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Martedì, 25 Settembre 2018

Articoli filtrati per data: Lunedì, 05 Marzo 2018 - nelPaese.it

Mercoledì 14 marzo prossimo, alle ore 16.30, il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon di Monasterace (Reggio Calabria), celebrerà la Giornata nazionale del Paesaggio, giunta alla seconda edizione, con una iniziativa che evidenzierà le eccellenze di questo territorio, ricco di storia e di testimonianze artistiche.

È, infatti, prevista una conversazione sul tema Il paesaggio architettonico del Parco Archeologico kauloniate a cura di Rossella Agostino, direttore Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon e di Alfredo Ruga, funzionario Archeologo SABAP-RC, che in questa occasione darà comunicazione di recenti rinvenimenti nell’area del tempio dorico collegati agli interventi di tutela del tratto costiero a cura della Regione Calabria. 

La contestuale presenza di Rossella Agostino e di Alfredo Ruga evidenzia la fattiva collaborazione in atto fra e il Polo Museale della Calabria e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio – RC. Il Parco Archeologico dell’antica Kaulon comprende un ampio settore dell’abitato antico e l’area santuariale con il tempio dorico di Punta Stilo. Visibili tra gli altri i resti di una delle case più lussuose dell’antica Kaulonia, la Casa del Drago, dal nome del mostro marino raffigurato nel mosaico pavimentale policromo di età ellenistica, oggi esposto al  Museo e dell’edificio termale con vasche fittili da cui proviene il mosaico pavimentale con delfini.

La conversazione, pertanto, darà la possibilità di evidenziare aspetti e peculiarità di questo bellissimo lembo di Calabria. Il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon è afferente al Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon.

 

 

 

Pubblicato in Calabria

Il 15 marzo alle ore 17 presso lo Spazio Lux - 1° piano di Fiorfood, in Galleria San Federico 26 a Torino - si terrà la presentazione del nuovo libro di Francesca Maci (Università Cattolica), Come facilitare una Family group conference, edizioni Erickson. Insieme all’autrice interverranno: Massimiliano Ferrua della Cooperativa Animazione Valdocco, Liza Zaquini e Francesco Tarantino di ASVAPP e Brigida Vinci, protagonista di un percorso di Riunioni di Gruppo Familiare.

Nel corso dell’incontro verrà approfondito il ruolo delle Family Group Conferences come metodo per favorire il protagonismo di bambini e ragazzi e delle loro famiglie nei percorsi delle tutela, della giustizia minorile e di contrasto all'abbandono scolastico (Progetto Family Star). L’analisi si focalizzerà in particolar modo sul ruolo chiave del “facilitatore” e sulle esperienze italiane e piemontesi.

Il libro, oltre alla efficace riproposizione di numerosi casi studio e alla dettagliata descrizione degli strumenti metodologici più utilizzati nella pratica, raccoglie le riflessioni dell’autrice intorno alla sua esperienza e si configura come una rigorosa guida teorico-operativa per svolgere al meglio il lavoro di preparazione e realizzazione di una Riunione di gruppo famigliare.  La pubblicazione è stata realizzata nel quadro del progetto europeo «Family ST.A.R — Family Group Conferences and STudent At Risk» e viene presentata a cinque anni di distanza dalla prima monografia di Francesca Maci dedicata alle Riunioni di Gruppo Familiare (Lavorare con la famiglia nella tutela minorile).

Dottore di ricerca e docente di Metodi del servizio sociale presso il Corso di Laurea in Servizio Sociale dell’Università Cattolica di Milano e Brescia, Francesca Maci è esperta italiana del modello delle Family group conference. Da diversi anni svolge la professione di assistente sociale nell’ambito del lavoro con i minori e le famiglie e si occupa di formazione e supervisione presso servizi sociali territoriali e di Terzo settore.

 

 

Pubblicato in Piemonte

“Questo anno sciopereremo nelle piazze insieme perché la violenza contro le donne non lascia tregua. Ogni giorno si susseguono notizie drammatiche, in cui vediamo ripetersi lo stesso copione: una donna che cerca autonomia e indipendenza rispetto a una relazione di coppia violenta finisce per pagare con la vita la decisione di lasciare il partner perché le istituzioni che dovrebbero proteggerla non intervengono in tempo. Ultimo in ordine di tempo il ‘femminicidio’ di Cisterna di Latina”.

