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Sabato, 16 Dicembre 2017

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 04 Ottobre 2017 - nelPaese.it

Dopo il Seminario Internazionale tenutosi durante il festival "FareArte" 2016,  riguardo l'approccio finlandese del dottore Seikkula "Open Dialogue", attualmente in corso di adozione in molti paesi e in varie Aziende Sanitarie del territorio nazionale, la Cooperativa Futura aggiunge un altro importante tassello alla sua storia, grazie alla  sottoscrizione di una convenzione con l'Università Statale di Mosca, redatta con il Rettore dell'Università professore Margolis.

Questo importante accordo è alla base di un nuovo e ambizioso progetto con il quale la Futura intende innovare i propri servizi ed allargare sempre più i confini e gli approcci del proprio intervento riabilitativo. La convenzione triennale sottoscritta tra l'Università e la cooperativa Futura, prevede una serie di tirocini formativi, nei quali professori e studenti dell'Università Statale di Mosca approfondiranno la loro comprensione nel campo della riabilitazione psichiatrica, psicologica e sociale e conosceranno concretamente il modello di trattamento adottato dalla Comunità Psichiatrica Residenziale di Maropati  con gli ospiti e le loro famiglie.

Un primo gruppo di studenti della State Psychological and Pedagogical University di Mosca, guidati dal docente Olga Rychkova, sarà a Maropati dal prossimo 8 ottobre e rimarrà fino al 15. Il lavoro in aula sarà condotto da diversi professionisti del settore: educatori professionali, assistenti sociali, operatori sociali, psicologi e psichiatri. Il percorso formativo, sotto la guida dello psicologo clinico Dr John B. Curcio, Supervisore della Comunità e fautore di questa straordinaria esperienza, prevede anche la partecipazione degli studenti ai vari processi di trattamento riabilitativo con gli Ospiti .

Nei fatti, un primo scambio tra la Comunità Futura e la realtà russa è già avvenuto nel 2016 grazie agli incontri con la psicologa Elena Millenskaya, con la quale gli operatori hanno scambiato le rispettive esperienze in un confronto tra le due realtà sociali riguardo le tecniche di riabilitazione psichiatrica.  Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente della Cooperativa Dott. Lorenzo Sibio.  Nel rivolgere  parole di stima e ringraziamento al gruppo  operatori che nonostante le difficoltà in cui si è costretti ad operare, non abbandonano mai l'obiettivo della  crescita professionale,  ha sottolineato  l'importanza ed  il valore dell'evento, poiché mette in risalto il lavoro e l'esperienza della FUTURA nella riabilitazione psichiatrica, che oramai da 25 anni ,  in un' ottica  di collaborazione con il Centro di Salute Mentale di Cinquefrondi, rappresenta per il territorio un centro di qualità e di risposta al disagio psichiatrico.

La stessa cooperativa, intanto, sta già lavorando alla redazione di un progetto mirato, che la renderà promotrice dell'avvio della sperimentazione clinica dell'Open Dialogue nell'Asp reggina, puntando verso lo sviluppo di processi innovativi che potranno migliorare notevolmente l'offerta dei servizi di prevenzione nel settore della psichiatria, limitando i ricoveri ospedalieri e i TSO, come sta già succedendo in quelle realtà dove la sperimentazione si trova in uno stadio avanzato. Con questi ambiziosi progetti si punta a migliorare e consolidare la propria presenza nella riabilitazione in psichiatria, allargando gli orizzonti in ambiti territoriali molto più vasti.

 

Pubblicato in Calabria

Una corretta informazione per contrastare la violenza sulle donne, come chiede la Convenzione di Istanbul: la Commissione pari opportunità della Fnsi ha varato oggi il “Manifesto di Venezia”, frutto di un’elaborazione che ha coinvolto anche la Cpo Usigrai e GiULiA Giornaliste, su proposta del Sindacato Giornalisti Veneto. Il “Manifesto delle giornaliste e dei giornalisti per il rispetto e la parità di genere nell’Informazione”, con tutte le adesioni raccolte, sarà presentato a Venezia il 25 novembre in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

“Noi, giornaliste e giornalisti firmatari del Manifesto di Venezia – si afferma nel documento – ci impegniamo per una informazione attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere e delle sue implicazioni culturali, sociali e giuridiche. La descrizione della realtà nel suo complesso, al di fuori di stereotipi e pregiudizi, è il primo passo per un profondo cambiamento culturale della società e per il raggiungimento di una reale parità”.

Rispetto della deontologia, no al sensazionalismo, a cronache morbose, a divulgare i dettagli della violenza, no all’uso di termini fuorvianti come “amore”, “raptus”, “gelosia” per crimini dettati dalla volontà di possesso e annientamento. No alle strumentalizzazioni con la distinzione di “violenze di serie A e di serie B” in relazione a chi sia la vittima è chi il carnefice. Questi alcuni degli impegni che  assumono i firmatari del Manifesto, su cui da oggi si avvia una campagna di sensibilizzazione e raccolta di firme.

