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Martedì, 12 Dicembre 2017

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 06 Dicembre 2017 - nelPaese.it
Mercoledì, 06 Dicembre 2017 16:30

CATANIA, "NONNI PER AMICI": UN ANNO DA VOLONTARIE

Si è concluso a Paternò, in provincia di Catania e dopo un anno, il progetto di Servizio Civile, “Nonni per amici” che ha visto protagoniste  quattro volontarie presso la casa protetta per anziani Domus di Paternò.

Il progetto, gestito dal Consorzio Sisifo e realizzato in collaborazione con Legacoop Sicilia, aveva la finalità di rafforzare momenti ludici ricreativi rivolti a persone con ridotta capacità di autosufficienza ed in età avanzata, opportunità utile anche per avvicinare i giovani al mondo della Cooperazione sociale. Le volontarie protagoniste sono state: Antonella Caterina Coppola, Marzia Furnari Jlenia garraffo e Martina Jlenia Eleonora Randazzo.

Hanno consegnato alle volontarie un attestato di merito a conclusione del progetto, il presidente del consorzio Sisifo Domenico Arena, la responsabile del progetto Bruna Gottardi e l 'OLP Gianvito Greco.

 

Pubblicato in Sicilia

Il 14 dicembre, a Roma presso la sezione femminile della Casa Circondariale di Rebibbia, alle ore 12.00, Franco Mussida, presidente del CPM Music Institute, affiancato da Federico Zampaglione, frontman dei Tiromancino, inaugurerà la sonorizzazione di 357 metri di corridoi, che separano gli spazi detentivi da quelli di colloquio e consultazione, con la musica strumentale tratta dalle audioteche del progetto CO2 “Controllare l’odio”, attivo in 12 carceri italiane e sostenuto da SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori.

L’iniziativa prevede la realizzazione di un percorso sonoro selezionato dalle stesse detenute e teso al coinvolgimento emotivo attraverso precisi climi musicali e composizioni scritte dallo stesso Mussida. Le donne della Casa Circondariale potranno creare delle playlist personalizzate individuando i brani che ritengono più adatti e conformi per il loro percorso emotivo fra quelli presenti nell’audioteca composta da circa 2.000 brani di musica strumentale, fra cui composizioni orchestrali, colonne sonore, musica classica, pop rock, elettronica e musica etnica.

«La Musica offerta in modo innovativo come elemento trattamentale nel periodo di detenzione, produce degli straordinari effetti collaterali – racconta Franco Mussida, presidente del CPM Music Institute - Il cammino musicale permette alle detenute di creare una calda culla per i propri pensieri, creata dai climi emotivi che esalteranno il potenziale consolatorio e amorevole contenuto nelle composizioni che verranno diffuse, riscaldando emotivamente un luogo di per sé desolato. Inoltre, ci teniamo a sottolineare che questo progetto è nato dal suggerimento del Comandante della Polizia Penitenziaria subito ripreso dalla Direttrice del Carcere, a dimostrazione della sensibilità che questo corpo di sorveglianza ha verso la popolazione detenuta».

Sponsor tecnico del progetto l’azienda TEXIM, distributore per l’Italia del marchio Electro-Voice e struttura che opera nel settore audio professionale da oltre 40 anni. «Abbiamo accettato di supportare l’iniziativa CO2 con i nostri sistemi, la nostra esperienza e le nostre competenze nel campo dell’audio per la particolarità e il fine umano e sociale di questo importante progetto, perché anche una diffusione sonora di qualità... fa la differenza!», Pierfranco Galeone, General Manager Texim.

La sonorizzazione dei corridoi della sezione femminile di Rebibbia fa parte di CO2 “Controllare l’odio”, progetto nato nel 2013, organizzato dal CPM Music Institute e firmato da Franco Mussida, con il sostegno economico di SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori. Il progetto, dopo una prima fase di sperimentazione della durata di 3 anni, consiste nell’installazione di speciali audioteche, divise per “stati d’animo”, attualmente presenti in 12 carceri italiane (Milano, Monza, Opera, Torino, Venezia, Genova, Parma, Bologna, Firenze, Ancona, Roma e Napoli).  L’iniziativa, nata in collaborazione con l’Università di Pavia e patrocinata dal Ministero della Giustizia, ha ottenuto quest’anno la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica.

