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Giovedì, 16 Agosto 2018

Articoli filtrati per data: Giovedì, 10 Maggio 2018 - nelPaese.it

Dal 12 maggio il via al Quanta Club di Milano la Festa nazionale Uisp “70 anni per il futuro”, con 23 diverse attività di sport sociale e per tutti, dal calcio camminato al baskin. Il 13 maggio una Rassegna di “Matti per il calcio” renderà omaggio ai 40 anni della Legge Basaglia, con sei squadre di Asl e Centri di salute mentale. 

Sport sociale e per tutti con un torneo per l’integrazione, con squadre di migranti e richiedenti asilo, e attività per tutti e per tutte le età, in pieno spirito Uisp, dal nuoto alla pallavolo, dalla ginnastica al basket. Spazio anche alla riflessione sul presente e sul futuro dello sport per tutti, in Europa e in Italia. Sabato 12 maggio alle 14.30 si terrà il convegno internazionale “70 anni di advocacy per il diritto umano al movimento”, nell’ambito del progetto europeo Active Voice. Domenica 13 maggio è in programma la tavola rotonda sulla storia dello sport sociale in Italia e i 70 anni Uisp, con dirigenti storici dell’associazione, il presidente nazionale Vincenzo Manco e atleti di ieri e di oggi che verranno premiati insieme alle loro società sportive. Tra loro, anche la signora Luigina Introini, campionessa di atletica nel dopoguerra, che racconterà la sua storia di donna che ha dovuto superare pregiudizi e difficoltà di ogni tipo per affermare la sua passione sportiva.

“La storia dell’Uisp parte dal 1948 ed è fatta di riscatto ed emancipazione attraverso lo sport – dice Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp -  Ognuno ha potuto trovare la sua strada e continuerà a farlo in futuro, perché lo sport è integrazione, socialità, relazioni. Ognuno può esprimere i suoi diritti attraverso un’attività per tutti come lo sport, che l’Uisp ha avuto il compito di popolarizzare in questi 70 anni di storia. Un’attività continuativa nel tempo e capillare sul territorio, cha permesso al figlio dell’operaio di vedersi affermare la propria dignità anche mettendogli al collo una medaglia e facendolo sentire un campione nella propria vita, pur senza essere un olimpionico”.

La festa milanese dell’Uisp “70 anni per il futuro” aprirà un ciclo di appuntamenti nazionali che si terranno durante tutto il 2018. Il 12 e 13 maggio a Milano l’Uisp presenterà un programma multi sport dove sarà possibile assistere o scendere in campo per provare qualcuna delle 23 attività proposte. Due giorni all’insegna del divertimento e dello “sportpertutti” targato Uisp nell’ampio e funzionale impianto del Quanta Club di via Assietta 19, a Milano. 

“Si tratta di un programma particolarmente ricco, che siamo certi saprà soddisfare le esigenze di tutti, che potranno mettersi in gioco assistendo, o magari anche prendendo parte in prima persona, alle proposte sportive che rappresentano il grande mondo Uisp”, questo l’invito di Stefano Pucci, presidente Uisp Lombardia. Per l’occasione il centro sportivo di via Assietta diventerà una vera e propria palestra a cielo aperto, con la possibilità per gli sportivi di provare tante discipline sportive, anche quelle più originali: così, insieme a calcio, tennis, basket, volley, scacchi, bowling, ginnastica, pattinaggio, saranno previste anche attività dimostrative di automodellismo, footbike, tiro con l’arco, vela e tanto altro ancora. Il tutto con particolare attenzione alla mission dell’Uisp, ovvero quello di estendere il diritto allo sport a tutti i cittadini, nella consapevolezza che lo sport per tutti è un bene che interessa la salute, la qualità della vita, l'educazione e la socialità, e che in quanto tale esso è meritevole di riconoscimento e di tutela pubblica.

Così durante la due giorni sarà organizzato anche un torneo di calcio dedicato a migranti e rifugiati, e ai Dipartimenti di salute mentale, mentre sul parquet si sfideranno all’ultimo canestro le squadre lombarde del Baskin, disciplina integrata che prevede la partecipazione attiva di sportivi con disabilità, indispensabili per lo sviluppo del gioco al pari dei compagni normodotati. Prevista anche ginnastica per anziani e un torneo di Calcio camminato, che l’Uisp sta sviluppando con successo in Italia, proponendolo agli Over 50. L'appuntamento con il Calcio Camminato è per la mattinata di sabato 12 maggio con un torneo a sei squadre, formate da sei giocatori, con tempi di 15 minuti. Scenderanno in campo le squadre di Milano città (Darwin e A.M.Gorantec), di Cormano (Sc Arsenal), di Vimercate (Cilli Calcio), di Crescenzago (Toka United) e una squadra di Bergamo, con un nome che è un manifesto: Les Amis.

