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Lunedì, 11 Dicembre 2017

Articoli filtrati per data: Venerdì, 17 Novembre 2017 - nelPaese.it

Alla vigilia della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, Industria Scenica - in collaborazione con Amnesty International Lombardia - dedica la seconda serata della sua stagione teatrale ad un tema che resta purtroppo nel nostro paese(e non solo) di scottante attualità.

Dopo l’inaugurazione del 13 ottobre scorso, a salire sul palco dell’Everest di Vimodrone è questa volta una delle attrici più apprezzate della sua generazione, Valeria Perdonò,una donnache sceglie di parlare di donne: Amorosi Assassini racconta infatti la storia di Francesca Baleani, picchiata selvaggiamente e gettata in un cassonetto dal suo ex marito, che solo per un miracolo è riuscita a salvarsi e a ricominciare una nuova vita. 

In scena, pochi fogli e un pianoforte (suonato da Marco Sforza, che accompagna la Perdonò dal vivo in questo viaggio), tra documenti e musica,cronaca e poesia per raccontare l’attualità più nera senza rinunciare alla speranza. Così, la storia di Francesca fa da filo conduttore dello spettacolo insieme a citazioni, canzoni e riflessioni, da Esiodo alla Merini, da De Andrè aGaber passando per Daniele Silvestri, Aristotele, Berkoff e il Trio Lescano. Per dare unavoce in più. Per non fare finta di niente, o almeno provarci. Per aprire una piccolariflessione sulla violenza sulle donne.

A seguire,l’intervento di Cristina Meliolidi Amnesty International, che fornirà i dati elaborati nell’ultimo anno dall’Organizzazione non limitandosi a parlare dell'Italia, ma andando a raccontare qualcosa anche sugli altri paesi e illustrando le misure adottate dagli Stati per affrontare questa piaga: quello che si vuole sottolineare è come la violenza sulle donne non sia solo fisica, ma spesso anche psicologica ed economica, e come siano spesso gli stessi risvolti psicologici della vittima ad impedire che il reato venga denunciato.

Per chi porterà un fiore rosso alla serata - simbolo della lotta alla violenza sulle donne - sarà previsto uno speciale sconto sull’ingresso (6 euro anziché 13). Con i fiori verrà poi creata un’installazione, che verrà lasciata in sala nei giorni successivi per ricordare l’importanza della questione femminile nella società contemporanea.

Valeria Perdonò si diploma nel 2008 all’ Accademia Nazionale D’arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma. Attrice e cantante, alterna propri progetti legati ai temi femminili a partecipazioni a produzioni di teatro stabili e giovani compagnie.

Ha studiato con Maestri come Luca Ronconi, Lorenzo Salveti, Anna Marchesini, Peter Clough, Francesco Manetti, Serena Sinigaglia, Daniele Salvo, Carmelo Rifici, Sergio Rubini. Ha lavorato con artisti come Daniele Salvo (Coefore/Eumenidi – Centenario TEATRO GRECO SIRACUSA 2014, POMPEI, CIPRO) Lorenzo Salveti (Biennale Venezia 2007), Gianfranco de Bosio (VI Congresso Mondiale Teatro Universitario – Urbino 2006; Festivaletteratura Mantova 2009), Cesare Lievi, Antonio Zanoletti, Eleonora d’Urso (Spoleto Festival dei Due Mondi 2010), Giuseppe Emiliani (tournée italiana Teatro Carcano di Milano 2010/11), Franco Però.

Il suo monologo “Femminile” gira in tournée dal 2009 ed è arrivato finalista ai premi “Dodici donne” e “Franco di Francescantonio”. Ha partecipato alla serata di premiazione del Premio Takunda 2010 indetto dalla Onlus “Cesvi“ presso il Teatro Donizetti di Bergamo con letture al femminile coordinate da Lella Costa, regia di Franza di Rosa.

E’ molto vicina al movimento “Se non ora quando” e ha preso parte al V-Day 2012 al Teatro Quirino di Roma leggendo “I monologhi della vagina“ con Lella Costa, Anna Bonaiuto, Paola Concia, Ilaria Bongiorno, Lunetta Savino e molte altre grandi donne; ha partecipato con il monologo “Amorosi Assassini” a manifestazioni in occasione della “Giornata Internazionale contro la Violenza sulla Donna“ con il Telefono Rosa di Mantova, con l’Associazione “Iniziativa Donna“ di Abbiategrasso, con la compagnia EgriBianco Danza e la Casa Rifugio Fiordaliso.

