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Giovedì, 16 Agosto 2018

Articoli filtrati per data: Giovedì, 14 Giugno 2018 - nelPaese.it

Dopo le scosse dell'agosto/ottobre 2016 il Comune di Giano dell'Umbria, si è trovato ad affrontare una situazione estremamente grave. La struttura della frazione di Bastardo che ospitava l'asilo nido della zona, con 26 bambini e bambine è stata demolita per inagibilità. L'urgenza ha costretto il Comune a dover trasferire il nido all'interno di una sede temporanea, che già accoglieva un centro sociale per anziani.

Il Comune di Giano, aveva da tempo in progetto di allocare in una diversa struttura il nido, e grazie alla Cooperativa IL CERCHIO di Spoleto che gestiva l'asilo nido, è riuscita con la mediazione di Legacoop Umbria, ad ottenere parte dei fondi raccolti a livello nazionale da Legacoop destinati, appunto, a finanziare progetti nelle aree colpite dal sisma.

Con l'assenso del Comitato per la ripartizione dei fondi, avvenuto i primi giorni del mese di gennaio 2017, il Comune di Giano dell'Umbria e la Cooperativa Il Cerchio si sono impegnate a superare tutte le ultime difficoltà per finire le opere strutturali interne ed esterne così ad ottenere l'autorizzazione al funzionamento del nuovo servizio ai sensi del regolamento regionale.

Il 14 settembre 2017 il Comune di Giano, ha così avviato l'attività didattica nel nido denominato "I colori del mondo", che si è aggiunto alla "sezione primavera" già esistente, accogliendo i 26 bambini e bambine del territorio rimasti in condzioni precarie di assistenza all'infanzia. Presenti all'inaugurazione per le cooperative il Presidente di Legacoop Umbria Dini Ricci e quello di Legacoop Nazionale Mauro Lusetti che ha dichiarato. "L'iniziativa di oggi consente di mantenere accesi i riflettori su queste zone che hanno ancora bisogno dell'aiuto e della solidarietà non solo dei cooperatori, ma del paese tutto".

Il finanziamento ha permesso di realizzare: il rifacimento degli spazi esterni dedicati ai bambini (aiuole, prato, piante etc); l'allestimento dei giochi degli spazi esterni; acquisto degli arredi interni (lettini, librerie, tavolinetti e seggioline etc); tende per tutte le aree e zanzariere; Cucina attrezzata (che ha permesso di innalzare la qualità del servizio con la preparazione dei pasti in loco. Presenti anche il sindaco di Giano dell'Umbria Marcello Bioli e il Presidente della Regione Catiuscia Marini che ha detto: "La cooperativa Il Cerchio ha saputo rispondere negli anni con modelli di assistenza, educativi, innovativi e adeguati alle esigenze delle famiglie. E quindi un progetto che ha un grande valore per l'Umbria ed il Territorio".

 

 

 

Pubblicato in Umbria

Spettacoli per ragazzi e famiglie, la Finale del Premio Scenario infanzia con otto corti teatrali, un laboratorio teatrale per adolescenti curato da Babilonia Teatri: con questo ricco programma si presenta la prima edizione di Scenario Festival che si svolgerà dal 21 al 24 giugno a Cattolica, un progetto di Associazione Scenario, direzione artistica di Cristina Valenti, con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, ATER Circuito Regionale Multidisciplinare, Comune di Cattolica. Ufficio Cinema Teatro, con il patrocinio di Dipartimento delle Arti - Alma Mater Studiorum Università di Bologna, in collaborazione con Cronopios.

Promosso da 32 teatri e compagnie di innovazione distribuiti sul territorio nazionale, al cui sostegno si è aggiunto dal 2016 quello della Regione Emilia-Romagna e di ATER Circuito Regionale Multidisciplinare, il Premio Scenario  da più di trent’anni scommette sulla creatività giovanile, la va a scovare, la fomenta e la sostiene, spinge giovani artisti al di sotto dei 35 anni a mettersi insieme, a inventare progetti, a tradurre le proprie visioni in proposte sceniche, e infine ad affrontare lo sguardo e il giudizio di altri artisti, operatori, critici, studiosi che in alcuni casi li premieranno, sempre costruiranno con loro un dialogo fecondo, fondato sull’attenzione reale e sulla complicità di chi, puntando sui giovani, scommette sul futuro del teatro (e non solo). Scommesse più che mantenute, se si pensa che tanti artisti che rappresentano oggi l’eccellenza del panorama teatrale devono a Scenario i primi passi e l’acclarato successo. Da Emma Dante a Babilonia Teatri, da Teatropersona a Giuliano Scarpinato, per citare solo alcuni degli artisti emersi grazie al premio.

Giunto quest’anno alla sua settima edizione, il Premio Scenario Infanzia, l’ultimo concorso nato in casa Scenario, organizza la sua tappa finale in una cornice speciale. La prima edizione di Scenario Festival ospita infatti gli otto corti teatrali di venti minuti in gara per aggiudicarsi il più prestigioso riconoscimento nazionale, nel quadro festivo di una rassegna di spettacoli e iniziative che appartengono al percorso svolto in questi anni da Scenario a fianco delle giovani generazioni.

