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Martedì, 16 Ottobre 2018

Articoli filtrati per data: Martedì, 02 Ottobre 2018 - nelPaese.it

Zeinab Sekaanvand, una curda iraniana di 24 anni, è stata messa a morte nella città di Urmia all'alba del 2 ottobre. Era stata arrestata nel 2011, appena diciassettenne, per l'omicidio del marito che era stata costretta a sposare all'età di 15 anni. 

“Non solo Zeinab era minorenne al momento del reato – scrive Amnesty in una nota - ma il suo processo era stato gravemente irregolare. Aveva avuto assistenza legale solo nelle fasi finali del procedimento, nel 2014, quando aveva ritrattato la confessione, resa a suo dire dopo che agenti di polizia l'avevano picchiata su ogni parte del corpo”. 

Il 29 settembre la donna era stata trasferita nel reparto ospedaliero della prigione di Urmia per essere sottoposta a un test di gravidanza, risultato negativo il giorno dopo. Di conseguenza, la direzione della prigione aveva contattato la famiglia per segnalare che l'ultima visita era stata fissata per il 1° ottobre. Qui, i suoi parenti avevano appreso che l'esecuzione sarebbe avvenuta il giorno dopo. 

“L'Iran – conclude Amnesty - è rimasto l'unico paese al mondo a mettere a morte minorenni al momento del reato. Dal 2005 vi sono state circa 90 esecuzioni del genere, di cui almeno cinque nel 2018. Nei bracci della morte del paese restano in attesa dell'esecuzione almeno altri 80 minorenni al momento del reato”. 

Pubblicato in Parità di genere

Nell’ambito della XXII edizione di A teatro nelle case diretto dal Teatro delle Ariette, venerdì 5 e sabato 6 ottobre, alle ore 21, il Teatro delle Albe sarà ospite in case private - il 5 ottobre alla Fattoria delle Querce di Bazzano e il 6 ottobre alla Cantina Bonfiglio di Monteveglio - con “I FATTI l’aria infiammabile delle paludi”.

Una ballata blues per due sgabelli, un narratore, Luigi Dadina, e un bassista, Francesco Giampaoli. Musica e voce per tessere un racconto, fuori e dentro la biografia del narratore, storia di avvenimenti reali, immaginati o sognati, che una volta raccontati diventano più veri del vero.

Nella memoria abbiamo i trebbi della tradizione romagnola, ma anche i griot africani del Teatro delle Albe. I due protagonisti hanno sempre avvertito un’assonanza con il blues, musica nata nel delta del Mississippi, che Francesco Giampaoli ha rigenerato là dove è cresciuto, vicino alle più familiari valli di Ravenna.

Un’anima nera, negra. Trebbo, dal latino trivium, crocicchio, o crossroads, il crocicchio della tradizione blues. Il crocicchio come luogo degli incontri, ma anche come simbolo della possibilità di cambiare strada.

Luigi Dadina attraversa il Novecento, il secolo operaio, in una narrazione che si apre il 30 giugno 1916, nel cuore dell’estate, sul monte Colombara dove muore Dadina Vincenzo Antonio, colono. È il secondo anno della prima guerra mondiale. Dopo millenni non erano più i buoi a tirare l’aratro, comparivano le prime macchine agricole.

Il successivo trasferimento della famiglia a Ravenna è legato all’enorme sviluppo industriale della pianura padana, all’estrazione del metano, l’aria infiammabile delle paludi che alimenta il boom economico. Che permette la rinascita del porto di Ravenna. La narrazione si chiude il 13 marzo 1987 con la tragedia della nave gasiera Mecnavi dove tredici persone persero la vita in uno dei peggiori incidenti sul lavoro in Italia.