 

 

 

 

Pubblicato in Cultura

Sabato 18 novembre dalle ore 17 con partenza da Piazza Dante, si terrà per la prima volta a Napoli la Trans Freedom March Nazionale - TDoR 2017. Il TdoR è una fiaccolata per commemorare le vittime di violenza transfobica nel mondo e, al contempo, un momento di sensibilizzazione sulle questioni della persone Trans.

Veet Sandeh, ideatrice della marcia, ha scelto Napoli come città ospite per la prima marcia nazionale, la scelta inoltre, non è frutto di una casualità: nel 2016 il capoluogo campano ha raggiunto il triste primato di città italiana con il maggior numero di omicidi e atti di transfobia.

Napoli rappresenta tuttora un territorio controverso, nel quale la storia e le azioni concrete di accoglienza e supporto alla popolazione Trans si intrecciano con il degrado, l’ostilità e la violenza esercitata verso persone che vivono spesso una condizione di forte emarginazione.
ATN è orgogliosa di organizzare quello che è un riconoscimento verso la comunità Trans partenopea, la comunità più antica e numerosa del Mediterraneo.

Il corteo partirà da Piazza Dante, attraverserà il centro storico della città per poi giungere a Piazza Municipio, dove si concluderà con un concerto gratuito durante il quale si esibiranno gli artisiti che partecipano alla marcia: Valentina Stella, Cristina Donadio, Dolores Melodia, Boutique Chantante, Bandarotta Bagnoli, Soprano Nunxia Ferrandino, Mezzo Soprano Margherita Settimo, CorAcor/ Napoli Rainbow Choir, Carmen LadyBird, Ciro Cascina, Tischy Mura dj, presenta Sofia La Papessa.

Dopo le 21.00, il party continuerà presso lo spazio IntoLab - in Piazza Enrico de Nicola, 48 - con la serata favolosa "Break-Showcase" a partire dalle ore 22.00 in collaborazione con #uèamò.

Pubblicato in Parità di genere

A migliaia, in cinquemila, ci siamo ritrovati oggi a Napoli nella "marcia degli esclusi". Rifugiati, studenti, precari, disoccupati, senzatetto, comitati per il diritto alla salute e per la fuoriuscita dal carcere, le tante realtà di una società che con le politiche di austerità si configura sempre più come una società della discriminazione, dell'esclusione dal welfare e dal concreto esercizio dei diritti più elementari.

Un movimento dal basso che ha consegnato un documento unitario di rivendicazioni concrete all'attenzione del Prefetto:  “è pertanto ancora più grave  che la Pefettura di Napoli non abbia oggi ricevuto una delegazione di questa importante manifestazione, rinviando a lunedi la risposta su un possibile incontro”.

La marcia è stata significativamente aperta da uno striscione di rabbia, solidarietà e vicinanza per Bobb Alagie, giovane rifugiato di 18 anni a cui l'uomo teoricamente pagato per accoglierlo ha invece sparato in bocca. “Mentre le Prefetture di Napoli e Caserta, quel ministero dell'Interno che pure oggi piangeva lacrime da coccodrillo ai funerali di Salerno delle 26 donne uccise nell'ennesima strage del mare, non hanno trovato proprio niente da dire. Non sappiamo nemmeno se le altre strutture gestite dalla società di Carmine La Gatta verranno immediatamente chiuse”  

Lasciatecientrare chiede intervento del Viminale

Sul tentato omicidio avvenuto nel Centro di accoglienza a Gricignano d'Aversa ai danni di un ragazzo ospite c’è la conferma di una serie di denunce e richieste che, da anni, la campagna LasciateCIEntrare ed altre realtà sociali stanno avanzando al Ministero dell'Interno e alle Prefetture sul sistema di accoglienza delle persone richiedenti asilo e rifugiate in Italia.

