Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Martedì, 22 Maggio 2018

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 04 Aprile 2018 - nelPaese.it

"Oggi, alla Camera dei Deputati e al Senato con gli altri parlamentari milanesi abbiamo presentato una interrogazione a risposta scritta riguardante gli atti vandalici all'Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano". Lo fa sapere il senatore PD Franco Mirabelli, eletto a Milano.

“Da notizie a mezzo Internet e stampa – si legge nell’interrogazione - si è appreso che la mattina del 2 aprile i rappresentanti dell'Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano hanno trovato la loro sede di via degli Anemoni 6, nella periferia Ovest di Milano, letteralmente devastata, con porte divelte, la finestra rotta, armadi danneggiati, documenti buttati all'aria, e con danni pari a migliaia di euro; ciò che desta preoccupazione è che secondo quanto dichiarato dal Consiglio direttivo dell'Istituto, poche sembrerebbero le cose e i documenti sottratti, mentre evidenti appaiono i danni economici arrecati ad un istituto la cui attività si fonda sul solo impegno dei volontari”

Inoltre, prosegue la nota, “va peraltro ricordato che non è la prima volta che un simile danno viene arrecato a quest'istituto -, che non ha fini di lucro e i cui obiettivi risiedono nella documentazione e diffusione dei valori espressi dalla Resistenza - e che due episodi analoghi si erano già verificati a settembre e novembre del 2015; tali fatti destano particolare allarme sociale, specie se collegati ad altri fatti di cronaca come il recente incendio al Circolo Pd della Barona, o la rievocazione nazista a Cologno Monzese che sembrano delineare una vera e propria escalation nel clima di odio e violenza, in prossimità del 25 aprile, ricorrenza della festa della Liberazione dal fascismo e dal nazismo”

Il senatore chiede  “quali iniziative intenda adottare al fine di scongiurare un ulteriore deterioramento del clima politico con l'approssimarsi del 25 aprile nonché per evitare che simili gravi episodi di minacce e danneggiamento possano nuovamente ripetersi ai danni di persone o istituti la cui attività sia rivolta a riaffermare il valore storico, politico e sociale della Resistenza o, come nel caso dell'Istituto Pedagogico di Milano, a contribuire allo sviluppo antifascista, democratico e pluralista della scuola e della società civile”.

 

Pubblicato in Lombardia

Otto video, una mostra fotografica e molto altro per raccontare in maniera dinamica e creativa il territorio degli 8 Comuni del Quartier del Piave e della Vallata. Protagonisti 25 giovani under 30 che hanno raccontato quel territorio guardandolo e mostrandolo con nuovi occhi. Venerdì 6 aprile alle 18.30 il teatro Antiga di Miane (Tv) accoglierà "Frames. Esplora il territorio", atto finale del progetto "Young Destination" promosso dai Comuni di Cison di Valmarino, Farra di Soligo, Follina, Miane, Moriago della Battaglia (capofila), Pieve di Soligo, Refrontolo e Sernaglia della Battaglia.

Inserito all'interno del bando "Fotogrammi Veneti. I giovani raccontano", emanato dalla Regione del Veneto, e promosso con il coordinamento della Cooperativa sociale Itaca dagli 8 Comuni del Quartier del Piave e della Vallata nell'ambito delle politiche giovanili, "Young Destination" è stato un percorso formativo nato un anno fa in co-progettazione. Protagonisti 25 ragazzi under 30 che si sono sperimentati nella realizzazione di prodotti multimediali, andando alla scoperta dei loro territori per restituirli e raccontarli in maniera innovativa e sensoriale.

Particolarmente ricco il programma del 6 aprile al teatro Antiga di Miane, annunciata la presenza dei rappresentanti di tutte le istituzioni coinvolte che, finalmente, potranno vedere gli 8 video realizzati dai ragazzi, uno per ogni Comune del Quartier del Piave e delle Vallata. Non si tratterà soltanto di un evento ma soprattutto di un incontro, dove la valorizzazione del territorio letta dagli occhi dei giovani sarà il denominatore comune.