Tra le altre attività, nella mattinata di domenica 13 maggio è previsto il torneo Matti per il calcio, con sei squadre che arriveranno dai Dipartimenti di salute mentale e dalle Asl  di Milano, Varese, Bergamo, Monza.
In cartellone anche un’ultramaratona di nuoto della durata di quatto ore in collaborazione con Abbracciamoli onlus, Associazione non profit che si fa portavoce di valori condivisi tra il mondo dello sport e quello della cura delle leucemie, per contribuire a dare maggiori possibilità a ricerca, cura e assistenza medica per garantire ai pazienti e alle loro famiglie più elevate possibilità di guarigione e miglior qualità della vita.

Durante il weekend Uisp ci sarà spazio anche per il dibattito ed il confronto: nel pomeriggio di sabato 12 maggio è previsto un convegno per fare il punto sul progetto “Active Voice” sulle strategie per la diffusione dell’attività fisica in Europa, alla presenza di ospiti internazionali come Morgens Kirkeby, esperto Hepa/OMS e presidente Isca. Parteciperanno inoltre: Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp; Daniela Galeone, Ministero della Salute; Stefano Capolongo e Andrea Rebecchi, Politecnico di Milano; Raffaella Chiodo Karpinsky, coordinatrice Uisp Active Voice; Simona Giampaoli, Istituto Superiore di Sanità; Liliana Coppola, Direzione generale welfare Regione Lombardia;  Roberta Guaineri, assessore sport e benessere Comune di Milano; Lorenzo Panella, direttore Dipartimento Riabilitazione G.Pini-Cto Milano; Stefano Pucci, presidente Uisp Lombardia. Nella mattinata di domenica, infine, previsto un importante momento con la firma del Protocollo Uisp - FISDIR-Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale. L’Uisp farà poi il punto sulla propria attività a 70 anni dalla nascita, con la presenza di Luciano Senatori, dirigente storico dell'Uisp, di Sergio Giuntini, storico dello sport e di Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp. Parteciperà anche la signora Luigia Introini, campionessa di atletica negli anni del dopoguerra, che verrà premiata dall'Uisp.

Per il programma completo clicca qui

Pubblicato in Sport sociale

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), nella sua adunanza del giorno 18 aprile 2018, ha esaminato la domanda per il conferimento del Rating di legalità presentata da Gulliver e ha deliberato di attribuire alla Cooperativa Sociale di Modena il massimo della valutazione possibile, pari a 3 stellette.

Il Rating di legalità è uno strumento di valutazione sviluppato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) in accordo con i Ministeri degli Interni e della Giustizia, per riconoscere premialità alle aziende che operano secondo i principi della legalità, della trasparenza e della responsabilità sociale.

L’obiettivo del Rating di legalità, introdotto a livello nazionale nel 2012, è promuovere principi di comportamento etico in ambito aziendale, tramite l’assegnazione di un riconoscimento, misurato in stellette, che indica il rispetto della legalità e del grado di attenzione nella gestione corretta e trasparente della propria attività.

Possono presentare domanda le imprese interessate operanti in Italia che abbiano raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro, nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta, e che siano iscritte al registro delle imprese da almeno due anni. Il Rating viene attribuito da un minimo di una stelletta (dichiarazioni dei requisiti di base) a un massimo di tre stellette (ulteriori requisiti relativi a Protocollo di legalità, sistemi di tracciabilità, adesione a codici etici, ecc.), sulla base delle dichiarazioni delle aziende, che vengono verificate tramite controlli incrociati con i dati delle pubbliche amministrazioni. Il Rating di legalità ha durata di due anni ed è rinnovabile su richiesta. L’Autorità mantiene aggiornato sul proprio sito l’elenco delle imprese cui il Rating di legalità è stato attribuito, sospeso, revocato, con la relativa decorrenza.

“Siamo molto soddisfatti e orgogliosi per questo riconoscimento perché mette in evidenza il nostro impegno per il rispetto dei principi della legalità, del controllo e della trasparenza - commenta il Presidente di Gulliver Massimo Ascari - Inoltre, rappresenta uno strumento per dimostrare formalmente la nostra affidabilità agli stakeholder, in particolare a clienti e fornitori”

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Da oggi un'associazione a tutela dei diritti dei migranti può ricorrere in sede amministrativa. Il Consiglio di Stato ha riconosciuto l'Associazione per gli Studi Giuridici (Asgi) come soggetto legittimato in sede amministrativa. Qualche mese fa, Asgi aveva presentato ricorso al Tribunale amministrativo (Tar) per denunciare l'uso del Viminale di 2,5 milioni di euro del "Fondo Africa". Il Tar aveva respinto il ricorso decretando che l'associazione non fosse legittimata a tutelare i diritti di cittadini stranieri in sede amministrativa. È a questo punto che Asgi interpella il Consiglio di Stato, che gli dà ragione e intima il Tar a prendere una decisione in merito al ricorso presentato. "Una sentenza storica", commenta l'avvocata Giulia Crescini di Asgi alla conferenza stampa indetta questa mattina nella sala Nassiria del Senato.

