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Domenica, 20 Maggio 2018

Articoli filtrati per data: Venerdì, 02 Febbraio 2018 - nelPaese.it

Nei giorni scorsi, la cooperazione reggiana ha incontrato la delegazione della regione sudafricana del Gauteng, presente nella nostra città grazie alla visita ufficiale organizzata dal Comune di Reggio Emilia e Fondazione E35. Questa iniziativa è stata programmata per dare continuità alla missione realizzata nello scorso novembre che aveva al centro progetti di cooperazione sullo sport e sul settore automotive.

Fin da principio, i rappresentanti istituzionali del Gauteng hanno mostrato grande interesse verso la forma di impresa cooperativa, considerata uno strumento efficace e democratico per sviluppare lavoro in diversi settori, come quello agricolo, in grande espansione, quello dei servizi, dell’educazione e della produzione. Tra i delegati, hanno partecipato al tour di incontri, alti rappresentanti del Governo del Gauteng, del Dipartimento dell’Educazione, del Dipartimento dell’Agricolutura, dell’Osservatorio Regionale, e del Dipartimento dello Sport, Arti e Cultura.

La Delegazione accompagnata dalla Fondazione E35, ha incontrato Legacoop, in particolare Matteo  Pellegrini, responsabile ufficio internazionalizzazione, Coopselios (visitando anche il Nido d’Infanzia Aguas Claras) e Coopservice, due realtà cooperative di grande rilievo, non solo locale, nei rispettivi ambiti, quello socio-educativo e quello dei servizi integrati evoluti. Durante il confronto, è emerso come il modello cooperativo che esprime il nostro territorio sia all’avanguardia e rappresenti un’eccellenza imprenditoriale a cui ispirarsi in Paesi anche lontani dove la cooperazione è ancora poco sviluppata. L’essere impresa cooperativa è percepito come reale “vantaggio competitivo” in questi mercati. A questo aspetto  si associa l’intento dei Legacoop di affiancare alla cooperazione internazionale concrete opportunità di business per le proprie associate.

Successivamente la Delegazione ha incontro Quadir, Scuola di alta formazione di Legacoop, in cui si è evidenziata la necessità della formazione manageriale continua, un presupposto per lo sviluppo di competenze e di visione, finalizzate ad accrescere la capacità competitiva e a mantenere vivo lo spirito cooperativo nelle attuali e future classi dirigenti del movimento.

Da qui, l’auspicio e la volontà di proseguire questo cammino che vede Reggio Emilia e la Regione del Gauteng impegnate nello sviluppo di cooperazione e di collaborazioni reciprocamente arricchenti.

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

A Taiz, in Yemen, la situazione è particolarmente critica dopo l’intensificarsi del conflitto lungo tutta la linea del fronte intorno alla città. Alla fine di gennaio le equipe di MSF hanno trattato più di 117 feriti di guerra in soli tre giorni e il numero continua a crescere. Nello Yemen è recente la polemica per l’inchiesta del New York Times che dimostra l’uso di bombe di fabbricazione italiana vendute ai sauditi.

Da quando il conflitto si è intensificato, i pronto soccorso e le sale operatorie si sono riempiti di feriti e arrivano anche 70 pazienti in un solo giorno. MSF ha trattato persone con ferite da arma da fuoco, schegge di proiettile e mine. Lo staff dell’ospedale ha lavorato senza sosta negli ultimi giorni per cercare di stabilizzare i feriti. Alcuni ce l’hanno fatta, altri no.

 “Sono appena arrivato a Taiz, in Yemen, dove supportiamo diversi ospedali su entrambi i lati del fronte, e quello che ho visto è stato estremamente scioccante. La situazione è drammatica e le scene di disperazione sono difficili da sopportare” racconta Arunn Jegan, capoprogetto di MSF a Taiz. “Quando sono arrivato il 24 gennaio la violenza ha avuto un’escalation tutto intorno alla città e gli ultimi giorni sono stati straordinariamente pesanti. La cosa peggiore, è che questa è la vita quotidiana delle persone di qui”.

Una madre di cinque figli ha raccontato alle equipe di MSF che il più giovane, di 16 anni, è stato ferito da una scheggia di proiettile mentre giocava a calcio. La donna ha dovuto vendere i suoi gioielli per pagare il trasporto in ospedale, gli stessi gioielli che stava risparmiando per il futuro dei suoi figli, non per salvare la loro vita. Il ragazzo è riuscito ad arrivare all’ospedale e ora è in condizioni stabili.

In Yemen ci sono stati combattimenti costanti da quando è scoppiato il conflitto tre anni fa e la situazione non sta migliorando. Le persone in città hanno paura di lasciare le loro case, ma lo staff di MSF fa di tutto per trattare i feriti e continua a prestare soccorso. Nel frattempo dagli ospedali arrivano richieste di donazioni di sangue e sacchi per cadaveri.

