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Domenica, 27 Maggio 2018

Articoli filtrati per data: Giovedì, 19 Aprile 2018 - nelPaese.it

Medici Senza Frontiere (MSF) ha aperto un nuovo ospedale nel cuore del grande campo di Kutupalong-Balukhali dove hanno trovato riparo circa 700.000 rifugiati Rohingya in Bangladesh. Si trova facilmente perché sorge su una delle tante colline che formano il paesaggio di Cox's Bazar e per questo è stato chiamato "L'ospedale sulla collina".

I lavori di costruzione sono cominciati a inizio febbraio e si sono conclusi in soli due mesi perché bisognava procedere in fretta. Con l'inizio della stagione dei monsoni sarà estremamente difficile garantire l'accesso alle cure mediche nei campi e serviva una struttura semi-permanente per fornire la migliore risposta all'emergenza, scaturita dopo la fuga di massa di Rohingya dalle violenze in Myanmar, iniziata lo scorso 25 agosto. L'ospedale ha una capacità di 100 posti letto. Ogni edificio è costituito da una struttura metallica montata su una lastra di cemento. Il complesso è dotato di un pronto soccorso, un'unità di terapia intensiva, un laboratorio analisi, reparti per adulti e bambini, un reparto maternità con unità di cura neo-natale, un'unità di isolamento per pazienti con malattie infettive e un centro nutrizionale terapeutico intensivo per bambini gravemente malnutriti, al momento pochi ma potrebbero aumentare durante la stagione dei monsoni.

Nell'ospedale le équipe di MSF saranno in grado di trattare problemi di salute comuni nei campi rifugiati, come infezioni respiratorie e diarree. Potranno trattare casi di emergenza, come vittime di violenza sessuale, pazienti con ferite traumatologiche o difficoltà respiratorie. Quando sarà necessario un intervento chirurgico, i pazienti verranno stabilizzati e poi trasferiti in un ospedale dotato di sala operatoria. L'ospedale offre un'ampia gamma di servizi medici e consulenze anche per la pianificazione familiare.

"Nel nuovo ospedale possiamo anche trattare malattie croniche come il diabete, l'ipertensione, la broncopneumopatia cronica ostruttiva e l'asma, che costituiscono la principale causa di morte tra gli adulti", dichiara Francesco Segoni, coordinatore dell'emergenza di MSF a Cox's Bazar. "È importante per i pazienti con malattie croniche avere accesso all'assistenza sanitaria secondaria, in modo che possano essere ricoverati quando ne hanno bisogno".

L'ospedale, che si aggiunge ad altre due strutture aperte da MSF alla fine di marzo e all'inizio di aprile per offrire un accesso più ampio all'assistenza medica secondaria nel distretto di Cox's Bazar, potrà anche gestire epidemie di colera o epatite E, molto comuni durante la stagione delle piogge. "Con le inondazioni e l'accumulo di acqua stagnante, è più probabile che si diffondano malattie trasmesse attraverso l'acqua o le zanzare per le condizioni di grave sovraffollamento e le pessime condizioni igienico-sanitarie nei campi", aggiunge Francesco Segoni di MSF.

Molte latrine sono state scavate in aree soggette a inondazioni e molti pozzi sono poco profondi, per questo c'è un alto rischio di contaminazione delle acque superficiali. I pozzi scavati da MSF a una profondità di oltre 150 metri, come quello che fornisce acqua all'ospedale sulla collina, non sono sufficienti a soddisfare il bisogno di acqua pulita di tutto il campo.

 

Pubblicato in Dal mondo

A fare il punto sullo stato degli istituti penitenziari italiani è il nuovo rapporto dell’associazione Antigone presentato oggi a Roma. I dati presentati in quest’ultimo report rilanciano l’allarme affollamento. Al momento della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo erano oltre 65 mila i detenuti nelle carceri italiane, ma il rischio sanzioni fece crollare nel giro di poco il dato a poco più di 52 mila unità. Passata l’emergenza, però, il numero dei detenuti ha ripreso a lievitare arrivando a superare le 58 mila presenze al 31 marzo 2018, con una crescita di 6 mila unità in poco più di due anni.

