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Sabato, 25 Novembre 2017

Articoli filtrati per data: Lunedì, 06 Novembre 2017 - nelPaese.it

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noto nei giorni scorsi che il Forum Nazionale del Terzo Settore, a conclusione della procedura di avviso pubblico per l’attuazione degli articoli 59 e 64 del Codice del Terzo Settore, risulta essere l’associazione di enti del Terzo settore maggiormente rappresentativa sul territorio nazionale, in ragione del numero degli enti aderenti. Il Codice prevede, tra le altre cose, che l’organismo maggiormente rappresentativo possa indicare direttamente una propria rappresentanza per il Consiglio nazionale del Terzo settore.

“Si tratta di un momento importante per il Terzo settore italiano – dichiara la Portavoce del Forum Claudia Fiaschi – che per la prima volta esprime una rappresentanza autonoma all’interno di un organo istituzionale. E siamo molto soddisfatti per questo riconoscimento che segna un passaggio culturale ed un rilevante risultato politico e che realizza pienamente il principio di sussidiarietà, introdotto dall’articolo 118 della nostra Costituzione.”

“Da vent’anni il Forum si impegna perché venga riconosciuto il suo ruolo di rappresentanza unitaria di tutto il Terzo settore – conclude la Portavoce – . Il nostro auspicio è che questo riconoscimento rafforzi l’autonoma soggettività politica del nostro mondo e serva a costruire relazioni positive con le istituzioni pubbliche nazionali e locali sui tanti temi di iniziativa in cui sono impegnate, ogni giorno, le organizzazioni del Terzo settore italiano.”

 

Pubblicato in Nazionale

Una kermesse senza il tappeto rosso ma con tante star quanti sono i registi, documentaristi, ospiti internazionali, attesi per questa nona edizione del “Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli”, in programma a Napoli dal 6 all’11 novembre. Presentato a Palazzo San Giacomo, il  programma è fittissimo, con spettacoli, dibattiti, incontri con personaggi del calibro di Erri De Luca e Ilaria Cucchi, mostre fotografiche (tutti ad ingresso gratuito).

“Il cinema dalle gambe lunghe che arriva dove gli altri non arrivano - ha spiegato il coordinatore Maurizio Del Bufalo – per dare voce a chi non ce l’ha e per abbattere i muri, tra persone, tra popoli, tra religioni, tra un dentro e un fuori, attraverso il linguaggio universale delle immagini”. Non a caso questa edizione si intitola “Mari, muri e filo spinato”, a sottolineare le barriere che spesso ci sono - dall’immigrazione al carcere passando per la salute mentale - barriere da superare senza mai perdere la speranza; ma tra i temi sotto i riflettori ci sono anche la riconciliazione post bellica nei Balcani e in Irlanda, le sparizioni forzate, la tortura e le stragi silenti da inquinamento bellico. Un “palcoscenico” itinerante fatto di parole ed azioni sul quale si susseguiranno voci e testimonianze con lo scopo di (ri)accendere l’attenzione su tematiche spesso dimenticate o ‘omesse’ dai media mainstream.

“Anzitutto parliamo di cinema – ha sottolineato l’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Nino Daniele – E questi prodotti cinematografici e culturali sono opere che spesso raggiungono livelli estetici molto alti. Poi Napoli non poteva trovare festival più congeniale, visto che siamo nella città che prova a caratterizzarsi come città dell’accoglienza, dell’incontro e della solidarietà, una città del Sud del mondo”. L’edizione 2017 del concorso, nato come costola del festival di Buenos Aires, gode, infatti, del patrocinio del Consiglio D’Europa e di Amnesty International ed é realizzato in collaborazione con il Comune di Napoli

L’evento si svolgerà principalmente in tre location simbolo della città: Piazza Forcella, lo spazio comunale dedicato ad Annalisa Durante (via della Vicaria Vecchia 23), centro nevralgico della manifestazione che ospiterà la visione serale dei film in concorso, la bottega della cooperativa E’ Pappeci al centro storico (via Mezzocannone 103) e la libreria IOCISTO al Vomero (via Cimarosa 20). Ma alcuni incontri saranno anche ospitati all’Università Suor Orsola Benincasa, all’Ex OPG Je so pazzo (via Imbriani) e a Officine Gomitoli, ex Lanificio, dove ha sede la cooperativa sociale Dedalus, nonché in alcune scuole del territorio. Apertura speciale al carcere di Poggioreale lunedì 6 novembre (dalle 9) con la proiezione del film di Antonio Manco “Ni un pibe menos”, iniziativa realizzata in collaborazione con il gruppo di imprese sociali Gesco, che ha co-promosso anche le edizioni precedenti.