Per aderire basta inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Pubblicato in Parità di genere

Fa tappa a Caserta l’attività di sensibilizzazione e diffusione del progetto nazionale Uisp “SportAntenne: prevenzione, emersione e mediazione per combattere le discriminazioni razziali”. Domenica 8 ottobre 2017 alle ore 16, presso la palestra della Scuola media “Da Vinci-Buonarroti” di Mondragone (CE), si terrà un triangolare di basket che vedrà coinvolte Star Caserta, selezione arbitri Uisp; Virtus Sinuessa Basket Mondragone e ASD Stella del Sud, partner nazionale di “SportAntenne” che annovera tra le sue fila cittadini di paesi terzi beneficiari del progetto Sprar gestito dal Csa Ex Canapificio.

Il torneo è finalizzato alla sensibilizzazione sul tema dell’emersione e contrasto alle discriminazioni etnico-razziali e rientra nell’ambito delle attività di “SportAntenne”, progetto della UISP Nazionale che fa riferimento al Fondo asilo, migrazione e integrazione 2014- 2020 del Ministero dell'Interno ed Unione Europea. La Uisp sta operando in sinergia con l’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali per far emergere discriminazioni etnico-razziali dirette e indirette nei confronti di cittadini di Paesi terzi, valorizzando ed utilizzando la capillare rete territoriale dell’Uisp, associazione di promozione sociale e sportiva diffusa su tutto il territorio nazionale.

Un progetto teso all’emersione del fenomeno discriminatorio e rivolto alla mediazione attraverso lo sport. Dopo l’avvio del progetto diffuso sul territorio cittadino, “SportAntenne” Caserta si sposta in provincia, ed in particolare sul litorale domizio, laddove vivono migliaia di migranti, spesso in condizioni di degrado e sfruttamento, a causa della mancanza di politiche adeguate e dell’abbandono delle Istituzioni nazionali.

Le segnalazioni dell’Antenna Uisp casertana riguardano sinora discriminazioni su base etnica ed episodi di razzismo verificatisi all’interno e all’esterno di centri di accoglienza, nelle strade, nei rapporti con uffici pubblici e con locatori di alloggi. Per segnalare episodi di discriminazione di stampo etnico-razziale percepiti, diretti o indiretti, vittime e/o testimoni possono rivolgersi al numero dell’Antenna Territoriale Uisp Caserta 3421707337, alla email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., ovvero al numero verde dell’Unar 800901010

Pubblicato in Sport sociale

In un nuovo rapporto dal titolo "Giochi di violenza", l'organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) denuncia le violenze perpetrate dalle autorità e dalla polizia di frontiera degli Stati membri europei ai confini della Serbia con l'Ungheria, la Bulgaria e la Croazia.

Il rapporto combina dati medici e di salute mentale con le testimonianze di giovani pazienti: "Oggi, per i bambini e i ragazzi che provano a lasciare la Serbia, la violenza è una costante e nella maggior parte dei casi è perpetrata dalla polizia di frontiera degli Stati membri dell'UE", dichiara Andrea Contenta, responsabile affari umanitari di MSF in Serbia. "Da più di un anno i nostri medici e infermieri continuano ad ascoltare la stessa identica storia di giovani picchiati, umiliati e attaccati con i cani nel tentativo disperato di proseguire il loro viaggio".

Nei primi 6 mesi del 2017, il 92% dei bambini e dei ragazzi che si sono recati nelle cliniche per la salute mentale di MSF e che raccontano di aver subìto violenza fisica, indicano come responsabili le autorità e la polizia di frontiera dell'UE, precisamente di Bulgaria, Ungheria e Croazia. Circa la metà di questi bambini (48%) ha identificato le autorità bulgare. Inoltre, da gennaio a giugno 2017, le équipe mediche di MSF che lavorano nelle cliniche mobili a Belgrado hanno documentato 62 incidenti di violenza intenzionale al confine con l'Ungheria e 24 al confine croato. La gran parte dei racconti, ascoltati dalle équipe di MSF negli ultimi due anni, testimonia lo stesso schema di percosse, morsi di cani e uso di spray urticanti, in un quadro apparente di violenza sistematica contro le persone che tentano di raggiungere l'Unione Europea.

"È vergognoso che alcuni Stati membri dell'UE stiano intenzionalmente usando la violenza per impedire a bambini e ragazzi di cercare asilo in Unione Europa. In questo modo, l'unico effetto è quello di causare seri danni sia fisici sia psicologici, rendendo questi ragazzi ancora più vulnerabili e spingendoli nelle mani dei trafficanti che l'UE e gli Stati membri dichiarano di voler combattere", conclude  Contenta.

