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Sabato, 16 Dicembre 2017

Articoli filtrati per data: Lunedì, 02 Ottobre 2017 - nelPaese.it

Domani, in occasione della quarta Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, l’isola di Lampedusa ospiterà circa 200 studenti provenienti da tutta Europa insieme con i superstiti e familiari delle numerose vittime dei naufragi avvenuti nelle acque del Mediterraneo. Presenti già da sabato scorso fino a domani le nuove generazioni prenderanno parte ad un vero e proprio programma interculturale che favorirà l’incontro di storie, etnie e culture diverse incoraggiando il dialogo, l’apprendimento e soprattutto la solidarietà verso chi ha o ha avuto la forza di partire per diventare cittadino del mondo.

Organizzato dal MIUR e dal COMITATO 3 OTTOBRE, in collaborazione con RAI-Radiotelevisione Italiana e con il Patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa, con il sostegno di UNHCR, Amnesty International, Save the Children, Medici Senza Frontiere, Ordine di Malta, Centro Astalli, OIM, Associazione Carta di Roma, Legambiente e Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, l’Europa decide di abbattere la discriminazione ed il razzismo per abbracciare una nuova idea di solidarietà.

La storia

Costantino vive a Lampedusa con sua moglie da 30 anni e ha sempre lavorato come muratore. Quando venne sull’isola per costruire la casa di suo suocero decise di non andarsene più. Da allora ha visto arrivare migliaia di persone, ha conosciuto decine e decine di ragazze e ragazzi che, come dice lui, “partono per cambiare vita, vogliono solo la libertà”. Costantino non è mai stato solo uno “spettatore”, sono quasi 10 anni che aiuta come può chi sbarca sull’isola e il 3 ottobre del 2013, quando in modo completamente inaspettato si è trovato nel mezzo della tragedia, non si è tirato indietro.

Con la sua barca da pesca sportiva, con cui stava trascorrendo qualche ora con un amico, ha avvistato decine di persone in acqua che gridavano “help! help!” ed alzavano le braccia. Ricorda uno ad uno le persone che ha salvato dal mare, tutti giovanissimi dai 18 ai 22 anni e oggi, 4 anni
dopo, è ancora in contatto con 7 di loro.

“Loam, Robel e Marawi, per esempio, adesso vivono in Norvegia e Svezia, hanno finito di studiare e iniziato da poco a lavorare” – racconta Costantino – “mia moglie li sente quasi ogni sera su Facebook, per un saluto e loro ci raccontano quello che fanno”. Loam, la ragazza che ha salvato e ospitato per alcuni giorni mentre era malata di bronchite, torna a trovarlo ogni anno e la settimana scorsa è rimasta per 10 giorni in occasione del matrimonio del figlio di Costantino. “Mi dice sempre che siamo come una nuova famiglia, perché l’abbiamo salvata e che quindi non poteva mancare al matrimonio di mio figlio, che per lei è come un fratello” dice Costantino con un grande sorriso.

Il 3 ottobre del 2013 la vita di Costantino, della sua famiglia e di tanti giovanissimi ragazzi che ha strappato al mare è cambiata per sempre.

 

Pubblicato in Nazionale

“Inclusione scolastica e modelli regionali di accreditamento dei servizi".  Il seminario è un’occasione di confronto fra le diverse figure impegnate a garantire quotidianamente il diritto allo studio e l’inclusione delle persone con disabilità, attraverso l’analisi del contesto di riferimento e il confronto di esperienze sul campo.

Approfondisce questioni amministrative che riguardano l’affidamento dei servizi, mettendo a confronto modelli regionali di accreditamento, e mira a far emergere criticità e buone prassi e a favorire la costituzione di reti territoriali per la realizzazione sia delle attività formative sia di ogni altra azione volta a favore l’inclusione, al fine di renderla più rispondente alle esperienze di vita di bambini e ragazzi. In questo ambito, più che in altri, l’integrazione degli interventi è fondamentale per la qualità del servizio.

Il seminario si svolgerà mercoledì 11 ottobre, dalle ore 9,30, presso la sede di Legacoop Nazionale (via A. Guattani, 9 – Roma). E’ necessario confermare la propria presenza alla segreteria di Legacoop Lazio: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | 06-4063028.

 E’ stata richiesta, all‘Ordine degli Assistenti Sociali, l’autorizzazione per l’assegnazione di crediti formativi.

Pubblicato in Lettera al Direttore

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili, rafforzare la resilienza e la capacità di adattamento ai rischi legati ai cambiamenti climatici, incrementare le fonti e l’utilizzo di energia rinnovabile: sono tre degli obiettivi di “Agenda 2030” – piano d’azione per salvare il pianeta sottoscritto dai Governi dei 193 Paesi membri dell’ONU – su cui si concentrerà la 20a Assemblea del Coordinamento delle Agende 21 locali italiane, in calendario a Mantova giovedì 5 e venerdì 6 ottobre prossimi.

Oggi metà dell’umanità – ossia 3,5 miliardi di persone - vive in città, ed entro il 2030 quasi il 60% della popolazione mondiale abiterà in aree urbane. Nonostante occupino il solo 3 per cento della superficie terrestre, le città sono responsabili del 60-80% del consumo energetico e del 75% delle emissioni di carbonio.

