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Sabato, 25 Novembre 2017

STOP OPG: MARCO CAVALLO ARRIVA A PALERMO

Scritto da  Redazione Nov 18, 2013

Tappa siciliana dell'iiniziativa organizzata dal comitato StopOPG che toccherà sedici città italiane, entrando in sei ospedali psichiatrici giudiziari per chiederne la chiusura degli Opg. Peppe Dell’Acqua: ''Abbiamo bisogno di fare una seconda rivoluzione''

Entrata trionfale per Marco Cavallo ieri pomeriggio nel complesso monumentale di Villa Pantelleria dove la città di Palermo ha reso omaggio con diverse performance artistiche (vedi lancio successivo) al cavallo blu di cartapesta, alto 4 metri che guidato da Peppe Dell’Acqua chiede a gran voce la chiusura degli Opg, il no categorico ai mini-Opg e l’apertura dei centri di salute mentale h24 . L’iniziativa organizzata dal comitato StopOPG, toccherà sedici città italiane, entrando in sei ospedali psichiatrici giudiziari per chiederne la chiusura degli Opg.

Si tratta di un viaggio di denuncia che vuole lanciare anche un allarme, in questo momento dettato dal fatto che, al posto delle Opg si stanno progettando delle strutture speciali in ogni regione (i cosiddetti mini Opg), in cui trasferire e rinchiudere nuovamente gli internati col rischio che si aprano, al posto dei vecchi manicomi giudiziari, nuovi piccoli manicomi regionali. Ecco perché la carovana “Marco Cavallo” chiede l’apertura dei centri di Salute mentale h 24 .

A parlare subito con i cittadini è lo psichiatra Peppe Dell’Acqua, già direttore del dipartimento di Salute mentale triestino e uno degli eredi diretti di Franco Basaglia che per la chiusura dei manicomi e adesso per quella degli Opg sta lottando fortemente. “Oggi abbiamo bisogno di fare una seconda rivoluzione – dice lo psichiatra -. Dobbiamo partire dal portare fuori chi si trova ancora negli Opg con delle modalità che sono alla nostra portata che non sono costose e che impegnerebbero le persone, i giovani di ogni territorio a fare dei lavori straordinari. Chiediamo al sindaco e al presidente della regione la realizzazione dei servizi che siano vicini alle persone, cioè i centri di salute mentali sempre aperti e prossimi ai cittadini. Costa sicuramente meno di tutto il denaro che si butta per uccidere lentamente le persone all’interno delle cosiddette comunità terapeutiche. Non è soltanto una questione di costi ma certe scelte sono una questione soprattutto di volontà”.

“La battaglia contro gli ospedali psichiatrici giudiziari, denunciandone le carenze, le prepotenze e tutto l’annientamento delle persone che sono internate, non è una critica agli operatori che colgo l’occasione per dire che sono straordinari per il tipo di lavoro difficile che fanno – aggiunge ancora Peppe Dell’Acqua -. Marco Cavallo è in Sicilia per dire che bisogna restituire i diritti e non per dire che gli Opg sono sbriciolati sono sporchi ma per dire soprattutto che in questi luoghi, in maniera assolutamente silenziosa ci stanno una quantità di persone che sono annientate dal sistema. Noi diciamo che stare in carcere, come dicono gli internati, è molto meglio che stare in manicomi giudiziari. Stare in carcere significa continuare ad avere diritti stare in un manicomio giudiziario significa non avere più nulla. Chi protesta viene legato aumentando le cosiddette misure di sicurezza dando corso ad una sorta di ergastolo bianco. Ci continueremo a battere per chiudere gli Opg ma non vogliamo che si costruiscano tanti mini-Opg cioè Residenze per l’Esecuzione della Misura di Sicurezza (Rems) di cui siamo assolutamente preoccupati, Poi siamo qui per dire che bisogna cominciare a lavorare con forza per attivare a tutto campo i Servizi di salute mentale che sono carenti in tutta Italia altrimenti si rischia di perdere tutto quello che coraggiosamente abbiamo guadagnato in quarat’anni. Questo è anche un appello che rivolgeremo ai presidenti Grasso e Boldrini quando il cavallo si fermerà a Roma”.

A fare gli onori di casa è stato il sindaco Orlando che dice: “Marco Cavallo deve partire dalla coscienza di tutti noi che dobbiamo renderci conto che questi ospedali psichiatrici giudiziari sono una perversione rispetto alla filosofia della cura e della riabilitazione di coloro che hanno problemi di salute mentale. Occorre a questo proposito intensificare con molta forza le collaborazioni che a Palermo stiamo sviluppando con le Asp per promuovere e rafforzare il lavoro dei centri di salute mentale. Per gli Opg accade quello che oggi succede anche per i centri di accoglienza per i migranti (Cie) che da luoghi di accoglienza diventano luoghi duri di detenzione invivibili. Il rafforzamento dei centri di salute mentale attraverso anche la collaborazione della nostra amministrazione è un punto fermo sul quale si lavorerà per garantire serenità anche alle famiglie”.

Con un certo stupore della gente presente alla maifestazione si è registrata, invece la completa assenza dei rappresentanti politici regionali. “In questa importante iniziativa di oggi – dice Angela Peruca della Legacoop Sicilia – registriamo purtroppo la mancanza degli esponenti del governo regionale e del Parlamento siciliano che dovrebbero essere attenti alle esigenze e alle problematiche così importanti di chi soffre il disagio mentale. Speriamo e confidiamo nel fatto che chi governa questa regione e chi la rappresenta si sforzi realmente di intraprendere il percorso che restituisce dignità e diritti a chi soffre la disabilità mentale”.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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