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Sabato, 25 Novembre 2017

INCANTO A MILANO: STORIA DI UNA FUSIONE IN MUSICA In primo piano

Scritto da  Redazione Nov 02, 2017

La sala è piena. E non una sala qualsiasi, ma la Sala dell’Arciconfraternita del Museo Diocesano di Milano. È una sera di ottobre inoltrato e siamo nel quartiere Ticinese, conosciuto ai più per i locali e la vita notturna sulle sponde dei Navigli. Ma lungo il corso della Porta omonima, verso la Darsena, si apre la piazza della Basilica di sant’Eustorgio, un importante pezzo di storia della città.

Narra la leggenda che in questo luogo, nel quarto secolo, il carro che trasportava da Costantinopolii resti dei Re Magisprofondò nel fango e non ci fu verso di farlo avanzare un metro di più. Il vescovo Eustorgio decise allora di edificare esattamente lì una basilica per custodire le reliquie. Per questo, caso unico, sulla sommità del campanile è presente una stella a otto punte a simboleggiare la stella cometa.

Dietro quella facciata romanica di mattoni rossi,si nasconde uno dei tesori dell’arte di Milano. Si permetta un breve digressione: Milano per i non milanesi è la metropoli sempre di corsa del terziario e degli affari, efficiente e attenta ai dané. Nessuno la assocerebbe all’arte e ai monumenti, i luoghi comuni la vogliono imparagonabile a Firenze o Roma. Eppure, con discrezione e una certa aristocratica eleganza, Milano regala veri e propri gioielli a chi ha la pazienza di cercarli.

È questo il caso della Cappella Portinari in S. Eustorgio, commissionata intorno al 1462 da Pigello Portinari, fiorentino inviato a Milano per gestire una filiale del Banco Mediceo. Portinari volle edificare una cappella dedicata a san Pietro da Verona e nel farlo riuscì a conciliare l’architettura rinascimentale di stampo fiorentino con gli splendidi affreschi di scuola lombarda di Vincenzo Foppa, il tutto circa un ventennio prima dell’arrivo di Leonardo alla corte di Ludovico il Moro.

La sintesi di due tradizioni artistiche rinascimentali si collega, per tornare al presente, con la fusione tra due cooperative sociali di cui si celebra oggi l’anniversario: Il Melograno e CBM-Centro per il bambino maltrattato. Fusione che ha sancito l’incontro di due culture dedicate al benessere delle persone, due tradizioni e due prassi differenti, ma complementari: Il Melograno è una cooperativa sociale collaudata nei servizi alla persona e solida nel suo impegno verso gli utenti e verso i dipendenti; CBM ha dalla sua un’esperienza trentennale in cura delle relazioni, promozione del benessere di minori e famiglie, nonché un autorevole Comitato scientifico. Combinare due culture non è mai un processo neutro e privo di difficoltà; eppure possiamo affermare che le differenze in questo anno sono diventate e stanno diventando sempre più motivo di ricchezza, fonte per ritrovare la comune attenzione alle relazioni positive, al confronto aperto, all'accettazione reciproca. Differenze, dunque, capaci di generare novità, emozioni, prospettive di vita, interventi efficaci a favore dei fruitori dei nostri servizi.

La sala è piena. E non una sala qualsiasi, ma la Sala dell’Arciconfraternita del Museo Diocesano di Milano. Nelle nostre orecchie risuonano le note della la Petite messe solennelle di Gioachino Rossini, regalateci dal coro polifonico MusicaInCanto diretto dal Maestro Michele Brescia. Una composizione che mescola e include sapientemente voci, suoni, ritmi, sfumature timbriche che passano dai toni raffinati della contemplazione alle note di festosa leggerezza, da passaggi di improvvisa drammaticità e mestizia a frasi di delicata sensibilità mistica. Momenti contrastanti per stile, tecnica e carattere espressivo raggiungono un prodigioso equilibrio armonico. Non è stata una scelta casuale: questo gioiello musicale ci permette, letteralmente, di cantare le differenze. Differenze che vediamo plasticamente riprodotte in sala: persone diverse per età, provenienza, sensibilità e cultura si ritrovano, qui e ora, per gioire del piacere di stare insieme e di ascoltare musica classica. Del resto, la musica resta tra i migliori esempi di come il bello e il giusto nascano da intuizioni, strumenti, ritmi, suoni ogni volta diversi e inaspettati. Come la vita, come lo stare insieme, come lavorare per gli altri, comequel progetto ambizioso che è stato la fusione tra Il Melograno e CBM. Grazie per esserci, per la numerosa e calorosa partecipazione in questa serata d’autunno milanese.

Cooperativa sociale Il Melograno Onlus

L'ultima modifica Giovedì, 02 Novembre 2017 15:36
Redazione

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