Sono dati che evidenziano come nella realizzazione di “Agenda 2030 le città possono svolgere un ruolo fondamentale”. E anche le città italiane, naturalmente, sono chiamate a operare nei prossimi 15 anni una vera e propria trasformazione: per rendere i propri sistemi urbani sostenibili, non solo a livello ambientale ma anche sociale ed economico, a partire da interventi mirati sui modelli di programmazione, organizzazione e di gestione. Una sfida, e insieme una responsabilità, da assumere e condividere, consapevoli che potremmo essere l’ultima generazione ad avere la possibilità di fare qualcosa per invertire la rotta.

Organizzata con la collaborazione del Comune di Mantova e intitolata “Trasformare il nostro mondo: gli obiettivi per le città sostenibili”, l’Assemblea è articolata in due giornate di convegni, tavole rotonde e seminari: sarà occasione importante di dibattito e di lavoro sulle azioni da mettere in campo e sui prossimi obiettivi. A confronto, come ogni anno, esponenti nazionali e internazionali provenienti dal mondo delle istituzioni, della scienza, della società civile organizzata, oltre naturalmente ai massimi rappresentanti del coordinamento. Spazio importante anche al racconto delle numerose esperienze in atto, che già si muovono nella direzione del raggiungimento dei Goals fissati dall’Onu.

Primo appuntamento giovedì 5 ottobre ore 10 presso l’Università di Mantova con un convegno a più voci sulla strategia nazionale e il ruolo dei territori nella sfida dell’Agenda Urbana 2030.  A seguire nel pomeriggio tre gruppi di lavoro sui temi della città e comunità sostenibili, dell’energia rinnovabile e del climate change - piano d’adattamento (Life Master Adapt).

Il giorno seguente venerdì 6 ottobre alle 9.30, presso la Sala Consigliare del Comune di Mantova, dopo i saluti istituzionali e la tavola rotonda “L’agenda urbana per lo sviluppo sostenibile: una sfida che trova i territori pronti”, prenderà avvio l’Assemblea dei soci del Coordinamento.

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Restituire la musica delle proprie origini a chi è stato costretto a fuggire dal proprio paese a causa di guerre, violenze e persecuzioni. E’ questo l’intento del #WithRefugees tour del cantautore italo-francese Sandro Joyeux, con il supporto dell’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR). Il tour partirà simbolicamente da Lampedusa il 1 ottobre, nell’ambito delle celebrazioni in programma per la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, e proseguirà fino a dicembre toccando le principali città italiane, tra cui Roma, Napoli, Palermo, Firenze, Bologna e Milano.

L’UNHCR ha voluto sostenere il tour attraverso #WithRefugees, la campagna globale lanciata nel 2016 con l’obiettivo di rendere visibile la solidarietà e l’empatia verso i rifugiati a livello globale. Nel 2017 la campagna vuole promuovere tolleranza e non discriminazione a livello nazionale ed internazionale, rafforzando il contratto sociale tra le comunità di accoglienza e le comunità di rifugiati. In quest’ottica, il tour di Joyeux, grazie alla collaborazione anche dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), mira a coinvolgere attivamente nei concerti le comunità di rifugiati ospitate nei centri di accoglienza dei vari territori, fornendo e restituendo accesso alla musica ai beneficiari di protezione internazionale.

Alla campagna #WithRefugees è collegata una petizione a cui si può aderire andando sul sito https://withrefugees.unhcr.it/. Attraverso la petizione, ciascuno può chiedere ai governi di garantire che ogni bambino rifugiato abbia un’istruzione, che ciascuna famiglia di rifugiati abbia un posto sicuro dove vivere e che ogni rifugiato possa lavorare o acquisire nuove competenze per dare il suo contributo alla comunità.

Sandro Joyeux è stato una delle sorprese del concertone del Primo Maggio 2015 a Piazza San Giovanni.  Parigino di nascita (1978), giramondo per vocazione, ha percorso più di mezzo milione di chilometri con la chitarra sulle spalle per raccogliere tradizioni dialetti e suoni del Sud del mondo. Canta in Francese, Inglese, Italiano, Arabo, e in svariati dialetti come il Bambarà, il Wolof, il Dioulà. È reduce da centinaia di concerti in giro tra l’Italia e l’estero negli ultimi anni, tra live club e prestigiosi Festival di musica world e non solo.  Nel 2012 ha ideato l’Antischiavitour, un tour a sostegno dei braccianti stagionali stranieri lungo tutta la penisola, che lo ha portato a suonare in tutti i luoghi simbolo dello sfruttamento della manodopera migrante, ma anche nel C.A.R.A. di Castelnuovo di Porto (Roma) e in numerosi progetti SPRAR. Tante sono le collaborazioni con artisti importanti: è stato voce solista per l’opera “L’amore muove la Luna” di Eugenio Bennato andata in scena al teatro San Carlo di Napoli e con Toni Esposito ha partecipato alle edizioni 2012/13 di “Pino Daniele – Tutta n’ata storia” al Palapartenope di Napoli. Nel 2012 è uscito il suo primo disco “Sandro Joyeux”.  Nel 2013 il videoclip del singolo “Kingston” sui bambini che vivono in condizioni di disagio nel mondo ha visto la collaborazione di Save The Children. Il video del singolo “Elmando” uscito a Maggio 2015 gode del patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). L’11 Marzo 2016 all’Auditorium Parco della Musica di Roma ha presentato il suo disco “Migrant”, che vede tra gli ospiti Eugenio Bennato. La sua ispirazione fortemente votata al racconto di un mondo che migra e si trasforma, ne rende il messaggio quanto mai importante ed attuale.

