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Mercoledì, 20 Giugno 2018

Articoli filtrati per data: Martedì, 06 Marzo 2018 - nelPaese.it

L’innovazione? Una mission per quarantenni (età media 43 anni), capaci di autofinanziare la propria startup (73%) e poco propensi a proteggere la propria invenzione con un brevetto. È questo in sintesi estrema il ritratto delle startup innovative made in Italy così come lo ha tracciato il ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con Istat, attraverso Startup Survey, la prima indagine sul mondo delle startup nella penisola.

A partire dal marzo 2016 è stato somministrato un questionario a tutte le startup innovative iscritte al registro delle imprese al 31 dicembre 2015. Delle 5.150 startup censite, hanno scelto di partecipare 2.250 imprese (44%). Attraverso 42 domande, l’indagine ha toccato 4 ambiti tematici: il capitale umano, l’accesso alla finanza, l’apertura al mercato e il punto di vista degli startupper sulle misure di agevolazione fornite dallo Stato. Le conclusioni di questo lavoro sono confluite in un ebook di 72 pagine.

Il primo punto, quello che riguarda l’identikit degli startupper italiani, smentisce alcuni luoghi comuni. I fondatori di gran parte delle imprese censite non sono nativi digitali alla prima esperienza professionale. Per l’82% dei casi uomini, hanno un’età media di 43 anni. Possiedono un titolo di studio pari o superiore alla laurea triennale nel 72,8% dei casi e dichiarano di conoscere almeno un’altra lingua oltre l’italiano (96%). Significativo anche il radicamento territoriale: per l’83% la regione sede della startup è la stessa nella quale sono state condotte le principali esperienze formative o lavorative.

Dal capitolo dedicato al finanziamento è emerso che momento della fondazione il 73,2% delle imprese ha fatto ricorso alle risorse dei soci fondatori e che tale fonte è ancora utilizzata da circa la metà delle startup anche al momento della rilevazione. Le donazioni di amici e parenti, invece, sembrano avere un ruolo marginale. Solo il 3% delle imprese è stato avviato grazie a finanziamenti pubblici nazionali ma il ricorso alle risorse statali diventa più significativo per le imprese più mature. ). È interessante notare come un gruppo di startup pari al 7,2% del totale operi con risorse provenienti da investitori esterni: si tratta in gran parte di imprese con fatturato alto e già presenti da qualche anno sul mercato, a conferma della preferenza dei fondi di venture capital. Tuttavia quasi un sesto degli intervistati dichiara di non avere interesse o fiducia nel mercato del venture capital e un altro sesto, soprattutto in imprese più mature, è restio ad aprire la compagine sociale a nuovi soci, temendo una riduzione dell’autonomia decisionale. Infine, la quasi totalità delle imprese non ha richiesto credito bancario all’avvio, ma solo dopo una crescita sia anagrafica che economica.

La terza sezione approfondisce il processo seguito dai fondatori per acquisire, tutelare e portare sul mercato la propria innovazione. Dalla rilevazione emerge un dato preoccupante: molti startupper non conoscono e non utilizzano gli strumenti di protezione della proprietà intellettuale. Le imprese che non hanno adottato meccanismi di tutela motivano la propria scelta (47,9%) con la convinzione che l’innovazione apportata dalla propria impresa non possa essere appropriata da terzi; un quarto dichiara invece di non avere innovazioni suscettibili di tutela e un altro quarto non conosce strategie utili allo scopo.

L’ultimo capitolo del report riguarda il rapporto dei fondatori di startup innovative con la policy nazionale loro dedicata. Dalle risposte emerge come le misure più conosciute siano la riduzione dei costi per l’avvio d’impresa e l’accesso semplificato e gratuito al Fondo di garanzia per le Pmi, noto a quasi 9 startup su 10. Altre misure che riscuotono successo sono il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (CIR&S), gli incentivi fiscali per gli investimenti in capitale di rischio, e la maggiore flessibilità prevista per le assunzioni a tempo determinato. Scarso interesse e una conoscenza solo superficiale è emersa riguardo la possibilità di avviare campagne di equity crowdfunding.

Il sondaggio si conclude con una domanda a risposta aperta: “Come a tuo avviso il legislatore potrebbe potenziare il quadro normativo in cui operano le startup innovative? Su quali aspetti della vita d’impresa dovrebbe intervenire?”. A rispondere sono state circa 1000 imprese, il 44% del totale. I temi ricorrenti riguardano l’accesso al credito bancario (21,4%), imposte e incentivi fiscali (24,8%), e proposte in merito all’alleggerimento di adempimenti e altri oneri burocratici (27,9 %). 