Info e prenotazioni: Teatro delle Ariette Tel. 051 6704373 e sito www.teatrodelleariette.it

Prossimi appuntamenti

Venerdì 5 ottobre ore 21, Fattoria delle Querce di Bazzano

Sabato 6 ottobre ore 21, Cantina Bonfiglio di Monteveglio

Teatro delle Albe I FATTI l'aria infiammabile delle paludi

8 - 12 ottobre al Teatro delle Ariette

Alessandro Berti VERSO BLACK DICK residenza creativa

Sabato 13 ottobre ore 20.30 e domenica 14 ottobre ore 13 al Teatro delle Ariette

Teatro delle Ariette ATTORNO A UN TAVOLO (piccoli fallimenti senza importanza)

 

 

Pubblicato in Cultura

“Siamo una delle colonne portanti di questo Paese, contiamo quasi 340 mila realtà di volontariato, associazionismo, impresa sociale che, quotidianamente, impegnano oltre 5 milioni di cittadini e danno lavoro a quasi 800 mila persone. Un variegato mondo che ogni giorno fornisce risposte concrete alle diverse questioni sociali dell’Italia. Siamo un pezzo imprescindibile del welfare di comunità. Per questo meritiamo attenzione, ma anche azioni concrete”.

Così la Portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi ha accolto il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio, all’Assemblea nazionale svoltasi a Roma in programma fino a domani. “Una presenza voluta e assai gradita – spiega Fiaschi – perché testimonia l’importanza che il Terzo Settore si è costruita in questi anni”. “Che il ministro sia qui, oggi, ci conforta, è un bel segnale” aggiunge Fiaschi.  Al  Ministro Di Maio del resto il Forum del Terzo Settore ha anche sottolineato l’importanza di un piano strutturale di contrasto alla povertà  e l’apertura di un tavolo di confronto nell’ambito di Governo, per un approccio integrato al fenomeno delle migrazioni. 

“Vogliamo lavorare assieme affinché tutto l’apparato normativo sul Terzo Settore sia finalmente portato a compimento. Il terzo settore– continua la Portavoce del Forum del Terzo Settore – non è  un problema da risolvere ma un’opportunità da cogliere per migliorare e aumentare il godimento dei diritti di cittadinanza delle persone e della comunità ed anche per generare  uno sviluppo inclusivo e sostenibile”.

Il riferimento di Fiaschi è alla Riforma del Terzo Settore che dopo anni di confronto e discussione è diventata Legge dello Stato ma che ha ancora bisogno di misure concrete di attuazione. “Per rendere la riforma pienamente operativa – puntualizza Fiaschi – devono essere ancora emanati oltre 20 atti normativi per l’attuazione del Codice del Terzo settore, e una decina per l’impresa sociale, tutti quelli previsti per il Servizio Civile Universale e per il 5 per mille. E’ ovvio che non ci aspettiamo miracoli, ma riteniamo possibile che già  nella prossima Legge di Bilancio siano almeno corrette le misure che ci penalizzano”.

Le richieste al Governo infatti riguardano la possibilità per il mondo del volontariato di portare avanti attività di autofinanziamento, la correzione del dispositivo fiscale e l’inquadramento delle ex-Ipab. Il mondo del Terzo settore chiede inoltre la rapida istituzione del Registro Unico del Terzo per dotare tutti gli enti vecchi e nuovi di una “carta di identità” così da garantire trasparenza gestionale e rendicontazione sociale. Serve infine completare il quadro regolativo dell’impresa sociale, in particolare per le parti che riguardano la vigilanza e i percorsi di armonizzazione normativa in settori quali sport sociale, agricoltura sociale, impresa culturale, cooperazione allo sviluppo.

“Come abbiamo riconfermato personalmente anche al ministro Di Maio  siamo pronti e disponibili al confronto e alla collaborazione e fiduciosi che questa opportunità non verrà fatta cadere” conclude Fiaschi.

L'intervento del ministro

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali ha poi fatto riferimento alla riforma del Terzo settore, cui era dedicata un'ampia parte della relazione della portavoce Fiaschi. “Mancava una disciplina organica di questo settore e di qui è nata l'esigenza della riforma, che spero si possa attuare ora insieme”. Di Maio ha poi ripreso, valorizzandola, l'espressione utilizzata dalla portavoce Fiaschi, che definiva il Terzo settore “la più grande opera di mobilitazione sociale”. “Per me è esattamente questo - ha affermato il ministro - e la riforma va in questa direzione: non possiamo che continuare ad attuarla con l'aiuto dei diretti interessati, insieme ai quali è stata concepita ed elaborata”. 