Tutti gli artisti ospiti di Scenario Festival sono stati premiati o segnalati da Scenario. Teatropersona, Principio Attivo Teatro, Davide Giordano, Valentina Dal Mas: dal percorso immersivo della fiaba vissuta in prima persona dagli spettatori (Il Principe Mezzanotte), al gioco fra cartone animato e film muto di due figurine che si affrontano in una battaglia che ha a che fare con quella eterna della vita (Storia di un uomo e della sua ombra), alla sfida di un ragazzino speciale, affetto dalla sindrome di Asperger, che affronta i suoi limiti e le sue paure coinvolgendo il pubblico in un  gioco interattivo (John Tammet fa sentire le persone molto così :-?),  fino a Danya, la bambina  di nove anni che non  sa ancora scrivere e che imparerà a farlo con l’aiuto di quattro amici immaginari (Da dove guardi il mondo?). A loro si aggiunge un testimonial d’eccezione: Marco Baliani. Fondatore di Scenario nel 1987, Baliani riprende per quest’occasione un suo spettacolo di culto, Frollo, che ha inaugurato la narrazione teatrale per l’infanzia e che non mancherà di suscitare la stessa immancabile magia.

Una festa della creatività giovanile che ci farà dimenticare per quattro giorni quanto sia difficile nel nostro paese trovare luoghi e progetti che accompagnino e sostengano i giovani artisti favorendone l’incontro con il pubblico.  Il Comune di Cattolica ha deciso di mettere a disposizione i suoi spazi, il Teatro della Regina, il Salone Snaporaz, il palcoscenico all’aperto di piazza Roosevelt, il Museo della Regina, disegnando un cantiere diffuso della creatività, del gioco, dell’incontro. Ma soprattutto ha colto, nella collaborazione con Scenario, l’opportunità di offrire quattro giornate speciali al pubblico dei suoi teatri, alle famiglie dei villeggianti, agli studenti in alternanza scuola-lavoro (grazie alla collaborazione con l’Istituto Tecnico Economico Tecnologico Bramante Genga di Pesaro), ai bambini dei centri estivi, agli spettatori teatrali più esperti e assidui che da tutt’Italia non mancano di seguire ad ogni edizione l’appuntamento con il prestigioso concorso nazionale.

Ad aprire il Festival giovedì 21 giugno alle ore 18.30 al Teatro della Regina sarà “Il Principe Mezzanotte” della Compagnia Teatropersona, regia di Alessandro Serra, spettacolo per un pubblico dai 5 anni e per famiglie, finalista del Premio Scenario infanzia 2008, premiato come miglior spettacolo dall’osservatorio critico degli studenti. A seguire nel Foyer del Teatro si svolgerà il brindisi di inaugurazione del Festival.

Alle ore 21.30 in Piazza Roosevelt Principio Attivo Teatro presenta “Storia di un uomo e della sua ombra (mannaggia ‘a mort)”, regia di Giuseppe Semeraro, spettacolo dai 5 anni e per un pubblico di famiglie, finalista del Premio Scenario infanzia 2010, Premio Eolo Awards 2010, Premio Amici di Emanuele Luzzati – XXIX Festival Nazionale Teatro Ragazzi 2010.

Nuovi linguaggi per i nuovi spettatori: venerdì 22 giugno la Finale del Premio Scenario infanzia presenterà gli otto corti teatrali di venti minuti in gara per il premio nazionale destinato al teatro per l’infanzia e la gioventù.

Alle ore 11.00 al Salone Snaporaz si potranno visionare “Fratellino e Fratellina” di Asini Bardasci (Mondavio) e “Lonely” di Officine Montecristo (Arezzo), alle ore 16.00 “Cosmonauti degli Universi” di Valentina Pagliarani (Cesena), “Dreaming Beauty” di Madalena Reversa (Padova), “Rautalampi” di Compagnia Garofoli/Nexus (Roma).

Alle ore 21.30 nello spazio all’aperto allestito in Piazza Roosevelt si potranno vedere “Domino” di Generazione Eskere (La Spezia), “Storto” di inQuanto teatro (Firenze) e “Come quando è primavera” di Binario1310 (Roma). Tutti gli spettacoli prevedono un accompagnamento alla visione per il pubblico giovane.

Gli otto progetti finalisti saranno valutati da una Giuria presieduta da Maria Maglietta (attrice e regista) e composta da Stefano Cipiciani (direttore di Fontemaggiore, vicepresidente dell’Associazione Scenario), Cira Santoro (ATER Circuito Regionale Multidisciplinare dell’Emilia Romagna), Cristina Valenti (docente di Discipline dello Spettacolo, Università di Bologna, presidente dell’Associazione Scenario, direttrice artistica di Scenario Festival), Federica Zanetti (docente di Didattica e Pedagogia Speciale, Università di Bologna).