Il CPM Music Institute di Milano, presieduto e diretto fin dalla sua fondazione da Franco Mussida, dal 1984, con un modello didattico multidisciplinare che abbraccia le professioni legate agli strumenti dell’orchestra moderna a quelle dell’indotto musicale (dai tecnici del suono ai produttori), ha offerto e offre a migliaia di giovani l’opportunità di ritagliarsi spazi di lavoro e di prospettiva creativa. Grazie alla stima di tutto il comparto musicale, è riconosciuto crocevia per il mercato dei lavori della Musica. Ruolo ribadito nelle sue Open Week, che permettono ai suoi allievi – ma anche agli appassionati di Musica - di incontrare artisti e strumentisti di prestigio italiani e internazionali (Ligabue, Guccini, Elisa, Caparezza, Daniele Silvestri, Robben Ford, Virgil Donati, Tony Levin, Gavin Harrison, Mary Setrakian). Al giorno d’oggi, molti dei suoi diplomati lavorano in orchestre prestigiose, suonano e cantano per gruppi e artisti di grande appeal (da Laura Pausini alla PFM), mentre molti hanno intrapreso carriere artistiche proprie (da Chiara Galiazzo a Renzo Rubino).  Dal 1988, attraverso progetti di ricerca che utilizzano le sue proprietà educatrici, si occupa anche di portare la Musica in luoghi estremi. Tra i tanti progetti italiani ed europei realizzati, l’ultimo in ordine di tempo èCO2. Concorre inoltre a realizzare progetti musicali educativi per l’industria, l’ultimo dei quali è la progettazione di una radio di qualità per il circuito NaturaSì.

 

Pubblicato in Lazio

Pur prendendo atto della recente adozione della legge che introduce in Italia "il reato di tortura come reato specifico", il Comitato Onu ritiene che la definizione contenuta nella legge "sia incompleta in quanto non menziona lo scopo dell'atto in questione". Inoltre, il reato non include le specifiche relative all'autore, con un riferimento a pubblici ufficiali, si legge nelle conclusioni del Comitato.

La legge contiene anche una "definizione significativamente più ridotta di quella contenuta nella Convenzione e stabilisce una soglia più elevata per il reato". Per questo, il Comitato chiede all'Italia di "portare il contenuto dell'articolo 613-bis del Codice Penale in linea con l'articolo 1 della Convenzione, eliminando tutti gli elementi superflui e identificando l'autore e i fattori motivanti o le ragioni per l'uso della tortura". Per gli esperti dell'Onu, le "discrepanze tra la definizione della Convenzione e quella incorporata nel diritto interno creano spazi reali o potenziali per l'impunità".

Tra le raccomandazioni espresse dal Comitato anche quella di garantire che le denunce per tortura, maltrattamenti e uso eccessivo della forza siano esaminate in modo imparziale e quella di assicurare che tutte le vittime di tortura e maltrattamenti ottengano riparazione. Sul fronte della detenzione, gli esperti esprimono apprezzamento per l'istituzione del Garante Nazionale dei detenuti e delle persone private della libertà, ma chiedono tra l'altro all'Italia di "continuare i suoi sforzi per migliorare le condizioni di detenzione e alleviare il sovraffollamento".

Il Paese dovrebbe inoltre rivedere il regime speciale di detenzione (41 bis) e allinearlo agli standard internazionali sui diritti umani. Il Comitato elogia l'Italia per i piani d'azione contro la tratta e lo sfruttamento degli esseri umani e per combattere la violenza contro le donne, ma ribadisce la richiesta di procedere alla creazione di un'istituzione nazionale indipendente per i diritti umani.
 

Gli esperti apprezzano inoltre gli sforzi compiuti dall'Italia per rispondere al grande flusso di richiedenti asilo, persone bisognose di protezione e migranti irregolari, ma esortano tra l'altro l'Italia a garantire che le procedure accelerate previste dagli accordi di riammissione e dalla legge siano soggette a "una valutazione approfondita caso e per caso dei rischi di violazione del principio di non respingimento". Il Comitato si sofferma anche sul Memorandum tra Italia e Libia ed esprime "profonda preoccupazione" per la mancanza di garanzie che permetterebbero di riconsiderare la cooperazione alla luce di possibili gravi violazioni dei diritti umani. 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Che ci fanno in campo Afro Napoli United, le ex stelle del Napoli di Maradona e campione di pugilato Patrizio Oliva? Non è un’amichevole di lusso ma un match che il 16 dicembre si terrà per raccogliere fondi a favore di un progetto per la Terra dei Fuochi. Si chiama Veritas ed è una ricerca scientifica dal basso su ambiente e salute nei territori martoriati dalla devastazione ambientale in Campania.