 

Pubblicato in Lavoro

Si può ancora, e in quale modo, festeggiare l'8 Marzo? Per dare spazio alla voce delle donne il Teatro delle Ariette e la Libreria CartaBianca presentano l’iniziativa “Nel silenzio delle donne”, articolata in due appuntamenti: lo spettacolo “Accabadora” (7 e 8 marzo ore 21, Teatro delle Ariette, via Rio Marzatore 2781, Castello di Serravalle), e la presentazione del libro “Corpi impuri. Il tabù delle mestruazioni” di Marinella Manicardi (10 marzo ore 18, Libreria CartaBianca di Bazzano, via Borgo Romano 12).

“Accabadora”, uno dei più bei romanzi di Michela Murgia (Einaudi 2009), nonché uno dei libri più letti in Italia negli ultimi anni, vincitore del Premio Campiello 2010, è il nuovo spettacolo di Veronica Cruciani interpretato da Monica Piseddu, Premio Ubu 2015. Il testo teatrale di Carlotta Corradi è stato scritto su richiesta della regista che da subito ha pensato di farne un monologo partendo dal punto di vista di Maria, la figlia di Bonaria Urrai, l’accabadora di Soreni, coprodotto da Compagnia Veronica Cruciani, Teatro Donizetti di Bergamo e CrAnPi, scene e costumi di Barbara Bessi, luci di Gianni Staropoli, suoni di Hubert Westkemper e video di Lorenzo Letizia.

Michela Murgia racconta una storia ambientata in un paesino immaginario della Sardegna, dove Maria, all’età di sei anni, viene data a fill’e anima a Bonaria Urrai, una sarta che vive sola e che all’occasione fa l’accabadora. La parola, di tradizione sarda, prende la radice dallo spagnolo acabar che significa finire, uccidere; Bonaria Urrai aiuta le persone in fin di vita a morire. Maria cresce nell’ammirazione di questa nuova madre, più colta e più attenta della precedente, fino al giorno in cui scopre la sua vera natura. È allora che fugge nel continente per cambiare vita e dimenticare il passato, ma pochi anni dopo torna sul letto di morte della Tzia. È a questo punto della storia che comincia il testo teatrale. Maria è ormai una donna, o vorrebbe esserlo. Ma la permanenza sul letto di morte della Tzia mette in dubbio tutte le sue certezze. 

Veronica Cruciani ha scelto questo romanzo perché la storia propone un modello alternativo di famiglia, dove la madre non è quella biologica ma adottiva, rappresenta un modello diverso di società e perché ha un aspetto politico sempre centrale nelle storie che sceglie di mettere in scena. “Il dialogo tra Maria e Tzia Bonaria, sua madre, per me - afferma la regista - avviene solo nella testa della protagonista; è un dialogo tra sé e una parte di sé, tra una figlia e il suo genitore interiore. Per questo in scena ho posto una parete grigia che rappresenta uno spazio mentale, la scatola cranica di Maria da cui anche provengono dei suoni, suoni di tenebre notturne in cui Maria insonne cerca di superare il lutto della morte di questa madre di fatto.”

Cruciale è anche il punto di vista psicanalitico secondo cui il primo grande lutto è proprio ‘io non sono mia madre’ attraverso cui finisce il periodo imitativo e comincia la fase di consapevolezza del sé corporeo. È grazie a un processo dove si mettono in luce una serie di diversificazioni che avviene il processo di separazione e questo provoca inevitabilmente una forma di angoscia. “L’uccisione della Tzia – continua la regista - diventa quindi una metafora della crescita di Maria che da immatura diventa donna, riattraversando il doloroso passato e proiettandosi verso il futuro.”

Altro tema della regia è la comparsa del Doppio che, secondo il significato di un’antica credenza popolare, è la morte incombente. La figura della morte assume sembianze corporee, specifiche e inconfondibili, dell’individuo che ne fa l’esperienza. Il messaggio può essere tradotto cosi “io sono la cosa a te più familiare e al contempo la cosa più terrificante che tu stesso possa incontrare, sono ciò che conosci da sempre e che da sempre ignori.” Ci tiene a precisare Carlotta Corradi che sebbene “i due grandi temi, che oggi si chiamerebbero dell’eutanasia e della maternità di fatto, nel testo teatrale come nel romanzo, creano un ambito di riflessione ma non sono mai centrali quanto l’amore e la crescita. Crescita sempre e inevitabilmente legata al rapporto con la propria madre, naturale, adottiva o acquisita che sia.” 

