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Martedì, 16 Ottobre 2018

Articoli filtrati per data: Martedì, 09 Ottobre 2018 - nelPaese.it

Oggi si discute al Consiglio dei Ministri dell'Ambiente europei circa la riduzione delle emissioni per auto e van. "Io sto rappresentando l'Italia e cercheremo  di alzare il più possibile la percentuale di riduzione delle emissioni. È una sfida importantissima che ci riguarda tutti, perché l'aria che respiriamo riguarda ognuno di noi e la salute nostra e del Pianeta": lo dichiara il ministro dell'Ambiente Sergio Costa al Consiglio europeo dei ministri dell'Ambiente in corso a Lussemburgo.

"I Paesi europei non sono affatto coesi: c'è un blocco che vuole mantenere la proposta della Commissione, una percentuale di riduzione del 30% al 2030, chi appoggia quella del Parlamento europeo, 40% nel 2030. L'Italia si attesta tra le posizioni più ambiziose, ed è importantissimo che oggi da questa sala esca un accordo", spiega il Ministro.

"Abbiamo letto tutti cosa hanno scritto gli scienziati dell'Ipcc nell'aggiornamento del rapporto chiesto dall'Accordo di Parigi. Quel mezzo grado tra 1.5 e 2 gradi può fare la differenza tra far sparire o no un ecositema, tra far estinguere o no una specie animale, tra veder sommergere o no le nostre coste. Piogge torrenziali, grande siccità, estati sempre più calde, le risorse idriche a rischio: non sono ipotesi lontane, è quanto potrà accadere anche nelle nostre città. Ogni Paese rappresentato in questa sala ha una grande responsabilità oggi. E noi, come Paese Italia, ce la metteremo tutta", conclude.

Pubblicato in Ambiente&Territorio

E' on line il sito del progetto "La Bussola - Strumenti e risorse per navigare informati", realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento delle politiche antidroga (Dpa), e promosso dalla cooperativa Stellaria, la onlus Mondo Minore e l'associazione Arcobaleno. Il progetto, che ha un respiro nazionale, coinvolge scuole, organizzazioni del terzo settore impegnate nella promozione della cittadinanza attiva e nella prevenzione del disagio, web leaders, giornalisti, operatori e assessori competenti. L'obiettivo è quello di ampliare la consapevolezza sui rischi connessi all'uso di internet per promuoverne un uso controllato e più sicuro da parte dei ragazzi. Un progetto che parla ai più giovani, coinvolgendoli in un utilizzo creativo (e responsabile) del web e delle nuove tecnologie.

Il SITO WEB DEDICATO (www.labussolapernavigare.it) raccoglie le informazioni su obiettivi, azioni e risultati del progetto, oltre agli strumenti operativi e gli elaborati prodotti nell'ambito delle diverse attività previste. Individua anche percorsi di accesso differenziato a seconda dell'utente (ragazzi, insegnante e genitori, media). 

Spazio alle NEWS. Un notiziario tematico raccoglie le principali news sul tema delle dipendenze, esperienze del mondo associativo e voci istituzionali. Il sito ospita anche una rassegna stampa dedicata settimanale.

La pagina dedicata alle BUONE PRASSI contiene la mappatura di alcune esperienze e strumenti ad oggi elaborati in Italia: si tratta di iniziative, sia pubbliche che private, promosse da Dpa, forze dell'ordine, fino a Microsoft, Google, Poste, Telecom. Schede sinottiche andranno via via ad implementare questo spazio.

Una pagina è dedicata alla FORMAZIONE e alle azioni che saranno organizzate per gli operatori dell'informazione, assessori regionali e comunali alle politiche giovanili, operatori delle dipendenze patologiche (del pubblico e del privato sociale) e stakeholder ritenuti attori chiave per promuovere un'informazione diffusa e capillare sui rischi ed elaborare politiche. In particolare per i giornalisti sarà promosso un percorso formativo, strutturato in quattro seminari dedicati, a Roma, da gennaio ad aprile 2019. Sul sito saranno man mano rese anche disponibili "pillole" formative, pensate come video-interviste e testimonianze e un e-book tematico.