Media Partner è Radio Popolare, che seguirà il #withrefugees tour con collegamenti e corrispondenze dalle varie date nel corso di Jack, la trasmissione condotta da Davide Facchini, in onda dal lunedì al venerdì dalle 15,30 alle 17.

#WithRefugees tour 2017

1 ottobre – Lampedusa – “Giornata della memoria e dell’accoglienza” promossa dal Comitato 3 Ottobre
3 ottobre – Castellamare del golfo (TP) – “Giornata della memoria e dell’accoglienza” in collaborazione con: Comune di Castellammare del Golfo, Associazione TRINART, Centro Cuturale Peppino Caleca, Ass. La mano di Francesco
5 ottobre – San Ferdinando di Puglia (BT) – promossa dal Prog. SPRAR del Comune di San Ferdinando di Puglia, Ass. Etnie onlus e Coop. Soc.Nuovi Vicini

6 ottobre – Perugia – Promossa da Cidis Onlus
27 ottobre – Aversa – Magazzini Fermi
3 novembre – Palermo – Moltivolti

5 novembre – Ravenna “Coltivati” – Circolo Arci Kinotto
10 novembre – Firenze – Combo Social Club
11 novembre – Pisa – Exwide
17 novembre – Ariano Irpino (AV) – Sanacore
18 novembre – Napoli – Moses Club

23 novembre – Torino –  POP (ex Lavanderie Ramone)
24 novembre – Milano – Masada
25 novembre – Bologna – Arteria
1 dicembre – Roma – Angelo Mai

 

Pubblicato in Nazionale

Se pensate che gli energy drink siano meno rischiosi dell’abuso di alcol, se ritenete le droghe leggere meno pericolose di quelle “pesanti” o vi sentite sollevati al pensiero che vostro figlio utilizzi la sigaretta elettronica al posto di quella vera, siete sulla strada sbagliata. Lo dicono medici ed esperti dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (Waidid)

“E’ un vero percorso a ostacoli quello che si trovano ad affrontare gli adolescenti di oggi – interviene la prof.ssa Susanna Esposito, ordinario di pediatria all’Università degli Studi di Perugia e presidente WAidid – e così anche i loro genitori. I ragazzi di oggi non solo vivono una maggiore libertà ma sono sempre più precoci nelle loro esperienze. Per questo raccomandiamo a mamme e papà un’attenzione sempre vigile, senza essere invadenti ma consapevoli dei rischi per la salute dovuti non solo all’uso di alcol, droghe e fumo ma anche ad energy drink e sigarette elettroniche”. 

E proprio di abitudini pericolose diffuse tra gli adolescenti si è discusso in occasione della Notte Europea dei Ricercatori di Perugia, nell’ambito di SHARPER, un progetto nazionale che ha coinvolto 5 città ovvero Perugia, Ancona, Cascina, Palermo e L’Aquila, finanziato dalla Commissione Europea nel quadro delle Azioni Marie Sklodowska-Curie del programma Horizon 2020. Molte insidie possono rendere difficile la vita dei genitori di figli adolescenti. Ecco, dunque, una mini-guida di WAidid per aiutare mamme e papà.

Fumo

Se non si fuma si guadagnano in media 10 anni di vita e si evita il rischio di malattie cardio vascolari, infezioni respiratorie e tumori. Non solo si vive più a lungo e in buona salute ma non fumare o smettere vuol dire anche respirare meglio, sentirsi più in forma, avere una pelle più bella e, non ultimo, risparmiare. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il tabacco provoca 6 milioni di morti l'anno nel mondo, ovvero determina più decessi di alcol, aids, droghe e incidenti stradali messi insieme. Ma il fumo piace sempre di più agli adolescenti italiani. I dati DOXA 2017 lo confermano: su oltre 11 milioni di fumatori in Italia, (22,3%), il 12,2% ha iniziato a fumare prima dei 15 anni. Si fuma di più tra i 25 e i 44 anni (28%) mentre nella fascia d’età più giovane, tra i 15 e i 24 anni fuma il 16,2%. Ma c’è di più. Si fumano principalmente sigarette confezionate (94,3%) sebbene continui costantemente a crescere il consumo prevalente delle non meno nocive sigarette fatte a mano (9,6%), diffuso soprattutto tra i giovani, spesso per motivi di convenienza economica.

Anche l’uso della sigaretta elettronica aumenta, in generale, tra adulti e adolescenti. Secondi i dati di Eurobarometro 2017 in Europa, la usa il 2% della popolazione adulta, mentre nel nostro Paese, piace al 4% degli italiani e otto fumatori su dieci la usano in combinazione con la sigaretta tradizionale, con l’obiettivo di smettere di fumare. Tra i 18 e i 24 anni, l’uso dell’e-cig si attesta su 1,8% di consumatori (Dati Passi 2014).