Oltre agli 8 video ci sarà anche una mostra fotografica a cura di Giusy Grotto, inserita all'interno di un teatro allestito per l'occasione con un percorso naturalistico realizzato ad hoc. E ancora un percorso di barefooting per camminare a piedi nudi riappropriandosi degli spazi naturali e delle sensazioni che può trasmettere al corpo il contatto diretto col terreno. Immancabile la degustazione di prodotti tipici enogastronomici ed infine un pitch contest di giovani idee per la valorizzazione del territorio.

La mostra fotografica rimarrà aperta anche nelle giornate di sabato 7 e domenica 8 aprile dalle 10 alle 20, e di lunedì 9 aprile dalle 9 alle 12. L'allestimento multimediale è curato da We-Exhibit srl di Giovanni Dantomio, l'allestimento naturalistico è opera di Garden Albus di Sean Bianco. Oltre ai ragazzi di Young Destination, per i contenuti multimediali si ringraziano per la collaborazione anche i componenti dei Consigli comunali dei Ragazzi e delle Ragazze dei Comuni coinvolti.

 

Pubblicato in Veneto

«E’ stato speciale poter insegnare ai rifugiati qualcosa che non sapevano, e ancora più sorprendente è quanto io abbia potuto imparare dalle loro storie.» Queste le parole di Caio, studente brasiliano di ventidue anni, quando gli viene chiesto cosa più lo ha colpito dell’esperienza come volontario nelle cooperative Nuovi Vicini e Caritas a Pordenone nell’ambito del progetto InteGREAT offerto da AIESEC Italia.

Caio ha inizialmente scelto di prendere parte al progetto perché lo affascinava il fatto di scoprire l’Italia e soprattutto voleva vivere in prima persona la “situazione rifugiati”, così scomoda per molti italiani. Le sue aspettative, dice, sono state di molto superate: lavorando fianco a fianco con gli operatori sociali e con gli ospiti delle cooperative, è stato sorpreso da quanto l’essere diversi possa arricchire: lui e gli altri volontari (un brasiliano e un giapponese) hanno portato la loro cultura, creatività e conoscenze nell’ambito informatico e del marketing, prontamente condivise con i migranti, mentre questi ultimi hanno raccontato le storie dei loro viaggi, le loro speranze, i loro sogni.

Per Nuovi Vicini questa era la prima esperienza AIESEC e, visto l’impatto molto positivo, ce ne saranno molte future. Ciò che è stato maggiormente apprezzato è il fatto che Caio e gli altri volontari abbiano inserito nuove attività all’interno della routine dell’associazione, insegnando ai richiedenti asilo valide competenze da mettere in pratica anche nel mondo del lavoro, in modo da diventare sempre più autonomi.

«Avendo a che fare con persone di diverse nazionalità tutti i giorni» racconta Elisa, responsabile della cooperativa «è stato molto costruttivo avere al nostro fianco qualcuno che, grazie al suo carattere sempre positivo ed entusiasta, ci aiutasse a vedere il mondo da una prospettiva diversa e migliorasse il nostro lavoro proponendo nuove attività». AIESEC Italia e Croce Rossa Italiana hanno stretto per il 2018 una collaborazione mirata a permettere a giovani provenienti da altri Paesi di avere un impatto sociale sul territorio prendendo parte a diversi programmi. Uno di questi è InteGREAT: si svolge in NGO che si occupano dell’accoglienza di migranti, senzatetto e vittime di tratta.

 

Si chiama Sedar e ha 4 anni. È una delle cinque sorelle ferite da una trappola esplosiva a Dhiban, nel Deir ez-Zor. Le bambine stavano giocando mentre aiutavano a fare la legna sul tetto, quando un ordigno nascosto dietro un cumulo di lana è esploso e le ha quasi uccise. “Sono corso all’ospedale e quello che ho visto mi ha spezzato il cuore” racconta il padre. “Una delle mie figlie stava morendo. L’hanno stabilizzata alla meno peggio in un centro sanitario vicino, ma poi l’abbiamo portata in un ospedale di cui avevo sentito parlare. Guarda Sedar, non ha più le gambe sotto le ginocchia. È confusa perché delle volte sente ancora dolore ai piedi che non ci sono più. Piange. Per favore fate qualcosa per le mine. Fatele rimuovere. Dobbiamo salvare i nostri bambini.”