Due milioni e mezzo di euro impiegati per il ripristino di alcune motovedette della Guardia Costiera libica e per l'addestramento di 22 poliziotti libici in mare per controllare i confini esterni dell'Europa e monitorare i traffici illegali di esseri umani. Ma i soldi in questione fanno parte del Fondo Africa, destinato a "interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i Paesi africani d'importanza prioritaria per le rotte migratorie".

L'Asgi accusa il ministero dell'Interno di aver sviato quei compiti. Perche' quelle stesse autorita' libiche di cui parla il ministero, sono le stesse che hanno portato avanti respingimenti illegali in mare e attaccato le Ong. In particolare, Asgi denuncia l'impiego del Fondo Africa per scopi militari o quantomeno polizieschi, visti i casi in cui le motovedette libiche hanno fatto uso di armi e modalita' non proprio volte "al dialogo e alla cooperazione". Adesso si attende la decisione del Tar, che sara' tenuto a rispondere a un'associazione che da anni lotta per la tutela giuridica dei migranti.

 (Fonte: Redattore Sociale/Dire)

Pubblicato in Migrazioni

La Comunità educativa Don Luigi Rossi, presente a Massa Marittima dal 2012, “riparte” da due novità: da un lato un abbassamento dell’età dei minori accolti, che passa da 12-18 anni a 6-18 anni, dall’altro un progetto educativo rinnovato, con percorsi di accoglienza personalizzati, volti a contrastare l’isolamento e l’emarginazione e a costruire una rete di relazioni che facilitino il reinserimento dei ragazzi nel tessuto sociale.

Il Comune di Massa Marittima e la cooperativa sociale G. Di Vittorio, che gestisce il centro per minori, “fanno squadra” con l’obiettivo di “aprire” la Comunità educativa al territorio: un “patto” a cui i due soggetti auspicano possano presto aderire tutte le realtà attive nella zona a sostegno dei minori in difficoltà, a partire dal mondo dell’associazionismo.  A questo scopo si è tenuta questa mattina una conferenza stampa, preceduta da un primo incontro informale con alcune associazioni massetane, a cui hanno partecipato il vicesindaco Luana Tommi, l’assessore alle Politiche Sociali Tiziana Goffo e le responsabili della Cooperativa Di Vittorio al fine di presentare in modo più approfondito questa realtà e i suoi progetti di integrazione dei minori sul territorio. 

“Siamo molto soddisfatti perché c’è stato grande interesse da parte dei presenti - commenta il vicesindaco Luana Tommi- e proseguiremo quindi con questi incontri informativi estendendoli anche ad altre realtà cittadine. L’obiettivo è molto semplice: far conoscere la casa di accoglienza e ricreare una famiglia per tutti questi ragazzi e ragazze con il contributo del tessuto sociale del territorio. Tra l’altro da quest’anno c’è stata un’estensione della minima età da cui possono essere ospitati i ragazzi che è passata da dodici a sei anni per arrivare fino ai diciotto. L’augurio- conclude l’assessore Tommi- è quello di far tornare il sorriso sulla bocca dei giovanissimi ospiti della comunità e in senso più ampio dell’intera città”.

“La nostra cooperativa ha un’esperienza molto radicata nella gestione del disagio minorile – afferma la presidente della cooperativa sociale G. Di Vittorio Maria Antonella Oronte -. Ci auguriamo che la Comunità Don Luigi Rossi diventi sempre di più un punto di riferimento per la comunità locale, rafforzando le sinergie rete e il lavoro in rete tra tutti i soggetti, e che possa rappresentare una risorsa per il territorio anche dal punto di vista dell’occupazione”.

“La nostra è una Comunità a dimensione familiare, una ‘casa’ che integra o sostituisce in maniera temporanea la famiglia, accompagnando i ragazzi nei percorsi scolastici, di formazione professionale, di inserimento lavorativo e nelle attività del tempo libero – afferma la responsabile della Comunità Maria Virginia Staglianò –. Puntiamo a creare le condizioni per far rientrare i minori in un contesto familiare vero e proprio, quando possibile quello della famiglia di origine, o comunque per reinserirsi in maniera sicura e protetta nel tessuto sociale”.

A breve prenderanno il via anche nuove attività interne alla Comunità che vedranno i ragazzi protagonisti: un laboratorio di manutenzione del verde, per la risistemazione del giardino esterno, e un laboratorio di riciclo, per realizzare oggetti per la personalizzazione delle camere e degli ambienti comuni. E poi ancora un laboratorio di cucina, uno sul cinema, un altro intitolato “Ti parlo di me” per aiutare i ragazzi, anche attraverso disegni e immagini, a riflettere sulla propria storia e ad affrontare il cambiamento, e infine un laboratorio uno improntato ai giochi interattivi e di gruppo.

