Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Mercoledì, 20 Giugno 2018

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 20 Dicembre 2017 - nelPaese.it
Mercoledì, 20 Dicembre 2017 16:11

PER UN 2018 CHE RIMETTA IN CAMMINO LA PACE

La pace: la stessa sfida nel 2018. La Dichiarazione Universale dei diritti umani è la Carta che, dopo una terribile serie di guerre e carneficine, ha messo l'umanità sulla via della pace. 

“Per i cinici e rassegnati è solo un elenco di buone intenzioni” dice Flavio Lotti di Tavola della Pace.  “Per noi – aggiunge - e per la legge internazionale, è la bussola che ci aiuterà ad uscire dalla grave crisi generale in cui siamo stati sospinti e a ritrovare la strada verso un futuro migliore per tutti.  Riprendiamo in mano questa bussola! Riscopriamone l’utilità e il valore!Impariamo ad usarla e rimettiamoci, da subito, in cammino sulla via della pace”.

In una lettera di fine anno Lotti lancia l’appuntamento per la Perugia-Assisi del 2018: “ci sono molte cose da fare. Condividiamo la denuncia ma anche la ricerca delle soluzioni. Investiamo sui giovani. Disertiamo la competizione. Osiamo la fraternità. Scopriamo insieme l’importanza e la bellezza della cura. Assumiamoci la responsabilità di proteggere. Facciamo crescere l’economia della fraternità. Educhiamoci alla pace. Fermiamo le guerre. Realizziamo gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e gli Accordi di Parigi sul clima. Costruiamo una politica nuova, un’Italia e un’Europa solidale. Scegliamo la nonviolenza. Difendiamo e costruiamo la società aperta: domenica 7 ottobre 2018, incontriamoci lungo la strada che da Perugia porta ad Assisi”. 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Educatori e pedagogisti hanno una loro legge, che regola, tutela e valorizza la professione: è stato infatti approvato l'emendamento alla legge di bilancio che contiene le nuove norme. La legge prevede, tra le principali novità, l'obbligo della laurea per l'esercizio della professione. l’entrata in vigore del testo di Legge Iori, dopo le discussioni e l’approvazione in Senato, sarà accompagnata da una fase transitoria: gli educatori senza laurea potranno completare la loro formazione attraverso un percorso intensivo, che prevede il superamento di 60 CFU presso Università, anche in modalità telematica. 

“Il provvedimento che disciplina le figure dell’educatore professionale e del pedagogista è finalmente legge! - esulta la deputata Pd Vanna Iori, promotrice e prima firmataria - È una svolta per la tutela e la valorizzazione delle professionalità. Il via libera dell’emendamento alla legge di bilancio, approvato in commissione alla Camera, segna infatti un passaggio storico, atteso da decenni. Grazie a questa legge – spiega Vanna Iori - si avranno servizi educativi più efficienti attraverso una valorizzazione del lavoro svolto dai circa 150 mila operatori del settore, che si occupano delle categorie sociali più fragili, dai minori agli anziani, dai disabili ai detenuti, dagli immigrati ai tossicodipendenti. Per la prima volta in Italia – continua - si mette ordine nella confusione normativa, stabilendo l’obbligatorietà della laurea per esercitare queste professioni: educatori, infatti, non ci si improvvisa ed è al contrario necessaria un’adeguata preparazione e formazione” 

Certo, ammette Iori, “la laurea non è una garanzia sufficiente, perché sono necessarie anche passione e intelligenza emotiva, ma sicuramente acquisire le competenze di base per il delicato compito educativo è un requisito indispensabile. Con questa legge – conclude - si potranno sanare quelle situazioni di precarietà professionale e sociale e ridare dignità culturale e sociale del lavoro educativo: risposte formative che i grandi cambiamenti sociali richiedono”.

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

 

Pubblicato in Nazionale

Vengono diffusi oggi i nuovi dati della contabilità regionale e provinciale, aggiornati al 2016 e coerenti con le stime nazionali pubblicate a settembre 2017. Il Pil per abitante nel 2016 risulta pari a 34,2mila euro nel Nord-ovest, a 33,3mila euro nel Nord-est e a 29,9mila euro nel Centro.

Il differenziale negativo del Mezzogiorno è molto ampio: il livello del Pil pro capite è di 18,2mila euro, inferiore del 44,2% rispetto a quello del Centro-Nord (del 44,1% nel 2015). In termini di reddito disponibile per abitante il divario scende al 34,5%. La spesa pro capite per consumi finali delle famiglie a prezzi correnti nel 2016 è di 19,9mila euro nel Nord-ovest, 19,6mila euro nel Nord-est, 17,8mila euro al Centro e 12,9mila euro nel Mezzogiorno. Il divario negativo tra Mezzogiorno e Centro-nord è del 32,6%.

