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Martedì, 21 Novembre 2017

Articoli filtrati per data: Lunedì, 16 Ottobre 2017 - nelPaese.it

A  Poggiomarino (NA),ha aperto le porte un nuovo spazio dedicato al cibo e alla condivisione sociale grazie all’impegno e alla passione delle fondatrici della Cooperativa Viola che nasce come giovane realtà imprenditoriale sul territorio, costituita da professioniste e da alcune donne vittime di violenza, che si occupa di piccola ristorazione, organizzazione eventi ed attività culturali. Viva è allo stesso tempo una scommessa ed un monito per sottolineare a gran voce che è possibile farcela, che è possibile combattere la violenza e ricominciare a vivere e ad operare nella società. Viola è stata la promotrice di questa avventura: lei ci è riuscita, grazie all’impegno e alla professionalità dell’associazione Artemide che oggi in collaborazione con la Cooperativa le ha offerto una possibilità concreta di riscatto.

Viva Bistrot è il nome scelto per questa nuova attività che coniuga insieme il concetto di donna con quello di spazio dedicato al cibo, alla degustazione ed a un modo piacevole e spensierato di trascorrere i vari momenti della giornata dalla colazione alla cena. VIVA perché in sé racchiude infiniti significati positivi: viva è il congiuntivo del verbo vivere, perché è l’aggettivo qualificativo fondamentale, VIVA perché esprime il concetto di “Sono Viva”, “Resto Viva”; perché “Evviva si mangia!”; perché se al dito medio aggiungi l’indice passi dalla sconfitta violenta alla vittoria non violenta; perché la terra è viva e Madre, perché è un nome che apre, connette, accoglie ed è arrotondato come un ventre.

Viva Bistrot si configura per essere ed affermarsi come uno spazio dedicato alle donne, alle madri, alle studentesse, alle lavoratrici che vogliono vivere questo luogo non solo come erogatore di servizi di ristorazione ma anche come luogo di ritrovo e di appuntamento di lavoro; alle piccole comitive di amici che vogliono fermarsi per un aperitivo, una cena informale o festeggiare una ricorrenza particolare; ai gruppi di bambini e di ragazzi alla ricerca di una location tranquilla dove trascorrere un momento pomeridiano sorseggiando frullati o degustando un dolce in compagnia.

Ma Viva Bistrot è anche bottega; all’interno del locale infatti, è possibile trovare un angolo dedicato alla vendita diretta di prodotti di altissima qualità con un’attenzione particolare all’azienda di provenienza e alle tecniche di lavorazione. È possibile trovare prodotti ittici siciliani, pasta artigianale del nostro territorio, particolari vini prodotti su terreni confiscati e tante altre specialità adatte sia per piccoli regali che per le dispense più esigenti. Viva è inoltre uno spazio dedicato a piccoli eventi sia pubblici che privati ma anche proiezioni di film sulle tematiche di interesse accompagnate da momenti di degustazione, party lab e pomeriggi dedicati alla lettura.

“Siamo entusiaste — sorridono Antonella, Raffaela e Maria — ora possiamo davvero guardare avanti , il passato è alle nostre spalle». «È un momento di orgoglio, lo considero un successo — afferma Dora Iacobelli, responsabile commissione pari opportunità Legacoop nazionale e dirigente di Coopfond che ha finanziato con 25 mila euro e ha accompagnato il progetto fin dall’inizio — è la grande dimostrazione che un gruppo di donne riesce a uscire dal buio. Si tratta di persone in condizioni di disagio, sono partite senza fondi e nessuna esperienza, devo dare attto al loro coraggio. È la via d’uscita dall’oppressione, così stanno ritrovando la libertà che solo un lavoro e l’indipendenza economica può dare. È un esempio per le altre donne che combattono la stessa difficile battaglia”.

“Viva Bistrot” può diventare un modello da esportare. «Sì, lo è perché nasce in un contesto difficile dove le cose sono più complesse che altrove. Il mio augurio è di tenere gli occhi sull’impresa. Perché un tentativo fallito per loro sarebbe ben più pesante che per qualsiasi altro”. «Stringete i denti e non mollate — afferma Mario Catalano, presidente Legacoop Campania — il progetto è meritevole ma ora loro devono diventare forti. Trovo tanta armonia in questa cooperativa e quando i soci vanno d’accordo, le imprese funzionano»

 

Pubblicato in Parità di genere

Il sistema di gestione dei migranti europeo è "criminogneo. L'Europa e' responsabile di un vero e proprio genocidio". A dirlo il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ai microfoni di Sky.