Al termine della Finale, la Giuria assegnerà un premio di 8.000 Euro al vincitore, come sostegno produttivo ai fini del completamento dello spettacolo. Sabato 23 giugno alle ore 17.30 al Salone Snaporaz si svolgerà la presentazione del libro “Scenari del terzo millennio. L'osservatorio del Premio Scenario sul giovane teatro” a cura di Cristina Valenti, Titivillus Editore, e alle ore 18.00 la Premiazione del Premio Scenario infanzia 2018.

Alle ore 21.00 in Piazza Roosevelt appuntamento imperdibile per spettatori di tutte le età con “Frollo” di Marco Baliani. La voce straordinaria di Baliani evocherà i mille ambienti e personaggi in cui si svolge la storia di Frollo, bambino di pastafrolla che diventerà umano attraverso un viaggio fatto di prove di coraggio e di privazione.

A seguire, alle ore 22.30, Davide Giordano presenta “John Tammet fa sentire le persone molto così :-?”, spettacolo vincitore del Premio Scenario infanzia 2012, rivolto ad un pubblico dai 9 anni e alle famiglie. Ultimo appuntamento domenica 24 giugno alle ore 21.30 in Piazza Roosevelt con “Da dove guardi il mondo?” di e con Valentina Dal Mas, vincitore del Premio Scenario Infanzia 2017, per un pubblico dai 6 anni e per famiglie.

Babilonia Teatri, una delle compagnie più interessanti del teatro d’arte contemporaneo, sabato 23 e domenica 24 giugno, condurrà “Dietro lo specchio” un laboratorio teatrale per adolescenti dai 12 ai 17 anni nei suggestivi spazi, all’aperto e al chiuso, del Museo della Regina, con esito finale aperto al pubblico domenica 24 alle ore 18.30 nel cortile del Museo (iscrizione gratuita; per informazioni 392.9433363). Il laboratorio - che si svolgerà il sabato dalle 10.00 alle 13.00 e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16.00 alle 18.00 - si concentrerà da una parte sul lavoro di gruppo, sulla forza dell'insieme, sulla necessità dell'ascolto, sulle dinamiche dell'agire corale e coeso. Dall'altra chiederà a ognuno di mettersi in gioco, mettendo da parte qualsiasi idea di tecnica e qualsiasi forma di difesa per aprirsi e scoprirsi, lasciando emergere quelle parti di sé che generalmente nel vivere sociale sono celate. Il lavoro procederà quindi attraverso continui passaggi dal singolo al coro e viceversa per creare una dinamica schizofrenica, ma a nostro modo di vedere necessaria per restituire fino in fondo la potenza del fare teatro.

Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero fino a esaurimento posti, programma completo sul sito www.associazionescenario.it

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Continua la navigazione verso Valencia della nave Aquarius, gestita in collaborazione da Medici Senza Frontiere (MSF) e SOS Mediterranee, che al momento si trova a circa 30 miglia nautiche al largo della Sardegna con 106 persone soccorse rimaste a bordo, dopo il trasferimento di 523 persone sulle navi italiane. Le condizioni meteo sono state molto dure durante la notte, con onde fino a 4 metri e vento a 35 nodi. Il team medico di MSF ha assistito almeno 80 persone con sintomi da mal di mare, tra cui donne incinte e una neo-mamma che allattava il suo bambino. La maggior parte delle persone ha dormito nel riparo allestito all’interno della nave per proteggerle dal vento.

“È stata una notte molto dura, il mare era grosso e la maggior parte delle persone ha avuto il mal di mare. Stamattina molte di loro stanno ancora male, ma la situazione è più serena. Le persone sono nel riparo e si stanno riprendendo dalla nottata. Abbiamo distribuito arance, barrette di cereali, cornetti e thè freddo forniti ieri dalla Guardia Costiera Italiana e le condizioni del mare sono leggermente migliori” racconta Aloys Vimards, capo progetto di MSF a bordo della Aquarius.

Per evitare il mare avverso, sotto le indicazioni della Guardia Costiera Italiana (MRCC), la Aquarius ha cambiato rotta e navigherà, insieme alle navi della Guardia Costiera e della Marina italiana, lungo la costa orientale della Sardegna. A bordo ci sono 52 donne, 10 bambini e 45 uomini, tra cui persone trattate per sindrome da annegamento o con gravi ustioni da carburante e acqua salata.

Dichiara la dott.ssa Claudia Lodesani, presidente di MSF: “I nostri amici, colleghi, con 106 persone esauste e vulnerabili e tante altre sulle navi delle autorità italiane, sono da giorni in mare, stanotte con onde alte e vento forte, in una lunga e assurda traversata verso la Spagna. Nel frattempo la zona di ricerca e soccorso resta sempre più scoperta, 41 persone sopravvissute a un naufragio recuperate da una nave americana sono restate per ore in attesa che qualcuno se ne assumesse la responsabilità, 12 cadaveri sono rimasti in mare”.

“Sotto gli occhi del mondo intero, questo braccio di ferro sulla pelle delle persone mette gravemente a rischio il sistema di ricerca e soccorso, che risponde all’obbligo del diritto internazionale e marittimo di salvare vite in mare. Un sistema a cui le organizzazioni umanitarie hanno offerto il proprio aiuto, supportando la Guardia Costiera italiana nel salvare vite, per colmare il drammatico vuoto lasciato dagli Stati Europei”.