MSF lavora con i rifugiati, i richiedenti asilo e i migranti in Serbia dalla fine del 2014 fornendo cure mediche e di salute mentale, ripari, acqua e servizi igienici ai punti di ingresso e uscita dal Paese. Da gennaio 2016, MSF lavora a Belgrado, la capitale della Serbia, per fornire cure di salute di base e mentale alle persone bloccate in insediamenti informali nella città. Nel 2017, MSF ha aperto una clinica fissa nel centro città e continua a lanciare appelli affinché sia garantito l'accesso alle cure sanitarie, ai ripari e alla protezione per le persone più vulnerabili tra gli uomini, le donne, e i bambini bloccati in Serbia.

@nelpaeseit

 

Pubblicato in Nazionale

Ancora numeri record per internet: il 75,2% degli italiani sul web, grazie a smartphone e social network. La crescita degli utenti di internet in Italia ha rallentato il ritmo, ma prosegue. Nel 2017 ha raggiunto una penetrazione pari al 75,2% della popolazione, l'1,5% in più rispetto al 2016 (e il 29,9% in più rispetto al 2007). Il telefono cellulare è usato dall'86,9% degli italiani e lo smartphone, in particolare, dal 69,6% (la quota era solo del 15% nel 2009).

Questi sono alcuni risultati del 14° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, promosso da Facebook, Mediaset, Rai, Tv2000 e Wind Tre, presentato oggi a Roma presso la Sala Zuccari del Senato da Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis, e discusso da Vania De Luca, Presidente dell'Ucsi, Gian Paolo Tagliavia, Chief Digital Officer della Rai, Gina Nieri, Consigliere di Amministrazione di Mediaset, Lorenzo Serra, Direttore Generale di Tv2000, Massimo Angelini, Direttore Pr Internal & External Communication di Wind Tre, Laura Bononcini, Head of Public Policy di Facebook Italia, Maurizio Costa, Presidente della Fieg, e Giuseppe De Rita, Presidente del Censis.

Gli utenti di WhatsApp (il 65,7% degli italiani) coincidono praticamente con le persone che usano lo smartphone, mentre circa la metà degli italiani usa i due social network più popolari: Facebook (56,2%) e YouTube (49,6%). Notevole il passo in avanti di Instagram, che in due anni ha raddoppiato la sua utenza (nel 2015 era al 9,8% e oggi è al 21%), mentre Twitter resta attestato al 13,6%. 22,8 miliardi la spesa per smartphone, servizi di telefonia e traffico dati. Mentre tra il 2007 (l'anno prima dell'inizio della crisi) e il 2016 il valore dei consumi complessivi degli italiani ha subito una significativa flessione (-3,9% in termini reali), la spesa delle famiglie per gli smartphone ha segnato anno dopo anno un vero e proprio boom (+190% nel periodo 2007-2016, per un valore di poco meno di 6 miliardi di euro nell'ultimo anno).

Anche gli acquisti di computer hanno registrato un rialzo rilevantissimo (+45,8% nel periodo). I servizi di telefonia si sono invece assestati verso il basso per effetto di un riequilibrio tariffario (-14,3%, per un valore però di oltre 16,8 miliardi di euro nell'ultimo anno). E la spesa per libri e giornali ha subito un crollo verticale (-37,4%). Complessivamente, nel 2016 la spesa per smartphone, servizi di telefonia e traffico dati ha superato i 22,8 miliardi di euro.

Raddoppia l'utenza della mobile tv

La tv tradizionale (digitale terrestre) cede qualche telespettatore, confermando però un seguito elevatissimo (il 92,2% di utenza complessiva, con una riduzione del 3,3% rispetto al 2016). La tv satellitare raggiunge quasi la metà degli italiani (il 43,5% nel 2017). Cresce la tv via internet: web tv e smart tv raggiungono il 26,8% di utenza (+2,4% in un anno). Ed è decollata la mobile tv, che ha raddoppiato in un anno i suoi utilizzatori, passati dall'11,2% al 22,1%. La radio tradizionale perde 4 punti percentuali di utenza, scendendo al 59,1% di italiani radioascoltatori. La flessione è compensata però dall'ascolto delle trasmissioni radio via internet attraverso il pc (utenza al 18,6%, +4,1% in un anno). L'autoradio rimane lo strumento preferito dagli italiani per ascoltare le trasmissioni che vanno in onda in diretta (utenza al 70,2%). Complessivamente, la radio si conferma ancora ai vertici delle preferenze degli italiani, con una utenza complessiva dell'82,6% considerando tutti i vettori dei programmi radiofonici.

Dal multimediale alle piattaforme multicanale

La grande novità dell'ultimo anno è rappresentata dalle piattaforme online che diffondono servizi digitali video e audio, come ad esempio Netflix o Spotify. Oggi l'11,1% degli italiani guarda programmi dalle piattaforme video e il 10,4% ascolta musica da quelle audio. Il dato è più elevato tra le persone più istruite, diplomate e laureate (rispettivamente, il 14,1% e il 13,3%). E praticamente raddoppia tra i più giovani: il 20,6% degli under 30 si connette ai servizi video e il 22,6% a quelli audio. È lo stesso concetto di internet che comincia a modificarsi: la rete diventa il veicolo di diffusione di contenuti che, pur viaggiando da un centro alla periferia, posso essere fruiti dagli utenti come e quando vogliono, influenzando l'immaginario collettivo degli italiani.