“In qualità di cittadine e cittadini attive nella campagna LasciateCIEntrare che da anni è impegnata a supportare le persone richiedenti asilo e rifugiate in Italia e ad evidenziare e denunciare i limiti, anche gravi, del sistema di accoglienza implementato in Italia, siamo preoccupatissimi di quanto accaduto a Gricignano, punta di un fenomeno di subordinazione e ricatto sistematico all'interno del sistema di accoglienza, e chiediamo, pertanto, alle Prefetture ed al Ministero dell'Interno di intervenire per esercitare le loro responsabilità istituzionali e, quindi, di controllo nei centri di accoglienza straordinaria dei quali autorizzano l'apertura e l'esercizio”.

“In modo specifico, chiediamo di essere rassicurati sulle attività di tutti i centri di accoglienza gestiti con la partecipazione della cooperativa sociale "La vela", presente nel Centro di accoglienza di Gricignano d'Aversa in cui è avvenuto il tentato omicidio di Bobb Alagie, attraverso controlli da parte delle Prefetture competenti per territorio, secondo le modalità previste dall'articolo 20 del Dlgs 142/2015”.

Considerata la gravità della situazione, di cui il tentato omicidio di Gricignano d'Aversa è solo uno degli episodi più evidenti e pericolosi ma non l'unico, “chiediamo che tali controlli siano esercitati in breve tempo, nell'arco di non oltre una settimana, per dare una risposta di sicurezza anche alle persone richiedenti asilo e rifugiate presenti nel sistema dell'accoglienza, con speciale riguardo per le persone in condizioni soggettive di vulnerabilità come indicato espressamente nell'articolo 17 del Dlgs 142/2015, comprese le situazioni di disagio psichico da riconoscere ed affrontare e non lasciare nel silenzio come è avvenuto anche con Bobb Alagie a Gricignano d'Aversa”.

 

 

 

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Medici Senza Frontiere (MSF) e Médecins du Monde (MDM) denunciano che, nonostante l'arrivo dell'inverno e il calo delle temperature, circa 1.000 fra rifugiati e migranti dormono ancora per le strade di Parigi. Le persone sono sparpagliate principalmente a nord-est della città e nel quartiere di Seine-Saint-Denis.

Il 27 luglio scorso, il Presidente francese Emmanuel Macron aveva assicurato un alloggio ai richiedenti asilo in Francia, dichiarando che entro la fine dell'anno non ci sarebbe stato più alcun uomo o donna per strada. Oggi invece, rifugiati e migranti cercano riparo dove possono nascondersi dalle autorità e stare vicini al Centro di prima accoglienza per migranti di Porte de la Chapelle, dove possono presentare domanda di asilo e ricevere supporto.

Per i migranti la situazione è diventata più difficile a Parigi dopo il 18 agosto 2017, in seguito alla distruzione dei campi che ospitavano oltre 2.700 persone, nella zona di Porte de la Chapelle. Da quel momento, le persone sono state regolarmente sgomberate dalle autorità. Rifugiati e migranti sono costretti a nascondersi per dormire e sono spesso lasciati senza piumoni, coperte o tende.

"La pioggia e la polizia rendono impossibile stare qui. La pioggia ci costringe ad accalcarci sotto i ponti e una volta che ci siamo stabiliti in un punto la polizia arriva e ci dice di spostarci" , racconta Ibrahim*, dal Sudan, alle équipe di MSF. "Da quando ho lasciato il Sudan, durante il viaggio la polizia mi ha seguito costantemente. Non pensavo che in Francia il trattamento fosse lo stesso. Qui non sappiamo dove dormire. Appena ci sediamo da qualche parte la polizia arriva e ci dice di spostarci. Ci svegliano nel mezzo della notte e ci fanno alzare. Qualche volta gli domandiamo 'Ma dove possiamo andare?' e ogni volta ci rispondono 'Non lo so, basta che vi leviate'. Io non ho alcuna alternativa se non fare domanda d'asilo qui. In Sudan c'è solo la morte".

Invisibili alla popolazione locale e isolati sulle strade di Parigi, per rifugiati e migranti sta diventando sempre più difficile accedere all'assistenza sanitaria e ai servizi di base. Ogni giorno, nelle cliniche e attraverso consultazioni mediche per le strade, le nostre équipe assistono a un peggioramento delle condizioni di salute, soprattutto ora, con l'arrivo dell'inverno, poiché le persone hanno scarso accesso a ripari adeguati e servizi di base.