Ma attenzione alle sigarette elettroniche, potrebbero rivelare effetti nocivi nel medio-lungo termine. Infatti, secondo i primi risultati di una ricerca condotta dal Gruppo di Studio ERS (European Respiratory Society) di cui fa parte la prof.ssa Esposito, gli agenti prodotti dal vapore potrebbero contenere sostanze potenzialmente tossiche e dannose per la salute, sebbene i rischi dipendano da molti fattori quali marca,  aroma, calore della sigaretta, vaporizzatore, pulizia e durata dell’utilizzo della sigaretta, modo di fumare. In realtà, non possono essere ancora tratte conclusioni definitive sulla sicurezza dell’e-cig ma molte prove sono a favore di una loro dannosità soprattutto sull’apparato respiratorio e cardio-vascolare.

Alcol

Secondo l’OMS per gli adolescenti fino a 16 anni è raccomandata la totale astensione dall’alcol perché più vulnerabili agli effetti delle bevande alcoliche a causa di una ridotta capacità del loro organismo a metabolizzare l’alcol.

Se nel breve termine l’alcol provoca una iniziale euforia e perdita dei freni inibitori, riduzione della visione laterale (visione a tunnel), perdita di equilibrio, difficoltà motorie, nausea e confusione, l’utilizzo prolungato nel tempo, invece, può aumentare il rischio di sviluppare varie patologie più o meno gravi e, anche a basse dosi, l’alcol accresce il rischio per alcune malattie. Basti pensare che il consumo di 20 g di alcol al giorno (pari a circa 2 bicchieri di vino) determina un aumento percentuale di rischio: del 100% per la cirrosi epatica; del 20-30% per i tumori del cavo orale, faringe e laringe; del 10% per i tumori dell’esofago; del 14% per i tumori del fegato; del 10-20% per i tumori della mammella; del 20% per l’ictus cerebrale (dati OMS).

Attenzione anche agli energy drink, cioè bevande che contengono stimolanti, vitamine e minerali, tra cui caffeina, guarana, taurina, varie forme di maltodestrina, carnitina e ginkgo biloba. Alcune possono contenere alti livelli di zucchero o glucosio.Molte bevande sono poi aromatizzate e colorate per somigliare a bevande analcoliche. Secondo uno studio ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs) in Italia circa 1 adolescente su 3 tra i 15 e i 19 anni assume abitualmente energy drink e le Regioni dove se ne consumano di più sono il Trentino Alto Adige, Veneto, Abruzzo e Sicilia.

Ricordiamo che un uso eccessivo di tali bevande potrebbe aumentare il rischio di patologie croniche e degenerative, per questo motivo è importante ridurne il consumo, soprattutto in assenza di una dieta corretta e di regolare attività fisica.

Sostanze stupefacenti

Il problema comune dell’assunzione di qualunque droga è la dipendenza che negli anni può creare danni irreversibili. Secondo i dati 2017 dell’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze, in Italia i  giovani tra 15 e 34 anni fanno uso di cannabis nel 19% dei casi, di cocaina nell’1,8, l’1% utilizza MDMA o ecstasy e lo 0,6% fa uso di anfetamine. In generale, le droghe compromettono il funzionamento del sistema nervoso centrale e le sostanze assunte regolarmente possono provocare alterazioni anatomiche della massa cerebrale. Ma non solo. Possono causare patologie polmonari croniche e, a livello neurologico e psicofisico, possono determinare sbalzi di umore, alterazioni nei legami familiari e affettivi, un peggioramento scolastico e una riduzione della concentrazione.  

 

Pubblicato in Salute

Ad agosto 2017 la stima degli occupati continua a crescere (+0,2% rispetto a luglio, pari a +36 mila), confermando la persistenza della tendenza positiva già osservata negli ultimi mesi. Il tasso di occupazione sale al 58,2% (+0,1 punti percentuali).

La crescita congiunturale dell'occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni ed è interamente dovuta alla componente femminile, mentre per gli uomini, dopo l'incremento dei due mesi precedenti, si registra un calo. Aumentano i dipendenti a termine, sostanzialmente stabili i permanenti, ancora in lieve calo gli indipendenti. Nel periodo giugno-agosto si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,5%, +113 mila) che interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. L'aumento interessa i lavoratori dipendenti, quasi esclusivamente a termine, mentre calano gli indipendenti.

Dopo l'aumento di luglio, la stima delle persone in cerca di occupazione ad agosto cala dell'1,4% (-42 mila). La diminuzione della disoccupazione interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Il tasso di disoccupazione scende all'11,2% (-0,2 punti percentuali), quello giovanile al 35,1% (-0,2 punti).

Dopo la forte diminuzione del mese scorso, ad agosto la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è ancora in lieve calo (-0,1%, pari a -9 mila). La diminuzione è determinata dalle donne e dai 15-34enni, a fronte di un aumento tra gli uomini e tra gli over 35. Il tasso di inattività è stabile al 34,3%. Nel trimestre giugno-agosto, rispetto ai tre mesi precedenti, alla crescita degli occupati si accompagna sia il calo dei disoccupati (-1,2%, -36 mila) sia quello degli inattivi (-0,7%, -94 mila).

Su base annua si conferma l'aumento degli occupati (+1,6%, +375 mila). La crescita interessa uomini e donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+417 mila, di cui +350 mila a termine e +66 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-42 mila). A crescere sono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+354 mila), ma crescono anche i 15-34enni (+167 mila), mentre calano i 35-49enni (-147 mila, sui quali influisce in modo determinante il calo demografico di questa classe). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-2,0%, -60 mila) sia, soprattutto, gli inattivi (-2,9%, -391 mila).