Poi Alì, 12 anni, è stato ferito da una mina insieme a quattro fratelli e cugini mentre erano al pascolo a guardare le pecore. Sono arrivati in un ospedale supportato da MSF a Hassakeh dopo cinque ore, portati dai parenti. Uno dei bambini, Nabil, di 5 anni, era già morto. Ali è stato operato d’urgenza per una ferita addominale. Suo fratello Khaled (10) aveva una grave ferita alla testa con frattura del cranio. Marwan (8) e Redhwan (13) avevano ferite minori da schegge. “Sembrava un attacco aereo. Un boato fortissimo. L’abbiamo sentito tutti e siamo corsi a vedere cos’era successo” racconta la zia. “Non potevo crederci. Uno dei bambini aveva il cranio fracassato. Stavano solo giocando con le biglie. Uno dei bambini non è sopravvissuto. Possa Dio aiutarci ad assistere tutti gli altri. Abbiamo sentito di almeno 10 episodi simili recentemente, diverse persone sono morte sul colpo.”

I numeri delle trappole esplosive in Siria

In Siria nord-orientale il numero di persone ferite da mine, trappole esplosive e bombe inesplose è raddoppiato tra novembre 2017 e marzo 2018. La metà delle vittime sono bambini, alcuni anche di un anno, che con le loro famiglie stanno rientrando nelle loro case, dopo che i combattimenti si sono placati nei governatorati di Raqqa, Hassakeh e Deir ez-Zor. Nella giornata mondiale contro le mine, Medici Senza Frontiere (MSF) invita urgentemente tutte le organizzazioni e gli attori coinvolti, a livello internazionale e locale, a rafforzare e accelerare l'azione di sminamento e le attività di informazione al rischio mine, migliorando l'accesso alle cure mediche salvavita per le vittime di ordigni esplosivi.

"I pazienti ci raccontano di aver trovato mine e trappole esplosive nei campi, lungo le strade, sui tetti delle case e sotto le scale. Perfino teiere, cuscini, pentole, giocattoli, apparecchi per il condizionamento dell'aria e frigoriferi sono stati manomessi durante la prolungata assenza delle persone, e sono pronti a esplodere quando le persone rientrano per la prima volta in casa dopo aver vissuto da sfollati per mesi o addirittura anni,” dichiara Satoru Ida, capomissione di MSF in Siria.

Nel nord-est della Siria, MSF supporta due ospedali: uno a Tal Abyad, che riceve feriti per lo più dal governatorato di Raqqa, e un altro a Hassakeh. Quest'ultimo è una delle poche strutture sanitarie secondarie funzionanti e gratuite accessibili ai residenti del governatorato di Deir ez-Zor. Quasi il 75 per cento dei pazienti che arrivano all'ospedale di Hassakeh proviene da quest’area, da località distanti fino a sei ore di strada. Solo nel 2017, la violenza a Deir ez-Zor ha causato la fuga di almeno 254.000 persone. In media ogni persona è stata costretta a fuggire almeno 3 volte, determinando il più grande spostamento di massa in un governatorato siriano per quell’anno.

Mentre alcune persone sono riuscite a rientrare a casa, la maggior parte di loro sono ancora sfollate e si prevede che torneranno presto, a volte inconsapevoli dei pericoli che li attendono. Gli esperti di sminamento temono che centinaia di migliaia di dispositivi siano ancora nascosti nelle scuole, nelle strutture mediche e nei campi di Deir ez-Zor. Il timore si basa su quanto già riscontrato in altri governatorati e sulle informazioni raccolte in recenti incidenti.