"La temperatura è scesa e i migranti continuano a vivere all'addiaccio senza alcuna prospettiva di ottenere un alloggio", dichiara Corinne Torre, capo missione di MSF in Francia. "Non possono più lavarsi all'aperto. L'unica soluzione è quella di usare i bagni pubblici, ma spesso devono pagare e a volte vengono cacciati. Le terribili condizioni in cui versano implicano il rischio concreto che sviluppino problemi di salute e infezioni della pelle".  

 Questa politica di non ricezione e dispersione, accompagnata da una reale mancanza di informazioni a disposizione dei migranti, aggrava la vulnerabilità di persone già provate da una rotta migratoria spesso caotica. La Francia cerca di far scomparire i migranti e nega i loro bisogni, invece di fornire un'accoglienza dignitosa e rispettosa.

"La situazione è assurda, e io sono stato nei campi rifugiati delle Nazioni Unite in Africa", racconta Jemal*, dall'Etiopia, che è stato per un mese a Parigi. "Lì i campi possono essere caotici e precari, ma almeno ci sono tende, qualcosa da mangiare, accesso all'informazione e ci si sente al sicuro. Qui le uniche informazioni che riceviamo sono voci e la polizia ci perseguita come fossimo criminali".

 MSF e MDM chiedono immediato e incondizionato accesso alla protezione umanitaria per rifugiati e migranti, e la fine dei soprusi da parte della polizia. "Con l'arrivo dell'inverno, le parole non bastano più: i migranti necessitano urgentemente di un rifugio e servono al più presto nuovi centri di accoglienza. È fondamentale che i migranti siano protetti e ricevano un supporto adeguato. Le autorità pubbliche devono entrare in azione il prima possibile", conclude la dott.ssa Françoise Sivignon, Presidente di Médecins du Monde in Francia.

 

*i nomi sono stati cambiati

 

 

Pubblicato in Nazionale

Prosegue incessante il lavoro sul territorio del progetto nazionale Uisp “SportAntenne: prevenzione, emersione e mediazione per combattere le discriminazioni razziali”. All’indomani del torneo di basket antirazzista di Mondragone (Caserta) dello scorso mese, sabato 18 novembre 2017 alle ore 18:00, presso il Palasport “Walter Morelli” di Vairano Patenora (Caserta), si terrà “Un canestro contro il razzismo”, un incontro di basket tra la selezione locale della Vairos Basket e la Stella del Sud, partner nazionale di “SportAntenne” che annovera tra le sue fila cittadini di paesi terzi beneficiari del progetto Sprar gestito dal Csa Ex Canapificio.

Questa manifestazione sportiva ha la finalità di rappresentare un momento di mediazione sociale su un territorio attraversato nell’ultimo anno da tensioni legate a gravi episodi di razzismo. Parliamo dell’irruzione armata all’interno di un centro di accoglienza di Vairano e della violenta aggressione ad alcuni richiedenti asilo ospiti del centro (fatti risalenti allo scorso novembre). E del tentativo di incendio, sempre ai danni dello stesso centro di accoglienza, di qualche mese fa.

Episodi all’epoca prontamente segnalati dall’ “antenna” territoriale casertana a Uisp Nazionale ed UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e che rappresentano il motivo da cui è nata l’idea di organizzare proprio a Vairano un evento sportivo di mediazione. “Una delle finalità del progetto Uisp “SportAntenne” è proprio quella di utilizzare lo sport come strumento di mediazione su territori oggetto di episodi di discriminazione razziale particolarmente gravi” spiega Marco Proto, supervisore locale di “SportAntenne” per la UISP Caserta.

“I fatti di Vairano ci hanno profondamente turbato. Ci hanno però anche dato la spinta per organizzare un evento come quello di sabato. Sarà un momento sportivo di aggregazione e divertimento, che porterà al PalaMorelli la nostra idea di sport inclusivo, solidale, dal basso, di cui la Stella del Sud rappresenta un importante esempio. Inclusione, solidarietà, apertura alle diversità, sono i valori da seguire per una convivenza non solo pacifica ma motivo di arricchimento personale e culturale. Siamo sicuri che la cittadinanza di Vairano condivida questa visione e che lo dimostrerà con la presenza al palasport sabato pomeriggio”.

