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Venerdì, 21 Settembre 2018

Articoli filtrati per data: Lunedì, 26 Febbraio 2018 - nelPaese.it

Produrre valore valorizzando la comunità e l'ambiente della nostra regione. È questo l'obiettivo di un progetto da condividere per l'Alleanza delle Cooperative Italiane delle Marche, composta da Agci Marche, Confcooperative Marche, Legacoop Marche, che si sta confrontando con i candidati alle elezioni politiche sulle proposte e i valori della cooperazione marchigiana da tradurre in atti concreti. "Cambiare le Marche cooperando" è un piano strategico cooperativo di rinascita, con al centro la comunità, un'idea che parte dalle zone colpite dal terremoto per coinvolgere tutta la regione. Un territorio, quello marchigiano, che deve affrontare le conseguenze del sisma e della crisi, in corso da dieci anni, fattori che hanno determinato una metamorfosi economica, sociale e culturale e che si evidenziano, in particolare, nelle difficoltà dei distretti produttivi, nel crescente squilibrio fra costa e entroterra, nel raddoppio delle persone povere nei piccoli borghi del centro Italia, indicazione Istat, nelle crisi bancarie, nella chiusura d'imprese. In questo scenario, la cooperazione marchigiana ha tenuto continuando a creare occupazione.

Il modello cooperativo, spiega l'Aci Marche, con il suo progetto di democrazia economica, si pone come protagonista centrale per una regione plurale come le Marche, con un progetto collettivo e partecipato che vuole valorizzare i territori, mettere a sistema tutte le risorse pubbliche e private, per dare coerenza agli investimenti, coniugando i materiali con gli immateriali e con un grande piano di formazione. Per rispondere ai bisogni, che sono sempre più plurali, per l'Alleanza, ci vogliono governance plurali e occorre puntare su tre elementi su cui costruire la comunità. 

Accoglienza che non significa apertura indiscriminata, ma riflessione sulla necessità di essere aperti, perché condizione indispensabile per il futuro, e allo stesso tempo selettivi, perché consapevoli che ogni incontro è anche fatica del cambiamento che va governato. Attrazioneperché un territorio è attrattivo quando restituisce la multiformità delle forme di vita che possono convivere assieme. Per le imprese, questo non significa semplicemente basse tasse, ma soprattutto maestranze qualificate, infrastrutture, servizi di welfare e sanitari, coesione sociale, amministrazioni efficienti, università. Per cui un buon luogo per sviluppare l'impresa, deve essere un buon luogo dove crescere i figli, dove poter vivere sicuri, dove persone di altri Paesi possono trovare una nuova casa. E tutto questo in territori che non dimenticano le loro origini, che sono le radici che portano linfa al futuro. Inclusione cioè partecipazione di tutti coloro che faranno parte del progetto, per far nascere la passione senza la quale nessuna idea collettiva ha futuro.

Con questo orizzonte, sono dieci gli obiettivi strategici che s'intrecciano nella proposta dell'Alleanza delle Cooperative Marche. Infanzia, anziani, welfare aziendale e di comunità, settori in cui la cooperazione ha esperienze e competenze tali da poter offrire un vasto ventaglio di servizi e un patrimonio di competenze e organizzazione. Lavoro, con l'opportunità di creare nuova occupazione con l'autorganizzazione dei lavoratori in forma cooperativa, anche con la rigenerazione di aziende in crisi, e formazione, con un costante progetto di investimento che veda attivi i centri universitari in collaborazione con le realtà imprenditoriali. Turismo e cultura, per promuovere offerte integrate di accoglienza/esperienza tra itinerari d'arte, tradizioni gastronomiche, luoghi di piacere e relax. Agricoltura per contrastare, con il modello cooperativo, il fenomeno dell'abbandono dei terreni e delle produzioni e favorire il ricambio generazionale, e"Appenino vivo" per la cura della montagna, dei boschi e dei sentieri con al centro il lavoro forestale. "Abitare la comunità", con forme di autorganizzazione e autonomia dei cittadini per l'accesso ad abitazioni a costi sostenibili, tramite progetti di housing sociale, e cooperative di comunità, un innovativo soggetto imprenditoriale che ha l'obiettivo di mantenere e creare coesione sociale e sviluppo economico in un territorio, a favore di una comunità, composta da cittadini-soci e anche dalle istituzioni, come nel caso della gestione di servizi collettivi.