Al netto dell'effetto della componente demografica tuttavia, su base annua cresce l'incidenza degli occupati sulla popolazione in tutte le classi di età.

Pubblicato in Lavoro

Dopo il fortunato esperimento dello scorso anno torna ad Arezzo il focus sulla figura e sull’arte dello spettatore. Un festival, ideato dalla Rete Teatrale Aretina, intorno all'esperienza di Spettatori Erranti, organizzato con il sostegno e il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Toscana e del Comune di Arezzo, in collaborazione con Università di Siena e numerosi partner fra cui Fondazione Toscana Spettacolo, RAT Residenze Artistiche della Toscana, CapoTrave/Kilowatt, Fondazione Fitzcarraldo, in cui si alternano occasioni di approfondimento e di formazione per pubblico e operatori, confronti artisti/spettatori, spettacoli di drammaturgia contemporanea e incontri specifici rivolti al mondo della scuola che pongono l'attenzione ai percorsi di avvicinamento e coinvolgimento del pubblico.

Fra gli incontri, di particolare rilevanza quello dedicato mercoledì 4 ottobre (Firenze, Auditorium Santa Apollonia, ore 10,00) a I PUBBLICI DELLO SPETTACOLO, coordinato dal giornalista e critico Gherardo Vitali Rosati, a cui parteciperanno, fra gli altri,  critici e giornalisti come Roberto Canziani, Andrea Porcheddu, Rodolfo Sacchettini e Curzio Maltese, ed operatori come Virginie de Crozé,  responsabile dei progetti di coinvolgimento del pubblico del Festival di Avignon.

Nel pomeriggio, alle ore 17,00 (Arezzo, Libreria Feltrinelli) per la presentazione del libro DIONISO E LA NUVOLA conversazione con gli autori Giulia Alonso e Oliviero Ponte di Pino  e, a seguire, alle ore 18,30, presso il Cinema Eden, la cultura come dialogo tra le epoche - Lo spettatore al centro della progettazione del Museo Archeologico di Napoli, una preziosa occasione di riflessione offerta dall'incontro con Mauro Felicori, direttore della Reggia di Caserta e Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli che sta conducendo un'ingente lavoro restituendo a questo luogo un ruolo centrale nel tessuto culturale e sociale della città, facendone il centro di un vivace dialogo tra i saperi, le arti e i visitatori. Concluderà la serata (ore 21,00, Cinema Eden) LA GRANDE ARTE AL CINEMA  - GLI IMPRESSIONISTI e l’uomo che li ha creati, un film di Phil Grabsky che rappresenta un accesso esclusivo alla mostra kolossal dal museo Du Luxemburg,  il musée d’Orsay di Parigi, National Gallery di Londra e Philadelphia Museum of Art.

Sarà dedicato a come le imprese culturali si stiano ponendo come nuovo modello culturale ed economico, capace di generare importanti ricadute sociali, occupazionali ed economiche nei territori la giornata di studi di giovedì 5 ottobre (Arezzo, Campus Universitario, ore 10,00), dal titolo CULTURA PORTA – VALORI - l'impatto delle imprese culturali capaci di generare valore economico e sociale. Parteciperanno all'incontro, fra gli altri, la professoressa Loretta Fabbri, direttore del Dipartimento di Scienze della formazione dell'Università di Siena, Paolo Venturi, collaboratore di "Il Sole 24 Ore", Oliviero Ponte di Pino, critico teatrale e ideatore di Bookcity, e Ilaria Fabbri, responsabile del settore spettacolo della Regione Toscana. Concluderà l'incontro una tavola rotonda dove operatori provenienti da tutto il territorio nazionale si confronteranno su processi, esiti, impatti e criticità nei percorsi di coinvolgimento attivo del pubblico.

Attesissimo Spettatori. La gran reunion #2, (sabato 7 ottobre, ore 15, Teatro Pietro Aretino) il secondo incontro e confronto tra esperienze di gruppi di spettatori d'Italia, che lo scorso anno ebbe vasta eco a livello nazionale. Occasione di riflessione e divertimento il flash mob Fuori dal teatro, la città, che si terrà nel centro storico di Arezzo alle ore 19,00, curato da Stefano Tè, regista della compagnia Teatro dei Venti.

Attenta ai pubblici di tutte le età la programmazione degli spettacoli. Si parte mercoledì 4 ottobre (Arezzo, Teatro Mecenate, ore 10,30) con  i bambini della scuola primaria ai quali è riservato Il circo delle nuvole - Premio Rodari – Città di Omegna - di Gek Tessaro, autore poliedrico che si muove tra letteratura per l’infanzia, illustrazione e teatro, premiato con il prestigioso Premio Andersen miglior autore completo, ideatore de “il teatro disegnato” in cui, sfruttando le impensabili doti della lavagna luminosa, con una tecnica originalissima, dà vita a narrazioni tratte dai suoi testi. Lo spettacolo presentato ad Arezzo è stato selezionato tra i migliori 250 libri del mondo dalla Internationale Jugendbibliothek di Monaco di Baviera nel catalogo “The White Ravens 2008”.

