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Domenica, 24 Giugno 2018

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 09 Maggio 2018 - nelPaese.it

Benvenuti a casa! La Fondazione CON IL SUD promuove un’iniziativa sperimentale per contrastare la povertà abitativa nelle regioni meridionali. L’Iniziativa Housing Sociale è rivolta alle organizzazioni del Terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia con l’obiettivo di sostenere progetti “esemplari” che puntino a diminuire il disagio abitativo sul territorio: interventi fino a 600 mila euro di contributo e della durata di 36-48 mesi capaci di sviluppare soluzioni abitative temporanee, attivando meccanismi in grado di consentire ai beneficiari di mantenere nel tempo una propria autonomia. L’Iniziativa è pubblicata su www.fondazioneconilsud.it, scade il 13 luglio 2018 e mette complessivamente a disposizione 4 milioni di euro.

Povertà abitativa e povertà economica sono profondamente connesse. La disponibilità di una casa di qualità rappresenta uno dei pilastri su cui costruire la qualità della vita dell’individuo e la sua inclusione nella società. Nel 2016, in Italia, 1 milione e 619 mila famiglie si trovavano in condizione di povertà assoluta (6,3%) e 2 milioni 734 mila in povertà relativa (10,6%). Queste percentuali aumentano nelle regioni meridionali, dove le famiglie in povertà assoluta rappresentano l’8,5% del totale e quelle in povertà relativa raggiungono il 19,7%.

Per chi si trova in queste condizioni, diventa molto difficile permettersi un alloggio dignitoso. Nonostante l’elevata percentuale di proprietari di casa (71,9% delle famiglie[1]), il disagio abitativo risulta drammaticamente attuale. La ripresa dell’economia, che sta trainando anche il settore edilizio, non coinvolge tutti i cittadini perché i prezzi delle case crescono più velocemente di quanto non facciano i redditi. Le spese abitative rappresentano la voce di uscita più consistente nei bilanci familiari dei cittadini europei: in Italia il 24% del reddito disponibile lordo, una quota superiore alla media OCSE, pari al 20%. L’11,3% della popolazione europea risulta sovraccaricata dai costi abitativi, percentuale che sale al 39,3% per chi si trova a rischio povertà. L’aumento dei costi abitativi colpisce in particolare i soggetti più vulnerabili, come i giovani, i disoccupati e i lavoratori con bassi salari, gli immigrati, i genitori single, le persone con disabilità fisica e intellettiva, gli anziani che vivono in alloggi non adatti alle esigenze della vecchiaia.

La serietà dell’emergenza abitativa è dimostrata anche dall’aumento del numero dei ‘senza tetto’, tra cui si registra un nuovo e sensibile aumento dei giovani e delle famiglie con bambini. Sono in aumento le richieste di alloggi a canone ridotto, con liste di attesa municipali che contano circa 650 mila persone.

“Abbiamo voluto utilizzare l’espressione ‘Benvenuti a casa’ proprio perché quest’ultima rappresenta l’inizio di un percorso di uscita da drammatiche condizione di povertà e di esclusione sociale – sottolinea Carlo Borgomeo presidente della Fondazione CON IL SUD. La casa dovrebbe essere una sicurezza per tutti, ma sappiamo che purtroppo non è così per molti. L’approccio che proponiamo – continua Borgomeo – è appunto quello di un percorso di solidarietà che aiuti le persone e le famiglie che vivono situazioni di disagio sociale a riacquistare fiducia e autonomia di reddito, in una logica di comunità, coinvolgendo non solo la sfera abitativa ma anche quella economica, sociale, urbana e di riqualificazione del territorio”.

Gli interventi dovranno essere in grado di attivare anche percorsi di accompagnamento e di sostegno all’autonomia socio-economica delle persone accolte, garantendo, alla fine del percorso di presa in carico, l’individuazione di un alloggio stabile per i destinatari, anche attraverso la promozione di meccanismi di intermediazione immobiliare sociale.

Inoltre, i progetti dovranno privilegiare almeno una delle seguenti azioni: sperimentare processi di scambio e supporto reciproco attraverso meccanismi di solidarietà sociale tra i destinatari coinvolti e con la comunità locale (supporto nella gestione dei figli, portierato sociale, condominio solidale, ecc.); prevedere esperienze di coabitazione e cohousing; riqualificare quartieri o zone a rischio degrado o contribuire a contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni; prevedere interventi in grado di valorizzare il patrimonio immobiliare inutilizzato.