Sul sito la possibilità di iscriversi (con uno speciale format) al CONTEST nazionale che sarà lanciato nei prossimi mesi e che vede protagoniste le scuole nel creare una campagna informativa multimediale, di cui i ragazzi elaboreranno contenuti e strumenti. La promozione dell'iniziativa verrà gestita anche attraverso il coinvolgimento degli operatori dell'informazione e degli assessorati alle politiche giovanili. Gli elaborati raccolti nell'ambito del concorso saranno diffusi attraverso un canale youtube ad hoc e i principali social. Sul sito sarà disponibile il BANDO del contest.

 

Pubblicato in Salute

Due settimane fa, in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico, FISH ha lanciato un sondaggio presso le famiglie con bimbi e ragazzi con disabilità, per comprendere al meglio quale fosse la qualità dell’inclusione scolastica. Già le precedenti segnalazioni apparivano infatti piuttosto inquietanti: ritardi nell’assegnazione di insegnanti di sostegno, assenza di assistenti all’educazione o alla comunicazione, lacune nell’assistenza igienica e materiale e altri elementi che impattano negativamente sulla frequenza scolastica.

Ora i primi dati. Hanno risposto 1.600 famiglie che rappresentano un campione significativo. Di queste, il 41% denuncia la mancanza della figura del sostegno e fra queste il 30% dichiara pure di essere stato invitato a non portare a scuola il proprio figlio o di ridurne la frequenza. Altro dato preoccupante è quello relativo alla reale specializzazione degli insegnanti di sostegno assegnati: solo il 30% risulta in possesso, secondo le famiglie, dei relativi titoli.

“Lo scenario è più preoccupante di quanto già non temessimo – sottolinea Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Ciò impone la necessità di un confronto immediato con il Ministro dell’Istruzione anche alla luce di vari ‘rumors’, che ci auguriamo infondati, che riportano intenti circa un possibile intervento per la mobilità degli insegnanti di sostegno che sarebbe causa di ulteriore disagio per migliaia di studenti e studentesse con disabilità, un altro ostacolo al diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione. Continueremo a sollecitare l’attuazione dei decreti applicativi della legge sulla ‘buona scuola’, rimarcando che i diritti dei docenti sono finalizzati alla realizzazione e tutela dei diritti degli studenti con disabilità.”

 

Pubblicato in Nazionale

La sfida del cambiamento passa per l’ambiente e non ci sono più scuse per rinviare investimenti capaci di rilanciare l'economia, l’occupazione e la crescita del Paese. Non c’è più tempo da perdere come ci ricordano anche i dai dati del report Ipcc sul riscaldamento globale, serve solo lo volontà e il coraggio di intraprendere davvero questo cambiamento green, a partire dalla prossima legge di bilancio. È questo il messaggio e la sfida che Legambiente lancia oggi al Governo del cambiamento presentando un pacchetto di 30 proposte per la Legge di Stabilità 2019, a parità di gettito per lo Stato, e che riguardano quattro settori principali di intervento: concessioni, cambiamenti climatici, fiscalità, rilancio degli investimenti utili.

Si va, ad esempio, dal rivedere i canoni per le attività estrattive, il prelievo di acqua minerale e le concessioni balneari, dal cancellare i sussidi alle fonti fossili - incomprensibili in un Paese impegnato nella lotta ai cambiamenti climatici - incentivando, invece investimenti per rendere più moderne e sostenibili le città, per riqualificare gli edifici da un punto d vista sismico e energetico, per rilanciare le fonti rinnovabili e le produzioni certificate di qualità e da filiere territoriali. La strada è quella di intervenire sui canoni di concessione e sull’Iva sulla base di obiettivi ambientali e sociali. E di spingere tutti gli interventi indispensabili a rendere davvero sicure case e scuole, attraverso incentivi per le diagnosi sismiche e energetiche di edifici e scuole in modo da completare l’anagrafe scolastica, e poi intervenire sulla sicurezza, solo per citarne alcuni. Con queste proposte Legambiente chiede al Governo del cambiamento di mettere davvero al centro dell’agenda politica l’ambiente, che invece anche nell’ultimo Def – nonostante contenga alcuni interventi positivi e condivisibili – continua a non essere tra le priorità e appare marginale nella visione di sviluppo del Paese. 