La partita si giocherà al Campo Denza di Posillipo alle ore 10 e a promuoverla è la Rete Cittadinanza e Comunità che sostiene il progetto Veritas: "Dal basso vuol dire senza chiedere soldi allo Stato, scientifico vuol dire che ci avvaliamo di professionisti di fama mondiale e "gratuito" è perché gli unici costi da sostenere sono quelli vivi di laboratorio”. Così scrivono i cittadini della Rete che aggiunge: “tutto il resto (studio scientifico, selezione, progettazione) sono solo amore. E se, per capire cosa succede davvero in Terra dei Fuochi, abbiamo scelto di effettuare i test tossicologici (all'avanguardia e non invasivi) su persone ammalate di specifiche leucemie/tumori è perché i costosissimi progetti regionali, su persone sane, non potranno che produrre solo una parte della verità: quella più edulcorata”.

E allora fischio di inizio il 16 dicembre in nome della verità e della salute: ciascuno sarà libero di donare un contributo per questa grande sfida.  

Pubblicato in Campania

Il tema delle migrazioni occupa l’agenda della stampa lungo tutto il 2017; l’analisi svolta sulle prime pagine di 6 quotidiani italiani (Corriere della Sera, il Giornale, l’Avvenire, l’Unità, la Repubblica, la Stampa) e dei titoli della stampa locale e nazionale da gennaio a ottobre evidenzia alcuni elementi.

Il fenomeno migratorio conferma la propria centralità sulle prime pagine dei quotidiani, anche se in lieve calo rispetto al 2016: nel corso del 2017 sono 1.087 le notizie dedicate al tema dell’immigrazione sulle prime pagine dei quotidiani analizzati, il 29% in meno rispetto all’anno precedente.

Sono questi i primi dati di “Notizie da paura”, Il Quinto Rapporto Carta di Roma realizzato dall’omonimo Associazione, dall’Osservatorio di Pavia e dall’Osservatorio europeo della sicurezza, presentato oggi a Roma alla Camera dei deputati 

L’analisi

Cosa fa notizia nel 2017: la gestione dei flussi migratori (prima voce nel 2017 con il 44%) e la criminalità e sicurezza (terza voce con il 16%). Entrambe queste macro aree raddoppiano in termini percentuali rispetto all’anno precedente. Nel 2017 si registra un significativo incremento dei toni allarmistici: quasi 20 punti in più rispetto all’anno precedente, dal 27% del 2016 al 43% di quest’anno. Quattro titoli/notizie su dieci hanno un potenziale ansiogeno. Il restante 57% si divide tra la componente rassicurante, con il 5%, e quella neutrale, con il 52%. Altrettanto interessante da rilevare è l’erosione dei titoli rassicuranti che si riducono della metà, dal 10% del 2016 al 5% del 2017.

Le parole dell’immigrazione: i protagonisti del 2017. Migrante e profugo, senza sorpresa, svettano fra i termini più presenti nei titoli, utilizzati rispettivamente 2.455 (17% dei titoli) e 1.322 volte (9% dei titoli). Con maggiore sorpresa, la quarta parola più adoperata dalla stampa italiana nelle proprie titolazioni è stata Ong (623 volte, pari al 4% dei titoli).

Le parole

Su un’ampia base di 5.541 casi, la stampa utilizza in prevalenza termini adeguati: migrante (44%), profugo (24%), immigrato (11%) sono le prime tre voci utilizzate. Permane tuttavia ancora un utilizzo di appellativi denigranti, quale il termine clandestino, seppure adoperata in quantità percentualmente modesta (3%), o marginalmente di termini quali negro, extracomunitario, vu cumprà.

I telegiornali

Migrazioni e migranti hanno avuto ampio spazio nelle edizioni del prime time dei telegiornali delle 7 reti generaliste italiane (TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto e TgLa7). Nel 2017, aumentano le notizie relative al fenomeno migratorio nei telegiornali: 3.713 notizie in 10 mesi, in aumento (+26%) rispetto al 2016; con una media di 12 notizie al giorno e solo 5 giornate senza servizi sul tema.