Quotidiani e libri ancora in flessione

I quotidiani continuano a soffrire per la mancata integrazione nel mondo della comunicazione digitale. Oggi solo il 35,8% degli italiani legge i giornali. Negli ultimi dieci anni, mentre i quotidiani a stampa perdevano il 25,6% di utenza, i quotidiani online ne acquistavano solo il 4,1% (oggi l'utenza complessiva è al 25,2%). Nel campo dei periodici, però, nell'ultimo anno si è registrata una ripresa sia dei settimanali (il 31% di utenza, +1,8%), sia dei mensili (il 26,8% di utenza, +2,1%). Ma solo il 42,9% degli italiani legge i libri a stampa e il 9,6% gli e-book. Complessivamente, i lettori di libri si attestano al 45,7% della popolazione, confermando la ancora scarsa capacità dei libri elettronici di attirare nuovi lettori.

Giovani e anziani sempre più lontani nei consumi mediatici. Tra i giovani (14-29 anni) la quota di utenti della rete arriva al 90,5%, mentre è ferma al 38,3% tra gli anziani (65-80 anni). L'89,3% dei primi usa telefoni smartphone, ma lo fa solo il 27,6% dei secondi. Il 79,9% degli under 30 è iscritto a Facebook, contro appena il 19,2% degli over 65. Il 75,9% dei giovani usa YouTube, come fa solo il 16,5% degli ultrasessantacinquenni. Quasi la metà dei giovani (il 47,7%) consulta i siti web di informazione, contro appena il 17,6% degli anziani. Il 40,9% dei primi guarda la web tv, contro appena il 7,4% dei secondi. Il 39,9% dei giovani ascolta la radio attraverso lo smartphone, mentre lo fa solo il 3,5% dei longevi. Su Twitter c'è più di un quarto dei giovani (il 26,5%) e un marginale 3,2% degli over 65. Nel caso dei quotidiani, invece, la situazione è opposta: l'utenza giovanile (23,6%) è ampiamente inferiore rispetto a quella degli ultrasessantacinquenni (50,8%).

Forever young: il processo di «giovanilizzazione» degli adulti

I comportamenti mediatici dei giovani e degli adulti sono sempre più omogenei. Nel 2017 viene praticamente colmato il gap nell'accesso a internet, con una utenza dell'87,8% tra i 30-44enni contro il 90,5% dei 14-29enni. Lo stesso avviene per i social network (l'80,4% e l'86,9% di utenza rispettivamente), gli smartphone (l'84,7% e l'89,3%), la tv via internet (il 39,5% e il 40,9%) e gli e-book (il 15,4% e il 15,2%). Tra i media tradizionali si registra l'allontanamento degli adulti dai quotidiani a stampa, letti nel 2017 dal 27,5% rispetto al 46,6% del 2012. Anche in questo caso gli adulti si avvicinano ai giovani, tra i quali nel 2017 i lettori di quotidiani scendono al 23,6% rispetto al 33,6% del 2012. I modelli della comunicazione digitale si estendono, coinvolgendo pienamente anche le fasce adulte della popolazione. La rapidità d'accesso, la flessibilità nell'impiego dei mezzi, la connessione alle reti globali, l'abbattimento delle barriere di spazio e tempo, la personalizzazione dei palinsesti, la disintermediazione digitale, non sono fattori avvertiti come essenziali solo dagli adolescenti: ormai sono entrati nella vita quotidiana della maggior parte degli italiani.

 

 

 

Pubblicato in Nazionale

L’analisi delle compravendite realizzate nel primo semestre del 2017 dalle agenzie affiliate al Tecnocasa e Tecnorete evidenzia che il 76,9% ha riguardato l’abitazione principale, il 17,6% la casa ad uso investimento ed il 5,5% la casa vacanza. Rispetto allo stesso semestre del 2016 si registra un leggero aumento della percentuale di acquisti per investimento che passa dal 16,7% all’attuale 17,6%.

Nel 57,0% dei casi a comprare l’abitazione sono persone con un’età compresa tra 18 e 44 anni, si registra poi un 21,0% di acquirenti dall’età compresa tra 45 e 54 anni, con percentuali in diminuzione al crescere delle fasce di età. Ad acquistare casa attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa sono state soprattutto coppie e coppie con figli che compongono il 71,3% del campione, mentre è più bassa la quota di acquirenti single che si attesta sul 28,7%.

Analizzando le compravendite dal lato del venditore, nel primo semestre del 2017 la maggior parte delle persone ha venduto per reperire liquidità (55,5%), seguiti da coloro che hanno venduto per migliorare la qualità abitativa (32,4%) ed infine da chi si è trasferito da un altro quartiere oppure da un’altra città (12,1%).