Gli interventi promossi dall’associazione ambientalista sono facilmente realizzabili, consentirebbero di generare effetti già a partire del 2019, senza creare debito o determinare un aumento della tassazione e senza aprire un nuovo fronte di scontro con l’Europa per realizzarle. Potrebbero produrre un investimento per 1 miliardo di euro in innovazione e riqualificazione ambientale, urbana, territoriale e permetterebbero di cancellare evidenti ingiustizie e rendite in campo ambientale. A ciò si deve aggiungere una grande riforma della fiscalità per l’ambiente, spostando il peso della tassazione dal lavoro al consumo di risorse ambientali, in pratica tanto inquini tanto paghi, scommettendo sull’economia circolare, le fonti rinnovabili e su innovazioni capaci di ridurre emissioni di gas serra. In questo modo si possono orientare almeno 10 miliardi di euro di entrate fiscali verso l’innovazione ambientale e il lavoro. 

Se poi si guarda nel grande bilancio dello Stato italiano si scopre che le risorse ci sono, ma bisogna finalmente avere il coraggio di aggredire le rendite a danno dell’ambiente che impediscono una corretta gestione delle risorse naturali e dei beni comuni, gli enormi sprechi, le scelte infrastrutturali sbagliate. E se si aggiunge quanto si può recuperare da evasione fiscale, sprechi della pubblica amministrazione, investimenti in infrastrutture inutili si comprende come non esistano scuse per rilanciare investimenti virtuosi in campo ambientale capaci di creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro. Per questo l’associazione ambientalista lancia un appello all’Esecutivo del Cambiamento e al Parlamento, affinché l’ambiente, tema che preoccupa sempre di più i cittadini, torni a trovare il giusto spazio all’interno del dibattito politico e non solo durante le periodiche emergenze. 

Il pacchetto di proposte è stato presentato oggi a Roma, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, e alla presentazione, introdotta da Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente, hanno partecipato: Chiara Braga Commissione ambiente Camera dei Deputati, Gianni Girotto Presidente Commissione industria del Senato, Rossella Muroni Commissione ambiente, Camera dei Deputati, Gianpaolo Vallardi Presidente Commissione agricoltura del Senato, Ivan Stomeo Sindaco di Melpignano e Presidente Borghi Autentici, Filippo Delle Piane VicePresidente Ance, Sebastiano Marinaccio Presidente Mercatino Srl, Stefano Ciafani Presidente nazionale di Legambiente. 

"La nuova legislatura - spiega Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente - si è aperta con un Governo che ha fatto del cambiamento la propria bandiera per superare i problemi del Paese. Le proposte che abbiamo messo in fila vanno proprio nella direzione di ripensare l’economia italiana e di rilanciarla affrontando i problemi e le diseguaglianze economiche, sociali e territoriali cresciute nel Paese. Perché proprio la mancanza e precarietà del lavoro, le barriere e disparità nelle condizioni di accesso sono la ragione della paura del futuro non solo tra i giovani ma in tutta la società italiana, sono alla base dei terribili crescenti fenomeni di intolleranza e razzismo. Le risorse e le idee ci sono per cambiare questa situazione, per questo al nuovo Governo e al nuovo Parlamento chiediamo di dare seguito alle promesse e agli impegni presi”. 

Proposte - Legambiente ricorda che investire sull’ambiente conviene. Lo dimostra la crescita di nuove imprese e dell’occupazione nei settori che più stanno andando in una direzione tenendo insieme qualità e innovazione: dal turismo all’agricoltura biologica, dal mondo del riciclo a quello dell’efficienza energetica. Sono quattro gli ambiti di intervento proposti: le concessioni, dove nella gestione di autostrade e aeroporti, di cave e acque minerali occorre ristabilire regole che garantiscano una corretta gestione di beni pubblici come, purtroppo, oggi non avviene e dove è possibile recuperare risorse per centinaia di milioni di Euro all’anno da chi guadagna dallo sfruttamento e dal degrado dell’ambiente. I cambiamenti climatici, dove si può intervenire su esenzioni dalle tasse per centinaia di milioni di Euro che oggi premiano le fonti fossili, spostando la fiscalità verso le fonti con minori impatti ambientali e l’innovazione, eliminando le barriere che oggi limitano le fonti rinnovabili e la mobilità sostenibile ed elettrica. Oggi, infatti, per estrarre petrolio e gas le aziende pagano solo il 10% di royalties per le trivellazioni su terra ferma e il 7% per quelle marine. Royalties troppo basse se paragonate con quelle di altri Paesi europei –– ad esempio Danimarca, Germania, Norvegia - come evidenziato da analisi internazionali e dallo stesso Ministero dell'Ambiente. Inoltre le royalties che le imprese pagano alle Regioni le possono dedurre dalle tasse che pagano allo Stato. 