“Siamo vicini ai nostri colleghi sulla Aquarius, ai colleghi delle altre organizzazioni che sono ancora in mare nonostante gli ostacoli e le offese, e a tutte le persone disperate che rischiano la vita in mare o sono bloccate nell’inferno libico perché le politiche europee non lasciano nessuna alternativa. Con la speranza che si torni presto a parlare di canali legali e sicuri, di ricerca e soccorso in mare e di accoglienza con l’umanità che queste persone meritano, perché la tutela delle vite umane sia sempre al di sopra di ogni altra considerazione”.

MSF è scesa in mare nel maggio del 2015 per rispondere a un inaccettabile numero di morti in mare, 1200 in due settimane nell’aprile 2015, dopo la chiusura dell’operazione italiana Mare Nostrum. Da allora MSF non ha mai smesso di chiedere vie legali e sicure per le persone in fuga verso l’Europa e l’avvio di un sistema di ricerca e soccorso concordato a livello europeo. Dall’inizio delle proprie attività in mare MSF ha contribuito a salvare oltre 75.000 vite nel Mediterraneo centrale, nel rispetto del diritto marittimo e sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana.

 

 

Pubblicato in Migrazioni

L’Istat pubblica per la prima volta un sistema di indicatori del Benessere equo e sostenibile riferito alle 110 province e città metropolitane italiane. Le tavole di dati diffuse sono il primo risultato del progetto "Misure del benessere equo e sostenibile dei territori". Nell’analisi del Benessere equo e sostenibile è importante considerare non soltanto i livelli di benessere e il loro andamento nel tempo ma anche le differenze nella loro distribuzione e articolazione territoriale.

“Lette nello spazio geografico – afferma l’Istat -, le differenze tra territori limitrofi o tra province della stessa regione tracciano anche confini diversi tra Nord e Sud. Emblematico il caso del Lazio, per il quale si può parlare di un effettivo dualismo territoriale per molte e rilevanti componenti del benessere, in cui Roma si colloca su livelli medio-alti, vicini alle province del Nord, mentre le altre province laziali gravitano su valori medio-bassi che connotano il profilo delle aree meno critiche del Mezzogiorno. Anche nel caso delle province abruzzesi il profilo di benessere in diversi domini è distante dalla media del Sud e sovrapponibile a quello di tanti territori del Centro Italia”.

Salute e speranza di vita. Nel 2016 la speranza di vita alla nascita, tornata a crescere dopo la flessione del 2015, si attesta a 82,8 anni a livello nazionale; la differenza di 1 anno tra Nord e Mezzogiorno si amplifica fino a 3,4 anni tra la provincia di Caserta (80,7) e il territorio della città metropolitana di Firenze (84,1).

“Nella parte più alta della distribuzione della speranza di vita alla nascita, rappresentata dal primo 20% dei casi, si trovano prevalentemente province del Nord-est e del Centro, in quella più bassa si concentra la totalità delle province campane e la gran parte di quelle siciliane, ad eccezione di Agrigento e Ragusa – sottolinea l’Istat -. Il profilo del Nord-ovest è invece più articolato: da una parte Lombardia e Liguria, su livelli medio-alti, dall’altra Piemonte e Valle d’Aosta, dove molte province si collocano nella coda della distribuzione nazionale insieme a quelle più svantaggiate del Mezzogiorno”.

Tra il 2004 e il 2016 l’aspettativa di vita in Italia è cresciuta di 2,1 anni. L’incremento ha riguardato tutte le province italiane, ma con diversa intensità: risulta tendenzialmente maggiore in quelle del Nord e più contenuta in quelle del Centro, in particolare dove i livelli iniziali erano già elevati, come ad esempio nella gran parte delle province marchigiane. Fa eccezione Roma che, con 79,9 anni nel 2004 si posizionava nell’ultimo 20% della graduatoria nazionale, nel 2016 ha raggiunto 82,9 anni. “Si tratta in assoluto del maggior guadagno ottenuto tra le province italiane”. Per i due terzi delle province del Mezzogiorno, invece, bassi livelli di partenza sono associati ad incrementi più bassi.

Riguardo ai principali indicatori di mortalità per causa, le province italiane dove è maggiore la mortalità per tumori si trovano per lo più in Campania e in Sardegna: a Napoli, con 11,4 decessi per 10 mila abitanti, si registra il valore massimo (9 per 10 mila la media Italia); seguono Caserta, Benevento, Sassari, Cagliari, Olbia-Tempio e Carbonia-Iglesias, con incidenze superiori ai 10 casi per 10mila abitanti, così come L’Aquila e Crotone. Su valori analoghi si segnalano nel Nord-ovest Vercelli, Biella, Aosta, Pavia.