 

Pubblicato in Lavoro

In occasione della Giornata internazionale della persona anziana, l'Oms ha chiesto un nuovo approccio per la fornitura di servizi sanitari per i piu' anziani, sottolineando il ruolo dell'assistenza primaria e il contributo della comunita' che i professionisti sanitari possono dare per mantenere piu' anziani la salute piu' a lungo.

L'Organizzazione, inoltre, ha parlato dell'importanza di integrare i servizi per condizioni diverse. “Entro il 2050, 1 su 5 persone al mondo sara' oltre i 60 anni”, ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms. “Il nostro obiettivo è garantire che tutte le persone anziane possano ottenere i servizi sanitari necessari, ovunque vivano”. Tuttavia, anche nei paesi piu' ricchi le persone anziane potrebbero non avere i servizi integrati necessari. In un sondaggio su 11 paesi ad alto reddito, fino al 41% degli adulti piu' anziani (eta' =65 anni) ha riferito problemi di coordinamento della cura negli ultimi due anni.

Le nuove linee guida dell'Oms sulla cura integrata per le persone anziane suggeriscono che i servizi basati sulla comunita' possono aiutare a prevenire, rallentare o invertire i declini delle capacita' fisiche e mentali tra le persone anziane. Le linee guida invitano anche chi fornisce assistenza sanitaria e sociale a coordinare i servizi sulle esigenze degli anziani attraverso approcci come piani di valutazione e cura completi. 'I sistemi sanitari del mondo non sono pronti per le popolazioni piu' anziane', ha spiegato John Beard, direttore del Dipartimento di Aging and Life presso l'Oms. “Tutti, a tutti i livelli di salute e assistenza sociale, da chi assiste in prima linea fino ai leader senior, hanno un ruolo da svolgere per contribuire a migliorare la salute delle persone anziane. Le nuove linee guida dell'Oms forniscono le indicazioni per chi si occupa di assistenza primaria per mettere le esigenze globali di persone anziane, non solo le malattie, al centro dell'assistenza”.

Gli adulti piu' anziani hanno maggiori probabilita' di condizioni croniche e spesso multiple.Tuttavia, i sistemi sanitari di oggi si concentrano generalmente sulla rilevazione e il trattamento delle malattie acute. 'Se i sistemi sanitari devono soddisfare le esigenze delle popolazioni piu' anziane, devono fornire una cura continua incentrata sulle questioni che le riguardano: dolore cronico e difficolta' nell'udito, nel vedere, nel camminare o nell'esecuzione di attivita' quotidiane', ha aggiunto Beard, richiederanno una migliore integrazione tra chi eroga assistenza'.

I singoli Paesi

Alcuni paesi stanno gia' facendo investimenti intelligenti guidati dalla strategia globale dell'Oms sull'invecchiamento e la salute. Il Brasile ha implementato valutazioni complete e ha ampliato i suoi servizi per gli adulti piu' anziani; il Giappone ha integrato un'assicurazione a lungo termine per proteggere le persone dai costi di assistenza; la Thailandia sta rafforzando l'integrazione delle cure sanitarie e sociali il piu' vicino possibile a dove vivono le persone; mentre il ministero della Salute in Vietnam basera' il suo sistema sanitario globale e il grande numero di centri sanitari per anziani per soddisfare meglio le esigenze delle persone anziane nelle loro comunita'.

Nelle Mauritius, il ministero della Salute fornisce copertura sanitaria universale per adulti piu' anziani, tra cui una rete di centri di salute e cliniche di assistenza primaria con servizi piu' sofisticati negli ospedali. Gli Emirati Arabi Uniti stanno soddisfando le esigenze sanitarie delle persone anziane creando citta' piu' favorevoli all'eta'. In Francia, 'la cura integrata puo' contribuire a favorire la crescita economica inclusiva, migliorare la salute e il benessere e assicurare che le persone anziane abbiano l'opportunita' di contribuire allo sviluppo, invece di essere lasciate alle spalle', ha concluso Beard.

Secondo l'Oms la cura integrata e' fondamentale per le persone anziane. Le linee guida dell'Oms sulla cura integrata per i piu' anziani (ICOPE) propongono raccomandazioni basate sulle evidenze per i professionisti della sanita' per prevenire, rallentare o invertire il declino delle capacita' fisiche e mentali delle persone anziane. Queste raccomandazioni richiedono ai paesi di mettere al centro le esigenze e le preferenze degli adulti piu' anziani e coordinare le cure. Le linee guida Icope consentiranno ai paesi di migliorare la salute e il benessere delle loro popolazioni piu' anziane e di avvicinarsi maggiormente al raggiungimento della copertura sanitaria universale per tutte le eta'.