“Sentiamo il rumore continuo degli spari e delle esplosioni provenire dal fronte, che è molto vicino alla nostra clinica. In un giorno qualunque della settimana scorsa, abbiamo sentito cinque esplosioni al minuto. Siamo preoccupati per l’aumento delle necessità mediche e per la sicurezza dello staff e della clinica” continua Arunn di MSF. “La pressione, sia psicologica che fisica, è altissima. Hakim, un membro del nostro staff locale, ha detto ai suoi figli di rimanere in casa e di non uscire, e sua figlia gli ha chiesto ‘quindi tu dove vai tutti i giorni?’”

MSF chiede continuamente a tutte le parti in conflitto di rispettare l’azione medica e garantire la sicurezza delle strutture sanitarie e l’accesso per tutte le persone che hanno bisogno di cure. “Oggi Taiz è una delle zone dove il conflitto è più intenso e i bisogni umanitari delle persone sono drammaticamente alti. Spero che altri attori umanitari riconoscano le necessità di questa città, e dello Yemen più in generale, per cominciare a incrementare gli aiuti in quelle aree” conclude Arunn di MSF.

MSF è una delle poche organizzazioni mediche attive a Taiz, dove da due anni offre assistenza medica sui due lati del fronte.

 

Pubblicato in Dal mondo

 In vista della Giornata contro lo spreco, che si celebra il 5 febbraio, nell'ambito del progetto “Meno Spreco, Più Solidarietà” Coop rilancia l'impegno a prevenire e ridurre la formazione delle eccedenze alimentari e a donare la quota che si genera nel processo distributivo. A dicembre è stato varato il progetto www.coopnospreco.it, un portale e una web community, in cui far convergere i consumatori,  le associazioni, il mondo della scuola, le piccole e medie imprese, gli enti locali (Coop è presente in 760 comuni). Un luogo virtuale di scambio di buone pratiche, consigli ma anche veri e propri scambi di prodotti soprattutto non alimentari (abiti, giocattoli, elettrodomestici con la logica che prima di buttare si può appunto riutilizzare facendo incontrare domanda e offerta). 

I primi risultati in poco più di un mese di attività parlano di 440 mila accessi al portale, 110 mila  alla web community, più di 600 le app installate.  Sul sito, tra l’altro, un ricco ricettario degli avanzi e una serie di tutorial virtuali che permettono di  esplorare i 7 ambienti presenti (casa, orto, scuola, ristorante, farmacia, supermercato, associazioni di solidarietà) e scoprire come ridurre nel quotidiano e con pochi piccoli accorgimenti gli sprechi di cibo, di prodotti per l’igiene e farmaci scegliendo le soluzioni più adatte per sé e per la propria famiglia. 

Crescono le donazioni di Coop. Lo ha rilevato il recente “Libro Bianco Coop sullo Spreco Alimentare”, ricerca sulle 7 maggiori cooperative di consumatori italiane e 2 cooperative medie, che rappresentano complessivamente oltre il 95% delle vendite totali Coop in Italia. Nel 2016 – con il progetto “Buon Fine” - queste realtà hanno donato, attraverso il 75% dei propri punti di vendita, 6 mila tonnellate di derrate alimentari – in grado di generare non meno di 7 milioni di pasti – per un valore pari a 28 milioni di euro, a 943 associazioni di volontariato e caritative. "Le donazioni Coop - spiegano gli osservatori - sono cresciute del 15% rispetto all’anno precedente proprio grazie alle semplificazioni amministrative e all’estensione della rete dei soggetti beneficiari, prevista dalla Legge Gadda, pur essendo decorsa la sua efficacia soltanto da poco tempo".

L'80% delle donazioni interessa  prodotti freschi e freschissimi e  "questo spiega anche la particolarità del meccanismo Coop rispetto ad altre organizzazioni.  - sottolineano - Si potrebbe parlare di un modello di donazione a km zero perché immediatamente dal punto vendita si raggiunge attraverso una rete capillare di associazioni coinvolte e grazie al lavoro congiunto di dipendenti e soci la destinazione individuata (mensa, ostello etc). Una sorta di rete di protezione diversa da territorio a territorio e capace comunque di dar vita a un’importante operazione di inclusione sociale".

Infine Coop ha venduto nel 2016 a prezzo mediamente dimezzato, prodotti buoni e sani, prossimi alla data di scadenza o a fine giornata  per un valore superiore ai 23 milioni di euro.

(Fonte: Redattore Sociale)

Pubblicato in Economia sociale

La presentazione delle liste dei candidati, con il suo portato di polemiche, esclusi e ripesca-, ha generato qualche fastidio nell’elettorato. Un po’ tutti i partiti tradizionali perdono consensi, mentre solo i Cinquestelle non sembrano toccati dalle polemiche. Gli scostamenti di voto sono minimi, tutti all’interno dell’errore campionario e non rappresentano particolari significatività, ma sono utili per cogliere le oscillazioni nell’umore degli elettori. Lo rileva Swg nella sua PoliticApp di questa settimana.

