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Martedì, 21 Novembre 2017

Articoli filtrati per data: Martedì, 17 Ottobre 2017 - nelPaese.it
Martedì, 17 Ottobre 2017 16:37

SMOG, EMERGENZA CRONICA: I DATI LEGAMBIENTE

L’emergenza smog, sempre più cronica, non conosce stagioni. Quest’anno il picco di polveri sottili nell’aria non ha aspettato il rigido inverno, anzi è arrivato con largo anticipo, prima in primavera e poi in autunno, complici i cambiamenti climatici e poi la mancanza di interventi strutturali da parte di regioni e sindaci per arginare il problema.

Con un autunno quasi estivo e l’assenza di piogge, da gennaio a metà ottobre sono ben 25 le città che hanno superato il limite di 35 giorni con una media giornaliera oltre i 50 microgrammi per metro cubo previsto per le polveri sottili (PM10). Ben 24 di queste appartengono alle sole 4 regioni del nord Italia (Piemonte Lombardia Veneto ed Emilia Romagna). Bollino rosso per Torino (66 gg di superamento di PM10), Cremona(58 gg), Padova (53 gg), ma anche le altre città hanno comunque superato nella maggior parte dei casi già i 40 giorni di sforamento come nel caso di Frosinone(52gg di superamento) e Milano (50gg), nella città lombarda in questi giorni è scattata l’emergenza con diversi giorni consecutivi di superamenti del PM10. Ora si cerca di ricorrere ai ripari dato che in questi mesi sono stati messi in atto pochi interventi concreti nonostante, già da marzo, città come Torino, Alessandria, Asti, Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Venezia, Padova e Vicenza - solo per citarne alcune – abbiano ampiamente sforato i 35 giorni di Mal'aria - senza alcuna azione efficace da parte di chi avrebbe dovuto programmare e mettere in campo interventi concreti per superare una volta per tutte il problema ed evitare di arrivare già al prossimo inverno con lo stesso problema.

È quanto denuncia Legambiente che, oltre a fare il punto sull’aria inquinata con i primi dati sul PM10, nel report “L’emergenza smog e le azioni (poche) in campo”, punta il dito contro i ritardi di regioni e sindaci, i principali responsabili dei “Piani di risanamento dell'aria”, che in questi mesi avrebbero dovuto definire azioni ad hoc e misure stagionali nei rispettivi Piani di risanamento e attraverso le delibere stagionali anche alla luce del piano antismog, firmato dal ministero dell’ambiente con Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto a fine giugno.

E i primi ritardi nel fronteggiare il problema delle polveri sottili, arrivano proprio dalle Regioni del nord che ogni anno sono le prime “vittime” dell’emergenza polveri sottili. Ad esempio la Regione Piemonte e quella del Veneto non hanno approvato la delibera stagionale di misure antinquinamento. In Piemonte la proposta di delibera è ferma ad oggi in Commissione Ambiente del Consiglio Regionale e dovrebbe essere approvata nei prossimi giorni. Da quel momento i sindaci dei 54 Comuni con oltre 20 mila abitanti (che negli ultimi 5 anni hanno superato per almeno 3 anni il limite di 35 sforamenti) dovranno emanare entro il 30 ottobre le conseguenti ordinanze.

Ritardi inaccettabili dato che in Italia si continua a morire per l’aria inquinata con oltre 60mila morti l’anno nel nostro Paese a causa dell'esposizione ad inquinamento da polveri sottili (PM 2,5), ossidi d'azoto (NO2) e ozono (O3). Per questo Legambiente torna a ribadire che, per liberare le città dalla cappa dello smog, è fondamentale il ruolo delle Regioni nel predisporre piani e misuree nuovi fondi da destinare a progetti innovativi, a partire dal settore della mobilità, se davvero si vogliono rilanciare i centri urbani oggi in forte sofferenza e indietro rispetto alle sorelle europee. Per l’associazione ambientalista non si può più perdere tempo ed è urgente definire politiche che ridisegnano anche le città urbane in maniera più sostenibile, mettendo a sistema quanto già è stato fatto di positivo.