Il rapporto di quest’anno coincide con un anniversario importante per Antigone. Sono vent’anni, infatti, che l’associazione è autorizzata dal ministero della Giustizia a visitare i 190 Istituti di pena italiani. Oggi sono oltre 70 le osservatrici e gli osservatori di Antigone autorizzati a entrare nelle carceri con prerogative paragonabili a quelle dei parlamentari. “Una prova importante di trasparenza dell’amministrazione penitenziaria”, spiega l’associazione. Da quest’anno, spiega Antigone, è possibile seguire il lavoro degli osservatorio anche online. “È possibile vedere in tempo reale lo stato di avanzamento delle nostre visite ed una parziale visualizzazione dei dati raccolti - si legge nel rapporto -. Si vede ad esempio come in 10 istituti tra quelli che abbiamo visitato c’erano celle in cui i detenuti non avevano a disposizione 3mq calpestabili, in 50 istituti c’erano celle senza doccia ed in 4 celle in cui il wc non era in un ambiente separato dal resto della cella”.

Meno reati

Secondo i dati contenuti nel rapporto, il numero dei reati denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria nel 2016 è il più basso degli ultimi 10 anni. “Se si guarda al numero degli ingressi in carcere dalla libertà possiamo vedere come nel 2006 questi furono 90.714 (quando i reati commessi erano quasi 2.8 milioni) - continua il rapporto -. La decrescita è proseguita fino al 2015, quando gli ingressi in carcere dalla libertà furono 45.823 a fronte di poco meno di 2.7 milioni di reati. Così nel 2016 gli ingressi erano circa 1.500 in più dell’anno precedente, mentre i reati denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria erano 200mila in meno”. 

Recidiva

Altro dato interessante pubblicato nel rapporto di Antigone è quello della recidiva. Secondo l’associazione, infatti, il 39 per cento delle persone uscite dal carcere nel 2007 vi ha fatto rientro, una o più volte, negli ultimi 10 anni. “Troppo spesso il carcere non aiuta la sicurezza dei cittadini - si legge nel rapporto -. Dei 57.608, solo 22.253, meno del 37 per cento, non avevano alle spalle precedenti carcerazioni. Oltre 7 mila ne avevano addirittura un numero che spazia dalle 5 alle 9”. Tra i detenuti, inoltre, non è da trascurare il numero dei presunti innocenti che rappresenta il 34,4 per cento del totale dei detenuti. Si tratta di persone in attesa di sentenza definitiva la cui presenza nelle carceri italiane è ben al di sopra della media europea che si attesta al 22 per cento. Tuttavia, si legge nel rapporto, qualche passo in avanti è stato fatto: nel 2008 la carcerazione in assenza di condanna definitiva riguardava la metà dei detenuti.

Bambini tra le sbarre

L’ultimo dato rispetto alla presenza di bambini conviventi con le proprie madri detenute è di marzo 2018 e mostra un aumento del dato rispetto all’anno precedente: se a fine marzo 2018 erano 70 i bambini conviventi con 58 madri detenute, l’anno precedente erano 50. Non tutti i bambini, inoltre, risiedono assieme alle rispettive madri in Istituti a custodia attenuata per detenute madri (Icam). “Su 70 bambini in carcere al 31 marzo - denuncia Antigone -, in Icam ve ne sono dunque 41. Di questi, 20 sono figli di detenute straniere. Gli altri 29 bambini sono allocati in sezioni ordinarie. Di questi, 16 sono figli di detenute straniere”.