"La mia e' un'accusa da giurista: non mi riferisco alla distinzione, che io non accetto, tra migranti economici e richiedenti asilo. Ma al fatto che in base alla propria legislazione, l'Europa riconosce il diritto all'asilo dei siriani, ma poi non li mette in condizione di raggiungere l'Europa. Li costringe a vendersi a mercanti di morte, quando potrebbero viaggiare in business, atterrando a Londra, piuttosto che a Berlino o a Amsterdam".

Orlando conclude: "Questa è materia sufficiente perchè si faccia un processo penale. Presenterò una denuncia alla Procura della Repubblica di Palermo rivolta agli stati europei, all'Unione europea. Poi sarà la Procura a decidere". 

(Foto: Francesco Malavolta)

 

Pubblicato in Migrazioni

Consorzio Solidarietà Sociale  e Forum Solidarietà, in collaborazione con Copesc Parma, invitano addetti ai lavori, enti, Istituzioni e cittadinanza ad un incontro illustrativo del Decreto Legislativo sul Servizio Civile Universale, contenuto nella Legge delega di riforma del terzo settore, approvata dal Parlamento, martedì 17 ottobre, a partire dalle ore 15 presso il Workout Pasubio (Via Palermo, 6 Parma)

Il Dlgs40/2017“Istituzione e disciplina del servizio civile universale” entrato in vigore ad aprile 2017,interviene a parziale modifica dell’impianto normativo su cui si è retta per annil’esperienza del Servizio Civile, attraverso la separazione tra finalità della legge e settori di intervento;il rafforzamento della pianificazione, la definizione di nuovi requisiti di partecipazione eduna maggior concentrazione degli enti, fino a prevedere azioni di controllo, verifica e valutazione.

L’incontro, introdotto da Elena Dondi (presidente di Forum Solidarietà), vedrà tre momenti specifici di iniziativa: un confronto a più voci moderato da Fabio Faccini (Presidente Consorzio Solidarietà Sociale)sul tema “Prospettive della riforma, cambiamenti e ricadute sugli enti di gestione”. Saranno presenti Licio Palazzini (Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile,Presidente), Paola Valinotti (Consorzio Solidarietà Sociale e Presidente COPESC Parma), Stefania Oppici (Caritas diocesana di Parma),Roberto Abbati (Comune di Parma, Responsabile Servizio Civile)

I volontari che hanno concluso il loro servizio civile si congedano e accolgono i nuovi arrivati.Esito del laboratorio teatrale ‘A che punto è la notte?’:suggestioni dall’Amleto e dal Macbeth diShakespearecondotto da Franca Tragni, Associazione culturaleProgetti&Teatro. L’iniziativa rappresenta un’occasione informativa e di approfondimento specifico e si colloca all’interno di una serie di appuntamenti organizzati sul tema “Il quadro della riforma del terzo settore”. Gli altri appuntamenti in agenda: ‘Novità in ambito giuridico/fiscale’ (28 ottobre), ‘L’assicurazione obbligatoria per il volontariato’ (6 novembre), il Codice del Terzo Settore, i cambiamenti per i Centri di Servizio per il Volontariato e l’Impresa Sociale.

 

 

Pubblicato in Lettera al Direttore

Il G7 agricoltura di Bergamo si chiude con molte buone intenzioni ma un sostanziale nulla di fatto per la lotta alla fame e malnutrizione nella parte più povera del mondo. Questa la valutazione della GCAP Italia, coalizione di più di 60 organizzazioni della società civile, rappresentata a Bergamo da Action, ActionAid, Cesvi, Oxfam e Save the Children.

Ancora una volta, infatti, i Ministri dell’agricoltura dei paesi G7 “non hanno assunto impegni concreti”, di fronte all’aumento - per la prima volta in dieci anni - del numero degli affamati a livello globale: salito da 795 a 815 milioni nel 2016. Una condizione che investe anche 155 milioni di bambini e bambine, colpiti da malnutrizione cronica e destinati quindi a non sviluppare il loro pieno potenziale.