I beneficiari – che saranno chiamati a compartecipare, in base alla propria condizione economica, alla gestione o copertura dei costi di affitto dell’abitazione - potranno essere sia persone in uscita da percorsi di recupero e accoglienza (ex tossicodipendenti, ex detenuti, neomaggiorenni, ecc.), sia soggetti che, a causa di fattori contingenti, vivono condizioni di vulnerabilità socio-economica (nuclei familiari fragili, genitori separati, anziani, disoccupati, senza fissa dimora, ecc.).

 

 

Pubblicato in Nazionale

 “Gallaradio”  è una web radio nata a seguito di progetti di coesione sociale che hanno visto Co.Esa coinvolta con altre realtà del territorio del Municipio 8, in particolar modo con il rione Gallaratese. Dal 2014 ad oggi Gallaradio ha allargato il suo raggio di azione a tutto il territorio cittadino, con uno sguardo particolare ai due territori di elezione 1 e 8 di Milano. La radio web Gallaradio si configura come strumento di comunicazione dell’intero territorio urbano, per promuovere, informare e dare spazio ai cittadini, ma soprattutto ai giovani gruppi che possono così esprimere il proprio punto di vista sul territorio.

Nasce per favorire il protagonismo giovanile come motore di riscatto del territorio e garantire la partecipazione di tutti quei ragazzi e ragazze che si trovano in una situazione di fragilità. La radio web è l’antenna che da voce ai quartieri. È uno strumento fondamentale di comunicazione che favorisce processi orizzontali e dal basso, per i territori che la ospitano. Riesce a dare voce e visibilità al mondo dell’associazionismo, alle iniziative promosse dai cittadini e ai processi in atto. Nello stesso tempo, essendo riconosciuta come risorsa, genera partecipazione e cittadinanza attiva.

La radio diffonde contenuti e notizie, parla di arte, teatro e cinema, letteratura, di vita vissuta e soprattutto di musica. La musica riveste un ruolo centrale e in particolare la musica di “zona” assume un valore inedito nelle redazioni di quartiere. Il progetto permette di acquisire competenze specifiche tali da consentire ai partecipanti di gestire in autonomia una trasmissione radio. I giovani fruitori si sperimentano nella gestione di strumentazioni che li aiutano a sviluppare nuove abilità e passioni (musica e tecnologia) e che allontanano il rischio di emarginazione e di isolamento.

Storie in onda

“Storie in Onda” è il nuovo programma di Gallaradio per aprire una finestra sulla disabilità e dare voce ai vissuti di chi l’affronta ogni giorno con pazienza, determinazione, gentilezza e coraggio. Nasce dalla convinzione che “le storie sono doni d’amore”, come scriveva Lewis Carroll e un dono d’amore fonda le sue radici nell’interazione umana e in quella speciale forma di conoscenza che è la relazione empatica.

Ogni mercoledì, per dieci puntate, saranno raccontate le storie di persone che hanno condiviso, non senza timore o fatica, la propria storia, o parte di essa, nella speranza non solo che ciò fosse d'aiuto a demolire il muro dell'isolamento, ma nella certezza che nella condivisione si trovi la vera forza dell'essere umano.

 

Pubblicato in Lombardia

Una serie di attacchi aerei lanciati ieri dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita e dagli Emirati sul centro di Sana'a, in Yemen, ha provocato un afflusso massiccio di almeno 72 feriti e 6 morti in due ospedali supportati da Medici Senza Frontiere (MSF). Gli attacchi avevano come obiettivo gli uffici presidenziali, che si trovano in un’area affollata della città, a pochi passi da un hotel, farmacie, una banca e diversi negozi. Ancora oggi i medici di entrambi gli ospedali continuano a curare i feriti.

“Ancora una volta dei civili, compresi bambini, sono stati uccisi e mutilati perché si trovavano nel posto sbagliato nel momento sbagliato”, ha dichiarato João Martins, capomissione di MSF in Yemen. “Nessuno dovrebbe vivere nella paura di essere bombardato in momenti normali della propria quotidianità. Ancora una volta vediamo vittime civili di attacchi aerei combattere per la vita negli ospedali”. Secondo un'équipe medica di MSF che stava visitando uno degli ospedali al momento dell'attacco, i raid si sono verificati in rapida successione. Le vittime sono state immediatamente trasportate negli ospedali vicini, inclusi i due sostenuti da MSF, Al-Gomhoury e Al-Thawra. I referti medici riportano lesioni da schegge da moderate a critiche. Tra i morti c’è anche un bambino, tre i bambini feriti.