“È una corsa contro il tempo. La gente sta tornando a vivere in quello che è in effetti un campo minato”, aggiunge Ida di MSF. “Se non si agisce presto, vedremo le conseguenze sul numero totale delle vittime. Tra l’altro, con il sistema sanitario di Deir ez-Zor paralizzato, spesso si deve viaggiare per ore prima di raggiungere la struttura sanitaria più vicina. Ma in questi incidenti ogni minuto conta. Se la persona non muore sul colpo, il ritardo nelle cure mediche è nella maggior parte dei casi uno dei fattori che determina la gravità del caso e i tempi di recupero per il paziente”.

L'azione di sminamento è urgente, ma le attività di educazione al rischio mine devono essere ampliate in modo che le persone possano prendere decisioni informate, imparare a identificare ed evitare trappole esplosive, sapere cosa fare immediatamente dopo l’esplosione di un dispositivo per effettuare un primo soccorso in caso di incidente. Tutto questo deve andare di pari passo con il miglioramento dell'accesso alle cure mediche di emergenza, in molti casi salvavita, per le vittime di ordigni esplosivi a Deir ez-Zor e altrove nel nord-est della Siria.

“Questi dispositivi esplosivi non scelgono i loro obiettivi. Non rispettano i trattati di pace o un cessate il fuoco e possono rimanere nascosti per mesi o anni dopo la fine di un conflitto. Se non uccidono, distruggono le vite delle vittime e delle loro famiglie, destinando i feriti alla povertà quando compromettono le loro mani o le loro gambe”, conclude Ida di MSF.

MSF ha assistito 133 persone ferite da mine e trappole esplosive tra novembre 2017 e marzo 2018, con una media di un paziente al giorno. Il numero delle vittime colpite da questi infortuni è notevolmente aumentato dalla fine del 2017 (17 casi a novembre, 39 a dicembre) ai primi mesi del 2018 (41 casi a gennaio e 36 dall'inizio di febbraio al 14 marzo).

 

Pubblicato in Nazionale

Tre realtà dell’associazionismo sportivo livornese erano state particolarmente colpite dall’alluvione che, nella notte del 10 settembre 2017, aveva provocato nove vittime e ingentissimi danni nei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e Collesalvetti. Ora, a sei mesi di distanza, quelle tre realtà – Accademia della Scherma, A.G. Livornese e Polisportiva P. Carli Salviano Calcio – hanno potuto riprendere regolarmente le proprie attività sportive, anche grazie al contributo economico versato da Legacoop Toscana che ha reso possibile l’acquisto di attrezzature e la realizzazione di interventi necessari allo svolgimento delle attività delle società.

Gli interventi che hanno permesso a queste tre realtà di rialzarsi e ripartire sono stati presentati il 27 marzo a Livorno, nella sede del Comune, dal vicesindaco Stella Sorgente, dall’assessore allo sport Andrea Morini e dal presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini. Erano presenti anche i rappresentanti delle società: Adriano Tramonti, presidente della Polisportiva P. Carli Salviano Calcio; Jennyfer Cerrai, presidente dell’Accademia della Scherma e Valentina Ricci, istruttore federale della A.G. Livornese.

All’indomani della tragedia dello scorso 10 settembre, era emersa una particolare difficoltà nel settore delle attività e degli impianti sportivi, che rappresentano spazi e momenti fondamentali di aggregazione e di vita sociale e civile del territorio. Legacoop Toscana si era subito attivata per promuovere una raccolta fondi per le popolazioni colpite dall’eccezionale ondata di maltempo e aveva quindi deciso di indirizzare queste risorse alla ricostruzione e al ripristino delle attività nel settore dello sport, del volontariato e dell’associazionismo. Grazie alla collaborazione del Comune di Livorno sono state individuate le tre strutture sportive, particolarmente danneggiate, su cui concentrare – in questa prima fase – l’intervento di solidarietà.

