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Martedì, 22 Maggio 2018

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 14 Febbraio 2018 - nelPaese.it

La storia condivisa. È il claim della nuova campagna di comunicazione al via nel mese di febbraio, lanciata dalla Cooperativa Sociale Labirinto, e volta a sensibilizzare diversi target di popolazione sul lavoro dei propri soci e sull’impatto che queste azioni hanno sul territorio.

Pubblicato in Marche

Uno studio sulle carote sedimentarie, prelevate dal fondo dei laghi del bacino di Rieti (Lago Lungo e Lago di Ripasottile), ha messo in luce l'influenza dei cambiamenti climatici e sociali sull'evoluzione del paesaggio dell'Appennino Centrale, dall'epoca romana in poi. I risultati della ricerca, condotta da un team di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) - sede di Roma, dell'Università del Nevada (USA) e della Tuscia (Viterbo), sono stati pubblicati su Scientific Reports del gruppo editoriale di Nature.

"Da queste carote di sedimento", spiega Leonardo Sagnotti, direttore del Dipartimento Ambiente dell'INGV, "è stato possibile effettuare misure e analisi, ad alta risoluzione, sulle proprietà magnetiche, la composizione chimica, le caratteristiche sedimentologiche e sul contenuto in pollini dei sedimenti". La stratigrafia del bacino di Rieti ha potuto fornire indicazioni sull'evoluzione del paesaggio nel corso degli ultimi tre millenni e sul ruolo che hanno avuto i cambiamenti climatici e i cambiamenti sociali.

"La datazione della sequenza sedimentaria esaminata si è basata non solo sulla presenza di caratteristici indicatori radiometrici, come gli isotopi radioattivi Cesio 137 (137Cs) e Piombo 210 (210Pb), riconosciuti nella parte più recente della sequenza, ma anche sul reperimento di pollini di specie caratteristiche, come lo Zea mays (portato in Europa dopo la scoperta delle Americhe e introdotto in Italia tra il 1700 e il 1750), e sulla registrazione delle passate variazioni del campo magnetico terrestre, ricostruite sulla base delle misure effettuate presso il laboratorio di paleomagnetismo dell'INGV di Roma", prosegue Sagnotti.

I risultati ottenuti hanno permesso di scandire la successione temporale degli eventi, individuati dalla variazione della vegetazione e del paesaggio. "La ricerca", afferma Fabio Florindo, dirigente di ricerca dell'INGV, "coadiuvata dalle fonti storiche sull'Italia centrale e dalla documentazione geologico-stratigrafica, evidenzia che i maggiori cambiamenti nella vegetazione e nel paesaggio, durante gli ultimi tre millenni, sono il risultato sia di variazioni naturali (cambiamenti climatici ed eventi sismici) sia di cambiamenti sociali (alternarsi delle popolazioni, pestilenze, cambiamenti nelle tecniche agricole e di gestione del patrimonio boschivo)".

Questi ultimi, in particolare, riflettono l'alternarsi delle priorità sociopolitiche, al variare delle popolazioni che hanno gestito il territorio intorno a Rieti (romani, ostrogoti, longobardi, carolingi, fino all'epoca contemporanea), con impatti che hanno condizionato progressivamente l'evoluzione storica successiva.

La ricerca mette in evidenza come le trasformazioni sociali e culturali hanno avuto, nel corso degli ultimi tre millenni, un impatto sul territorio di entità paragonabile – o anche maggiore - a quelle legate ai cambiamenti climatici e che la riorganizzazione del paesaggio vegetale, a seguito dei maggiori eventi naturali e sociali, avviene rapidamente su scala temporale di decine di anni.

Pubblicato in Nazionale

Una foto, un post sui social e la gogna pubblica. Questa triade comunicativa ha investito un ragazzo nero che è stato vittima di una bufala “virale” su facebook. Accusato di non avere il biglietto sul treno Frecciarossa, in realtà aveva solo sbagliato posto: contro di lui e contro i migranti insulti razzisti, minacce e istigazione alla violenza fisica frutto di ignoranza, pregiudizio e superficialità nell’uso dello strumento digitale.