Grande sostegno all’iniziativa è arrivato proprio dalla squadra locale di basket: “Ci teniamo a ringraziare particolarmente la Vairos Basket che ha accolto con entusiasmo la proposta di partecipare alla manifestazione di SportAntenne e ci ha dato un grande supporto dal punto di vista organizzativo” prosegue Marco Proto. “Siamo particolarmente soddisfatti della partecipazione dei ragazzi ospiti del centro di accoglienza di Vairano. Confidiamo nella presenza dei rappresentanti dell’amministrazione cittadina che abbiamo invitato all’evento e ci aspettiamo un palazzetto gremito dalla Vairano solidale e antirazzista che, ne sono certo, rappresenta la stragrande maggioranza della città”.

“SportAntenne” è progetto della UISP Nazionale che fa riferimento al Fondo asilo, migrazione e integrazione 2014-2020 del Ministero dell'Interno ed Unione Europea. La Uisp sta operando in sinergia con l’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali per far emergere discriminazioni etnico-razziali dirette e indirette nei confronti di cittadini di Paesi terzi, valorizzando ed utilizzando la capillare rete territoriale dell’Uisp, associazione di promozione sociale e sportiva diffusa su tutto il territorio nazionale.

Un progetto teso all’emersione del fenomeno discriminatorio e rivolto alla mediazione attraverso lo sport. Le segnalazioni dell’Antenna Uisp casertana riguardano sinora discriminazioni su base etnica ed episodi di razzismo verificatisi all’interno e all’esterno di centri di accoglienza, nelle strade, nei rapporti con uffici pubblici e con locatori di alloggi.

Per segnalare episodi di discriminazione di stampo etnico-razziale percepiti, diretti o indiretti, vittime e/o testimoni possono rivolgersi al numero dell’Antenna Territoriale Uisp Caserta 3421707337, alla email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., ovvero al numero verde dell’Unar 800901010".

Pubblicato in Sport sociale

La Cooperativa Proges, leader a livello nazionale nell'ambito dei servizi alla persona, sia nel settore educativo sia in quello socio-sanitario, conferma il suo impegno al di fuori del territorio nazionale con l’inaugurazione a Bruxelles di una nuova struttura per l’infanzia a supporto delle istituzioni della Commissione Europea: si tratta del “Site Gaulois”,che si aggiunge a “La Flûte Enchantée”, aperto da vari anni, e al “Site de la Loi”,attualmente in costruzione. Complessivamente, i tre servizi sviluppano una ricettività di 110 bambini, mentre il loro avvio ha richiesto un investimento di circa 1,2 milioni di euro.

Negli spazi rinnovati e riprogettati delle strutture, Proges esporta a Bruxelles il proprio know how educativo, frutto del lungo percorso che il welfare della regione Emilia Romagna ha intrapreso negli ultimi decenni, fino a divenire un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale.

Si tratta di un modello educativo che mette al centro il valore dell’inclusione,e opera minimizzando le sovrastrutture esterne alla persona, per stimolare e sviluppare l’intelligenza emotiva, insieme alle competenze creative e sociali.

“In questi giorni – sottolinea Marco Papotti, Responsabile linea socio-educativa di Proges e amministratore di Minimonde, la società di diritto belga costituita dalla cooperativa per la gestione dei nidi di Bruxelles – ripensando al lavoro che svolgiamo all’interno dei servizi educativi, siamo tornati continuamente al fulcro di tutto il nostro lavoro: il benessere dei bambini. Per ribadire a noi stessi, in ogni scelta che facciamo, l’importanza di continuare a crescere come educatori, sia in competenze che in motivazione. Per farlo, è necessario però innovarsi, reinterpretarsi, e leggere i nuovi bisogni delle persone e delle famiglie. Mi piace pensare – conclude Papotti – che l'incontro tra l'esperienza maturata da Proges in Emilia-Romagna e i servizi culturali in Belgio possa generare modelli educativi virtuosi. Per questo motivo desidero ringraziare il personale che lavora con noi ogni giorno, per la professionalità, la formazione continua e l’attenzione verso il benessere del bambino, che sarà l'adulto di domani in grado di trovare il suo posto in un mondo in eterno cambiamento”.