Ospiti d’onore di questa edizione saranno lo scrittore Erri de Luca (lunedì 6 novembre ore 21.30 a Piazza Forcella), Ilaria Cucchi, sorella di Stefano che sarà presente con la sua associazione (martedì 7 novembre ore 10 all’ex OPG) e il sindaco di Riace Domenico Lucano, che ha creato un laboratorio di accoglienza di eccellenza nel suo piccolo comune della Locride, ora a rischio chiusura (sabato 11 ore 10 al Maschio Angioino). Nelle giornate dal 6 al 10 novembre (tutte le sere dalle 17 alle 23) sarà possibile assistere, gratuitamente nello spazio comunale Piazza Forcella, ai film selezionati per il concorso cinematografico e candidati ai premi. 

“Nel nostro Festival – hanno detto i promotori - c’è spazio per voci di  donne e uomini che sognano nuove vite, ma anche per chi è rinchiuso in un braccio del penitenziario; insieme a noi prenderanno forma i fantasmi degli ospedali psichiatrici. Tenteremo di capire cosa si nasconde dietro la strage dei militari italiani colpiti dalle radiazioni dell’uranio impoverito e scopriremo che la tortura, che abbiamo raccontato in tanti film sudamericani, vive anche dietro le porte chiuse di casa nostra, delle nostre caserme”. Più di 200 i film che hanno partecipato al concorso, provenienti da 47 paesi diversi, che hanno raccontato diritti, eguaglianza, giustizia, denuncia sociale.

 (da napolicittasolidale.it)

Pubblicato in Diritti&Inclusione

È Marco Paolicchi il nuovo responsabile delle cooperative sociali di Legacoop Toscana. È quanto è emerso dall'Assemblea regionale del settore che si è svolta stamattina a Firenze all'Educatorio del Fuligno. Pratese, classe 1972, laureato in Lettere e filosofia e con un master in Imprenditoria sociale e e-governance locale, Paolicchi è socio fondatore e presidente dal 1998 della cooperativa sociale Pane&Rose di Prato. Va a rivestire il ruolo fino a oggi ricoperto da Eleonora Vanni, vicepresidente nazionale di Legacoopsociali e candidata alla presidenza nazionale (il Congresso nazionale di Legacoopsociali si svolgerà a Roma il 15 e 16 novembre).

Nel corso dell'iniziativa di stamani, intitolata "Laboratorio Welfare: i nuovi bisogni e la riforma del Terzo Settore", esponenti della cooperazione e rappresentanti istituzionali si sono confrontati sulle principali sfide che attendono il welfare toscano e sull'impatto delle recenti riforme legislative, a partire da quella del Terzo Settore e dell'impresa sociale.

"Le nostre cooperative hanno saputo reggere agli anni della crisi, crescendo per valore di produzione e riuscendo, nel complesso, a reggere l'impatto della drastica diminuzione delle risorse: a volte ristrutturando l'organizzazione, ma più spesso mettendo a disposizione della difesa dell'occupazione e dei servizi risorse proprie – afferma il nuovo responsabile delle cooperative sociali di Legacoop Toscana Marco Paolicchi -  I dati relativi al settore mostrano un incremento occupazionale di donne e di giovani qualificati, una tenuta importante dei lavoratori svantaggiati e delle lavoratrici che, a differenza di altri settori, non solo non sono state espulse dal mercato del lavoro, ma si sono trovate a rappresentare l'unico sostegno economico in famiglie ad alto rischio di povertà. La riforma del Terzo Settore e dell'impresa sociale, il nuovo Codice degli appalti, così come le prossime riforme regionali di alcuni riferimenti normativi fondanti la cooperazione sociale e i servizi in cui siamo impegnati quotidianamente, imporranno un'attenta analisi e una valutazione delle ricadute sia in termini economici che organizzativi, aprendo però, al tempo stesso, una nuova stagione di relazioni con gli altri attori del welfare e all'interno di Legacoop stessa".

"Anche per la cooperazione sociale toscana si confermano i trend di crescita e consolidamento che hanno contraddistinto quest'ultimo quadriennio, caratterizzato da una contrazione delle risorse a disposizione – sostiene la vicepresidente nazionale di Legacoopsociali Eleonora Vanni -. Per la cooperazione sociale si apre adesso, sia sul piano nazionale sia su quello regionale, una fase nuova, in relazione alla riforma del Terzo Settore e a un generale ripensamento del sistema del welfare e dei servizi alla persona".

