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Martedì, 17 Ottobre 2017

Articoli filtrati per data: Giovedì, 12 Ottobre 2017 - nelPaese.it

Una giornata di mobilitazione "Ad alta voce - Contro la poverta' e le disuguaglianze" lanciata dalla Rete dei Numeri Pari, la rete contro le disuguaglianze, per la giustizia sociale e la dignita' nata pochi mesi fa, che unisce circa quattrocento realta' sociali e del volontariato in tutta Italia impegnate contro la poverta'.

Appuntamento sabato 14 ottobre in oltre 30 piazze in tutta Italia con il cuore della mobilitazione a Roma, con la presenza di Don Luigi Ciotti, in piazza San Giovanni Bosco, luogo diventato tristemente famoso per i funerali di Vittorio Casamonica. Ed e' qui che da 5 anni e' attiva una "tenda contro la crisi" per dare sostegno ai cittadini in difficolta'.

A partire dalle ore 13 con il pranzo sociale fino alle ore 20, la piazza sara' animata da artisti e associazioni, abitanti e senza fissa dimora, movimenti per l'abitare e contro la violenza sulle donne, sindacati e movimenti antimafia e tanti altri. Molte le azioni che si susseguiranno nel corso della giornata: le musiche di Nosenzo, Elsa Lila, Sandro Joyeux, le danze e le percussione de la Murga Los Adoquines de Spartaco, il Caffe' degli Artisti, una casa senza pareti nel cui salotto- una panchina della piazza- saranno offerti caffe', arte e poesia grazie ad una staffetta di artisti romani. Cosi' in un comunicato la Rete dei Numeri Pari.

"In tante piazze d'Italia- commenta Rete dei Numeri Pari, promotori dell'iniziativa aperta a tutti e tutte- per denunciare il raddoppio dei numeri della poverta' relativa (9 milioni di persone) mentre triplicano quelli della poverta' assoluta (5 milioni). Triplica anche il numero dei miliardari- 342 nel nostro paese- a riprova del fatto che il problema non e' l'assenza di ricchezza o di crescita bensi' di redistribuzione della ricchezza, modelli industriali scelti, regimi fiscali e politiche sociali. A causa dell'austerita' e dei tagli alla scuola pubblica oggi l'Italia e' il peggiore paese per dispersione scolastica (17,6%), per impoverimento della popolazione giovanile, quello che ha investito meno di tutti in istruzione e cultura, che ha il maggior numero di precari e con la peggiore distribuzione della ricchezza insieme alla Gran Bretagna". Il 14 ottobre saremo in tante piazze d'Italia Ad Alta voce per dare forma e sostanza alla speranza. L'esperienza di questi anni in Portogallo, Grecia e Spagna insegna che solo grazie alla partecipazione ed all'impegno diretto dei cittadini e dalle realta' sociali sara' possibile invertire la rotta della crisi, contrastare le politiche di austerita' e rimettere al centro l'impegno per la giustizia sociale”, continua la Rete dei Numeri Pari.

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

 

Pubblicato in Lavoro

Ogni anno, nel mondo, circa 6 milioni di bambini muoiono prima di aver compito i 5 anni per cause facilmente curabili e prevenibili. Tra queste la malnutrizione, che provoca quasi la metà delle morti infantili a livello globale, uccidendo circa 3 milioni di bambini ogni anno. Sono 52 milioni i minori sotto i 5 anni in questo momento stanno soffrendo la carenza improvvisa di cibo e nutrienti, mentre ben 155 milioni sono malnutriti cronici e rischiano che le gravi conseguenze sul loro sviluppo fisico e cognitivo si ripercuotano sull’intero ciclo di vita. Povertà, cambiamenti climatici e conflitti hanno un ruolo decisivo nella diffusione della malnutrizione.

Nei Paesi a medio e basso reddito, 2 minori su 5 vivono in stato di povertà multidimensionale, con forti deprivazioni circa l’accesso al cibo, ai servizi igienico-sanitari e all’educazione, mentre nel Corno d’Africa e in Kenya, in seguito all’emergenza climatica El Niño, 7 milioni di bambini stanno ancora facendo i conti con la carenza d’acqua e di sostanze nutritive. Solo nel 2016 guerre e insicurezza alimentare hanno provocato la fuga di 65,6 milioni di persone e 122 milioni di bambini affetti da malnutrizione cronica vivono in zone sferzate dai conflitti.