Michela Murgia, per la prima volta, ha deciso di appoggiare e accompagnare la nascita di uno spettacolo nato dal suo romanzo: "Carlotta Corradi ha fatto un lavoro di tessitura – afferma - utilizzando tutte parole mie, ma in un modo in cui io non le ho usate. C'è un'originalità anche autoriale in questo testo. Chiamarlo 'riduzione' non va bene: è un ampliamento. Una visione che io non ho assunto perché la mia attenzione era sulla vecchia, non sulla bambina. È un pezzo di Maria che mancava, sono felice che siano state altre donne a vederlo. Probabilmente dieci anni fa, quando ho scritto il romanzo, non ero in grado di vedere la Maria adulta. Ora è un piacere leggerla nelle parole, negli occhi, nel gesto artistico di altre professioniste. Pur non avendo scritto una parola, potrei controfirmarla, la sento molto mia, molto somigliante all'intenzione letteraria che c'era nel romanzo." 

 E ancora di femminile si parlerà sabato 10 marzo alle ore 18 alla Libreria CartaBianca di Bazzano con la presentazione del libro “Corpi impuri. Il tabù delle mestruazioni” di Marinella Manicardi che dialogherà con l’antropologa Nicoletta Landi (ingresso libero fino ad esaurimento posti).

Dopo uno spettacolo teatrale di successo Marinella Manicardi, attrice e autrice, co-direttrice con Luigi Gozzi del Teatro delle Moline, scrive il racconto di uno dei tabù più resistenti nelle culture di tutto il mondo, quello delle mestruazioni, il più coperto dal silenzio o da eufemismi fra ridicolo e tragico, come lei stessa ne scrive: “In quei giorni mia madre mi vietava il bagno e non preparava la maionese: sarebbe impazzita! Come pure non toccava i fiori: sarebbero appassiti. Oggi per molte donne le innominabili mestruazioni sono una scocciatura, se non un'imbarazzante vergogna. Gli uomini, poi, spesso non ne vogliono nemmeno sentir parlare: che schifo! Se il sangue mestruale provenisse - non so - da un braccio, forse non sarebbe coperto da censure. Ma quel sangue proviene da dove ha origine la vita. E lì, in quel punto, attorno al sesso femminile, si è scatenata una battaglia esilarante e tragica. Scienza e religione si sono affrontate nei secoli con dogmi strampalati e teorie scientifiche fantasiose; fino al 1875 quando, finalmente, hanno cominciato a capirci qualcosa.”

 

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

In occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo la Horizon Service Società Cooperativa Sociale promuove momenti di informazione e sensibilizzazione sul contrasto alla violenza di genere e a sostegno dei propri servizi: i Centri Antiviolenza “La Libellula” di Sulmona e “Donna” di Castel di Sangro, e la struttura protetta “La Casa delle Donne”.

Nello specifico da giovedì 8 marzo a sabato 10 marzo dalle ore 16:00 alle ore 20:00 (giovedì 8 marzo anche la mattina dalle ore 10:00 alle ore 13:00) presso la Galleria del Centro Acquisti Nuovo Borgo di Sulmona si terrà un banchetto informativo e di raccolta fondi a sostegno dei servizi contro la violenza di genere promossi dalla Horizon Service. "Al banchetto saranno presenti le operatrici del Centro Antiviolenza “La Libellula” e della struttura protetta “La Casa delle Donne” e le operatrici volontarie del Servizio Civile Nazionale inserite per un anno nel progetto “RispettiAMO le donne” a supporto delle donne vittime di violenza".

Nel banchetto saranno distribuiti i materiali promozionali delle strutture e saranno diffuse informazioni più dettagliate sui servizi del territorio per contrastare il fenomeno della violenza di genere. Inoltre, nella giornata dell’8 marzo, la Coordinatrice del Centro Antiviolenza “La Libellula” Laura Di Nicola e la psicologia del Centro Barbara Fucile, parteciperanno al dibattito “La violenza di genere” che si terrà alle ore 17:00 presso la Sala Consiliare del Comune di Villalago su iniziativa delle Consigliere Comunali e della Presidente del Centro Anziani Comunale. Oltre alle operatrici della Horizon Service parteciperanno al dibattito la Consigliera delegata alle pari opportunità Brunella Quaglione, la Presidente del Centro Diurno Anziani Gabriella Gentile, la professoressa Lucrezia Sciore, la psicoterapeuta Annalisa Gatta e la sociologa Melissa Grossi.