Il 2017 conferma l’ipotesi dell’esistenza di una correlazione tra la cornice in cui il fenomeno è raccontato e la percezione dei cittadini verso i migranti. I picchi di insicurezza registrati tra il 2007 e il 2008 (in ragione del binomio tra immigrazione e criminalità), sembrano ritornare: tra gennaio e novembre di quest’anno si registra un incremento della paura degli italiani nei confronti di migranti e profughi (43%, dieci punti in più rispetto al 2015), a fronte di un incremento di notizie legate alla criminalità e all’afflusso dall’Africa sulle nostre coste..

In testa con il maggior numero di notizie vi sono due telegiornali della Rai: il Tg3 con 678 notizie e il Tg1 con 668 notizie, anche in ragione della centralità della cronaca politica in questi telegiornali e dell’acceso dibattito su ius soli e gestione dei flussi. Segue a breve distanza il Tg4 (649 notizie); Tg5 e Studio Aperto mantengono un’attenzione inferiore. Il TgLa7 è il telegiornale che dedica meno notizie all’immigrazione.

Come nel 2016, permane la centralità della politica anche nel 2017: in una notizia su 3 è presente, in voce, un soggetto politico e/o istituzionale italiano. La presenza della politica aumenta, se si includono gli interventi e i discorsi di leader politici europei e internazionali che, pur non intervenendo in voce, sono menzionati dai giornalisti. Complessivamente in 4 notizie su 10 vi è una presenza politica italiana o straniera. Resta ai margini la voce dei protagonisti. Immigrati, migranti e profughi hanno voce nel 7% dei servizi, 2 volte in più rispetto al 2016, tornando ai valori del 2015. Ancora invisibili, tuttavia, se si pensa che, sul complessivo di tutti i servizi, inclusi quelli non riferiti al fenomeno migratorio, sono presenti in voce nello 0,5% del casi.

Il dibattito

Giovanni Maria Bellu, presidente dell’Associazione Carta di Roma ricorda: “l’analisi della produzione del 2017 ci dice che, purtroppo, la navigazione sarà ancora lunga. Ma ci aiuta anche a individuare con maggior precisione la rotta da seguire e le tempeste che bisogna prepararsi ad affrontare. La più insidiosa - già si sente il vento che l’annuncia - è prevista per la primavera del 2018. Si chiama campagna elettorale”.

Per Ilvo Diamanti, professore dell’Università di Urbino, direttore scientifico di Demos&Pi, “il rapporto realizzato da Carta di Roma, da alcuni anni, ci permette di individuare e riconoscere i muri. In questo modo ci permette di superarli. Di abbassare il rumore della paura. Quest’anno, la rassegna e la ricostruzione della presenza degli immigrati sui media propone qualche novità. Anzitutto, le immagini hanno preso il sopravvento sulle parole. E le notizie sui giornali hanno perso visibilità, rispetto ai Tg. Gli immigrati hanno perduto identità. Sono, come abbiamo detto, gli altri. In-definiti”.

E Gian Maria Giglio (Federazione Chiese Valdesi) sottolinea la questione religiosa: “sarebbe utile una “Carta d’Assisi” per il pluralismo religioso? Probabilmente sarebbe necessaria. Uno strumento prezioso di lavoro come la Carta di Roma e la Carta di Treviso. Capace di fornire indicazioni utili per far comprendere agli addetti ai lavori la “questione religiosa” oggi fortemente legata al tema delle migrazioni, anche perché, sempre più frequentemente, giornalisti, cronisti, informatori religiosi e vaticanisti, devono confrontarsi – per vari motivi – con il fattore “R”, religione”.

Pubblicato in Nazionale

È  il Papa a richiamare l’attenzione sulla nuova crisi in Medio Oriente: un monito che rischia di essere inascoltato. Dopo l’annuncio di Donald Trump che riconosce Gerusalemme capitale d’Israele sono stati annunciati 3 giorni di collera e rabbia popolare dai palestinesi. Una miccia esplosiva che coinvolge tutta l’area e i destini incrociati di altri Stati.

"Non posso tacere la mia profonda preoccupazione per la situazione che si e' creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, rivolgere un accorato appello affinche' sia impegno di tutti rispettare lo status quo della citta', in conformita' con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite". Sono le parole del Papa, pronunciate al termine dell'udienza di oggi, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana che come di consueto concludono l'appuntamento del mercoledi' con i fedeli.