 

 

Pubblicato in Marche

 

L’impresa sociale Con i Bambini ha deciso di promuovere la pubblicazione di report sulla povertà educativa, curati da DEPP Srl – Data, Engagement, Platforms, Politics. L’iniziativa ha lo scopo di approfondire e qualificare la riflessione, il dibattito e le proposte di intervento su una delle questioni più importanti, ma complessivamente più sottovalutate, che caratterizzano il quadro sociale ed economico del nostro Paese. La principale peculiarità è che per la prima volta saranno prodotti dei rapporti basati su banche dati comunali, permettendo quindi di costruire nel tempo una fotografia reale del fenomeno della povertà educativa minorile nei singoli territori.

Nel primo rapporto, relativo a febbraio 2018, i dati aggregati fanno emergere due tendenze, ampiamente prevedibili: la spaccatura Nord-Sud in termini di servizi per minori e giovani, e una minore copertura della domanda potenziale nelle aree montane. La novità di poter utilizzare una banca dati comunale sui servizi rivolti ai i minori permette di individuare anche realtà territoriali che vanno meglio di quanto fosse ragionevole attendersi leggendo i dati aggregati, come avviene ad esempio per alcuni comuni montani del ragusano rispetto alla presenza di asili nido.

Questi focus territoriali possono servire da base per ulteriori analisi approfondite, anche centrate su specifici casi studio. Non eliminano però il dato saliente di una maggiore carenza in alcune aree del Paese, prevalentemente collocate nel Mezzogiorno, e che coinvolge sia le città maggiori sia i comuni più piccoli. Nell’analisi svolta, sono soprattutto i comuni delle province calabresi e campane a ricorrere con maggiore frequenza come “meno coperti” lungo le diverse dimensioni selezionate, dalla presenza dei servizi per la prima infanzia alla dotazione delle scuole. Ciò detto, i dati emersi e i focus individuati nel corso di questo report non vanno intesi come punti di arrivo esclusivi dell’analisi; piuttosto costituiscono un primo tentativo di applicare un metodo per leggere i dati a disposizione.

Le città italiane con più minori

I minori tra 0 e 2 anni in Italia sono circa 1,5 milioni, ovvero il 2,5% dell’intera popolazione. A livello comunale, la più alta presenza di bambini sotto i tre anni si registra nelle 3 grandi città del Sud: Palermo (2,8%), Catania (2,76%), Napoli (2,65%), seguite dalle altre 3 città italiane più popolose: Milano (2,6%), Roma (2,58%) e Torino (2,5%).

La prevalenza di minori nei comuni meridionali è ancora più marcata se si osservano i comuni dimedie dimensioni (tra 20 e 50mila abitanti). Tra questi la massima percentuale di bambini tra 0 e 2 anni si raggiunge a Orta di Atella (nel casertano, quasi 5%), Fonte Nuova (Roma, 3,66%), Villabate (Palermo, 3,64%), Misterbianco e Belpasso (entrambi in provincia di Catania, 3,5%), Volla e Villaricca (provincia di Napoli, 3,5%). Al contrario sono ultimi 3 comuni sardi, Iglesias (1,79%),Carbonia (1,73%), Oristano (1,66%) e Comacchio (nel ferrarese, 1,81%).

I minori tra 6 e 17 anni in Italia sono oltre 6,8 milioni, ovvero oltre l’11% dell’intera popolazione. Tra le città maggiori (con più di 250 mila abitanti), le prime quattro posizioni per numero di abitanti tra i 6 e i 17 anni sono quattro centri del Sud: Napoli (circa il 13%), Catania e Palermo (12% circa) e Bari (10,8%). Tra i centri di medie dimensioni(tra 20 e 50mila abitanti), la prevalenza delle realtà campane è schiacciante: i primi 11 comuni per quota di popolazione 6-17 anni appartengono esclusivamente alle province di Napoli e Caserta con in testa Melito di Napoli (oltre il 17%), Orta di Atella, Casal di Principe, Caivano, Cardito, Volla (tutte sopra il 16%).