“Per fronteggiare l’emergenza cronica dello smog, che risente sempre più dei cambiamenti climatici – dichiara la Presidente nazionale di LegambienteRossella Muroni -  servono interventi strutturali e azioni ad hoc sia a livello nazionale sia a livello locale e regionale. Il protocollo antismog, firmato a giugno, se da una parte ha cercato di uniformare le strategie antinquinamento dei piani regionali e dei provvedimenti d’urgenza, dall’altra parte da solo non basta e non può riguardare solo le Regioni più inquinate del Nord Italia dato che il problema smog riguarda tutte le città d’Italia. Per questo è importante che venga esteso anche alle altre regioni della Penisola, ma allo stesso tempo è importante che vengano attuati interventi e misure coraggiose con un ripensamento delle città come spazi urbani. Al nostro governo, ai presidenti di Regione, come a molti sindaci, chiediamo di abbandonare atteggiamenti lassisti e di fare diventare il tema della qualità dell’aria davvero una priorità, altrimenti continueremo a condannare i cittadini italiani a respirare aria inquinata”.

Ritardi 

Tra gli altri ritardi che Legambiente analizza nel suo report, l’associazione ambientalista segnala il dietrofront della Lombardia nella lotta allo smog. I vecchi Piani di risanamento dell'aria, quelli varati anni fa dal presidente Formigoni, prevedevano la messa al bando nel semestre invernale degli Euro 3 già dall'inverno scorso. Con la scusa che Piemonte e Veneto non erano ancora pronti, il presidente Maroni ha invece deciso ancora un rinvio. Il Comune di Milano manterrà il divieto sul territorio e controllerà i trasgressori con le telecamere dell’Area C” del centro città. La Regione Emilia Romagna invece ha conservato il divieto già stabilito agli Euro 3 diesel.

Ritardi si registrano anche in Veneto, dove a fine novembre la Regione ha emesso delle linee guida relativamente al blocco degli Euro3 nel caso in cui zone/agglomerati raggiungano il livello di criticità 2 (ossia quando viene superata la concentrazione media giornaliera di 100 microgrammi al metro cubo per 3 giorni consecutivi). Il piano, definito sperimentale con durata fino al 31 marzo 2017, non è stato rinnovato lasciando così i sindaci senza indicazioni. La Giunta regionale si è limitata a ratificare il Protocollo con il Ministero per l'Ambiente prevedendo limitazioni dall'ottobre 2018 solo nei comuni sopra i 30.000 abitanti, senza tener conto delle zone omogenee o agglomerati di comuni precedentemente stabiliti.

Tra le altre questioni che Legambiente solleva nel report, c’è poi il blocco della circolazione dei diesel Euro 2 e delle auto a benzina Euro 1, e il problema dei riscaldamento negli edifici pubblici e privato. Nel primo caso l’associazione ambientalista lamenta la mancanza di controlli e multe nei confronti dei trasgressori. L'ANCI e i Comuni hanno chiesto da tempo alle Regioni e al governo di essere dotati di strumenti e modalità di controllo. Ad oggi sono pochi i comuni che fanno ciò, tra questi c’è ad esempio il comune di Bergamo che ha predisposto squadre di vigili che registrano i passaggi con telecamere e costosi software di riconoscimento validati dal Ministero dei Trasporti. Per quanto riguarda il riscaldamento deli edifici, ancora oggi un terzo delle abitazioni risulta non a norma con l’applicazione di strumenti automatici di controllo della temperatura.

Buone pratiche confronto europeo

Le città italiane risultano indietro rispetto alle sorelle europee. L’Inghilterra ha annunciato la fine delle vendite del diesel nel 2040, investito subito 1 mld di sterline per la mobilità elettrica e deciso 27 zone a pedaggio nelle aree urbane di tutto il Regno Unito, con aumento di 10 sterline per i veicoli più inquinanti. L’obiettivo è quello di finanziare il retrofitting dei bus e delle auto pubbliche.

La compagnia dei taxi di Londra, rilevata da una società cinese, ha già pianificato l'elettrificazione di tutti i taxi nei prossimi due anni. A Londra il sindaco Sadiq Khan, ha annunciato "audit di qualità dell'aria" in 50 scuole elementari nelle aree peggiori inquinate di Londra. La prima scuola da monitorare è nei pressi della Beech Street, dove i livelli di inquinamento sono il doppio del limite legale. La Scozia ha deciso di anticipare il divieto di vendita dei motori a combustione interna al 2023.

