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Martedì, 17 Ottobre 2017

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 11 Ottobre 2017 - nelPaese.it
Mercoledì, 11 Ottobre 2017 16:15

CATANIA: MSF APRE CENTRO DI CURA PER RIFUGIATI

L’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) ha aperto a Catania un centro per offrire cure post-acute specializzate a rifugiati e richiedenti asilo che vengono dimessi da strutture ospedaliere in Sicilia, ma non riescono ad accedere ad una adeguata assistenza medica nella fase post-acuta o di convalescenza.

Il centro, che ospita 24 posti letto, garantisce assistenza e cure come la fisioterapia in seguito a fratture, la riabilitazione post-operatoria, il trattamento di ustioni chimiche da benzina subite durante le traversate sui barconi, patologie che non sono più in fase acuta ma devono essere monitorate, come ad esempio una polmonite. Il progetto presterà particolare attenzione alla salute delle donne, oltre a casi particolarmente vulnerabili come vittime di violenza sessuale, tortura e trattamenti inumani e degradanti.

“Il sistema sanitario italiano attualmente risponde ai bisogni acuti di rifugiati e richiedenti asilo, ma non è strutturato per rispondere ai loro bisogni all’indomani della dimissione dagli ospedali. Dopo aver ricevuto cure ospedaliere, la maggior parte di loro non riesce ad accedere all’assistenza di cui avrebbe bisogno in fase di convalescenza,” spiega Elisa Galli, coordinatrice del progetto di MSF a Catania. “Questa mancanza può condurre ad un peggioramento della loro salute, con conseguenze tan­to sul singolo individuo che sul si­stema sanitario nazionale, che dovrà riprendere in carico il paziente una seconda volta.“

MSF ha osser­vato che attualmente l’accesso e la continuità delle cure possono essere complicati da barriere linguistiche, diver­sità culturale nel modo di conce­pire la malattia, la salute e la terapia, e dalla difficoltà dei rifugiati stessi nella com­prensione del sistema sanitario e dei diritti di cui possono avvalersi. L’assistenza verrà quindi offerta secondo un approccio multidisciplinare grazie a un team di MSF composto da medici, infermieri, specialisti al bisogno – tra cui fisioterapista, nutrizionista e ostetrica– operatori socio-sanitari, assistenti socio-legali, uno psicologo e mediatori linguistico-culturali.

“Accoglieremo i pazienti in un ambiente protetto per un periodo di 30 giorni, dove li seguiremo nel processo di recupero psico-fisico accompagnandoli poi nel reinserimento nel sistema di accoglienza e nella struttura più adeguata alla situazione” continua Elisa Galli di MSF. “Purtroppo non sempre l’inserimento nelle strutture di accoglienza è automatico, è quindi importante supportare il paziente affinché questo avvenga nel modo più efficace e umano possibile.”

MSF realizza progetti in Italia dal 2002 in contesti particolarmente delicati, dagli sbarchi in Sicilia, ai centri di accoglienza per migranti e richiedenti asilo, alle frontiere del nord Italia. Nell’ultimo anno l’impegno di MSF in Italia si è concentrato principalmente nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale, nell’assistenza medica e psicologica delle persone arrivate nel nostro paese dopo la traversata in mare, delle vittime di tortura e dei migranti in transito alle frontiere settentrionali.

Pubblicato in Sicilia

Quasi una persona su tre tra quelle che consumano nuove sostanze psicoattive scoprono di avere acquistato sostanze diverse, a volte più pericolose, rispetto a quanto da loro richiesto. E, in questi casi, quasi il 50% di loro decide di non assumere la sostanza o, almeno, pensa seriamente di non farlo. 

Sono questi alcuni dei risultati più rilevanti del progetto europeo BAONPS - Be Aware on Night Pleasure Safety, prima sperimentazione formale in Italia dello strumento del drug checking. L'iniziativa – finanziata dallaCommissione europea e promossa da coop. sociale Alice Onlus, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienza (CNCA), Azienda Sanitaria Locale ASL TO4, Centro Antidoping "A. Bertinaria" - Consorzio piemontese per la prevenzione e la repressione del doping, ECLECTICA - Istituti di ricerca e formazione, DROGART (Slovenia), APDES (Portogallo), FEDERSERD, FIXPUNKT (Germania) – ha permesso di effettuare circa 472 analisi di sostanze nel corso di 27 interventi nei contesti del divertimento in sei regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria e Lazio).

I risultati delle analisi realizzate in tempo reale hanno spesso sorpreso i consumatori, che – di fronte a sostanze differenti da quelle che ritenevano di aver comprato – nel 37% dei casi hanno deciso di non assumere il composto e nel 14% hanno potuto riflettere sull'opportunità di evitarne l'utilizzo.  La sperimentazione condotta all'interno del progetto BAONPS ha confermato l'importanza di costruire canali di comunicazione e di fiducia tra operatori attenti alla salute e consumatori, rompendo così il muro che è normalmente presente tra questi ultimi, da una parte, e le istituzioni e i servizi dall'altra.

Inoltre, proprio la creazione di un rapporto di fiducia ha permesso agli operatori, in un numero rilevante di casi, di non svolgere semplicemente un ruolo di informazione, ma di realizzare veri e propri interventi di prossimità a bassissima soglia: 946 interventi di counselling, che hanno consentito tra l'altro di comunicare alla persona informazioni di limitazione dei rischi e riduzione del danno, nonché offrire degli strumenti in grado di prevenire la trasmissione di malattie (materiale sterile per inalare sostanze, preservativi ecc.). 

