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Mercoledì, 15 Agosto 2018

Articoli filtrati per data: Venerdì, 04 Maggio 2018 - nelPaese.it

E' stato siglato oggi un accordo tecnico e scientifico tra l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), la Direzione Generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche del MISE e l'Associazione Mineraria italiana. Obiettivo dell'accordo è avviare una cooperazione scientifica tra le Parti che consenta non solo di ampliare la conoscenza dell'offshore italiano, ma anche di incrementare l'efficacia dell'INGV nelle sue attività di monitoraggio e sorveglianza, in particolare della sismicità, a tutela dell'intero territorio nazionale.

In particolare le attività previste sono: lo scambio di dati inerenti il bacino marittimo, come i dati sismici e GPS (Global Positioning System), acquisiti da strumentazione istallata su piattaforme offshore; l'installazione di stazioni multi-parametriche finalizzate allo studio dei rischi naturali offshore; la realizzazione di siti pilota da connettere in real-time con i centri di monitoraggio e le sale operative a terra dell'INGV; la collaborazione in tema di studi del fondale marino.

"I dati raccolti verranno utilizzati ai fini di una migliore sorveglianza sismica e vulcanica e andranno a integrare e potenziare le reti già esistenti del sistema di monitoraggio dell'INGV a tutela dell'intero territorio nazionale, contribuendo anche a migliorare le conoscenze della struttura e del funzionamento della crosta e mantello terrestri dell'areale italiano", ha dichiarato il Presidente dell'INGV, Carlo Doglioni.

"Quello appena firmato è un accordo di grande rilievo che va a confermare l'impegno del Ministero nel garantire lo studio della sismicità naturale e la sicurezza delle attività minerarie", ha affermato Franco Terlizzese, Direttore generale per la sicurezza delle attività minerarie ed energetiche. "La collaborazione con INGV ed Assomineraria ci permetterà di avere tutti gli elementi utili per ampliare il monitoraggio delle operazioni in mare,  tramite lo scambio di dati in tempo reale, l'implementazione di sistemi di controllo idonei e lo sviluppo in innovazione tecnologica, rafforzando ancora di più le attività già previste nell'ambito del nostro progetto CLYPEA- Network per la sicurezza offshore, di cui INGV è partner".

Sergio Polito, Presidente f.f. di Assomineraria, ha commentato così l'accordo. "Assomineraria intende supportare l'attività di acquisizione di dati geologici e geodinamici finalizzati a migliorare la conoscenza e la tutela del territorio italiano sia onshore che offshore. Questa collaborazione consentirà l'utilizzo della rete di impianti offshore per l'installazione di sismometri e altri strumenti di rilevazione in aree finora del tutto scoperte dalle reti di monitoraggio. Inoltre verranno condivise nuove tecnologie di acquisizione dati e la capacità di elaborazione dei centri di calcolo dell'industria Oil&Gas. Tutto ciò mirando all'avvio di un sistema di studio e sorveglianza delle aree marine al pari dei più avanzati al mondo".

L'accordo ha una durata di 15 anni e si considera operativo a partire da oggi.

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Inizia a Verona giovedì 10 maggio (Teatro Nuovo, ore 21) il viaggio di #IOSIAMO, primo spettacolo dedicato ai volontari di Tiziana Di Masi. Dopo il prologo del 1° ottobre 2017 nella Basilica di San Petronio a Bolognaper la visita di papa Francesco e il predebutto di Milano al teatro Elfo Puccini, il nuovo lavoro dell’attrice già interprete di “Mafie in pentola” e di “Tutto quello che sto per dirvi è falso”, va in scena con il racconto e l’interpretazione delle “storie di chi sta cambiando l’Italia”.

Dopo i temi dell’antimafia quotidiana e dell’acquisto consapevole, si accendono dunque i riflettori sull’Italia che ha deciso di impegnarsi dedicando agli altri tempo e azioni solidali. #IOSIAMO - che ha anche il patrocinio diCSVnet - è il risultato di un viaggio in quest’Italia. Raccogliendo da nord a sud le testimonianze dei volontari impegnati su vari fronti, dalla lotta alla povertà alla tutela dei più deboli, fino alla difesa dell’ambiente, Tiziana Di Masi ricostruisce storie e racconta “l’unica svolta possibile per creare un vero valore, superando la logica dell’autoaffermazione. Quelli dei volontari, - afferma l’attrice, - sono gesti essenziali per la società, ma anche per coloro che li compiono, perché soltanto attraverso la svolta dall’io al noi si può comprendere il vero senso della vita e superare l ’infelicità”.