Altro ambito di intervento è la fiscalità sull'economia circolare e le filiere locali di qualità, intervenendo sull’IVA (attualmente articolata tra il 4 e il 22%) per differenziare i diversi beni sulla base di come e dove sono prodotti in modo da premiare l’innovazione ambientale e la coesione sociale e territoriale, il Made in Italy di qualità. Ed infine il rilancio degli investimenti utili, fondamentali per il rilancio dell’economia, e dove la priorità deve andare agli interventi capaci di riqualificare edifici e periferie urbane, scuole, di creare nuove linee metro e tram, piste ciclabili, di adattare le città ai cambiamenti climatici, di intervenire finalmente sui problemi di acquedotti e depuratori, sui ritardi delle bonifiche dei terreni inquinati, su quelli di demolizione degli edifici abusivi.

"Gli interventi che presentiamo oggi - dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente – non hanno bisogno di nuove tasse o debiti, né di aprire un nuovo fronte di scontro con l’Europa. Al contrario è Bruxelles che ci chiede da tempo di ripensare la fiscalità per spingere innovazione e qualità ambientale. La grande opportunità di questa prospettiva è che permette di rilanciare la domanda interna, ossia quella che più ha sofferto questi anni di crisi, ed aiuta gli investimenti in innovazione e ricerca che sono fondamentali per rafforzare la propensione all’export delle imprese. La sfida sta oggi proprio nell’accompagnare una innovazione diffusa del tessuto imprenditoriale italiano attraverso la chiave dell'economia circolare e della decarbonizzazione, che oggi non sono più ricette ambientaliste ma gli obiettivi delle politiche europee al 2030. Un Paese come l’Italia avrebbe tutto l’interesse a scegliere questa direzione di cambiamento – e spingendo nella stessa direzione le scelte a livello europeo -, perché potrebbe rafforzare la propria competitività legando ancora di più il marchio del Made in Italy ad un’idea di qualità che include salute, sostenibilità ambientale e sociale dei prodotti”. 

Il dossier di Legambiente è scaricabile sul sito: www.legambiente.it 

 

Pubblicato in Economia sociale

La selezione dei tre gruppi finalisti attraverso un hackathon, ovvero una sfida di creatività e imprenditività della durata di un giorno, l’opportunità di partecipare a una visita studio all’estero presso una realtà europea di riferimento nel campo dell’innovazione sociale, tre premi da 15mila, 10mila e 5mila euro. Sono le novità principali della seconda edizione di Smart and Coop, il bando promosso da Fondazione CR Firenze e Legacoop Toscana per ricercare idee imprenditoriali innovative da realizzare in forma cooperativa. 

I giovani aspiranti cooperatori, organizzati in team composti da un minimo di 3 a un massimo di 5 persone, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti o domiciliati nella Città metropolitana di Firenze, potranno proporre la candidatura del gruppo entro le ore 17 del prossimo 30 novembre.

Tutte le info sul sito www.smartandcoop.it 

Si ampliano anche gli ambiti in cui poter presentare le proposte: dalla salute, cambiamenti demografici e benessere alla sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile, dalla mobilità sostenibile alla sostenibilità ambientale, dai servizi educativi alla salvaguardia e fruibilità del patrimonio storico, artistico, culturale, naturalistico e paesaggistico.