“È semplicemente inaccettabile che ancora così tanti bambini perdano la vita perché colpiti dalla malnutrizione, un killer silenzioso, ma prevenibile, che trae ancora più forza proprio attraverso il circolo vizioso della povertà, dei conflitti e dei cambiamenti climatici, e che indebolisce il sistema immunitario dei bambini, lasciandoli vulnerabili alle infezioni e alle malattie. E, per quelli che sopravvivono, la malnutrizione rappresenta una condanna per tutta la vita, perché può danneggiare il loro sviluppo cognitivo e avere ripercussioni devastanti sul loro futuro e sulle loro opportunità di vita da adulti. Diventano così bambini senza un domani, molto spesso per il solo fatto di essere nati nel posto sbagliato, in contesti molto poveri o colpiti da pesanti crisi”, ha dichiarato Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro.

È per loro che Save the Children lancia la campagna globale Fino all’ultimo bambino, per salvare e dare un futuro ai bambini senza un domani. “Dal 1990 ad oggi sono stati compiuti importanti passi in avanti per ridurre il fardello della malnutrizione, riducendo da 254 a 155 milioni il numero di bambini colpiti da malnutrizione cronica. Nonostante ciò, il mondo è ancora ben lontano dal raggiungere gli obiettivi globali, quali la riduzione del 40% dei casi di malnutrizione cronica entro il 2025 e l’eliminazione di tutte le forme di malnutrizione entro il 2030. Noi continueremo a fare di tutto perché nessun bambino venga più lasciato indietro e affinché a tutti, nessuno escluso, venga restituita la possibilità di beneficiare delle sostanze nutritive di cui hanno bisogno, crescere sani, andare a scuola, formarsi e guardare al futuro con speranza”, ha commentato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children.

Nell’ambito della campagna Fino all’ultimo bambino, Save the Children, in collaborazione con Microsoft e con il patrocinio del Comune di Milano, ha ricreato, presso la Microsoft House di Milano, in viale Pasubio 21, un percorso esperienziale immersivo – dal 12 al 17 ottobre -  per conoscere da vicino il problema della malnutrizione. Grazie alle tecnologie della realtà mista (con il visore HoloLens), i visitatori, tra cui anche tanti alunni delle scuole, avranno la possibilità di vivere un’esperienza coinvolgente ed educativa. Attraverso gli ologrammi, infatti, potranno sperimentare sensazioni reali di contesti di disagio, oltre a poter sentire durante il percorso anche odori e suoni per ritrovarsi a tu per tu con le stesse sfide di chi, ogni giorno, è costretto a fare i conti con la povertà estrema, le guerre e i cambiamenti climatici, le tre concause principali della malnutrizione.

Dal nuovo rapporto di Save the Children “Una fame da morire. Vecchie e nuove sfide nel contrasto alla malnutrizione” emerge che la malnutrizione rappresenta la concausa di circa la metà (45%) delle morti infantili a livello globale. Dei 155 milioni di bambini che soffrono di malnutrizione cronica (1 minore su 4 sotto i 5 anni nel mondo), più della metà si trova in Asia, in particolare in Asia Meridionale (oltre 61 milioni), e il 30% in Africa. 52 milioni di bambini (1 su 12) sono invece colpiti da malnutrizione acuta, di cui più della metà in Asia meridionale, mentre circa 41 milioni risultano obesi o in sovrappeso, di cui 4 milioni in Paesi ad alto reddito. In questi ultimi si contano del resto 1,6 milioni di minori colpiti da malnutrizione cronica. Tra i Paesi che riportano i tassi peggiori di malnutrizione troviamo l’Eritrea, dove ne è colpito 1 bambino su 2 sotto i 5 anni, e l’India, dove la proporzione tocca quasi il 48%. Buone notizie giungono invece dall’incremento, a livello globale, della pratica dell’allattamento al seno, che garantisce ai neonati 6 possibilità in più di sopravvivere nei primi mesi di vita: dal 36% di bambini di età inferiore ai 6 mesi allattati esclusivamente al seno nel 2005, si è passati al 43% nel 2016, con aumenti consistenti soprattutto in Asia meridionale (59%) e Africa orientale (75%).