Nello specifico, per poter riprendere a inizio anno la propria attività agonistica, alla A.G. Livornese servivano attrezzature per la palestra di via Piccioni come materassi per il volteggio, che è stato possibile acquistare grazie a un contributo di Legacoop di quasi 8mila euro. Con un contributo di oltre 4mila euro, la Polisportiva P. Carli Salviano Calcio ha potuto comprare attrezzature e abbigliamento sportivo come 100 kit completi da calcio, un casottino in legno per la biglietteria, due computer per l’attività amministrativa e due lavatrici per il lavaggio dei completi delle squadre, oltre a effettuare un intervento per il rifacimento dell’impianto elettrico danneggiato.

All’Accademia della Scherma è stata invece destinata una somma di poco inferiore a 10mila euro per il ripristino dei locali interni e delle attrezzature e per la realizzazione di alcuni lavori, come la pavimentazione in parquet, porte da interni e portoncino d’ingresso e sabbiatura delle pedane. Con il Comune di Livorno, proprietario dell’area davanti all’ingresso dell’Accademia della Scherma, è stato avviato un percorso tecnico burocratico per un intervento di sponsorizzazione da parte di Legacoop Toscana ai sensi dell’art. 19 del D.lgs del 18 aprile 2016 nr. 50, che consentirà la completa sistemazione dell’area antistante la palestra. Con quest’ultimo intervento il contributo totale versato da Legacoop sarà di circa 40.000 euro.

“È bello vedere che a distanza di sei mesi da quella tragica notte del 10 settembre la catena di solidarietà non si arresta – dichiara la vicesindaco Stella Sorgente – il ruolo della solidarietà è stato fondamentale per la nostra città, non solo per gli aiuti concreti e materiali che ci sono giunti e che ci hanno permesso di ripartire, ma per la vicinanza di tanti, livornesi e non, che hanno dimostrato di avere Livorno nel cuore e ci hanno fornito un supporto morale che non dimenticheremo mai. Un grazie dunque anche a Legacoop che è venuta in nostro aiuto in un settore importante per la nostra città, quello degli impianti sportivi, strutture di ricreazione sociale, punti di incontro per tanti”.

“Gli interventi che presentiamo oggi sono particolarmente importanti, questa è la cooperazione toscana che sostiene il territorio – ha spiegato Roberto Negrini – non potevamo restare fermi davanti alla ferita aperta dall’alluvione che ha colpito quest’area della regione. Uno degli obiettivi della cooperazione e di Legacoop Toscana è quello di contribuire al benessere della comunità e dei cittadini di tutte le età: lo sport è un’insostituibile occasione di aggregazione, abbiamo scelto di ripartire da qui, dall’aiuto a queste importanti società, perché i livornesi potessero tornare il prima possibile alla vita di tutti i giorni dopo la dura prova che hanno dovuto affrontare”. “Ho accolto subito questa opportunità che ci è stata offerta da Legacoop Toscana – ha aggiunto l’assessore Andrea Morini – in aiuto delle associazioni sportive colpite. Voglio ricordare che il mondo dello sport cittadino si è subito attivato in campagna di solidarietà verso la città perché si potesse rialzare al più presto. L’aiuto che ci giunge da Legacoop rappresenta quindi come una forma di restituzione per quello che il mondo sportivo labronico ha dato” .

 

Pubblicato in Toscana

La più grande opera di ingegneria idraulica nel suo genere realizzata nel nostro paese è targata Sicrea Group. Ci sono gli uomini e le donne della società emiliana di costruzioni dietro questo capolavoro inaugurato ieri a Monticelli d’Ongina (Pc). Si tratta della nuova conca di navigazione sul Po di Isola Serafini che consente di ripristinare la navigazione del Po da e per Piacenza ed oltre. Un passo avanti sostanziale per il rilancio della navigazione commerciale e turistica nel quadro delle strategie di sviluppo del sistema idroviario del Nord Italia.