Interventi contro lo smog anche a Parigi dove la sindaca Anne Hildalgo sta attuando un coraggioso piano di riorganizzazione dei trasporti (sviluppo del trasporto pubblico e della mobility sharing elettrica) e di ridisegno dello spazio pubblico con lo scopo di dimezzare la superficie pubblica occupata dagli autoveicoli e della careggiate stradali. Obiettivo di Parigi: dimezzare il numero delle automobili e vietare progressivamente quelle più inquinanti entro il 2025. Tra gli altri interventi che molte Stati (come Slovenia, oltre che in Francia, Svizzera e Austria) stanno adottando, c’è anche quello dell’abbassamento dei limiti di velocità autostradali: 110, 100, persino 80 Km/h. L’Italia invece resta l’unico paese a ritenere intoccabili i limiti di velocità autostradali: 130 Km/h sempre, per qualsiasi autoveicolo.

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Nuove cooperative per far ripartire l’Italia centrale colpita dal sisma. Legacoop ha deciso di utilizzare 235mila euro raccolti tra le associate per sostenere la nascita di nuove cooperative, di comunità ma non solo. Lo ha fatto attraverso il bando “Centro Italia Reload – rigenerare comunità nelle terre del Rinascimento Italiano” uscito oggi e riservato a nuove imprese nei 140 Comuni inseriti nel cratere sismico dell’Italia centrale.

“Il modello cooperativo per natura si radica nel territorio – spiega il presidente Mauro Lusetti – e promuove collaborazione tra i membri della comunità, creando così non solo opportunità di lavoro e migliori condizioni economiche, ma favorendo processi di coesione sociale e sviluppo sostenibile. Obiettivi particolarmente urgenti qui, per fare argine ai processi di spopolamento che il terremoto rischia di accelerare, in territori per altro con un patrimonio artistico, culturale e paesaggistico unico”.

Il bando vuole così sostenere progetti cooperativi per turismo, cultura, eccellenze agroalimentari e servizi. Due le sezioni che lo costituiscono. La prima potrà contare su 100.000 euro ed è dedicata alla nascita di nuove cooperative di comunità, ovvero imprese costituite da cittadini e altri attori locali per il miglioramento della qualità della vita e l’interesse generale della collettività. I progetti selezionati beneficeranno di formazione e accompagnamento, oltre ad un contributo economico fino a 25.000 euro.

La seconda sezione è dedicata invece a nuove imprese cooperative. A disposizione ci sono 135.000 euro. Tra le proposte pervenute e valutate ammissibili, saranno selezionati progetti che beneficeranno di attività di formazione e accompagnamento della cooperativa, oltre al contributo economico fino a 10.000 euro per ciascuna cooperativa. Il bando si rivolge alle imprese cooperative da costituire o costituite dal 25 agosto 2016 con sede legale in uno dei 140 comuni del cratere sismico tra Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio.

Il bando si chiuderà il 31 dicembre per le nuove cooperative e il 31 gennaio 2018 per le cooperative di comunità. Le proposte saranno valutate per valore imprenditoriale, impatto sul territorio e capacità di fare rete, sviluppo e creazione di lavoro, innovazione tecnologica. Entro il 30 gennaio 2018 la Commissione di valutazione selezionerà i progetti vincitori della sezione “Nuove imprese cooperative”, entro il 28 febbraio 2018 i 4 progetti tra le “Cooperative di Comunità”.

Per informazioni, approfondimenti e supporto nella redazione dei progetti è possibile contattare le sedi regionali di Legacoop:
Legacoop Abruzzo, via Po, 1 – c/o IPERCOOP Centro D’Abruzzo – 66020 S. Giovanni Teatino (CH) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Legacoop Lazio, Piazza Fernando De Lucia, 35 – 00139 Roma (RM)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Legacoop Marche, Via Dottor Sandro Totti, 10 – 60131 Ancona (AN)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Legacoop Umbria, Strada Santa Lucia, 8 CAP 06125 – 06100 Perugia (PG)Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pubblicato in Economia sociale

Una missione di ricerca di Amnesty International è giunta sull'isola greca di Lesbo, dove fino al 19 ottobre raccoglierà ulteriori informazioni sulle "condizioni indicibili" in cui continuano a trovarsi migliaia di rifugiati. 

"Le miserabili condizioni in cui versano i rifugiati non sono una cosa del passato ma una realtà quotidiana. L'aumento degli arrivi sulle isole greche costringe migliaia di uomini, donne e bambini a dormire in campi sovraffollati mentre la stagione fredda è alle porte", ha dichiarato Giorgios Kosmopoulos, ricercatore di Amnesty International sull'immigrazione. 