Di Maio ha poi fatto riferimento al Codice del Terzo settore, evidenziando la necessità di “questa porta di accesso ai benefici fiscali. La maggior parte delle imprese sociali opera in piena regola – ha sottolineato – ma dobbiamo assolutamente monitorare per stanare le false cooperative, che impoveriscono il mercato, usando il sociale come cavallo di Troia per accedere ai finanziamenti. Credo quindi che sia importante vigilare e denunciare i disonesti”. Per quanto riguarda il Servizio civile, “è importante che sia stato reso effettivo e potenziato, garantendo anche la pubblicità dei bandi”. 

Sul sistema di welfare in generale, “siamo consapevoli di quanto bisogno ne abbiamo, tanto più in questo momento: un Paese che dimentica gli anziani, i giovani e chiunque abbia bisogno di sostegno è un Paese destinato al collasso. – ha affermato – Vogliamo garantire un sistema Paese orientato al sociale e fornire tutti gli strumenti perché questo accada. Non sacrificheremo mai i diritti e le tutele sull'altare di una crescita che per noi crescita non sarebbe, in assenza di questi diritti”. Di Maio ha quindi assicurato “la disponibilità del governo a lavorare con gli operatori per rendere più solido questo settore imprescindibile”. 

Il ministro è poi entrato nel merito di alcune delle questioni tecniche poste dalla portavoce Fiaschi, offrendo da subito alcune garanzie. “Possiamo certamente assicurare un maggiore impegno per aumentare il numero di professionisti all'interno delle associazioni, ferma restando la prevalenza dei volontari”. Allo stesso modo, “lavoreremo per istituire Consigli regionali del Terzo settore, così come richiesto”. Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali, “lavoreremo alla revisione dell'imposta di registro per i contratti di appalto tra enti privati e pubblici e allargheremo la platea di beneficiari delle erogazioni liberali”. 

Di Maio ha quindi concluso riconoscendo il valore del Terzo settore e la sua funzione cruciale: “Per il mio ministero – ha detto - passano la carne viva e la sofferenza delle persone. L'obiettivo della legge di bilancio e della nota di aggiornamento del Def è porre al centro proprio questa sofferenza, per anni demandata solo alla vostra opera. Io auspico che, contestualmente al rafforzamento e al riconoscimento del vostro fondamentale lavoro, si affermi una maggiore presenza dello Stato nel far fronte alle emergenze sociali. E confermo tutta la mia disponibilità in questo senso”.

(Fonte: Redattore Sociale)

 

 

 

 

Pubblicato in Nazionale

Quarantuno corti selezionati su più di ottocento pervenuti, una nutrita pattuglia di registi napoletani presenti alle proiezioni l’attrice Marina Confalone, presidente di giuria, affiancata dagli attori Nando Paone, Massimiliano Gallo e dall’attrice Shalana Santana.e, infine, le targhe alla carriera a Cristina Donadio, Adele Pandolfi, Gianfranco Gallo, Franco Iavarone e Gianni Ferreri, interpreti di alcuni corti che verranno proiettati.

È questo in sintesi il programma della 10a Edizione del Festival Internazionale del Cortometraggio "I Corti sul Lettino - Cinema e Psicoanalisi”, ideata dal direttore artistico Ignazio Senatore, psichiatra, giornalista e critico cinematografico ed organizzata dall’Associazione “Movies Event” e da Pietro Pizzimento, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e con il sostegno della Regione Campania, che si terrà  dal 3 al 6 ottobre 2018 al PAN – Palazzo delle Arti Napoli, dalle ore 17.30 alle 19.30.