Sanità: le ombre

Nel 2018 ricorrono anche i 10 anni della riforma della sanità penitenziaria, tuttavia ad oggi negli istituti restano diverse criticità. Secondo quanto spiega Antigone nel rapporto, “nel 69 per cento degli istituti visitati le informazioni sanitarie dei pazienti-detenuti degli istituti italiani sono ancora registrate, trascritte e annotate sulla carta - si legge nel rapporto -. Solo il 30 per cento delle carceri è adeguato ad ospitare persone con disabilità motoria”. Nelle 86 carceri visitate da Antigone negli ultimi mesi, 59 non prevedono la cartella clinica informatizzata (contro i 20 istituti che invece la prevedono, concentrati in Emilia Romagna e Toscana). 

Volontari in più

Basta guardare il budget preventivo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria per capire il peso economico del pianeta carcere: oltre 2,8 miliardi, per un costo giornaliero per detenuto di 137 euro. Sebbene l’80 per cento del budget sia  destinato a spese per il personale civile e di polizia penitenziaria, però, tra il 2016 e il 2017 non sono mancati i tagli agli organici sia della polizia penitenziaria che agli educatori. Su questi ultimi, però, i tagli “hanno pesato in maniera sproporzionata, il cui numero (previsto) è diminuito del 27,3 per cento, passando da 1377 a 999. Il personale in divisa previsto è diminuito del 9,8 per cento, passando da 41.253 a 37.181”. Ad aumentare, invece, sono i volontari che rispetto al 2016 crescono di circa mille unità: dai 15.959 si è passati a 16.842. 

(Fonte: Redattore Sociale)

Pubblicato in Nazionale

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sarà presente con 7 conferenze alla VIII edizione della "Festa di Scienza e Filosofia - Virtute e Canoscienza" (Foligno 26 - 29 aprile). L'avventura dell'Uomo: da quale passato, verso quale futuro è il tema dell'evento che si concentrerà sulle sfide affrontate in passato e sugli obiettivi ancora da raggiungere, per poter conoscere e riuscire a descrivere le leggi fisiche che governano i fenomeni naturali.

Ad aprire la Festa per l'INGV, sabato 28 aprile la conferenza Si possono prevedere i terremoti? a cura del fisico e ricercatore INGV Antonio Piersanti che analizzerà lo stato delle conoscenze e le prospettive delle ricerche, finalizzate alla previsione dei terremoti. Sempre sabato 28 aprile, le sismologhe INGV Giovanna Cultrera, Maria Grazia Ciaccio e Lucia Margheriti racconteranno come la recente storia di intuizioni, scoperte e metodi di analisi sismologiche possa aiutare a comprendere il fenomeno del terremoto, all'interno della conferenza Cosa ci insegnano i terremoti? Quando il passato aiuta a scoprire il futuro

A seguire, ancora sabato 28 aprile, il direttore del Dipartimento Vulcani dell'INGV, Augusto Neri, presenterà Vulcani: cosa sappiamo e cosa dobbiamo ancora imparare, un viaggio tra passato e futuro della ricerca e dei metodi impiegati per conoscere i vulcani, i loro precursori e le loro manifestazioni distruttive.

Altri 4 appuntamenti con l'INGV, domenica 29 aprile: Daniela Pantosti, direttrice del Dipartimento Terremoti, inizierà con Geologia del Terremoto: imprevisti che non devono sorprendere. Grazie allo studio di tracce lasciate dagli eventi sismici nel passato è possibile raccontare l'evoluzione nel tempo della deformazione della superficie terrestre, per capire come e dove si potranno verificare nuovi eventi sismici.  Alessandro Amato, responsabile del Centro Allerta Tsunami del Mediterraneo dell'INGV, proseguirà con la presentazione del suo libroSotto i nostri piedi: storie di terremoti, scienziati e ciarlatani, finalista al Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica 2017.

