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Lunedì, 24 Settembre 2018

Articoli filtrati per data: Martedì, 15 Maggio 2018 - nelPaese.it

VivicittàRunforPalestine, organizzata da Uisp con Terre des Hommes Italia e Fondazione Kanafani, ha visto un ramoscello d’ulivo come simbolo della giornata, usato dai bambini come testimone della staffetta che li ha visti protagonisti. Una giornata speciale, con le famiglie dei bambini che vivono nei campi profughi palestinesi sugli spalti ad applaudire, in pista anche tante bambine e ragazzi con disabilità, che hanno corso insieme agli altri.

 “Vivicittà a Sidone è stato un valido esempio di come si debba partire dal basso – dice Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp - attraverso buone pratiche, offrendo occasioni di incontro tra popoli diversi, mescolando le culture e utilizzando l'attività sportiva come veicolo per una più approfondita conoscenza delle differenze. È il presupposto necessario per un futuro di pace nel mondo”.

Nella medesima giornata, nella stessa area mediorentale, a circa 250 chilometri a sud di Sidone, si consumava una delle stragi più gravi della storia, con circa 60 vittime e 2.500 feriti nella striscia di Gaza: “Era prevedibile, tutti non potevano che immaginare ciò che ieri è accaduto come effetto dell'apertura dell'Ambasciata americana a Gerusalemme – prosegue Manco - Quei morti e quei feriti si potevano evitare. Nel mondo che diventerà sempre più complesso c'è bisogno di ascolto, di dialogo, di predisposizione al compromesso. Gli atti di forza hanno sempre portato dolore”.

La delegazione Uisp in Libano oggi è rientrata a Beirut ed ha visitato il campo profughi di Sabra e Shatila. Questo pomeriggio incontrerà i rappresentanti della Fondazione Terre des Hommes con i quali l’Uisp sta promuovendo progetti di cooperazione internazionale in Libano.

Pubblicato in Dal mondo

Debutta a Napoli la terza edizione di “Riprenditi la vita”, la campagna informativa sulla Fibrillazione Atriale (FA) e sull’importanza di tenerla sotto controllo per evitare ictus invalidanti, organizzata daA.L.I.Ce. Italia Onlus, Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale. Venerdì 18 maggio in Piazza Dante verrà allestito uno stand, messo a disposizione dalla Protezione Civile, all’interno del quale il pubblico potrà usufruire gratuitamente di uno screening qualificato di pressione arteriosa e fibrillazione atriale, realizzato con il prezioso supporto di Neurologi e personale infermieristico locali, oltre che dai volontari di A.L.I.Ce. Campania Onlus.

Il tour informativo, che ha ottenuto il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Napoli, dell’Italian Stroke Organization(ISO), della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), della Società Italiana di Neurologia (SIN) e dellaSocietà Neurologi Ospedalieri (SNO), toccherà in tutto 10 città italiane, concludendosi a Roma il prossimo 29 ottobre, data in cui si celebra la Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale. Obiettivo della campagna è quello di estendere il messaggio di prevenzione all’intera popolazione, portandolo sul territorio, grazie alla collaborazione con le associazioni locali di A.L.I.Ce. Italia Onlus

La prevenzione in Campania è quanto mai indispensabile: “Ogni anno nella nostra Regione si verificano circa 9.000 nuovi casi di ictus ischemico e 3.000 di ictus emorragico – dichiara Giuseppe Russo, fondatore e Presidente onorario di A.L.I.Ce. Campania Onlus. La mortalità causata da questa patologia è la più alta d’Italia; negli ultimi 10 anni, a causa della mancanza della Rete Ictus, sono stati ben 5.500 i decessi e oltre 14.000 le persone gravate da unadisabilità che potevano essere evitati. Oggi, solo 1 persona colpita da ictus su 100 riceve, nei tempi indicati – cioè le prime 4, 5 ore - la terapia salvavita contro il 64% della Liguria e l'85% della Lombardia. La copertura delle Stroke Unitè appena del 9% (con solo tre Stroke Unit attive a Napoli, Salerno e Avellino), sebbene non dotate di tutti gli standard assistenziali essenziali, contro il 95 % del Veneto, il 120% dell'Umbria e il 166% della Valle d' Aosta”. 