La storica compagnia di danza Sosta Palmizi presenterà, giovedì 5 ottobre, alle ore 18,30, presso il chiostro del Teatro Pietro Aretino,  LIONEL come un elefante in una cristalleria, uno studio con le sue radici nell’estetica dello sport, a cui seguirà (ore 21,15, Teatro Pietro Aretino) Collettivo Controcanto con  il progetto vincitore del Premio In-Box 2017, Sempre Domenica, spettacolo quanto mai attuale sul tempo, l'energia e i sogni che il lavoro quotidianamente consuma e sottrae.

E' stato selezionato dagli studenti della I e II Liceo Teatrale “Vittoria Colonna”, nell'ambito del Progetto #agitecontemporanee, lo spettacolo in scena venerdì 6 ottobre (Teatro Pietro Aretino, ore 10.00 per gli studenti delle scuole superiori e medie; ore 18,30 pubblico di tutte le età) Albania casa mia di e con Aleksandros Memetaj, basato sull'esperienza autobiografica dell'attore, nato in Albania e giunto in Italia da bambino “Abbiamo scelto questo spettacolo perché tra noi ragazzi ci sono diversi compagni che hanno genitori di provenienza diversa, o nati all'estero; a scuola abbiamo modo di conoscerci e stare bene insieme, vorremmo che questo potesse succede anche fuori dalla scuola, a partire dalla nostra città.” A seguire il Pullman dello Spettatore Errante condurrà gli spettatori a Sansepolcro dove andrà in scena Queen Lear, originale rivisitazione del Re Lear di William Shakespeare trasformato in opera musicale su drammaturgia dell'inglese Claire Dowie.

Spettacolo evento del festival Hotel Paradiso, (sabato 7, ore 21, Teatro Petrarca) con la compagnia Familie Flöz in versione noir, in un giallo pieno di umorismo, sentimenti travolgenti e un tocco di melanconia. Familie Flöz, compagnia di teatro internazionale residente a Berlino, realizza e produce spettacoli che attraversano differenti discipline teatrali fra le quali il teatro di figura, la danza, la clownerie, l'acrobazia, la magia e l'improvvisazione. Gli spettacoli della compagnia, rappresentati in 34 nazioni, hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in tutto il mondo.

Concludono il festival, domenica 8 ottobre, alle ore 10, Alessandro Fiori, Cristiano Godano, Paolo Benvegnù, Riccardo Sinigallia, in Suoni erranti, una performance itinerante tra le strade della città, l'incontro pomeridiano con l'attrice Ottavia Piccolo e la proiezione di 7 minuti film di Michele Placido  dal testo teatrale di Stefano Massini.

 

Pubblicato in Cultura

Ogni collettività umana ha bisogno del suo habitat, di un luogo in cui interagire e in cui incontrarsi. Un luogo che difficilmente resta un semplice sfondo, ma che pian piano diventa parte integrante delle relazioni tra i suoi abitanti, fino ad assumere un ruolo di co-protagonista.

Il luogo di cui vorremmo parlarvi è l’Ortica, in milanese Urtiga, storico quartiere alla periferia orientale della città. A dire il vero, parlare di periferia è ingeneroso: se da forestieri ci si avventura per la prima volta in Ortica, ecco che si respira dopo pochi passi quell’atmosfera rilassata di altri tempi, che ricorda la Milano delle canzoni di Gaber, Jannacci e Nanni Svampa. Nulla di più lontano dalle immagini che solitamente si associano alla parola periferia.

Il Melograno ci è arrivato da circa un anno, cioè da quando ha immaginato quel laboratorio urbano delle arti poi battezzato “Il Cantiere dell’Ortica”, finanziato in parte con un crowdfunding civico promosso dal Comune e inaugurato nello scorso maggio. L’Ortica è un territorio che stiamo conoscendo grazie a guide d’eccezione: lo storico Circolo cooperativo e la gloriosa Cooperativa edificatrice, che dalla loro base di via S. Faustino numero 5 lavorano instancabilmente per connettere il variegato tessuto sociale del quartiere e renderlo piacevole e vivo.

Per questo la cooperativa non si è stupita quando è stata coinvolta nel progetto del Giardino condiviso dell’Ortica:un grande lotto di terreno ancora verde a ridosso della massicciata della ferrovia, 18 mila metri quadrati che l’amministrazione comunale ha deciso di dare in gestione a realtà del terzo settore e associative del territorio. Varie telefonate, numerosi incontri e alla fine l’idea de “L’angolo della memoria”: un piccolo monumento partecipativo dedicato alla memoria storica e popolare dell’Ortica,quartiere che fu di bande, cascine ed osterie, che può raccontare storie contadine, di lotte operaie, di binari e ferrovieri.

Il Giardino condiviso è stato orgogliosamente inaugurato lo scorso sabato 23 settembre, nella cornice più grande della manifestazione “Green City”, organizzata dal Comune per valorizzare il verde e l’agricoltura in città, che ci sono (sì, anche a Milano!) e contribuiscono a migliorare la qualità della vita dei cittadini. Un progetto ancora in fieri, ma che prevede nei prossimi mesi la realizzazione di diversi angoli: quello dell’apicultura urbana, quello dell’addestramento cinofilo, quello dedicato al giardino della biodiversità, un labirinto di piante di mais, un pergolato con spazio lettura e appunto il monumento alla memoria storica del quartiere. Un progetto di welfare di comunità reale, che punta a costruire un luogo di incontri e contaminazioni tra persone diverse ma accumunate dalla condivisione del luogo di residenza. Un luogo dove il verde incontra la cultura nella sua accezione più ampia: cultura intesa come memoria, come attività indirizzata alla conoscenza, salvaguardia e diffusione del verde, ma anche in senso più classico (teatro, musica, arti visive). Con ben salda in mente l’idea di valorizzare bellezza e buon vivere.