I più alti tassi di mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso si concentrano invece soprattutto nel Nord-ovest, dove nel 2014 in 14 province su 25 si sono registrati oltre 30 decessi per 10mila residenti di 65 anni o più (media Italia 27,9), 38 per 10mila a Cuneo, circa 36 a Cremona e Bergamo. Il quadro territoriale è comunque piuttosto articolato, con incidenze elevate, oltre 30 decessi per 10mila residenti, anche in alcune province del Nord-est e del Centro. Nel Nord-est il picco massimo si ha a Treviso (38,7 per 10mila) ma si segnalano anche Bolzano, Belluno, Venezia, Reggio nell’Emilia e Modena, e per il Centro Lucca, Ancona e Ascoli Piceno. Nei territori del Mezzogiorno, dove il fenomeno ha generalmente un’incidenza minore (25,9 per 10mila), tassi elevati si registrano nelle province di Pescara (34,5), Trapani (38), Sassari (37,7), Cagliari (34,8 ) e Carbonia-Iglesias (45,6 decessi per 10mila abitanti) (Figura 3).

In 10 anni la mortalità per tumore della popolazione tra i 20 e i 64 anni in Italia si è ridotta complessivamente di 2,2 punti, mentre quella per demenza degli ultrasessantaquattrenni è aumentata di 7,2 punti. In entrambi i casi le differenze territoriali sono notevoli, anche se tendenzialmente le province del Nord hanno registrato i progressi maggiori nel primo caso e gli incrementi più contenuti nel secondo. Nel Mezzogiorno meno della metà delle province ha ridotto di almeno un punto la mortalità per tumore tra il 2004 e il 2014.

Istruzione e formazione. I principali indicatori, tutti in miglioramento rispetto agli anni precedenti, evidenziano un’ampia distanza tra il Mezzogiorno e le altre aree del Paese e disuguaglianze all’interno delle aree stesse, sia in ragione dei differenti punti di partenza che della diversa intensità delle dinamiche.

La quota di popolazione con almeno il diploma marca una distanza tra l’area complessivamente in maggiore vantaggio, il Centro, e il Mezzogiorno, più sfavorito. Tale distanza è cresciuta nel tempo: quasi 12 punti percentuali nel 2016 contro gli 8 del 2004. Tuttavia, tra le province del Mezzogiorno emergono gli elevati tassi di diplomati e laureati residenti nelle province di L’Aquila (68,8%) e Pescara (66,0%), territori che si collocano nel primo 20% della graduatoria nazionale. Le province del Nord-ovest gravitano intorno alla media nazionale (60,1%) o la superano mentre sia il Nord-est che il Centro presentano profili territoriali più frastagliati, con differenze nei valori provinciali che attraversano tutte le regioni. Il vantaggio del Centro Italia è trainato da pochi territori: soltanto sei province si collocano nel primo 20% della graduatoria tra queste Roma che presenta il valore massimo dell’indicatore nel 2016 (72 diplomati o laureati su 100 residenti).

I progressi nel Paese circa la quota di persone con almeno il diploma (+11,4 punti percentuali tra il 2004 e il 2016) sono stati essenzialmente trainati dal Nord e dal Centro, con una crescita omogenea, mentre soltanto la metà delle province del Mezzogiorno ha registrato incrementi di 10 punti percentuali o più. A restare indietro sono state soprattutto le province meridionali con i più bassi livelli di partenza, che negli anni risultano persistentemente collocate nell’ultimo 20% della distribuzione: Foggia, Taranto e Lecce in Puglia, Crotone in Calabria, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, e Catania in Sicilia e Nuoro in Sardegna.

Anche la percentuale di laureati tra i 25 e i 39 anni (24,4% in Italia) è più alta al Centro e al Nord rispetto al Mezzogiorno: la differenza, accresciutasi negli anni, è di 7 punti percentuali nel 2016 ed era di 3 punti nel 2004. Nel territorio i livelli variano tra il massimo di Bologna (37,5%) e il minimo di Imperia (14,0%). Le province del Nord-est hanno valori più elevati e più omogenei rispetto al Nord-ovest, dove agli alti livelli di Milano, Monza e Brianza, Como, Biella, e Genova, si contrappongono le basse quote di Cuneo e La Spezia, che insieme alla già citata Imperia si collocano in coda alla distribuzione nazionale. Il profilo del Centro Italia è articolato, principalmente per le disuguaglianze territoriali interne a Toscana e Lazio.

Le province del Mezzogiorno risultano ampiamente al di sotto della media nazionale. Eccezioni positive sono L'Aquila (32,2%) e Pescara (25,8%), insieme alle due province calabresi di Cosenza (27,1%) e Vibo Valentia (25,6%), a Campobasso e Isernia in Molise (26,1%; 32,2%), a Benevento (24,8%) e a Potenza (25,9%). Nel tempo il divario territoriale è aumentato: le province con i livelli di partenza più bassi hanno conseguito i progressi più contenuti.

Nella partecipazione alla formazione continua il Nord e il Centro sono più vicini tra loro e su posizioni più elevate rispetto al Mezzogiorno. I territori trainanti sono alcune province lombarde - Milano, Biella, Monza e Brianza – insieme a Trento e Bolzano, Trieste, Udine e Pordenone in Friuli-Venezia Giulia, Bologna e Parma in Emilia-Romagna, Massa Carrara, Firenze e Pisa in Toscana. In coda si trovano invece tutte le province siciliane, con valori compresi tra il 4% di Trapani e il 6% circa di Catania, oltre a Napoli e Caserta, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria. La distanza tra Mezzogiorno e resto del Paese si è accentuata negli anni.