Nei 18 mesi di intervento sul campo (febbraio 2016-agosto 2017) BAONPS ha contattato 11.100 persone e ha effettuato: 9 allerte di sostanze pericolose, nella maggior parte – otto – Nuove sostanze psicoattive (NSP); 5 segnalazioni di NSP al Sistema Nazionale di Allerta Precoce da parte del Centro Antidoping A. Bertinaria; 1 ricerca con metodo misto (qualitativo e quantitativo), coordinata da ECLECTICA, volta al monitoraggio del consumo delle sostanze tradizionali, all'esplorazione dei consumi di NSP e all'individuazione di fattori culturali che possono essere considerati fattori di rischio o di protezione nell'uso delle sostanze in generale e nello specifico di NSP; 1 ricerca pilota sul DarkNet, svolta da ECLECTICA; 1 libro di raccomandazioni per esperienza pilota di drug checking; 1 aggiornamento sulle metodologie di drug checking sul campo.

Uno degli obiettivi del progetto è stato proprio quello di attivare meccanismi di auto-tutela da parte degli stessi consumatori. Un secondo obiettivo è stato il monitoraggio delle NSP circolanti nel nostro paese e della diffusione di informazioni per le possibili contromisure di tutela. Il terzo obiettivo della sperimentazione è stato quello di iniziare a costituire un sistema coordinato di allerta composto da tutti i servizi di riduzione del danno e di prossimità attivi in Italia, impiegati quindi non solo come "sensori" e "rilevatori", ma anche come "allertatori". 

I 27 interventi con servizio di drug checking attivati da BAONPS nei contesti del divertimento italiani – formali (19) ed informali (8) – hanno visto infatti la collaborazione di numerosi soggetti impegnati in azioni di riduzione del danno e di prossimità, dalla ASL TO4, alle Unità mobili appartenenti a diverse organizzazioni del CNCA:coop. Lotta contro l'emarginazione e Comunità Nuova (Lombardia), Progetto Extreme/coop. CAT (Toscana), Open Group (Emilia Romagna), Progetto Cabs/coop. Borgorete (Umbria),Progetto Nautilus/La Coop. Il Cammino, Parsec, Magliana 80, Associazione La Tenda (Lazio).

Due interventi si sono svolti in un festival di musica psy-trance in collaborazione con DrogArt (Slovenia). Hanno,inoltre, collaborato alle attività anche ASL TO2 e Infoshock (Torino), LAB 57 (Bologna), l'associazioneTipsina (Venezia), Streetlife (Bolzano) e Overnight (Trieste).

"In Italia, dopo 20 anni di dibattiti ideologici e sterili, sono stati finalmente definiti sia i Lea (Livelli essenziali di assistenza) sia le linee guida sulla riduzione del danno e gli interventi di prossimità. Un evento atteso da tempo dagli oltre 100 servizi di questo genere esistenti in Italia, in particolare nelle città principali e in occasione dei grandi eventi giovanili. Ma questi atti, per quanto importanti, non sono sufficienti. Nel panorama attuale del consumo di droghe le NSP costituiscono un fenomeno rilevante e in crescita. Per l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze le NSP sono l'emergenza per il prossimo anno: in Europa sono sotto osservazione circa 500 nuove sostanze, mentre in Italia nel solo 2016 sono state 60 le nuove droghe inserite nella lista delle sostanze psicoattive". 

Dinanzi a una situazione come questa è necessario "mettere in campo strategie e strumenti innovativi e diversificati". E tra questi il drug checking si presenta come un servizio imprescindibile. Ai promotori di BAONPS appare inaccettabile che, in Italia, i consumatori non possano ancora sapere cosa stanno per assumere, nonostante i potenziali gravi rischi per la salute che produce questo vero e proprio "buco" nel sistema. Per superare tale gap, i promotori di BAONPS presenteranno i risultati del progetto, il 27 ottobre, in un incontro ad hoc, all'Istituto Superiore di Sanità, ente che sta ripensando e riorganizzando il sistema di allerta rapido nazionale, con l'obiettivo di assicurare la tempestiva circolazione delle informazioni in presenza di sostanze estremamente pericolose riscontrate sul territorio nazionale.

E proporranno all'Istituto Superiore di Sanità di assumere il coordinamento di questo sistema che dovrebbe, appunto, coinvolgere attivamente tutti i servizi di riduzione del danno e di prossimità esistenti nel nostro paese e implementare gli interventi di drug checking.

@nelpaeseit

 

Pubblicato in Salute

Riforma del Terzo settore, educazione all'imprenditorialità sociale, sviluppo di nuoveeconomie locali coesive e impatto sociale: sono tanti i temi su cui si confronteranno rappresentanti del mondo accademico, dell’economia sociale e cooperativa italiananel corso delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, il tradizionale appuntamento di AICCON. La XVII edizione dal titolo “Il Terzo settore in transito. Normatività sociale ed economie coesive”si svolgerà il 13 e 14 ottobre 2017presso il Centro Universitario di Bertinoro (FC).

Come cambierà il ruolo del Terzo settore e quali ulteriori spazi d’azione si prospetteranno in futuro? Sarà l’inizio di una nuova stagione del welfare italiano? Questa edizione si svolge in un momento decisivo per il non profit italiano, a soli due mesi dall’entrata in vigore dei principali decreti d’attuazione della riforma del Terzo settore (l. n. 106/2016). “Il Terzo Settore del doporiforma – sottolinea Stefano Zamagni, Presidente Commissione Scientifica AICCON –non può esimersi dal porre in cima ai propri compiti la rigenerazione della comunità, lo sforzo costante di “fare luogo” per creare quelle relazioni che scongiurano la minaccia dell’isolamento”.