“Alcuni dei feriti sono arrivati in ambulanza, altri in moto”, dichiara Abdulfatah Al-Alimi, referente medico di MSF a Sana'a, arrivato all'ospedale Al-Gomhoury poco prima del primo attacco. “Alcuni pazienti sono arrivati con un trauma cranico, altri avevano ferite da schegge sulle gambe. Abbiamo riscontrato ogni tipo di ferita. Ho visto anche una ragazza che cercava di entrare nel pronto soccorso. Non sapeva se avrebbe trovato suo padre vivo o morto”.

Entrambi gli ospedali disponevano di scorte mediche fornite da MSF, ma con l’afflusso massiccio di feriti si sono esaurite rapidamente. Per questo MSF ha inviato forniture mediche supplementari ad entrambi gli ospedali, mentre uno psicologo ha fornito assistenza psicologica ai pazienti e alle loro famiglie presso l'ospedale di Al-Gomhoury.

I feriti stavano svolgendo le loro normali attività quotidiane al momento dell'attacco. Shehab, uno studente di 17 anni, stava tornando a casa da scuola dove aveva appena terminato un esame. Ha perso molto sangue. Akram, uno spazzino di 19 anni, ha riportato ferite alla testa e alle orecchie. Dawood, un uomo, stava comprando medicine in una farmacia quando è stato colpito dall’attacco. Hussein, un ragazzo di 30 anni che lavora in un bar, ha ferite da schegge alla testa, a una mano e alla schiena. “Ero venuto a ritirare la mia indennità di trasporto per il lavoro, quando c’è stato l’attacco e sono rimasto ferito. Non so cosa sia successo al resto dei miei colleghi”, racconta.

“Davanti a fatti come questi, diventa ancora più evidente quanto sia fragile oggi l'assistenza sanitaria in Yemen e anche quanto sia fondamentale per i civili coinvolti in questo conflitto”, dichiara Al-Alimi di MSF.

 

Pubblicato in Dal mondo

Si colloca proprio in occasione del 40° anniversario della legge Basaglia la nona edizione del “Festival dei Matti” intitolata “A margine. Abitare luoghi comuni” promossa e organizzata dalla nostra cooperativa Con-tatto, e in calendario da giovedì 17 a domenica 20 maggio in numerosi luoghi di Venezia.

Il Festival intende fare riflettere sui temi della salute mentale assieme ad artisti, esperti e ospiti di livello e vede la collaborazione di Comune di Venezia, Forum Salute Mentale, ConfBasaglia, Marco Polo Bookstore, Mpg cultura, Palazzo Grassi-Punta della Dogana, Poetarum Silva, Università Ca’ Foscari di Venezia, StopOpg.

Anche quest’anno ricchi e numerosi gli appuntamenti in calendario: si parte giovedì 17 alle ore 18.30, dopo i saluti istituzionali, negli spazi della biblioteca di Ca’ Foscari alle Zattere con la proiezione del film “Padiglione 25 - Il diario degli infermieri” del regista Massimiliano Carboni e il racconto del libro omonimo curato dall’antropologa Claudia Demichelis; a seguire, momento di dibattito.

Saranno gli studenti del liceo “Marco Foscarini” di Venezia ad aprire la giornata di venerdì 18 dalle ore 10.30, nel chiostro della loro scuola, con l’incontro dal titolo “Abitare le contraddizioni: la lezione di Franco Basaglia”: dialogheranno con Giovanna Dal Giudice, psichiatra e presidente ConfBasaglia, Riccardo Ierna, psicologo e psicoterapeuta e Anna Poma, curatrice del Festival.

Alle ore 11.30, Gianni Montieri e Peppe dell’Acqua, psichiatra e direttore Collana 180 dialogano con Carlo Miccio, autore del libro “La trappola del fuorigioco”; alle ore 16 è previsto l’appuntamento dal titolo “Disabitare i luoghi comuni”, al quale parteciperanno Gianluca Amadori, presidente Ordine dei giornalisti in Veneto, Giovanni Dal Giudice, Giuseppe Giulietti, giornalista e presidente FNSI, Antonio Esposito e Dario Stefano dell’Aquila, ricercatori e autori di “Storia di Antonia. Viaggio al termine del manicomio”. Alle ore 18, la cantautrice Cristina Donà e la poetessa Anna Toscano racconteranno come si possa “Disabitare il mondo”, nel chiostro dei Crociferi.