Il circolo vizioso della povertà

I bambini che nascono in contesti di povertà sono i più esposti al rischio della malnutrizione e alle gravi deprivazioni di carattere sanitario ed educativo. In 103 Paesi a medio e basso reddito sono 689 milioni i minori considerati poveri multidimensionali: in India lo è circa la metà dei bambini, mentre ben 9 su 10 in Etiopia, Niger e Sud Sudan. In Africa subsahariana, appena meno della metà della popolazione che vive nelle zone rurali (43%), può accedere alle fonti d’acqua potabile, mentre solo 1 persona su 5 ha accesso ai servizi igienici, considerati entrambi elementi essenziali nella lotta alla malnutrizione. In Asia centrale e meridionale la percentuale di popolazione nelle aree rurali con accesso ai servizi igienici è invece del 40%. Tra gli elementi che incidono sulla povertà infantile anche l’accesso all’istruzione e alla formazione, dal quale ancora oggi sono tagliati fuori 263 milioni di bambini e adolescenti nel mondo.

Cambiamenti climatici

In seguito alla grave emergenza El Niño, considerata la peggiore crisi legata al cambiamento climatico degli ultimi 35 anni, quasi 20 milioni di persone, nel Corno d’Africa, stanno soffrendo gli effetti della dura crisi alimentare, tra cui ben 7 milioni di bambini tra Etiopia, Somalia e Kenya che non hanno sufficiente accesso al cibo, in seguito alla perdita dei raccolti e del bestiame provocata dalla siccità, e a fonti d’acqua sicure, con forti ripercussioni sulla diffusione di malattie quali diarrea, colera e morbillo[10]. In Kenya sono 83 mila i bambini colpiti da forme severe di malnutrizione acuta e 39 mila le donne incinte o in fase di allattamento a rischio. La malnutrizione acuta ha colpito 376 mila bambini in Etiopia e 275 mila in Somalia dove, nella prima metà del 2017, il numero di bambini affetti da malnutrizione, che hanno 9 probabilità in più di perdere la vita, è aumentato di almeno il 50%[11].  A livello globale, inoltre, se i cambiamenti climatici estremi dovessero intensificarsi si stima che oltre 592 milioni di persone potrebbero essere a rischio malnutrizione nel 2030 e quasi 477 milioni nel 2050.

Conflitti

Delle 815 milioni di persone denutrite a livello mondiale, più della metà (489 milioni) vive in Paesi colpiti da conflitti[13], dove si stima che il tasso di malnutrizione cronica si riduca a un ritmo 4 volte inferiore rispetto ai Paesi non colpiti da crisi[14] e dove i tassi di povertà risultano in media superiori di 20 punti percentuali.

Si tratta, in particolare, di zone in cui i bambini hanno il doppio delle possibilità di diventare malnutriti e morire durante l’infanzia rispetto ai propri coetanei negli altri Paesi in via di sviluppo. Contesti estremamente fragili e pericolosi in cui i minori e le loro famiglie sono costretti a sfamarsi con quel che rimane dei raccolti o ad arrangiarsi con ciò che trovano, come cibo per animali o foglie, a bere da sorgenti d’acqua contaminate, spesso senza accesso a medicinali e assistenza sanitaria. In Yemen, dove circa 17 milioni di persone - pari al 60% della popolazione - risultano in stato di insicurezza alimentare, già prima della crisi circa la metà dei bambini sotto i 5 anni risultava affetta dalla malnutrizione e 1 donna ogni 370 moriva per complicazioni durante gravidanza e parto, mentre dal 2014 al 2016 l’aggravarsi del conflitto ha provocato un aumento del 20% delle morti infantili.

“Oggi più che mai è arrivato il momento di dire basta. Basta alla perdita di così tante vite, tra i bambini, che potrebbero essere facilmente salvate e protette. Basta a così tante infanzie spezzate, negate e compromesse. È dunque fondamentale che il mondo rafforzi il proprio impegno e faccia ancora di più per contrastare in maniera efficace la malnutrizione. Perché un mondo che volta la faccia anche a un solo bambino la volta al suo stesso futuro”, ha detto ancora Valerio Neri.

L’intervento di Save the Children. L’Organizzazione contribuisce da anni a contrastare la mortalità e la malnutrizione infantile attraverso interventi sul campo e un approccio multisettoriale. Dal 2009 al 2015, con la campagna Every One per il contrasto alla mortalità infantile, Save the Children si è impegnata fortemente per evitare che milioni di bambini sotto i 5 anni perdessero la vita per cause facilmente curabili e prevenibili.  Solo nel 2016, nel mondo, grazie alla campagna Fino all’ultimo bambino, l’Organizzazione ha raggiunto 21 milioni di bambini con i suoi programmi di salute e nutrizione. I programmi di Save the Children, oltre a prevedere interventi specifici in tema di nutrizione, prevenzione e assistenza materno-infantile, prima e dopo il parto, comprendono azioni specifiche per incentivare la crescita delle comunità locali in modo sostenibile.