Il dibattito sarà arricchito dalle anteprime dati:oltre ad una rilevazione dell’Istat sulle trasformazioni in atto nel Terzo settore, sarà presentata anche un’indagine condotta sui cittadini da SWG che analizza la conoscenza e la rilevanza del settore non profit e la percezione del nuovo ruolo dell’impresa sociale e delle nuove forme di economia collaborativa. Secondo SWG, il 69% dei ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni ritengono che il Terzo settore svolga un ruolo fondamentale nel nostro Paese. «Si riscontra ancora una volta una grande fiducia da parte dei giovani, che sono la community più sensibile e attenta – osserva Paolo Venturi, direttore AICCON– Un dato importante, perché il Terzo settore non è solo il mondo in cui si fanno buone cose, ma è anche il luogo in cui si può fare impresa diversamente».

All’interno del programma delle Giornate di Bertinoro 2017 è previsto anche uno spazio dedicato ai giovani, in particolare astudenti universitari e ricercatori. Si chiama GdB OFF e ospiterà più di 50 ragazzi che parteciperanno a laboratori e ascolteranno testimonianze su imprenditorialità, innovazione sociale e rigenerazione urbana e culturale.

Il programma

Individuare proposte su come generare una nuova normatività sociale, costituendo quest’ultima la premessa indispensabile per un nuovo ciclo d’innovazione sociale sarà il tema della Sessione di Apertura dal titolo Fare luogo. Il Terzo settore fra normatività sociale e legislativa– coordinata da Paolo Venturi, Direttore AICCON – a cui parteciperanno Stefano Zamagni, Università di Bologna; Leonardo Becchetti,Università di Roma Tor Vergata; Michele Tiraboschi, Università di Modena e Reggio Emilia; Maurizio Gardini, Presidente Alleanza Cooperative Italiane/Presidente Confcooperative e Luigi Bobba, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

I lavori riprenderanno nel pomeriggio con la sessione Conversazioni sulla riforma del Terzo settore: un confronto per comprendere, attraverso i diversi punti di vista rappresentati, i cambiamenti e le prospettive di sviluppo dei soggetti del Terzo settore e delle imprese sociali oggetto della riforma. Alla sessione, coordinata da Stefano Arduini di VITA e introdotta da Antonio Fici dell’Università del Molise, sono stati invitati a confrontarsiClaudia Fiaschi, Portavoce Forum Nazionale del Terzo settore,Mauro Lusetti, Presidente Legacoop eGiovanni Moro, Sociologo e Responsabile scientificoFONDACA – Fondazione per la Cittadinanza Attiva.

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con il GdB LAB, la sessione più sperimentale delle GdB che affronterà il tema Ridisegnare lo sviluppo. Educazione e nuove economie plurali e sarà coordinata da Flaviano Zandonai, Segretario Generale Iris Network. Dopo un talk introduttivo di Pier Luigi Sacco, Università IULM (Milano) dal titolo “L’Italia 4.0”, interverranno Damien Lanfrey, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Annibale D’elia, Comune di Milano – settore Economia Urbana eGiovani Teneggi, Direttore Confcooperative Reggio Emilia.

Ridefinire la qualità dello sviluppo richiede un cambio di visione e un importante investimento in processi inclusivi, comunitari e collaborativi contraddistinti dalla capacità di orientarsi all’impatto. Su questo tema si confronteranno i relatori della Sessione di Chiusura Ricombinare per rigenerare. Nuove geografie del valore per produrre impatto sociale che sarà coordinata da Stefano Zamagni dell’Università di Bologna a cui sono stati invitati Mauro Magatti, Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano)Mario Calderini, Politecnico di Milano; Silvia Viviani, Presidente Istituto Nazionale Urbanistica; Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola; Enzo Risso, Direttore SWG e Sergio Gatti, Direttore Federcasse.

Tutti i protagonisti, le informazioni utili e il programma de Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile sono disponibili sul sito www.legiornatedibertinoro.it

 

Partner Ufficiali: Coopfond Spa – Fondo promozione cooperative aderenti a Legacoop, Federcasse - Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Forum Nazionaledel Terzo Settore.

Partner: TechSoup Italia, ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

Media Partner: Vita, VolontariatOggi.info, Percorsi di Secondo Welfare, Tg1 Fa la Cosa Giusta, Valori, Cooperative Italia.

 

Pubblicato in Economia sociale

Verso la manifestazione antirazzista del 21 ottobre a Roma (piazza della Repubblica ore 14.30) aumentano le adesioni. La mobilitazione vede già  il sostegno di decine di organizzazioni sociali tra cui Arci, Amnesty, Antigone, Baobab, Cnca, Libera, Legambiente, Uisp e numerose cooperative sociali tra cui Dedalus, Cotrad e Agorà Kroton.

“In un momento difficile della storia del paese e del pianeta intero, dobbiamo decidere fra due modelli di società” Così inizia l’appello lanciato in vista del 21 ottobre. “Quello includente – continua - con le sue contraddizioni e quello che si chiude dentro ai privilegi di pochi. Sembriamo condannati a vivere in una società basata su una solitudine incattivita e rancorosa, in cui prendersela con chi vive nelle nostre stesse condizioni, se non peggiori, prevale sulla necessità di opporsi a chi di tale infelicità è causa. Una società che pretende di spazzare via i soggetti più fragili a partire da chi ha la “colpa” di provenire da un altro paese, rievocando un nazionalismo regressivo ed erigendo muri culturali, normativi e materiali. Una società in cui il prevalere di un patriarcato violento e criminale è l’emblema evidente di un modello tradizionale che sottopone le donne alla tutela maschile e ne nega la libertà. Disagio e senso di insicurezza diffuso sono strumentalizzati dalla politica, dai media e da chi ha responsabilità di governo. Si fomentano odi e divisioni per non affrontare le cause reali di tale dramma: la riduzione di diritti, precarietà delle condizioni di vita, mancanza di lavoro e servizi”.