"La politica di contenimento dei migranti e dei rifugiati sulle isole greche deve cessare. L'accordo tra Unione europea e Turchia non può continuare a essere il pretesto per intrappolare richiedenti asilo in condizioni disumane. È indispensabile che il governo greco proceda con urgenza a trasferire queste persone sulla terraferma", ha concluso Kosmopoulos. 

 

 

Pubblicato in Nazionale

Duecentoventitre milioni di euro stanziati a supporto dell'economia sociale in Italia. È quanto prevede la nuova misura - istituita con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (MISE) - per l'erogazione di finanziamenti agevolati a supporto dei programmi di investimento di imprese sociali, cooperative sociali e societa' cooperative con qualifica di ONLUS, in qualunque settore e su tutto il territorio nazionale.

L'operazione, si legge in una nota, si propone di sostenere un comparto dinamico che ad oggi in Italia occupa 540 mila unita', coinvolge 45 mila volontari e assicura 10 miliardi di euro di produzione annua, di cui beneficiano 5 milioni di persone. Della somma totale, 200 milioni di euro sono stati stanziati - attraverso il Plafond Fondo rotativo per il sostegno alle imprese - da Cassa depositi e prestiti (CDP), che allarga quindi il suo spettro di attivita' anche ad aree produttive legate al welfare. Ulteriori 23 milioni di euro, per la concessione di contributi in conto capitale, sono invece messi a disposizione dal MISE attraverso il Fondo per la crescita sostenibile.

Come funziona la misura. La misura prevede che al finanziamento agevolato si associ un finanziamento bancario ordinario a tasso di mercato di pari durata.
In particolare, il prestito potra' coprire fino all'80% delle spese di investimento, con una quota agevolata - ad un tasso ridotto allo 0,50% - concessa da CDP e relativa al 70% dell'importo totale, oltre ad una a tassi di mercato, rilasciata dal mondo bancario, pari al 30%. Al finanziamento agevolato potra' essere aggiunto un contributo in conto capitale concesso dal MISE in favore di programmi di investimento non superiori a 3 milioni di euro, nel limite massimo del 5% delle spese ammissibili.

Con le risorse a disposizione si stima di attivare investimenti per un totale di circa 360 milioni di euro, con spese ammissibili comprese tra 200 mila e 10 milioni di euro.
I termini per la presentazione delle domande di agevolazione da parte delle imprese saranno aperti dal 7 novembre 2017.

E' in via di definizione il Comitato tecnico di valutazione dell'ammissibilita' delle singole iniziative oggetto dell'agevolazione. Le banche stanno su altro versante ultimando le procedure necessarie per aderire alla Convenzione, sottoscritta dal Ministero dello Sviluppo Economico, da Cassa depositi e prestiti e dalla Associazione Bancaria Italiana (ABI), per la regolamentazione dei rapporti di concessione dei finanziamenti.

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

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In occasione del primo anniversario dell'inizio dell'offensiva delle forze irachene e della coalizione a guida Usa per strappare la città di Mosul al gruppo armato Stato islamico, il direttore delle campagne sul Medio Oriente di Amnesty International Saham Hadid ha spiegato quali sono state le conseguenze: "La battaglia di Mosul ha avuto conseguenze catastrofiche per gli abitanti della città. Intere famiglie sono state uccise durante i combattimenti e molti corpi sono ancora oggi sotto le macerie. Tutte le parti hanno mostrato di attribuire scarso valore alla vita umana. Chi è stato abbastanza fortunato da riuscire a scappare vive in condizioni insopportabili in campi improvvisati e con di fronte a sé un futuro incerto".

"La comunità internazionale – aggiunge Hadid - non deve dimenticare la gente di Mosul. Occorre urgentemente finanziare i programmi di assistenza umanitaria per aiutare oltre 800.000 persone che vivono in tende senza accesso adeguato a cure mediche, acqua e cibo".

"Molti degli sfollati vivono nella paura -continua. Le esecuzioni extragiudiziali da parte delle forze filo-governative sono in aumento, insieme a processi frettolosi e irregolari che terminano con esecuzioni e che si basano spesso su 'confessioni' estorte con la tortura. Sollecitiamo le autorità irachene ad assicurare che tutti i processi si svolgano nel rispetto degli standard internazionali e non prevedano il ricorso alla pena di morte".