Proprio in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale delle donne, D.i.Re scenderà in piazza per ribadire che questi fatti drammatici sono solo la punta dell’iceberg. Che a fronte di notizie terribili che trovano spazio sui media, si consumano ogni giorno nella vita di migliaia di donne soprusi, molestie, percosse, abusi. Che questa violenza è profondamente radicata nella storica, ma ancora attuale nonostante i passi avanti fatti, disparità di potere tra uomini e donne nei diversi ambiti sociali.

“Il lavoro instancabile dei centri antiviolenza della rete D.i.Re, che hanno visto nel 2016 oltre 21.000 accessi e che possono contare su tante storie di superamento – donne che si sono liberate dalla violenza, che hanno ripreso in mano la propria vita, che hanno conquistato autonomia e stabilità per sé e per i/le propri/e figli/e – è la testimonianza che dalla violenza si può uscire”.

Prevenire la violenza, fermare la mano dell’uomo che colpisce una donna solo perché la considera suo possesso, o perché non riesce ad accettare le sue legittime decisioni autonome, richiede però un lavoro molto più corale, intenso e deciso di tutti e tutte, a cominciare dalle istituzioni. “Il primo passo è riconoscere la forza delle donne, credere alle loro parole quando denunciano prendendo sul serio il rischio che corrono, approntare tempestivamente percorsi di protezione. E sostenere attivamente i centri antiviolenza, rafforzando la collaborazione tra questi e tutte le istituzioni territoriali: Procure, Tribunali, strutture sanitarie, forze dell’ordine”.

Il secondo passo è superare la discriminazione di genere. “Finché persisterà questa disparità oggettiva – nelle carriere, nelle retribuzioni, nella partecipazione politica, nella rappresentazione mediatica – gli uomini continueranno a sentirsi legittimati ad abusare delle donne”.

Un ciondolo contro la violenza

“Contro la violenza sulle donne la cultura del rispetto è la chiave di tutto!”. È con questo slogan che CONAD ribadisce il proprio sostegno a D.i.Re e invita consumatrici e consumatori ad aggiungere un ciondolo portachiavi disegnato e prodotto da Alessi alla propria spesa nei supermercati CONAD in tutta Italia l’8 marzo.

In vendita a 1 euro e 50 centesimi, il ciondolo è un modo per contribuire alla donazione che l’azienda fa alla rete D.i.Re da ormai tre anni e che ha permesso di rafforzare notevolmente la sua capacità di intervento. Tra le altre cose, grazie al contributo CONAD sarà avviato anche quest’anno un ciclo di formazioni per le operatrici dei centri antiviolenza, così da migliorare e innovare le modalità di intervento delle strutture distribuite su tutto il territorio nazionale.

Donare il ciondolo a una amica o a un amico, alla propria figlia e al proprio figlio, alla propria mamma o al proprio papà, al/la proprio/a compagno/a o a un/a collega è un modo per ricordare loro ogni giorno che prevenire la violenza contro le donne è un impegno che ci riguarda tutte e tutti.

 

Pubblicato in Nazionale

Un trionfo: quello dei 5 Stelle, soprattutto al Sud con punte del 65%. Una vittoria: quella di Salvini col 18%. Uno sconfitto: Berlusconi che cede il passo alla Lega. Un tracollo: il Pd di Renzi che non arriva nemmeno a 20. LeU

Pubblicato in Nazionale

Hai un sogno nel cassetto, vorresti realizzare un’iniziativa a Treviso tra maggio e novembre o presentare un progetto ma non sai come fare? Il Progetto Giovani Treviso ti offre gli strumenti per capire come muoverti e dare vita al tuo evento. È partita la 5^ edizione di SediciTrenta, il concorso di idee rivolto a gruppi di giovani fra i 16 e i 30 anni per la realizzazione di eventi all'interno dell'estate trevigiana. Previsti anche tre incontri formativi nella sede del PG in via Dalmazia il 14, 17 e 24 marzo sull’ideazione, organizzazione e promozione di un evento/progetto e sul tema della sicurezza nelle manifestazioni pubbliche.