“E’ una grande opera strategica quella che abbiamo realizzato a Isola Serafini, commenta Luca Bosi, presidente Sicrea Group. Sono stati quattro anni di lavoro davvero impegnativo per tutte le maestranze. Oggi siamo davanti a un risultato che ci inorgoglisce, conferma e accresce il carattere di Sicrea Group: ci piacciono le sfide, alzare l’asticella ogni volta e immaginarci impegnati a costruire opere al servizio delle comunità di oggi e di domani. Voglio ringraziare Walter Parodi, Giordano Ciarlo, Walter Venturini, Valentina Mularoni, Luca Parmiggiani, Giuseppe Pinotti, Moreno Messori, Nicola Vezzani per l’energia e la passione che hanno messo in questa impresa”.

La nuova conca di Isola Serafini – il cui importo complessivo è di 47 milioni di euro – è l’unica sul Po ed è la più importante in Italia per il dislivello da superare tra monte e valle dello sbarramento, variabile tra i 4 e i 13 metri in funzione della portata del fiume. E’ costituita da una vasca di cementi armato lunga 115 metri e larga 12,50 e dotata di porte vinciane. Ha dimensioni e caratteristiche tali da consentire il transito di navi sino alla lunghezza di 110 metri, larghe 11,50 metri, con un pescaggio a pieno carico di 2,50 metri e una portata di 2000 tonnellate. Qualcosa come 50 autotreni.

L’opera intitolata al cooperatore piacentino Pierluigi Filippi, scomparso nel 2016, si inserisce nel sistema idroviario del Nord italia che comprende il fiume Po ed i canali collegati. Fa parte delle Reti Strategiche Europee nell’ambito del Corridoio Mediterraneo. Nel sistema sono presenti sei porti fluviali e numerosi attracchi turistici.

L’incremento dei trasporti commerciali via acqua è un obiettivo di fondamentale importanza, sia per l’ulteriore sviluppo economico dei territori del Po che per gli obiettivi ambientali della Commissione Europea, in quanto comporta la riduzione del traffico su gomma ed il conseguente miglioramento della circolazione e della qualità dell’aria. Anche il turismo fluviale, già attivo, ha ampie potenzialità di crescita in collegamento con i numerosi itinerari artistici, culturali ed enogastronomici ed i percorsi ciclabile pedonali esistenti in corso di progettazione.

 

 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Legacoop ha distribuito sui territori tutte le risorse raccolte per sostenere le imprese e le comunità colpite dal sisma in Centro Italia. Le imprese aderenti a Legacoop e i singoli cooperatori avevano versato complessivamente 395mila euro sul Fondo istituito dall’associazione. Di questi attualmente ne risultano impegnati poco più di 390mila, grazie a sei iniziative messe in cantiere e realizzate.

Un contributo di 50mila euro è andato così a Rinascita 78 di Illica, nei pressi di Accumoli, nel reatino, per l’acquisto di un trattore e il ripristino di strutture danneggiate. Ulteriori 50mila euro sono stati destinati alla cooperativa agricola di Grisciano, sempre nei pressi di Accumoli. Sono serviti per sistemare alloggi per il personale presso la sede. Altri due interventi hanno riguardato servizi per i più piccoli: la cooperativa Il Cerchio ha ricevuto invece una cifra analoga per rimettere a norma e riavviare il nido d’infanzia Il Cerchiolino nel comune di Giano dell’Umbria, mentre 5mila euro sono andati a Il Mentore per acquistare arredi e strutture ludiche per il nido d’infanzia nel comune di Comunanza, in provincia di Ascoli.

I restanti 235mila euro hanno finanziato due bandi nei comuni del cratere sismico: il primo per sostenere il decollo di startup cooperative, il secondo per favorire la nascita di nuove cooperative di comunità. Entrambi hanno avuto ottimi risultati che hanno consentito di impegnare tutte le risorse previste. I risultati saranno resi noti e i contributi erogati nelle prossime settimane.