Le persone affette da fibrillazione atriale e in trattamento con anticoagulante vedono le proprie attività limitate. Ilrischio di emorragia, che può conseguire a operazioni o incidenti anche banali, infatti, è un fattore che cambia drasticamente la qualità e le prospettive di vita futura, sia nel paziente sia nel caregiver. Queste limitazioni vengono oggi ridimensionate dalla possibilità di reversione dell’effetto anticoagulante, restituendo al paziente qualità di vita: proprio da qui nasce il claim “Riprenditi la vita” che dà il nome all’iniziativa di A.L.I.Ce Italia Onlus.

Per amplificare la dimensione empatica del messaggio ed enfatizzare il concetto della libertà riacquistata e della migliorata condizione del paziente, che può finalmente riprendere in mano la propria vita, l’evento vede la partecipazione di unaéquipe di illustratori professionisti che offrono la possibilità ai passanti di venire ritratti con una passione, nascosta o “perduta”, che vorrebbero riportare nella propria vita.

La disponibilità oggi della reversibilità dell’azione anticoagulante dei farmaci permette a entrambi i soggetti di vedere diminuito l’impatto della malattia sulla qualità di vita. Il paziente può così ricominciare a svolgere qualsiasi tipo di attività con meno preoccupazione, perché, in caso di necessità, può contare sull’effetto immediato della reversibilità; il caregiver potrà, a sua volta, assistere il proprio caro con meno ansia e preoccupazioni, con un giovamento fisico e psicologico della qualità della vita di entrambi.

Il calendario completo dell’iniziativa è disponibile sul sito www.riprenditilavita.it. Qui sarà possibile avere maggioriinformazioni sulla patologia, conoscere le tappe della campagna e condividere la propria storia, ricevendo in cambio un ritratto. Tutti i ritratti realizzati dagli artisti e le storie raccolte in piazza e sul web andranno a popolare una gallerydedicata, nella quale il messaggio “Riprenditi la vita” acquisirà forza e coralità.

L’ictus cerebrale

L’ictus cerebrale è una patologia che, nel nostro Paese, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Circa la metà degli italiani che ne vengono colpiti ogni anno rimane con problemi di disabilità anche grave: le persone che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 940.000, ma il fenomeno è in crescita, oltre che per l’invecchiamento progressivo della popolazione, anche perché tra i giovani è in aumento l’abuso di alcool e droghe.

La Fibrillazione Atriale

La Fibrillazione Atriale è il tipo più frequente di aritmia cardiaca cronica. La sua prevalenza, attualmente pari all’1,5-2% della popolazione generale (ma al di sopra degli 85 anni interessa quasi una persona su cinque) è destinata ad aumentarenotevolmente, ed è passata da 6,3 milioni nel 2007 a 7,5 milioni nel 2017.  Le condizioni predisponenti o che favoriscono la progressione della malattia sono: ipertensione arteriosa, obesità, diabete mellito, insufficienza renale cronica, ipertiroidismo e tutte le malattie cardiache organiche (cardiopatie congenite, coronaropatia, malattie valvolari, scompenso cardiaco). La FA può essere anche favorita dall’abuso di alcol, droghe e caffeina e, in molti casi, può essere silente e manifestarsi in assenza di fattori predisponenti.

In Italia, sono circa 1 milione le persone con FA, aritmia che è la causa di circa il 20% degli ictus ischemici. I dati, però, non tengono conto di tutti quei pazienti colpiti da episodi FA asintomatica. Chi è affetto da FA vede aumentare da 4 a 9 volte, a seconda dell’età, il rischio di ictus tromboembolico, che risulta in genere molto grave e invalidante; infatti,l’ictus causato da FA tende ad essere più grave perché l’embolo che parte dal cuore chiude arterie di calibro maggiore, con un danno ischemico a porzioni più estese di cervello. Questa forma di ictus determina una mortalità del 30% entro i primi tre mesi dall’evento e lascia esiti invalidanti in almeno il 50% dei pazienti.

La campagna è realizzata grazie al supporto non condizionato di Boehringer-Ingelheim.

A.L.I.Ce. Campania Onlus è una Associazione di volontariato nata nel 2000, che aderisce alla Federazione ALICe Italia. A Napoli, Salerno, Caserta e Nola volontari ed operatori svolgono attività di supporto alle persone ed alle loro famiglie attraverso programmi di reinserimento nell’ambito della “Community” ALICe Incontra. Sin dalla sua fondazione, A.L.I.Ce. è inoltre impegnata in attività di divulgazione scientifica e prevenzione ed in primo luogo in una dura battaglia per dotare anche la nostra Regione di una efficace rete tempo dipendete per l’emergenza Ictus.