Quella che si sta consolidando con l’inaugurazione di questa nuova struttura è la presenza Proges su un territorio cosmopolita e culturalmente in fermento. Ne è prova la diversità dei bambini ospitati nei nidi, che provengono da oltre trenta diversi paesi.

“Questo nuovo servizio rappresenta un vero modello a tutti i livelli – evidenzia Pierre Crucifix, Responsabile per la Commissione Europea della qualità dei servizi per l’infanzia erogati al personale –. Dal lavoro svolto da Minimonde negli ultimi anni abbiamo maturato la piena fiducia di un perfetto servizio per i bambini, e siamo convinti di portare avanti insieme un ottimo lavoro”.

“Per noi questo è un momento importante di gratificazione e stimolo per il futuro – spiega Michela Bolondi, Vice Presidente Proges –.L’apporto della cooperazione sociale allo sviluppo della società e dei sistemi di welfare è da sempre una priorità per noi. La sfida per il futuro è quella di fornire risposte innovative ai rapidi mutamenti che stanno interessando il nostro Paese e l’Europa”.

“La nostra storia è fatta di persone. Il nostro lavoro è con le persone e per le persone – aggiunge Annalisa Pelacci, membro del Consiglio di Amministrazione Proges –. Il nostro know how, le nostre competenze e le nostre esperienze, sono il solo capitale di cui disponiamo. Uscire dall’Italia, rapportarci con leggi, sensibilità e sistemi di welfare diversi, affrontare la complessità di lavorare con nuovi interlocutori e dentro nuovi contesti è per noi una sfida impegnativa ma soprattutto un’occasione preziosa per crescere e alimentare quella propensione all’innovazione che da sempre ci spinge”.

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Nazionale

Lunedì 20 novembre, dalle 17,30 alle 19,30, nella sede del Centro Servizi per il Volontariato, in via Ravenna, 52 a Ferrara, si terrà un incontro pubblico di approfondimento sul progetto Vesta che offre ai cittadini la possibilità di ospitare rifugiati in famiglia. 

Si tratta del primo momento dedicato a tutti cittadini ferraresi dall’avvio di Vesta nel territorio di Ferrara e sarà l'occasione per scoprire "come ognuno di noi può contribuire in prima persona alla costruzione di un nuovo modello di integrazione" aprendo le porte della propria casa, incontrare i responsabili del progetto e conoscere altre persone che hanno a cuore il tema dell'accoglienza. 

Lo staff di Vesta, illustrerà il funzionamento della piattaforma on line www.progettovesta.com attraverso cui "è possibile candidarsi, il percorso di formazione preliminare e la successiva accoglienza, oltre che i servizi professionali di supporto offerti a singoli, coppie e nuclei famigliari che si rendono disponibili". 

Vesta è attivo a Bologna da oltre un anno e dal mese scorso è partito anche a Ferrara, gestito dalla cooperativa Camelot insieme al Comune di Ferrara nell'ambito dell'accoglienza del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. 

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Nuove cooperative per far ripartire l’Italia centrale colpita dal sisma. Legacoop Marche e Generazioni Marche hanno presentato all'Università di Camerino il bando Centro Italia Reload che utilizza 235 mila euro raccolti tra le associate di Legacoop per sostenere la nascita di nuove cooperative, anche di comunità, nei 140 Comuni inseriti nel cratere sismico dell’Italia centrale di cui 87 nelle Marche.

Il bando vuole sostenere progetti cooperativi per turismo, cultura, eccellenze agroalimentari e servizi. Due le sezioni che lo costituiscono. La prima potrà contare su 100 mila euro ed è dedicata alla nascita di nuove cooperative di comunità ovvero imprese costituite da cittadini e altri attori locali per il miglioramento della qualità della vita e l’interesse generale della collettività. I progetti selezionati beneficeranno di formazione e accompagnamento, oltre ad un contributo economico fino a 25 mila euro. La seconda sezione è dedicata invece a nuove imprese cooperative.