#IOSIAMO è uno spettacolo prodotto da Teatro Nuovo-Teatro Stabile di Verona, in collaborazione con la vicentina associazione culturale CikaleOperose. Tra i soggetti che hanno concesso il patrocinio ci sono anche il Centro di servizio per il volontariato (Csv) di Verona, l’Anci e Avviso Pubblico (Enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie). In particolare, durante la serata presso il Teatro Nuovo, realizzata grazie alla collaborazione con il Csv Verona, verrà data importanza non a una, ma alle oltre 400 associazioni del territorio e a tutti i numerosissimi volontari che le fanno vivere.

Diretta da Paolo Valerio (direttore artistico del Teatro Nuovo) e Mirko Segalina, con le scene e i video ideati da Antonio Panzuto, Tiziana Di Masi porta in scena storie come quella di Norina Ventre, “Mamma Africa”, che dà da mangiare agli immigrati esattamente come trent’anni fa sfamava i braccianti calabresi. Come quelle degliattivisti della “Terra dei fuochi”, mamme che hanno perso i figli divorati dal cancro e ora sostengono altre mamme nella loro stessa situazione. Come quella di Mario, emiliano, che aiutando i disabili ha fatto del bene ad altri e soprattutto a se stesso, superando la depressione che lo aveva colpito. Come quella di Alessio, che fa il clown nelle corsie di ospedale in Toscana per regalare un sorriso a chi non ne avrebbe motivo. E come tante altre.

“In un Paese ormai disincantato e nel quale è in atto una campagna pericolosa di qualunquismo distruttivo, - dichiara Di Masi, - questo è il momento opportuno per raccontare nei teatri, nelle piazze, nelle scuole italiane le storie di chi supera la sfera dell'io per far capire che soltanto attraverso il ‘noi’ è possibile creare davvero un altro mondo. #IOSIAMO è un momento di aggregazione, con un percorso narrato per stimolare tra gli spettatori una grande e irrinunciabile domanda: cosa posso fare io per gli altri? Perché, come dice il claim scelto per lo spettacolo: l’amore non è mai inutile”.

Pubblicato in Cultura

"Negli ultimi dieci anni, Google ha investito in istituzioni accademiche europee per sviluppare una rete di accademici, finanziando decine di milioni di euro a beneficio di think-tank, università e professori che poi hanno prodotto documenti di ricerca e papers" sostiene "Campaign for Accountability", organizzazione non-profit con sede a Washington e nata nel maggio 2015 con l'obiettivo di "indagare sulle azioni di potenti interessi a tutti i livelli della società, dalle più grandi aziende ai più piccoli governi": “Siamo andati a verificare e il risultato della nostra inchiesta è nel numero di maggio di Altreconomia”

Nello stesso numero un reportage dalla Cina, dove la reputazione del "buon cittadino" sarà disegnata dai big data; tre anni fa iniziava l'Expo di Milano. Facciamo il punto sul futuro
dell'area (che non è ancora scritto); il racconto tra i venezuelani in attesa sul ponte della speranza. Il 20 maggio si terranno le elezioni presidenziali; limbo Mozambico: reportage dall'unico campo di accoglienza del Paese, quello di Maratane, dove i profughi africani sono circa 9.500;

E ancora la filiera corta e biodiversa. il futuro della nocciola. Viaggio nei distretti che coltivano e trasformano i frutti in modo artigianale;commercio equo e solidale, la rivoluzione in casa. La storica decisione della World Fair Trade Organization sui produttori del "Nord" del mondo; pedoni e ciclisti si riprendono la strada grazie alle “zone 30”. Così si possono ridurre traffico, rischi e inquinamento, restituendo gli spazi ai cittadini.