Eppure “sperimentiamo quotidianamente, nei nostri luoghi di vita sociale, solidarietà e convivenza, intrecciando relazioni di eguaglianza, parità, reciproca contaminazione, partendo dal fatto che i diritti riguardano tutte e tutti e non solo alcuni”. E “scegliamo l’incontro e il confronto nella diversità, riconoscendo pari dignità a condizione che non siano compromessi i diritti e il rispetto di ogni uomo o donna”.

“Vogliamo attraversare insieme le strade di Roma il 21 ottobre e renderci visibili con una marea di uomini, donne e bambini che chiedono eguaglianza, giustizia sociale e che rifiutano ogni forma di discriminazione e razzismo”, questo l’obiettivo della manifestazione.

Migranti, richiedenti asilo e rifugiati che rivendicano il diritto a vivere con dignità insieme a uomini e donne stanchi di pagare le scelte sbagliate di governi che erodono ogni giorno diritti e conquiste sociali, rendendoci poveri, insicuri e precari. Associazioni, movimenti, forze politiche e sociali, che costruiscono ogni giorno dal basso percorsi di accoglienza e inclusione e che praticano solidarietà insieme a migranti e richiedenti asilo, convinti che muri e confini di ogni tipo siano la negazione del futuro per tutti. Ong che praticano il soccorso in mare e la solidarietà internazionale. Persone nate o cresciute in Italia, che esigono l’approvazione definitiva della riforma sulla cittadinanza. Giornalisti che tentano di fare con onestà il proprio mestiere, raccontando la complessità delle migrazioni e prestando attenzione anche alle tante esperienze positive di accoglienza. Costruttori di pace mediante la nonviolenza, il dialogo, la difesa civile, l’affermazione dei diritti umani inderogabili in ogni angolo del pianeta e che credono nella libertà di movimento. Questo il popolo che scenderà in piazza per affermare la presenza di un Paese che non cede alla paura e all’odio.  “Vogliamo ridurre le diseguaglianze rivendicando, insieme ai migranti e ai rifugiati, politiche fiscali, sociali e abitative diverse che garantiscano per tutte e tutti i bisogni primari. Il superamento delle disuguaglianze parte dal riconoscimento dei diritti universali, a partire dal lavoro, a cui va restituito valore e dignità, perché sia condizione primaria di emancipazione e libertà”.

Le richieste

“Chiediamo la cancellazione della Bossi-Fini che ha fatto crescere situazioni di irregolarità, lavoro nero e sommerso, sfruttamento e dumping socio-lavorativo.  Denunciamo l’uso strumentale della cooperazione e le politiche di esternalizzazione delle frontiere e del diritto d’asilo. Gli accordi, quasi sempre illegittimi, con paesi retti da dittature o attraversati da conflitti; le conseguenze nefaste delle leggi approvate dal parlamento su immigrazione e sicurezza urbana che restringono i diritti di migranti e autoctoni (decreti Minniti Orlando) di cui chiediamo l’abrogazione; le violazioni commesse nei centri di detenzione in Italia come nei paesi a sud del Mediterraneo finanziati dall’UE. Veri e propri lager, dove i migranti ammassati sono oggetto di ogni violenza. Esigiamo che delegazioni del parlamento europeo e di quelli nazionali si attivino per visitarli senza alcun vincolo o limitazione”.

“Chiediamo canali di ingresso sicuri e regolari in Europa per chi fugge da guerre, persecuzioni, povertà, disastri ambientali. Occorrono politiche di accoglienza diffusa che vedano al centro la dignità di chi è accolto e la cura delle comunità che accolgono. Politiche locali che antepongano l’inclusione alle operazioni di polizia urbana. E occorre un sistema di asilo europeo che non imprigioni chi fugge nel primo paese di arrivo”.

Il 21 ottobre “uniamo le voci di tutte le donne e gli uomini che guardano dalla parte giusta, cercano pace e giustizia sociale, sono disponibili a lottare contro ogni forma di discriminazione e razzismo”.

Per adesioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

Pubblicato in Nazionale

Formazione dei docenti e degli studenti sulla mediazione per prevenire l’abbandono scolastico precoce grazie al progetto europeo MEDES, è un autunno intenso e tutto dedicato agli appuntamenti di formazione per alunni e insegnanti di diversi istituti scolastici sacilesi, pordenonesi e veneti grazie alle interazioni del progetto Erasmus + e agli educatori esperti della Cooperativa sociale Itaca. Avviata la fase preparatoria degli studenti per gli scambi con i coetanei spagnoli, in programma da febbraio 2018, Istituto comprensivo e Scuola Media Balliana-Nievo a Sacile insieme a Ies Miralcamp di Vila-real rafforzano la cooperazione in vista della conclusione del progetto, i cui risultati finali verranno presentati a Sacile nel maggio 2018 con la regia dell’Amministrazione comunale.

Dopo la fase di formazione per i gruppi di operatori, docenti e formatori selezionati dai partner del progetto in Spagna e in Italia, grazie alla partnership del progetto MEDES l’Istituto Comprensivo di Sacile, con la Scuola Media Balliana-Nievo, la Cooperativa Itaca e l’istituto IES Miralcamp rafforzano la loro cooperazione per allargare l’interesse sui temi della mediazione scolastica ed umanistica, cuore del piano di lavoro triennale finanziato dall’Europa attraverso Erasmus+, che coinvolge anche il Comune di Sacile e quello di Vila-real, oltre all’Associazione El Porc Espí.