Alla radice di questo “scandalo”, un sistema alimentare e agricolo ingiusto non in grado di garantire il diritto al cibo. Uno scenario aggravato dai conflitti e dall’impatto dei cambiamenti climatici, che colpiscono tanti piccoli agricoltori, responsabili della produzione dell’80% del cibo a livello globale. Uomini e donne costretti ogni giorno a combattere con il mancato accesso al credito, al mercato e alla formazione. Dopo il fallimento del G7 di Taormina nello stanziare le risorse necessarie su questo tema, i sette Grandi hanno così perso di nuovo l’occasione di definire azioni ambiziose per sollevare 500 di milioni di persone dalla fame e dalla malnutrizione entro il 2030. Andando oltre mere dichiarazioni di intenti.

Nonostante il riconoscimento del ruolo centrale dei piccoli agricoltori - nel corso dei lavori del summit – GCAP ritiene infatti che “questo obiettivo potrà essere raggiunto solo passando da un modello di produzione agro-industriale intensivo ad uno agro-ecologico, che coinvolga le associazioni di produttori e le organizzazioni della società civile”. Aumentando inoltre i finanziamenti per l’adattamento dei piccoli produttori agricoli ai cambiamenti climatici, e promuovendo sistemi di produzione alimentare, che rendano il cibo accessibile alle fasce più vulnerabili della popolazione.

Cooperazione agricola e migrazioni: rimangono le ambiguità

Il ruolo della cooperazione agricola tra nord e sud del mondo - in relazione al fenomeno migratorio – avrebbe dovuto essere al centro dell’agenda del summit. Tuttavia la dichiarazione finale del vertice contiene solo timidi accenni sul tema, “confermando l’approccio delle politiche europee e statunitensi degli ultimi anni”. Una visione securitaria, che ha portato “a giustificare un aumento dei fondi per la cooperazione allo sviluppo, con il mero obiettivo del controllo delle frontiere nei paesi di origine e transito dei flussi migratori”.

Al contrario GCAP riconosce “l’importanza dello sviluppo agricolo nell’intervenire sulle cause profonde delle migrazioni forzate, che coinvolgono oltre 65 milioni di persone nel mondo.  Una sfida da affrontare in modo strutturale, garantendo la coerenza delle politiche agricole, climatiche, commerciali, di investimento ed energetiche con lo sviluppo”.

“Crediamo che investimenti volti a raggiungere la sicurezza alimentare e nutrizionale possano costituire una parte della risposta all’incremento degli attuali flussi migratori nel medio e lungo periodo – dichiarano le organizzazioni presenti a Bergamo - Tuttavia la priorità della cooperazione agricola deve rimanere quella di garantire ai piccoli agricoltori, soprattutto donne e giovani, l’accesso ai mercati, al credito, alla formazione, all’assistenza tecnica, alle risorse. In altre parole a tutti quegli strumenti volti al miglioramento delle loro condizioni di vita. Ci auguriamo che l’Italia continui ad affrontare questo tema nelle prossime Ministeriali, a partire da quella Salute e delle Pari Opportunità.”

 

Pubblicato in Nazionale

Si chiude domani a Napoli il 48° Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurologia. Da sabato 14 ottobre la SIN riunisce oltre 2.000 neurologi provenienti da tutta Italia nella splendida location del Centro Congressi Mostra d’Oltremare. Numerosi e interessanti gli argomenti al centro della quattro giorni di lavoro del capoluogo campano: dagli ultimi progressi scientifici nelle patologie neurologiche, come l’emicrania e la demenza senile, alla riforma della responsabilità medica secondo la nuova normativa; dalle nuove terapie per la sclerosi multipla all’importanza di una rete capillare delle Stroke Unit in Italia per l’ictus fino alle terapie innovative per le malattie rare. Il Congresso costituisce, quindi, l’appuntamento annuale più importante per il confronto scientifico e l’aggiornamento professionale degli specialisti italiani.

“La Clinica Neurologica dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e le Neurologie della Regione Campania - commenta ilProfessor Gioacchino Tedeschi, Presidente del 48° Congresso Nazionale SIN e Direttore I Clinica Neurologica e Neurofisiopatologia A.O.U Università della Campania “Luigi Vanvitelli” - sono onorate di essere state designate ad organizzare l’evento nella città di Napoli per la terza volta negli ultimi 15 anni. “Si tratta di una preziosa occasione di confronto tra le diverse anime, accademica, ospedaliera e territoriale della Neurologia italiana. Il modello che la Neurologia dovrà studiare – prosegue il Professor Tedeschi - richiederà una profonda sinergia tra rete ospedaliera e rete territoriale, e per farlo è indispensabile che tutti i protagonisti di queste due realtà collaborino alla realizzazione dell’obiettivo primario: la cura del paziente”.