Promosso dalla Città di Treviso – assessorato alla Partecipazione, politiche giovanili e pari opportunità e dalla Cooperativa sociale Itaca - Progetto Giovani Treviso, il concorso di idee è realizzato in collaborazione con Treviso Comic Book Festival e Suoni di Marca. L’iscrizione al concorso è gratuita e deve essere presentata entro e non oltre le ore 18 del 28 marzo inviando una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SediciTrenta è alla sua quinta edizione e nasce per stimolare la creatività giovanile in tutte le sue forme e manifestazioni, ma anche per supportarla, valorizzarla e promuoverla nella convinzione che rappresenti una straordinaria risorsa di rinnovamento etico, culturale e sociale per la comunità. SediciTrenta è aperto a gruppi formali e informali di giovani fra i 16 e i 30 anni costituiti da almeno 3 persone. Sono ammesse iniziative realizzabili sia in forma di evento/spettacolo che di workshop/laboratorio di qualsiasi genere (sport, arte, cultura, musica, teatro, fotografia, architettura, nuove tecnologie, interculturalità, riciclo, sostenibilità ambientale, ecc.), purché senza fini di lucro e da realizzarsi dal 28 maggio al 4 novembre a Treviso, in uno spazio messo a disposizione dallo stesso Comune (auditorium, palestra, sale espositive, piazza, ecc.).

Per quanto riguarda gli incontri di formazione, saranno aperti a tutta la cittadinanza e alle associazioni. Si parte mercoledì 14 marzo alle 18 con “Eventi in sicurezza”, ovvero come progettare un evento a norma e a regola d’arte, a cura di Roberto Mazzon, responsabile “Grandi Eventi” del Comune di Treviso; sabato 17 marzo alle 15.30 “Gli ingredienti di una manifestazione di successo” a cura di Ginevra e Miriam di Suoni di Marca; sabato 24 marzo alle 15.30 “Come fare un festival con un caricabatteria e un apribottiglie” a cura di Alberto Polita e Nicola Ferrarese di Treviso Comic Book Festival. Gli incontri formativi sono gratuiti e si svolgeranno nella sede del Progetto Giovani Treviso in via Dalmazia 17/A, si consiglia di comunicare la propria partecipazione scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Per informazioni e consulenze relative alla compilazione dell’idea progettuale rivolgersi al desk informativo SediciTrenta nella sede dello stesso Progetto Giovani del Comune di Treviso in via Dalmazia 17/A.

 

Pubblicato in Veneto

La produzione netta di energia elettrica complessiva in Basilicata è di 2.805 GWh/anno, di cui 2.450 GWh/anno da fonte rinnovabile, pari al 87% del totale, e ciò grazie ai 7.772 impianti diffusi su tutti i Comuni. In Basilicata, nel 2016 le Fonti Rinnovabili di Energia (FER) hanno confermato il proprio ruolo di primo piano nel panorama energetico regionale, arrivando a coprire il fabbisogno energetico elettrico di circa 900mila famiglie.

La potenza netta da rinnovabili si attesta a 1.435 MW rappresentando circa il 91% della potenza disponibile nella Regione. Tra questa, è l'eolico la tecnologia con maggior potenza installata con 861 MW (60%), seguito da fotovoltaico con 364 MW (25,3%), da impianti idroelettrici 130 MW (9,1%) e dagli impianti a bionergie. In termini di produzione il maggior contributo arriva dall'energia eolica con 1.560 GWh/anno, seguita dall'energia solare con 440 GWh/anno, che ricoprono insieme circa l'82% della produzione totale di energia da fonti rinnovabili, la restante produzione è prodotta dai impianti idroelettrici 267 GWh/anno (10,9%) e dalle bioenergie 184Gwh/anno (7,5%).

La maggior potenza da fonti rinnovabili installata è presente nella provincia di Potenza, con 1.030 MW complessivi, seguita dalla provincia di Matera con 405 MW. In termini di produzione di energia è sempre la provincia di Potenza (1.800 GWh/anno) a fornire il maggior contributo da fonti rinnovabili, con eolico a giocare il ruolo da protagonista con 1.229GWh/anno. Questo in sintesi il quadro che emerge dall'edizione regionale del rapporto Comuni Rinnovabili di Legambiente, realizzato grazie al contributo di Enel Greenpower, che da 12 anni fotografa lo sviluppo delle fonti rinnovabili nei territori italiani, presentato questa mattina a bordo del Treno Verde, il convoglio ambientalista di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, realizzato con la partecipazione del Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, in sosta al binario 1 della stazione di Potenza Centrale.