Il progetto infatti si avvia ormai alla sua fase finale, che prevede, tra febbraio e maggio 2018, l’organizzazione degli scambi tra studenti delle due Scuole, da avviarsi con una fase preparatoria di contatti attraverso piattaforme digitali, tra le quali “eTwinning”, la più importante community via web destinata a staff, docenti e alunni degli Istituti scolastici europei, sempre sotto la spinta della Commissione di Bruxelles attraverso il programma Erasmus+ 2014-20. Grazie a questi canali, già attivati come parte integrante del MEDES, il progetto potrà avviare una dimensione più ampia, per diffonderne il cammino e i quindi risultati, che saranno presentati ufficialmente a maggio 2018 a Sacile, in un evento pubblico che coinvolgerà tutti i maggiori attori impegnati nell’ambito sociale, educativo e formativo, sotto la regia dell’Amministrazione comunale.

Nel frattempo, su iniziativa dei coordinatori del progetto all’interno della Scuola Media Balliana-Nievo e della Cooperativa Itaca, alcuni passi concerti sono stati messi in campo per dare maggiori strumenti di conoscenza delle tecniche di mediazione sia a docenti che studenti, in due fasi successive. Un primo ciclo di incontri, riservato agli insegnanti, è stato tenuto dagli operatori di Itaca coordinati da Sara Dell’Armellina, esperta di mediazione coinvolta attivamente nel MEDES, con un’ottima risposta da parte di una cinquantina di docenti, che tra fine settembre e inizio ottobre hanno potuto seguire alcune lezioni formative e un workshop a Sacile. Tra le Scuole di provenienza, oltre a quelle facenti parte dell’Istituto Comprensivo cittadino (dall’Infanzia alle Primarie fino alla Scuola Media), anche i Licei Pujati e l'IPSIA "Della Valentina”, l’IPSIA “Carniello” di Brugnera ed alcuni istituti del Veneto (ISIS Cerletti di Conegliano e gli Istituti Comprensivi di Gorgo al Monticano e di Codognè).

Un secondo ciclo, tuttora in corso fino alla fine di ottobre, prevede il coinvolgimento diretto degli alunni delle classi seconde con l’insegnamento dello spagnolo della Scuola Media sacilese, per un percorso finalizzato alla conoscenza delle tecniche di mediazione e allo sviluppo delle competenze linguistiche, in vista della selezione dei 10 studenti che costituiranno il gruppo degli “alunni mediatori” direttamente coinvolti nello scambio MEDES che li porterà prima a Vila-real nel mese di febbraio 2018 e quindi ad accogliere i coetanei spagnoli a Sacile nel mese di maggio.

Una seconda fase di formazione è attesa a novembre, quando, in occasione della prossima riunione transnazionale di gestione del progetto, in agenda a Sacile su coordinamento proprio della Scuola Media, potranno essere avviate ulteriori occasioni di approfondimento, grazie alla presenza degli esperti spagnoli in città.

 

 

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Più di 2 bambini ogni giorno, in Italia, sono vittime di violenza sessuale. Parliamo di oltre 950 minori in un anno che nel nostro Paese sono costretti a subire questo orribile abuso. E nell’ultimo anno il numero totale dei minori vittime di reato – mai stato così alto da un decennio a questa parte, toccando la cifra di 5.383 minori – ha registrato un +6% rispetto al 2015. Sono questi i nuovi, allarmanti dati Interforze sui minori vittime di reato nel 2016 elaborati per il nuovo Dossier della Campagna Indifesa di Terre des Hommes, presentato alla presenza del Presidente del Senato, Pietro Grasso. Piccole vittime che in prevalenza sono femmine: nel 2016 erano in media il 58%, ma questa percentuale aumenta in tutti i reati a sfondo sessuale.

Le bambine sono l’83% delle vittime di violenze sessuali aggravate, l’82% dei minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico, il 78% delle vittime di corruzione di minorenne, ovvero bambine al di sotto dei 14 anni forzate ad assistere ad atti sessuali. Colpisce il dato(1) degli omicidi volontari consumati: più che raddoppiati in un anno (da 13 a 21 minori vittime) il 62% era una bambina o adolescente. Avvenimenti tragici che il più delle volte si inseriscono nella drammatica sequela dei femminicidi.

Violenza in casa

La violenza domestica è causa della maggioranza dei reati contro i minori: nel 2016 sono state ben 1.618 le vittime di maltrattamento in famiglia, per il 51% femmine, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Cresciuto del 23% il numero di vittime minori di abuso di mezzi di correzione o disciplina (266 nel 2016), ovvero di botte fino ad andare in ospedale e arrivare a denuncia. Pochi i segni meno nell’elenco dei reati. Le due fattispecie più in calo rispetto al 2015 sono gli atti sessuali con minori di 14 anni (-11%), dove però le vittime sono ancora 366, per l’80% bambine, e la detenzione di materiale pornografico, che segna -12%, con 58 vittime, il 76% femmine.