Inoltre - ed è questa un’altra novità - una psicologa sarà a disposizione dei ragazzi accolti per incontri e colloqui, così da rispondere in maniera sempre più mirata e tempestiva ai bisogni e alle esigenze. In questi anni la Comunità educativa Don Luigi Rossi ha instaurato collaborazioni con la Società Sportiva Massetana Calcio, con la cooperativa sociale Il Nodo di Follonica e con la Scuola di alfabetizzazione Cpa di Follonica. Con il progetto “Amicincucina-Trovamicincucina Ora si cucina noi” promosso con il supporto dell’Amministrazione comunale di Massa Marittimasono stati organizzati laboratori di cucina, mentre con il progetto Orto marzo, in collaborazione con Legambiente, i ragazzi hanno creato un orto nel giardino della struttura. 

Ora l’obiettivo è implementare le collaborazioni già esistenti e crearne di nuove: “Ci piacerebbe anche organizzare nei prossimi mesi una giornata in cui aprire la Comunità all’esterno – conclude Staglianò -, per far sì che le persone possano venire a conoscerci di persona e sentirsi davvero parte integrante di questo luogo”.

 

Pubblicato in Toscana

Nelle ultime settimane sono stati documentati 17 decessi per febbre emorragica in Repubblica Democratica del Congo (RDC), distretto sanitario di Bikoro, nella Provincia dell’Equatore. Dopo i test effettuati su 5 campioni, l’Istituto Nazionale per la Ricerca Biologica della RDC ha confermato che due di essi sono risultati positivi al virus Ebola.

“Medici Senza Frontiere ha già lavorato in passato al fianco delle autorità congolesi per prendersi cura di pazienti affetti da Ebola e contenere le epidemie”, dichiara Julien Raickman, capomissione di MSF nella Repubblica Democratica del Congo. “In questo momento a Bikoro è al lavoro un’équipe specializzata di MSF composta da medici, operatori esperti in igiene e potabilizzazione dell’acqua, promotori della salute, logisti e un epidemiologo. L’équipe sta lavorando con le autorità nazionali e altre organizzazioni internazionali per valutare la situazione e garantire che l'epidemia sia contenuta”.

MSF adatterà la propria risposta in base ai bisogni che emergeranno.

 

Pubblicato in Salute

Ultimo appuntamento della stagione Nest - Napoli est teatro - con il ritorno di Francesco Montanari a San Giovanni a Teduccio, l'indimenticabile Libano di Romanzo Criminale, premiato come Miglior Attore a Canneseries per la sua interpretazione ne «Il Cacciatore», la fiction in onda su Rai2. 

Anche questa volta ci regalerà una serata all'insegna del divertimento con "La più meglio gioventù", un reading d'effetto interpretato dallo stesso Montanari e dal suo amico e socio Alessandro Bardani. Rappresenta il lato più leggero e dissacrante della scrittura di Bardani e Montanari, con uno stile che si ispira a film come "Clerks" e "Coffee and cigarettes" e al teatro canzone di Gaber. Non mancano richiami a Woody Allen, Ben Stiller ma anche Pier Paolo Pasolini, Marco Tullio Giordana ("La meglio gioventù") e a Samuel Beckett ("Aspettando Godot"). 

Francesco e Alessandro nei panni di loro stessi, si ritrovano a scambiare opinioni sul mondo che li circonda, a esprimere e condividere ansie del tempo attuale, parlando apertamente a ruota libera, con un' unica convinzione: "Dobbiamo sistemare le cose... Ma domani però, tanto c'è tempo...". In un' atmosfera che vede mischiare sacro e profano. Battute fulminanti, sarcastiche, ironiche e frizzanti sono alla base del reading. 

Montanari e Bardani sono alla loro ennesima collaborazione. Hanno già recitato insieme nella serie tv "Romanzo Criminale", nella sketch-comedy per Repubblica.it "Felici & Contenti - Pillole di Becchinaggio", scritta da Bardani stesso, collaborato ancora nel cortometraggio pluripremiato e Nominato ai David di Donatello "Ce l'hai un minuto?", scritto e diretto da Bardani, che vede tra gli interpreti oltre a Montanari anche Giorgio Colangeli, poi ancora insieme nel reading tributo a Girgio Gaber "Grazie ancora Signor Gaber", nello spettacolo teatrale campione di incassi "Il più bel secolo della mia vita", con Bardani impegnato come autore e regista insieme a Luigi Di Capua dei The Pills e Montanari come co-protagonista nuovamente con Giorgio Colangeli e presentato il programma estivo "Happy Hour" su Radio 2. 

 

Pubblicato in Campania

E’ riciclabile, antisismico ed è lo sviluppo italiano di un sistema costruttivo giapponese. E’ il nuovo centro Polifunzionale di Accumoli (Rieti), uno dei paesi più colpiti dal terremoto del  2016. La struttura si chiama “Accupoli”  il nuovo centro di aggregazione destinato ad ospitare  eventi e incontri per la collettività ed è la prima struttura in Italia realizzata, nelle parti portanti, in legno compensato.

La struttura è stata realizzata grazie ad una gara di solidarietà di molti soggetti che vale circa 300mila euro: oltre al contributo della Compagnia di San Paolo e di Acri (l’associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria) anche l’Auser ha contribuito con 32mila euro, frutto di una parte della raccolta fondi nazionale scattata all’indomani del sisma. Con i fondi che sono stati messi a disposizione, l’Auser ha contribuito alla realizzazione della rampa d’accesso esterna alla struttura ed agli arredi interni.