Nel 2016, in media il 24,3% dei giovani tra i 15 e i 29 anni non ha lavorato né studiato. I Neetsono il 17% al Nord, il 20,4% al Centro e il 34,2% nel Mezzogiorno, con evidenti differenze tra le province di tutte le aree geografiche.  Il gruppo dei territori meno svantaggiati si concentra tra il Nord-ovest e il Nord-est ma include anche alcune province del Centro, come Pisa, Siena, Ancona. I valori variano dal minimo di Bologna (11,8%) ai massimi di Roma (21,8%) e Torino (21,3%). All’opposto, il gruppo delle province e città metropolitane con più Neet comprende parte di Campania e Puglia, tutta la Calabria, la quasi totalità dei territori siciliani e la costa occidentale della Sardegna, raggiungendo valori tra i più elevati nelle città metropolitane di Palermo (41,5%) Catania (40,1%), Messina (38,5%), Napoli (37,7%) e Reggio Calabria (36,8%).

Tra il 2004 e il 2016 il fenomeno ha avuto un andamento generalmente crescente, più intenso al Nord (+44%), con punte elevate in alcune province del Piemonte (Vercelli, Asti, Alessandria) dove i Neet sono raddoppiati, in parte della Lombardia (Varese e Mantova) e a Rovigo. Le province meridionali, invece, hanno generalmente ridotto la distanza dal resto d’Italia come risultato di una crescita più contenuta dei già elevati livelli di esclusione dei propri giovani dal lavoro e dall’istruzione.

(Fonte: Redattore Sociale)

 

Pubblicato in Nazionale

In occasione dell'apertura dei campionati mondiali di calcio, Amnesty International punta i riflettori su 11 campioni nel campo dei diritti umani che ogni giorno mettono in gioco la vita per difendere i diritti umani nel loro paese, la Russia. 

La campagna "Squadra Coraggio" si occuperà di 11 difensori dei diritti umani provenienti da ciascuna delle regioni della Russia in cui si svolgeranno le partite dei mondiali di calcio,sensibilizzando l'opinione pubblica sull'importanza del loro lavoro e promuovendo l'invio di messaggi di solidarietà per far sapere loro che non sono soli. 

"Mentre cresce l'emozione per l'inizio dei mondiali di calcio, vogliamo mettere in luce il lavoro questi uomini e donne pieni di passione che rischiano la vita e la libertà per difendere i diritti umani in Russia. Della Squadra Coraggio fanno parte attivisti contro la tortura, ambientalisti, difensori dei diritti delle persone Lgbti e delle lavoratrici del sesso e persone che si prendono cura delle vittime di violenza domestica: ecco i veri campioni della Russia!", ha dichiarato Inga Kelekhsaeva, organizzatrice delle campagne di Amnesty International sulla Russia. 

"Per tutta la durata dei mondiali di calcio, sostenitori di Amnesty International da ogni parte del mondo staranno dalla parte di questi coraggiosi difensori dei diritti umani e chiederanno la fine delle persecuzioni e delle intimidazioni che essi subiscono dalle autorità russe. L'attenzione globale sarà su quanto accadrà all'interno degli stadi, ma noi continueremo a osservare le violazioni dei diritti umani che si verificheranno fuori", ha aggiunto Kelekhsaeva. 

Ecco la formazione della "Squadra Coraggio": 

- Oyub Titiev (Grozny), direttore dell'ufficio dell'Ong Memorial in Cecenia, in carcere dal gennaio 2018 per accuse artefatte; 
- Andrei Rodumakha (Sochi), difensore dei diritti dell'ambiente, aggredito brutalmente nel 2017; 
- Irina Maslova (San Pietroburgo), fondatrice di un movimento per difendere i diritti delle lavoratrici del sesso; 
- Igor Nagavkin (Volgograd), impegnato nella lotta alla tortura e alla corruzione fino a quando non è stato arrestato nell'ottobre 2016; 
- Valentina Cherevatenko (Rostov sul Don), attivista per i diritti delle donne; 
- Igor Rudnikov (Kaliningrad), giornalista indipendente, impegnato in inchieste sulla corruzione fino a quando non è stato arbitrariamente arrestato nel 2017; 
- Oksana Berezovskaya (Samara), direttrice di un'organizzazione per i diritti delle persone Lgbti; 
- Igor Kalyapin (Nizhny Novgorod), fondatore del Comitato contro la tortura; 
- Yulia Fayzrakhmanova (Kazan), difensora dei diritti dell'ambiente; 
- Aleksei Sokolov (Yekaterinburg), attivista contro la tortura e altre violazioni dei diritti umani nel sistema penitenziario; 
- Vasiliy Guslyannikov (Saransk), fondatore dell'Ong Centro per i diritti umani della Repubblica di Mordovia. 