Alla presentazione di Comuni Rinnovabili Basilicata hanno preso parte Stefano Ciafani, direttore generale Legambiente, Valeria Tempone, direttrice Legambiente Basilicata, Marco De Biasi, Scambiologico, Rocco Pergola, assessore Edilizia e Pianificazione del Comune di Potenza, Roberto Spera, Amministratore Unico Acta s.p.a, Mario Picciani, Programmazione offerta Direzione trasporto Basilicata di Trenitalia, e Francesco Massaro, responsabile Area Sud di Ecopneus.

"In Basilicata va definita subito una strategia d'uscita dalla schiavitù del petrolio e dall'arroganza delle società petrolifere, a partire da Eni e Total. I dati che emergono dal rapporto Comuni Rinnovabili dimostrano che in Basilicata un altro futuro energetico è possibile e che le strade da intraprendere per dire stop alle fonti fossili esistono e sono percorribili – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – Oggi questa è la regione italiana maggiormente minacciata dalle compagnie petrolifere: essa infatti contribuisce con il 71% della produzione di olio greggio, a fronte di 4,1 milioni di tonnellate nazionali. Oltre alle concessioni già produttive soprattutto in Val d'Agri e a Tempa Rossa, sul territorio lucano ricadono, poi, anche 7 permessi di ricerca e sono 17 le istanze di permesso di ricerca presentate dalle diverse compagnie petrolifere. A fronte di questi numeri, che tengono sotto scacco una intera regione, urge un avvio programmato per l'uscita dalle fonti inquinanti verso non solo una riconversione 100% rinnovabile del sistema energetico, dismettendo gradualmente i pozzi attivi, ma anche attraverso una bonifica delle aree contaminate, come dimostrano anche le cronache giudiziarie degli ultimi anni, e un arresto immediato di qualsiasi ampliamento dei progetti di estrazione. L'uscita dalle fonti fossili, poi, deve essere accompagnata da un piano nazionale su clima ed energia in grado di far raggiungere a ciascuna regione obiettivi ambiziosi al 2030 e la completa decarbonizzazione al 2050. Un piano che permetta anche alla Basilicata di costruire da subito le basi economiche e di sviluppo territoriale per un futuro non troppo lontano in cui non si estrarrà più petrolio dal sottosuolo lucano".

Affinché si possa avviare quella transizione energetica verso un modello democratico e sostenibile è necessario innanzitutto porre fine agli assurdi privilegi che portano le principali compagnie petrolifere a colonizzare il nostro Paese con le estrazioni di fonti fossili perché economicamente convenienti. In Basilicata, infatti, su un totale di 28 milioni di tonnellate di greggio estratto dal 2010 al 2017, 253mila sono risultate esenti dal pagamento delle royalties che, invece, se incassate, poterebbero numerosi vantaggi, fra cui la possibilità di investire in un piano di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico e privato, promuovendo un ruolo attivo e consapevole delle famiglie e dei cittadini.

Con questo obiettivo, Legambiente ha dato vita alla campagna Civico 5.0, un altro modo di vivere il condominio, pensata non solo per sensibilizzare cittadini, amministrazioni e costruttori sull'importanza di un nuovo modello di vivere e progettare i condomini e i suoi spazi, dando consigli utili e strumenti concreti per migliorare la qualità della vita dei palazzi condominiali, per capire come abbattere i costi in bolletta e dire 'basta' alle case colabrodo, ma anche per raccontare i diversi strumenti oggi disponibili. In Basilicata, infatti, secondo i dati del Cresme, esistono oltre 35mila edifici residenziali in stato mediocre e pessimo, si tratta di oltre il 22% del patrimonio edilizio abitativo della regione.

I tecnici di Legambiente, prima dell'arrivo del convoglio ambientalista in Basilicata, hanno realizzato un'indagine termografica in tre appartamenti di due condomini a Potenza, e in uno di questi anche un'analisi dei consumi energetici elettrici. Sui tre appartamenti, i problemi sono evidenti e comuni: dispersioni di calore da solai e pilastri, pareti perimetrali, con impronte termiche di caloriferi e dispersioni da infissi. Le termografie sono un ottimo strumento per mettere in evidenza i tipici difetti di tenuta dell'involucro e per far toccare con mano alle famiglie le criticità che rendono spesso pessima la qualità di vita nelle nostre case. Nell'appartamento in cui è stata effettuata anche l'analisi dei consumi elettrici, il risparmio per la famiglia potrebbe essere pari a circa il 19% dell'attuale spesa se si eliminassero gli sprechi, ad esempio anche attraverso un sistema di domotica e piccoli accorgimenti legati agli stili di vita. Fino al 75-80% della bolletta termica, nei tre casi analizzati con le termografie, se si effettuassero interventi di efficientamento edilizio come cappotto termico, sostituzioni infissi, installazione di pannelli solari termici. I risultati del monitoraggio effettuato dai tecnici di Legambiente dimostrano, con un'analisi a campione delle abitazioni, come e quanto sia possibile intervenire portando vantaggi immediati in termini ambientali, economici e di qualità di vita.