"Inoltre –conclude Hadid - è importante che il governo iracheno e la coalizione a guida Usa riconoscano che le loro operazioni militari a Mosul hanno comportato gravi perdite di vite umane. Gli abitanti di Mosul devono sapere che vi saranno giustizia e riparazione per le vittime e le loro famiglie. E il mondo deve vedere che la lezione della battaglia di Mosul è stata appresa e che i civili finiti in mezzo in altri conflitti saranno risparmiati da analoghe catastrofiche conseguenze".

Pubblicato in Dal mondo

“Da qui se ne vanno tutti”, cantava il rapper pugliese Caparezza nel 2011. E sei anni dopo continua e si rafforza la fuga degli italiani all'estero: nel 2016 ben 124.076 persone sono espatriate, in aumento del 15,4% rispetto al 2015. E ad aumentare sono soprattutto i giovani: oltre il 39% di chi ha lasciato l'Italia nell'ultimo anno ha tra i 18 e i 34 anni (+23,3%). Il 9,7% ha tra 50 e 64 anni e sono i "disoccupati senza speranza" rimasti senza lavoro. Dal 2006, la mobilità italiana è aumentata del 60,1%. E' quanto emerge dal Rapporto Italiani nel Mondo 2017 di Migrantes.

Le partenze non sono individuali ma di "famiglia", intendendo sia il nucleo familiare più ristretto, ovvero quello che comprende i minori (oltre il 20%, di cui il 12,9% ha meno di 10 anni) sia la famiglia "allargata", quella cioè in cui i genitori - ormai oltre la soglia dei 65 anni - diventano "accompagnatori e sostenitori" del progetto migratorio dei figli (il 5,2% del totale). Le donne sono meno numerose in tutte le classi di età ad esclusione di quella degli over 85 anni (358 donne rispetto a 222 uomini): si tratta soprattutto di vedove che rispondono alla speranza di vita più lunga delle donne in generale rispetto agli uomini. Il continente prioritariamente scelto da chi ha spostato la sua residenza fuori dell'Italia nel corso del 2016 è stato quello europeo, seguito dall'America Settentrionale.

Rispetto allo scorso anno, quando la Germania era stata la meta preferita, quest'anno il Regno Unito registra un primato assoluto tra tutte le destinazioni, seguito da Germania, Svizzera, Francia, Brasile e Usa. La Lombardia, con quasi 23 mila partenze, si conferma la prima regione per partenze, seguita dal Veneto (11.611), dalla Sicilia (11.501), dal Lazio (11.114) e dal Piemonte (9.022). C'è però una regione che presenta un dato negativo, ed è il Friuli Venezia Giulia, da cui nell'ultimo anno sono partite 300 persone in meno (-7,3%).

Sono quasi 5 milioni, al primo gennaio 2017, gli italiani che vivono all'estero secondo i dati delle iscrizioni all'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'estero). Per la precisione, sono 4.973.942, che costituiscono l'8,2% degli oltre 60,5 milioni di residenti in Italia alla stessa data. Un numero che è costantemente aumentato negli anni (nel 2006 erano poco più di 3 milioni, +60,1%). E' quanto si legge nel Rapporto Italiani nel Mondo 2017 di Migrantes, presentato oggi a Roma. Oltre la metà risiede in un Paese europeo, ma le comunità italiane più numerose sono in Argentina (804mila), Germania (724mila) e Svizzera (606mila).

E' il Regno Unito, comunque, il Paese che ha visto aumentare le iscrizioni all'Aire (+27.602 nell'ultimo anno). Più della metà degli italiani residenti all'estero provengono da regioni del Sud. Aumentano i single, scendono i coniugati. In crescita anche gli italiani nati all'estero: dai circa 1,7 milioni del 2014 ai quasi 2 milioni del 2017.

 (Fonte: Ansa)

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L’analisi dei primi dati della ricerca sociologica sugli stereotipi di genere attivata a Cipro, inPortogallo, Slovenia e Italia e coordinata dall’Università di Valencia, come anche l’analisi dei primi dati relativi alla ricerca etnografica sulle abitudini ludiche dei giovani condotta dall’Università di Modena e Reggio Emilia.

Saranno questi i due punti caldi del 2° meeting transnazionale del progetto europeo Free to Choose, previsto nella Facoltà di Sociologia dell’Università di Valencia il 19 e 20 ottobre prossimi. Guidato dalla Cooperativa sociale Itaca e co-finanziato dal programma Justice dell’Unione Europea, FtC si rivolge aragazze e ragazzi di 16-29 anni e mira al superamento degli stereotipi di genere nell’educazione, formazione e nei luoghi di lavoro.