“Con la presentazione delle liste è terminata la prima fase della campagna elettorale, quella di assestamento, in cui le truppe dei diversi partiti si schierano. Siamo, per usare una metafora della Formula 1, ai blocchi di partenza della competizione. Al punto in cui le macchine elettorali dei partiti si schierano sulla linea di partenza e accendono i motori per la corsa. Davanti a loro ci sono altre due fasi: quella di salita verso il voto e il rush finale e decisivo (quello in cui gran parte degli indecisi sciolgono le loro riserve) degli ultimi giorni prima del voto”.

Il quadro di avvio della campagna vede il centrodestra nettamente in testa, con il 36,2% dei consensi. La coalizione di Berlusconi e Salvini, tuttavia ha un trend in flessione in gennaio, lasciando sul campo, da inizio mese a oggi, l’1,4% dei consensi (era al 37,6% l’11 gennaio). Il partito maggiormente ondeggiante è quello berlusconiano, che è passato dal 16,7% al 15,9% in meno di trenta giorni. La Lega di Salvini è stabile intorno al 13% (questa settimana è al 12,9%), mentre Fratelli d’Italia scende dal 5,7% al 5,1%. I movimenti, in parte, sono il frutto dell’arrivo della quarta gamba centrista che, in poche settimane, si è assestata intorno al 2,3%. Il centrosinistra si presenta allo start con il 28,1% dei vo-. Rispetto a inizio mese ha guadagnato l’1%. Il partito guida dell’alleanza, il PD, è al 23,7% in lieve crescita rispetto al 23,1% d’inizio gennaio. In crescita +Europa di Bonino che arriva al 2%.

I Cinquestelle di Di Maio hanno rafforzato il proprio posizionamento nel corso di gennaio. Sono passati dal 26,7% di inizio mese al 28,4% di oggi, facendo registrare un +1,7%. Infine Liberi e Uguali. Il partito guidato dal Presidente del Senato Grasso, ha avuto un percorso di lento sgretolamento di consensi. Il 6,8% dei primi giorni di gennaio è lentamente sceso nel corso delle settimane, fino al 6% di oggi. Come in ogni borsino politico il risultato è tutt’altro che consolidato, mentre appare indicativo osservare le scelte di voto delle diverse classi sociali.

Gli orientamenti dei ceti sociali

“Oltre il sessanta per cento dei ceti bassi si suddivide tra M5S (36,3%), Lega (15,9%) e FdI (9,4%). Il PD a%ra il 12,1%, mentre Forza Italia riesce a prendere il 17,2% e Leu il 3,3%. I ceto medio-alto preferiscono il PD (29,6%). Forza Italia e Lega prendono complessivamente il 26,9%, mentre M5S arriva al 23,7%”.

Il ceto medio, invece, è “più arrabbiato” e preferisce, in primis, M5S (28,8%). “A seguire vota per PD (23,1%), Forza Italia (15,6%), Lega (13%) e LeU (7,6%). Se questo è il quadro delle dinamiche di voto nelle diverse classi sociali, per comprendere le tendenze in atto, è utile puntare lo sguardo sulle motivazioni che spingono i cittadini a scegliere un partito. Scopriamo, in questo modo, che la condivisione delle idee e delle proposte è il mo-vo principale che induce al voto. Ciò, però non vale allo stesso modo per tutti i partiti”.

Liberi e Uguali, ad esempio, è scelto per condivisione delle idee dal 67% dei suoi elettori. “Lo stesso vale per la Lega (62%). Per PD e M5S la condivisione è traino meno florido e determina il voto, rispettivamente, del 43% e del 46% degli elettorati di riferimento. Chiude questa classifica Forza Italia, per la quale l’accordo sulle idee attira solo il 38% dei suoi elettori”.

Un altro motore del voto è la capacità di un partito di “dare certezze”. In questo caso la classifica è guidata dal PD (32%), seguito da Forza Italia (29%). Arrivano distanziati la Lega (19%), M5S (14%), mentre chiude la classifica LeU (9%). Per “tradizione e abitudine consolidata” vota ormai una quota ridotta di elettori. Questo gruppo di persone si posiziona, sostanzialmente, su Forza Italia (15%) e PD (13%), mentre è poca cosa per Lega (6%) e M5S (4%). Il “meno peggio”, il partito che, sul momento, convince un po’ più degli atri, è sempre l’ultima ancora di salvataggio per l’ele?ore deluso. Un’opzione attiva soprattutto per M5S (16%), LeU (15%) e Forza Italia (13%). PD e Lega si fermano al 9%.

E gli indecisi come si orientano? Per loro la partita è dura. “Il 29% sta cercando di capire le proposte dei partiti, per trovare quella più condivisibile. Il 22% metterà la croce sul simbolo del gruppo che darà maggiori garanzie di stabilità e governabilità e il 15% si orienterà sul “meno peggio”. Ben pochi sceglieranno di votare in base alle scelte passate (solo il 3%), mentre il restante 31% brancola nella nebbia”. La campagna elettorale è ancora lunga.

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