“Grazie a Smart and Coop i due gruppi vincitori della prima edizione hanno potuto trasformare la loro proposta in realtà ed hanno dato vita a due nuove cooperative, Filo Armonico e Sylvatica – ha affermato il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini -. Con il nuovo bando vogliamo offrire l’opportunità a un’altra quindicina di giovani di concretizzare la propria idea imprenditoriale, realizzando un progetto o un servizio innovativo che risponda a un bisogno di un territorio o di una comunità. Al tempo stesso vogliamo lasciarci ‘contaminare’ dalla spinta al rinnovamento che arriva dalle nuove generazioni, favorendo l’ingresso e la sperimentazione all’interno del mondo cooperativo di innovazioni organizzative, sociali e tecnologiche”. 

“La Fondazione ha creduto fin da subito in questo progetto – ha spiegato Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze – perché questo bando offre la possibilità ai giovani di avere un supporto concreto alle loro idee imprenditoriali, non soltanto formativo ma anche in termini di risorse finanziarie. E la ragione che ci ha spinto a rinnovare il nostro impegno a favore di Smart and Coop è duplice: da un lato sostenere i giovani a crearsi la propria occupazione e generare nel tempo nuove opportunità per altri, dall'altro il sostegno ad idee che siano utili alla comunità locale e in linea con le sfide del mondo di oggi”.

Dopo una prima pre-selezione da parte della Commissione di valutazione i gruppi semifinalisti (8 al massimo) parteciperanno ad un hackathon, una “gara” di una giornata, con il supporto di tutor ed esperti del settore, che si terrà presso Impact Hub Firenze. A conclusione della sfida ciascun gruppo presenterà la propria proposta e la Commissione selezionerà i tre gruppi finalisti, che avranno accesso a un programma di accelerazione imprenditoriale, ovvero un percorso di formazione e potenziamento mirato a definire con il supporto di mentor e esperti un piano di sviluppo concreto.

Sono previsti un percorso formativo a cura di Legacoop Toscana, Università di Firenze ed esperti del settore, un project work di 3 mesi durante il quale i giovani potranno usufruire degli spazi e di servizi personalizzati offerti da Impact Hub e da Legacoop Toscana, una visita studio all’estero e la partecipazione a eventi e convegni. Al termine dell’intero percorso la Commissione di valutazione stilerà una graduatoria tra i tre gruppi finalisti ed assegnerà i tre premi da 15mila, 10mila e 5mila euro.

Pubblicato in Toscana

"Mettiamoci in gioco", la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d'azzardo, esprime la propria netta contrarietà alla proposta di modifica della legge regionale pugliese contro il gioco patologico (n. 43/2013) che proroga l'entrata in vigore della misura della distanza di 500 metri dai luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto e impianti sportivi, fino all'entrata in vigore del Testo unico in materia di prevenzione e trattamento del gioco d'azzardo.

"Mettiamoci in gioco Puglia", dichiara Vito Mariella, "chiede un incontro a breve con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano per esprimere le ragioni della propria contrarietà. Il cosiddetto 'distanziometro' è uno strumento efficace per evitare una concentrazione esorbitante di punti di gioco, la cui offerta ha invaso e continua a invadere il territorio pugliese, con i rischi di infiltrazione mafiosa che questo comporta. L'istituzione regionale non ceda alla lobby dell'azzardo e difenda il diritto alla salute dei cittadini."   

Aderiscono alla campagna Mettiamoci in gioco: Acli, Ada, Adusbef, Ali per Giocare, Anci, Anteas, Arci, Associazione Finetica, Associazione Orthos, Auser, Aupi, Avviso Pubblico, Azione Cattolica Italiana, Cgil, Cisl, Cnca, Commissione Giustizia e Pace dei Missionari Comboniani in Italia, Conagga, Ctg, Federazione Scs-Cnos/Salesiani per il sociale, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Fitel, Fp Cgil, Gruppo Abele, InterCear, Ital Uil, Lega Consumatori, Libera, Scuola delle Buone Pratiche/Legautonomie-Terre di mezzo, Shaker-pensieri senza dimora, Uil, Uil Pensionati, Uisp.