L’evento partenopeo è stato preceduto da un grande risultato in ambito internazionale: alla SIN è infatti stato assegnato il Congresso Mondiale di Neurologia 2021, che si terrà negli spazi della Nuvola di Fuksas del Roma Convention Center. Nella Capitale, che ha battuto Copenaghen, Londra e Marsiglia, arriveranno più di 8.000 neurologi e circa 4.000 accompagnatori. 

“Si tratta di un riconoscimento – dichiara soddisfatto il Professor Leandro Provinciali, Presidente SIN e Direttore della Clinica Neurologica e del Dipartimento di Scienze Neurologiche degli Ospedali Riuniti di Ancona – che da un lato premia il lavoro incessante, testimoniato a Kyoto dai Professori Antonio Federico e Bruno Giometto, della Società Italiana di Neurologia, da sempre al fianco delle istituzioni governative, delle organizzazioni sanitarie e delle associazioni di malati, e dall’altro rappresenta la possibilità di dimostrare che le capacità e le professionalità delle nostre eccellenze mediche occupano i primi posti al mondo”.

Oggi la conferenza stampa di presentazione del Congresso, occasione per fare il punto della situazione delle malattie neurologiche in Italia. Gli specialisti intervenuti hanno fornito numeri decisamente preoccupanti per il nostro Paese: sono infatti oltre 100.000 i pazienti, con una prevalenza di 150-200 casi ogni 100.000 persone, interessati da Sclerosi Multipla; circa 170.000 i nuovi casi ogni anno di persone colpite da ictus e circa 1 milione quelle che vivono con gli esiti invalidanti della malattia.  E ancora: 5 milioni i soggetti che soffrono di emicrania, circa il 18 per cento della popolazione femminile e il 9 per cento degli uomini, con l’emicrania cronica che riguarda invece 800.000 italiani, circa l'1-2% della popolazione. Più di 700.000, infine, le persone a rischio elevato di sviluppare una qualche forma di demenza.

Proprio sulla demenza il professore Paolo Maria Rossini, Ordinario di Neurologia e Direttore dell’Istituto di Neurologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha sottolineato  i numeri e i modelli sanitari nella sua relazione:  “in Italia sono oltre 700.000 le persone a rischio elevato di sviluppare una qualche forma di demenza. Per contrastare questa gravissima emergenza, dall’inizio dell’anno è al lavoro un Tavolo di Esperti organizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e coordinato dal suo Direttore Generale Mario Melazzini. Formato da neurologi, geriatri, Istituzioni (Ministero della Salute, AIFA, Istituto Superiore di Sanità) ed Associazioni di Malati, il Tavolo ha predisposto una bozza di modello organizzativo che mira all’intercettazione precocissima delle forme “prodromiche” di Alzheimer”.

“Il modello organizzativo – ha aggiunto - vuole identificare il “marcatore” o l’insieme di “marcatori” con il miglior rapporto costi/benefici: questo si traduce nella prognosi più precisa possibile, nell’essere non-invasivi, nell’essere disponibili sul territorio nazionale e nell’avere un costo sostenibile per il Sistema Sanitario Nazionale. Sono in corso numerosi trials con farmaci sperimentali che, se efficaci, lo saranno esclusivamente se somministrati in questa fase “prodromica” di malattia. Poiché i costi dei trattamenti saranno elevati ed i rischi di effetti collaterali significativi, e poiché solo circa la metà dei soggetti a rischio si trova realmente in una fase “prodromica” (cioè svilupperà la malattia, mentre gli altri non la svilupperanno) si renderà necessario realizzare uno screening di massa”.

 

 

Pubblicato in Salute
Lunedì, 16 Ottobre 2017 13:31

A PARMA "UNA FINZIONE PIÙ VERA DEL REALE"

Europa Teatri, da sempre luogo attento alla formazione teatrale, si prepara ad iniziare la nuova Stagione con un programma ricco e articolato di laboratori e seminari per adulti che si svolgeranno da ottobre ad aprile negli spazi di Via Oradour. “Una finzione più vera del reale” è il titolo del laboratorio di I livello condotto da Rocco Manfredi, attore e drammaturgo della compagnia DispensaBarzotti, formazione teatrale che in questi anni ha ottenuto con i suoi spettacoli vari riconoscimenti nazionali. Il laboratorio (che si svolgerà ogni martedì a partire dal 17 ottobre) affronterà la ricerca della compagnia: porsi domande efficaci per rappresentare le immagini che popolano la nostra sensibilità e individuare gli strumenti più adatti per dare vita ad esse. Le risposte stanno negli attori, nelle loro parole, in feticci manovrabili, pupazzi, manichini, marionette, maschere, nella musica, in semplici sequenze di movimento, nel respiro, nei costumi, nel lavoro di gruppo.