A disposizione ci sono 135 mila euro. Tra le proposte pervenute e valutate ammissibili, saranno selezionati progetti che beneficeranno di attività di formazione e accompagnamento della cooperativa, oltre al contributo economico fino a 10 mila euro per ciascuna cooperativa. Il bando si rivolge alle imprese cooperative da costituire o già costituite dal 25 agosto 2016 con sede legale nei Comuni del cratere sismico.

"La cooperazione è uno dei fattori di sviluppo del territorio, con la quale è possibile ricostruire un tessuto sociale, in particolare con le cooperative di comunità - ha spiegato Massimo Lanzavecchia, responsabile Area Legislazione e Lavoro Legacoop Marche, insieme a Giuseppe Biagetti della presidenza di Legacoop Marche -, con questo bando offriamo la conoscenza e le competenze di una piattaforma cooperativa per la quale, però, servono gli attori principali, soci e lavoratori".

Per Mirco Menghini, portavoce di Generazioni Marche, coordinamento dei giovani cooperatori, "con questo bando, i laureati e i giovani, con un'idea imprenditoriale, possono trovare nella forma cooperativa l'opportunità per creare il proprio lavoro e contribuire a riportare sul tessuto economico persone che si sono dovute allontanare da queste zone". Il rettore dell'Università di Camerino, Claudio Pettinari, ha affermato che Unicam è "disponibile a collaborare con Legacoop Marche sia per questo bando sia per iniziative che possano valorizzare le eccellenze del nostro territorio, come cultura e musica. Condividiamo i temi e gli obiettivi di questa iniziativa che si integrano perfettamente con le attività che la nostra Università ha portato avanti negli ultimi anni e che ci possono far immaginare un futuro insieme. Consideriamo, infatti, l'apertura verso l'esterno la nostra terza missione insieme a didattica e ricerca e questo ancor di più in questo momento post terremoto".

Il bando si chiuderà il 31 dicembre per le nuove cooperative e il 31 gennaio 2018 per le cooperative di comunità. Le proposte saranno valutate per valore imprenditoriale, impatto sul territorio e capacità di fare rete, sviluppo e creazione di lavoro, innovazione tecnologica. Entro il 30 gennaio 2018 la Commissione di valutazione selezionerà i progetti vincitori della sezione “Nuove imprese cooperative”, entro il 28 febbraio 2018 i 4 progetti tra le “Cooperative di Comunità”.

Per informazioni, approfondimenti e supporto nella redazione dei progetti è possibile contattare le sedi regionali di Legacoop. Legacoop Marche, Via Dottor Sandro Totti, 10 – 60131 Ancona. Posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Pubblicato in Marche

I vigili del fuoco di Napoli hanno dichiarato parzialmente inagibile una struttura intermedia residenziale afferente alla Salute Mentale che si trova nel quartiere Pianura della città dopo i sopralluoghi eseguiti a seguito della segnalazione da parte del responsabile. Lo rende noto, Francesco Maranta, portavoce del Forum Diritti e Salute. I danni alla struttura sarebbero stati causati dalle piogge torrenziali degli ultimi giorni: i caschi rossi hanno trovato crepe strutturali, infiltrazioni diffuse, pavimenti inclinati e infissi che non si chiudono. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza pazienti, operatori e familiari.

"Bisogna riportare quanto prima la funzione abitativa e riabilitativa dei cittadini sofferenti della Sir di Pianura nel loro territorio di origine, ovvero quello di San Ferdinando Chiaia e Montedidio", dice Maranta, "abbandonando una volta per tutte la politica deleteria della deportazione dei sofferenti psichici nelle periferie".

Maranta ricorda che "l'autorizzazione all'apertura di tale fatiscente struttura totalmente distaccata dal territorio di origine dei pazienti fu data nel 2004 ad Angelo Montemarano, allora direttore pro tempore dell'Asl Napoli 1, dall'allora sindaco Rosa Russo Iervolino, violando clamorosamente il principio della territorialità prescritto dalla legge Basaglia, costantemente difeso da intellettuali, psichiatri democratici, e familiari".

"Creare il manicomio diffuso sul territorio - conclude il portavoce del Forum Diritti e Salute - è solo un modo surrettizio di favorire esclusione sofferenza e disagio mentale".

