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Domenica, 24 Giugno 2018

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 24 Gennaio 2018 - nelPaese.it

Giovani al centro, perche' a loro andra' "la torcia per proseguire il lavoro futuro", ma anche "ossigeno per l'agenda delle cose da fare": con queste parole all'agenzia Dire Laura Frigenti descrive 'Co(opera) - Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo', l'evento che si tiene a Roma oggi e domani organizzato dall'Agenzia per la cooperazione italiana (Aics), e di cui Frigenti e' direttore generale.

"La cooperazione internazionale non va piu' vista nella veste del Paese industrializzato che investe nel Paese meno fortunato e meno sviluppato, ma come un investimento vero e proprio per il futuro di tutti". Gian Luca Galletti, ministro dell'Ambiente, lo dice nel suo intervento a Coopera, la Conferenza nazionale della Cooperazione allo sviluppo.

Gli ultimi quattro anni sono stati "determinanti in tema ambientale", dice Galletti, ad esempio l'Enciclica di papa Francesco avverte che "il clima rappresenta un bene comune di tuti e per tutti, e soprattutto ci dice che quando si parla di ambiente non si parla solo della sua protezione ma di temi molto piu' vasti" come "le diseguaglianze e la pace nel mondo". Ci sono poi "Il grande accordo" di New York del 2015 sull'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e l'accordo di Parigi contro i cambiamenti climatici, prosegue il ministro. "Credo che basterebbe questo per dire che l'Europa serve e non c'e' futuro senza l'Europa", prosegue, perche' "e' stata virtuosa e ha convinto gli altri Paesi, ha dato la propria disponibilita' con uno spirito etico e morale di unione molto forte".

Nel settore dell'ambiente "senza il dialogo non si va da nessuna parte, o si vince tutti insieme o si perde tutti insieme, siamo obbligati a parlarci, tutti, come e' successo a Parigi", dice Galletti, perche' i Paesi sono tutti interconnessi, e "se non investo nei Paesi africani perche il loro sviluppo sia diverso da quello che abbiamo avuto noi i cambiamenti climatici non li combatteremo mai". E' necessario quindi "investire per uno sviluppo sostenibile", conclude il ministro, sapendo che "nell'ambiente i muri non funzionano, siamo obbligati a metterci d'accordo"

I commenti

"Il Centrafrica ha risorse forestali e minerarie enormi che vanno usate con rispetto. L'Italia ha una lunga tradizione in questi ambiti, ma io torno a invitare gli imprenditori a venire a investire massicciamente nel mio Paese, per creare impiego per i nostri giovani", nella convinzione che "solidarieta e cooperazione sincera producono pace, benessere, tolleranza e sviluppo". Cosi' il presidente della Repubblica Centrafricana Faustin Archange Touadera, presente alla Conferenza.

"Serve una leadership europea sulla cooperazione, che e' la via piu' sicura per la pace e la stabilita', anzitutto in Africa, un continente decisivo per l'Ue e l'Italia stessa": cosi' oggi Neven Mimica, commissario Ue per la Cooperazione allo sviluppo. Secondo Mimica, l'Unione Europea e l'Italia "stanno lavorando insieme in Paesi di tutti i continenti, condividendo la prospettiva degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Onu".

"Diaspore e privati, sono loro i nuovi soggetti della cooperazione italiana sui quali scommettere": parola di Cleophas Dioma, animatore del Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo, intervistato dalla DIRE a margine della conferenza. "Un appuntamento importante per valutare cio' che e' stato fatto e capire dove stiamo andando" premette Dioma, regista originario del Burkina Faso, direttore del festival Ottobre africanononche' coordinatore presso il Consiglio del Gruppo migrazioni e sviluppo.

"Facendo comunicazione sul web, spesso usiamo i commenti razzisti che troviamo tra i commenti ai nostri video per costruire i nostri video. E lo slogan 'aiutiamoli a casa loro' usato nella recente campagna che abbiamo realizzato per ActionAid viene da li'. All'inizio ad ActionAid non erano molto convinti, ma in effetti, incoraggiando le adozioni a distanza, si sono convinti. In fondo e' proprio quello che fanno". Lo spiega Ciro, volto noto dei The Jakal, gli youtuber che coi loro video ironici e irriverenti da milioni di visualizzazioni, raccontano pregi e difetti degli italiani.