Condotto da Ilaria Gerbella e Patrizia Mattioli è il laboratorio di II Livello di Teatro/Musica “Antigone”, che si svolgerà ogni lunedì a partire dal 16 ottobre, articolato in diversi momenti: dal training fisico all’analisi del testo di Sofocle passando attraverso le sue molteplici riletture, sino alla costruzione del personaggio e della scena. La tragedia sarà approfondita attraverso uno sguardo sulla storia della musica e l'ascolto di composizioni. Il coro di Antigone, elemento cruciale legato alle emozioni, che soffre con lei e ne canta i presagi, sarà una manifestazione di voci, sospiri, frammenti sonori e canti.

Trovare il proprio personaggio da interpretare e portarlo alla luce nel corpo e nella scrittura: questo l’obiettivo di “Personaggi in cerca”, laboratorio di II Livello di Teatro e Scrittura Scenica condotto da Chiara Rubes, che si svolgerà ogni mercoledì dal 18 ottobre, con alcuni weekend dedicati all'approfondimento della scrittura drammaturgica. Si tratta di creare ed abitare un personaggio, di scrivere i suoi dialoghi e monologhi, di farlo interagire con gli altri personaggi, di costruire una drammaturgia e di mettere in scena l'opera che ne esce.

Novità di quest’anno è il Laboratorio di Regia condotto, ogni giovedì dal 19 ottobre, da Ilaria Gerbella avvalendosi di alcuni interventi esterni: dell’attore Tommaso Ragno, di Lucia Manghi per l’illuminotecnica, della musicista e compositrice Patrizia Mattioli. Il laboratorio, che arriverà ad affrontare una messa in scena, si articola in una parte teorica, riguardante la storia della regia e della drammaturgia, e in una parte pratica inerente alla messa in scena. I partecipanti avranno l'opportunità di assistere ai diversi laboratori attivi a Europa Teatri, per offrire uno sguardo più completo al lavoro registico e per dare l'opportunità agli allievi di scegliere gli attori che andranno a condividere il progetto registico che si concluderà con una breve pièces. La messa in scena più convincente verrà ospitata in residenza ad Europa Teatri nella stagione 2018-2019.

Dal 19 ottobre, ogni giovedì, si svolgeranno i Laboratori/Danza condotti da Davide Rocchi: “Move”, training fisico di 1 ora, lezione di danza e preparazione fisica, e “Corpo Unico”, laboratorio di esplorazione sul corpo/voce in collaborazione con Michele Pirani. Dal 27 al 29 ottobre l’attrice Patrizia Aroldi condurrà il seminario “Corpo, Non Mente. L’intelligenza del Corpo e il teatro della Psiche” che tratta temi che spaziano dalle leggi della fisica che governano energia e materia, al linguaggio psicosomatico tra mente e corpo, alla vita come arte. Nicoletta Cabassi, danzatrice e coreografa, dal 17 al 19 novembre, curerà il Workshop di danza contemporanea aperto a danzatori professionisti, allievi e studiosi di danza, 'movers', 'performers', attori fisici, 'amatori' con precedente e forte esperienza di movimento nel e sul corpo. Il lavoro si basa su una ricerca condotta dalla danzatrice in oltre 25 anni di esperienza professionale a 360° tra danza/teatro/opera/creazione/performance e insegnamento.

E sempre di danza è il workshop “Ricerca e Spettacolo” che il coreografo e danzatore Daniele Albanese rivolge a danzatori e attori, il 20 e 21 gennaio. Due giorni di lavoro incentrati sulle ricerche recenti di Compagnia STALKER, partendo dall'ultima produzione VON e con aperture verso i nuovi lavori. Il tema centrale del lavoro è la migrazione dell'energia nel corpo e nello spazio del performer.