Per la Horizon Service giornate come l’8 marzo e il 25 novembre (Giornata mondiale contro la violenza sulle donne) sono momenti importanti per sensibilizzare maggiormente la cittadinanza alla costruzione di una società libera dalla violenza. "Purtroppo il nostro territorio non è immune: prova ne è il nostro lavoro quotidiano per la difesa della donna e dei figli vittime di violenza domestica che accogliamo nei nostri centri antiviolenza e nella struttura protetta “La Casa delle Donne”, prima struttura di questo tipo in Abruzzo. In questo modo, con l’organizzazione dei banchetti e la risposta all’invito dell’Amministrazione Comunale di Villalago, intendiamo ridare significato e contenuti alla Giornata internazionale della donna. I nostri servizi lavorano in rete con altri soggetti territoriali pubblici e privati che si adoperano per il contrasto alla violenza di genere: siamo convinti che solo insieme è possibile arginare questo fenomeno e costruire una società nuova".

 

 

 

 

 

Pubblicato in Abruzzo

Il destino sembra essersi accanito su di lei, vittima indifesa della follia degli uomini, donna impotente di fronte alla guerra del fato. Rokhaya Mbengue, signora senegalese di circa 40 anni, è la vedova di Modou Samb, senegalese ucciso nella strage fiorentina di piazza Dalmazia, sette anni fa. Negli anni, dopo una profonda sofferenza, era riuscita a ripartire, rifarsi una vita. Proprio nei giorni scorsi aveva ottenuto la cittadinanza italiana. Il comune di Firenze e la Caritas l’hanno sempre sostenuta. 

Negli ultimi mesi godeva del sostegno economico di Idy Diene, ambulante senegalese cugino di suo marito. Vivevano insieme a Pontedera. I due, uniti nel ricordo del familiare ucciso, si erano avvicinati sentimentalmente. Cercavano di costruirsi una nuova vita. Ieri, quella nuova vita si è nuovamente frantumata. Idy Diene stava camminando sul ponte Vespucci a Firenze, non troppo distante da piazza Dalmazia. E’ stato raggiunto da cinque spari di un uomo che voleva suicidarsi. L’uomo non si è suicidato, ha cominciato a sparare e ha colpito la prima persona che aveva sotto tiro. 

Il destino ha voluto che quella persona fosse Idy Diene. Il destino ha voluto togliere un affetto, ancora una volta, alla povere Rokhaya. Vittima due volte. E sempre allo stesso modo. Il destino gli ha tolto gli uomini della sua vita a colpi di arma da fuoco. Sembrava tornata a sorridere, pochi giorni fa durante il giuramento della cittadinanza italiana. E invece un altro colpo durissimo. In sette anni ha perso il marito e un carissimo amico. Vedova due volte, dicono alcuni amici senegalesi della donna.

Le proteste

La comunità senegalese ha reagito subito a questo assurdo omicidio che diventa un vero e proprio caso per quanto riguarda il movente. "Ci devono spiegare perché ha sparato. Non ci devono dire che è un pazzo. Siamo arrabbiati e non ci piace che questa cosa sia avvenuta in questo momento politico dell'Italia", ha detto lo storico portavoce della comunità senegalese. Un corteo, partito diretto verso la questura, è poi andato in piazza Signoria dove ha incontrato l'assessore al welfare e l'iman. Quindi è ripartito verso piazza della Stazione dove è stato bloccato in parte il traffico. Tirate giù alcune recinzioni di uno dei cantieri della tramvia. Altri danneggiamenti durante il tragitto per il centro storico, con vasi rotti, cestini rovesciati così come alcuni motorini.

Oggi è annunciato un nuovo presidio e sabato prossimo una manifestazione sempre a Firenze.