Tra venerdì 29 settembre e domenica 1 ottobre, invece, nell’ambito dei quattro giorni di festa del quartiere, è stato presentato “Or.me - Ortica memoria”: un ambizioso progetto che vuole rendere il quartiere un vero e proprio museo a cielo aperto, raccontando pezzi di storia del ‘900 attraverso grandi pitture murali.

I primi due capitoli colorano già il grigio del cemento: uno rappresenta i volti di grandi personaggi del mondo della cultura, l’altro delle vittime di mafia. Il primo ottobre è stato inaugurato un terzo murale, questa volta dedicato ai pionieri del movimento cooperativo, posto proprio sulla facciata della già citatasede di via S. Faustino 5. Il tutto opera del collettivo di artisti di strada Orticanoodles e degli allievi delle scuole superiori della zona. Interverranno numerosi ospiti, tra cui il presidente di Legacoop Lombardia Luca Bernareggi.

Insomma, un tessuto sociale e cooperativo sempre attivo, che bada al sodo e non si perde troppo in chiacchiere. A volte un po’ burbero come solo i vecchi milanesi sanno essere, ma sensibile, presente e generoso. Perché in fondo lo sappiamo che Milan g’haelcoeur in man.

 Redazione Lombardia

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Pubblicato in Economia sociale

Sono passate ormai due settimane dall’inizio dell’anno scolastico, ma per le studentesse e gli studenti con disabilità ci ritroviamo ad affrontare le stesse criticità, spesso negando loro il diritto allo studio e quindi discriminandoli. In 15 giorni abbiamo ricevuto molte segnalazioni in merito all’assistenza materiale. Questa è la denuncia di Fish Campania.

“In molte scuole campane questo diritto viene negato ai tanti studenti con disabilità – dice il presidenza Daniele Romano - costringendo le famiglie ad intervenire al posto della scuola. Abbiamo sempre ribadito che questa competenza spetta al Dirigente Scolastico che deve individuare i collaboratori scolastici, garantendo la parità di genere”.  

“Ricordiamo – aggiunge - anche che lo stesso Decreto Legislativo 66/17 all’art. 3 chiarisce una volta per tutte a chi spetta garantire questo servizio, ma anche contratto nazionale collettivo di lavoro del comparto scuola del 2002 (articolo ripetuto identico anche nei successivi CCNL sino a quello ultimo del 2006-09) secondo il quale rientra tra le mansioni ordinarie dei Collaboratori scolastici ‘anche l’assistenza materiale nell'uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale degli alunni con disabilità’.

Romano poi annuncia il ricorso alla magistratura: “a partire da lunedì presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica dove denunceremo questa vergognosa situazione. Le famiglie delle persone con disabilità della nostra Regione non possono pagare le conseguenze di un sistema allo sbando come quello campano, dove le scuole continuano a fare a scarica barile verso gli Enti Locali e creando ancor più confusione nei confronti delle famiglie stesse”.

Nell’incontro dello scorso 14 settembre, la Direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionalesi era assunta l’impegno di partire con la formazione per 400 collaboratori scolastici, “ma fino ad oggi non è successo nulla”.

“Vogliamo anche evidenziare – conclude Romano - che il corso di aggiornamento di 40 ore serve per assicurare ai collaboratori e collaboratrici scolastiche il diritto ad un aumento di stipendio.  Facciamo presente che su questa materia già se è espressa la Corte di Cassazione con la sentenza n. 22786/16, condannando due collaboratrici scolastiche per interruzione di pubblico servizio. La sentenza di Cassazione ha condannato le bidelle indipendentemente dal fatto se avessero o non avessero frequentato il corso. Invitiamo le famiglie a denunciare per interruzione di pubblico servizio laddove questo non viene garantito”.

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Pubblicato in Campania

Scarsa igiene, punture di zanzare, resistenza da parte del virus ai disinfettanti sono i timori di contrarre l’HIV. Sottostima dei rischi legati ad eventuali risse tra detenuti (considerate innocue dal 60 per cento degli intervistati) e allo scambio di spazzolini e rasoi. Inspiegabile timore della saliva, che viene ancora considerata veicolo del virus da quattro persone su dieci, e dell’urina, anch’essa temuta come possibile fonte di contagio da quasi una persona su tre. Sono solo alcuni dei dati che emergono dalla ricerca condotta su un migliaio di persone in 10 carceri italiane nell’ambito del progetto “Free to live well with HIV in Prison”, che oltre a contrastare lo stigma e a migliorare la prevenzione dell’infezione nelle strutture carcerarie punta a favorire un mutamento nella gestione dell’infezione e a definire modelli di buone pratiche che possano essere adottati anche in altre strutture.

