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Lunedì, 15 Ottobre 2018

Articoli filtrati per data: Venerdì, 12 Ottobre 2018 - nelPaese.it

Una corsa che unisce, quante volte l’abbiamo detto? La “StraGenova nel cuore” di domenica 14 ottobre è qualcosa di più: una comunità di persone e una città ferita che insieme alzano la testa, si ritrovano e corrono per guardare in avanti. A due mesi esatti dal crollo del ponte Morandi, appuntamento alle ore 10 per il via dal varco portuale di San Benigno, per seguire il tracciato della strada portuale sotto la Lanterna in direzione Ponente. Per tutti, il momento di raccoglimento scatterà alle 11.36, ora esatta del crollo del ponte: in qualunque punto del percorso si troveranno, i partecipanti si fermeranno per osservare un minuto di silenzio, accompagnato dal lancio di 43 palloncini, in ricordo delle vittime.

“Crescono le adesioni, prevediamo alcune migliaia di iscritti, provenienti anche da fuori città – dice Tiziano Pesce, genovese e vicepresidente nazionale Uisp – si tratterà di una manifestazione che attraverso lo sport raccoglierà la solidarietà e la partecipazione di tutto il nostro Paese. Il messaggio che cercheremo di trasmettere attraverso la corsa sarà quello di incontro, commemorazione per le vittime e fiducia per i prossimi mesi. Con un messaggio chiaro a tutte le istituzioni:tenere alta l’attenzione sulle famiglie degli sfollati. Al governo nazionale chiediamo di integrare e assumere decisioni migliorative sul cosiddetto decreto Genova”.

C’è possibilità di iscriversi anche sabato nello stand in piazza de Ferrari e domenica mattina al ritrovo a partire dalle ore 8, nel varco portuale di San Benigno. L’iscrizione è ad offerta libera e il ricavato verrà utilizzato per sostenere un progetto da definire con le istituzioni, a favore della zona del crollo. Tutti gli iscritti riceveranno la t-shirt con tanti cuori stilizzati, a simboleggiare l’immensa solidarietà di popolo che è arrivata al capoluogo ligure, dopo il crollo del ponte. Sono previste due dirette dalla pagina Facebook UispNazionale: alle 9.50 per la partenza e alle 11.30 per il minuto di raccoglimento.

La StraGenova nel cuore ha l’obiettivo di unire anche le istituzioni, le organizzazzioni sociali, le forze imprenditoriali e i media che sono simbolo della città: a cominciare da Comune di Genova e Regione Liguria, insieme a Uispe Secolo XIX, all’Autorità del sistema portuale e alcuni rappresentanti del mondo dello spettacolo e della ricerca scientifica che hanno “Genova nel cuore”, come Luca Bizzarri, presidente Fondazione per la cultura di palazzo Ducale e gli scienziati dell’ Istituto Italiano di Tecnologia,  provenienti da 60 paesi nel mondo, che avranno con loro R1, un umanoide supertecnologico che si unirà ai runner.

Si correrà interamente all’interno della zona portuale, solitamente chiusa al traffico privato, lungo una direttrice importante che rappresenta il segnale della ricostruzione. Su questa strada, detta della Superba, in questi giorni è stato dirottato tutto il traffico pesante. L’Uisp Genova e Liguria fanno appello ai cittadini per l’utilizzo dei mezzi pubblici : AMT, l’azienda comunale dei trasporti, garantirà corse gratuite per permettere il regolare deflusso dalla manifestazione.

Sul sito della manifestazione (www.stragenova.it) ci sono tutte le notizie utili per iscriversi, on line o nei punti indicati. L’offerta è libera, ogni euro andrà ad aggiungersi ai contributi degli sponsor che sostengono l’iniziativa benefica, Gruppo Msc, Siram, Carispezia-Crédit Agricole".

 

Pubblicato in Liguria

La danza non è solo un’arte, ma un potente strumento di comunicazione che mette in correlazione corpo e mente, può aprirci agli altri, abbattere barriere e consentire di andare oltrequelli che sembrano limiti. Il primo workshop internazionale di flamenco inclusivo, in programma in ottobre a Fiorano Modenese, ha l’obiettivo di rendere la danza un mezzo per facilitare lo sviluppo delle capacità fisiche e psichiche di tutti, senza escludere nessuno.

Rendere visibili le proprie capacità è il traguardo del lavoro teorico e pratico che verrà svolto durante il corso dal maestro e coreografo JosèGalan, ballerino di professione, pedagogo e insegnante. Oltre a dirigere una compagnia di flamenco Inclusivo a Siviglia, Galan vanta una notevole esperienza nella gestione di corsi e stage dedicati a persone disabili.“Non si cerca la perfezione – commenta il coreografo -, ma piuttosto di far emergere l’espressività individuale”.