 

Pubblicato in Nazionale

Partirà domani 13 ottobre alle 14.30 nella sede del Polo Universitario di Portogruaro "Legami di corresponsabilità. Sviluppo di comunità e rigenerazione di beni comuni", il corso di perfezionamento universitario destinato a educatori, operatori sociali e professionisti del terzo settore. Ad organizzarlo il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Trieste in collaborazione con la Cooperativa sociale Itaca di Pordenone, la rivista Animazione Sociale del Gruppo Abele di Torino, la Fondazione Portogruaro Campus e il Centro Servizi Volontariato del Friuli Venezia Giulia. Da ottobre a dicembre 2017, si terranno 16 giornate di studio e 8 moduli di lavoro articolati in nuclei tematici, con percorsi d'aula seminariali e laboratoriali, e percorsi di ricerca sul territorio attraverso Project Work in servizi o progetti esistenti.

Nello sviluppo di reti di comunità, le funzioni dell'operatore, fondate soprattutto su processi relazionali, sono quelle di ri-conoscere e connettere le molteplici competenze e i saperi esistenti, di favorire forme di cittadinanza attiva, di mettere in atto azioni di accompagnamento per l'implementazione del capitale sociale, di attivare generatori di cambiamento. Ciò consente di facilitare l'emersione e la valorizzazione delle ricchezze e delle potenzialità dei territori, il cui fine è di promuovere il benessere e la qualità della vita delle persone e delle comunità nel loro insieme.

Il corso intende proporsi come un'opportunità per approfondire la dimensione del pensiero e quella dell'agire legate a tematiche di indubbia complessità e allo stesso tempo di grande interesse sul piano culturale, strategico, metodologico. Si tratta di un percorso rivolto a chi è già attivo sul territorio con ruoli operativi, nonché a chi rivolge la sua attenzione a tali tematiche con l'obiettivo di accrescere conoscenze e capacità in vista di futuri impegni professionali.

Il lavoro d'aula darà quindi spazio sia ad approfondimenti con gli esperti riguardanti approcci teorici, pratiche, strumenti e tecniche, sia ad attività laboratoriali, ad esperienze significative, a un confronto fra tutti i partecipanti. Gli 8 moduli del corso si articoleranno in nuclei tematici per ciascuno dei quali interverranno esperti nel campo del lavoro di comunità e della formazione sociale ed educativa. L'intera esperienza formativa verrà accompagnata e sostenuta da figure di coordinamento del processo formativo e di tutor. A tutti gli iscritti sarà data la possibilità di costruire e realizzare un Project Work in un servizio/progetto territoriale con il supporto dello staff di progetto.

L'avvio è previsto il 13-14 ottobre con la presentazione del corso e patto formativo a cura del prof. Matteo Cornacchia dell'Università di Trieste, di Willy Mazzer della Cooperativa Itaca e del prof. Franco Santamaria, docente a contratto presso l'Università di Trieste. Il calendario delle giornate successive sarà organizzato in due parti, a loro volta strutturate per temi conduttori. La prima parte su "I quadri di riferimento" prenderà avvio il 20-21 ottobre e si concentrerà sulla comunità, il 27-28 ottobre sulla responsabilità, il 10-11 novembre sulla politica e la partecipazione. La seconda parte verterà su "I processi di lavoro" e partirà il 17-18 novembre concentrandosi sulla politica come tema conduttore, il 24-25 novembre sulla comunità educante, l'1-2 dicembre sulla responsabilità del facilitatore dei processi.

Il 15-16 dicembre una prima giornata dedicata a esperienze significative su politica e buone pratiche, ed una seconda sul bilancio degli apprendimenti, la valutazione dell'esperienza formativa e la presentazione dei Project Work. I partecipanti, infatti, verranno suddivisi in piccoli gruppi che svilupperanno Project Work all'interno di organizzazioni e contesti lavorativi in cui si stiano attuando o progettando processi di lavoro di comunità, sezione di lavoro che arriverà sino alla conclusione del percorso, prevista a febbraio 2018.