"Gerusalemme e' una citta' unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i luoghi santi delle rispettive religioni, e ha una vocazione speciale alla pace", ha ricordato Francesco, auspicando che "tale identita' sia preservata e rafforzata a beneficio della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero e che prevalgano saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale gia' convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti".

Le reazioni

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avvertito il capo della Casa Bianca che l'eventuale riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele rappresenta "una linea rossa per i musulmani" e che potrebbe portare alla rottura delle relazioni diplomatiche della Turchia con Israele. Erdogan è intervenuto davanti al gruppo parlamentare del suo partito Akp ad Ankara.

L'Arabia Saudita esprime "seria e profonda preoccupazione" per un eventuale riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte degli Stati Uniti: una mossa che "irriterebbe i sentimenti dei musulmani nel mondo". Lo riferisce una nota del ministero degli Esteri di Riad ripreso dall'agenzia di Stato. I diritti dei palestinesi su Gerusalemme "non possono essere cambiati", aggiunge la nota.

Il segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul Gheit, ha invitato Donald Trump a "evitare qualsiasi iniziativa capace di mutare lo status giuridico e politico di Gerusalemme", sottolineando "la minaccia rappresentata da un tale passo per la stabilità della regione". "Siamo riuniti non per provocare sentimenti" ostili "ma per mettere in guardia sulle pericolose ricadute di questa fase", ha detto Aboul Gheit n un discorso alla riunione straordinaria dell'organizzazione dei paesi arabi al Cairo.

"L'Ue sostiene la ripresa di un significativo processo di paceverso la soluzione dei due Stati": lo ha detto l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini dopo la bilaterale col segretario di stato Usa Rex Tillerson. "Qualsiasi azione che possa minare questi sforzi deve essere assolutamente evitata - ha aggiunto Mogherini -. Deve essere trovato un modo, attraverso il negoziato, di risolvere lo status di Gerusalemme come futura capitale di entrambe gli Stati, così che le aspirazioni di entrambe le parti possano essere soddisfatte. "Ne parleremo col premier Nethanyahu lunedì prossimo qui a Bruxelles e col presidente Abbas all'inizio del prossimo anno", ha concluso. In una precedente nota Mogherini aveva messo in guardia sulle possibili "conseguenze di qualsiasi decisione o azione unilaterale che coinvolga lo status di Gerusalemme", avvertendo: "Potrebbe avere serie ripercussioni sull'opinione pubblica in larghe parti del mondo".

 

Pubblicato in Dal mondo

Legacoop Bologna e Fondazione Golinelli hanno annunciato una partnership, in occasione della presentazione della terza edizione di Icaro, la palestra di imprenditorialità per studenti universitari. La collaborazione, che avverrà attraverso Alma-Vicoo (Centro Universitario per la formazione e la promozione dell'impresa cooperativa), consentirà di raddoppiare, da 30 a 60, il numero di studenti che potranno accedere gratuitamente al progetto Icaro.

"La nostra adesione al progetto Icaro rientra all'interno del processo di allargamento e riqualificazione dei nostri strumenti a supporto dell'innovazione nelle cooperative – dichiara Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna – I ragazzi si formeranno su progetti concreti di innovazione aziendale, ma dovranno affrontare una sfida in più: quella di confrontarsi con imprese di persone, in cui l'innovazione si deve misurare anche in termini di ricadute sociali prodotte. Il progetto Icaro consente alle cooperative di rafforzare la relazione con due grandi generatori di talenti e innovazione, la Fondazione Golinelli e l'Alma Mater. Sono pronta a scommettere che questa sarà una partnership di successo, che si allargherà ad un numero sempre maggiore di cooperative".

Icaro è un progetto nato per avvicinare studenti dell'Università di Bologna alla cultura d'impresa, per la realizzazione di idee innovative e progetti concreti. Gli studenti sono organizzati in gruppi di lavoro, supportati da una Faculty di docenti universitari, mentor e referenti aziendali. Il programma formativo, che dura 7 mesi, prevede workshop e visite aziendali, ed è finalizzato all'elaborazione di un project work. 