Chiude la serata, alle ore 21, l’incontro letterario dal titolo “Abitare la lingua”, con gli scrittori Tiziano Scarpa e Giordano Meacci, quest’ultimo conduttore de “La lingua che batte”. “Abitare l’impossibile” è il primo appuntamento, alle ore 10.30, di sabato 19 maggio, negli spazi del Teatrino di Palazzo Grassi: si parlerà dell’attualità dei testi di Franco Basaglia, recentemente ripubblicati.  Alle ore 12 “Luoghi a perdere, luoghi da riabitare”, con Anna Poma e Gianni Montieri incontreranno la scrittrice Carmen Pellegrino e l’architetta Giuseppina Scavuzzo. Nel pomeriggio

Il pomeriggio sarà dedicato alla poetessa svizzera Mariella Mehr, vittima del programma eugenetico: alle ore 16.30 con la proiezione del film “Dove cadono le ombre” a cui seguiranno un dibattito e un breve intervento musicale. Alle 21, Massimo Cirri scrittore e conduttore di Caterpillar si confronterà l’artista Flavio Favelli e l’antropologo Franco La Cecia nell’ultimo appuntamento della giornata dal titolo “Abitare luoghi comuni”. Il laboratorio di teatro e danza “Tanto scappo lo stesso” a cura del regista Mattia Berto e della danzatrice Serena Ballarin, aprirà l’ultima giornata del festival domenica 20 maggio, alle ore 10, presso il Teatrino e parco Groggia (alle ore 18.30 la performance).

Nel pomeriggio, alle ore 16, l’incontro conclusivo “Abitare possibile, abitare impossbile: oltre i luoghi non luoghi della psichiatria”. A chiudere il festival lo spettacolo teatrale “Letizia Forever”, con Salvatore Nocera, testo e regia di Rosario Palazzolo.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero fatta eccezione per lo spettacolo teatrale “Letizia Forever”, di domenica 20 maggio (ingresso 10 euro).

Pubblicato in Veneto

Una lettura collettiva focalizzata su tre parole simboliche sulle quali riflettere insieme a quanti vorranno soffermarsi nel via vai di un grande Centro Commerciale. È l'iniziativa pensata da CADIAI in collaborazione con Libera che si svolgerà giovedì 10 maggio alle 17,30 presso il Centro Nova di Villanova di Castenaso e che si inserisce del cartellone di CIVICA 2018.

Sulla base delle parole dignità, diritti, sfruttamento, individuate dai gruppi soci della Cooperativa sociale bolognese, verranno letti alcuni brani significativi proposti dagli organizzatori, ma anche dai partecipanti che saranno liberi di leggere un proprio brano.

«La Cooperativa CADIAI è da sempre attiva nell'organizzazione di iniziative e nella partecipazione ad eventi per la diffusione della cultura della legalità - afferma Franca Guglielmetti, presidente CADIAI -. In questo caso abbiamo scelto una location particolare per attirare l'attenzione e creare una sorta di "attrito" tra la frenesia quotidiana che scorre negli spazi di un centro commerciale e un momento di "sospensione" per fermarsi ad ascoltare».

 

 

Pubblicato in Lettera al Direttore

Aumentano gli italiani in povertà assoluta. Secondo i dati forniti dal presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, nell'audizione sul Def, nel 2017 il fenomeno riguarderebbe circa 5 milioni di individui, l'8,3% della popolazione residente, in aumento rispetto al 7,9% del 2016 e al 3,9% del 2008.

Le famiglie in povertà assoluta, secondo stime preliminari, sarebbero 1,8 milioni, con un'incidenza del 6,9%, in crescita di sei decimi rispetto al 6,3% del 2016 (era il 4% nel 2008). Sempre nel 2017 in 1,1 milioni di famiglie italiane "tutti i componenti appartenenti alle forze di lavoro erano in cerca di occupazione", pari a 4 famiglie su 100, in cui non si percepiva dunque alcun reddito da lavoro, contro circa la metà (535mila) nel 2008, ha inoltre sottolineato il presidente dell'Istat.