Tutti gli incontri si svolgeranno nella sede del Polo Universitario di Portogruaro il venerdì pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30 e il sabato mattina dalle 9 alle 13. Il corso prevede l'attribuzione di 12 CFU (4 dei quali di costruzione di un Project Work a conclusione del percorso) e di un attestato finale.

 

Pubblicato in Veneto
Giovedì, 12 Ottobre 2017 15:41

CASERTA, 6 ANNI DA LEONI CON RFC LIONS SKA

Gli RFC Lions Ska Caserta festeggiano i sei anni di attività. Sin dal 2011, il progetto multietnico gravita nella provincia di Caserta e, con il passare del tempo, ha allargato i propri orizzonti in una zona in cui è ampia la presenza di migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Quale miglior modo di favorire l’inclusione sociale e la lotta al razzismo se non quella di abbattere ogni barriera nel campo di calcio, da sempre specchio della realtà sociale ed incubatore dei rapporti, degli usi e dei costumi.

“Nel calcio come nella vita di tutti i giorni, è quanto mai doveroso rivendicare l’uguaglianza di tutte le persone, qualsiasi sia il colore della pelle, la terra d’origine, l’etnia di appartenenza, il sesso e la religione. Per il sesto anniversario della fondazione del progetto, il collettivo ha organizzato una serie di iniziative ed attività nel prossimo week end del 14 e 15 ottobre 2017”.

Tali eventi, rientrano nell’ambito delle Football PeolpeAction Weeks, le due settimane di azione contro il razzismo ed ogni altra forma di discriminazione promosse dal network F.A.R.E. (Football AgainstRacism in Europe), una rete di squadre, tifosi, gruppi ed associazioni di tutta Europa che si dedicano alla lotta al razzismo e alla xenofobia nel calcio.

Le iniziative, inoltre, fanno parte anche degli eventi di sensibilizzazione contro le discriminazioni etniche e razziali del progetto Uisp “SportAntenne” e coinvolgeranno, nell’arco della due giorni, centinaia di persone, di cui almeno un centinaio di cittadini di paesi terzi.

Si parte sabato 14 ottobre alle 15, al campo sportivo “BA.TE.CA.” di San Leucio (Caserta), con l’amichevole tra la RFC Lions e gli amici dei vari progetti che condividono lo stesso percorso: dagli scozzesi dello United Glasgow Football Club alla Lokomotiv Flegrea, dall’Afro Napoli United alla Stella Rossa e Quartograd. Appuntamento importante poi alle 18.30. Su invito della società Casertana Football Club, una folta rappresentanza della squadra multietnica assisterà alla gara di campionato del girone C di Lega Pro tra Casertana e Monopoli. Come consuetudine da diversi anni, le Action Weeks faranno tappa allo stadio “Alberto Pinto” di Caserta, infatti i calciatori di entrambe le squadre faranno il loro ingresso in campo indossando una t-shirt recante il messaggio “Love Football HateRacism” e sorreggendo lo striscione “Caserta ripudia il razzismo”.

In serata, a partire dalle 22, festa e divertimento per il “6th Birthday Party” al Laboratorio Sociale Millepiani. Allieterà la serata il dj set della Bancarella del Terrone, crew napoletana che ripropone le nostalgiche melodie degli anni ’70, ’80, ’90 e primi 2000.

Domenica 15 ottobre 2017 si riparte di buon mattino in Villa Giaquinto con il torneo di street soccer antirazzista, cui tutti sono invitati a partecipare dalle 10 alle 14. Un momento di sano confronto calcistico in uno dei luoghi simbolo della Caserta solidale e resistente, liberato ed autogestito dal Comitato cittadino. Il programma viene impreziosito da importanti iniziative. Sabato al campo “BA.TE.CA” e domenica in Villa Giaquinto ci sarà il banchetto di SportAntenne, il progetto di Uisp Nazionale per l'emersione, la mediazione e il contrasto alle discriminazioni etniche e razziali. Domenica in Villa sarà ancora possibile firmare per la campagna “Ero straniero - L'umanità che fa bene”, per il superamento della Legge Bossi-Fini.

Un compleanno ricco di eventi per gli RFC Lions Ska Football Club che, condividendo i buoni propositi delle FARE Action Weeks, intendono sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della lotta al razzismo, sessismo, omofobia ed esclusione sociale. Temi su cui il progetto lavora ogni giorno, al fine dipromuovere sul territorio i valori della solidarietà, dell’inclusione e della lotta alle discriminazioni. 