"Il progetto Icaro sta generando una community di giovani innovatori sempre più numerosa e motivata: tra la prima edizione e quella di quest'anno, si contano quasi 200 ragazze e ragazzi formati – afferma Antonio Danieli, direttore generale di Fondazione Golinelli - Il recente supporto al progetto di Legacoop e Alma Vicoo a Bologna, il committment rinnovato dell'Alma Mater, l'ampliamento della partnership all'Università di Modena e Reggio: la squadra, la faculty e il team di mentor stanno crescendo, così come il numero di imprese aderenti, cooperative e non che, con generosità e attenzione, partecipano al percorso di formazione incentrato sui giovani. Design thinking, entrepreneurship, human e professional self development. Capacità e attitudini, curiosità, immaginazione e passione. Grazie al progetto Icaro, avremo presto una nuova e numerosa generazione di imprenditori, manager, professionisti, in grado di far accelerare il processo di sviluppo del territorio in maniera sostenibile e competitiva in un contesto globale". 

Sono tre, al momento, le cooperative che coinvolgeranno gli studenti del progetto Icaro, impegnandoli nella realizzazione di innovazioni concrete per l'impresa: Cotabo, Cadiai e l'agenzia Cooperare con Libera Terra. La partnership è stata annunciata stamane, nel corso di un incontro tra gli studenti e i promotori del progetto Icaro, a Opificio Golinelli, sede della Fondazione.

Info: www.giardinodelleimprese.it

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Per il secondo inverno consecutivo, le autorità greche tengono intrappolate migliaia di uomini, donne e bambini nelle isole greche, abbandonandoli sull’orlo di una crisi umanitaria. È l’allarme lanciato da Medici Senza Frontiere (MSF) che, per rispondere a questa crisi, ha intensificato il suo intervento umanitario d’emergenza nel Paese. Allo stesso tempo, MSF lancia un nuovo appello all’Europa e alle autorità greche affinché queste persone vengano al più presto ricollocate sulla parte continentale della Grecia.

“A Lesbo intere famiglie, arrivate recentemente da Paesi come Siria, Afghanistan e Iraq, sono stipate in piccole tende estive inadatte alle piogge e alle basse temperature”,spiega Aria Danika, coordinatrice dei progetti di MSF a Lesbo. “Lo stato psicologico di alcuni di loro è scioccante: nelle nostre cliniche di salute mentale riceviamo in media 10 pazienti al giorno che soffrono di stress psicologico acuto, molti di loro hanno tentato il suicidio o l'autolesionismo. La situazione sulle isole era già terribile, ora va oltre la disperazione”.

Per via delle restrizioni imposte dall’accordo tra Unione Europea e Turchia, che di fatto blocca queste persone sulle isole greche, il campo di Moria a Lesbo è pericolosamente sovrappopolato. A oggi ci sono più di 7.000 persone intrappolate in questa area progettata per ospitarne 2.300, con una media di 70 nuovi arrivi dalla Turchia al giorno, nella maggior parte dei casi donne e bambini. Nel campo non ci sono sufficienti docce e servizi igienici, l’accesso all’acqua è scarso e famiglie intere vivono in tende inadatte all’inverno. A Samos, 1.500 persone vivono in un campo che ne potrebbe ospitare al massimo 700, e centinaia di persone dormono in tende senza alcun tipo di riscaldamento e in scarse condizioni igieniche.

Queste orribili condizioni rappresentano un grave rischio per la salute e la vita di queste persone. Nel 2016, cinque persone sono morte a Moria a causa delle pessime condizioni all’interno del campo. Il contesto è particolarmente pericoloso per i più piccoli perché hanno una minore resistenza a queste difficili condizioni climatiche. Questa insostenibile situazione sta inoltre causando tensioni e disperazione tra migranti e rifugiati, mentre i residenti e le autorità locali protestano contro la trasformazione delle isole greche in vere e proprie prigioni.

MSF ha attivato una clinica mobile, operante al di fuori del campo di Moria, per i bambini e gli adolescenti minori di 16 anni, oltre che per le donne in gravidanza, per garantire loro cure di base, trattamenti per la polmonite, l’ipotermia e altre patologie nella popolazione più vulnerabile. MSF sta inoltre negoziando con le autorità greche per migliorare l'approvvigionamento idrico e le strutture igienico-sanitarie a Lesbo e Samos.

“Come possono le autorità greche ed europee continuare a credere che tenere le persone in queste disastrose condizioni possa dissuadere altri rifugiati a venire? Persone disperate continuano ad arrivare sulle isole greche ogni giorno dopo aver rischiato la vita nel Mar Egeo. Questa crudele politica imposta alle persone vulnerabili in cerca di protezione è fallita e deve fermarsi”, afferma Emilie Rouvroy, capomissione di MSF in Grecia.