“L’Osservatorio Indifesa conferma come nel nostro Paese ci sia bisogno di un cambio radicale nella prevenzione della violenza contro le bambine”, dichiara Raffaele K. Salinari, Presidente di Terre des Hommes. “Serve un impegno sempre maggiore del Governo per trovare fondi per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere che orienti gli interventi sia in Italia che nei Paesi in Via di Sviluppo, ma diventa sempre più importante anche costituire alleanze ampie, che includano attori fra loro differenti, capaci di intervenire a tutti i livelli coinvolgendo non solo i governi, le organizzazioni già impegnate in prima linea su questi temi, i professionisti, ma anche i ragazzi e le ragazze stesse. Solo così si potrà dare reale attuazione al piano di contrasto della Violenza e delle discriminazioni di genere varato dalle Nazioni Unite e fatto proprio, in particolare, dall’obiettivo 5 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2015-2030. E’ quello che stiamo facendo con il programma Radio Indifesa, mirato alla conoscenza e alla riflessione su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere con la partecipazione degli studenti degli istituti di grado secondario superiore e diverse web radio scolastiche”.

Le spose bambine

Il Dossier “La condizione delle Bambine e delle Ragazze nel Mondo” della Campagna Indifesa quest’anno punta i riflettori anche sul deprecabile fenomeno dei matrimoni precoci, che coinvolge ogni anno almeno 15 milioni di bambine e adolescenti. Ogni due secondi una bambina o ragazza con meno di 18 anni diventa una baby sposa(2) vedendo così finire i suoi sogni e le sue speranze, costrette a sposare uomini più grandi di loro, con gravi conseguenze per la loro salute e il loro sviluppo.

Oltre a portare enormi sofferenze alle vittime, questa pratica nuoce all’intera comunità in cui vivono. Secondo un recente studio della World Bank, la scomparsa dei matrimoni precoci si potrebbe tradurre in un risparmio pari a 566 miliardi di dollari (nel 2030) dovuto alla riduzione delle spese per il welfare dei singoli Stati. Da baby spose a baby mamme il passo è breve: nel 2016 sono state registrate 21 milioni di gravidanze tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni che vivono nei Paesi in via di sviluppo e nel 49% dei casi si tratta di gravidanze non cercate(3). E ancora, ogni anno, circa 70mila ragazze muoiono a causa del parto e delle complicanze legate alla gravidanza(4). Tra le violazioni dei diritti delle bambine ci sono anche quelle legate a conflitti e trafficking: sono circa 100.000 le bambine soldato, mentre delle 2,4 milioni di persone vittime di tratta le bambine rappresentano ben il 20%.

Terre des Hommes è voluta entrare a far parte di Girls Not Brides, una coalizione internazionale che raccoglie più di 700 organizzazioni della società civile impegnate nel contrasto della pratica dei matrimoni precoci e nell’assistenza delle spose bambine. In tutti i suoi progetti Terre des Hommes, pone particolare attenzione alle esigenze delle bambine, cercando di prevenire e contrastare l’abbandono della scuola da parte loro, e di conseguenza posticipare i matrimoni fino alla maggiore età, anche attraverso la sensibilizzazione delle famiglie e delle istituzioni locali. Terre des Hommes è membro anche dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) per chiedere al Governo Italiano di investire nell’educazione delle nuove generazione per apportare quel cambio culturale indispensabile al raggiungimento dell’obiettivo 5 la Parità di Genere e perché si favorisca la creazione di partnership concrete ed operative necessarie a tale scopo.

La Campagna “Indifesa” ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica e il Patrocinio dell’ANCI e del CONI. La Conferenza “Indifesa” ha il Patrocinio del Senato della Repubblica, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Polizia di Stato. Partner della Campagna Indifesa sono UISP e Kreattiva.

La #orangerevolution per sostenere indifesa di Terre des Hommes

Dopo la conferenza di presentazione del Dossier Indifesa a Roma, Terre des Hommes ha organizzato una celebrazione speciale della Sesta Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze l’11 ottobre coinvolgendo un centinaio di Comuni Italiani che hanno aderito al Manifesto #indifesa per una città a misura delle bambine, impegnandosi a orientare le politiche di loro competenza verso una maggiore tutela dei diritti delle bambine e delle ragazze, promuovendo azioni efficaci per il monitoraggio, la prevenzione e il contrasto della violenza e degli stereotipi di genere, ma anche interventi concreti per sensibilizzare i propri cittadini, specie i più piccoli,  su sexting, bullismo e cyberbullismo. Per rendere visibile questo impegno i Comuni aderenti espongono uno striscione arancione, colore che è, da anni, il colore scelto da Terre des Hommes e dalle Nazioni Unite per dire NO alla violenza di genere.

Alla #OrangeRevolution possono partecipare anche i privati cittadini, da soli o in gruppo, che condividono questi valori. Basta postare l’11 ottobre sul proprio profilo Facebook, Twitter o Instagram un oggetto, uno slogan, una foto o un selfie dal tocco arancione usando gli hashtag #Indifesa #OrangeRevolution.

 

Pubblicato in Nazionale

Nel 2015, l'economia non osservata (sommerso economico e attività illegali) vale circa 208 miliardi di euro, pari al 12,6% del Pil. Il valore aggiunto generato dall'economia sommersa ammonta a poco più di 190 miliardi di euro, quello connesso alle attività illegali (incluso l'indotto) a circa 17 miliardi di euro.

L'incidenza della componente non osservata dell'economia sul Pil, che aveva registrato una tendenza all'aumento nel triennio 2012-2014 (quando era passata dal 12,7% al 13,1%), ha segnato nel 2015 una brusca diminuzione, scendendo di 0,5 punti percentuali rispetto all'anno precedente.

La composizione dell'economia non osservata si è modificata in maniera significativa. Nel 2015, la componente relativa alla sotto-dichiarazione pesa per il 44,9% del valore aggiunto (circa 2 punti percentuali in meno rispetto al 2014). La restante parte è attribuibile per il 37,3% all'impiego di lavoro irregolare (35,6% nel 2014), per il 9,6% alle altre componenti (fitti in nero, mance e integrazione domanda-offerta) e per l'8,2% alle attività illegali (rispettivamente 8,6% e 8,0% l'anno precedente).