 

Pubblicato in Sport sociale

L’iniziativa, proposta da Amnesty International Italia e fatta immediatamente propria dalla Federazione nazionale della stampa italiana e dal portale Articolo 21, intende chiamare a raccolta gli operatori dell’informazione affinché continuino a seguire le iniziative finalizzate a ottenere la verità sul sequestro, sulla tortura e sull’uccisione di Giulio Regeni, ormai 21 mesi fa al Cairo, e a dare costanti notizie sulle violazioni dei diritti umani in Egitto.

La “scorta mediatica” avrà anche il compito di proteggere Giulio Regeni da attacchi e offese alla sua storia, alla sua dignità, alla sua limpidezza di comportamento e d’intenti e di tutelare i suoi difensori da attacchi alla loro sicurezza e incolumità. L’appuntamento è fissato a venerdì 13 ottobre a Roma, presso la Fnsi (corso Vittorio Emanuele II, 349, 1° piano) alle 17.30. Oltre a rappresentanti di Amnesty International Italia, Fnsi e Articolo 21, sarà presente l’avvocata Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni. Nell’occasione saranno resi noti i nomi dei primi firmatari dell’appello.

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Le esperienze di turismo di comunità delle cooperative I Briganti di Cerreto e Valle dei Cavalieri sono state presentate in Colombia in due conferenze da Maurizio Davolio, presidente dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile (Aitr), invitato dalla Ong italiana Coopermondo.

“La Colombia – spiega Davolio – è un paese meraviglioso, ma la lunga guerriglia durata oltre vent’anni ha impedito ogni forma di turismo, soprattutto nelle aree interne del paese. Il recente faticoso accordo fra Stato colombiano e i ribelli della FARC apre prospettive di pace e di riconciliazione. Il paese diventa più sicuro, per i suoi abitanti e per gli ospiti. Per questa ragione la Colombia punta oggi sul turismo e si rivolge a chi è in grado di proporre forme di sviluppo turistico basate sui principi del turismo sostenibile e responsabile.

Nella regione di Cauca si trovano spettacolari bellezze naturalistiche, alte montagne, foreste, cascate; vi abitano anche popolazioni indigene, comunità che hanno mantenuto le loro tradizioni, costumi, cibi, forme di artigianato artistico, riti basati su valori umani di socialità e solidarietà.

Grande è l’interesse per attività turistiche svolte in forma cooperativa, e pertanto gli esempi delle due cooperative di comunità che operano nell’Appennino Reggiano sono state oggetto di riflessione e di discussione”. Nelle due cooperative di Succiso e Cerreto Alpi, che aderiscono entrambe ad Aitr, si svolgerà nelle prossime settimane la 4ª edizione della Scuola delle Cooperative di Comunità, promossa da Confcooperative e Legacoop.

 

 

Pubblicato in Economia sociale

In occasione dei festeggiamenti organizzati per il primo anno di attività di Scambiologico si terrà un dibattito intorno ai temi dell’ambientalismo, delle scelte etiche, dell’importanza dell’economia circolare anche per contribuire a dare risposte alla crisi ambientale, all'aumento delle povertà e delle disuguaglianze sociali. Il dibattito prenderà spunto dalla presentazione del libro "Alla scoperta della green society" di Vittorio Cogliati Dezza membro della Segreteria Nazionale della Legambiente che scopre la green society italiana attraverso delle storie italiane: un viaggio che ci restituisce un'effervescenza sociale portatrice di innovazione, che si fonda sulla voglia di impegnarsi con il volontariato nel proprio territorio per risolvere problemi concreti e tutelare il bene comune.

Il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Mimmo Sammartino, stimolerà alla riflessione ed al racconto l’autore del libro Cogliati Dezza,per cercare di rappresentare “un’effervescenza sociale che sfugge alle statistiche, diffusa e carsica, ma portatrice di innovazioneche si fonda sulla voglia di impegnarsi con il volontariato nel proprio territorio per un problema concreto e per il bene comune”.

Una mappa dell’innovazione sociale caratterizzata dalla contaminazione tra culture e obiettivi diversi, “dove l’impegno ambientale e sociale si intrecciano con l’obiettivo di produrre cambiamento, in una nuova dimensione comunitaria, che esprime bisogni e domande di consumo diversi, e che è portatrice di una novità fondamentale, forse rivoluzionaria”: è la domanda di nuovi stili di vita a creare mercato.