Nel 2016 il Pil in volume, a fronte di una crescita a livello nazionale dello 0,9% rispetto all'anno precedente, ha registrato un incremento dell'1,3% nel Nord-est, dello 0,9% nel Nord-ovest e dello 0,8% sia al Centro che nel Mezzogiorno.

Tra il 2011 e il 2016 le aree che hanno registrato i più marcati cali del Pil sono il Centro (-0,8%) e il Mezzogiorno (-0,6%). La flessione è stata più contenuta nel Nord-ovest (-0,5%) mentre per il
Nord-est si registra una sostanziale stabilità (-0,1%).

Pubblicato in Nazionale

La scorsa settimana era scoppiato il caso del farmaco firmato Novartis per la cura della leucemia: 400mila euro il costo. Ad infiammare le polemiche, a partire da quelle lanciate da importanti oncologi internazionali, è stato il Cda della multinazionale che attraverso il suo manager Jörg Reinhardt reputa “giusto il prezzo di quella cura”. 

L'oncologo svizzero di fama internazionale, Franco Cavalli, obietta: "E' vero che il Kymriah è una metodologia nuova. Però l'unica malattia per cui si è dimostrato efficace è la leucemia per bambini", spiega a Repubblica. Cavalli, che per molti anni ha collaborato con Umberto Veronesi, contesta senza mezzi termini i dati sul costo del prodotto di Novartis. 

E oggi gli attivisti della rete Stop Biocidio hanno occupato simbolicamente l'ingresso della sede campana della Novartis. Striscioni e fumogeni davanti ai cancelli dell’azienda per un’azione simbolica: “un vero e proprio farmaco per ricchi. Per questo oggi siamo qui, insieme alle mamme che lottano per avere giustizia dopo aver visto i propri figli morire di cancro, per dire che - soprattutto nella regione delle neoplasie indotte dall'inquinamento - pensare che ci voglia mezzo milione per curarsi è una cosa indegna. Le case farmaceutiche e i loro profitti sono meno importanti della nostra sopravvivenza.

Pubblicato in Campania

Sono 65 i giornalisti che nel 2017 hanno perso la vita in tutto il mondo per svolgere il proprio mestiere. A stilare la lista l'ong Reporters sans frontieres (Rsf), attraverso un rapporto diffuso oggi. Il Paese più pericoloso in cui lavorare è la Siria, con 12 giornalisti uccisi, seguito dal Messico, con 11. Se nel primo è la guerra a uccidere, nel secondo sono i narcotrafficanti. Ma a destare allarme sono anche le Filippine: secondo gli osservatori la nazione asiatica sarebbe diventata più insicura da quando il presidente Rodrigo Duterte ha detto: "Il fatto che sei un cronista non ti risparmia dall'essere ucciso, se sei un figlio di...". Cinque giornalisti sono stati colpiti da armi da fuoco, quattro dei quali sono morti. L'anno precedente, osserva Rsf, nessuno aveva perso la vita. 

Anche il Messico preoccupa: "Molti giornalisti - si legge nel rapporto - sono dovuti fuggire all'estero o hanno dovuto abbandonare il lavoro, perché i cartelli della droga e i politici locali hanno imposto il regno del terrore". Nel complesso, il numero dei giornalisti morti a livello globale risulta il più basso degli ultimi 14 anni. Tra questi, 39 sono stati assassinati, mentre gli altri sono rimasti coinvolti in disastri naturali, incidenti, attacchi terroristici, o nel corso di conflitti armati. Il calo dei decessi viene spiegato da Rsf con una preparazione migliore dei reporter ad affrontare scenari di guerra. Inoltre, è stato osservato che sta aumentando la tendenza di questi professionisti a lasciare i Paesi quando si profila oppure si intensifica un conflitto: "Da Siria, Iraq, Yemen e Libia - denuncia Rsf - si è verificata una vera e propria emorragia di giornalisti".

Tanti anche quei giornalisti che finiscono in carcere, 326 in totale secondo lo studio di Reporters sans frontieres. La Cina detiene il primato con 52. "Pechino possiede un arsenale di misure per perseguire i giornalisti e i blogger", scrivono gli esperti, aggiungendo che "molti vengono lasciati marcire in cella finché non muoiono". Il riferimento è al premio Nobel Liu Xiaobo e al blogger Yang Tongyan, entrambi morti di cancro mentre erano dietro le sbarre. Segue poi la Turchia con 43, quindi Siria, Iran e Vietnam con rispettivamente 24, 23 e 19.