Nel 2016, in Basilicata, sono stati realizzati 2.600 interventi di efficientamento, a fronte di quasi 20 miliardi di euro investiti e un risparmio di 6,11 megawattora all'anno. La maggior parte degli interventi, pari a 1.424, hanno riguardato la sostituzione di serramenti, 537 di caldaie a condensazione e 114 l'installazione di pompe di calore (fonte Enea). "Investire in efficienza energetica significa anche sviluppare un welfare che crea posti di lavoro, che favorisce la riduzione delle spese energetiche, che aiuta le famiglie a risparmiare in bolletta – spiega Valeria Tempone, direttrice di Legambiente Basilicata – Fondamentale in tal senso è il ruolo delle amministrazioni, che devono essere protagoniste nella spinta all'innovazione energetica attraverso l'approvazione di regolamenti edilizi con aspetti di sostenibilità".

La Finanziaria 2017, infatti, ha introdotto incentivi per l'efficientamento energetico e la riqualificazione antisismica validi fino al 2021 cui accedere per realizzare interventi nei condomini, con detrazioni fiscali fino all'85%. Le famiglie in difficoltà possono inoltre cedere il credito ad ESCO o banche così da compiere tutti quegli interventi necessari per la riqualificazione del patrimonio edilizio.

Come ha fatto la Centrale del Latte Fattorie Donna Giulia, un'azienda lattiero casearia lucana, che smaltisce e riutilizza tutti gli scarti di produzione tramite un impianto a biogas: i reflui zootecnici vengono trasformati in risorsa producendo 100 kWh di energia, tra elettrica e termica, contribuendo così a coprire circa il 70% del fabbisogno energetico dell'azienda. Degno di nota anche il complesso residenziale di Astor Immobiliare nel Comune di Potenza, progettato secondo i più moderni criteri di bioarchitettura, coibentazione, infissi e vetri ad altissimo potere isolante e realizzati con materiali sostenibili con l'obiettivo di realizzare un edificio in grado di ridurre al minimo gli sprechi.

Esempi virtuosi che Legambiente, a bordo del Treno Verde nella tappa lucana, ha premiato come "I RinnovABILI", ovvero realtà che hanno scommesso su nuovi modelli energetici attraverso rinnovabili, efficienza e che fanno a meno di petrolio, gas e carbone.

 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Ezzat Ghonim, avvocato per i diritti umani e direttore dell'Ong Coordinamento egiziano per i diritti e le libertà, è irrintracciabile dal pomeriggio del 1° marzo. Amnesty International teme che possa essere stato sequestrato da agenti dello stato egiziano e che sia dunque una nuova vittima di sparizione forzata.

Alle 17.30 del 1° marzo, Ghonim ha telefonato alla moglie avvisandola che stava uscendo dal lavoro e che sarebbe rientrato a casa in mezz'ora. Alle 18.30 la moglie, preoccupata del ritardo, ha provato a chiamarlo al telefono ma l'utente risultava irraggiungibile. Ha chiamato i colleghi, poi gli ospedali e le stazioni di polizia senza ottenere alcuna informazione. All'1.30 ha provato a telefonare nuovamente al marito: questa volta l'utenza era libera ma non ha risposto nessuno.

La moglie di Ghonim ha scritto al ministero dell'Interno e all'ufficio della Procura generale chiedendo di fornirle notizie, ma senza esito. In un rapporto del luglio 2016, Amnesty International aveva denunciato una media di due - tre sparizioni forzate al giorno.

Dall'inizio dell'anno, l'organizzazione per i diritti umani ha già denunciato diversi casi, tra i quali quelli del giornalista Mustafa al-Aassar e dell'attivista e suo coinquilino Hassan al-Banna e, ancora, quello del vicepresidente del partito di opposizione Forte Egitto. Tutti e tre, in seguito, sono comparsi negli uffici della Procura per la sicurezza dello stato. Devono rispondere delle accuse inventate di diffusione di informazioni false allo scopo di danneggiare la sicurezza nazionale e di appartenenza a gruppi fuorilegge.