Il traffico di stupefacenti e' l'attivita' piu' rilevante tra quelle illegali, con un valore aggiunto che nel 2015 si attesta a 11,8 miliardi di euro (poco meno del 75% del valore complessivo delle attivita' illegali) e un ammontare di consumi delle famiglie pari a 14,3 miliardi di euro. Lo rileva l'Istat nel rapporto 'L'economia non osservata nei conti nazionali - Anni 2012-2015'.

 Lavoro nero

Nel 2015 le unita' di lavoro irregolari sono 3 milioni 724 mila, in prevalenza dipendenti (2 milioni 651 mila), in aumento sull'anno precedente (rispettivamente +57 mila e +56 mila unita'). Il tasso di irregolarita', calcolato come incidenza delle unita' di lavoro (ULA) non regolari sul totale, e' pari al 15,9% (+0,2 punti percentuali rispetto al 2014). Lo rileva l'Istat nel rapporto 'L'economia non osservata nei conti nazionali - Anni 2012-2015'.

Il tasso di irregolarita' dell'occupazione e' particolarmente elevato nel settore dei Servizi alle persone (47,6% nel 2015, 0,2 punti percentuali in piu' del 2014) ma risulta molto significativo anche nei settori dell'Agricoltura (17,9%), delle Costruzioni (16,9%) e del Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (16,7%).

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Il 6 e 7 ottobre, presso l’Opificio Golinelli di Bologna, in occasione dell’11° compleanno della Fondazione CON IL SUD, 150 giovani provenienti da tutta Italia e aderenti alle organizzazioni associate al Forum Nazionale del Terzo Settore si sono incontrati e confrontati sul tema del loro futuro. Quattro i “Cantieri di design sociale”, nell’ambito dell’evento RiGenerazione Non Profit, che li hanno visti protagonisti: lavoro e reddito; innovazione culturale-innovazione sociale; identità multiculturali; informazione e uso consapevole dei nuovi media. Su questi argomenti, gli under 35 hanno riflettuto facendo emergere punti di vista, criticità e scenari desiderabili, in un significativo esercizio di intelligenza collettiva che è stato raccolto in un Instant book.

“La due giorni di Bologna rappresenta il primo atto di uno sforzo che ci siamo prefissati come Forum: cercare all’interno delle nostre organizzazioni dei giovani che avessero voglia di confrontarsi gli uni con gli altri e chiedere loro una mano per cominciare a costruire una nuova visione di futuro, per capire cosa muove la passione civile delle nuove generazioni.”

Così la portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, durante la plenaria nella mattina del 7 ottobre che ha aperto i Cantieri di design sociale. Alla discussione sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Fondazione CON IL SUD Carlo Borgomeo, il portavoce del Forum Terzo Settore Bologna Stefano Brugnara e gli “speaker” che hanno portato il loro autorevole contributo ai lavori all’interno dei Cantieri: il sociologo Domenico De Masi, il fondatore e direttore artistico del Giffoni Film Festival Claudio Gubitosi e lo scrittore e giornalista Paolo Pagliaro.

L’Instant book, che andrà ad arricchire l’Agenda 2018 del Forum con gli stimoli delle nuove generazioni del Terzo settore, raccoglie e sintetizza la dinamicità delle attività svolte nel pomeriggio del 7 ottobre. Qui il link per scaricare l’Instant book: https://drive.google.com/file/d/0B4QK7bDRNgBgT1VUMUNhMDRTc3M/view

“Oggi, come Terzo settore, ci accorgiamo di trovarci davanti ad un cambiamento”, ha continuato la portavoce Claudia Fiaschi. “Quello che dobbiamo fare è capire esattamente che cosa dobbiamo modificare al nostro interno per accompagnare la trasformazione sociale. I giovani, con le loro speranze, il loro impegno e la loro idea di futuro possono aiutarci a leggere come si sta trasformando il mondo e a governare la direzione del cambiamento delle nostre organizzazioni, delle nostre priorità, del nostro impegno sociale e dei nostri modelli organizzativi”.

Il Forum ha poi lanciato per gli under 35 l’iniziativa #ScattiSostenibili per incoraggiarli a guardare la realtà attraverso il “filtro” degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu e a raccontare il proprio territorio attraverso immagini fotografiche.

 

Vari gli spunti raccolti nell’Instant book: i giovani partecipanti hanno individuato il bisogno di costruzione di relazioni sociali e di una migliore qualità della vita come principali aspirazioni delle comunità di oggi; l’innovazione sociale è intesa come potenziale bacino di risposte per le crescenti disuguaglianze e fragilità delle persone. Ricerca, innovazione e sviluppo sono emersi come investimenti necessari per il futuro, accompagnati da una riallocazione dell’economia all’interno delle comunità locali.

 

Sul tema della tecnologia e dei nuovi mezzi di comunicazione, le valutazioni dei giovani non sono state univoche: se da una parte si mette in risalto la capacità dei media di diffondere la conoscenza anche delle piccole realtà e di svolgere un servizio utile alla collettività, dall’altra la disinformazione che circola sul Terzo settore conduce a una partecipazione superficiale. Infine la multiculturalità: vista in stretta relazione con il Terzo settore, è in grado di produrre voglia di conoscenza e di solidarietà, oltre a introdurre nuovi bisogni e nuovi diritti.