La copertura sanitaria universale (Uhc) e' definita dall'Oms come garanzia che tutte le persone e le comunita' ricevano i servizi di qualita' di cui hanno bisogno e siano protetti dalle minacce per la salute, senza difficolta' finanziarie. L'invecchiamento della popolazione avra' un impatto sulla copertura sanitaria universale, perche' senza considerare le esigenze sanitarie e di assistenza sociale al numero sempre crescente di persone anziane, l'Uhc sara' impossibile da raggiungere.

Allo stesso modo, l'obiettivo 3 di sviluppo sostenibile - 'garantire vita sana e promuovere il benessere per tutti in tutte le eta'' - non puo' essere raggiunto senza trasformare i sistemi sanitari e sociali dall'attenzione esclusiva della malattia verso la cura integrata e concentrata in persona, di maggior impatto sulla capacita' funzionale in eta' avanzata.

Le linee guida

Questa trasformazione richiede un'attenzione particolare a: organizzare i servizi per rispondere ai vari livelli di capacita' delle persone anziane e alle loro esigenze e preferenze; estendere la copertura dei servizi a tutte le persone anziane. Attualmente molte persone anziane hanno accesso molto limitato ai servizi di base; assicurando che la copertura si estenda a servizi che forniscano interventi fondamentali per mantenere la capacita' intrinseca e la capacita' funzionale delle persone anziane (ad esempio piani di valutazione e cura completi, interventi chirurgici, dispositivi, integratori alimentari funzionali, esercizi fisici multimodali e assistenza a lungo termine); sviluppo di meccanismi di finanziamento sostenibile che possono proteggere gli anziani e le loro famiglie da oneri finanziari indebiti e che forniscono incentivi di sistema per la fornitura dei servizi necessari ai vecchi.

Con piu' persone che vivono piu' a lungo, ci sara' un numero maggiore di persone che sperimentano il declino nella capacita' fisica e mentale e che possono anche avere bisogno di assistenza per le attivita' quotidiane. Queste esigenze non sono ben soddisfatte nei modelli esistenti di assistenza sanitaria. C'e' una urgente necessita' di sviluppare approcci complessi basati sulla comunita' per prevenire la diminuzione della capacita' e fornire assistenza ai caregivers familiari.

L'Oms, con il supporto di 30 esperti in medicina geriatrica, ha sviluppato le linee guida basate sulle prove sulla cura integrata per gli anziani (Icope) con particolare attenzione alle impostazioni meno risorse. Destinato a operatori sanitari non specialistici che si occupano degli interventi a casa per persone anziane che possono impedire, invertire o rallentare i declini delle loro capacita'.

L'aumento dell'eta' e' frequentemente associata all'aumento dei costi per la salute. Ma quando le persone devono pagare per l'assistenza sanitaria, l'importo puo' essere cosi' elevato in relazione al loro reddito, in particolare per molteplici condizioni di salute complesse o necessita' di cura a lungo termine, che si presenta una 'catastrofe finanziaria'.

I meccanismi per garantire che gli anziani possano accedere ai servizi senza onere finanziario saranno fondamentali, tuttavia i sistemi nazionali di finanziamento sanitario devono essere progettati non solo per consentire ai piu' vecchi di accedere ai servizi quando sono necessari, ma anche per proteggerli dalla catastrofe finanziaria, eliminando la spesa personale per le popolazioni piu' anziane.

 

Pubblicato in Nazionale

Qual è il destino del Vesuvio dopo il grande rogo di luglio? Sembra già dimenticata quell’immagine e il terrore delle popolazioni lungo il perimetro vesuviano assediato dalla fiamme. A settembre è arrivato l’annuncio: “sette milioni di euro per difendere il territorio, creare infrastrutture sostenibili a tutela della biodiversità e per supportare la filiera turistica”.

Un pacchetto di interventi ordinari e straordinari che contiene, per il triennio 2018-2020, investimenti su tre assi di sviluppo. Bonifica e recupero delle aree percorse dal fuoco nel luglio 2017. Riqualificazione dell’intera rete sentieristica e messa in connessione di tutti i percorsi che attraversano i 13 Comuni del Parco. Attuazione di progetti di accessibilità a basso impatto ambientale per le salite al Gran Cono del versante boschese ed ercolanese, con l’identificazione di porte di accesso che fungano da punti di informazione e formazione per i visitatori dell’area protetta. Agostino Casillo, presidente Ente Parco: “il nostro obiettivo è operare nell’immediato nelle aree interessate dagli incendi del luglio scorso, con un progetto di rinaturalizzazione delle zone più gravemente colpite”.

Il geologo: perché i soldi solo dopo gli incendi?