Molti di questi difensori dei diritti umani hanno subito minacce, intimidazioni, aggressioni fisiche, diffamazioni e in alcuni casi arresti arbitrari per aver portato avanti il loro fondamentale lavoro. 

Nell'ambito della campagna "Squadra Coraggio", Amnesty International chiede ai suoi sostenitori di intraprendere azioni in favore di tre dei componenti che sono tuttora in prigione o i cui aggressori restano ancora sconosciuti: 

- Oyub Titiev, in carcere da quasi sei mesi per accuse artefatte che intendono colpire il suo lavoro in favore dei diritti umani; 
- l'ambientalista Andrei Rudomakha, aggredito da sconosciuti nel 2017 per aver denunciato costruzioni illegali sulla costa del mar Nero; 
- Igor Nagavkin, in detenzione preventiva da oltre un anno e mezzo per accuse false, e che fino al suo arresto ha difeso i diritti dei detenuti e lottato contro la tortura e la corruzione. 

"Chiediamo alle autorità russe di segnare una tripletta rilasciando immediatamente e senza alcuna condizione Oyub Titiev e Igor Nagavkin e avviando un'indagine efficace, rapida e approfondita sulla brutale aggressione subita da Andrei Rudomakha. I campionati del mondo di calcio uniscono persone di ogni parte del mondo e vogliamo che un po' di questa energia sia destinata a combattere per la libertà e la giustizia in favore di questi coraggiosi difensori dei diritti umani", ha sottolineato Kelekhsaeva.  "Le autorità di Mosca non possono continuare a intimidire e minacciare ogni voce critica. Con gli occhi del mondo rivolti alla Russia, sta a esse decidere che ricordo lasciare dei mondiali di calcio. Nessuno vincerà in Russia fino a quando i difensori dei diritti umani non saranno riconosciuti, protetti e lasciati liberi di svolgere il loro importante lavoro senza ostacoli e senza timore di ripercussioni", ha concluso Kelekhsaeva. 

Il 29 maggio, la Federazione internazionale delle associazioni calcistiche (Fifa) ha preso l'importante decisione di lanciare un meccanismo di denuncia che consentirà ai difensori dei diritti umani e agli operatori dell'informazione di segnalare violazioni dei diritti umani e d'impegnarsi a sostenere i difensori dei diritti umani e la libertà di stampa in relazione alle attività della Fifa.  Dato che i mondiali di calcio di Russia 2018 si apprestano a svolgersi in un clima di repressione nei confronti dei diritti umani, questo sarà un test per gli impegni e i meccanismi della Fifa. 

Amnesty International ha sollecitato pertanto la Fifa a essere pronta a confrontarsi con le autorità russe, usando tutta la sua autorevolezza per proteggere efficacemente i difensori dei diritti umani e a fare in modo che i mondiali di calcio non siano lo scenario per una nuova ondata repressiva

Pubblicato in Sport sociale

Crescono le segnalazioni all'Autorità nazionale anticorruzione relative ad appalti pubblici di lavori servizi e forniture. Lo evidenzia la Relazione sull'attività svolta nel 2017 presentata in Senato. "Sono pervenute oltre 5190 segnalazioni concernenti appalti di lavori, servizi e forniture, con un ulteriore incremento rispetto ai 4372 del 2016", riferisce l'Anac. Nel dettaglio "per il settore dei lavori, risultano pervenuti circa 1.700 esposti ed aperte 500 istruttorie; per il settore dei servizi e delle forniture, sono pervenute 3490 segnalazioni con 585 istruttorie aperte".

Nel corso dell'anno 2017, evidenzia la Relazione, "l'Autorità ha proseguito l'attività di vigilanza sul mercato dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture". In particolare "in seguito alla presentazione di segnalazioni sono stati avviati procedimenti istruttori diretti ad accertare l'effettiva sussistenza delle criticità prospettate dagli esponenti, sia rispetto alla fase di aggiudicazione che con riferimento all'esecuzione del contratto" "Diversi altri procedimenti istruttori sono stati avviati d'ufficio, sulla base di informative pervenute da organi di controllo o ad altre forme di denuncia da parte di soggetti interessati - spiega l'Anac - Oltre che su specifici affidamenti disposti dalle singole stazioni appaltanti, sono state svolte indagini di carattere generale anche per particolari settori o per talune ricorrenti patologie

"Non riteniamo che l'Autorita' debba essere destinataria di nuovi poteri e funzioni ma che sia piuttosto messa in condizioni di poter svolgere quelle attribuite". Lo dice il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, nel suo intervento alla Relazione annuale dell'Autorita' al Senato. "Da parte nostra, comunque, continueremo a lavorare con il massimo impegno fino al 2020, quando questo Consiglio terminera' il suo mandato, per far si' che la prevenzione si imponga, diventando un indispensabile strumento di efficienza del sistema e non un intralcio burocratico", conclude

E aggiunge: "Lasciatemi esprimere un profondo ringraziamento al presidente della Repubblica, che, con il suo autorevole magistero, non manca mai di indicare la corruzione come un male assoluto da combattere".