Sono stati erogati intanto anche i primi 700mila euro dei 2,6 milioni raccolti con l’iniziativa dei punti spesa lanciata da Coop “Il nostro cuore va al Centro”. Serviranno ad Integra per avviare i lavori per ricostruire il Polo scolastico Simone De Magistris a Caldarola, in provincia di Macerata.

 

Pubblicato in Nazionale

Sono 48 i decessi per overdose da droghe rilevati dal nuovo sito GeOverdose.it nel corso dei primi mesi del 2018. Il sito utilizza i canali dei media tradizionali e web. Ha così il pregio di avere statistiche più aggiornate rispetto a quelle ufficiali (ferme al 2016), ma anche comprensibilmente meno accurate e non confrontabili direttamente con le rilevazioni ministeriali.

Comunque sia nel 2017 il sito ha contato 195 notizie di morti per overdose da droghe, in larga parte maschi (85%). Di queste 148 (75,9 %) per eroina che rimane la sostanza più rilevata. Seguono cocaina con 9 morti (4,6 %), farmaci con 7 decessi (3,6 %), Cocktail droghe + alcol 5 morti (2,6 %), Speedball 4 decessi (2,1 %). Poi MDMA, Oppioidi sintetici, e Mix di droghe con 2 decessi ognuna (1,0 %), mentre per metadone non prescritto, Ketamina e Alcol vi è stato 1 decesso (0,5 %). L’età media è 37,8 anni, mentre l’indice standardizzato di mortalità si è attestato nel 2017 a 5 decessi per milione di abitanti.

Come rilevano i curatori sono due le caratteristiche peculiari delle morti per overdose nel nostro paese: il numero dei decessi sono particolarmente elevati in alcune regioni centrali e decisamente bassa nelle regioni meridionali, mentre “da alcuni anni, specie nelle regioni del nord-est, di assiste alla comparsa di ‘focolai’ di mortalità, che compaiono improvvisamente e sono caratterizzati da una serie di decessi che si succedono in breve tempo e in una porzione limitata del territorio. Questi periodi di crisi hanno in genere una breve durata e si esauriscono improvvisamente.”

In particolare per ques’ultima tendenza il progetto di rilevazione istantanea dei dati di mortalità da overdose è particolarmente importante. Essendo i dati ufficiali forniti su base annuale, e spesso mesi dopo la fine dell’anno, non sono in grado di informare con tempestività sulle dinamiche, tendenze e emergenze in atto. Solo un sistema di monitoraggio in tempo reale permette invece di poter intervenire con maggiore sollecitudine durante il fenomeno, altrimento solo rilevato a posteriori. Come si legge nella presentazione dei curatori “GeOverdose.it segna l’impegno della S.I.T.D. nel campo della prevenzione delle conseguenze dell’uso di droghe e della riduzione del danno. Nel settembre 2016, la riduzione del danno è stata inclusa nel nuovo Decreto sui L.E.A. (Livelli Essenziali di Assistenza), approvato con l’Intesa Stato Regioni.

A fronte di ciò, non sono stati attivati idonei interventi di riduzione del danno, nemmeno nelle zone di crisi del Paese e le città che in passato avevano sostenuto interventi di questo tipo cambiano incomprensibilmente strada oppure, nella migliore delle ipotesi, riducono sempre più il loro impegno. Questo sito, fra l’altro, vuole richiamare l’attenzione su quelle aree del Paese in cui il consumo di droghe presenta aspetti particolarmente problematici e dove sarebbero necessari interventi efficaci e tempestivi di prevenzione e riduzione del danno.”

Il della S.I.T.D. (Società Italiana Tossicodipendenze) è ideato e gestito da Salvatore Giancane ed Ernesto de Bernardis ed edito da Publishday srl, che pubblica anche la rivista Medicina Delle Dipendenze (Italian Journal of Addiction), organo ufficiale della Società. Ulteriori informazioni utili a tecnici, operatori e consumatori si possono trovare sul blog della S.I.T.D.

 

(Fonte: fuoriluogo.it)

Pubblicato in Diritti&Inclusione
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Aprile 2018 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30