizieri” ci sarebbe stato un tentativo di violenza del migrante a dei ragazzini ma gli operatori della Cri hanno smentito questa versione riportata da molte testate on line. Secondo una ricostruzione più veritiera ci sarebbe stato un battibecco tra l’eritreo e dei ragazzini con il lancio di una pietra. A quel punto sono entrati in azione i genitori e altre persone del quartiere.

Aggrediti i volontari di Baobab

“Di alcuni fatti, però, siamo stati testimoni diretti”, scrivono i volontari e gli attivisti di Baobab Experience. “Alcuni di noi arrivano sul posto attorno alle due di notte, trovando uno sparuto gruppo di cittadini, non più di una ventina in quel momento, in evidente stato di sovraeccitazione. A bloccarli, un cordone di agenti di polizia, con caschi e scudi. Due ambulanze ferme, ad un centinaio di metri dall’ingresso del centro. Non appena intuiscono chi siamo, i residenti iniziano a mostrarsi molto minacciosi. Una donna urla “sono stata io a dare la sprangata, la prossima volta l’ammazzo proprio”. Nessuno interviene. Ad un volontario viene chiesto con tono intimidatorio di mostrare il contenuto dello zaino”.

“Nel frattempo la tensione monta, e la storia pure”. Così continua il racconto pubblicato sulla pagina facebook: “il migrante viene accusato dalla gente di aver trascinato un ragazzo dodicenne all’interno del centro per abusarne. Gli operatori della Croce Rossa smentiscono. Alcuni di noi riescono a superare il cordone di polizia e ad entrare nel centro per chiedere notizie del migrante ferito, di cui in quel momento si ignorano le condizioni, e per cercare di interloquire con la funzionaria di polizia che dirige le operazioni, e che conosciamo bene, dai tanti sgomberi del presidio informale di Baobab Experience.

In quel momento, alcuni agenti ci intimano di allontanarci, con la minaccia di essere portati in commissariato con l’accusa di interruzione di pubblico servizio. Le ambulanze, nel frattempo, sono ancora bloccate all’esterno del centro. Facciamo presente agli agenti che uscire dal centro, in quel momento, è per noi molto pericoloso, ma non c’è nulla da fare. 

Usciti dal centro, ci ritroviamo circondati. Partono immediatamente le minacce, gli insulti, la violenza. Una volontaria viene colpita alla guancia da un forte manrovescio. Urliamo agli agenti di proteggerci, e solo allora decidono di intervenire, frapponendosi tra noi e gli assedianti e scortandoci per qualche decina di metri, ancora inseguiti ed ingiuriati da una folla ormai fuori controllo. Riusciamo a riprendere le auto e ad allontanarci”.

“Questo, quindi, è quello che è accaduto davanti ai nostri occhi. Da una parte violenza e razzismo, dall’altra l’apparente passività della polizia, incapace di arginare una ventina di persone per permettere all’ambulanza di avvicinarsi”, specificano ricostruendo la loro testimonianza diretta.

E concludendo: “A Via del Frantoio, l’altro ieri notte, non c’è scappato il morto. Alla fine, il caso ha voluto così, questa volta. Ma questo è un fuoco su cui stanno soffiando in troppi, e troppo forte. Chi ha un ruolo politico o istituzionale, è bene inizi davvero a fare i conti con le proprie responsabilità”.

Croce Rossa: pronti a chiudere

“Se dobbiamo vivere in uno stato di assedio, se via del Frantoio deve diventare un fortino, siamo pronti a chiudere anche oggi”. Si sfoga così Debora Diodati, presidente della Croce Rossa di Roma, dopo che da martedì notte il presidio umanitario dell’associazione (situati nella zona Tiburtina di Roma) è costantemente vigilato dalle forze dell’ordine. La sera del 29 agosto, infatti, un uomo di origine eritrea è stato accoltellato lì davanti, nel centro per migranti e richiedenti asilo, che l’organizzazione gestisce dal 2015. L’aggressione è avvenuta in seguito a una lite tra alcuni bambini e il rifugiato: si parla di un lancio di sassi (che però l’uomo ha negato durante l’interrogatorio) e di una vendetta da parte dei genitori. Lo avrebbero seguito fino a via del Frantoio, per poi colpirlo con un coltello. Sui fatti sta indagando la magistratura.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale/Ec)

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