(Fonti: Ansa e Redattore Sociale)

 

 

Pubblicato in Nazionale

Il 7 marzo, in occasione della giornata simbolo delle lotte delle donne in tutto il mondo, riparte il progetto educativo NoiNo.org nato dalla prima community di uomini contro la violenza sulle donne.  E riparte proprio dalla scuola, insieme ad alcuni dei ragazzi e delle ragazze a cui è dedicato Diventare uomini senza violenza, il nuovo percorso biennale sostenuto dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e realizzato dalle Rete di associazioni di educazione al genere Attraverso lo specchio di Bologna. 

L'appuntamento, a cui partecipano tre classi di futuri grafici pubblicitari, è negli spazi dell'Istituto Aldrovandi Rubbiani di via Marconi 40 a Bologna, già attivo nel progetto NoiNo.org da diversi anni, come testimonia la foto di questo articolo, realizzata dagli alunni della 5D di grafica del Rubbiani, con la collaborazione delle docenti Teresa Rossano e Raffaella Cavalieri. Mercoledì 7 marzo alle 9,30 le educatrici e gli educatori della Rete Attraverso lo specchio e la docente Teresa Rossano introdurranno la mattinata, mentre Valeria Cicala racconterà l'impegno pluriennale della Fondazione del Monte nel contrastare la violenza di genere partendo dal cambiamento dei modelli maschili e dalla sensibilizzazione di uomini e ragazzi. 

E visto che i cambiamenti si ottengono mettendosi realmente in gioco, quale migliore occasione per giocare seriamente? La compagnia romana Parteciparte, che da diversi anni collabora con il team di NoiNo.org, proporrà ai ragazzi lo spettacolo di teatro forum Uomini che ci provano. Lo spettacolo racconta le sfide di Filippo, un ragazzo che lotta per trovare un nuovo modo di essere maschio. Rincorso da modelli invivibili e stereotipi ridicoli, prova nuove forme di relazione a scuola, con le ragazze e con i suoi amici. Ma il gregge non gli rende la vita facile. Il rischio che da solo non ce la faccia è grande. Ma non è uno spettacolo normale, perché gli spettatori non stanno solo a guardare, al contrario possono entrare in scena per cambiare le cose. E per allenarsi a farlo tutti i giorni nella vita vera.

La data del 7 marzo apre una lunga stagione di attività di prevenzione alla violenza maschile contro le donne attraverso gli strumenti dell'educazione al genere e alle differenze con cicli laboratoriali e formativi targati NoiNo.org che saranno realizzati da Attraverso lo specchio tra l'Emilia e la Romagna, nelle città di Bologna e Ravenna e in tante località dei rispettivi territori metropolitani. 18 appuntamenti con ragazzi e ragazze nelle scuole ma anche in enti di formazione, centri giovanili, circoli aggregativi e biblioteche, 18 appuntamenti con adulti impegnati nell'educazione dei più giovani, docenti, formatrici e formatori, bibliotecari, e 6 eventi pubblici di sensibilizzazione. Tutti incentrati sull'idea che la violenza maschile contro le donne sia un fatto culturale radicato e diffuso, che può essere realmente affrontato solo togliendo nutrimento alle sue radici: gli stereotipi di genere, i diversi rapporti di potere tra uomini e donne, e tra ragazzi e ragazze, l'idea di amore come controllo e possesso, le violenze specifiche che riguardano gli adolescenti, il bullismo omofobico. 

 

Con l'avvio del progetto educativo Diventare uomini senza violenza sarà anche lanciata la nuova sezione del nostro sito internet dedicata ai kit scuola: materiali educativi agili, schede, bibliografie e guide alle risorse multimediali per fornire strumenti pratici per affrontare questi temi non dall'alto in basso, ma con la modalità partecipativa e interattiva che caratterizza il lavoro educativo di NoiNo.org. 

Pubblicato in Parità di genere

A Napoli una nuova frontiera della chirurgia. All’Azienda Ospedaliera dei Colli, presso l’Unità operativa semplice dipartimentale di Tecniche avanzate in cardiochirurgia dell’ospedale Monaldi, è stata rimossa una metastasi da timoma dal cuore in una donna di 40 anni.  L’operazione ha visto impegnate le equipe di Carlo Curcio, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia Toracica e di Michelangelo Scardone, direttore dell’Unità operativa semplice dipartimentale di Tecniche avanzate in cardiochirurgia. 