A.L.I.Ce. Italia Onlus è una Federazione di associazioni di volontariato diffuse su tutto il territorio nazionale, oltre 80 tra sedi e sezioni regionali e locali, le quali, pur autonome e indipendenti nelle proprie attività, collaborano al raggiungimento di comuni obiettivi statutari a livello nazionale, tra cui: diffondere l’informazione sulla curabilitàdella malattia, sul tempestivo riconoscimento dei primi sintomi e sulle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza anche attraverso i media; sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening; tutelare il diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio nazionale livelli di assistenza, uniformi ed omogenei.

Loro peculiarità è quella di essere le uniche ad essere formate da persone colpite da ictus, dai loro familiari e caregiver, da neurologi e medici esperti nella diagnosi e trattamento dell'ictus, medici di famiglia, fisiatri, infermieri, terapisti della riabilitazione, personale socio-sanitario e volontari. Sono associazioni senza scopo di lucro, democratiche, apolitiche, con personalità giuridica e non, iscritte nei registri regionali delle associazioni di volontariato.

 

Pubblicato in Salute

 Sviluppare soluzioni di autoimprenditorialità e microimpresa per persone vulnerabili e persone svantaggiate anche con disabilità, dal 14 al 18 maggio Pordenone ospiterà il penultimo appuntamento del progetto europeo Ctrl+Alt+EnterPrise, guidato dall'Azienda per l'Assistenza Sanitaria n° 5 (ente capofila) con partner locali la Cooperativa sociale Itaca, il Comune di Pordenone (in qualità di ente gestore dell'Ambito Urbano 6.5) e Soform Scarl (Pordenone).

Nella sede della Fondazione Well Fare in via Luigi Sturzo 8, si svolgeranno cinque intense giornate dedicate alla formazione, che si concentrerà sulla valutazione e revisione del modello di lavoro e degli strumenti alla luce dei risultati della sperimentazione nei diversi Paesi. A giugno, sempre a Pordenone, i risultati finali verranno presentati in anteprima nell'evento conclusivo del progetto Erasmus +.

Ricco il programma delle giornate: i partner, oltre ad analizzare i punti di forza e di debolezza di modelli, strumenti e procedure in vista del Multiplier Event che si terrà a giugno a Pordenone, potranno condividere anche la situazione del processo in ogni Paese coinvolto e confrontarsi sui risultati ottenuti tra procedure attivate e contesti organizzativi. Sono previsti anche degli approfondimenti tematici sulla comunicazione con le persone svantaggiate, sull'autoimprenditorialità e l'inclusione lavorativa. Ampio spazio sarà dedicato alla study visit presso i partner locali e in particolare la Fondazione Well Fare, stakeholder fondamentale nella realizzazione della sperimentazione in Italia.

Lanciato a dicembre 2015 a Pordenone, "Ctrl+Alt+EnterPrise. Self-employment for social inclusion of vulnerable people" è un progetto Erasmus + co-finanziato dall'Unione Europea che punta all'integrazione sociale e lavorativa di persone svantaggiate in condizione di particolare fragilità e vulnerabilità, con l'obiettivo più ampio di concorrere al miglioramento e alla modernizzazione di politiche, strategie e misure relative alla formazione e inclusione socio-lavorativa attraverso la messa in rete di risorse istituzionali, professionali e territoriali. Oltre a quelli già citati, il partenariato è composto da Mag Verona - Società mutua per l'autogestione, Skup - Skupnost privatnih zavodo (Slovenia), Anatoliki S.A. - Development Agency of Eastern Thessaloniki's Local Authorities (Grecia) e Epralima - Escola Profissional do Alto Lima (Portogallo).

Una decina le sperimentazioni d'impresa già partite o in fase d'avvio nei quattro Paesi, oltre 170 le persone vulnerabili raggiunte e/o formate. Per quanto riguarda l'Italia e il Friuli Venezia Giulia in particolare, le sperimentazioni sono state attivate grazie anche al prezioso coinvolgimento della Fondazione Well Fare  di Pordenone per il microcredito, il cui ruolo è stato fondamentale nel coniugare i temi della formazione e del microcredito. Altrettanto fondamentale il processo di accompagnamento (in un'ottica non meramente assistenziale) e tutoraggio, finanche dal punto di vista del supporto psicologico alle persone, attivato nella sperimentazione in provincia di Pordenone e curato in stretta sinergia da Cooperativa Itaca e Fondazione Well Fare. Tra i punti di forza il coinvolgimento degli stakeholders locali, che ha consentito al progetto guidato dall'Aas5 Friuli Occidentale la possibilità di creare reti per aprire confronti e per valorizzare le competenze professionali delle persone coinvolte.