Sull’arrivo di queste risorse parla il geologo Franco Ortolani, tra i primi a denunciare il rischio idrogeologico post-incendio e la gravità dei roghi di luglio:

“I boschi del Vesuvio sacrificati al “do ut des” nel senso che se non fossero stati sacrificati e criminalmente bruciati non sarebbero stati erogati i sette milioni di euro? Ma allora conviene conservare intatta la natura o bruciarla? Conservare e tutelare non rende? Incenerire si? Sette milioni di euro serviranno a realizzare interventi vari necessari se ben fatti, sia ben chiaro, si spera”. “Qualche impresa dovrà essere incaricata di eseguire i lavori, naturalmente. Lavori che non si sarebbero fatti se non ci fosse stato l’incendio? Non si sa ancora se le indagini hanno consentito di comprendere come mai improvvisamente gli incendi sono stati appiccati sapientemente in punti strategici dei boschi tutto attorno al Somma Vesuvio: è stato un caso o è stato un piano criminale? Se l’incendio è stato progettato sarà scaturito da una “idea” criminale. Quale può essere? Vendetta contro chi non si dimostrato riconoscente, ad esempio. Vendetta contro vicini antipatici. Godere della vista notturna del fuoco che distrugge i boschi”.

“Gli investigatori chiariranno se non lo hanno già fatto. Che siano fuochi spontanei è da escludere. Fin dai primi giorni dell’incendio di luglio sorse il sospetto che l’incendio servisse a fare qualcosa nel dopo incendio. Ora che siamo nel dopo incendio il “da fare” è arrivato, o meglio sono arrivati i soldi pubblici. Bene occhi aperti. I progetti che interessano il Parco sono di interesse pubblico e devono essere ben fatti, duraturi e utili. Le idee di progetto non possono essere discusse solo nelle quattro mura della direzione del Parco: devono essere messi a conoscenza dei cittadini prima che siano approvati”.

“Il Parco è un bene comune e la sicurezza idrogeologica è di primaria importanza: tutte le competenze devono essere valorizzate e non solo quelle convocate dalla direzione del Parco. Ricordo che avevamo segnalato che il rischio idrogeologico dopo gli incendi sarebbe aumentato mentre ancora bruciavano i boschi. Ci fa piacere che dopo gli incendi criminali spunti il "grande progetto Vesuvio"! Vuol dire che le ceneri hanno fatto "nascere" rapidamente quei finanziamenti che un Grande Parco deve avere a disposizione. Si ricordi che il Parco del Vesuvio deve essere un grande Parco! E che i soldi pubblici del Grande Progetto Vesuvio potranno essere definiti tali solo se contribuiranno trasparentemente a rendere grande e sicuro come non lo è e non lo era il Parco del Vesuvio! Per ora sono denaro pubblico per realizzare interventi nel Parco innescati dall’incendio criminale di luglio 2017. Bene. Si ribadisce che è preoccupante che per avere finanziamenti per un Parco Naturale Nazionale, che è un monumento della natura unico al mondo e famoso in tutto il mondo da secoli, ci vogliono le ceneri. Non deve essere necessario ricorrere agli incendi del secolo per poi…dopo le ceneri “salvare” la ex natura".

 

 

 

 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio
Mercoledì, 04 Ottobre 2017 10:33

IN EMILIA TORNA LA SCUOLA DELLE COOP DI COMUNITÀ

Ritorna la Scuola delle Cooperative di Comunità, organizzata da Confcooperative e Legacoop  a Succiso e Cerreto Alpi, nell’alto Appennino reggiano: quattro giornate di confronto e approfondimento nel coinvolgente contesto del Parco Nazionale dell'Appennino tosco-emiliano.

La Scuola è organizzata da Confcooperative e Legacoop Emilia-Romagna con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. Quest’anno ci sarà un’anteprima il 19 ottobre, a San Romano in Garfagnana (LU), con l’iniziativa “Nel mondo la biodiversità è di impresa comunitaria”, un incontro internazionale promosso con la rete Aree MaB Unesco del mondo.

A Succiso l’appuntamento è per il 20 e 21 ottobre. La Scuola si sposta poi il 10 e 11 novembre a Cerreto Alpi. Saranno quattro giornate di lavoro intense. Il 20 ottobre a Succiso, presso la cooperativa Valle dei Cavalieri, alle 11:30 apriranno i lavori Roberta Trovarelli, responsabile promozione cooperativa di Legacoop Emilia Romagna e Pierlorenzo Rossi, direttore di Confcooperative Emilia-Romagna. Seguiranno i saluti istituzionali. Alle 14:15 sul tema “L’impresa comunitaria nelle Aree MaB Unesco”, interverranno Fausto Giovanelli presidente Parco Nazionale Appennino tosco-emiliano, Colin Campbel, coordinatore del network “Social Enterprise & Biosphere Reserve” e della piattaforma Oasis, Johanna MacTaggart, della Rete delle Riserve di Biosfera Svedesi, Chris Saunders ACE, Riserva di Biosfera Scozzese, Pia Aakesson Lugnas Quarry, Riserva di Biosfera Svedese, Shelagh Hourahane Cletwr, Riserva di Biosfera Gallese Dyfi.