La paziente, operata otto anni fa di timoma, nel corso del follow up, ha presentato una plurirecidiva composta da 6 recidive mediastiniche di cui 3 intrapericardiche.  Nella prima fase dell’intervento, l’equipe della Chirurgia toracica ha provveduto a rimuovere le 3 masse nel mediastino anteriore. All’apertura del pericardio sono state rinvenute altre 3 masse, delle quali 2 dietro l’aorta e 1, del diametro di circa 4 centimetri, che infiltrava la parete anteriore del cuore, rendendone quasi impossibile l’asportazione. L’equipe del dottor Scardone, quindi, ha attivato la circolazione extracorporea e ha verificato che l’ultima metastasi entrava dentro il cuore e che era alimentata dall’arteria discendente anteriore, che rappresenta la più importante arteria cardiaca. Si è proceduto, quindi, all’asportazione integrale della massa tumorale insieme con la parete anteriore cardiaca e con parte dell’arteria discendente anteriore ed è stato ricostruito il cuore. 

L’equipe era già pronta ad impiantare un cuore artificiale qualora la paziente non avesse avuto una funzione cardiaca sufficiente, invece è stato possibile arrestare la circolazione extracorporea con una funzione cardiaca sufficiente tanto da consentire alla donna di uscire agevolmente dalla sala operatoria e di avere un decorso post operatorio e una ripresa al di là di ogni aspettativa. 

“Il caso presentato è un esempio della importanza della multidisciplinarietà e del lavoro effettuato in collaborazione tra equipe diverse. Consultata la letteratura scientifica internazionale è emerso che si tratta del primo intervento del genere portato a termine con successo e senza l’impiego di un cuore artificiale”, hanno dichiarato i due chirurghi che hanno effettuato l’intervento, Carlo Curcio e Michelangelo Scardone. 

“Si tratta di un intervento all’avanguardia che è stato possibile soprattutto grazie alla collaborazione tra le unità operative coinvolte. Le nuove frontiere della medicina vanno sempre più verso un lavoro multidisciplinare e non a compartimenti stagni” ha dichiarato Giuseppe Matarazzo, commissario dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

 

Pubblicato in Salute

A pochi giorni dalla Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, Industria Scenica dedica un’intera serata della sua stagione teatrale a un tema che nel nostro paese resta tristemente

Pubblicato in Cultura

La Giornata internazionale della donna si avvicina e l’Uisp ha in programma eventi e manifestazioni sportive in varie città per promuovere parità di diritti e rispetto. Sarà il podismo a farla da protagonista tra le proposte Uisp: si parte da Modena con "Donne in corsa" giovedì 8 per continuare con "Rosa mimosa" a Firenze sabato 10 marzo, mentre l'appuntamento con la Corsa rosa di Sassari e Cremona è fissato per domenica 11 marzo. Sempre l'11 marzo in provincia di Vicenza si corre la "Fimon in marcia contro la violenza sulle donne". 

Occasioni di riflessione e confronto previste ad Aosta, mercoledì 7 marzo con il convegno sulla "Carta europea dei diritti delle donne nello sport", e Dalmine (Bg) dove, giovedì 8 marzo, si terrà la proiezione del film "Libere". In Piemonte molte iniziative in programma, tra cui due tornei di pallavolo ad Alessandria e Trofarello (To), e un corso di sicurezza personale a Chieri (To). “È sempre un appuntamento importante – dice Manuela Claysset, responsabile politiche di genere e diritti Uisp – che l’Uisp declina ogni anno sul territorio con appuntamenti diversi che legano attività e impegno, in particolare contro la violenza sulle donne. Il nostro impegno e il nostro lavoro continuano ogni giorno, per noi è importante andare oltre la semplice giornata ed è con soddisfazione che trovo questo stesso spirito nelle iniziative proposte dai nostri comitati. Crediamo che l’attività sportiva e motoria possa unire temi, impegni e valori che sono fondanti per l’Uisp, come i diritti, la parità, l’inclusione”.