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Con l’incontro sul tema "Costruire la comunità educante" a partire da una sperimentazione su spazi e metodi - rivolto in particolare a docenti, operatori culturali e socio assistenziali – in programma martedì 15 maggio 2018 dalle ore 15 alla Casa delle Arti e dei Mestieri del Pio Monte della Misericordia (Napoli) prende il via Arteteca Ludoteche museali contro la povertà educativa un progetto selezionato da Con i bambini Impresa Sociale nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile finalizzato alla realizzazione di due spazi permanenti di apprendimento e di gioco, uno presso il Pio Monte della Misericordia nel Centro storico di Napoli e l’altro presso l’Anfiteatro Campano e Museo dell’Antica Capua a Santa Maria Capua Vetere, con l’obiettivo di accogliere fino a 200 bambini di 3/6 anni in condizione di povertà educativa.

“I dati riportati nel Rapporto sulla povertà educativa da noi promosso - dichiara Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione con il Sud e impresa sociale Con i bambini - fanno emergere che i Comuni delle Province campane sono tra quelli in cui mancano i più elementari servizi per la prima infanzia, a scapito del cospicuo numero di minori di età compresa tra 0-2 anni. Basti pensare a quanti bambini non hanno la possibilità di frequentare un asilo nido, una ludoteca, o a quanti non hanno accesso ai servizi di base necessari alla loro crescita psicofisica”. L’impresa sociale Con i Bambini, interamente partecipata dalla Fondazione Con il Sud, incaricata dell’attuazione degli interventi del Fondo per il contrasto della Povertà Educativa Minorile, istituito dalle Fondazioni di origine bancaria, con il sostegno del precedente Governo che ha riconosciuto un consistente credito d’imposta, avente una dotazione triennale di 360 milioni di euro, ha individuato nel progetto Arteteca ludoteche museali un valido strumento in grado di contrastare il fenomeno della povertà educativa, generando buone pratiche e coinvolgendo non solo le scuole, ma le intere comunità del territorio.

“Cooperare con la scuola e la famiglia ed interpretare lo straordinario patrimonio storico-artistico italiano come risorsa per lo sviluppo delle comunità e come opportunità per le generazioni più giovani e più fragili affinchè Arteteca che oggi coinvolge bambini residenti nella IV Municipalità del Comune di Napoli e a Santa Maria Capua Vetere possa diventare presto un label diffuso” è pertanto il quotidiano e concreto obiettivo espresso da Carla Capaldo, di Associazione CO.R.A.Onlus Napoli, responsabile del progetto, che con queste parole introduce i temi del convegno Costruire la comunità educante.

È un’occasione per presentare i contenuti e gli aspetti organizzativi oltre che i termini di adesione di Arteteca ludoteche museali alla città e, al pubblico, in particolare, di docenti, operatori culturali e socio assistenziali quali attori essenziali sui territori per raggiungere i veri destinatari del progetto ovvero i bambini dai 3 ai 6 anni, residenti nella IV Municipalità del Comune di Napoli e a Santa Maria Capua Vetere, in condizione di povertà educativa, individuata attraverso indicatori qualitativi e quantitativi che vanno dall’ISEE familiare alla frequenza scolastica, dalla partecipazione ad attività ludico-formative territoriali alla presa in carico da parte dei Servizi Sociosanitari.

Ai saluti istituzionali del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, dell’assessore alla scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri, del presidente Fondazione Banco Napoli Assistenza Infanzia Patrizia Stasi, del Direttore Polo Museale della Campania Anna Imponente e del Soprintendente del Pio Monte della Misericordia Alessandro Pasca di Magliano seguirà, nel pomeriggio del 15 maggio, un confronto sulle politiche culturali, tra settore pubblico e settore privato, messe in campo per sperimentare forme di contrasto efficaci e innovative alla povertà educativa al fine di individuare concreti strumenti per la buona crescita del bambino tra corpo, mente e ambiente sociale.

 

Se ne discuterà, tra gli altri, con il professore Ugo Marani, professore di economia e finanza internazionale all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, la prof. Enrica Morlicchio, ordinario di Sociologia economica all’Università degli Studi di Napoli Federico II, il prof. Alfredo Guarino direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria Università Federico II e la dr. Maria De Biase dirigente scolastico dell’I.C. Santa Marina Policastro (SA).

 

Pubblicato in Campania
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