“Le autorità greche hanno recentemente annunciato che 3.000 persone saranno spostate dalle isole entro il 10 dicembre, ma anche qualora questo limitato piano di evacuazione dovesse essere messo in atto, dopo poche settimane ci ritroveremmo nella stessa identica situazione. È giunto il momento di mettere fine alla politica di confinamento sulle isole e consentire a queste persone di andare lì dove i loro bisogni di protezione possano essere soddisfatti con umanità», conclude Rouvroy.

MSF lavora in Grecia dal 1991. Nel 2016 ha effettuato 54.200 visite mediche, 8.100 sedute individuali di salute mentale e 650 sessioni di gruppo. Nei prossimi giorni, a Lesbo, MSF distribuirà 8.000 coperte, 8.000 kit igienici, 4.000 sacchi a pelo e 4.000 materassi e intensificherà il proprio servizio di salute mentale. A Samos, MSF sta negoziando con le autorità greche un intervento per migliorare le condizioni igieniche del campo presente sull’isola.

 

 

Pubblicato in Migrazioni

L’operazione “Un Sorriso Per Natale”, che avrà luogo dal 4 al 23 dicembre, è un’iniziativa del motore di ricerca Lilo.org lanciata dalla studentessa romana Federica Fusco. L’obiettivo dell’operazione è condividere un momento di scambio e convivialità con le persone senza fissa dimora della Capitale.

L’operazione inizierà il prossimo 4 dicembre con la raccolta fondi “gratuita” per finanziare regali di Natale per le persone senzatetto. Gli internauti potranno raccogliere gratuitamente il denaro semplicemente attraverso le loro ricerche sul motore di ricerca Lilo.org. Potranno inoltre lasciare dei messaggi di solidarietà sul sito dell’operazione, messaggi che verranno consegnati alle persone senza fissa dimora assieme ai regali.

La campagna terminerà il 23 dicembre. La giornata inizierà alle ore 10.40 in Piazza della Repubblica a Roma, dove i volontari del motore di ricerca solidale assegneranno differenti quartieri della città agli internauti. Il punto principale dell’operazione sarà il momento di condivisione e d’incontro, nel quale gli internauti volontari offriranno ai senzatetto i messaggi raccolti durante il mese di dicembre e dei regali scelti proprio dai senzatetto stessi. Gli internauti che desiderano partecipare all’iniziativa possono scrivere i loro messaggi ed iscriversi alla distribuzione sul sito dell’operazione Natale.lilo.org.

A Roma, più di 20 persone, tra le quali i primi utilizzatori di Lilo, hanno già risposto positivamente per condividere questo momento di solidarietà con le persone senzatetto. Il motore di ricerca Lilo lancia un appello ai romani per partecipare, attraverso piccoli e semplici gesti, ed esprimere il proprio sostegno alle persone senza fissa dimora. La campagna Un Sorriso Per Natale è stata realizzata in altre città europee. Lo scorso anno, a Parigi, hanno partecipato più di 400 volontari e sono stati ricevuti quasi 15000 messaggi di speranza per le persone senzatetto (Operation Joyeux Noel).

Il motore di ricerca Lilo.org

Lilo.org ha l’obiettivo di diffondere la pratica di un web più etico, grazie ad un modello economico responsabile che finanzia progetti sociali ed ambientali. Durante tutto l’anno, questo motore di ricerca riversa il 50% dei propri profitti a progetti sociali e ambientali, attraverso un’apposita piattaforma.

Ad ogni ricerca su Lilo.org, l’internauta guadagna una goccia d’acqua, simbolo del denaro genato con la propria ricerca e simbolo del motore di ricerca Lilo. L’internauta potrà in seguito donare le proprie gocce d’acqua ad uno o più progetti di sua scelta, classificati in quattro categorie: ambiente, sociale, salute, cultura.

La Fondazione Slow Food per la Biodiversità che realizza 10 000 orti in Africa, rispettando la biodiversità e la cultura locale e promuovendo cibo buono, pulito e giusto per tutti o Made In Carcere che dona una seconda possibilità alle detenute e una seconda vita ai tessuti, sono esempi di azioni utili che Lilo ha deciso di sostenere dietro a “dei semplici click”. Dalla sua creazione in settembre, circa 90 000 ricerche mensili permettono di finanziare già 6 progetti in Italia.

 

Pubblicato in Lettera al Direttore
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