I servizi all’infanzia

La UE con l’Obiettivo di Lisbona ha fissato al 33% la copertura della popolazione europea che dovrebbe essere raggiunta dai servizi alla prima infanzia. L’Italia si attesta in media al 22%, ma i dati aggregati a livello regionale mostrano una minore offerta di servizi da parte delle regioni meridionali. La disaggregazione regionale rischia però di occultare situazioni di carattere locale molto diversificate e anomale (in positivo o in negativo) rispetto al contesto in cui sono collocate. I comuni montani, ad esempio, sono quelli tendenzialmente più svantaggiati, ma il rapporto mette in evidenza delle sostanziali differenze: il territorio di Prato svetta con il 51% di copertura di servizi alla prima infanzia, ma anche i comuni montani di una provincia meridionale come Ragusa (35%) hanno una performance superiore sia al dato medio nazionale sia agli obiettivi europei. Parallelamente si evidenzia come i comuni totalmente montani nelle province di Foggia, Caltanissetta, Siracusa e Reggio Calabria presentano invece una percentuale di copertura pari allo 0%.

Il livello di offerta è inferiore nei comuni a basso reddito, così come nei comuni rurali e in quelli montani, nonché in intere aree del Mezzogiorno, a partire dalle città maggiori, proprio nelle aree caratterizzate da maggiore utenza potenziale.

Biblioteche comunali e palestre scolastiche

A livello regionale sono le due regioni più piccole, Valle d’Aosta e Molise, a mostrare il rapporto maggiore tra presenza di biblioteche e numero di minori sopra i 6 anni. Tra le regioni sopra i 3 milioni di abitanti, il Piemonte è la prima per presenza di biblioteche rispetto alla popolazione nella fascia d’età considerata, dato che trova conferma anche a livello locale. La Puglia si trova invece all’ultimo posto, con Bari e Taranto terzultima e penultima nella classifica a livello comunale.

Piemonte, Friuli e Toscana sono le regioni con la più alta percentuale di alunni che frequentano scuole dove è presente almeno una palestra. Questo dato si riflette nelle performance dei singoli comuni, a partire dalle città maggiori. Nei comuni di Torino, Firenze e Prato, ad esempio, la quota supera anche largamente l’80%. Nel caso del Piemonte, la presenza è significativamente alta non solo nel capoluogo, ma anche nei comuni montani intorno ad esso, dove la percentuale raggiunge il 61%. Oltre a questi casi, emergono singole situazioni con maggiore copertura anche in contesti diversi da quelli citati, in particolare nel Mezzogiorno. Il comune di Bari è secondo solo a Torino tra le maggiori città urbanizzate, e lo stesso vale per i comuni montani della provincia di Potenza.

Scuole sicure e raggiungibili

A livello nazionale circa il 73% degli istituti-si trova in zone con qualche rischio sismico; si collocano al di sotto di tale media Veneto, Puglia, Lombardia, Piemonte e Sardegna. Sulla base dei dati a disposizione, la situazione della Basilicata appare come quella che presenta il più alto numero di alunni (quasi il 40%) in zone ad elevato grado di sismicità rispetto a quelli in scuole antisismiche.

Per quanto riguarda il trasporto con scuolabus, le regioni dove gli istituti presentano la maggiore raggiungibilità per gli studenti sono la Basilicata, le Marche e l’Abruzzo, mentre agli ultimi posti troviamo Lazio, Campania e Calabria. Rispetto al trasporto pubblico urbano, le regioni dove le scuole sono maggiormente raggiungibili da parte degli alunni Liguria, Basilicata e Abruzzo; con Sicilia, Campania e Calabria in fondo alla classifica. In fatto di trasporto pubblico interurbano, si trovano ai vertici per raggiungibilità le scuole abruzzesi, quelle della Basilicata e quelle del Piemonte, mentre agli ultimi posti troviamo Sicilia, Campania e Calabria. A prescindere dal mezzo di trasporto pubblico scelto, in Basilicata e Abruzzo compaiono sempre ai vertici. In entrambe le regioni, oltre il 70% degli alunni possono raggiungere la propria scuola con il trasporto interurbano, e oltre l’80% con i mezzi pubblici urbani.

Dai dati Miur la mobilità per gli studenti risulta maggiormente carente in Calabria e Campania. Per questa ragione l’analisi è stata circoscritta alle due regioni meridionali, in particolare alle singole province e ai suoi capoluoghi. Il quadro che emerge una scarsa raggiungibilità delle scuole attraverso i mezzi pubblici urbani e interurbani, soprattutto per la provincia calabrese di Crotone. I dati sui capoluoghi confermano tale tendenza.