Alle 16:00 si parlerà di "Cooperativa di Comunità, un’esperienza che vive e cresce. il punto su esemplarità, modelli, nuovi casi. Spunti e strumenti per la lettura e la comprensione del fenomeno" con Simonetta Sorio, Italian Consulting Network, Andrea Rapisardi, Agenzia Lama, Giovanni Teneggi, Confcooperative. A seguire "Cinque tesi battagliere sull’impresa comunitaria. Una libera provocazione" a cura di Flaviano Zandonai, ricercatore Euricse.

Alle 17:30 sul tema "Gli elementi culturali come chiave di innesco e sviluppo delle comunità" parleranno Flaviano Zandonai, Chiara Galloni dell'Università di Bologna, Ricardo Stocco, archeologo comunitario, Elena Jachia della Fondazione Cariplo. Dopo la Cena comunitaria presso la Valle dei Cavalieri è previsto In collegamento dal Teatro Bismantova di Castelnovo ne’ Monti l'intervento dell'on. Enrico Borghi, commissario speciale del Governo per le Aree Interne. Nel corso della serata presentazione delle azioni di sostegno e valorizzazione delle cooperative di comunità approvate nella Strategia dell’Area Interna Appennino Reggiano. Nella mattinata di sabato 21, dopo l'apertura di Paolo Scaramuccia, responsabile promozione e servizi associativi Legacoop nazionale, il tema dei lavori sarà "Cooperative di Comunità, terre di mezzo per lo sviluppo sostenibile di città e aree interne", con Fabio Renzi della Fondazione Symbola, Paolo Venturi di Aiccon, Riccardo Prandini dell'Università di Bologna, Giampiero Lupatelli di Caire.

La Scuola si sposta il 10 e 11 novembre a Cerreto Alpi, a casa dei Briganti di Cerreto. Dopo l'apertura dei lavori da parte di Matteo Bettoli, responsabile promozione e sviluppo cooperativo Confcooperative, interverrà Luca Calzolari, direttore della rivista del Cai Montagne360, mediapartner.

Seguiranno i saluti istituzionali. Nel pomeriggio si parlerà di "Economie produttive e di servizio a misura di luogo. Cooperative di comunità protagoniste della nuova era delle economie di luogo. Dalla manifattura, all’arte, alla cultura, ai servizi", con Paolo Venturi di Aiccon, Luca Lobianco di Fondazione Montagne Italia, Filippo Cantoni di Tuscolano 1381. Seguirà "Questione di impatto. Le imprese comunitarie in pratica. Rimescolando insieme attrezzi e strumenti fra pubblico e privato", con Carlo Possa di Legacoop, Vincenzo Marino, Italian Consulting Network, Andrea Bernardoni, responsabile Area ricerche di Legacoopsociali nazionale, Alessandro Catellani di Officine ON/OFF, Matteo Passini di Emilbanca. Verso sera la conversazione racconto fra Giovanni Lindo Ferretti e Gianluca Testa, giornalista di Montagne360. L'11 novembre è in programma la conversazione "Geografie nuove. I

 

l territorio come manufatto di esperienze. Progetti e cantieri “in corso d’opera”, condotta da Flaviano Zandonai con la partecipazione di Claudio Agnoli della cooperativa sociale (di comunità) Cadore, Osvaldo Vercello del Frate Cooperativa Agricola (di comunità) Auronzo Val d’Ansiei, la cooperativa Artemisia della comunità di Castel del Giudice, Carmelo Rollo, presidente Alleanza delle Cooperative Puglia, Massimiliano Monetti presidente Alleanza delle Cooperative Abruzzo

 

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"Non è la prima volta che i reality e la tv in genere decidono consapevolmente di puntare su omofobia e sessismo per ottenere ascolti. Non possiamo più considerarlo un incidente: si tratta evidentemente di un meccanismo acchiappa-ascolti squallido e spericolato". 

Lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. "Il reality trasmesso da canale 5 già da anni ci propina il solito menù – aggiunge il leader Lgbti - discorsi d'odio in prima serata per infervorare la platea dei social network e portare ascoltatori al programma. Non c'è alcun intento pedagogico o dibattito degno di essere ascoltato: quella che viene trasmesso a milioni di spettatori è solo spazzatura”.

“Nel Grande Fratello Vip – sottolinea Piazzoni - personaggi dall'ormai tramontata (o mai decollata) celebrità stanno dando vita a uno spettacolo grottesco e irresponsabile, che ha l'unico obiettivo di risollevare dei cachet dimenticati dalla storia. Molte persone lgbti ci scrivono in queste ore per sollecitarci una presa di posizione: a tutte quelle persone rivolgiamo l'appello accorato a spegnere la televisione e a determinare l'unico effetto che questi cinici operatori dell'intrattenimento comprendono: il crollo degli ascolti”.

“Non c'è argomento ragionevole da offrire a chi non ha alcun interesse a costruire un dibattito sensato. E ci rifiutiamo di entrare in una discussione che cavalca i peggiori rigurgiti della nostra società", conclude il presidente di Arcigay

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