È solo uno degli ultimi episodi dell’odio attraverso i social.  Amnesty International Italia ha lanciato “Conta fino a 10”, una campagna di sensibilizzazione che mira al contrasto del discorso violento, aggressivo, discriminatorio e alla diffusione di un uso corretto delle parole, attraverso strumenti innovativi, partecipazione attiva e una nuova forma di attivismo digitale, con la consapevolezza che la diminuzione del linguaggio d’odio conduce a una società più inclusiva e accogliente. 

Alla vigilia delle elezioni politiche e regionali 2018, Amnesty International Italia mobiliterà i suoi attivisti su tutto il territorio nazionale per prendere parte a un’iniziativa unica nel suo genere: un monitoraggio delle dichiarazioni e dei commenti postati sui profili social ufficiali da un campione rappresentativo di candidati alle elezioni per verificare il livello d’odio nel discorso politico, l’uso di stereotipi, espressioni offensive, razziste, d’incitamento alla violenza e l’utilizzo della narrativa del “noi contro loro” nei confronti di categorie vulnerabili e target discriminati quali migranti, rom, persone Lgbti, donne, comunità ebraiche e islamiche, troppo spesso erroneamente identificati come coloro dai quali difendersi.

Ogni giorno sino al 2 marzo, Amnesty International Italia grazie ai suoi attivisti monitorerà i discorsi e le dichiarazioni di tutti i candidati dei collegi uninominali di Camera e Senato dei quattro principali partiti e coalizioni. Sulla base di un metodo quantitativo e qualitativo, i dati raccolti verranno trasposti su un barometro online sul sito di Amnesty International Italia alla pagina https://www.amnesty.it/barometro-odio che rappresenterà quotidianamente l’andamento della campagna elettorale, misurando i livelli di criticità del discorso discriminatorio contro le categorie bersaglio classificandolo da linguaggio offensivo (giallo), a grave (arancione) fino a molto grave (rosso). In contemporanea, in risposta alle rilevazioni e ai temi individuati verrà aggiornata una contro-narrativa positiva che racconterà i diritti come un bene universale e pubblico. 

Nel corso dell’attività di monitoraggio, saranno pubblicati: analisi dei dati in aggregato che intersecherà, per partiti e coalizioni monitorate, la percentuale di discorsi offensivi, discriminatori/razzisti e di incitamento alla violenza;  focus su candidati premier e candidati alla presidenza delle regioni Lazio e Lombardia; mappa online dell’odio, che mostrerà per ogni regione i livelli di discriminazione/razzismo e le categorie bersaglio; rapporto preliminare con le rivelazioni principali;  rapporto finale con tutti i dati raccolti.

“Purtroppo il clima di odio che circola nel paese alla vigilia della campagna elettorale non prelude a nulla di buono. C’è chi l’odio, anziché contrastarlo, lo semina, favorendolo e persino giustificandolo. Speriamo che questa campagna renda ognuno e ognuna più consapevole delle parole che usa e dell’effetto che possono suscitare” ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia.

Il presidente Antonio Marchesi e il direttore generale di Amnesty International Italia, Gianni Rufini, hanno scritto ai leader dei maggiori partiti politici in corsa alle elezioni 2018 informandoli dell’avvio del monitoraggio e chiedendo loro di proporre un linguaggio non discriminatorio durante la fase finale di campagna elettorale, diffondendo le raccomandazioni tra i candidati del proprio partito. 

 

Pubblicato in Nazionale

CapoTrave/Kilowatt indice un bando per la selezione di un organizzatore che si occuperà di supportare le varie attività dell’associazione in vista del festival estivo, per un periodo a tempo determinato di 3 mesi, dal 2 maggio al 31 luglio 2018.