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

 

Pubblicato in Nazionale
Mercoledì, 24 Gennaio 2018 15:36

NASCE L'ALLEANZA DELLE COOPERATIVE DELLA CALABRIA

Nasce l’Alleanza cooperative italiane della Calabria. Alla presenza degli operatori dell’informazione e di una rappresentanza di addetti ai lavori, nella sede di Unioncamere Calabria a Lamezia, è stato siglato il protocollo d’intesa che ha sancito ufficialmente la nascita della nuova realtà cooperativistica regionale. A firmare il documento Angela Robbe (presidente Legacoop calabria), Mauro Lusetti (Legacoop e co-presidente dell’Alleanza delle cooperative), Ferdinando Verardi (presidente Agci Calabria) e Camillo Nola, presidente Confcooperative Calabria. “I nostri percorsi hanno senso se nascono dai cooperatori stessi – ha sottolineato Lusetti – Autonomia vuol dire capacità di rappresentare noi stessi in un contesto valoriale dove siano presenti gli stessi valori della cooperazione”.

Il presidente nazionale di Legacoop ha poi espresso la necessità che “l’universo cooperativistico abbia delle regole certe. La nostra alleanza – ha poi ribadito – è molto vicina a chi combatte la mafia; non abbiamo nulla a che fare con quelle realtà dove si insinua la criminalità e il lavoro nero”. Per Lusetti, dunque, l’alleanza delle cooperative rappresenta “un fattore di sviluppo sia economico che sociale. L’idea di società che abbiamo – ha asserito Lusetti – è solidale e inclusiva. Uniti possiamo rappresentare qualcosa all’altezza delle aspettative della gente”.

“Grazie per la fiducia che ci avete accordato – ha affermato Robbe – Le cooperative sono un sistema importante in questa regione. L’accordo che oggi formalizziamo è fondato su principi basilari che possono dare un impulso decisivo alla crescita di questa regione”. La presidente calabrese di Legacoop ha ricordato i problemi che il territorio regionale vive da sempre, difficoltà vecchie e nuove di fronte a cui il sistema cooperativistico calabrese ha comunque retto. “Il nostro sistema vanta ormai alcuni decenni di vita – ha fatto notare Robbe – Una realtà vivace e vitale che dà all’intera comunità calabrese un contributo politico importante, nel senso più alto del termine”. La presidente di Legacoop ha poi sottolineato: “Lavoriamo da sempre per lo sviluppo della Calabria; il nostro obiettivo è quello di fare reddito all’insegna della legalità e non rendita. La cooperazione è organizzazione di persone e di obiettivi condivisi, questo il nostro comune denominatore che ci fa stare insieme”.

“Il protocollo siglato oggi – ha puntualizzato Verardi – è un progetto politico, in senso lato, frutto di una unità d’intenti. Vogliamo fare innamorare i calabresi del mondo cooperativistico che funziona in tutto il mondo. Con questa regione vogliamo condividere modelli di successo”. Nola ha evidenziato: “In un Paese come il nostro e in una regione come questa che presenta una miriade di problemi, lo stare insieme si traduce oggi in atti pragmatici grazie all’accordo sottoscritto. Per il rispetto della legalità, la cooperazione può dare un contributo importante: da questo punto di vista ci sentiamo caricati di forti responsabilità. Siamo convinti che sia possibile immaginare e realizzare uno sviluppo diverso per questo territorio”.

Nel corso dell’incontro Lusetti ha annunciato la redazione di un documento con cui il mondo delle cooperative italiane  vorrà interloquire con chi si candida a governare il nostro Paese, dopo le elezioni del 4 marzo prossimo. “Cambiare l’Italia cooperando”, questo il titolo del documento con cui verranno chiamati in causa i big della politica che vogliono conquistare uno scranno in Parlamento. “Non vogliamo essere tirati dalla giacchetta da nessuno – ha commentato Lusetti – Abbiamo il diritto e il dovere di chiedere delle risposte concrete a chi dice di voler governare l’Italia. Vogliamo capire quali obiettivi e quali idee vogliono mettere in campo per la cooperazione”.

(Fonte: Redattore Sociale/Maria Scaramuzzino)

Pubblicato in Calabria

Sabato 27 gennaio dalle ore 18 alle 22 nella Piazza Garibaldi di Bazzano (Bologna), in occasione della Giornata della Memoria 2018, si svolgerà l'evento "L'istruttoria – Frammenti" tratto dal celebre testo dello scrittore e drammaturgo tedesco Peter Weiss, ideato e diretto dal Teatro delle Ariette, con i partecipanti al Laboratorio Permanente di Pratica Teatrale e il Collettivo La Notte: Flavio Azolini, Stefanie Baumann, Matilde Betti, Caterina Caravita, Daniela Correggiari, Sofia Degli Esposti, Morena Diamantini, Donatella Ianelli, Riccardo Memoli, Marilena Monari Valentina Nanni, Domenico Oliva, Giuseppe Patti, Roberto, Greta Scaglioni, Pasqualina Siotto, Giovanni Zanasi.