A partire dalle scuole: quelle di Calabria e Campania sono, insieme a quelle siciliane, le meno raggiungibili con mezzi pubblici quali scuolabus, trasporto pubblico urbano e interurbano. Le scuole calabresi e campane risultano anche quelle meno attrezzate per lo sport, essendo più bassa la percentuale di alunni che frequentano istituti con palestra. Tale carenza peraltro riguarda anche realtà urbanizzate del nord, come le città metropolitane di Milano e Venezia. Dal punto di vista della sismicità, l’analisi con i da- resi disponibili dal Miur ha fatto emergere situazioni di potenziale rischio in determina- comuni della Basilicata.

 

 

 

 

Pubblicato in Nazionale

LasciateCIEntrare, Associazione K_Alma e A.N.P.I Sezione Massimo Gizzio - Villaggio Globale  il prossimo 9 marzo presentano una nuova inziativa per lavoratori italiani e migranti.

Al Villaggio Globale di Roma (Ex Mattatoio Testaccio) si terrà l’inaugurazione del nuovo sportello dedicato agli operatori sociali di settore e a tutte le donne, uomini e nuclei familiari migranti che hanno bisogno di consulenza specifica nel settore legale, burocratico amministrativo, sanitario, vittime di trafficking o altre necessità che possano riguardare i diritti o i servizi negati.

Per l’occasione alle 18:00, sempre al Villaggio Globale, sarà presentato il libro "Carne da Macello" sulle lotte degli operai della logistica e il teorema repressivo contro il SI Cobas

 

Pubblicato in Lavoro

È stato un successo l'incontro degli studenti dell'Istituto Omnicomprensivo "Rosselli-Rasetti" di Castigione del Lago con Andrea Bernardoni e Antonio Picciotti autori del libro "Le imprese sociali tra mercato e comunità". L'iniziativa è stata organizzata per presentare agli studenti l'impresa sociale, una forma di impresa sempre più diffusa in Italia dove non si cerca la massimizzazione del profitto ma lo sviluppo ed il benessere della comunità. " Questo incontro – afferma Nicola Cittadini, Professore del Rosselli-Rasetti – costituisce un evento fondamentale all'interno dell'offerta formativa che propone l'Istituto agli studenti dell'indirizzo tecnico economico – relazioni internazionali per il marketing. Una conoscenza puntuale ed approfondita del proprio territorio non può prescindere da un'analisi seria e dettagliata del tessuto imprenditoriale e sociale di riferimento, sia sotto il profilo delle potenzialità che delle criticità e delle prospettive di crescita ed implemento".

Negli anni della crisi le imprese sociali hanno fatto realizzare risultati economici e sociali estremamente significativi. Solamente in Umbria sono attive più di 200 imprese sociali nella quali lavorano 8.000 persone, di cui 600 lavoratori svantaggiati, impegnati nel welfare, nella cultura, nel settore turistico e dei servizi. Oggi le imprese sociali rappresentano una concreta opportunità per i giovani che cercano un'occupazione, capace di tenere insieme impresa e solidarietà.

"Le imprese sociali – ha spiegato Antonio Picciotti dell'Università di Perugia – sono organizzazioni imprenditoriali che non perseguono la massimizzazione del profitto ma hanno finalità sociali, primo fra tutti il miglioramento delle condizioni di benessere delle comunità locali. In questa prospettiva, il profitto non costituisce più il fine dell'impresa ma diventa lo strumento attraverso il quale poter raggiungere altri obiettivi, come ad esempio la rigenerazione dei centri urbani, la gestione delle fonti e delle infrastrutture energetiche, la realizzazione di prodotti sostenibili non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico e sociale".

La presentazione del libro è stata anche l'occasione per parlare di innovazione sociale e per presentare agli studenti imprese sociali innovative nazionali ed umbre.