Altra novità di quest’anno è il Workshop di ufficio stampa e organizzazione teatrale “In (Buona) Compagnia” a cura di Raffaella Ilari, ufficio stampa free lance, e Luisa Supino, responsabile organizzazione della Compagnia Carrozzeria Orfeo, che si svolgerà dal 2 al 4 marzo. Il seminario, rivolto in modo particolare alle giovani realtà teatrali (artisti, compagnie), senza escludere gli studenti universitari (Facoltà di Storia del Teatro e Scienze della Comunicazione), ha come obiettivo quello di fornire i fondamenti della comunicazione e organizzazione teatrale.

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Cultura

Si è svolta a Reggio Emilia l'Assemblea congressuale delle cooperative sociali di Reggio Emilia, Parma e Piacenza aderenti a Legacoop Emilia Ovest, in vista del Congresso Nazionale di Legacoopsociali che si terrà a Roma il 15 e 16 novembre 2017, e del Congresso Regionale del 23 ottobre a Bologna. Un appuntamento importante, molto partecipato, che ha visto insieme per la prima volta la cooperazione sociale delle tre province dopo la nascita di Legacoop Emilia Ovest.

Fanno riferimento al settore 72 cooperative sociali, di cui 35 a Reggio Emilia, 27 a Parma e 10 a Piacenza. Le cooperative che svolgono attività socio-assistenziale ed educativa (tipo A) sono 36, mentre 27 sono quelle attive nell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate (tipo B). I consorzi di cooperative sociali sono 9.

Molto interessanti i dati sugli occupati: 13.515 nel 2016, in aumento sul 2015. Di questi 5.838 sono di cooperative reggiane, 7.369 di cooperative parmense, mentre a Piacenza gli occupati sono 308. Degli occupati 6.930 sono donne, mentre il 52% sono diplomati e il 17% laureati. Significativa anche la presenza dei lavoratori extracomunitari è del 13%. I lavoratori svantaggiati nelle cooperative di tipo B sono 532. Il valore della produzione sulle tre province è di 444 milioni di euro, in crescita sul 2015: 213 a Reggio Emilia, 219 a Parma e 12 a Piacenza.

Dopo la relazione introduttiva di Loretta Losi, responsabile della cooperazione sociale di Legacoop Emilia Ovest, è intervenuto il responsabile di Legacoopsociali Emilia-Romagna Alberto Alberani. Diversi gli argomenti affrontati da Loretta Losi: dal ruolo dei soci, alla necessità di innovazione che rappresenta la vera sfida per le cooperative, dalle sempre maggiori problematiche legate alla complessità degli appalti e al rapporto con la Pubblica Amministrazione, dal nuovo Piano Sociale e sanitario della Regione alla riforma del Terzo Settore con l’introduzione dell’impresa sociale.

“Oggi – ha spiegato Loretta Losi – ci confrontiamo per la prima volta in termini di dati aggregati  riguardanti le tre provincie su cui opera Legacoop Emilia Ovest Sono dati importanti, ma da cui emerge una cooperazione sociale in continuo movimento, oggi come mai prima chiamata ad operare trasformazioni continue senza snaturare i valori e i principi che sono la sua ragione di essere”. Per quanto riguarda le cooperative di inserimento lavorativo, per la responsabile di Legacoop ci sono difficoltà legata alle gare d’appalto al massimo ribasso, ad una organizzazione del lavoro sempre più compresso sui criteri dell’efficienza, pena l’abbassamento o addirittura l’annullamento delle marginalità e quindi ad una prevedibile strisciante espulsione dal lavoro dei soggetti più deboli, quelli che non reggono i certi ritmi e che hanno bisogno un accompagnamento costante e complesso”.

“Non possiamo poi pensare al nostro sviluppo – ha aggiunto Loretta Losi - senza approfondire e tenere conto della Riforma del Terzo Settore e della nascita dell’impresa sociale. Una riforma che sarà importante per governare il cambiamento e trovare nuove vie verso cui indirizzare la nostra azione, ma che va monitorata e gestita, per evitare interpretazioni distorsive del ruolo dell’impresa sociale: si aprono indubbiamente nuove opportunità anche per la cooperazione sociale, ma il tutto deve rientrare chiaramente nella filosofia del Terzo Settore”.

Il responsabile regionale Alberani ha anche affrontato il tema del futuro della cooperazione sociale. “Forti della lettura dei fenomeni sociali ed economici, molte cooperative sociali intercettando i bisogni dei cittadini, stanno organizzando nuove risposte al di fuori dell’intervento delle Amministrazioni Pubbliche. Pensiamo per esempio all’attenzione verso il welfare aziendale, o verso una cooperazione di comunità”.  Saranno 28 i delegati delle cooperative di Reggio Emilia, Parma e Piacenza che parteciperanno al congresso regionale e nazionale.