 

Pubblicato in Puglia

Su nelpaese.it continua la pubblicazione delle prove finali degli studenti del Master Sociocom in comunicazione sociale dell'Università Roma Tor Vergata: articolo di Alberto Rinaldi

 

Più di 1.800 Kg di specialità e prodotti tipici di ogni Regione d’Italia sono stati donati al Banco Alimentare durante Terra Madre Salone del Gusto di Torino tra il 20 e il 24 Settembre 2018. Con due soli carrelli e un obiettivo comune, i 25 volontari hanno ricevuto formaggi, frutta, sughi, verdure, salumi, pasta, durante i giorni del Salone.  

Lo stimolo al cambiamento delle abitudini alimentari delle persone, l’agrobiodiversità dei cibi e lo scambio di conoscenze tra produttori alimentari sono stati il focus delle attività didattiche e delle conferenze dell’evento, insieme al mercato e all’enoteca dedicata. Si è creato perciò il contesto perfetto per supportare le attività del Banco.

L’ultimo sabato di novembre si svolgerà la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, durante la quale si potrà fare la spesa per chi è povero e donarla ai volontari presenti nei supermercati.  Nella stessa giornata del 2017 sono state raccolte in Piemonte 770 tonnellate di alimenti, grazie alle donazioni di prodotti a lunga conservazione come riso, pasta secca, olio, farine, omogeneizzati, zucchero, salse, carne in scatola e simili. Questi prodotti sono parte importante degli aiuti forniti dal Banco Alimentare a 112mila persone durante l’anno, oltre il 38% degli indigenti della regione.

Dal 1993 ad oggi il Banco Alimentare è stato protagonista di una rivoluzione copernicana nella lotta allo spreco alimentare attraverso la raccolta e distribuzione delle eccedenze delle produzioni agricole, delle industrie alimentari e della Grande Distribuzione alle persone in difficoltà, per mezzo di una rete di strutture caritative accreditate e l’impegno di più di 180 volontari.  Quasi metà dei prodotti distribuiti ma che non sono più vendibili, anche se perfettamente commestibili, provengono da canali di recupero, contribuendo alla lotta allo spreco alimentare. Attraverso il canale della ristorazione collettiva, i volontari piemontesi prelevano quotidianamente, presso le mense aziendali convenzionate, i piatti pronti che residuano dalla distribuzione interna.

I piatti vengono adeguatamente raccolti e trasportati alle strutture caritative per la distribuzione immediata ai loro assistiti.  L’azione del Banco Alimentare si struttura intorno a 6 attività principali: recupero da industria alimentare; usufruire delle donazioni di derrate alimentari destinate agli indigenti dal fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD); recupero da GDO; recupero da ristorazione; recupero da ortofrutta (prodotti ortofrutticoli invenduti); collette alimentari.

Michele, da 15 anni volontario del Banco, ci ha detto: “Spero che un giorno tutti coloro che aiutiamo possano aiutare a loro volta chi sarà in difficoltà”.

Alberto Rinaldi

 

 

 

Pubblicato in Piemonte

Il disegno di legge proposto dal Senatore Pillon sulla revisione delle norme in materia di separazione, divorzio e affido dei minori “ci porta indietro di 50 anni e trasforma le vite degli ex coniugi e dei loro figli/e in un percorso a ostacoli”. Così inizia l’appello delle organizzazioni che spiegano punto per punto le loro critiche al decreto in vista della manifestazione del 10 novembre.

“A parole vorrebbe conciliare i loro problemi – scrivono - ma di fatto crea maggiori contrasti, imponendo regole che stravolgerebbero la vita proprio di quei figli che vorrebbe tutelare. L’iniziativa legislativa mira, infatti, a ristabilire il controllo pubblico sui rapporti familiari e nelle relazioni attraverso interventi disciplinari, con una compressione inaccettabile dell’autonomia personale dei/delle singoli/e”.

Punto per punto: no alla mediazione obbligatoria

“Perché la mediazione ha come presupposto la scelta volontaria delle parti e relazioni simmetriche non segnate dalla violenza. Nella proposta Pillon, l’obbligo di mediazione viola apertamente il divieto previsto dall’art. 48 della Convenzione di Istanbul, mette in pericolo le donne che fuggono dal partner violento, oltre a generare uno squilibrio tra chi può permettersi questa spesa e chi non può perché non è previsto il patrocinio per i meno abbienti”.

