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Martedì, 17 Ottobre 2017

LAMPEDUSA, "DOMANI PORTEREMO ABBRACCIO AI VIVI E UN FIORE IN RICORDO DEI MORTI"

Scritto da  Redazione Feb 12, 2015

I lampedusani saranno in piazza per "offrire solidarietà e vicinanza alle persone sopravvissute giunte sull'isola portando un fiore in ricordo dei morti, e un abbraccio ai vivi". Viene ancora una volta dall'isola un gesto di solidarietà verso una tragedia del mare senza fine. In un Paese distratto da Sanremo, è ancora vivo il maldestro tweet dal profilo del Festival. E dopo il botta e risposta tra Renzi e Letta, Amensty commenta duramente: "Ue ha nascosto testa sotto la sabbia"

La comunità di Lampedusa e Linosa "vuole rivolgere un gesto e un pensiero per commemorare le ennesime vittime dei viaggi della speranza". E vuole al contempo "offrire solidarietà e vicinanza alle persone sopravvissute giunte sull'isola". Nasce così l'iniziativa organizzata da un gruppo di lampedusani per domani alle 15,30 in Piazza Brignone. Da lì i lampedusano raggiungeranno a piedi il Centro di Primo Soccorso e Accoglienza di Contrada Imbriacole, "portando un fiore in ricordo dei morti, e un abbraccio ai vivi".

Viene ancora una volta dall'isola un gesto di solidarietà verso una tragedia del mare senza fine. In un Paese distratto dal Festival di Sanremo, è ancora vivo il maldestro tweet dal profilo ufficiale dell'evento: "un abbraccio ai migranti scomparsi". Dopo le segnalazioni il post è è stato prontamente eliminato mentre il conduttore Carlo Conti ha ricordati i 300 morti solo a notte fonda.
Anche il premier Renzi si è espresso sul naufragio e, in un botta e risposta a distanza con l'ex presidente del Consiglio Enrico Letta (che aveva difeso Mare Nostrum sul suo profilo facebook), scrive su twitter: "con Mare Nostrum 499 mortie 1700 presunti dispersi (stima dei profughi, come 300 oggi). Il problema è la Libia, non l'Italia". Dello stesso avviso anche il leader leghista Matteo Salvini con il suo "aiutiamoli a casa loro".

Duro, invece, il commento di Amensty International: "Con questa nuova tragedia si sono avverati i nostri peggiori timori sulla fine dell'operazione di ricerca e soccorso Mare nostrum. Stanno emergendo le prevedibili conseguenze dell'assenza una sostituzione adeguata di quell'operazione da parte dell'Unione europea – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. La crisi umanitaria che aveva reso necessaria l'operazione Mare nostrum non è finita. Mentre le persone continuano a fuggire dalla guerra e dalla persecuzione e centinaia di esse a morire in mare, gli stati membri dell'Unione europea devono smetterla di nascondere la testa sotto la sabbia". E in Europa, intanto, c'è chi vuole scaricare il progetto Triton che è stato messo sul banco degli imputati da tutte le associazioni e organizzazioni non profit. Resta la frase sullo striscione esposto dal team multietnico Afro Napoli United (nella foto sopra): "La dignità è in cammino e oggi viene dal mare".

G.M.

@nelpaeseit

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