Infine, sono due i cronisti scomparsi e ben 54 quelli tenuti in ostaggio - tra cui una sola donna - in Siria (29), Yemen (12), Iraq (11) e Ucraina (2).

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

 

Pubblicato in Dal mondo

È stato presentato questa mattina a Roma nella sede della Fondazione CON IL SUD il “Social Film Fund – Con il Sud”, nato dal comune interesse di Fondazione Apulia Film Commission e Fondazione CON IL SUD di promuovere una iniziativa congiunta per “raccontare” il Sud attraverso i fenomeni sociali che lo caratterizzano. Coniugando l’esperienza e le competenze specifiche dei due promotori, l’iniziativa si presenta come unica nel suo genere: permette infatti l’incontro tra imprese e professionisti dell’audiovisivo con enti del Terzo settore e del volontariato, favorendo percorsi di coesione sociale e contribuendo alla diffusione di temi sociali di rilievo nel Sud Italia.

A presentare l’iniziativa sono intervenuti: Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD, Loredana Capone, assessore all’Industria turistica e culturale, Gestione e valorizzazione dei beni culturali della Regione Puglia, Maurizio Sciarra, presidente Fondazione Apulia Film Commission Simonetta Dellomonaco, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Apulia Film Commission e delegata al progetto, e Antonio Parente, direttore Generale Apulia Film Commission.

“Questo nuovo strumento di sostegno, figlio dell’accordo siglato tra le due Fondazioni – commenta il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano -, premierà quelle opere audiovisive con una narrazione incentrata su temi che riguardano lo sviluppo sociale, culturale ed economico del Meridione. Una scelta forse in controtendenza col mercato, ma che può essere decisiva nella descrizione delle luci e delle ombre del nostro tempo. L’arte e, in questo senso, il cinema è stato e continua ad essere, uno degli artefici del cambiamento e della crescita sociale e culturale della società”.

“Siamo convinti che questa sinergia tra le due Fondazioni sia indicativa di come si possano creare occasioni concrete di sviluppo sociale, culturale ed economico nel Mezzogiorno – ha dichiarato Carlo Borgomeo – valorizzando ciò che ci accomuna e privilegiando l’obiettivo comune. Abbiamo tutti bisogno che il punto di vista sociale sia presente nel nostro immaginario collettivo. I risultati - ha aggiunto Borgomeo – si potranno constatare nel tempo, vedendo i prodotti e contando le collaborazioni nate tra i due mondi, quello del cinema e quello del Terzo settore, due importanti agenti del cambiamento che hanno bisogno entrambi di maggiore innovazione sociale”.

“C’è una Italia scarsamente o per nulla raccontata – ha precisato l’assessore Loredana Capone -. Un paese invisibile ai media e, dunque, agli occhi della gente. Per lo più è l’Italia del Sud e, ancora di più, quel Sud che reagisce alle derive sociali ed esistenziali. L’obiettivo di questo inedito accordo tra Apulia Film Commission e Fondazione Con il Sud, fortemente voluto e cofinanziato da Regione Puglia, è dare voce a un Sud che non si arrende e proprio a partire dal sociale costruisce nuovi modelli di comunità. Da questo punto di vista le regioni meridionali sono un giacimento inesauribile di storie che attendono di essere raccontate. Ce lo ha insegnato uno scrittore del Sud, un amico che ha deciso di lasciarci troppo in fretta, Alessandro Leogrande. È a lui che vogliamo dedicare questa iniziativa. Ad Alessandro e ai tanti autori che pensano che il cinema abbia ancora qualcosa da dire a partire dalla realtà sociale che ci circonda”.

L’Avviso pubblico emesso dall’Apulia Film Commission rientra nell’ambito del patto per la Puglia FSC 2014-2020 “turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali” ed è cofinanziamento per il 50% dalla Fondazione CON IL SUD. L’avviso sarà pubblicato sul sito dell’Apulia Film Commission (www.apuliafilmcommission.it) a gennaio 2018 e resterà aperto per 60 giorni dalla data di pubblicazione.

L’Avviso è rivolto a partenariati composti da: il proponente, che deve essere un operatore economico di produzione audiovisiva, e partner del Terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, regioni in cui opera la Fondazione CON IL SUD. L’impegno delle due Fondazioni è di selezionare e sostenere fino a 10 prodotti audiovisivi, destinando un massimo di 40mila euro a progetto.