Infine la transumanza che resiste, tra memoria e riscoperta. Le pratiche collettive di tutela e riscoperta del territorio fatte camminando insieme agli animali; il cinema della Resistenza: intervista a Paola Olivetti, direttrice dell'Archivio nazionale cinematografico della Resistenza di Torino; Sara Zambotti, antropologa e conduttrice di "Caterpillar" su Radio2, ci spiega come i media costruiscono il nostro immaginario; il crack della banca popolare di vicenza a teatro. Intervista al cantastorie e regista, Andrea Mazzacavallo. 


 

 

 

 

Pubblicato in Economia sociale

"Le aggressioni omofobiche in Italia stanno diventando una sorta di bollettino di guerra quotidiano": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, a commento della violenza subita a Milano nei giorni scorsi  da un attivista.

"Trasmettiamo innanzitutto la nostra vicinanza e il nostro sostegno al giovane aggredito - prosegue - ma soprattutto richiamiamo la politica ad un'assunzione di responsabilità ormai urgente. Nelle ultime settimane abbiamo perso il conto dei fatti violenti ai danni di persone omosessuali che la cronaca ha riportato. Nel nostro Paese la violenza, in particolare quella omofobica e di genere, è ormai un fenomeno fuori controllo. Mentre la politica nazionale è impegnata in un teatrino tutto autoreferenziale, nel Paese l'odio imperversa impunito. Non solo: le strategie di prevenzione, in larga parte  a carico delle associazioni, mostrano la loro fragilità, determinata da una totale delega delle istituzioni, a cui spetterebbe il compito di sostenere questi progetti e metterli a sistema. In questo ambito si gioca nei palazzi di chi dovrebbe governarci, una battaglia tutta ideologica che ha come obiettivo la conquista del consenso, anche dei violenti, e non il contrasto a questi fenomeni”.

“Con ostinazione, ma non senza sconforto, proseguiamo solitari nella nostra azione di sostegno dei ragazzi e delle ragazze che nella vita quotidiana affrontano questa ostilità. Ma non possiamo tacere l'indignazione per l'assenza di azioni istituzionali credibili ed efficaci", conclude Piazzoni

Pubblicato in Parità di genere

Medici Senza Frontiere (MSF) è molto preoccupata per la sorte di circa 800 migranti e rifugiati trattenuti in un centro di detenzione estremamente sovraffollato nella città portuale di Zuwara, a circa 100 chilometri a ovest di Tripoli. Alcuni uomini, donne e bambini sono detenuti in condizioni disumane da più di cinque mesi, senza accesso adeguato a cibo e acqua. “La situazione è critica”, dichiara Karline Kleijer, responsabile per le emergenze di MSF. “Invitiamo con forza tutte le agenzie internazionali presenti in Libia, i rappresentanti dei Paesi di origine e le autorità libiche a fare tutto il possibile per trovare una soluzione per queste persone entro i prossimi giorni”.

Martedì scorso l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha trasferito via aerea 88 persone bisognose di protezione internazionale da Zuwara ad un altro centro di detenzione a Tripoli, dove saranno identificati i casi più vulnerabili potenzialmente soggetti ad un’evacuazione dalla Libia. Le autorità libiche hanno invece trasferito alcune persone in altri centri di detenzione nel tentativo di ridurre l'eccessivo sovraffollamento mentre l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha avviato il processo di “ritorno volontario umanitario” per alcuni detenuti. Tuttavia, centinaia di persone restano ancora all'interno del centro senza una soluzione in vista.

Ogni giorno che passa la situazione peggiora sempre di più con un numero crescente di rifugiati e migranti detenuti arbitrariamente. Dal 18 aprile scorso, giorno in cui è iniziato l'intervento dell’équipe di emergenza di MSF, altre 500 persone sono state portate in una struttura già sovraffollata. Al momento, nel centro di detenzione di Zuwara c’è il quadruplo delle persone che potrebbe contenere il suo spazio, talmente ristretto che è quasi impossibile per le persone sdraiarsi a terra.

Un gran numero di rifugiati, migranti e richiedenti asilo a Zuwara hanno già sopportato allarmanti livelli di violenza e sfruttamento in Libia e durante gli strazianti viaggi dai loro Paesi d'origine. Alcune delle persone portate al centro di detenzione erano malnutrite all'arrivo perché tenute prigioniere da reti di trafficanti nell’area. “MSF chiede nuovamente la fine della detenzione arbitraria di rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Libia”, afferma Kleijer.