Il workshop si sviluppa su un duplice binario: quello artistico nell’ambito della ricerca sulla danza flamenca e quello sociale per il coinvolgimento di persone disabili con l’obiettivo di avvicinare le persone al flamenco, facendole divertire e, nel contempo, risvegliando la creatività e le potenzialità artistiche che ognuno ha dentro di sé. Con il movimento, attraverso aspetti quali l’equilibrio, la coordinazione e il ritmo, vengono attivati processi neurologici, fisiologici ed emotivi che migliorano l’attenzione individuale e la qualità della vita, valorizzando il talento che ognuno possiede.

L’importanza dell’inclusione delle persone con disabilità intellettive o motorie e la dichiarazione del flamenco come patrimonio immateriale dell’UNESCO sono alla base di questo progetto innovativo, che per la prima volta esce dalla Spagna e ha ottenuto il riconoscimento da parte del CONI.Al corso, chesi svolge dall’8 al 14 ottobre 2018,partecipanoventisei persone con disabilità, dieci ballerine e insegnanti di flamenco provenienti da tutta Italia e sette educatori delle associazioni partner.

L’iniziativa è organizzatada GS LIBERTAS Fiorano ASD in collaborazione di Anffas, Agape, Gulliver e CSI, con il sostegno del Comune di Fiorano Modenese e di BPER e il patrocinio dei Comuni di Fiorano Modenese, Formigine e Unione dei Comuni del distretto.

Domenica 14 ottobre è prevista un’esibizione finale, aperta al pubblico, in piazza Ciro Menotti a Fiorano Modenese alle ore 12 (in caso di maltempo, presso la palestra delle scuole Ferrari in via Niccolò Machiavelli).

 Cristina Barchi

 

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

A distanza di nove anni dalla morte di Stefano Cucchi, avvenuta il 22 ottobre del 2009 nel reparto carcerario dell'ospedale Pertini, si fa finalmente un passo decisivo verso la giustizia. La confessione di uno dei carabinieri attualmente sotto processo, il quale ha chiamato in causa a vario titolo gli altri suoi colleghi, squarcia il muro di omertà che in questi anni si era creato attorno a questo caso e che era stato rotto solo recentemente dalla testimonianza di un altro agente, Riccardo Casamassima.

Tuttavia questo muro non si sarebbe potuto abbattere se non fosse stato per la determinazione e la grande tenacia dimostrata in questi anni dalla sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, che mai un attimo ha smesso di lottare, e dall'avvocato Fabio Anselmo.

"Finalmente ci avviciniamo alla verità - dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. Ci auguriamo che in tempi brevi si arrivi al termine del processo e alle conseguenti condanne e si restituisca giustizia a Stefano e alla sua famiglia. Crediamo inoltre - conclude Gonnella - che tutti quelli che propagandavano un'altra verità stereotipata ora dovrebbero chiedere umilmente scusa".

«In questi 9 anni si è fatto un danno alla giustizia del Paese e all'Arma dei Carabinieri. Il punto, infatti, non è quello di aver attaccato l'Arma dei Carabinieri ma è che, anche di fronte all'evidenza, si è voluto difendere un atto che aveva portato alla morte di un giovane e si è voluto difendere a tutti i costi chi colpevolmente probabilmente lo aveva compiuto. E tutto questo è stato fatto in nome di una presunta "difesa dei carabinieri". I carabinieri sono una grande forza, una grande istituzione e una grande ricchezza per il Paese e credo che non sia stata certamente Ilaria Cucchi ad infangare l'Arma dei Carabinieri, che in questi anni ha cercato di affermare la verità, ma sono coloro che hanno compiuto gli atti che hanno portato Stefano Cucchi alla morte e chi li ha coperti fino ad oggi». Lo ha affermato il senatore Franco Mirabelli, Vicepresidente del Gruppo PD al Senato, intervenendo in Tv a 7Gold e in riferimento alle polemiche per gli attacchi a Ilaria Cucchi da parte dell’attuale ministro dell’Interno Salvini che ha invitato la famiglia Cucchi al Viminale: da parte della stessa Ilaria è arrivato il messaggio chiaro di richiesta di scuse ufficiali da parte delle autorità istituzionali coinvolte. 

Nessun passo indietro, invece, dall’ex ministro Giovanardi che continua a puntare il dito sulle cause della morte al consumo di sostanza stupefacenti.

Pubblicato in Diritti&Inclusione

L’impatto che la “IV Rivoluzione Industriale” avrà sul Terzo settore sarà il tema al centro de LeGiornate di Bertinoro per l’Economia Civile, il tradizionale appuntamento di AICCON, Centro Studi dell’Università di Bologna, che ha preso il via questa mattina a Bertinoro (FC).