Oltre ai terremoti e ai vulcani, attraverso le tecniche geofisiche viene monitorato e studiato anche l'ambiente terrestre; con La Geofisica per Ambiente: cosa abbiamo imparato, cosa dobbiamo ancora imparare sarà Leonardo Sagnotti, direttore del Dipartimento Ambiente dell'INGV, a parlare di tempeste magnetiche, inquinamento dell'atmosfera delle acque e del suolo e molto altro. Concluderà la serie di presentazioni, targate INGV, Carlo Doglioni, Presidente dell'INGV, con la conferenza Gradienti della Terra e non solo: com'è possibile misurare la variazione delle forze presenti all'interno del nostro pianeta e come queste influenzano i tempi e modi con cui manifesta la sua energia? A questi interrogativi e a molti altri ancora risponderà il Presidente dell'INGV, il principale ente di ricerca italiano per lo studio delle geoscienze. 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Il divario tra Nord e Sud è una questione di vita e salute, ormai. In Italia si muore meno per tumori e malattie croniche ma solo dove la prevenzione funziona, ovvero principalmente nelle regioni settentrionali. Al Sud, invece, la situazione è opposta: il tasso di mortalità per queste malattie è infatti maggiore di una percentuale che va dal 5 al 28% e la Campania è la regione con i dati peggiori. A sottolinearlo è il direttore scientifico dell'Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni italiane, Alessandro Solipaca, in occasione della presentazione del Rapporto Osservasalute.

Nel 2028 6,3 milioni di anziani non autonomi

In soli 10 anni, ovvero nel 2028, si registrerà in Italia una popolazione anziana non autosufficiente pari a 6,3 milioni di persone. La proiezione è del Rapporto Osservasalute 2017: nel 2028, tra gli over-65 le persone non in grado di svolgere le attività quotidiane per la cura di se stessi (dal lavarsi al mangiare) saranno circa 1,6 mln (100 mila in più rispetto a oggi), mentre quelle con problemi di autonomia (preparare i pasti, gestire le medicine e le attività domestiche) arriveranno a 4,7 mln (+700 mila). Ciò, avverte il Rapporto, porrà "seri problemi per l'assistenza".

Evidente fallimento del Servizio sanitario nazionale

"E' evidente il fallimento del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), anche nella sua ultima versione federalista, nel ridurre le differenze di spesa e della performance fra le regioni italiane". Ad affermarlo è il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi, in occasione della presentazione del Rapporto Osservasalute. Riferendosi al gap tra le regioni italiane in termini di salute ed efficienza delle prestazioni del Ssn, Ricciardi rileva come "si tratta di differenze inique perché non 'naturali', ma frutto di scelte politiche e gestionali". È dunque "auspicabile - afferma - che si intervenga al più presto partendo da un riequilibrio del riparto del Fondo Sanitario Nazionale, non basato sui bisogni teorici desumibili solo dalla struttura demografica delle Regioni, ma sui reali bisogni di salute, così come è urgente un recupero di qualità gestionale e operativa del sistema, troppo deficitarie nelle regioni del Mezzogiorno, come ampiamente evidenziato nel nuovo Rapporto Osservasalute".

Il dramma Campania

La Campania e' la Regione italiana con il piu' alto tasso di mortalita' precoce. E' quanto emerge dal Rapporto Osservasalute 2017 presentato oggi a Roma. Il dato e' 297,3 casi per 10.000 abitanti, con un tasso del 22% circa maggiore di quello nazionale e del 14% circa piu' alto delle altre Regioni del Mezzogiorno.

La Campania, quindi, risulta distaccata dalle altre Regioni, anche quelle del Sud,nonostante Osservasalute fotografi una situazione secondo cui "le differenze a livello territoriale della mortalita' precoce non si sono colmate con il passare degli anni, anzi la distanza tra Nord e Mezzogiorno e' aumentata".

