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Venerdì, 24 Novembre 2017

STORIE DEI SENZA DIMORA NELLA MILANO DELL'EXPO

Scritto da  Redazione Mar 24, 2015

A poco più di un mese dall'Expo le storie di un anno di attività del Centro diurno Ronda di Milano: seguite 46 persone al giorno (29 italiani). C'è chi è finito in strada da esodato, chi dopo aver perso il lavoro e chi un impiego non lo ha mai trovato e ha perso tutti i risparmi.

Senza lavoro o esodato, storie di clochard a Milano a un mese dall'Expo. C'è chi è finito in strada da esodato, chi dopo aver perso il lavoro. E c'è chi aveva qualche risparmio ed è venuto nel capoluogo lombardo sperando di trovare un'occupazione: i soldi sono finiti, il lavoro non l'ha trovato e il dormitorio e la mensa dei poveri sono stati l'unica soluzione. In un anno il Centro diurno Ronda di via Casoretto (angolo via Picozzi), zona nord est di Milano, ha accolto e seguito quotidianamente 46 persone senza dimora, di cui 29 italiani e 17 stranieri.

Un piccolo osservatorio di qualche che sta succedendo in città e tra le persone che vivono in strada. "La prima richiesta che ci fanno è di trovare loro un lavoro - racconta Annalia Savini, coordinatrice del Centro fondato dall'associazione Ronda della Carità -. Ma poi dai colloqui emergono anche altri problemi, sia di relazioni sia di salute. Le persone senza dimora hanno infatti difficoltà ad accedere ai servizi sanitari, soprattutto chi perde l'iscrizione all'anagrafe non può avere il medico di base". In un anno il Centro è riuscito a offrire 11 inserimenti lavorativi, un reinserimento in famiglia e 3 inserimenti in comunità o casa protetta. Dieci invece, dopo qualche colloquio o incontro, hanno smesso di frequentare.

Il Centro è aperto da lunedì a venerdì, dalle ore 9 alle ore 17, per 11 mesi all'anno. I senza dimora trovano, oltre a operatori disponibili a parlare e ascoltare i loro problemi, anche laboratori di lingua italiana e inglese, di informatica, d'arte, di scrittura creativa e di ascolto attivo della musica e di cucina. "I laboratori servono soprattutto per riattivare il pensiero e permettono di far interagire le persone tra loro - spiega Annalisa Savini - Sono gli stessi senza dimora a dircelo: grazie ai laboratori ricominciano a pensare, a creare. Cosa che in strada non si riesce a fare". Tra l'altro, con il laboratorio artistico creativo i senza dimora confezionano di oggetti da regalo, che vengono offerti al pubblico con una donazione, per sostenere le attività del Centro diurno stesso. "Un modo per responsabilizzarli", precisa Savini.

Per celebrare un anno di apertura del Centro, la Ronda della Carità organizza per sabato 11 aprile 2015 alle ore 20.30 presso l'Auditorium di via Valvassori Peroni, 56 una serata con la proiezione di "Let's go", documentario della regista Antonietta De Lillo, che racconta la storia di Luca Musella. Luca negli anni ottanta è un fotografo affermato, ma a causa di investimenti sbagliati, complice il periodo di crisi, torna a Milano certo di trovare lavoro e finisce quasi per strada. Il film è realizzato da marechiarofilm in collaborazione con Rai Cinema ed è stato presentato al 32° Torino Film Festival nell'ambito della sezione Diritti & Rovesci a cura di Paolo Virzì. Parteciperanno alla serata del Centro diurno sia la regista che il "protagonista" del documentario.

Al termine della proiezione si terrà un breve dibattito sulla vita dei senza dimora con la possibilità di dialogare con alcuni utenti del Centro diurno, con volontari e operatori dell'Associazione. L'ingresso è gratuito a offerta libera.

Redazione  (Fonte: Redattore Sociale)

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