 

I lavori dell’Assemblea sono stati chiusi dal presidente di Legacoop Emilia Ovest Andrea Volta. “Oggi c'è bisogno di più equità, di maggiore coesione sociale, di più fiducia soprattutto da parte delle giovani generazioni. Noi cooperatori – ha detto Volta – e in particolare i cooperatori sociali, abbiamo l'onore e l'onere di lanciare questa sfida".

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

MalaMènTi  vince il premio "Miglior Cortometraggio 2017" ​ alla IX​ edizione del Galà del Cinema e della Fiction in Campania​, ideato e prodotto da Valeria Della Rocca, diretto da Marco Spagnoli​, in collaborazione con la Film Commission Regione Campania. A giudicare i titoli in concorso una giuria composta dai giornalisti Valerio Caprara, Enrico Magrelli, Tonino Pinto, Alessandro Barbano, gli attori Fioretta Mari, Caterina Murino, Marco Bonini, i registi Cinzia TH Torrini e Riccardo Grandi, il produttore Enzo Sisti e Corrado Matera, Assessore al Turismo Regione Campania. 

​“Ringrazio davvero tutti per questo premio inaspettato, in una manifestazione prestigiosa, che ha voluto dare spazio ad una categoria che merita la giusta attenzione. Il premio dimostra che, anche con poco budget, ma con una idea vincente e originale si può arrivare lontano. Sono stato premiato per la follia e la sperimentazione, ma condivido questo premio con tutti i colleghi in concorso, in quanto penso che ogni forma d’arte, qui rappresentata, ha un pizzico di follia e di sperimentazione”, ha commentato l’attore e regista Francesco Di Leva, che ha ritirato il premio nel corso della serata dedicata alla proiezione dei corti sul grande schermo, presso il Cinema Metropolitan di Napoli. 

I protagonisti

Ciccio “O’ Pazz” e Ciruzzo “Pesce Bello” sono due sanguinari assassini che esercitano violenza sui più deboli. In un clima di dominio tra miserabili, nuovi nemici apparentemente innocui sembrano farsi spazio. Spinta dall’alienazione del luogo, la coppia di malavitosi sviluppa una paranoia anche nei confronti di due animali inermi: Severino l’asinello e Piero il cinghiale. La resa dei conti è vicina.

La trama

Cos’è la sete di potere? Un cruccio o un istinto della natura umana? Cosa possono arrivare a fare due criminali ossessionati dalla smania di prevaricazione e dalla paura di non essere i più forti, nel momento in cui hanno sconfitto tutti gli altri esseri del mondo? Vincere sempre ad ogni condizione fino a non avere più battaglie da combattere. Partendo da questo concetto ho voluto  raccontare la criminalità con ironia ispirandomi al mondo dei fumetti, attraverso una favola rock nera, un mondo disegnato per esasperare il concetto di onnipotenza e assurdità e per generare curiosità ed empatia nello spettatore. Spesso il realismo delle immagini video così nitide e di qualità ci disarma, a differenza del cartone animato che istintivamente genera desiderio di conoscere. (Francesco Di Leva) 

La produzione

MaLa MèNTI è una produzione Terranera s.a.s, in collaborazione con Parallelo 41 produzioni coop, film riconosciuto di interesse culturale con il contributo economico del Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo Direzione Generale Cinema

 

Pubblicato in Campania

Nel corso degli ultimi anni il lavoro, da strumento di emancipazione e realizzazione di sé, è diventato il paradigma di una società precaria, in cui ogni decisione e progettazione della vita sono sospese in attesa di un futuro destinato a rimanere sempre incerto.

La parabola del diritto del lavoro è una casualità, ma discende direttamente dalla concezione, tutta ideologica, per cui è la legge del mercato l’unico motore dell’intero sistema economico, capace di condizionare e determinare ogni scelta di politica del lavoro. Il predominio dell'economia sul diritto e sui diritti non è l'applicazione di una regola neutrale, come dimostra l’analisi degli effetti sulla società della sua acritica accettazione. Ad essa è possibile contrapporre un diverso modello di riconquista dei diritti e delle tutele?