Tra gli obiettivi del progetto, di cui sono partner anche Regione Friuli Venezia Giulia e Ires Fvg, lo sviluppo e la sperimentazione di un gioco come strumento di orientamento scolastico e professionale, che aiuti a decodificare e superare gli stereotipi di genere che ancora condizionano ragazze e ragazzi nella scelta del percorso formativo e nella costruzione di quello lavorativo.

In Italia la ricerca sociologica è seguita da Ires Fvg che, assieme all’ufficio politiche giovanili della Regione Fvg, ha condotto due focus group cui hanno partecipato gli adulti target del progetto: un focus group verteva sul mondo del lavoro e l’altro sulla formazione. Al primo hanno partecipato impiegati dei centri per l’impiego, un consulente del lavoro, un consulente aziendale, un tutor aziendale e una operatrice di un’agenzia interinale; al secondo, invece, hanno preso parte un educatore della Cooperativa Itaca, un docente di orientamento per la scuola media inferiore, uno di una scuola superiore professionale, un coordinatore della prima formazione, un orientatore postdiploma della formazione professionale e un tecnico del Centro di orientamento regionale.

A breve partiranno, inoltre, le interviste in profondità che verranno condotte sui giovani target di progetto (Neet e ragazzi frequentanti gli ultimi anni delle scuole superiori e i primi dell'università) grazie alla collaborazione degli educatori di Itaca che seguono l’Operativa di comunità in Veneto. I primi risultati sulla ricerca etnografica e sulla ricerca sociologica verranno presentati a Valencia e confluiranno in un report entro fine anno, che costituirà la base su cui poggerà il lavoro di Unimore-PlayRes per la fase di game design. Free to Choose coinvolge una decina di organizzazioni di cinque Paesi europei, all’interno di un partenariato che comprende, oltre allacapofila Cooperativa sociale ItacaRegione Friuli Venezia Giulia Assessorato al Lavoro, Istruzione, Politiche giovanili e Pari opportunità, Ires FvgUniversità di Modena e Reggio Emilia (Unimore) per l’Italia, e poi Mcbit e Nefiks (Slovenia), Opciònate eUniversità di Valencia (Unival, Spagna), Apload (Portogallo) e Mediterranean Institute for Gender Studies MIGS (Cipro).

Il meeting di Valencia sarà l’occasione per fare il punto sulle attività svolte in questi primi 6 mesi e proseguire nelle attività di coordinamento. Ricco il programma che prevede, oltre alla presentazione a cura di Itaca della situazione complessiva, finanziaria ed amministrativa del progetto, l’analisi dei primi dati della ricerca sociologica sugli stereotipi di genere, la ricerca etnografica sulle abitudini ludiche dei giovani, il piano di comunicazione ed il sito di progetto a cura di Migs e, infine, l’andamento del monitoraggio di cui è responsabile Opciònate,

Nel frattempo, sono proseguite in Italia le attività di disseminazione sul territorio, come quella dello scorso 29 settembre, quando le attività di ricerca di Free to Choose sono state presentate al pubblico dal Gruppo di Promozione per la Ricerca sul Gioco in Unimore nell’ambito della Notte Europea dei Ricercatori. L’evento ha promosso laboratori e giochi sociali sul tema de “Il gioco come paradigma dell’interazione sociale”, ovvero nello specifico come il gioco possa fungere da strumento destinato alla promozione del cambiamento sociale e alla rimozione degli stereotipi di genere.

In precedenza, il 21 luglio, 17 ragazze e ragazzi dei Centri di aggregazione giovanili gestiti da Itaca a Cordenons (Pn) e San Vendemiano (Tv) avevano partecipato a focus group mirati sulla ricerca etnografica legata alle abitudini ludiche. Grazie all’utilizzo di videogiochi, fumetti, libri e cartoni animati, i giovani hanno avuto l’occasione di ampliare gli orizzonti del proprio immaginario collettivo.