(Fonte: Ansa)

 

 

Pubblicato in Nazionale

Com’è la situazione attualmente in Yemen? L’intero sistema sanitario pubblico è stato colpito dal conflitto. Molte strutture sono state letteralmente rase al suolo, altre non sono più agibili. C'è una mancanza di personale qualificato, molti medici e infermieri si sono trasferiti all’interno del Paese in aree meno colpite. Si riscontra anche una evidente mancanza di forniture e attrezzature mediche. Parla Mercedes Tatay, responsabile medico internazionale di MSF, rientrata dallo Yemen

Pubblicato in Video

Si festeggia la Liberazione mercoledì 25 aprile al Teatro delle Ariette, in collaborazione con l’ANPI di Monteveglio, con “La Liberazione e Klaus Mann”, tappa di “Klaus Mann sul fronte appenninico” progetto storico/teatrale/educativo di Alberto Gualandi, Susanne Fritz e Fredric Kroll, con la collaborazione di Pier Giorgio Ardeni, Lorenzo Bonosi, Edizioni Pendragon, Teatro delle Ariette, Liceo L. Da Vinci e Comune di Casalecchio di Reno - Assessorato Saperi e nuove generazioni, in occasione della pubblicazione in italiano di Il cappellano. Appennini. Natale 1944, sceneggiatura per il film Paisà, redatta da Klaus Mann dopo aver partecipato alla guerra sulla Linea Gotica.

È del tutto ignoto il fatto che Klaus Mann (1906-1949), secondogenito di Thomas Mann, antifascista, esule, omosessuale, autore del romanzo, più volte censurato e proibito, Mephisto, partecipò attivamente alla realizzazione del grande classico del neorealismo Paisà di Roberto Rossellini, che ritrae in sei episodi, dal 1943 al 1945, la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo attuata dai partigiani e dalle forze alleate sotto la guida dall’esercito americano, senza tuttavia trascurare gli “effetti umani collaterali” che già a quel tempo ne conseguirono.

Dopo avere anch’egli partecipato alla guerra di liberazione come soldato statunitense, alla fine del 1945, Klaus Mann s’impegnò nella scrittura di una sceneggiatura completa per il penultimo episodio di Paisà. Il titolo di questa sua ultima, compiuta, opera letteraria (Klaus Mann morì suicida a Cannes quattro anni dopo) era The Chaplain. Ambientato in un paesino del nostro Appennino situato sulla linea gotica, presumibilmente La Traversa o Monghidoro, il testo narra il tragico incontro di un cappellano militare americano, pacifista, con un adolescente storpio e fascista. La storia, che si conclude con la morte di quest’ultimo, non venne però mai girata. Rossellini si decise a favore di un penultimo episodio, piuttosto comico, prima del tragico finale.

Il programma della giornata (ad ingresso libero) prevede proprio alle ore 12.00 la lettura scenica di Il cappellano di Klaus Mann (Edizioni Pendragon) a cura del Laboratorio teatrale alternanza scuola/lavoro degli studenti del Liceo L. Da Vinci di Casalecchio di Reno (BO), nell’adattamento e regia di Paola Berselli e Stefano Pasquini. Alle ore 13.30 seguirà il concerto del gruppo Leoband e il “pranzo popolare autogestito” in collaborazione con l’ANPI di Monteveglio. Seguirà alle ore 15.00 la tavola rotonda con Fredric Kroll, biografo e curatore delle opere di Klaus Mann, Susanne Fritz, scrittrice e regista, e altri ospiti. Alle ore 17.00 concerto Life for Rock.

 

Pubblicato in Cultura

Dopo l’evento Youthspeak Forum, Aiesec Italia apre una sede a Perugia.  “Abbiamo scelto Perugia per l’organizzazione dell’evento Youthspeak Forum del 23 Marzo scorso, con l’obiettivo di coinvolgere il bacino di studenti del centro Italia. Tramite AIESEC vogliamo portare il valore aggiunto dell’internazionalità. Accomunati dall’interesse per la sostenibilità, la città di Perugia e AIESEC hanno deciso di collaborare per la miglior riuscita dell’evento”, ci spiega Alice Rinalduzzi, Responsabile Relazioni Esterne e Terzo Settore di AIESEC Italia, sul perché l’organizzazione avesse scelto proprio Perugia per l’organizzazione dell’evento Youthspeak Forum, giunto alla sua terza edizione.