La prima giornata è dedicata ai corti che, con sagacia e ironia, hanno saputo raccontare i tormentati rapporti tra paziente ed analista o hanno scavato nel profondo dell’anima umana: Save di Iván Sáinz-Pardo, Peggie di Rosario Capozzolo, Gray umbrella di Mohammad Postindouz, Because of a little apple di Ksenia Roganova, Tu non c’eri di Cosimo Damiano Damato con Brenno Placido e Piero Pelù, Une place di Arthur Bacry, Triunfadores di Joseba Alfaro, Pajero di Aitor González Iturbe, La risa de las mariposas di Regla Peinado Elliott, In ritardo di Franz Laganà con Cristiana Capotondi e Paolo Rossi, Happy hour di Fabrizio Benvenuto con Paolo Briguglia, El lucero di Patricia Galán, Marcos Álvares, Manicure di Francesco Natale con Adele Pandolfi.

A commentarli lo psichiatra Adolfo Ferraro, la psicoanalista Rossana Calvano e Luigi La Monica selezionatore dei corti del Festival del Cinema Europeo di Lecce.  La seconda giornata è una retrospettiva dedicata ai corti più rappresentativi proiettati nelle precedenti edizioni, interpretati, tra gli altri, da Stefano Accorsi, Giuseppe Battiston, Neri Marcorè. Rolando Ravello, Gigio Alberti, Vittoria Puccini, Valeria Solarino e Donatella Finocchiaro: L’amore è un giogo di Andrea Rovetta con Neri Marcorè, Meglio se stai zitta di Elena Bouryka con Valeria Solarino e Donatella Finocchiaro, Swing di Maria Guidone con Giuseppe Battiston, November di Eric Esser, Un uccello molto serio di Lorenza Indovina con Rolando Ravello e Chiara Caselli, Maradona Baby di Nino Sabella, L’ultimo viaggio di Valeria Luchetti con Gigio Alberti, Marina Massironi, Io non ti conosco di Stefano Accorsi con Stefano Accorsi  e Vittoria Puccini.

A commentarli il critico cinematografico Alberto Castellano, lo storico del cinema Giuseppe Borrone e Giuseppe Colella, presidente del Coordinamento Festival Cinematografici della Campania. 

Il 5 e 6 ottobre verranno proiettati i corti che concorreranno per i premi di miglior corto, miglior corto straniero, miglior attore, attrice e corto premiato dal pubblico. Il 5 ottobre aprono la competizione i corti stranieri: Waves di Sophie Chamoux, Waiting di Alexey Rem, Mazeppa di Jonathan Lago Lago, Dix minutes pas plus vostit di Antoine De Bujadoux, Agelasta di Sara Gracia Jiménez, Verde pistacho di Paco Cavero, Le défi du rade di François Zaïdi, Seguono Al posto suo di Alessandro Sampaoli, Still Dance di Alessandro Sampaoli Andrea Paracchini, Vera Racanelli, Mauro Paglialonga, Giovanni Franzoi con Renato Scarpa,  Per errore di Raffaele Ceriello con Laura Borrelli e Lalla Esposito, Lei di Roberto Bontà Polito con Yuliya Mayarchuk e Ragù noir di Alfredo Teja Mazzara con Alessandra Borgia e Laura Borrelli.

Il 6 ottobre sarà, invece la volta di Deux mains di Michaël Barocas, Familienurlaub di Fabian Giessler, Storia triste di un pugile scemo di Paolo Strippoli con Cristina Donadio, In quel preciso istante di Sarasole Notarbartolo con Cristina Donadio e Franco Iavarone, Tu m’uccidi, o crudele di Giovanni Calvino con Gianni Ferreri e Franco Iavarone, La giornata di Pippo Mezzapesa con Arianna Gambaccini, Sweetheart di Marco Spagnoli con Marco Giallini e Violante Placido, La gatta mammona di Paolo Cipolletta con Gianfranco Gallo. Sarà presente alla serata Nino Daniele – Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.  Info:  www.cinemaepsicoanalisi.com  