La struttura di Accumoli è stata progettata da Help 6.5, acronimo di Housing in Emergency for Life and People, l’associazione fondata a luglio 2017 dall’architetto torinese Lorena Alessio, ricercatrice al Politecnico di Torino, e da un pool di studenti ed ex studenti dell’ateneo stesso. La nascita di Accupoli s’inserisce nella collaborazione fra il Politecnico di Torino e il Kobayashi Lab di Tokyo ed è lo sviluppo concreto di un modulo sperimentale nato sulla falsariga del sistema costruttivo Veneer House, messo a punto dal professor Hiroto Kobayashi dopo il terremoto del Tohoku del 2011, che provocò uno tsunami e il disastro di Fukushima.

Il progetto  è stato selezionato in Arcipelago Italia e sarà esposto al Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia di quest’anno. L’inaugurazione è fissata per il 27 maggio alle ore 11 ad Accumoli.

 

Pubblicato in Lazio

Sette cooperative di comunità e nove startup. Sono 16 le nuove cooperative che si stanno costituendo nell’area del cratere del sisma che nel 2016 ha colpito l’Italia Centrale, sostenute con 235mila euro dal bando lanciato da Legacoop nazionale, grazie alle risorse donate dalle cooperative e dai soci che hanno scelto di partecipare alla campagna di solidarietà. Il bando “Centro Italia Reload – rigenerare comunità nelle terre del Rinascimento Italiano” era uscito il 16 ottobre scorso e si era chiuso tra fine dicembre (per le startup) e fine gennaio (per le cooperative di comunità) ed era dedicato alle nuove iniziative cooperative attivate nei 140 Comuni inseriti nel cratere sismico dell’Italia centrale

“Il modello cooperativo per natura si radica nel territorio – spiegava il presidente Mauro Lusetti – e promuove collaborazione tra i membri della comunità, creando così opportunità di lavoro e favorendo processi di coesione sociale e sviluppo sostenibile. Obiettivi particolarmente urgenti qui, per fare argine ai processi di spopolamento che il terremoto rischia di accelerare, in territori per altro con un patrimonio artistico, culturale e paesaggistico unico”.

Il bando, come accennato, era suddiviso in due sezioni. La prima, per la quale erano a disposizione 100mila euro, era dedicata alla nascita di nuove cooperative di comunità, ovvero imprese costituite da cittadini e altri attori locali per il miglioramento della qualità della vita e l’interesse generale della collettività. La seconda sezione era dedicata invece a nuove imprese cooperative da costituire o costituite dal 25 agosto 2016.

Sette nuove cooperative di comunità

Si chiama Back To Campi ed è il progetto nato per rivitalizzare la frazione di Campi di Norcia, 150 abitanti, 90% delle abitazioni inagibili, patrimonio artistico e monumentale perduto, ma dove nessuno ha accettato di lasciare il paese. E attorno alla Pro Loco è nato il progetto di rilancio valorizzando la natura. Tanto bella quanto spietata. Il progetto prevede tra l’altro la realizzazione di un polo sportivo attrezzato e una zona ricettivo turistica per accogliere amanti della montagna, gestendo tra l’altro area per 70 camper, un bar e ristorante, una piscina all’aperto. A Camerino, il progetto Cam- On punta su eventi culturali, aggregazione giovanile e catalogazione digitale del patrimonio culturale attraverso uno stretto legame con l’Università di Camerino.

A Montefalcone Appennino, nelle Marche, la coop di comunità Cammini Farfensi partendo dall’esperienza sviluppata da 9 insegnanti con 95 alunni realizzerà un laboratorio multisensoriale, caratterizzando ognuno dei 6 comuni dell’area con una fragranza, per un progetto di marketing innovativo per valorizzare patrimonio artistico e naturalistico, e realizzerà un atelier di arti e mestieri, per mantenere vive e rendere attrattive le radici del territorio.

La cooperativa di comunità del Ceresa, nella marchigiana Roccafluvione, ai bordi della Salaria, tra i Parchi nazionali dei Monti Sibillini e del Gran Sasso-Laga, si occuperà con una compagine di soci tra i 20 e i 40 anni, di assicurare manutenzione dei boschi, riattivazione dei vecchi castagneti, valorizzazione del Marrone del Ceresa, reintroduzione della canapa, creazione della filiera bio del lampone, manutenzione dei sentieri e creazione di una struttura ricettiva multifunzionale.

A Colledara la coop di comunità Il Riscatto vuole realizzare il primo campeggio eco-sostenibile ad impatto zero dell’Abruzzo, attorno alla gestione e valorizzazione della Riserva naturale “Fiume Fiumetto”. Lo farà mettendo insieme, tra l’altro, l’associazione Ri-Scossa composta da una cinquantina di giovani (età media 29 anni) l’Associazione Italiana Turismo Responsabile e l’azienda teramana under 30 Eldar Lab, un team di ingegneri, tecnici e creativi ideatori delle tende sospese, che saranno ancorate tra le chiome degli alberi, sospese ad altezze variabili. Il camping potrà contare anche su un impianto di fitodepurazione delle acque e un impianto fotovoltaico.