Ciò che ha reso speciale l’evento e la città di Perugia, è stata la realizzazione della World Largest Lesson, un progetto creato da Project Everyone in collaborazione con UNICEF. Per la prima volta in Italia, i 350 partecipanti dell’evento Youthspeak Forum si sono recati in 65 classi della città e in simultanea hanno tenuto una lezione sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 ONU, coinvolgendo oltre 1000 studenti in totale.

Lo scopo della Lezione è quello di avvicinare il più possibile i  giovani alle tematiche legate alla Sostenibilità e di dare un forte impatto sulla realtà locale. “Il prossimo passo da compiere è inaugurare la nuova sede di AIESEC Perugia, per dare finalmente la possibilità a ragazzi dai 18 ai 30 anni di vivere un’esperienza di volontariato all’estero dalle 6 alle 8 settimane. Grazie al supporto dei ragazzi del comitato di AIESEC Bologna, sono già due i ragazzi pronti ad inaugurare la sede”.

 

Pubblicato in Umbria

Apre Calicanto, un centro per disabili gravi. È stato inaugurato a Ferrara un nuovo centro residenziale per persone con gravi disabilità. Con il nuovo centro sono 88 le strutture nella regione che ospitano persone con gravi bisogni. Il centro residenziale è stato finanziato con il Fondo regionale per la non autosufficienti. Sul piano dell’assistenza a disabili e anziani, l’Emilia-Romagna è la Regione con il Fondo regionale per la non autosufficienza, istituito nel 2004, più alto in Italia.

All'iniziativa sono stati presenti: il Presidente della Regione E-R, Stefano Bonaccini, il Sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, il Direttore generale dell'AUSL di Ferrara, Claudio Vagnini, e Daniele Bertarelli, Presidente della Cooperativa CIDAS. Il nuovo centro, creato della Cooperativa Inserimento Disabili Assistenza, Solidarietà, CIDAS appunto, si pone l’obiettivo di offrire a disabili gravi un’area protetta e gestita da personale specializzato, per garantire un’assistenza continua e attività educative e riabilitative adeguate.

Calicanto, si trova nel complesso immobiliare “Residence Service” ospita fino a 20 disabili adulti sia maschi che femmine, i quali a causa della loro grave disabilità non possono più rimanere a casa. Il nuovo centro socio riabilitativo sostituisce la “Casa di XX Settembre”, struttura usurata negli anni; la prima nata a Ferrara per garantire assistenza a disabili rimasti soli e per sollevare le famiglie da bisogni complessi. 

Il Presidente della Regione ha espresso parare favorevole verso realtà come questa che accoglie persone disabili con bisogni di cura e assistenza continua. Inoltre, ha sottolineato l’importanza del Fondo per la non autosufficienza per poter attuare una rete di servizi socio – assistenziale del territorio; permettendo così la chiusura in Emilia-Romagna, di grandi istituti a favore di piccoli centri residenziali. Siamo la Regione che incrementa il Fondo con risorse maggiori.

La Regione Emilia-Romagna, la prima ad adottare la Legge per il Caregiver, per garantire un riconoscimento giuridico a coloro che assistono persone con gravi disabilità, non autosufficienti. Con l’attuazione del programma della Legge sul Dopo di noi, la Regione si prefigge di garantire assistenza, indipendenza e autonomia a disabili rimasti sole, senza sostegno o con genitori molto anziani.