Ci sono bisogni e desideri emergenti che creano mercati e consumi. Scambiologico, raccontato anche nel libro, è una di queste esperienze che vede direttamente coinvolta la Legambiente Basilicata a Potenza che ha fatto nascere la prima Green Station d’Italia con il punto vendita delle eccellenze agroalimentari lucane per dare mercato a questi prodotti mettendo in rete soprattutto i piccoli produttori che hanno più difficoltà di accesso al mercato, garantendo loro il giusto prezzo. Accorciando la filiera si riesce a remunerare nella giusta misura i produttori e ad offrire prodotti di qualità ai potentini a prezzi competitivi.

Nel punto vendita sono disponibili i prodotti del commercio equo e solidale, del circuito Altromercato, detergenti alla spina, e tutti i prodotti per l’igiene e per la casa, ecologici ed a basso impatto sull’ambiente: tutto con la filosofia dell’imballaggio minimo e della massima compatibilità ambientale.

Scambiologico è a Potenza in Piazzale Istria 1 nei locali dell’ex Scalo merci della Stazione FS di Potenza Superiore che sono stati ristrutturati dall’associazione nell’ambito di un progetto patrocinato dal Comune di Potenza e sostenuto dalla Fondazione Con il Sud. Giovedì 12 Ottobre a partire dalle ore 17.30 saranno allestiti degli stand nello spazio antistante il punto vendita dove le aziende agricole proporranno degustazioni ed esposizione dei loro prodotti.

 

Pubblicato in Basilicata

Dal 17 ottobre al via le assemblee regionali congressuali di Legacoopsociali in vista del congresso nazionale del 15 e 16 novembre a Roma. Un tour che per tre settimane prevede appuntamenti in tutto il Paese, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, con la presenza in tante tappe della vicepresidente nazionale vicaria Eleonora Vanni. Si parte con la Basilicata e a seguire in quella settimana Lombardia, Campania e Lazio.

Riforma del Terzo settore, lo stato delle comunità locali e dei territori, innovazione e futuro saranno i temi che saranno affrontati in ogni regione. Un percorso narrativo che arricchirà i temi dell’appuntamento nazionale: paura, coraggio e visione. Numerosi studi sui percorsi evolutivi e di innovazione delle cooperative sociali hanno evidenziato il ruolo sempre più rilevante delle cooperative sociali nei percorsi di sviluppo locale e la connessione tra welfare e sviluppo locale. Esemplare in tal senso è l’impegno delle cooperative sociali nei percorsi di rigenerazione urbana, nella gestione dei beni confiscati alle mafie e nella rianimazione delle aree interne del Paese.

In parallelo la tenuta economica e occupazionale hanno, soprattutto in alcune zone del paese e in aree periferiche, collocato la cooperazione sociale fra le imprese a più alto tasso di occupazione della zona facendola diventare il soggetto di riferimento sociale ed economico su cui le Amministrazioni locali stesse hanno appoggiato richieste sempre più onerose di operare per la tenuta del sistema di welfare locale.

“Gli altri, il nuovo e il domani: la cooperazione sociale è il titolo che abbiamo dato a questo nostro 4° congresso nazionale – dichiara Eleonora Vanni, vicepresidente vicaria Legacoopsociali – e il contributo dei territori resta un aspetto fondamentale per la riuscita di questo appuntamento che andrà a costruire il cantiere lavoro per i prossimi 4 anni che hanno nella Riforma del terzo settore e dell’impresa sociale la nuova cornice su cui la cooperazione sociale dovrà sapersi misurare e innovare”.

Le date: Basilicata, 17 ottobre; Lombardia, 18 ottobre; Campania, 19 ottobre; Lazio, 20 ottobre; Emilia Romagna, 23 ottobre; Veneto, 24 ottobre; Marche, 25 ottobre; Calabria e Molise, 26 ottobre; Piemonte, 27 ottobre; Friuli Venezia Giulia, 30 ottobre; Toscana, Umbria e Liguria 6 novembre; Sicilia, 7 novembre.

La cronaca di questi congressi regionale saranno pubblicati su nelpaese.it nella rispettiva sezione regionale. 

Pubblicato in Nazionale

La presidenza di Legacoop Bologna aderisce a Cittadinanza Day,  giornata di mobilitazione, promossa dal movimento #Italianisenzacittadinanza e da L’Italia sono anch’io, per per ribadire la necessità del voto immediato della riforma che introduce lo Ius soli temperato e lo Ius culturae.

