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Mercoledì, 18 Luglio 2018

VERONA MULTA LA CARITÀ. CNCA: "INCIVILI"

Scritto da  Redazione Apr 28, 2014

Nella città di Rome e Giulietta 500 euro a chi offre cibo ai senza dimora. Don Zappolini: "Multe a chi fa del bene e rimpatri per i senza dimora. Si rimane smarriti dinanzi a un tale livello di inciviltà. La società civile faccia sentire la propria voce in direzione ostinata e contraria". Silenzio e incredulità tra i volontari dei centri Caritas

Il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca)esprime il proprio sconcerto e una netta contrarietà alla decisione del comune di Verona di punire con un'ammenda chi offre cibo a una persona senza dimora nel centro storico.
"A Verona multe fino a 500 euro, a Venezia, Padova e Treviso un gruppo di lavoro congiunto e la richiesta di rimpatrio per i senza dimora - dichiara don Armando Zappolini, presidente del Cnca -. Si rimane smarriti dinanzi a un tale livello di inciviltà. Chi chiede l'elemosina è trattato come e peggio di un criminale, cacciato dai luoghi pregiati della città. E ora andrebbe sanzionato anche chi fa la carità".
"Un accanimento – per don Zappolini - che ritorna ciclicamente ormai da diversi anni, specie sotto elezioni, protagonisti amministratori di destra e di sinistra. Sarà la fine delle ideologie. 'Patti di sicurezza metropolitana' contro qualche decina di poveri cristi. Sarebbe tutto piuttosto ridicolo se non fosse in gioco la vita di esseri umani. La società civile faccia sentire la propria voce in direzione ostinata e contraria".

I volontari

Il giorno dopo l'ordinanza del sindaco veronese Flavio Tosi che vieta la distribuzione di pasti alle persone senza tetto nelle piazze centrali della città le reazioni sono poche, tiepide e perlopiù ufficiose. La Diocesi di Verona non entra nel dibattito poiché i vertici si trovano all'estero in queste ore e non sono adeguatamente informati. La Caritas non si esprime ma, in via informale, bolla come "incommentabile" il divieto. La Casa di Carità, che quotidianamente distribuisce circa 80 colazioni e cene, preferisce non rilasciare dichiarazioni.
A parlare è invece il presidente della Ronda della Carità, una truppa di 150 volontari che dal 1995 passa tutte le notti sulle strade veronesi per offrire assistenza ai senza fissa dimora. "Non abbiamo mai perso una sera, sempre fuori sette giorni su sette - sottolinea il presidente Marco Tezza -. Con il tempo poi ci siamo ingranditi e ora abbiamo anche una sede dove possiamo accogliere le persone. Abbiamo 14 posti letto per gli uomini e 4 per le donne". Quotidianamente sono 120 in media i pasti distribuiti e dalla chiusura dell'emergenza freddo, il 29 marzo, il numero sta crescendo. In tutto il 2013 sono stati 39 mila i pasti consegnati, 33.150 nel 2012.

"Rispettiamo l'ordinanza – fa sapere Tezza – e comunque a noi non cambia molto, perché da qualche giorno ci siamo spostati in una sede che dista 50 metri dalle piazze coinvolte dal divieto. Quindi basterà far venire lì i senza dimora per dare loro da mangiare". In ogni caso il presidente chiederà un incontro con il sindaco "per capire meglio i contorni dell'ordinanza". Fermo restando che nei casi in cui le persone senza tetto non possano spostarsi per motivi di salute l'assistenza non sarà negata: "Ci sono persone che hanno problemi di deambulazione e in quel caso non faremo mancare il nostro aiuto in loco".

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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