No all’imposizione di tempi paritari e alla doppia domiciliazione/residenza dei minori

“Comportano la divisione a metà dei figli/e considerati alla stregua di beni materiali. Il principio della bigenitorialità, così applicato, lede il diritto dei minori alla stabilità, alla continuità, e all’espressione delle loro esigenze e volontà, riportando la genitorialità al concetto della potestà sui figli anziché a quello della responsabilità, già acquisito in sede europea e italiana come principio del rapporto genitori/figli”.

No al mantenimento diretto

“Perché presuppone l’assenza di differenze economiche di genere e di disparità per le donne nell’acceso alle risorse, nella presenza e permanenza sul mercato del lavoro, nei livelli salariali e nello sviluppo della carriera.   Cancellare l’assegno di mantenimento a favore dei figli dà per scontato che ciascun genitore sia nella condizione di dare al figlio pari tenore di vita. Ciò nella maggioranza dei casi non è vero, come i dati Istat confermano. La disparità di capacità economiche dei genitori comporterà una disparità di trattamento dei figli quando saranno con l’uno o l’altro genitore”.

No al piano genitoriale

“Perché incrementa le ragioni di scontro tra i genitori e pretende di fissare norme di vita con conseguenti potenziali complicazioni nella gestione ordinaria della vita dei minori. Non si possono stabilire in via preventiva quali saranno le esigenze dei figli, che devono anche essere differenziate in base alla loro età e crescita. Il minore con il Ddl Pillon diventa oggetto e non soggetto di diritto”.

No all’introduzione del concetto di alienazione parentale

“Proposto dal Ddl che presuppone esservi manipolazione di un genitore in caso di manifesto rifiuto dei figli di vedere l’altro genitore, con la previsione di invertire il domicilio collocando il figlio proprio presso il genitore che rifiuta. E conseguente previsione di sanzioni a carico dell’altro che limitano o sospendono la sua responsabilità genitoriale. Si contrasta così la possibilità per il minore di esprimere il suo rifiuto, avversione o sentimento di disagio verso il genitore che si verifichi essere inadeguato o che lo abbia esposto a situazioni di violenza assistita”.

Per questo saranno in piazza in tante città del paese il 10 novembre per una mobilitazione generale che coinvolge donne e uomini della società civile, del mondo dell’associazionismo e del terzo settore, ordini professionali e sindacati, “tutti i cittadini che ritengono urgente in questa complessa fase politica ripristinare la piena agibilità democratica e contrastare la crescente negazione dei diritti e delle libertà a partire dalla libertà delle donne”.

Promuovono la mobilitazione:

D.i.Re Donne in rete contro la violenza

Udi Unione donne in Italia

Telefono Rosa

Maschile Plurale

CAM Centro di ascolto uomini maltrattanti

CGIL Confederazione generale italiana del lavoro

UIL Unione italiana del lavoro

Rebel Network

NUDM Non una di meno

CISMAI Coordinamento italiano servizi maltrattamento all’infanzia

ARCI

Rete Relive

Educare alle Differenze

BeFree

Federico nel Cuore

Movimento per l’Infanzia

Le Nove

Terre des hommes

Associazione Manden

 

Pubblicato in Nazionale

L’Europa non è un posto sicuro per i giornalisti. Una giornalista bulgara, Viktoria Marinova, è stata violentata e uccisa a Russe, nel nord della Bulgaria. Secondo i media di Sofia, il delitto è avvenuto ieri in un parco alla periferia della città dove la donna faceva jogging. Secondo il ministro dell'interno bulgaro Mladen Marinov l'uccisione non sarebbe da collegare all'attività professionale della giornalista, che era direttore amministrativo del canale televisivo privato Tvn di Russe. Secondo altri media europei la donna stava investigando su presunti abusi sui fondi Ue. 

In Turchia l’omicidio di Jamal

Dopo notizie secondo le quali il giornalista saudita Jamal Khashoggi è stato assassinato a Istanbul all'interno del consolato del suo paese, interviene la direttrice delle ricerche sul Medio Oriente di Amnesty International Lynn Maalouf:  "le notizie dell'arrivo dall'Arabia Saudita di un apposito team per eseguire un 'omicidio pianificato' nel consolato saudita di Istanbul sono motivo di estremo allarme, dato che Khashoggi è scomparso da quando, il 2 ottobre, è entrato all'interno di quell'edificio".