Il bando è aperto dal 13 febbraio al 13 marzo 2018, la scadenza tassativa per la presentazione delle candidature è quindi fissata per le ore 23:59 di martedì 13 marzo 2018.

Scarica qui il Bando

 

Pubblicato in Lettera al Direttore

Andrà in scena in prima nazionale da giovedì 15 a domenica 25 febbraio, al Teatro di Rifredi, lo spettacolo “Il Principio di Archimede”, del drammaturgo catalano Josep Maria Mirò.

Tradotto e diretto da Angelo Savelli, "Il principio di Archimede" si svolge nello spogliatoio di una piscina, nell'arco delle ore che intercorrono tra le lezioni mattutine e quelle pomeridiane. Durante un allenamento il bacio dato da un giovane istruttore ad un suo allievo, terrorizzato dall'acqua, provoca le perplessità di alcuni genitori, già turbati da un caso di pedofilia verificatosi in una vicina ludoteca, e innesca, fra i quattro personaggi in scena, una spirale di diffidenza che fa emergere un contesto di pregiudizi e paure che porteranno dal sospetto alla psicosi collettiva, dall'indiscrezione alla crocefissione mediatica.

Testo complesso che, partendo da un apparente caso di pedofilia, ci parla della paura, dell'educazione e delle relazioni sociali, “Il principio di Archimede” chiede che il singolo spettatore, uscendo dal teatro, si posizioni moralmente su ciò che ha visto e si interroghi sulla sua personale visione della società.

Scritto con nerbo e senza retorica dal pluripremiato drammaturgo catalano Josep Maria Miró, questo testo formidabile, rappresentato in tutto il mondo con enorme successo - Buenos Aires, Miami, Londra, Manchester, Atene, Nicosia, Tübinga, Rio de Janerio, Santiago del Cile, Città del Messico, San Pietroburgo, Lille, Quito - è al tempo stesso la rappresentazione della spirale che dalla paura porta alla violenza e una metafora dell'ambiguità della verità.

Fra gli interpreti Giulio Maria Corso, giovane attore diplomato all'Accademia d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", vincitore del premio Persefone come miglior attore emergente e del Premio Siae (2011 e 2014) ha lavorato, tra gli altri, con Liliana Cavani e Ugo Gregoretti ed ha prestato il suo talento ai più vari generi, a partire dal musical (“Rapunzel” con Lorella Cuccarini, per la cui interpretazione ha vinto l'Oscar Italiano del musical come miglior attore protagonista) al docufilm  di Rai Uno  “Adesso tocca a me” sull'omicidio del giudice Borsellino.

Con questo spettacolo il Centro di Produzione Pupi e Fresedde-Teatro di Rifredi prosegue nella sua storica attività di promozione della nuova drammaturgia contemporanea portando in scena sia testi di autori largamente affermati all'estero ma quasi sconosciuti in Italia, come il francese Remi De Vos (“Alpenstock”), sia adattando alla scena le opere letterarie di prestigiosi autori internazionali come la turca Elif Shafak (“La bastarda di istanbul” con Serra Yilmaz) e il franco-belga Eric Emmanuel Schmitt (“L'intrusa” con Lucia Poli).

Evento speciale, in occasione della Festa della Toscana 2018, sabato 17 febbraio, alle ore 17.30, incontro con l'autore, a cura del Nuovo Teatro Sanità di Napoli, una lettura in prima assoluta per l’Italia di Nerium Park. Il testo, scritto da Josep Maria Miró e tradotto da Angelo Savelli, sarà interpretato da due dei giovani attori della fortunata serie “Gomorra”,  Cristiana Dell’Anna e Alessandro Palladino, diretti dal regista Mario Gelardi.

 

Per informazioni sui biglietti: 055/422.03.61 -  www.toscanateatro.it

 

Pubblicato in Cultura
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