"In questi anni le imprese sociali – continua Andrea Bernardoni di Legacoop – hanno saputo innovare. Hanno realizzato delle vere e proprie innovazioni di paradigma. Sono cioè state capaci di impiegare le risorse inutilizzate presenti nelle città e nei territori per soddisfare bisogni a cui né lo Stato né il mercato avrebbero dato risposte, come ad esempio la cooperativa Placido Rizzotto che in Sicilia produce vino sui terreni confiscati al boss Totò Riina o la cooperativa Anonima Impresa Sociale che a Perugia, coinvolgendo centinaia di cittadini, ha riaperto il cinema Modernissimo chiuso da 14 anni, trasformandolo in Postmodernissimo".

 

Pubblicato in Umbria

Il cambiamento di sesso, i disturbi del comportamento alimentare, l'Alzheimer, l'autismo, la precarietà lavorativa, la solitudine: sono alcuni dei temi che hanno ispirato i film in concorso per la quarta edizione del Premio Cinematografico Fausto Rossano per il Pieno Diritto alla Salute che si terrà a Napoli da martedì 27 febbraio a giovedì 1 marzo 2018 e vedrà la consegna di un premio speciale all'attore Luigi Lo Cascio.

Circa 300 i cortometraggi e i lunghi arrivati da tutto il mondo per partecipare al festival napoletano organizzato dall'Associazione Premio Fausto Rossano e da Gesco per sensibilizzare sui temi legati alla salute e alla sofferenza psichica, in ricordo dello psichiatra Fausto Rossano, ultimo direttore dell'ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi e figura di spicco della psichiatria napoletana, scomparso nel 2012. I finalisti delle sezioni lungometraggi e cortometraggi sono scelti da una giuria di esperti presieduta dalla giornalista Titta Fiore e composta dal sociologo dei processi culturali Stefano Bory, dal regista Egidio Carbone, dal presidente di Arci Movie Roberto D'Avascio, dalla psichiatra della Asl Napoli 1 Centro Assunta Maglione e dalla giornalista Conchita Sannino.

Strutturato in proiezioni pomeridiane e serali e dibattiti mattutini con focus su migranti, giovani e disagio psichico il Premio quest'anno è dedicato al quarantesimo anniversario della legge 180 ispirata da Franco Basaglia che portò alla chiusura dei manicomi e alla strutturazione di un sistema di assistenza e cura territoriale.

Si aprirà martedì 27 febbraio alle 10 presso Officine Gomitoli (Piazza Enrico De Nicola, 46 -ex Lanificio) con il convegno su Salute mentale e migrazioni e interventi di Roberto Beneduce (psichiatra, antropologo Università di Torino), Manuela Guarneri (psichiatra, Sportello Migranti Asl Napoli 1 Centro), Barbara Massimilla(psicoanalista AIPA, direttore della rassegna cinematografica S/cambiamo il mondo), Ismahan Hassen e Fatima Ouazri (mediatori culturali del Centro Interculturale Officine Gomitoli) e Jesús Armesto (regista, autore del documentario I Borghesi di Calais. L'ultima frontiera).

Mercoledì 28 febbraio alle 10 nell'Istituto Attilio Romanò (in Via Miano, 290) incontro con gli studenti sulla Legge Basaglia e la Costituzione con interventi di  Tina Zaccaria (Associazione Angeli Guerrieri), Andrea Belfiore (Emergency Napoli), Rosa Chiapparelli (Associazione Social Skills), Raffaele Del Giudice (vicesindaco di Napoli e assessore all'Ambiente), Paola Russo (psichiatra, psicologo analista). Durante l'incontro saranno proiettati i cortometraggi (In)Felix di Maria Di Razza e Govi di Rohan A.M. e saranno presentate le attività di alternanza scuola-lavoro presso il centro diurno Aquilone.

Nel pomeriggio del 27 e 28 proiezioni alla fondazione Foqus (Via Portacarrese a Montecalvario, 69 ore 15/17) e ad AvaNposto Numero Zero (Via Sedile di Porto, 55 ore 18/21).

Giovedì 1 marzo l'appuntamento alle 10 è presso il Foyer del Teatro Bellini (Via Conte di Ruvo, 14) con l'incontro su La salute mentale a Napoli a 40 anni dalla legge Basaglia aperto dalla testimonianza video di Emma, la cuoca dell'istituto Colosimo che racconta il suo passato nel manicomio. Seguiranno gli interventi di Fedele Maurano(direttore del Dipartimento di Salute Mentale Asl Napoli 1 Centro), Marco De Martino (ricercatore di diritto penale e criminologia Università Federico II),  Gianluigi Di Cesare (psichiatra) e Sergio D'Angelo (presidente di Gesco) con la moderazione di Stefano Bory e l'intervento di Luigi Lo Cascio a cui Conchita Sannino consegnerà i premio speciale  della quarta edizione della rassegna.

