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Lunedì, 15 Ottobre 2018

TORINO: A PORTA PALAZZO PASSA L'INTEGRAZIONE In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 31, 2017

Galleria Umberto I, centro storico di Torino. Nel cuore di Porta Palazzo, quartiere multietnico sede del  più grande mercato all’aperto d’Europa, un gruppo di giovani dai 15 ai 29 anni fa quotidianamente esercizi di cittadinanza attiva, praticando l’accoglienza e il superamento dei pregiudizi. Sono eterogenei per nazionalità, età, sesso, background culturale, condizione economica e sociale. Rappresentano tutte le parti del mondo e hanno storie di vita diversissime. Alcuni di loro abitano o lavorano nel quartiere, altri ci sono arrivati per il passaparola dell’amico. All’occhio distratto del passante sembrano l’uno l’opposto dell’altro, ma chi li osserva con attenzione vedrà che hanno molto in comune, a partire dalla voglia di mettersi in gioco in prima linea per diventare protagonisti del cambiamento di loro stessi e del luogo in cui vivono. Grazie a YEPP Porta Palazzo, immaginano e realizzano progetti di riqualificazione del quartiere; nel frattempo, scoprono i loro talenti e crescono come persone e cittadini.

Il progetto YEPP Porta Palazzo nasce nel 2012 per volontà e con il supporto della Compagnia di San Paolo come sito locale nell’ambito della rete YEPP internazionale. Trae le sue origini da YEPP ( Youth Empowerment Partnership Programme ), un metodo sviluppato a livello europeo che punta a migliorare la qualità della vita dei giovani in aree che presentano una particolare complessità sociale , facendoli diventare membri attivi delle proprie comunità. Promuovendo il lavoro in rete del terzo settore insieme a quelli pubblico e privato, YEPP coinvolge i giovani nell’ideazione, progettazione e realizzazione di iniziative che rispondono ai loro bisogni e desideri . Il metodo YEPP è promosso in Italia dall’Associazione YEPP Italia e conta ad oggi 15 siti locali dal Piemonte alla Sicilia.

Nel corso di questi anni, YEPP Porta Palazzo ha realizzato azioni con e per i giovani perseguendo i seguenti obiettivi : promuovere aggregazione e socialità negli spazi pubblici del quartiere (le strade, i parchi, le gallerie, le aree più centrali e quelle più periferiche), in un'ottica di prevenzione e riqualificazione; scoprire e valorizzare i talenti dei ragazzi in ambito sportivo, artistico e lavorativo e potenziare le loro capacità organizzative; migliorare la qualità del tempo libero dei giovani che frequentano Porta Palazzo. Tutte le iniziative sono state implementate in rete con altre realtà attive sul territorio - pubbliche, private, del terzo settore e cittadini - affinché avessero maggiore diffusione e impatto. Sul lungo periodo, YEPP Porta Palazzo mira a consolidare un gruppo di giovani attivi e motivati che continuino a collaborare nel quartiere.

“Diamo la possibilità a ragazzi e ragazze di tutti i tipi di immaginare attività da fare insieme nel quartiere, guidati e supportati da tre tutor dell’Associazione Arteria onlus e altri giovani volontari più esperti” affermano le coordinatrici locali Cristina Basciano e Isabella Brossa , lo staff messo a disposizione dalla Compagnia di San Paolo per accompagnare il gruppo nel processo di progettazione, gestione e valutazione. “YEPP offre opportunità a cui i nostri ragazzi avrebbero difficoltà ad accedere a causa di barriere economiche, sociali, relazionali” aggiungono. Secondo la tutor Anna Gentile , una delle opportunità più significative è quella di “favorire l’interazione, il confronto alla pari e lo spirito di gruppo tra giovani di età, provenienze e stili di vita molto diversi tra loro”.

“I ragazzi arrivano a Casa YEPP perché sono in cerca di contatto umano e di socializzazione - racconta il tutor Davide Balistreri - Hanno tanta energia da condividere, energia a cui noi tutor proviamo a dare un obiettivo, aiutandoli a mettere alla prova le loro abilità, il loro saper fare e saper essere”. “L’unicità di questo progetto sta nella sua capacità di considerare i ragazzi attori protagonisti del loro tempo libero e del loro futuro - spiega il tutor Ivano Casalegno - Noi non ci consideriamo animatori, ma tutor che li supportano e li incoraggiano nel trasformare sogni e bisogni in progetti concreti, da realizzare insieme agli altri. Di conseguenza, i ragazzi non sono utenti: a chi vuole unirsi al gruppo, chiediamo di farsi carico della promozione e attuazione delle singole iniziative dimostrando costanza e responsabilità. Se manca l’impegno, il progetto non si fa”.

L'ultima modifica Martedì, 31 Ottobre 2017 14:05
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