"Se ciò fosse vero – aggiunge - ci troveremmo di fronte a un fatto senza precedenti. Un assassinio all'interno del consolato, che è territorio sotto la giurisdizione dell'Arabia Saudita, costituirebbe un'esecuzione extragiudiziale e seminerebbe il panico tra i difensori dei diritti umani e i dissidenti sauditi ovunque nel mondo, rendendo privo di significato il concetto della ricerca di protezione all'estero".

"La comunità internazionale deve cessare di essere così silente nei confronti della repressione della libertà d'espressione in Arabia Saudita e pretendere immediate spiegazioni dalle autorità saudite su cosa è accaduto a Jamal Khashoggi. Se le notizie risulteranno vere, dovrà essere avviata subito un'indagine indipendente e i responsabili, a prescindere dal loro rango, dovranno essere portati di fronte alla giustizia". 

"Le autorità turche devono rendere urgentemente note tutte le conclusioni delle loro indagini per fornire chiarimenti alla famiglia di Jamal Khashoggi e contribuire alla ricerca della giustizia", conclude Maalouf.

 

Pubblicato in Nazionale

La persona prima di tutto. La ricetta per come saranno le aziende, cooperative e non, ha come ingrediente principale l'individuo, la competenza, i rapporti umani, il rispetto, la solidarietà. Elementi che sono già nel Dna della cooperazione, nella sua storia ma soprattutto nel suo domani, dei quali si è parlato nella tavola rotonda "L'impresa del futuro. Tra innovazione e radicamento: come innovare le strategie imprenditoriali cooperative", quinto incontro del percorso di formazione per i nuovi quadri cooperativi, promosso da Legacoop Marche con Generazioni Marche e 4Form, che si è svolto nella Sala di Confidicoop Marche ad Ancona. 

Sull'orizzonte dell'innovazione, ha detto Luigino Bruni, economista, "la cooperazione ha un grande patrimonio che non deve però diventare nostalgia collettiva, perché altrimenti si trasforma in un mostro. Il passato non sia zavorra ma patrimonio". Anche per le cooperative, ha aggiunto Bruni, "per crescere, le vere risorse sono le persone, capaci di dialogo, il grande capitale è sempre quello umano, non i macchinari o le tecniche. Quindi, se non ci sono le persone giuste, le grandi innovazioni non arrivano. Il concetto della persona, l'uomo e la donna, al centro dell'economia e dell'impresa non è un retaggio del passato ma l'unico investimento per il futuro".

La cooperazione è in grado di affrontare le grandi trasformazioni perché, ha affermato Matteo Granata, presidente Centro studi Legacoop, "è nata per soddisfare i bisogni provocati dalla rottura della rivoluzione industriale nella società facendoli diventare opportunità di mercato. Anche oggi di questa modalità di reazione c'è un bisogno fortissimo". La sfida, perciò, è duplice e "riguarda le imprese cooperative – ha detto Granata -, che devono trasformare i loro valori tradizionali in opportunità di cambiamento e le strutture associative che devono accompagnare aziende che oggi devono affrontare Olimpiadi, non più solo passeggiate".ù

Testimoni di come si crea innovazione nel radicamento, anche con il territorio, sono stati Massimo Mancini, "contadino dentro – si è definito -, con il sogno di produrre pasta di qualità in mezzo ad un campo di grano, da poter vendere a New York", un desiderio in corso di realizzazione, con un marchio accreditato anche a livello internazionale, e Sandro Paradisi, produttore di meccanica di precisione. "Immaginare la nostra impresa nel futuro – ha detto Paradisi –, fra dieci anni o più, dovrebbe essere fatto ogni giorno perché solo così si può pensare al futuro dei nostri dipendenti, del territorio, di tutti i portatori di interesse con cui ci confrontiamo. Solo così riusciremo a far diventare l'azienda un bene comune".

 

 

 

Pubblicato in Marche
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