"La cooperazione sociale regionale sta attraversando una fase di evoluzione, come dimostrano anche i numerosi processi aggregativi che hanno interessato le cooperative sociali toscane in questi ultimi anni - sottolinea il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini –. Si tratta di un settore destinato a diventare sempre più strategico per l'economia a livello regionale e nazionale: in un quadro di progressiva diminuzione delle risorse pubbliche, di invecchiamento della popolazione e di fronte all'emergere di nuovi bisogni da parte dei cittadini, le cooperative sociali saranno infatti uno degli attori fondamentali del nuovo welfare".

La cooperazione sociale di Legacoop Toscana: i dati

Sono 138 le cooperative sociali che fanno capo a Legacoop Toscana: 68 sono di tipo A e si occupano di servizi socio-sanitari, educativi e formativi; 41sono di tipo B e svolgono attività finalizzate all'inserimento di persone svantaggiate; 18 sono a scopo plurimo (AB) e sono impegnate in entrambi gli ambiti; 11 sono i Consorzi. Nel 2016 il valore della produzione del settore sociale di Legacoop Toscana ha sfiorato i 400 milioni, con un +7% rispetto al 2015 (+25.9% rispetto al 2013). Gli addetti sono circa 12.250, tra soci e dipendenti: +2,7% rispetto al 2015 (+21,4% rispetto al 2013). Nel 2016 è cresciuta anche la redditività (che già nel 2015 era tornata ad avere segno più), con effetti positivi sulla patrimonializzazione, il cui valore nel 2016 è pari a oltre 61 milioni, +2% rispetto al 2015.

Rispetto al 2013, il numero delle cooperative sociali di Legacoop Toscana è in lieve flessione, a seguito di numerosi processi di riorganizzazione, fusione e incorporazione che hanno interessato il settore: 16 delle attuali realtà sono la risultante di processi aggregativi che hanno coinvolto ben 42 cooperative. Queste 16 cooperative sociali rappresentano in termini di fatturato il 29,2% (dunque quasi un terzo) del totale del settore, con un valore della produzione pari nel 2016 a oltre 115 milioni e con 4.109 lavoratori occupati (pari al 34% del totale); inoltre i tassi di crescita del fatturato (+11.4% rispetto al 2015) e degli addetti (+ 2,5%) risultano superiori alla media del settore.

Le istituzioni

"L'incontro di oggi è un'occasione importante per fare il punto sulla riforma del Terzo settore – afferma Stefania Saccardi, assessore al Diritto alla salute, al welfare e all'integrazione sociosanitaria della Regione Toscana -. C'è bisogno di studio e di approfondimento da parte dei soggetti delle economie solidali e del pubblico, in modo da operare con maggiore consapevolezza e condivisione le scelte da fare nel prossimo futuro. Siamo in un cantiere aperto e questo è il momento migliore per valutare le positive novità di un provvedimento che ha finalmente assegnato un'identità al terzo settore, ma anche per affrontare insieme gli aspetti normativi ancora da definire. È questo, d'altra parte, anche il senso del tavolo regionale, appena istituito, al quale siedono le maggiori rappresentanze del Terzo settore toscano, frutto di un percorso promosso dalla Regione e volto ad accompagnare lo sviluppo e l'attuazione della riforma. È una strada che abbiamo scelto perché convinti della responsabilità che ci deriva dalla presenza e dal ruolo fondamentale della cooperazione sociale, che ha in Toscana una consistenza qualitativa e quantitativa eccezionale rispetto al resto del Paese".

 

"Di fronte a bisogni sociali crescenti e vari, il rapporto tra le realtà della cooperazione e le istituzioni deve andare in direzione di un costante miglioramento della qualità dell'offerta - afferma Cristina Giachi, vicesindaca e assessora all'Educazione, università e ricerca del Comune di Firenze -. Dobbiamo innovare le modalità del nostro scambio e dialogo, attraverso tavoli istituzionali e proposte, anche per sfruttare a pieno le novità introdotte dalla riforma e migliorare la rete di norme in cui insieme operiamo".

 

"L'attività che la cooperazione sociale svolge sui territori è insostituibile – afferma Matteo Biffoni, sindaco di Prato, presidente Anci Toscana e delegato all'immigrazione di Anci nazionale - Per noi amministratori è fondamentale relazionarsi con soggetti forti, competenti e radicati territorialmente ed essere affiancati da realtà ed esperienze che hanno la capacità di stare sul mercato con qualità, professionalità, rispetto delle norme e valori alti e importanti. È questa la sfida che abbiamo davanti".

 

Pubblicato in Toscana
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