Dal 20 dicembre 1963 al 20 agosto 1965 si svolse a Francoforte un processo contro un gruppo di SS e di funzionari del lager di Auschwitz. Per la prima volta la Repubblica Federale Tedesca affrontava in maniera impegnativa la questione delle responsabilità individuali, dirette, imputabili a esecutori di ogni grado, attivi nei recinti di Auschwitz. Nel corso di 183 giornate vennero ascoltati 409 testimoni, 248 dei quali scelti tra i 1500 sopravvissuti del Lager.

La storia del campo, o meglio dei campi di Auschwitz, dalla loro apertura, nel giugno del '40, all'evacuazione per l'avvicinarsi delle truppe russe nel gennaio '45 fu rievocata da chi vi aveva partecipato come vittima, aguzzino o complice degli aguzzini stessi. Proprio partendo dagli atti di quel processo Peter Weiss, di padre ebreo, scrisse, nel 1965, "L'istruttoria" utilizzando soltanto parole pronunciate in aula.

Attraverso alcuni frammenti della sua opera, il Teatro delle Ariette vuole stimolare una riflessione sulla universalità della tragedia di Auschwitz legata non solo al passato e alla sua memoria, ma soprattutto al presente perché Auschwitz continua ancora dentro e intorno a noi. Del testo di Weiss sono state selezionate sette testimonianze che ritroveranno vita in piccoli palcoscenici quali luoghi segreti, spazi intimi, domestici o di lavoro, luoghi dove scorre la vita quotidiana. Gli spettatori, dalle 18 alle 22, accompagnati dalle guide, potranno visitarli e ascoltarle.

L'evento è reso possibile anche grazie ai cittadini e alle attività che hanno messo a disposizione i loro spazi privati: Forno Garagnani, Laboratorio Gianna, Studio Osti, Casa Trebbi-Zucchini, Sede dei Socialisti, Casa Generali, Uffici Municipio di Bazzano.

 

Pubblicato in Cultura

Il recente calo degli arrivi sulle coste italiane non sembra aver influito più di tanto sul flusso di persone che tentano di passare il confine del Brennero, inclusi anche i minori stranieri non accompagnati. Giovedì 25 gennaio - ore 17:30 a Verona – Sala Africa dei missionari comboniani, Vicolo Pozzo, 1 – si presenta “Lungo la rotta del Brennero. Rapporto di monitoraggio sulla situazione dei migranti al Brennero, a Bolzano e a Verona” a cura del progetto Antenne Migranti, di ASGI (Ass. per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), della Fondazione Alexander Langer

“Il rapporto – spiega Asgi -  propone un’analisi puntuale della situazione dei migranti che transitano per Bolzano e/o giungono direttamente al Brennero nel tentativo di oltrepassare il confine o in seguito a riammissioni sul territorio italiano. Attraverso il monitoraggio effettuato dai volontari di Antenne Migranti e una puntuale analisi giuridica di ASGI, mette in luce alcune delle ripercussioni della crescente chiusura del confine con l’Austria sul più ampio territorio della rotta Verona-Brennero, nonché le violazioni dei diritti umani emerse nelle pratiche di istituzioni e forze dell’ordine”.

Da un lato si sofferma “sulle criticità relative all’accesso all’accoglienza, dall’altro sui controlli di polizia presso la stazione del Brennero e sulle azioni delle forze dell’ordine, per quanto riguarda riammissioni, respingimenti, irrogazione di multe e sequestro di beni personali”. “Mentre il rapporto si concentra su Bolzano e il Brennero, i volontari del Progetto Antenne Migranti – continua la nota - anche in collaborazione con Osservatorio Migranti Verona e con l’Associazione One bridge to Idomeni, si sono impegnati a monitorare la situazione dei migranti a Verona, città che si trova sulla rotta del Brennero e che pare funzionare, in parte, come un ulteriore confine interno”.

Verona è da sempre un importante snodo ferroviario. “In più casi sono stati trovati dei migranti – concludono i giuristi - all’interno di container trasportati da camion, che tentavano di raggiungere il confine del Brennero a bordo di un treno merci, con tutti i rischi che ciò comporta, come purtroppo la cronaca ha più volte confermato. Nel solo mese di dicembre 2017, la stampa locale ha riportato due volte di casi simili, che ha visto coinvolti anche minori”.