(Buone Notizie Bologna - Chiara Garavini)

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Da una parte Bartolomeo della Gatta, dall’altra sei ragazzi con disabilità. Un ponte fatto di matite, tempere, pennelli e costruito all’interno del museo di Castiglion Fiorentino. Il risultato finale? Sei rivisitazioni del “San Francesco riceve le stimmate” che vengono presentate nel corso del convegno che si è aperto a Castiglion Fiorentino e dedicato all’accessibilità nei musei. Convegno organizzato dal Comune di Castiglion Fiorentino e dal locale Sistema museale in collaborazione con Koinè e la partecipazione del Metropolitan Museum di New York.

“In questo progetto abbiamo coinvolto 6 ospiti della Casa di Pinocchio – ricorda Stefania Battaglini della cooperativa Koinè. L’idea è nata all’intero del progetto per l’accessibilità al museo ma siamo andati oltre cercando di capire quale visione dell’arte potessero aver i nostri ragazzi e come avrebbero interpretato una delle opere maggiori ospitate nel museo stesso”. I risultati sono andati ben oltre le aspettative. “Abbiamo ricevuto la conferma che la pittura è un grande canale di comunicazione – commenta la storica dell’arte Jessica Boffa che ha curato la formazione dei giovani disabili e li ha seguito nella loro opera. Tutti hanno compreso pienamente il messaggio del dipinto. Si sono soffermati molto sui dettagli, dimostrando un grande spirito di osservazione”.

Ognuno a suo modo: “Moreno ha espresso la fase evolutiva che sta attraversando. Paolo non ha stravolto il tema ma lo ha interpretato in modo molto personale. Eralda ha rivoluzionato completamente il tema cambiando sia la disposizione dei personaggio che la struttura cromatica. Elena ha invece riproposto la scala cromatica ed ha riportato nella sua opera il suo problema, cioè l’udito, modificando il viso dei personaggi. Infine Grazia: una donna ormai adulta che inizialmente non voleva nemmeno provare a disegnare. Dapprima ha rifiutato i pennelli e si è limitata all’uso della matita, confermando la sua predilezione per i toni scuri. Poi, osservando il suo lavoro e quello degli altri, ha accettato di utilizzare pennelli e colori. Anche in questo caso, tra i 12 colori disponibili sulla tavolozza, ha scelto quello che più si avvicinava al nero e cioè il blu scuro. Infine ha arcuato le figure e si è totalmente immersa nell’opera diventando la più entusiasta di tutti. Come risultato finale, ha deciso di mettere da parte i toni scuri, prediligendo e sperimentando tonalità più vivaci".

Tanto che alla fine ha scritto: “ho provato gioia nel dipingere Francesco. Mi sentivo come una pittrice”. Ed ecco i commenti degli altri. Moreno: “mi è piaciuto dipingere con i pennelli il quadro perché mi sentivo bene”. Donatella: “mi ha colpito in particolare il quadro perché è bello e rifarlo mi ha dato un’emozione bellissima. Mi faceva sentire importante”. Eralda: “quando dipingevo mi sono sentita brava. Ero emozionata”. Elena: “mentre coloravo con i pennelli mi sentivo bene, mi piace colorare con i pennelli, mi piace il movimento della mano”.

Adesso le opere dei ragazzi della Casa di Pinocchio di Montecchio a castiglion Fiorentino, dopo il convegno in corso, diventeranno una mostra itinerante organizzata dalla cooperativa Koinè.

 

Chi porta la cura nelle frontiere più dimenticate del Paese? Lo racconterà il Festival Italiano del Volontariato dall'11 al 13 maggio. L'evento di riferimento per il mondo della solidarietà in Italia torna a Lucca e arriva alla sua ottava edizione, scendendo per la prima volta in piazza, nella centrale Piazza Napoleone con una tensosteuttura attarezzata, dopo aver coinvolto dal 2011 110.000 persone e centinaia di associazioni nei convegni e nelle iniziative di animazione.