Pubblicato in Campania

La Stagione Teatrale, le serate danzanti, la nuova immagine e i progetti: si può scoprire la programmazione 2018/2019 di Industria Scenica e le grandi novità di quest’anno. Il 5 ottobre, a partire dalle ore 20:00, Industria Scenica presenterà la nuova programmazione 2018/2019 di eventi e progetti. Dal 2012 la Cooperativa Sociale Onlus elabora e realizza percorsi che integrano le arti performative con il sociale, la formazione con lo sviluppo personale e ricreativo del singolo e della collettività. Mantenendo questa sua natura eclettica, dall’anno scorso Industria Scenica ha avviato un processo di modernizzazione dei suoi strumenti di comunicazione, che verranno presentati al pubblico durante la serata.

L’appuntamento è un momento di svago per toccare da vicino l’intera realtà che Industria Scenica rappresenta per Milano e il suo hinterland (nello specifico della zona nord-est). Il tema della serata prende il nome dalla campagna eventi 2018/2019: “​E Tu Cosa Vedi?”​ ​. Una casa decorata o il balcone di Giulietta? Un parco o il giardino di Alice Nel Paese Delle Meraviglie? La banchina della metropolitana o l’attesa di Godot? Una latteria o la Bottega Del Caffè di Goldoni? Un parrucchiere o il Barbiere di Siviglia? Industria Scenica interpreta la realtà come il risultato di numerosi elementi culturali che interagiscono fra loro.

Con sguardo attento, coglie piccoli spunti a partire dalle persone che incontra, dai luoghi che frequenta e anima con progetti di drammaturgia di comunità, e li arricchisce mediante spunti dal sapore artistico. Per Industria Scenica la cultura è ovunque: ogni persona possiede potenzialità valorizzabili in chiave artistica, ogni spazio può essere un palcoscenico e ogni gesto può trasformarsi in un rito. Così, per l’elaborazione e la realizzazione delle attività di quest’anno, la Cooperativa ha deciso di invitare il suo pubblico a immaginare e quindi cogliere insieme gli elementi culturali che fanno parte della quotidianità.

Durante la serata il pubblico potrà partecipare attivamente a installazioni performative ​e attività interattive​, quali isole di drammaturgia e di teatro, e immergersi in produzioni video 360° per esplorare il mondo dei nuovi media, tema da sempre sensibile al lavoro di Industria Scenica. A seguire si alterneranno proiezioni, letture sceniche e performance di diversa natura: circo, rap, magia e teatro - ovvero esibizioni incentrate sul tema “E tu cosa vedi?” Il tutto presso l’Everest - lo spazio multifunzionale che Industria Scenica gestisce dal 2014. Nel cuore della serata, la sala valorizzerà la sua natura originaria di balera storica, ospitando la musica dal vivo dell’Orchestra di fama internazionale Roby e la Torpedo Blu. In chiusura, dj set (ospite TBA).

L’evento si propone come un momento di festa per guardare Industria Scenica con occhi nuovi.

 

Programma

 

Dalle ore 20:00 - Installazioni performative, attività interattive e rinfresco

Ore 21:00 - Intermezzo: “E Tu Cosa Vedi?” - Letture sceniche (ospite TBA) - Proiezioni di video prodotti da Industria Scenica - Azione performativa circense con Andrea Brunetto della compagnia Madame Rebiné - Esibizione live rap con Eell Shous - Spettacolo di magia con Walter Maffei

Ore 22:00 - Musica dal vivo con l’Orchestra Roby e la Torpedo Blu

Ore 23:30 - Dj set (dj TBA)

Ore 00:30 - Rito della buonanotte - performance a sorpresa I protagonisti dell’evento “​E Tu Cosa Vedi?​

 

 

Pubblicato in Lombardia

Legacoop Romagna, Coop Alleanza 3.0 e Coopfond promuovono la nascita di nuove cooperative nel territorio di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna. Ha preso il via la seconda edizione di Coopstartup Romagna: a disposizione 48mila euro per coloro che vogliono cimentarsi con l’avvio di una impresa cooperativa.