Pubblicato in Parità di genere

La cooperativa sociale Il Bettolino di Reggiolo è stata premiata sabato scorso con una menzione speciale al Bologna Award for International Sustainability and Food. Nutrire una popolazione che, a fine secolo, potrebbe toccare quota 11 miliardi è la vera sfida del pianeta. Sostenere la ricerca scientifica e tecno-logica in tema di sostenibilità agroalimentare, migliorare e ottimizzare la distribuzione del cibo, ridurre l'impatto ambientale e sociale della produ-zione e distribuzione alimentare, promuovere una nuova e diffusa cultura nel segno dell'educazione alimentare sono gli obiettivi portanti del Bologna Award for International Sustainability and Food, Premio internazionale "Città di Bologna" presen-tato nell'autunno 2016 a New York.

Ideato e promosso da CAAB Centro Agroalimentare di Bologna con la Fondazione FICO, in sinergia con la Regione Emilia Romagna e il Comune di Bologna, il Premio punta a valorizzare le ricerche scientifiche e le iniziative in ambito agri-colo e agro-alimentare realizzate da persone, isti-tuzioni e aziende nel segno dello sviluppo sostenibile e durevole. Quest'anno un premio speciale è stato assegnato al Bettolino, che opera da anni per l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. La principale attività è la produzione, trasformazione e commercializzazione di piante aromatiche, in particolare basilico, e fiori, con altissimi livelli qualitativi  e con una grande attenzione ai temi ambientali e del recupero energetico., grazie anche ad una stretta collaborazione con importanti gruppi della Grande Distribuzione Organizzata, in particolare cooperative.

Le premiazioni si sono svolte il 14 ottobre a Bologna, presente anche l'assessore regionale all'Agricoltura Simona Caselli. Per Il Bettolino ha ritirato il premio la presidente Francesca Benelli, particolarmente emozionata per l'importante riconoscimento. Per la cooperativa erano presenti anche Iulia Carimova e Alberto Bertazzoni. Al Bettolino ha espresso le sue felicitazioni anche il presidente di Legacoop Emilia Ovest Andrea Volta, sottolineando come Il Bettolino, oltre a rappresentare una eccellenza nella cooperazione sociale, sia anche un importantissimo esempio di agricoltura sociale.

Bologna Award ha cadenza biennale e dopo una prima edizione celebrata in occasione di EXPO 2015, a Milano, nel 2017 ha visto la seconda edizione. edizione. Il vincitore del premio è Matteo Dell’Acqua, giovane ricercatore della Scuola Sant’Anna di Pisa, Tra gli altri premiati, per la nuova categoria ‘City of food master’, organizzata con ilFutur Food In-stitute, ci sono l’olandese Michiel Bakker, di Google Food, e gli americani Stephen Ritz, inventore degli orti urbani nel Bronx newyorkese, e Douglas Gyeton, autore del libro Lessico della sostenibilità, e l’italiana Licia Colò, autrice a con-duttrice di tanti programmi di divulgazione scientifica e naturale.

 

Pubblicato in Economia sociale

Si è concluso domenica a Roma lo Special OlympicsUnified Football Tournament, il torneo di calcio a cinque unificato che si è tenuto dal  13 al 15 ottobre e denominato “Change the Game”: uno slogan che è prima di tutto un invito all’azione che nasce dal campo di gioco per lanciare un messaggio, oltre lo sport,  di gioia e di speranza. Centoventi atleti con e senza disabilità intellettive, provenienti da ogni parte d’Europa, sono stati protagonisti di un evento sportivo internazionale e promotori di un cambiamento culturale. Il sogno di Special Olympics  è infatti quello di vivere in una società totalmente inclusiva dove non ci sia “più nulla di speciale” nel praticare sport unificato, nel condividere la propria vita, dentro e fuori il campo sportivo.

Ad aggiudicarsi la medaglia d’oro al termine delle tre giornate romane è stato il Piemonte - uscito imbattuto dalle sfide contro Lazio, Sardegna e Francia – ma la vera vittoria è di coloro che contestualmente al torneo hanno dato vita ad uno “spettacolo” di grande umanità e condivisione. 

Atleti e familiari si sono cimentati infatti - nel corso del weekend e del primo Forum nazionale di Special OlympicsItalia “We #ChangetheGame with #PlayUnified”- inuna vera e propria rappresentazione teatrale, raccontando le proprie storie di vita in un’atmosfera che ha riprodotto il calore di una casa, quella di Special Olympics che apre la porta al resto del mondo. Ciò che è emerso è proprio un urgente bisogno di normalità.Le persone con disabilità intellettive vivono maturando bisogni per nulla speciali, quali, ad esempio, quello di essere accettati nel gruppo di amici, di vivere in autonomia senza genitori, di lavorare, di innamorarsi e, ancora, di fare sport e migliorare quando nessuno lo credeva possibile. Quello di cui hanno realmente bisogno, forse, è solo un’opportunità, una soltanto, e il risultato potrebbe essere straordinario.