A Comunanza nasce nell’ambito delle azioni di Slow Food – dai Mercati della Terra al progetto La buona strada – la Cooperativa di Comunità dei Sibillini. Una delle novità rispetto al passato è la valorizzazione del Lago di Gerosa, considerata come la porta d’ingresso dei Sibillini, con attività di pesca sportiva e attracco idrovolanti, affitto di canoe, gestione dell’accoglienza e promozione turistica, affitto mountain bike e cicli a pedalata assistita, punto vendita prodotti enogastronomici locali, organizzazione tour e realizzazione pacchetti turistici.

Si chiamerà Terre del Fiastrone la coop di comunità che avrà sede a Camporotondo, nelle Marche, che punta sulla valorizzazione del marchio collettivo Fiastrone Natura e sulla valorizzazione delle risorse agricole. La prima attività sarà relativa alla pulizia e cernita delle granaglie e legumi prodotti dai soci ma anche conto terzi. Successivamente, usando i proventi dell’attività di prima fase, verrà costruito un molino a pietra per la molitura dei cereali e la produzione di farine e semole adatte alla panificazione e pastificazione. Terza attività organizzata sarà il recupero di terreni abbandonati

La carica delle nove startup

La più conosciuta la Turismo Terre Vestine, cooperativa costituita da ex dipendenti – dai 16 ai 35 anni – dell’Hotel Rigopiano distrutto dalla valanga, che a Farindola gestisce una struttura, chiamata “La Cuccumella”, che coinvolge l’intera comunità locale. Il ristorante verrà ampliato con la realizzazione di una foresteria per dare accoglienza anche ai gruppi di turisti e con noleggio di Mountain bike, E-bike, sci da fondo e ciaspole, che i turisti potranno utilizzare insieme alle videocamere GoPro.

Gie Impianti vuole sostenere la trasformazione digitale, a partire dallo stabilimento di Matelica della Merloni, danneggiata dal sisma. Dalla manutenzione predittiva al controllo di tutte le fasi della produzione, la giovane coop vuole assicurare alle imprese del territorio e non solo la possibilità di imboccare la strada di Impresa 4.0, garantendo anche la formazione degli operatori. Il progetto Agricoltura sociale 2.0 prevede la costituzione di una cooperativa sociale di tipo B a valenza agricola per l’inserimento lavorativo continuativo di giovani con disagio, con particolare riguardo a giovani autistici, nella quale sono privilegiate le colture biologiche, le sementi autoctone del territorio piceno, con annesso laboratorio di trasformazione. Una web app garantirà la possibilità di vendere i prodotti ovunque.

L’associazione Carta Bianca si trasformerà in una cooperativa editoriale per far evolvere il progetto legato alla testata giornalistica “Spoleto’s”, presente anche online (www.spoletos.it). Un mensile di 12 pagine, tiratura iniziale 5mila copie, venduto in edicola anche insieme a libri sulla storia, l’arte, le tradizioni locali. Un’attività editoriale a cui si affiancherà la promozione di eventi e la formazione attraverso stage indirizzati ai giovani aspiranti giornalisti. Il progetto L’oro dei Piceni punta invece a valorizzare il territorio di Ascoli puntando su percorsi enogastronomici ed esperienziali, dall’organizzazione di grandi eventi sul territorio che valorizzino le eccellenze locali all’attività di wedding planner, con particolare focus sugli stranieri che vogliono vivere un matrimonio “italiano”. Tutte le attività saranno fruibili attraverso sito web e app.

Risorgiarquata è una coop agricola per valorizzare la produzione di vini di qualità a partire dal vitigno Pecorino, che ha avuto come culla proprio il territorio di Arquata del Tronto. Gli agricoltori che aderiranno impianteranno nuovi vigneti, le uve prodotte verranno conferite alla cooperativa che si occuperà della trasformazione e della vinificazione e quindi della commercializzazione e della promozione dei vini prodotti, realizzando anche una sala degustazione, un punto espositivo e vendita.

Con una piattaforma informativa il progetto Via Terra di Amandola si occuperà di vendita, commercializzazione e marketing per i produttori agricoli e agroalimentari di più aziende, che da sole non avrebbero la forza per sostenere un progetto di questo tipo. The Sign sarà invece una coop tra tre professionisti che, ad Offida, si occuperanno di progettazione edilizia e servizi di progettazione anche innovativi, utilizzando le tecnologie informatiche.