Importanti le novità: iscrizioni aperte anche ai singoli e senza limiti di età, ma con punteggi premianti per gli under 40. Le iscrizioni sono aperte sul sito www.coopstartup.it/romagna e allo stesso indirizzo è possibile rivolgersi per informazioni, così come al numero 342 8166903 (anche via whatsapp).

Per tutti, indipendentemente dall’esito, è garantito un percorso di formazione gratuito sulla gestione di impresa. In palio per ogni progetto vincitore (fino a un massimo di quattro) 12mila euro per avviare la cooperativa. L’iniziativa ha il patrocinio dell’Università di Bologna e dei Comuni di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini. Le premiazioni a giugno 2019.

Partecipazione aperta anche ai singoli, senza limiti di età

Sono ammessi a Coopstartup Romagna gruppi di almeno 3 persone che intendano costituire un’impresa cooperativa con sede legale e/o operativa nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e cooperative costituitesi dopo il primo ottobre 2017 con sede nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Da questa edizione la piattaforma è aperta anche ai singoli che vogliono esporre un’idea o mettere a disposizione le loro competenze professionali: verrà poi favorita la formazione di nuovi gruppi o l’inserimento in team esistenti. Non ci sono più limiti d’età per iscriversi, ma è previsto un bonus per i gruppi composti in maggioranza da under 40. Anche chi ha presentato idee alla prima edizione può presentarsi di nuovo, ovviamente con progetti diversi. Il focus è su idee imprenditoriali che comportino l’introduzione di innovazioni tecnologiche, organizzative o sociali, con particolare riferimento agli ambiti considerati prioritari dalla UE per incoraggiare percorsi di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Le fasi del progetto: a giugno l’evento finale

A inizio ottobre si apre la “call for ideas” su internet che andrà avanti fino a metà gennaio. Tutti gli iscritti al bando potranno partecipare a una formazione gratuita in e-learning per facilitare l’acquisizione delle conoscenze e competenze di base per la creazione di startup cooperative. Al termine di questa fase tutti i gruppi dovranno presentare la loro idea imprenditoriale e il team definitivo, eventualmente integrato dalle nuove professionalità. A questo punto avverrà il “matching” tra i singoli e i gruppi. Dieci gruppi finalisti potranno seguire le tre giornate di formazione intensiva dal vivo finalizzate alla messa a punto dei progetti d’impresa. Al termine dovranno predisporre un progetto imprenditoriale realizzando un business plan e un video, non professionale, di presentazione del progetto. A giugno 2019 la comunicazione dei vincitori e l’evento di premiazione.

I partner

Coopstartup si avvale di una fitta rete di partner territoriali che condividono metodo e finalità. In particolare il progetto è patrocinato dall’Università di Bologna, Comune di Cesena, Comune di Forlì, Comune di Ravenna e Comune di Rimini. Collaborano alla buona riuscita Federcoop Romagna, Demetra Formazione, Cooperdiem, Innovacoop, insieme a partner tecnici quali: Aiccon, Aster, Basement Club, Cesena Lab, CISE, Colabora, Innovation Square, Primo Miglio, Romagnatech, U-Start

Pubblicato in Lavoro

Il 13 maggio 1978 il Parlamento italiano approvò definitivamente la legge 180/1978, conosciuta come legge Basaglia, che con la chiusura dei manicomi rappresentò la fine dell'era degli ospedali psichiatrici in Italia, regolamentò il Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) e istituì i servizi di igiene mentale pubblici; rendendo l’Italia un modello unico in Europa.

In occasione del 40 anniversario dell’approvazione di quella legge Legacoop Estense – in collaborazione con Associazione Idee in Circolo, Circolo Culturale Left e la Rete degli studenti medi di Modena – promuove un incontro pubblico di presentazione del libro “MORIRE DI CLASSE. La condizione manicomiale fotografata da F.Cerati e G.Berengo Gardini”. All’iniziativa, in programma giovedì 4 ottobre alle ore 18 presso Lo Spazio Nuovo di Via IV Novembre 40/H a Modena, interverranno Sergio Serra, di Duemilauno Agenzia Sociale di Trieste, e il Dott. Fabrizio Starace Direttore del Dipartimento di Salute Mentale – Modena.