Il pomeriggio dalle 17 alle 20 presso l'Hart (in via Crispi 33) le proiezioni finali e la proclamazione dei vincitori alla presenza dei giurati, con la conduzione di Marialuisa Firpo. I vincitori ricevono in premio una scultura creata per l'occasione da Claudio Cuomo. La partecipazione ai dibattiti e alle proiezioni è gratuita e aperta a tutti.

Il Premio è in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della Asl Napoli 1 Centro, la cooperativa sociale Dedalus, l'istituto A. Romanò, AvaNposto Numero Zero, Arcimovie. Contribuiscono all'edizione 2018 la fondazione Foqus, le associazioni LaterzAgorà e A Voce Alta, il cinema Hart. Il programma completo e gli aggiornamenti sono su www.napolicittasolidale.it

 

Pubblicato in Campania

“Prendiamo atto, con soddisfazione, che alcune osservazioni presentate dal Forum del Terzo settore sono state accolte rispetto alla corretta applicazione della Legge per il mercato e la concorrenza. Segno evidente che c’è una disponibilità da parte dei ministeri competenti di proseguire un confronto costruttivo in merito ad una legge che deve essere applicata in modo chiaro e senza creare disagi al mondo del Terzo settore.” Così la portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Claudia Fiaschi in merito all’applicazione della Legge per il mercato e la concorrenza (L. 124/2017) che impone l’obbligo di pubblicità per i contributi pubblici ricevuti dalle associazioni, onlus e Fondazioni, superiori a €10.000 ed erogati da amministrazioni pubbliche.

In una nota diffusa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali è stato precisato che la pubblicazione si riferisce ai contributi pubblici ricevuti nel 2018 e deve dunque avvenire entro il 28 febbraio 2019.

“Intendiamo proseguire il nostro lavoro con i ministeri competenti. Siamo infatti consapevoli che serva applicare ulteriori modifiche alla normativa, ancora incompleta e in alcuni punti contraddittoria. A nostro avviso infatti sono necessari ulteriori chiarimenti sulle modalità di adempimento e l’esatto contenuto dell’obbligo di pubblicità, già materia nel nuovo codice del Terzo settore.” Conclude la Portavoce.

Pubblicato in Nazionale

Mentre in tutta Italia si estende l’ondata di gelo portata da Buran e si moltiplicano le allerte in molte città della penisola, nella capitale si sta lavorando per aumentare la capacità di accoglienza notturna per quanti dormono per strada.

Roma

A garantire un potenziamento del circuito di accoglienza capitolino è in primo luogo il Comune di Roma che in queste ore fa sapere di essere al lavoro con un tavolo tecnico che ha permesso di mettere a disposizione ulteriori 186 posti notturni e 21 diurni, ma i possibili riparti dal freddo siberiano potrebbero aumentare con   l'apertura straordinaria delle stazioni metro e ferroviarie. "Ringrazio tutte le realtà del terzo settore della città che, con uno sforzo rapido ed efficace, stanno garantendo un consistente incremento dei posti per l’accoglienza - spiega l'assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre -. Il rischio di un crollo delle temperature ha chiamato a raccolta pubblico e privato che, con un impegno condiviso, hanno costruito un percorso incentrato sulla programmazione e su un'attenta analisi dei bisogni dei territori. Il contributo dell'associazionismo è fondamentale e, messo a sistema con le risorse e gli strumenti di Roma Capitale, sta assicurando una risposta tempestiva all'allerta meteo. I nuovi 207 posti a disposizione vanno così ad aggiungersi al Piano Freddo che nella città già garantisce 381 posti per accoglienza notturna e 246 per accoglienza diurna, e al sistema ordinario di accoglienza capitolina che ogni giorno, durante tutto l'anno, ospita oltre mille persone, fornisce 1.442 pasti presso le strutture e 600 pasti a domicilio.