 

Pubblicato in Campania

Il reddito di inclusione (Rei) che sara' erogato dal 2018 "e' una svolta epocale" ma allo strumento vanno destinate "piu' risorse". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti rispondendo a una domanda sulla partenza delle domande per la misura contro la poverta' il prossimo primo dicembre.  "Il sostegno al reddito e' importante - ha spiegato intervenendo al Congresso di Legacoopsociali - ma il vero tema nella lotta alla poverta' e' il rapporto con le persone che si trovano in stato di bisogno. Il sostegno al reddito serve ma se non parte la presa in carico siamo di nuovo all'assistenza". Ci deve essere una comunita' accogliente e un progetto per quelle persone o per quelle famiglie che guardi anche al lavoro dato che quando c'e' una situazione di difficolta' otto volte su dieci si e' in assenza di un'occupazione. "Accanto alla protezione civile - ha detto Poletti - ci dovrebbe essere la protezione sociale".

Come ci si attrezza contro l'eventualita' di terremoti cosi' bisognerebbe attrezzarsi sulle questioni sociali. "La poverta' - ha concluso - e' un terremoto quotidiano".

Dal primo dicembre diventera' operativo il Reddito di inclusione, "strumento essenziale nella lotta alla poverta'" e "svolta epocale" per il nostro Paese, teso a superare logiche meramente assistenziali. Lo ha sottolineato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, secondo cui e' vero che servirebbero piu' risorse ma soprattutto e' necessario "costruire una rete territoriale di soggetti vicini alle persone" per aiutarle ad uscire dalla condizione di emarginazione. Poletti ha sostenuto che vi e' bisogno di "protagonisti sociali sul territorio che aiutino le istituzioni". "Per questa ragione - ha spiegato - abbiamo dedicato il 15% del Fondo per la lotta alla poverta' al rafforzamento degli strumenti territoriali e delle politiche attive".

La questione piu' importante – ha insistito Poletti - non e' legata alla quantita' di risorse stanziate ma alla relazione che si riuscira' a instaurare con i cittadini in difficolta': "Mandare 200 euro e' relativamente facile ma se non vi e' la presa in carico del soggetto siamo di nuovo all'assistenza". Cio' che piu' e' necessaria e' una "comunita' accogliente", capace di costruire processi di integrazione ed inclusione. "Abbiamo bisogno di una mobilitazione sociale e culturale, che parta dal territorio". Poletti si e' detto "felice" che domani venga approvato a Stoccolma il Pilastro sociale europeo, dimostrazione che l'Europa non e' piu' finalmente solo quella dell'economia e dei bilanci ma anche quella sociale dei cittadini. In questo quadro, la cooperazione sociale italiana ha avuto un ruolo significativo nel costruire nuovi strumenti di welfare e rappresenta un'esperienza 'made in Italy' che va coltivata con passione.

 

 

Boccia: grazie al lavoro delle coop sociali, Bes conquista di civiltà

"Paura, coraggio, visione: i temi affrontati in questo 4  congresso di Legacoopsociali ci impongono nuove riflessioni senza perdere di vista l'impegno quotidiano delle cooperative sociali. Quando, fino a poco tempo fa, si parlava di esclusione, impatto sociale e Bes i 'risolini' di chi diceva 'conta solo il Pil' non si contavano neanche. Non e' cosi', o almeno non lo e' piu', e aver inserito gli indicatori del BES nel Bilancio dello Stato e' stata una conquista di civilta'; la sensibilita' politica e' cambiata, forse non ancora maggioritaria, ma e' cambiata. Non possiamo che dire grazie al lavoro quotidiano delle cooperative sociali, ci sono interi mondi di cui le imprese a fini di lucro non si occupano. Penso alle persone piu' svantaggiate, dai disabili ai detenuti, dagli ortofrenici ai tossicodipendenti, alle tante persone ai margini che la cooperazione sociale assiste e di cui si prende cura".

Cosi' Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, intervenendo al Congresso di Legacoopsociali. "Non possiamo che dire grazie al lavoro quotidiano delle cooperative sociali, ci sono interi mondi di cui le imprese a fini di lucro non si occupano. Penso alle persone più svantaggiate, dai disabili ai detenuti, dagli ortofrenici ai tossicodipendenti, alle tante persone ai margini, che la cooperazione sociale assiste e di cui si prende cura”, conclude.

 

Pubblicato in Economia sociale
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