A Spoleto, infine, l’impresa sociale Urban Factory lancerà una serie di servizi e opportunità innovative. Nasceranno così il Digital lab Building Information Modeling, un laboratorio che offre servizi nell’ambito della modellazione e simulazione digitale di processi di progettazione, costruzione e gestione dei sistemi edilizi; un coworking; un laboratorio digitale per le disabilità, punto d’incontro fra designer, maker, informatici, artigiani digitali e persone disabili per realizzare prodotti mirati; un laboratori per la registrazione audio-video per chi vuole investire in campo artistico e un bar – ristorante per valorizzare i prodotti e sostenere la condivisione.

Al fianco di questi progetti Legacoop ha ritenuto destinare una parte delle risorse all’accompagnamento di due progetti, Ri-Up e Prossimità in continuità, particolarmente validi dal punto di vista contenutistico, ma ancora poco maturi per essere finanziati, per questo Legacoop nazionale ha affidato a Legacoop Marche le risorse necessarie ad accompagnare questi progetti per portarli alla costituzione.

 

Pubblicato in Nazionale

Mani molto forti, sempre coperte di polvere e dall’immancabile smalto rosa che le ha permesso di scalare con un sorriso anche le vette altissime della libertà. La storia di Nasim Eshqi, la scalatrice più famosa dell’Iran, arriva sulla piattaforma Eppela grazie alla regista viareggina Francesca Borghetti che, dopo aver presentato proprio i giorni scorsi la bozza del suo progetto al Trento Film Festival, spera di vederlo diventare un vero e proprio film.

Scade il 5 giugno la raccolta fondi per la realizzazione di ‘Climbing Iran’, il film dedicato alla storia della ‘scalatrice dallo smalto rosa’ che, ad oggi, conta quasi 50 sostenitori e oltre 2mila euro di donazioni. Una storia mai stata raccontata, quella della climber di Teheran, che è diventata già il simbolo dell’emancipazione: cresciuta in un contesto popolare e tradizionalista, Nasim ha seguito il richiamo degli spazi aperti e delle immense, magnifiche, montagne persiane ed ha deciso di esplorare territori nuovi, andando oltre quelle barriere imposte che consentono alle donne di praticare solo su pareti “indoor” nelle palestre, solo in determinati orari, tra donne e col capo coperto dal velo. Come donna è la pioniera dell’arrampicata sportiva all’aperto, dove un manipolo di giovani donne oggi la seguono.

Ma nel free climbing è fondamentale la presenza di un compagno di cordata, ed è difficile per Nasim trovare la persona giusta con cui assumersi nuove sfide al suo livello ed aprire “nuove vie” in Iran. La montagna da scalare infatti non è solo fisica, è fatta anche di barriere culturali: gli uomini più esperti non sono facilmente disponibili, se sono religiosi o sposati non vanno ad arrampicare con una donna, le ragazze, al momento, non sono esperte quanto lei. Quando riesce ad ottenere il visto viaggia molto partecipando a festival di free climbing in Turchia, Oman e talvolta in Europa, dove può cimentarsi sulle Alpi, patria dell’alpinismo e del climbing.

È così che la scalatrice con lo smalto rosa accumula l’esperienza che l’ha resa una fuoriclasse a tal punto da fare del free climbing outdoor, unica in Iran, la sua professione. In Iran sul Monte Behistun, un enorme promontorio che si erge nel deserto, antico luogo sacro e oggi patrimonio dell’Unesco, Nasim vuole realizzare la sua nuova impresa e dare il nome ad una “nuova via” in un percorso di autodeterminazione e riconoscimento che lotta con la necessità vitale di rimanere nell’ombra. In Europa, dove centinaia di brand si competono il mercato, si apre la possibilità per Nasim di aprire una nuova via proprio sulle Alpi ed entrare a pieno titolo nel gotha dell’alpinismo. In questa epopea, la montagna è l’ambiente in cui si compie l’azione cruciale, è il luogo in cui la vera fatica, la sfida fatale, diventa luogo di libertà. Una dimensione che riposiziona l’uomo di fronte ai suoi limiti e relativizza la sua smania di controllo, l’onnipotenza delle sue ideologie.

Quando scala, di fatti, lo fa senza velo: “Il vento lo porta via”, dice Nasim. E con lo smalto rosa sulle unghie: “Mi chiedono spesso perché mi metto lo smalto visto che arrampicando si scheggia. Lo so, ma mi piace vederlo quando scalo e la sera, quando mi guardo le mani ed è tutto rovinato sono contenta, vuol dire che ho fatto un buon lavoro”. “Ho sviluppato per un anno e mezzo il progetto fino ad arrivare ad una sceneggiatura piuttosto dettagliata – spiega la regista Francesca Borghetti - ho realizzato una prima intervista e, successivamente, ho effettuato un viaggio di sopralluogo in Iran. Figura chiave del viaggio è stata Hamid Habibzadeh, free climber. Grazie al sostegno di amici e amiche ho deciso di pensare ad una campagna di crowdfunding che permetta al documentario di continuare a costruirsi. Con questo progetto – conclude la regista - vorrei contribuire alla crescita del dialogo interculturale tra Italia e Iran e rivelare qualcosa che il normale ‘discorso’ sul’Iran non trasmette: l’energia positiva delle sue persone, un paese dinamico e complesso”.