 

Il percorso di “contaminazione intergenerazionale” del Forum Terzo Settore proseguirà anche dopo Bologna: i Cantieri del Terzo settore rimarranno aperti. Il prossimo appuntamento è per il 14 dicembre, in occasione dei festeggiamenti dei 20 anni del Forum.

 

 

Pubblicato in Lavoro

Si avvia a Caserta, a partire da giovedì 12 ottobre, un percorso di aggiornamento professionale in materia di contrasto alle discriminazioni subite dai cittadini immigrati in ambito lavorativo. Il corso, organizzato dall’associazione Cidis Onlus nell’ambito del progetto “Net.Work – Rete Antidiscriminazione” con il patrocinio della Prefettura di Caserta, rientra in un’azione di capacity building dei servizi pubblici promossa a livello regionale, e mira a: rafforzare la conoscenza sulla normativa nazionale ed europea in materia di discriminazione;  presentare gli strumenti giuridici e processuali di tutela che la normativa mette a disposizione per l’implementazione delle azioni di contrasto alla discriminazione; illustrare il funzionamento e le attività svolte dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR).

Il percorso formativo si articola in 5 incontri da 4 ore ciascuno, per un totale di 20 ore, che si terranno presso la Sala Convegni della Prefettura di Caserta, in Via Prefettura n.2, a partire da giovedì 12 ottobre, dalle 9.30 alle 13.30, con frequenza settimanale. Le lezioni, tenute da docenti ed esperti nelle materie di riferimento, termineranno il 9 novembre. Destinatari privilegiati del corso sono operatori e funzionari pubblici, privati e del Terzo Settore, impegnati sul campo dell’integrazione dei migranti sul territorio beneventano e/o interessati ad approfondire le tematiche trattate.

 La partecipazione al corso è gratuita. Per iscriversi basta richiedere il modulo di iscrizione all’indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

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Dopo l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) anche la Campagna LasciateCIEntrare interviene sulla morte del piccolo Adan, cittadino iracheno di etnia curda, avvenuta la notte tra il 7 e l'8 ottobre a Bolzano. Adan, fuggito da Kirkuk insieme ai suoi genitori e a tre fratellini di 6, 10 e 12 anni, era giunto dalla Svezia nel capoluogo altoatesino l'1 ottobre per chiedere protezione. Dopo due anni di attesa, la loro richiesta d'asilo era stata rigettata dal paese scandinavo, nonostante le loro condizioni di estrema necessità. 

Il bambino, affetto da distrofia muscolare e costretto su un sedia a rotelle, è stato ricoverato all'Ospedale San Maurizio di Bolzano per problemi alla respirazione e dolori diffusi, ma il giorno dopo dimesso dal reparto di pediatria nonostante non avesse un posto dove andare. La famiglia ha passato le giornate che antecedenti alla morte nel parco della stazione, priva di assistenza e informazioni, se non quelle fornite dalle associazioni della società civile grazie ai volontari di SOS Bozen, Verdi, Comunità Islamica di Trento e Bolzano, Antenne Migranti, gruppo Antifa Bolzano e alla solidarietà di alcuni singoli. Il Servizio Consulenza Profughi ha segnalato e sollecitato le istituzioni sulla situazione della famiglia, ma il Servizio di Integrazione Socialenon ha ritenuto ci fossero le condizioni per ospitarli nelle strutture d'accoglienza sul territorio. Soggetti vulnerabili che dovevano invece essere accolti in ottemperanza alla normativa nazionale ed europea. Per loro niente accoglienza in virtù della Circolare Critelli che vieta di accogliere in Alto Adige chi ha già presentato richiesta di asilo in altri Paesi.

Solo la Chiesa Evangelica locale ha aperto loro le porte per la notte. Il mattino dopo, di nuovo al parco. Adan, stremato, cade dalla sedia a rotelle e viene trasportato nuovamente in ospedale,  dove muore nella notte tra sabato e domenica.  Secondo Gabriella Guido, Portavoce Campagna LasciateCIEntrare "Adan è morto per mancata accoglienza”.  “Assieme alla sua famiglia – sottolinea Guido - aveva diritto all'accoglienza, tanto più in ragione delle sue condizioni di salute e della sua età e quella dei suoi fratelli. Una morte che si sarebbe potuta evitare se la famiglia fosse stata presa in carico subito dai servizi sociali ed il bambino fosse rimasto in ospedale. Adan è morto a 13 anni perché nato dalla parte sbagliata del mondo e perché in Italia la protezione è diventata un privilegio. Un decesso che sarebbe stato scongiurato se fosse stato accolto con rispetto e dignità".

Ma lo sdegno non basta e aggiunge: "Continuiamo ad imputare la responsabilità della lunga lista di morti di mancata o mala-accoglienza al Governo Italiano con un pubblico atto di accusa. Dovranno rispondere come mandanti morali sul banco della storia. Le cosiddette politiche di asilo ed accoglienza sempre più restrittive in Europa e circolari emesse dal Governo Gentiloni-Minniti sono armi che stanno portando al collasso il nostro Paese da un punto di vista politico, morale, etico, economico, sociale, culturale. Non sono differenti le limitazioni imposte dal Codice di Condotta alle ONG nel Mediterraneo. E mietono ogni giorno nuove vittime. Perché quanto è avvenuto viola diritti umani inalienabili, tutti i principi etici e morali e la dignità dell'essere. Degrada chi la esercita e chi se ne rende responsabile, sia esso un decisore oppure un mero esecutore materiale."

Da più di un anno le associazioni locali denunciano l'illegalità della Circolare Critelli. La Campagna LasciateCIEntrare ne chiede l'immediata revoca da parte della Provincia di Bolzano.

 

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