Il nucleo narrativo delle opere audiovisive dovrà essere incentrato sul processo di virtuoso sviluppo del capitale sociale nel Mezzogiorno, con specifico riferimento a uno o più dei seguenti ambiti: l’educazione dei giovani, con particolare riferimento alla cultura della legalità e ai valori della convivenza civile; la valorizzazione dei talenti, anche per contrastare la tendenza alla fuga dei “cervelli”; la cura e la valorizzazione dei “beni comuni” (patrimonio storico-artistico e culturale; ambiente e paesaggio; beni confiscati alle mafie) e lo sviluppo di iniziative di economia civile; la qualificazione e l’innovazione dei servizi socio-sanitari, rivolti soprattutto a persone svantaggiate; l’accoglienza e l’integrazione culturale, sociale ed economica degli immigrati; il contrasto alla violenza di genere e a ogni forma di discriminazione.

Sono previste due categorie di opere audiovisive: “Short”, cortometraggi di finzione dai 5 ai 20 minuti di durata, e “Doc”, documentari creativi con una durata compresa tra i 20 e i 52 minuti. La produzione, da realizzare in tutto o in parte in Puglia, deve essere integrata e curata dei soggetti del Terzo settore, da attività di valorizzazione e promozione della tematica sociale affrontata, sia nella fase di ideazione e realizzazione, sia nella fase di promozione e divulgazione del prodotto audiovisivo. Tali attività potranno essere svolte in una o più delle Regioni meridionali in cui interviene la Fondazione Con il Sud.

Le imprese cinematografiche che intendono proporre e avviare collaborazioni con gli enti del Terzo meridionale potranno consultare liberamente anche il sito web della Fondazione CON IL SUD (www.fondazioneconilsud.it), in cui sono indicati su mappa tutti i progetti finora sostenuti nelle regioni meridionali. Gli esiti delle domande pervenute, saranno pubblicati entro 30 giorni dalla chiusura dell’Avviso.

 

Pubblicato in Cultura

Parte da Napoli il tour “Oltre”, il nuovo disco di Tartaglia Aneuro che sarà presentato al pubblico, giovedì 21 dicembre al Lanificio 25 (apertura Lanificio 25: 21.30; concerto: 23.00). Un’anteprima nazionale che Lanificio 25 e MinimaLive hanno chiamato “Oltre: Tartaglia Aneuro& Friends”, perché sul palco dello spazio di piazza Enrico de Nicola 46 arriveranno altri artisti che hanno collaborato all’album, prodotto da iCompany,con il sostegno del progetto “S'illumina - Copia Privata per i Giovani, per la Cultura” - Bando Nuove Opere.

Il titolo del disco “Oltre” vuole rimandare ai punti cardinali di una bussola che guarda verso l'oltre, verso quello che si nasconde dietro la monotonia della quotidianità, dietro la finzione dei media, dietro le insicurezze indotte. Quell’“Oltre” che non può che essere vicino alla verità, troppo spesso sotterrata dalla superficialità che fa da padrona nella nostra civiltà. Un disco che si propone attraverso sonorità etniche, ritmi moderni, parole taglienti, ironia, melodie e sorrisi, di portare l'ascoltatore a contatto diretto con la sua voce interiore per ritrovare la sua magia naturale che non può che essere "Oltre" la superficie. Nel disco, composto da 11 brani, spiccano le collaborazioni con Daniele Sepe, O’ Zulù e Ciccio Merolla.

Napoletano, o meglio, Flegreo d'origine, ma poliglotta nell'anima, il progetto Tartaglia Aneuro nasce nel 2012 dall'incontenibile bisogno espressivo di Andrea Tartaglia che riunisce attorno a sé il chitarrista e compositore Paolo Cotrone, il bassista Mattia Cusano, il percussionista Salvio La Rocca, e dopo una lunga gavetta in formazione "unplugged", si aggiunge in pianta stabile il batterista Federico Palombacon,con cui inizia il lavoro di arrangiamento e rifinitura del materiale cantautorale di Tartaglia. Andrea Tartaglia ha già all’attivo una nomination al Premio Tenco per il pezzo Le RangeFellon. "Oltre" è il secondo disco della band, che arriva sul mercato discografico dopo "Per Errore", album d'esordio del progetto Tartaglia Aneuro.

 

Pubblicato in Campania
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Dicembre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31