Come verranno utilizzati i fondi Il sostegno dei donatori, che mira a una quota finale di 10mila euro, sarà prezioso per contribuire alle riprese in Iran e sarà investito in particolare per la settimana di riprese speciali, quelle che avranno bisogno di un allargamento della troupe anche con elementi tecnici che possano garantire le riprese sul monte Besotun.

La regista nata nel 1971 a Viareggio, Francesca Borghetti si occupa di documentari dal 2000, maturando esperienza nell’ ideazione, scrittura, produzione, regia di prodotti audiovisivi in particolare nel documentario narrativo. E’ autrice e regista di Viva la mamma, mini serie doc trasmessa da Arturo Tv. Ha firmato come autrice la serie di documentari “Dancing Stories” prodotta da Rai 5, firmando come autrice e regista anche la serie "Un mondo di Donne" prodotta da Userfarm per Rai Storia.

 

 

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Un libro per chi nella propria casa vuole cerca solo un luogo da abitare ma anche il senso di comunità andato smarrito nella società moderna e nelle nostre città caotiche. Esce a maggio - mese dell'abitare collaborativo - “Cohousing. L’arte di vivere insieme”: Una mappatura, la più aggiornata, di tutte le esperienze di “abitazione collaborativa” già attive o in cantiere in Italia, che ne racconta al contempo le caratteristiche distintive: gli spazi e i servizi messi in comune, le pratiche sostenibili, le "porte aperte" al quartiere, la creazione di un welfare diffuso e basato sulle relazioni.

L'assunto è quindi che, nel cohousing, La “densità” urbana possa rappresentare un’opportunità piuttosto che un problema, là dove "vivere insieme" diventa un punto di forza e il condominio da luogo proverbiale per le liti, diventa un laboratorio di innovazione sociale. Le esperienze di questo libro raccontano infatti una straordinaria normalità, dove le pratiche di mutuo aiuto sono quotidiane e la condivisione è sinonimo di qualità della vita. Questo "manuale" spiega in modo chiaro e comprensibile la natura, lo spirito e la prassi del cohousing.

La prima parte del libro riporta, attraverso le voci dei "co-abitanti", le principali motivazioni che hanno portato a scegliere l'abitare collaborativo: il bisogno di relazioni autentiche, l'esigenza di spazi e opportunità che da soli non ci si potrebbe permettere, la condivisione di pratiche _green _e virtuose come la scelta di energie da fonti rinnovabili o il Gruppo d'acquisto solidale, l'apertura al quartiere e ad interventi nel sociale - come l'accoglienza a famiglie fragili e molti altri- . Oltre all'opportunità di conseguire un non trascurabile risparmio.

La seconda parte analizza i dati tratti dalla prima “Mappatura dell’abitare collaborativo in Italia”, curata da Housinglab e traccia - attraverso numeri e infografiche - una vera e propria "carta di identità"del cohousing e dei suoi co-abitanti. Enumera gli spazi, i servizi e le attività collaborative che si possono attivare tra gli abitanti, - dall'orto alla lavanderia in comune, dalla macchina collettiva al salone per le feste. Con un elenco dei cohousing e della "case collaborative" del nostro Paese, corredate da tutti i riferimenti.

L’ultima parte ospita i contributi di numerosi esperti che rispondono alle Faq, le domande più frequenti e importanti per chi inizia un percorso di abitare collaborativo: ad esempio se è meglio costruire o ristrutturare, quale forma giuridica adottare, come si gestisce in concreto un cohousing, comne si scrive un "regolamento", come prendere le decisioni e prevenire i conflitti, quali rapporti instaurare con la Pubblica Amministrazione. Una guida a tuttii passi del percorso, inclusi i costi da affrontare e le possibili fonti di finanziamento.

Paolo Mazzoleni, architetto definisce l'esperienza una "casa estesa" e scrive nella prefazione: "Un edificio collaborativo può essere una soluzione efficace alle necessità e ai bisogni di chi lo abita, ma può anche essere alimento straordinario per ciò che lo circonda. Una comunità che condivide spazi e servizi è un campo aperto dove coltivare convivenza. Un processo che richiede partecipazione attiva e continua è inevitabilmente, una palestra di cittadinanza, (…) un incubatore di urbanità".

Le riflessioni di Gabriele RabaiottI, Assessore alla Casa e ai Lavori Pubblici, Comune di Milano, Giordana Ferri, direttore Esecutivo di Fondazione Housing Sociale e Marta Mainieri, fondatrice di Collaboriamo offrono infine una pluralità di visioni sul tema dell'abitare collaborativo e invitano a "aumentare la scala", proiettando le esperienze su una dimensione di città. Scrive Rabaiotti: "Perché è importante un progetto sociale dell'abitare? Perché rimarca l'importanza della dimensione 'micro', della relazione, del rapporto interpersonale, del vicinato, rispetto al modello di pianificazione 'macro' che lavora sul grande spazio o sul servizio pubblico, sulla grande attrezzatura".

 

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