 

 

Pubblicato in Nazionale

Da un lato un carico assistenziale crescente, dall’altro una prevedibile progressiva diminuzione, nei prossimi anni, della capacità di genitori e fratelli di garantire assistenza ai figli e familiari disabili. È quanto emerge dall’indagine “Misurare i bisogni presenti e futuri del Dopo di Noi” presentata oggi pomeriggio a Prato nel corso dell’iniziativa “Dopo di noi nel territorio pratese” organizzata dall’Area Welfare di Legacoop Toscana. La ricerca, promossa su iniziativa di quattro cooperative sociali di Prato - CUI, Alice, Kepos e Pane&Rose - appartenenti all’Area Welfare di Legacoop Toscana, è stata condotta da IRIS - Idee e Reti per l’impresa sociale ed ha mappato i bisogni legati al Dopo di noi nel territorio pratese partendo dalle persone potenzialmente interessate, ovvero gli utenti dei servizi delle cooperative promotrici dell’indagine (97 i questionari elaborati).

“Il Dopo di Noi, ovvero come garantire l’autonomia e la qualità della vita delle persone disabili nel momento in cui viene a mancare la rete di sostegno rappresentata dai familiari, è un argomento di grande attualità, come dimostrano le ultime disposizioni nazionali in materia - sostiene Marco Paolicchi, responsabile Dipartimento Area Welfare di Legacoop Toscana - Questa indagine offre uno spaccato della realtà pratese, ma ritengo possa fornire indicazioni di carattere generale su un tema sempre più rilevante non soltanto a livello delle singole famiglie ma dell’intera comunità”. Secondo stime dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane (2017) in Italia ci sono circa 4,5 milioni di persone disabili, di cui oltre un terzo vive da solo. In Toscana le stime parlano di oltre 210 mila persone con disabilità (2°Rapporto sulla disabilità in Toscana, 2017).

Le persone disabili a cui si riferisce l’indagine condotta sul territorio pratese sono in prevalenza di sesso maschile (64%) e nella fascia di età 41-60 anni. Il 68% è affetto da pluripatologie. Al momento il carico assistenziale richiesto è “medio” (52%) ma viene indicato un progressivo aumento di assistenza prevedibile tra 3 anni (“alto” 54%) e tra 5 anni (“alto” 66%).

Per circa il 20% delle persone disabili la rete di sostegno/caregiver è costituita da entrambi i genitori insieme a un fratello o una sorella; dai soli genitori o dal solo fratello/sorella nel 16% dei casi. La maggioranza dei disabili (41%) vive con entrambi i genitori; con un solo genitore nel 15% dei casi. Una percentuale non trascurabile vive con un parente o da solo. I dati indicano una prevedibile progressiva diminuzione della capacità assistenziale dei caregiver che, quando specificato, si riferisce prevalentemente all’età, alla presenza di patologie, al carico psicologico.

Due terzi dei disabili coinvolti nell’indagine usufruiscono attualmente di più servizi, in prevalenza centro diurno e accompagnamento/trasporti. Le risposte circa gli aspetti ritenuti più rilevanti da garantire indicano quelli assistenziali (96%) e di inserimento sociale (69%), sanitari (57%) e abitativi (33%). Emerge infine una grande disponibilità a partecipare alla progettazione di servizi per il “Dopo di noi”: il 50% delle famiglie sarebbe disposta a partecipare con un contributo economico, il 35% metterebbe a disposizione un appartamento e il 43% sarebbe disposto a mettersi insieme con altri genitori e famiglie.

All’iniziativa hanno preso parte, oltre a Paolicchi, Angela Regine (IRIS), Cecilia Lombardi (Azienda Usl Toscana Centro e Sds pratese), Mariagrazia Ciambellotti, assessore alla Pubblica istruzione e alle Pari opportunità del Comune di Prato, Luigi Biancalani, assessore ai Servizi sociali del Comune di Prato, i rappresentanti delle cooperative CUI, Kepos, Alice e Pane&Rose e i familiari coinvolti nella ricerca.

 

Pubblicato in Salute
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