Ad intensificare le proprie attività di accoglienza è anche la Caritas di Roma che in questi giorni ha potenziato le iniziative già in campo per il Piano Freddo che hanno preso il via il 1° dicembre 2017. “Le auto di pronto intervento del Servizio itinerante notturno saranno sei ogni sera ed altrettante saranno le equipe composte da operatori e volontari disponibili a intervenire per distribuire coperte e sacchi a pelo - fa sapere la Caritas romana -. Nell’Ostello “Don Luigi Di Liegro” di via Marsala sono stati attivati 22 posti letto in più, portando la capienza complessiva a 210 posti. Nelle case famiglia verranno accolti sei nuclei mamme-bambini oltre ai 28 che abitualmente vi soggiornano. In caso di neve verranno attrezzati con brandine anche gli spazi comuni dell’Ostello per arrivare a una capienza complessiva di 270 persone”.

La Comunità di Sant’Egidio, inoltre, in queste ore ha lanciato un appello per la vicinanza e la protezione, in tutta Italia, dei senza dimora, particolarmente a rischio in questo fine febbraio, soprattutto di notte: "Non aggiungiamo al gelo anche l’indifferenza - ha detto Marco Impagliazzo -, che è il primo nemico di chi vive per strada: invitiamo tutti a prestare attenzione a chi passiamo accanto ogni giorno, nelle vie delle nostre città, senza fermarci”. La Comunità di Sant'Egidio ha inoltre lanciato una raccolta straordinaria di coperte, cappelli di lana, sacchi a pelo ed altri generi di conforto per affrontare il gelo. A Roma si possono portare ogni giorno, dalle 19 alle 20, in via Dandolo 10. Le coperte e i sacchi a pelo raccolti saranno distribuiti durante le cene itineranti, che la Comunità svolge durante tutto l'anno portando bevande e pasti caldi che in questi giorni verranno moltiplicate. Anche l'accoglienza notturna nella chiesa di San Callisto, a Trastevere, verrà ampliata.  Anche la Croce Rossa di Roma ha aumentato la capacità di accoglienza presso le proprie strutture, come spiega una nota dell’organizzazione. Nella sede di Via Ramazzini, infatti, sono stati attivati altri 60 posti che si aggiungono agli attuali 150 per accogliere i senza dimora. Ad annunciarlo è la presidente Debora Diodati, dopo che una delegazione della Cri romana ha partecipato insieme ad altre associazioni ad un incontro presso il Dipartimento Politiche Sociali dal Comune di Roma per l'emergenza freddo. "In queste ore di emergenza per il maltempo ci siamo attivati e siamo riusciti ad aumentare per due settimane l'accoglienza nella nostra sede per le persone senza dimora”.

Bologna e Firenze

Da questa mattina e fino a domenica prossima gli operatori in servizio nell'ambito del Piano freddo del Comune di Bologna usciranno ogni mattina all'alba dalle 5.30 alle 9.30 per intercettare le persone che si trovano in strada in queste giornate di temperature particolarmente rigide. Si tratta, informa il Comune, "di un rafforzamento del lavoro quotidiano che gia' negli ultimi giorni si e' intensificato con l'uscita quotidiana dei servizi di strada e la messa a disposizione di 30 posti in piu' nelle strutture di accoglienza".

La nuova organizzazione, "per cui e' indispensabile la stretta collaborazione in atto con Arpae, prevede anche un rinforzo dell'equipe dell'Help center in stazione per ottimizzare al massimo il raccordo con le strutture, recuperare coperte e altro materiale per le uscite dei servizi di strada", aggiunge l'amministrazione

Trenta posti letto in più nelle strutture d’accoglienza di Firenze. Con l’arrivo del grande freddo dalla Siberia continua e si intensifica il servizio di accoglienza invernale dei senza fissa dimora attivato il 1° dicembre scorso dal Comune di Firenze presso le Foresterie Pertini e del Fuligno, l'Albergo Popolare, l'Ostello del Carmine cui si aggiungono le strutture gestite dalla Caritas ovvero  l’Accoglienza Salesiani di via Gioberti, quelle di San Martino e di San Giusto a Scandicci.