La ricerca, presentata in prima nazionale dai promotori del progetto, SIMPSE, NPS Italia e Università Ca’ Foscari Venezia, grazie ad un contributo non condizionato di ViiV Healthcare e col patrocinio del Ministero di Giustizia e del Ministero della Salute, offre per la prima volta una fotografia della conoscenza sull’HIV nelle carceri italiane. E svela le false paure e i rischi non riconosciuti che intralciano l’efficacia della prevenzione, tracciando le linee per prevenire e combattere l’infezione.

Innovativa la modalità di approccio utilizzata che ha preso il via dalla raccolta dei dati che rivelano il livello di conoscenza sull’infezione da HIV nelle carceri, per erogare una formazione ad hoc e promuovere la prevenzione anche con l’ausilio dei test. Va inoltre segnalato che anche se solo un detenuto su cinque considera giusto che non si conosca l’eventuale sieropositività di un compagno di cella, nel complesso sono emersi segnali positivi a riprova di come gradualmente lo stigma verso la malattia si stia sciogliendo. La ricerca mette in luce anche il valore dell’educazione tra pari per fare una corretta informazione sia nei confronti della popolazione carceraria sia della polizia penitenziaria. In questo senso, tra i molti aspetti considerati, l’attenzione si è concentrata sulla disponibilità degli stessi detenuti a diventare “educatori” nei confronti degli altri. Complessivamente il 47,7 per cento la considera una buona idea, dato che tra compagni ci si ascolta più facilmente e ci si capisce di più.

Tra i dati emersi, va sottolineato anche un dato preoccupante: la limitata fiducia da parte delle persone nella terapia per l’infezione da HIV. Solo il 68% dei detenuti la assumerebbe se si scoprisse sieropositivo. L’originalità del progetto è rappresentata dall’introduzione negli istituti, per la prima volta, dei test HIV rapidi che, in associazione ad un programma formativo allargato anche a personale sanitario e polizia penitenziaria, si sono dimostrati uno strumento di screening valido per la rapidità di risposta, l'immediatezza di esecuzione e la possibilità di realizzare un counselling efficace.

“Il progetto Free to live well with HIV in prison è stato condotto con entusiasmo e competenza dalla nostra Società Scientifica che ha inteso sperimentare una cooperazione multiattoriale con partner eterogenei per competenze e mission al fine di integrare i rispettivi know how in iniziative innovative e con una forte ricaduta sistemica. Le singole specificità – dichiara Luciano Lucania, presidente di SIMSPe – hanno rappresentato un valore aggiunto unico per il progetto, i cui risultati sono certamente destinati a generare degli effetti sostenibili e duraturi”.

“Molti soggetti hanno detenzioni di breve durata - precisa Serena Dell'Isola, Coordinatrice Scientifica del progetto -  e la possibilità di fornire e somministrare i test, il trattamento farmaceutico e un collegamento ai servizi di assistenza consente di migliorare la salute dell’intera società, riducendo il rischio di trasmissione e i costi legati alle comorbilità collegate a tali infezioni”.

Soddisfazione viene espressa da Margherita Errico, Presidente NPS Italia che afferma: “Abbiamo raggiunto l'obiettivo di formare quelle aeree del nostro paese di difficile accesso, ovvero detenuti e personale che lavora nelle strutture penitenziarie ottenendo validi dati socio-scientifici che finora in assoluto non avevamo rispetto all'Hiv e allo stigma che vi ruota intorno, arrivando ad un dialogo quasi individuale con tutti gli attori coinvolti. La sfida futura? Continuare ed ampliare il nostro raggio di azione".

“NPS Italia è da anni attiva in progetti di prevenzione e informazione nelle carceri italiane attraverso il lavoro dei suoi peer educator - sottolinea Mario Cascio, Peer educator – e ha preso parte con grande entusiasmo a questo progetto innovativo che ha visto per la prima volta in Italia la possibilità di fornire test rapidi in carcere e una formazione specifica al personale carcerario, due strumenti che hanno saputo integrarsi al lavoro di noi peer educator che attraverso la propria testimonianza cercano di sollecitare nei detenuti un atteggiamento più proattivo nei confronti della propria salute e allo stesso tempo incidere sullo stigma e le discriminazioni presenti in ambito carcerario”.

“Ca’ Foscari ha partecipato al progetto per dare continuità a un’attività di ricerca sull’HIV che ha già prodotto in questi anni dati importanti sulla conoscenza dell’HIV/AIDS e sulla esistenza di pregiudizi tra la popolazione generale, gli adolescenti, gli immigrati e la comunità LGBT, affermano Fabio Perocco e Alessandro Battistella docenti dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Oggi i nuovi dati, riferiti a detenuti adulti e minorenni, e su chi lavora in carcere si rivelano utili per definire interventi di formazione e informazione che la ricerca ha dimostrato essere necessari”.

“ViiV Healthcare ha scelto questo progetto tra altri 22 presentati a livello mondiale, riconoscendone la qualità e l’utilità per una popolazione in cui la prevenzione e il trattamento dell’HIV sono particolarmente difficili - afferma Maurizio Amato, Amministratore delegato di ViiV Healthcare -  Di fondamentale importanza la valenza dei partner e l’innovatività della metodologia che integra ottime e diversificate competenze. Siamo particolarmente orgogliosi dei risultati raggiunti da questo progetto perfettamente allineato con la strategia di ViiV di supportare iniziative che fanno realmente la differenza per le persone che vivono con HIV”.

 

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