Pubblicato per la prima volta nel 1969 e recentemente ristampato da Duemilauno Agenzia Sociale di Trieste, il libro è il drammatico e toccante reportage fotografico di un viaggio dentro ad alcuni manicomi italiani.  Sono immagini di una parte della storia italiana per decenni dimenticata: quella di uomini e donne, fantasmi per la società, che questi scatti hanno contribuito a far conoscere, suscitando quel movimento di opinione che avrebbe portato nel 1978 a far approvare la legge 180. Scatti che ancora oggi, a 40 anni di distanza, mantengono immutata la loro carica sconvolgente per le coscienze e invitano a non chiudere mai gli occhi.

In un’intervista televisiva Franco Basaglia dichiarò «Non è importante tanto il fatto che in futuro ci siano o meno manicomi e cliniche chiuse, è importante che noi adesso abbiamo provato che si può fare diversamente, ora sappiamo che c'è un altro modo di affrontare la questione; anche senza la costrizione.» Ed è questo uno dei principali impegni, da sempre, della cooperazione sociale e delle tante associazioni che operano quotidianamente per rendere più dignitosa la vita di persone particolarmente fragili; un impegno tanto più indispensabile in un periodo storico in cui la mancata, o distorta, conoscenza delle cose rischia di rendere diversità e fragilità un problema da rimuovere. 

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Saranno 16 le squadre ai nastri di partenza e tanta, tanta voglia di stare insieme, perché correre dietro ad un pallone è solo un pretesto, una scusa per ritrovarsi, confrontarsi, divertirsi, all’insegna dello sport sociale. Appuntamento a Montecatini Terme (Pt) dal 4 al 6 ottobre con la XII edizione di "Matti per il calcio", Rassegna nazionale di centri di salute mentale e Asl organizzata dall'Uisp.

Le squadre sono composte da persone con disagio mentale, operatori e infermieri che giocheranno partite no-stop di quaranta minuti, venti minuti per tempo.
L'Uisp ha una parola chiave che vale per tutte le attività sportive e sociali che propone: questa parola è "insieme". Infatti le squadre sono composte da persone con disagio mentale, infermieri, operatori e medici, per due giorni di sport e socializzazione. Sono proprio loro i protagonisti di questo progetto Uisp, teso al recupero e alla socializzazione attraverso il calcio.  Attraverso l’attività sportiva le persone con disagio mentale riescono ad abbattere le barriere e riappropriarsi della propria personalità.

 La Rassegna nazionale è preceduta da iniziative e veri e propri campionati sul territorio e attività promosse dall'Uisp che durano tutto l'anno nelle varie città, che attraversano tutto il paese, dal nord al sud, coinvolgendo centinaia di persone e offrendo loro opportunità di inclusione e amicizia.

"La nostra parola chiave è insieme ma siamo i primi a mettere fuori squadra due parole disgustose, che sono discriminazione e pregiudizio – dice Vincenzo Manco, presidente Nazionale Uisp – il nostro sport vuole favorire l'integrazione e vincere l'isolamento, attraverso un torneo che è il punto di arrivo di progetti e interventi che la Uisp promuove con continuità a livello territoriale ormai da circa trent'anni".

Le 16 squadre che quest’anno parteciperanno a Matti per il Calcio sono: Strada Facendo (Crotone, Calabria); Rappresentativa Arezzo (Arezzo, Toscana); Puglia in Rete e Matti nel Pallone Uisp Taranto (Taranto, Puglia); Va’ Pensiero (Parma, Emilia-Romagna); Cosmos (Piacenza, Emilia-Romagna); Polisportiva Araba Felice (Rovigo, Veneto); A.s.d. La Torre r.s. Onlus (Carbonia, Sardegna); Polisportiva Foligno ASD Sportinsieme (Foligno, Umbria); Percorsi (Pescara, Abruzzo); Real… Mente (Roma, Lazio); Girasole Calcio (Bergamo, Lombardia); Centro Serapide (Pozzuoli, Campania); Insieme per Sport (Genova, Liguria); Fuori di Pallone (Torino, Piemonte) e Folletti ‘99 (L’Aquila, Abruzzo).