Alla giornata di mobilitazione, in programma il 13 ottobre, hanno aderito associazioni e realtà del volontariato attive su tutto il territorio nazionale. L’evento principale sarà una manifestazione  a Roma, in piazza Montecitorio, per chiedere l’approvazione immediata della riforma.

“Aderiamo con convinzione a Cittadinanza Day, per la sua coerenza con i valori democratici e inclusivi, che stanno alla base dell’idea cooperativa. L’approvazione della riforma è un atto doveroso di civiltà, che non può sottostare a calcoli elettoralistici – dichiara Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna – Un Paese che voglia dirsi civile e democratico, non può permettersi di lasciare in un limbo giuridico un milione di persone, di cui 815.000 sono studenti che frequentano le nostre scuole; sono quegli stessi ragazzi che condividono parte della loro giornata con i figli o i nipoti dei parlamentari. Invitiamo ad una approvazione rapida della riforma, anche sulla scorta di una riflessione del vissuto quotidiano nostro, dei deputati e dei senatori. Un vissuto che ci dice che l’Italia sono anche loro”. 

Anche la cooperativa sociale CADIAI aderisce. Una delegazione della Cooperativa si recherà in Piazza Nettuno alle 17 per chiedere, insieme ad associazioni e cittadini, l’approvazione della riformache introduce lo Ius soli temperato e lo Iusculturae. “Attraverso le nostre strutture – afferma Franca Guglielmetti, Presidente CADIAI – abbiamo il polso della situazione, ossia che tantissimi bambini e ragazzi sono italiani per tutti tranne che per la legge. Riconoscere la cittadinanza a queste persone è un atto di civiltà che non dovrebbe incontrare l’opposizione di nessuno, tanto meno della politica. Al contrario proprio la politica dovrebbe comprendere i cambiamenti sociali e agire di conseguenza per garantire i diritti e i doveri delle persone che sono poi la base su cui poggia l’integrazione”.

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Il festival “Ottobre africano” rende omaggio a Thomas Sankara e lo fa a Roma con uno spettacolo davvero unico: sabato 14 ottobre alle 21.00 Fiorella Mannoia si esibisce dal vivo al Teatro Italia (via Bari, 18) insieme ad artisti di fama internazionale. Un appuntamento ormai consolidato per il pubblico della capitale, che di volta in volta raccoglie un numero sempre maggiore di adesioni, e che quest’anno acquisisce un valore ancora più importante nel trentesimo anniversario dell’assassinio del grande leader africano.

«Parlare di Sankara per me è un onore», ha detto la Mannoia nel videomessaggio in occasione dell’evento a Roma “Thomas Sankara, il Presidente del Futuro”. «Quando ho ascoltato per la prima volta i suoi discorsi, sono rimasta colpita, affascinata, innamorata, di un uomo che in maniera così lucida aveva affrontato tanti problemi, non solo africani. E per questo devo ringraziare l’amico Gabin Dabiré, tutto ciò che so sull’Africa me l’ha insegnato lui». Ed è proprio insieme a Dabiré, musicista poliedrico originario del Burkina Faso, che la cantautrice italiana sale sul palcoscenico e intona la versione acustica del primo brano del suo repertorio, “Se solo mi guardassi”.

Allo spettacolo si alterneranno inoltre alcuni fra gli artisti africani più celebri in Italia: il senegalese Badara Seck, diventato popolare presso il grande pubblico anche grazie al recente duetto con Massimo Ranieri; Symo, giovane artista italo-etiope, che mescola le radici della musica nera con il cantautorato italiano; l’ensemble Artaras con i canti e balli folkloristici moldavi e, fra gli italiani, i Canto d’Inizio con la pizzica e Francesco Raniero, cantautore fiorentino che ha aperto l’ultimo concerto di Ligabue a Monza.

 Le commemorazioni del leader africano proseguono anche domenica 15 ottobre: il primo appuntamento è alle 11.00 al MAXXI di Roma (via Guido Reni, 4) per l’incontro “Rileggere Sankara, rileggere le rivoluzioni”, in collaborazione con AMREF Health Africa, in cui verranno interpretati alcuni discorsi di Sankara e di altri leader africani su accompagnamento musicale. Alle 18.00 al Ristorante La Cacciarella (via di Casal Bruciato, 11) la presentazione del progetto “Memorial Sankara” A seguire, cena a base di piatti etnici su prenotazione, sempre al ristorante La Cacciarella.

 

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