Un’inaspettata quanto straordinaria dimostrazione di ciò, è avvenutavenerdì 13 ottobre, quando Papa Francesco ha accolto in udienza privata le delegazioni del torneo. La piccola Gemma di soli 4 anni, atleta del programma Young Athletes, dopo aver consegnato in dono al Santo Padre un paio di scarpe rosse  con il logo del Movimento si è arrampicata sulla sedia del vescovo, proprio accanto a Lui  e li è rimasta per tutto il tempo restituendo al mondo un’immagine rivoluzionaria. Gemma, incoscientemente,  è diventata il simbolo del senso profondo del “Change the Game”: avere il coraggio di cambiare prospettiva per cambiare la società. Una call to action rivolta a tutti, nessuno escluso.

Se è vero che Special Olympics è nato, nel 1968, come un programma sportivo esclusivo, pensato per le persone con disabilità intellettive, oggi,  coinvolgendo un numero sempre crescente di giovani senza disabilità, è diventato un movimento sportivo e culturale inclusivo, con più di 5.350.000 atleti e partner coinvolti nel mondo.

 

Pubblicato in Piemonte

“Le cooperative sociali si trovano di fronte a una fase nuova: per un verso sollecitate da anni di crisi, contenimento delle risorse, riduzione della risposta pubblica ai bisogni e dall’emergere di nuovi e più articolati bisogni e contemporaneamente messe di fronte alla rilevanza economica di welfare e Terzo settore”. 

In un’intervista all’agenzia stampa Redattore Sociale Eleonora Vanni, vicepresidente vicaria di Legacoopsociali, analizza la situazione della cooperazione sociale in vista delle assemblee regionali congressuali che si terranno dal 17 ottobre al 7 novembre. Tra i temi che saranno affrontati negli incontri regionali: da un lato il mercato e l’attività economica in relazione alle risorse organizzative e alla risposta a nuovi bisogni, dall’altro il cambiamento culturale dei cittadini fruitori in termini di partecipazione e cittadinanza attiva. E poi c’è il tema della distintività, della biodiversità delle cooperative sociali all’interno dei soggetti del Terzo settore. 

“Le cooperative sociali sono agenti di sviluppo della comunità, in alcune realtà sono i soggetti imprenditoriali con il più alto tasso di occupazione – continua Vanni – Con la riforma del Terzo settore c’è stato un allargamento ad altri soggetti: noi siamo favorevoli alla contaminazione sociale, ma è necessario capire quale può essere il valore aggiunto della cooperazione sociale in questo scenario, anche in termini di nuove partnership”.

Le assemblee regionali porteranno Legacoopsociali al quarto Congresso nazionale, dal titolo “Gli altri, il nuovo e il domani: la cooperazione sociale”, appuntamento importante che “andrà a costruire il cantiere lavoro per i prossimi quattro anni che hanno nella Riforma del Terzo settore la nuova cornice in cui la cooperazione sociale dovrà sapersi misurare e innovare”. Obiettivo è raccogliere le riflessioni dei territori sul documento congressuale che contiene il resoconto degli ultimi quattro anni e alcuni elementi di prospettiva, tenendo conto dei bisogni delle realtà stesse, “il documento viene declinato in modo diverso nei vari territori, i cui contesti possono essere anche molto differenziati”. Tutte le assemblee avranno poi un momento di approfondimento della riforma del Terzo settore: sia attraverso interventi tecnici che con momenti di commento e interpretazione sulle ricadute di prospettiva in relazione alle esperienze territoriali. 

Si parte il 17 ottobre in Basilicata, seguono le assemblee in Lombardia (18 ottobre), Campania (19 ottobre), Lazio (20 ottobre), Emilia-Romagna (23 ottobre), Veneto (24 ottobre), Marche (25 ottobre), Calabria e Molise (26 ottobre), Piemonte (27 ottobre), Friuli Venezia Giulia (30 ottobre), Toscana, Umbria e Liguria (6 novembre), Sicilia (7 novembre). Tutti gli incontri saranno raccontati sul quotidiano on line www.nelpaese.it

(Fonte: Redattore Sociale/lp)

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