È un programma inedito quello che l'evento organizzato dal Centro Nazionale per il Volontariato e dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione propone, un programma che presenterà dati, analisi e risposte alle questioni più urgenti per il mondo del terzo settore e per il Paese.

"Il Festival 2018 -afferma il presidente del Cnv Edoardo Patriarca- racconterà ciò che il Paese rischia di rimuovere nel dibattito pubblico e mediatico: i temi più 'scandalosi', quelli più dimenticati e soprattutto la risposta che il volontariato e il terzo settore capace ancora di stare sulla frontiera fornisce alle questioni più urgenti. E lo farà con la collaborazione e l'alleanza con le più importanti associazioni nazionali. Come sempre sarà il volontariato il vero protagonista del Festival".

Al via l'11 maggio con l’evento di apertura “Fino all’ultima vita”, ospite Don Virginio Colmegna della Casa della Carità di Milano che parlerà della cura delle frontiere dimenticate nel nostro Paese. Sempre al mattino dell'11 maggio il Festival ospiterà il lancio delle iscrizioni alla campagna nazionale per il Giorno del Dono con l'evento "Donarsi per ritrovarsi" organizzato in collaborazione con l'Istituto Italiano della Donazione (IID). Nel pomeriggio spazio ad un dibattito inedito sulla riforma del terzo settore "Dentro o fuori?" e ad un convegno dal titolo "Uno e molti - Il volontariato individuale come impegno sociale". Grande attesa sempre al pomeriggio di venerdì 11 maggio per il "Processo alle Ong" con ospiti i rappresentanti di alcune delle più importanti ong italiane: un processo alle Ong per condividere idee e strategie per rilanciare un'idea di solidarietà a rischio estinzione.

La seconda giornata, sabato 12 maggio, sarà dedicata al tema della ricomposizione del tessuto sociale, iniziando con il convegno "Nessuno escluso" sui temi dell'inclusione sociale; una mattinata dedicata anche al tema del giornalismo costruttivo e altri eventi dedicati all'housing sociale. Il pomeriggio convegni sui temi della protezione civile con il nuovo ruolo del volontariato nella riforma e un focus sul sistema toscano. Spazio anche al tema della montagnaterapia in collaborazione con il Club Alpino Italiano.

L’intera giornata di domenica sarà dedicata al mondo dello sport con la celebrazione dei 50 anni di Special Olympics: ospiti gli atleti paralimpici Andrea Lanfri, Sara Morganti e Stefano Gori.  Cento i relatori che animeranno i 20 convegni in programma. Tra gli ospiti l'Autorità garante per l'Infanzia e l'adolescenza Filomena Albano, il direttore del Censis Giulio De Rita, la statistica sociale Linda Laura Sabbadini, il consulente della Presidenza del Consiglio dei Ministri Fabrizio Curcio.  Fra gli altri Irene Ciambezi dell’associazione Papa Giovanni XXIII, Pasquale Calemme della Fondazione di Comunità San Gennaro, Dianora Poletti dell’Università di Pisa, Paolo Venturi, direttore di Aiccon, Luigi Bobba, Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Stefano Tabò, presidente di CSVnet, Raffaela Milano di Save The Children, Lorenzo Bandera di Secondowelfare, Rita Cutini della Comunità di Sant'Egidio, Ilaria Sotis giornalista di Rai Radio 1, Silvia Stilli portavoce di AOI, Andres Dahalbek consulente Ricerca e Policy per ONG, Elisa Bacciotti di Oxfam Italia, Gabriele Eminente direttore Generale Medici Senza Frontiere, Vittorio Di Trapani Giornalista Rai e Segretario Usigrai, Elisabetta Soglio Caporedattrice Corriere della Sera e Responsabile Corriere Buone Notizie, le parlamentari Raffaella Mariani e Chiara Braga Deputata, Fabrizio Pregliasco Presidente Anpas e Sergio Achille, presidente Assodima

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