"Di queste, - ha proseguito - più della metà (il 56,1%) è residente nel Mezzogiorno. Nel complesso si stima un leggero miglioramento rispetto al 2016 (15mila in meno), ma la situazione al Sud è in peggioramento (13mila in più)".

(Fonte: Ansa)

 

Pubblicato in Lavoro

L’11 maggio, alle 11, in piazza Santa Maria La Nova, Napoli diventerà palcoscenico di “Musicanti ’mmiezz ’a via”, una conferenza stampa ma anche un incontro con la città per presentare, in maniera originale e coinvolgente, “Musicanti” un’opera prima - oltre il musical - con le canzoni di Pino Daniele. L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Napoli, l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e la Municipalità II.

All’incontro saranno presenti il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, l’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele, il Presidente della Municipalità II Francesco Chirico, il direttore artistico di “Musicanti” Fabio Massimo Colasanti, il produttore Sergio De Angelis e il regista Bruno Oliviero.

La performance spin-off “Musicanti ’Mmiezzo ’a via” - che anticiperà la conferenza stampa, è ispirata al teatro d’avanguardia e alle proteste degli anni ’70 e per questo filologicamente in linea con lo spettacolo “Musicanti”. Si svolgerà in ’mmiezzo ’a via, nei luoghi di Pino Daniele, per arrivare a comunicare con lo spettatore in un gioco tra realtà e finzione in cui il coinvolgimento diventa diretto e attivo, come solo a Napoli può accadere ancora oggi. Una storia originale scritta da Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, realizzata e fortemente voluta dalla società di produzione Ingenius Srl, con la direzione artistica di Fabio Massimo Colasanti.

Appuntamento in Piazza Santa Maria La Nova con cast, registi, produttori per scoprire la grande bellezza di quello che arriverà sui palcoscenici italiani.

 

Pubblicato in Campania

W la mamma, ma solo al Nord. Hanno la vita più facile le mamme che vivono nelle province autonome di Bolzano e Treno, mentre è più difficile per quelle residenti in Campania. È quanto emerge dal rapporto, diffuso in occasione della festa della mamma, "Le Equilibriste. La maternità in Italia" di Save the Children che proprio ieri ha inaugurato nelle cliniche San Pietro di Sassari il progetto Fiocchi in ospedale, nono centro in Italia.

È un quadro per niente roseo il ritratto disegnato dai dati dell'organizzazione: le mamme italiane hanno sempre più difficoltà nel bilanciare carichi familiari e vita lavorativa, decidono di diventare madri sempre più tardi (l'Italia è in vetta alla classifica europea per anzianità delle donne al primo parto con una media di 31 anni) e rinunciano sempre più spesso alla carriera professionale quando si tratta di dover scegliere tra lavoro e impegni familiari (il 37% delle donne tra i 25 e i 49 anni con almeno un figlio risulta inattiva).

In Italia inoltre c'è una scarsa o inesistente rete per la prima infanzia e poco sostegno per le donne che decidono di diventare madri, sebbene nel paese la denatalità abbia toccato un nuovo record, registrando la nona diminuzione consecutiva dal 2008; le mamme italiane infatti hanno pochi figli, con un numero medio per donna pari oggi a 1,34.

Il tasso di disoccupazione delle donne, e in particolare delle madri, è tra i più alti in Europa, con discriminazioni radicate nel mondo del lavoro, forte squilibrio nei carichi familiari tra madri e padri, poche possibilità di conciliare gli impegni domestici con il lavoro. Negli anni, la classifica delle regioni non subisce delle variazioni sostanziali, con le Province autonome di Bolzano e Trento rispettivamente al primo e secondo posto seguite da Valle D'Aosta (3° posto), Emilia-Romagna (4°), Friuli-Venezia Giulia (5°) e Piemonte (6°). Bolzano e Trento non solo conservano negli anni il primato, ma registrano miglioramenti.

Emblematico, al contrario, il caso dell'Emilia-Romagna che passa dalla prima posizione nel 2008 alla quarta nel 2018. Tra le regioni del Mezzogiorno fanalino di coda della classifica, la Campania risulta peggiore regione "mother friendly" e perde due posizioni rispetto al 2008, preceduta da Sicilia (20° posto), Calabria (che pur attestandosi al 19° posto guadagna due posizioni rispetto al 2008), Puglia (18°) e Basilicata (17°).

(Fonte: Ansa)

 

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