Numerose problematiche sono emerse anche per quanto riguarda l’accesso all’accoglienza e le condizioni di accoglienza dei migranti e soprattutto dei cosiddetti “migranti fuori accoglienza”, ossia migranti che dormono generalmente per strada, ma che avrebbero diritto all’accoglienza in una struttura dedicata, oltre che all’assistenza legale e sanitaria.

Pubblicato in Nazionale

Anche il sud Italia scommette sulle start up: nel Mezzogiorno, dal 2013 al 2017, il numero di piccole imprese innovative e' cresciuto di un tasso annuo dell'82%, piu' della media nazionale che si attesta al 78%. È uno dei dati che emerge dal Rapporto I-Com, l'istituto per la competitivita', presentato questa mattina.

Inoltre al sud e' piu' alta la percentuale delle start up che si caratterizzano per una forte presenza giovanile nell'aspetto societario: il 23% contro una media nazionale del 20%. Se nel 2013 le start up in Italia erano solo 824, alla fine del 2017 quelle registrate risultano 8.381. Nonostante la crescita del Mezzogiorno la maggior parte delle imprese innovative continua a concentrarsi nell'Italia centro settentrionale. In Lombardia sono 1.955, seguita da Emilia Romagna con 867 e Lazio con 820. Se si tiene conto della presenza pro capite delle start up la concentrazione massima e' nelle Marche.

"La crescita delle start up al sud e' una risposta alla crisi economica ed occupazionale che colpisce soprattutto i piu' giovani", ha detto il presidente di I-Com, Stefano Da Empoli, che ha curato la ricerca. Segnala due criticita' da superare: migliorare le competenze e creare un mercato di capitali destinato alle pmi.

 (Fonte: Redattore Sociale/Dire)

Pubblicato in Lavoro

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha accolto nella sua sede romana il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita per la prima volta nella storia dell'Ente. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del suo intervento ha espresso apprezzamento e riconoscenza per le attività dell'Istituto e ha ringraziato coloro che vi operano e coloro che lo guidano: ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi, tutti coloro che sui vari versanti e sui vari fronti svolgono attività di grande eccellenza in questo luogo.     

Quella svolta per l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) "è un'attività cosi preziosa che non può essere precaria", ha detto il presidente della Repubblica. "Un contributo fondamentale e di grandissimo rilievo alla nostra sicurezza collettiva", così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito ruolo svolto dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in occasione della sua visita ufficiale, la prima di un capo di Stato nella storia dell'ente, istituito nel 2001. "Avrei desiderato fermarmi più a lungo" perché "quello che ho visto qui è di grandissimo interesse" ed è "un'attività di grande eccellenza quella che si svolge in questo luogo".             

"Oggi è un giorno importante per l'INGV, il principale ente di ricerca italiano per lo studio delle geoscienze e componente del sistema di protezione civile per la pericolosità sismica e vulcanica", dichiara il Presidente INGV Carlo Doglioni. "Siamo onorati della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha voluto conoscere da vicino lo straordinario lavoro di questa comunità scientifica. L'Istituto è articolato in 3 Dipartimenti tematici, Terremoti, Vulcani e Ambiente, che coordinano l'attività scientifica di 9 Sezioni, distribuite in 26 sedi su tutto il territorio nazionale". 

Il Capo dello Stato è stato accolto dal Presidente dell'INGV e dal Direttore Generale Maria Siclari; con loro ha visitato la Sala Sismica Nazionale, in collegamento anche con le Sale Operative dell'Osservatorio Vesuviano e dell'Osservatorio Etneo, rispettivamente Sezioni di Napoli e Catania dell'Istituto. Il Presidente Mattarella ha avuto modo così di seguire in diretta le attività di monitoraggio e sorveglianza sismica, vulcanica e di allerta tsunami dell'Ente.

"Come INGV, siamo sentinelle attente del respiro della terra, ma non spettatori inerti degli eventi naturali: dobbiamo, vogliamo conoscerli sempre più, per scoprirne i segreti più intimi, che devono gradualmente essere tradotti in un livello più maturo di resilienza, per dare le informazioni più corrette per un'edilizia adeguata alla pericolosità sismica, per contribuire a ridurre il rischio vulcanico, per salvaguardare l'ambiente, il clima e, perché no, trovare nuove forme meno inquinanti di energia. Guardare al passato per capire il presente e progettare il futuro", ha aggiunto il Presidente Doglioni.