Il servizio consiste nell’offrire un’attività di pronta accoglienza notturna destinata a cittadini italiani e stranieri, uomini maggiorenni, donne sole e con bambini, residenti o non nel comune di Firenze, in possesso di un documento di riconoscimento. Confermando la scelta fatta negli anni scorsi, agli ospiti non viene fornita solo l’accoglienza notturna, ma vengono serviti anche il pasto serale e la prima colazione. Al calare della sera, poi, diventano operative le unità di strada impegnate a distribuire coperte, bevande e pasti caldi alle persone che sono al freddo, rispondendo così a situazioni di emergenza insieme agli operatori presenti presso le diverse strutture di accoglienza.

Napoli

In considerazione delle temperature rigide di questi giorni, l'Assessore al Welfare Roberta Gaeta spiega che “l'Amministrazione Comunale ha predisposto già da dicembre il piano "anti-freddo", programma coordinato che comprende diverse azioni per fornire supporto, sostegno, pasti caldi e accoglienza a chi ne ha bisogno. Sono attive le strutte“La Palma” e “La Tenda”, dove sarà possibile ospitare i senza dimora eventualmente accompagnati da animali. E' possibile contattare la Centrale Operativa Sociale al numero 081/5627027, servizio attivo H24 al quale segnalare la presenza di senza dimora nelle strade cittadine per un immediato aiuto da parte delle Unità Mobili di Strada. Di notte, resteranno aperte le stazioni della Metro Linea 1 Museo e Vanvitelli".

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

 

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Prende il via la quinta edizione del bando “culturability” promosso dalla Fondazione Unipolis: 450 mila euro per progetti culturali innovativi ad alto impatto sociale che rigenerano e danno nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati o sottoutilizzati. Cultura, innovazione e coesione sociale, collaborazione, sostenibilità, occupazione giovanile: questi gli ingredienti chiesti per riempire di creatività questi vuoti e restituirli alle comunità territoriali di riferimento.

Fino al 20 aprile organizzazioni no profit, cooperative e imprese culturali, team informali, composti in prevalenza da under 35, potranno candidare i propri progetti online sul sito www.culturability.org.

Fra le proposte pervenute, ne saranno selezionate 15 che avranno l’opportunità di partecipare a un percorso di formazione nei mesi di giugno e luglio. Tra queste, nel mese di settembre, una Commissione di Valutazione selezionerà i 6 progetti finalisti che riceveranno 50 mila euro ciascuno e continueranno l’attività di accompagnamento e mentoring. Gli altri 150 mila euro stanziati saranno utilizzati per realizzare le attività di formazione e accompagnamento per l’empowerment dei team, rimborsi spese per partecipare ai programmi di supporto.

Grazie alla collaborazione iniziata lo scorso anno, la Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MiBACT mette a disposizione ulteriori risorse economiche che consentiranno di selezionare un sesto progetto tra i 15 finalisti. Il bando culturability  si avvale, inoltre, della partnership di Avanzi/Make a Cube³ e Fondazione Fitzcarraldo.

L’edizione 2018 del bando è stata presentata ieri, 22 febbraio, nel corso di un’iniziativa pubblica a Bologna. Sono intervenuti:Matteo Lepore – Assessore alla Cultura Comune di Bologna, Daniela Patti – Eutropian, Carlo Roccafiorita – fondatore di Periferica ed Evocava (uno dei progetti selezionati con “culturability” 2017), Pierluigi Stefanini – Presidente Gruppo Unipol e Fondazione Unipolis.

Nel suo intervento, l’assessore Lepore ha sottolineato come culturability rappresenti “un ‘esperienza di vera politica territoriale”. Il presidente Stefanini ha messo in evidenza come “il bando culturability e i progetti che ha sostenuto e sostiene, siano la concreta dimostrazione di come la cultura possa diventare un fattore che contribuisce a creare benessere sociale”, ed ha aggiunto: “è un bel modo di fare rete, di lavorare insieme, di collaborare. Indica una strada, un percorso che sollecita le istituzioni, a tutti i livelli, a promuovere politiche che aiutino e sostengano le iniziative culturali, soprattutto giovanili, come strumento di sviluppo innovativo, di integrazione e inclusione sociale”.

Già negli scorsi anni, “culturability” ha riscontrato ottimi risultati di partecipazione, in termini di progetti aderenti e di qualità delle proposte, come dimostrato dai successi delle realtà sostenute che continuano i loro percorsi di sviluppo. Complessivamente, per le quattro edizioni Fondazione Unipolis ha investito un milione e 500 mila euro e oltre 2.770 sono stati i progetti partecipanti.

 

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