 

Pubblicato in Nazionale

“Siamo attoniti di fronte alla tremenda notizie della morte improvvisa di Davide Astori. Ci stringiamo intorno alla sua famiglia e agli amici di ACF Fiorentina in un abbraccio.”. E' il commento di Claudio Tesauro, presidente di Save the Children.  “Dal suo ingresso nel club viola, Davide Astori è stato sempre partecipe e ha sostenuto le iniziative a supporto della nostra organizzazione, con entusiasmo e grande sensibilità”, ha sottolineato Claudio Tesauro.  

I bambini, gli adolescenti, le famiglie, gli anziani. Uomini e donne. Un pellegrinaggio lento e commovente sotto la tribuna dello stadio Artemio Franchi di Firenze per ricordare Davide Astori. Una città intera che si stringe attorno al suo capitano. Sono tantissimi gli omaggi e i ricordi lasciati dai tifosi fiorentini sulle grate dello stadio. Sciarpe viola, maglie, stendardi, vessilli, striscioni, bandiere. E soprattutto, tantissime lettere. 

Parole strazianti che ricordano il giocatore che fu. “Ti voglio ricordare così, umile, generoso, sorridente e sempre disponibile con tutti, adulti e bambini, una persona splendida, un uomo vero in un calcio malato”. Davide Astori rivive in questi ricordi. Quasi tutti raccontano della sua umiltà, della sua sobrietà. Raccontano di un campione sul campo, ma soprattutto nella vita, una vita fatta di valori veri. E’ questa la grandezza di Astori. E’ questo che ha portato centinaia di persone in pellegrinaggio verso lo stadio. 

Una lunga giornata di omaggi che ha unito famiglie, ha messo d’accordo i sostenitori delle tifoserie avversarie, ha unito per una volta il mondo del calcio. Non era giorno di partita, quello di ieri a Firenze. Eppure c’era traffico attorno allo stadio. Motorini e macchine in coda per portare l’ultimo omaggio al capitano che non c’è più.

Tante lettere commoventi. “E’ grazie a persone come te che il calcio è il gioco più bello del mondo” recita una delle lettere. E poi ancora: “Ciao capitano, tua figlia crescerà coi ricordi dei tuoi tifosi che ti hanno amato così tanto”. Frasi scritte di getto, ma col cuore, dai tifosi increduli: “Ciao Davide, ora nelle stelle giocherai sempre a calcio”.

 

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Dopo un violento attacco avvenuto ieri a Rann, nello stato di Borno in Nigeria, Medici Senza Frontiere (MSF) ha sospeso le proprie attività mediche nella città e ha evacuato 22 persone di staff nazionale e internazionale. Non è ancora chiaro quante persone siano state uccise e ferite in città, ma prima di andare via lo staff medico di MSF ha trattato 9 pazienti feriti. Le 40.000 persone che abitano a Rann dipendevano quasi completamente dai servizi medici di MSF per avere accesso alle cure.

“Lasciare senza assistenza medica i nostri pazienti, tra cui 60 bambini inclusi nel nostro programma nutrizionale, è una decisione estremamente dolorosa” ha detto Kerri Ann Kelly, coordinatore dell’emergenza per MSF in Nigeria. “Continueremo a valutare l’evolversi della situazione e torneremo appena le condizioni lo consentiranno. Questo ultimo attacco è una grave conferma di come siano le persone nel Borno a pagare il prezzo di un conflitto spietato. Sono bloccate in un circolo mortale di violenza e dipendono pesantemente dagli aiuti esterni per sopravvivere. Oggi a Rann questi aiuti sono considerevolmente ridotti.”

Le equipe di MSF forniscono cure mediche ai 40.000 abitanti di Rann da gennaio 2017. Le cliniche mobili fornivano assistenza a cadenza regolare, mentre un’equipe medica permanente è basata in città da settembre 2017. La popolazione della zona è estremamente vulnerabile, molti di loro hanno trovato rifugio qui dopo essere fuggiti dalle loro case. MSF forniva trattamenti in particolare per malaria, malnutrizione e malattie legate alle precarie condizioni di vita. Durante i mesi della stagione delle piogge la città è rimasta isolata e non sono stati consegnati né cibo né aiuti. MSF stima che il tasso di mortalità dei bambini sotto i cinque anni a Rann, tra maggio e novembre 2017, era il doppio rispetto alla soglia di emergenza.

 

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