In dono al Presidente Mattarella, l'INGV ha offerto una copia del sismogramma che registrò il terremoto del Belìce del 1968. Ricorre, infatti, quest'anno il cinquantenario del terremoto più forte che colpì la Valle del Belìce nella notte del 15 gennaio del 1968, un'area fino ad allora considerata a bassa pericolosità sismica. "La visita del Presidente della Repubblica all'INGV è un incoraggiamento a continuare a svolgere al meglio il nostro compito di ricerca e di sorveglianza; l'Istituto è proiettato verso una progettualità scientifica sempre più di frontiera nello studio della struttura e della dinamica della Terra, della prevenzione e mitigazione dei rischi naturali, al servizio degli Italiani e della cultura".

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Il Forum Terzo settore partecipa alla Conferenza nazionale sull’apprendimento permanente: “Le Reti Territoriali per l’Apprendimento Permanente: verso un Piano nazionale di ‘Garanzia delle competenze’ della popolazione adulta”, organizzata dal Miur e in programma oggi a Roma.

“Ribadiamo l’importanza dell’apprendimento permanente ai fini dello sviluppo civile, economico e democratico del Paese – così la coordinatrice della Consulta Educazione e scuola del Forum, Vanessa Pallucchi - Un sistema nazionale integrato di apprendimento permanente della popolazione adulta, formale e non formale, è la condizione per rendere esigibile il diritto dei cittadini ad apprendere in ogni fase della vita e contribuisce a creare benessere individuale, contrastando fenomeni di esclusione e povertà, anche educativa. Gli organismi di Terzo settore svolgono, in questo percorso, un ruolo specifico e non sostituibile, che integra l’offerta formale, pubblica e privata e arricchisce i contesti culturali e sociali dei territori”.

“Le organizzazioni – aggiunge - sanno più facilmente intercettare quei cittadini spesso a rischio di esclusione sociale, grazie a metodologie non frontali e interattive, alla flessibilità dei percorsi formativi, alle relazioni interpersonali e alla integrazione tra prestazioni sociali e offerte culturali. Rimotivare all’apprendimento quei cittadini economicamente o culturalmente più svantaggiati significa promuovere, attraverso la cultura e la formazione, la partecipazione ai processi di cambiamento.”

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

A dicembre 2015 in Italia ci sono 336.275 istituzioni non profit (+10% rispetto al 2011), 789 mila dipendenti (+15% rispetto al 2011),  5,5 milioni di volontari (+16% rispetto al 2011).  L’85,3%  è costituito da associazioni (riconosciute e non riconosciute) mentre  le cooperative sociali (pari al 4,8% delle istituzioni) raccolgono più della metà dei dipendenti (52,8%), quota in crescita rispetto al 2011 (circa +5 punti percentuali). Le istituzioni che impiegano lavoratori dipendenti sono 55.196, pari al 16,4 per cento delle istituzioni attive (con un incremento del 32,2 per cento rispetto al 2011). Questi sono alcuni dati presentati dall’Istat congiuntamente al nuovo sistema di misurazione.

Su questi numeri la presidente nazionale di Legacoopsociali Eleonora Vanni sottolinea: “il quadro statistico presentato dall’Istat, dà conto di un settore in espansione che, contando sulle opportunità che la Riforma del Terzo Settore offre, potrà ampliare gli interventi nell’ambito delle attività di interesse generale, producendo occupazione e innovazione”

Sono i numeri da cui è partito il bilancio del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nella conferenza stampa che ha fatto il punto sulla Riforma attuata. Fra i principali obiettivi della Riforma si possono annoverare “sia il riordino e la semplificazione di una normativa che si è andata stratificando nel corso degli anni sia la promozione e il sostegno dell’operato di quei soggetti che contribuiscono in maniera determinante al bene comune, alla coesione sociale e che intervengono in contesti e situazioni di disagio e povertà”.

Intanto sulla Riforma del Terzo ieri il ministro Poletti ha fatto il punto sugli ultimi provvedimenti attuativi approvati tra novembre e dicembre dello scorso anno: “I provvedimenti attuati – aggiunge Vanni - quelli in fase di registrazione e quelli in fase di elaborazione testimoniano dell’importante lavoro per completare l’operatività e dare certezza della Riforma. Inoltre il lavoro sui correttivi impegna in maniera significativa il Ministero e il Terzo Settore che, nelle sue diverse articolazioni, ha collaborato e collabora a tutto il percorso nell’ottica dell’appropriatezza al contesto, ma anche con uno sguardo allo sviluppo futuro. La cooperazione sociale partecipa al percorso attivamente ed auspica che, nelle more dell’approvazione dei correttivi, si possa per via amministrativa, contribuire a dare certezza ad alcuni ambiti di ambiguità molto significativi per il settore”.

 

 

 

 

 

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