Ecco alcuni dettagli delle iniziative sportive organizzate dall’Uisp insieme alle società sportive del territorio, in occasione della Giornata internazionale della donna. All’interno del programma di NeveUisp, la manifestazione nazionale Uisp che si svolgerà fino all’11 marzo in Valle d’Aosta, mercoledì 7 marzo è previsto un momento di riflessione sul tema dei diritti delle donne: alle 18.30, nel Salone Ducale del Municipio di Aosta, si terrà un convegno sulla “Carta europea dei diritti delle donne”, organizzato dall’Uisp insieme a diverse associazioni femminili di Aosta. Per scaricare la locandina clicca qui

A Modena, giovedì 8 marzo, torna "Donne in corsa", la manifestazione podistica dedicata alle donne con un percorso nel centro città. La partenza della camminata è fissata alle 19 e quella della competitiva alle 19.45, entrambe da Piazza Roma davanti al Palazzo Ducale in un circuito da 1,75 km da ripetere quattro volte. Per scaricare il volantino clicca qui Giovedì 8 marzo l’Uisp parteciperà a Dalmine (Bg) alla proiezione del film “Libere” di Rossella Schillaci: voci di donne che raccontano la Resistenza partigiana, l’emancipazione la conquista della libertà e il ritorno forzato alla casa dopo la Liberazione. La manifestazione è promossa dalle associazioni Arci, Anpi, La Solidarietà, Il Porto, Comune di Dalmine e Lab 80. L’appuntamento è alle 21 presso la sala riunioni del centro culturale in Viale Betelli, 21. Per scaricare la locandina clicca qui

Sabato 10 marzo si terrà a Firenze la 33° edizione di "Rosa Mimosa”: l’ASD G.S. Le Torri podismo con la collaborazione dell’Uisp Firenze e di Prosport Firenze organizza la manifestazione podistica riservata alle donne, che ha ottenuto il Patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Firenze ed è inserita tra le celebrazioni dei 70 anni Uisp. Rosa Mimosa comprende una gara podistica di 8 km valida per il Campionato regionale femminile su strada Uisp 2018 e una ludico motoria di 5 km. La manifestazione, che avrà partenza e arrivo nell’impianto sportivo Bruno Betti di Via del Filarete 5, prenderà il via alle 16.30 e sarà intitolata “Stop al femminicidio”. Per scaricare il volantino della manifestazione clicca qui 

Diverse le iniziative in programma in Piemonte: a Chieri (To) per tre sabati, dal 3 al 17 marzo, si terranno gli incontri di “Sicura di me! Un percorso alla scoperta dell’autodifesa”. Si parlerà di sicurezza personale e psicologia dell’aggressione. Per la locandina clicca qui. Domenica 11 marzo si giocherà la terza edizione di “Pallavolo in rosa”, organizzata dall’Uisp Alessandria presso il palazzetto Palacima. L’Uisp pallavolo Piemonte promuove l’8° trofeo Mimosa volley, aperto a squadre miste: domenica 11 marzo a Trofarello (To).

Domenica 11 marzo si prosegue con la "Corsa rosa" organizzata dall'Uisp Cremona, manifestazione podistica non competitiva aperta a tutti, contro la violenza sulle donne e a favore della prevenzione oncologica. Il ritrovo è fissato alla Canottieri dopolavoro ferroviario, lungo Po Europa. I percorsi dono due, di km 5,5 e km 11, le partenze libere iniziano alle 8, la partenza ufficiale è fissata alle 9. Per la locandina clicca qui

Ancora domenica 11 marzo a Torri di Arcugnano (Vi) si terrà la sesta edizione di "Fimon in marcia contro la violenza sulle donne", una marcia ludico motoria, una passeggiata ricreativa tra i colli Berici e il Lago di Fimon, aperta a tutti e a tutte, dedicata alle donne ma con l'auspicio che siano tanti gli uomini "in marcia contro la violenza sulle donne". La partenza libera si svolgerà dalle 8 alle 9.30 con ritrovo in Piazza Rumor a Torri di Arcugnano (Vi), con percorsi di 6, 13 e 18 km. Per tutte le informazioni clicca qui. L’Uisp Sassari organizza domenica 11 marzo la 7° edizione della “Corsa in rosa", corsa a passo libero, aperta a tutti. Questa edizione si svolgerà in quattro giornate, dedicate non solo al delicato tema della violenza sulle donne, ma anche alla valorizzazione e promozione di iniziative e realtà locali che vedono la donna come protagonista: si inizierà l’8 marzo e si concluderà domenica 11 con la corsa non competitiva e la passeggiata in passeggino. 

GUARDA IL VIDEO PROMOZIONALE con gli interventi dei volontari Uisp e del cantante Enrico Ruggeri.  La “Corsa rosa” organizzata dall’Uisp Verona per domenica 4 marzo è stata rinviata a domenica 25 marzo a causa del maltempo.

 

Pubblicato in Sport sociale
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