Il dibattito, articolato in quattro sessioni, vedrà oltre 250 partecipanti provenienti da tutta Italia confrontarsi sul tema “La sfida etica nella IV Rivoluzione Industriale. Economia Civile, lavoro e innovazione sociale” che è il titolo della XVIII edizione che da 18 anni ospita i protagonisti del mondo accademico, dell’economia sociale e delle istituzioni insieme ad una community di studenti e giovani imprenditori sociali, per riflettere e conversare sui temi dell’economia civile.

La corretta applicazione delle tecnologie convergenti affinché il lavoro possa tornare ad essere un bisogno umano fondamentale e non solo un diritto è stato il tema della Sessione di Apertura dal titolo La sfida etica e l’impatto delle tecnologie convergenti. I lavori della prima giornata sono stati aperti da Gianfranco Marzocchi, Presidente AICCON e Brenno Begani, Presidente AGCI.

Alla sessione, coordinata da Paolo Venturi, sono intervenuti Stefano Zamagni, Università di Bologna; Alessandro Rosina, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano; Francesco Seghezzi, Direttore Fondazione ADAPT e Marco Bentivogli, Segretario Generale FIM-CISL.

Il confronto si è aperto con la relazione del prof. Stefano Zamagni, Università di Bologna che ha sollecitato “il mondo del Terzo settore a non avere timore delle nuove tecnologie perché il criterio che distinguerà l'umano dal non umano sarà sempre la categoria dell'amore in cui saremo sempre superiori alle macchine”.

Secondo Francesco Seghezzi, Direttore Fondazione ADAPT: “Non dobbiamo pensare che la IV rivoluzione industriale stia solo nell'innovazione attraverso le nuove tecnologie. Occorre affrontare il tema dell'innovazione dei modelli organizzativi valorizzando settori e lavori che creano valore sociale”.

A seguire è intervenuto Marco Bentivogli, Segretario Generale FIM-CISL che ha sottolineato come

“Mettere le persone al centro della IV rivoluzione industriale significa investire sulla formazione delle persone, in particolare in digitalizzazione, per risolvere il problema occupazionale. Bisogna superare la “tecnofobia” tipica del nostro Paese.”

In chiusura Alessandro Rosina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha evidenziato che “per vincere la sfida della tecnologia l’obiettivo è di far incontrare le nuove opportunità date dalla IV Rivoluzione industriale con le potenzialità dei giovani”.

Presentazione Istat

In chiusura della mattinata Sabrina Stoppiello, Responsabile Rilevazioni Statistiche sulle Istituzioni Non Profit Istat e Caterina Viviano, Dirigente Servizio Registri statistici sulle unità economiche Istat hanno presentato le stime aggiornate al 2016 sulla consistenza e le principali caratteristiche strutturali del settore non profit in Italia.

Nel 2016 le Istituzioni Non Profit erano 343.432 e contavano (+2,1% sul 2015) e 812.706 dipendenti (+3,1% sul 2015), aumentando il loro peso rispetto alle imprese, sia in termini di istituzioni (+2,0%) che di addetti (+2,1%).

Il 7,3% delle INP è nato nel biennio 2015-2016. Il 62,7% delle unità con almeno 10 dipendenti sono invece nate in anni precedenti al 2000.

Tra il 2015-2016 sono le fondazioni a crescere di più (+16,4%) mentre le coop sociali mostrano un lieve calo (-3,3%). I dipendenti aumentano in misura maggiore nelle fondazioni (+10,3%) e nelle coop sociali (+3,0%), in cui si concentra il 52,7% degli addetti.

Nel biennio 2015-2016 oltre la metà dei lavoratori dipendenti si conta nell'assistenza sociale (36,4%) e della sanità (22,6%); seguono i settori dell’istruzione e ricerca (15,1%) e dello sviluppo economico e coesione sociale (11,9%).

Tra i dipendenti delle INP il 71,9% sono donne, oltre il 57,3% ha un'età compresa tra i 30 e i 49 anni, il 31,0% sono laureati e l'84,5% è a tempo indeterminato.

I dipendenti per i quali le INP hanno beneficiato di sgravi contributivi sono 40.436 nel 2016 (5,0%), di cui per il 70,8% dei casi si tratta di fasce socialmente deboli rispetto all'ingresso nel mercato del lavoro: detenuti, disabili e donne svantaggiate.

 

All’interno del programma delle Giornate di Bertinoro 2018 è previsto anche uno spazio dedicato ai giovani: il GdB OFF, opsita più di 60 studenti del Corso di Laurea in Management dell’Economia Sociale dell’Università di Bologna – Campus di Forlì e quest’anno è realizzato con la collaborazione diJointly - Il Welfare Condiviso.

Pubblicato in Nazionale
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