Sui due campi di gioco dell’impianto sportivo Comunale “Daniele Mariotti” di via Maratona, 16 a Montecatini Terme (PT), il fischio d’inizio è previsto per giovedì 4 ottobre alle ore 16.00, con partite in programma per tutto il pomeriggio di giovedì, e poi al mattino e al pomeriggio di venerdì 5.
Sabato mattina, 6 ottobre, dalle ore 10.00, finali e finalissime. A seguire, premiazioni.

Le squadre partecipanti si contenderanno il premio (simbolico) messo in palio dal Calcio Uisp: l’anno scorso hanno trionfato quattro squadre a pari merito: il Girasole di Treviglio (Bergamo), Araba Felice/Il Tulipano di Rovigo-Verona, Una ragione in più/I Fenicotteri di Oristano, Real...Mente di Roma.

Pubblicato in Sport sociale

Come per le Ong anche il sindaco di Riace finisce nel mirino. E a lui va peggio: Mimmo Lucano è stato arrestato questa mattina per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. I finanzieri del Gruppo di Locri hanno eseguito  un'ordlnanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale della stessa cittadina calabrese, che dispone gli arresti domiciliari di Lucano.sindaco ed il divieto di dimora perla sua compagna. Tesfahun Lemlem, nell'ambito dell'operazione denominata "Xenia".

“La misura cautelare rappresenta l'epilogo di approfondite indagini. coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell'lnterno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace    per l'accoglienza del rifugiati e dei richiedenti asilo politico”.

Secondo il magistrato Lucano è uno “spregiudicato” perché “nonostante iI ruolo istituzionale rivestito” avrebbe organizzato “veri e propri matrimoni di convenienza tra cittadini riacesi e donne straniere al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano”.

Per la Procura “gli elementi di prova raccolti hanno permesso di dimostrare infatti come il Sindaco Lucano, unitamente alla sua compagna Teslahun Lemlem, avessero architettato degli espedienti criminosi, tanto semplici quanto efficaci volti ad aggirare la disciplina prevista dalle norme nazionali per ottenere l'ingresso in Italia”.

C’è da dire che la “disciplina prevista dalle norme nazionali” è sempre la legge Bossi-Fini che ha istituito il reato di clandestinità, una norma contestata da più parti perché discriminante e lesiva dei diritti umani. In sostanza Lucano avrebbe permesso la permanenza di migranti a Riace celebrando matrimoni. E tante sono le domande: era indispensabile l’arresto? Perché la sua compagna subisce il divieto di dimora? Come mai questo provvedimento dopo lo scontro aperto dal ministro dell’interno nei confronti del primo cittadino di Riace?

Un altro passaggio del comunicato della Procura apre interrogativi importanti: “ferme restando le valutazioni già espresse in ordine alla tutt’altro che trasparente gestione da parte del Comune di Riace e dei vari enti attuatori delle risorse erogate per l’esecuzione dei progetti Sprar e Cas ed acclarato quindi che tutti i protagonisti dell’attività investigativa conformavano i propri comportamenti ad estrema superficialità, il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate”. Insomma, Lucano ha commesso un reato oppure no per giustificare l'arresto?

Il timore è che ci troviamo di fronte a un nuovo teorema dopo quelle contro le Ong finito poi nel nulla di un’archiviazione. Sullo sfondo c’è il contrasto a qualsiasi pratica diversa dal decreto sicurezza che trasforma l’immigrazione in un’emergenza criminalità.

E non è un caso che proprio Salvini, oggi in una contestatissima visita a Napoli, esulti su twitter alla notizia: “accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati!”

 

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