A questa domanda si cercherà di rispondere nel corso di un dialogo a più voci, organizzato da Magistratura Democratica il 20 ottobre a Bologna, intervallato da proiezioni di filmati realizzati per l’occasione.  Un momento per riflettere e discutere sul mondo del lavoro di oggi e di domani. Il modulo TED utilizzato per l’iniziativa (interventi entro i quindici minuti di durata) consentirà un ampio panorama di opinioni e di punti di vista sull’argomento, tutti accumunati dall’esigenza della ricerca di uno spazio di intervento positivo sul tema del lavoro.

Il lavoro, da strumento di emancipazione, è diventato negli ultimi anni il paradigma di una società precaria. È possibile oggi contrapporre al predominio dell’economia sul diritto un diverso modello di riconquista dei diritti e delle tutele? Ne discuteranno magistrati, avvocati, studiosi, politici e sindacalisti.

Nella Salaborsa, Auditorium Enzo Biagi di Piazza Nettuno dalle ore 15,00 alle 19,30 sono previsti tra gli ospiti Matteo Zuppi (vescovo di Bologna), Maurizio Landini (Cgil), Riccardo De Vito (Presidente Md). Coordina Iacopo Ricca, giornalista de La Repubblica. Previsti interventi di Marco Omizzolo (giornalista e ricercatore), Sandra Burchi (Università di Pisa), Emiliano Brancaccio (Università del Sannio), Elisabetta Grande (Università del Piemonte Orientale), Vincenzo Bavaro (Università di Bari), Federico Martelloni (Università di Bologna), Elena Granaglia (Università di Roma Tre). Conclusioni di Umberto Romagnoli (emerito di diritto del lavoro, Università di Bologna) e Giulia Marzia Locati (esecutivo nazionale di Magistratura democratica).

 

Pubblicato in Lavoro

Bilancio positivo per la XVII edizione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile che chiude oggi il sipario a Bertinoro, registrando anche quest'anno un record di presenze con oltre 250 partecipanti. I filoni tematici delle sessioni di ieri – riforma del Terzo settore, educazione all'imprenditorialità sociale, sviluppo di nuove economie locali coesive –  e le presentazioni dei dati di Istat e SWG hanno contribuito a sviluppare un intenso dibattito sulle future sfide del Terzo Settore del dopo riforma.

Ridefinire la qualità dello sviluppo richiede un cambio di visione e un importante investimento in processi inclusivi, comunitari e collaborativi contraddistinti dalla capacità di orientarsi all’impatto. Su questo  si sono confrontati i relatori della Sessione di Chiusura Ricombinare per rigenerare. Nuove geografie del valore per produrre impatto sociale coordinata da Stefano Zamagni dell’Università di Bologna a cui sono stati invitati Mauro Magatti, Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano) Mario Calderini, Politecnico di Milano; Silvia Viviani, Presidente Istituto Nazionale Urbanistica; Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola; Enzo Risso, Direttore SWG e Sergio Gatti, Direttore Federcasse.

In particolare Enzo Risso, Direttore SWG, ha presentato i risultati di un’indagine che analizza la conoscenza e la rilevanza del Terzo settore in Italia realizzata su un campione di 1000 cittadini. Secondo i dati SWG il 56% degli italiani ritiene che il Terzo settore svolga una funzione utile, molto (14%) o abbastanza (42%). Da sottolineare come siano soprattutto i giovani a nutrire fiducia nel Terzo settore, il 69% nella fascia di età compresa tra i 18-24 anni.

Il 51% degli intervistati ritiene che il Terzo settore in Italia sia molto o abbastanza diffuso. Gli ambiti di azione del Terzo settore percepiti come più rilevanti sono l’assistenza sociale (53%) e quella sanitaria (43%), il 42% degli italiani pensa che il Terzo settore sia infatti destinato a garantire un'estensione dei servizi alla persona.

 Lo sviluppo del Terzo settore viene percepito come uno stimolo per il coinvolgimento dei cittadini, che li possa rendere partecipi attivando la solidarietà (37%), ma anche un modo per “far risparmiare lo Stato” (34%). Il potenziale dell’impresa sociale viene riconosciuto nel contribuire al "recupero delle periferie urbane"(35%), a "legare la produzione al territorio"(27%), a "garantire dei servizi più partecipati"(27%), a "rendere significative le relazioni di comunità"(23%).

Appuntamento con la XVIII edizione il 12 e 13 ottobre 2018

 

 

Pubblicato in Economia sociale
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