(Fonti: AdnKronos - Dire)

Pubblicato in Economia sociale

Ieri mattina tre giornalisti genovesi, appartenenti alle testate Il Fatto Quotidiano, La Repubblica e La Stampa, inviati a Bolzano per seguire l'indagine della Procura di Genova sui flussi finanziari della Lega, sono stati identificati dalla Guardia di finanza, convocati e trattenuti in caserma per tre ore per rispondere, su richiesta della Procura genovese, di alcuni articoli in materia pubblicati oggi stesso.

Federazione nazionale della Stampa italiana, Associazione Ligure Giornalisti, Ordine Giornalisti della Liguria e Gruppo Cronisti Liguri condannano "il comportamento intimidatorio messo in atto da magistratura e polizia giudiziaria nei confronti dei colleghi impegnati a illuminare una delle vicende più oscure di questi ultimi anni, riportando aggiornamenti importanti e di sicuro interesse pubblico" su un'indagine finanziaria che riguarda riciclaggio conseguente a truffa ai danni dello Stato nel percepimento di 48 milioni di fondi pubblici.

Sorprende la scelta "muscolare" di magistratura e polizia giudiziaria, il loro tentativo “di imbavagliare l'informazione e imbrigliare la libertà di stampa”, scrive la Fnsi.

Ai tre colleghi esprimono solidarietà anche il Sindacato giornalisti e l'Unione cronisti del Trentino Alto Adige. «L'Associazione regionale di stampa e l'Unione cronisti - scrivono in una nota - condannano il comportamento intimidatorio messo in atto da magistratura e polizia giudiziaria nei confronti dei colleghi impegnati a illuminare una delle vicende più oscure di questi ultimi anni, riportando aggiornamenti importanti e di sicuro interesse pubblico su un'indagine finanziaria che riguarda riciclaggio conseguente a truffa ai danni dello Stato nel percepimento di 48 milioni di fondi pubblici».

Pubblicato in Nazionale

Se comprendere eventi come la shoah è impossibile, ricordarli è necessario. La comprensione è impossibile, ma allo stesso tempo banale. Durante i processi a chi si macchiò di quei tremendi crimini, uscì fuori una realtà inquietante: quegli uomini non commettevano quelle mostruosità perché erano cattivi o stupidi, ma semplicemente perché quello gli era stato ordinato. Uomini comuni che agivano in una sorta di cieca normalità, come tutti coloro che sapevano, ma facevano finta di non vedere.

È proprio questa indifferenza e la normalità degli eventi che creano un nesso tra ciò che fu la shoah e l'atroce dramma dei migranti che cercano di raggiungere l'Europa. Una Europa che si vanta di essere accogliente, ma che poi fa accordi con dittatori africani che in cambio di soldi "bloccano" i flussi migratori con ogni mezzo possibile e un’Italia che lascia vite umane in mare perché deve dare una lezione all’Europa.

Governi che vanno in Libia per stringere mani a chi dovrà bloccare i flussi migratori, ma fa finta di non vedere cosa succede nelle carceri libiche. Presidenti che criticano chi vuole costruire muri, ma lascia morire uomini donne e bambini di freddo e di fame sulla rotta balcanica.

Dostoevskij diceva: la compassione è la più importante e forse l'unica legge di vita dell'umanità intera, cioè quella capacità di estrarre dall'altro la radice prima del suo dolore e di farlo proprio senza esitazione. È questo che è mancato all'umanità durante il nazismo ed è questo che manca oggi a chi ci governa, ma in piccolo anche a tutti noi che ci giriamo dall'altra parte davanti al dolore di questa gente.

Oggi dobbiamo decidere con chi stare. Con il governo italiano che usa le vite di 629 persone e non migranti, per battere i pugni verso una Europa cieca o con chi sta sempre accanto agli ultimi incondizionatamente. Un’Europa cieca su tutto quello che il colonialismo e la globalizzazione hanno combinato in quelle terre ricche, ma a che tutti conviene rimangano instabili.

Perché dovremmo permettere alla Nigeria di vivere in uno stato di diritto se poi questo comporterebbe perdite economiche alle nostre multinazionali petrolifere. Non è in Libia o in mare che vanno bloccati i flussi migratori, ma devono cambiare i potenti e la loro logica di profitto a tutti i costi.

Pino De Lucia - resp. Immigrazione Legacoop Calabria

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Da alcuni giorni leggiamo l’accostamento quotidiano tra la parola “cooperativa” e la parola “business” in merito all’accoglienza di migranti e rifugiati e ai famigerati 35 euro. A ribadire questo concetto è il ministro dell’Interno Matteo Salvini a cui "rivolgiamo alcuni chiarimenti di fatto".

“Legacoopsociali è pronta a confrontarsi pubblicamente sui dati e sulle attività delle proprie cooperative in merito a questo settore nel quale la cooperazione tutta rappresenta circa il 30% delle attività nel sistema nazionale di accoglienza”. Così specifica in una nota l’associazione nazionale.

“Per quanto riguarda i controlli ai soggetti che gestiscono servizi di accoglienza – prosegue - Legacoopsociali e le sue associate è assolutamente d'accordo, anzi li auspica. Chiediamo però che ci sia una restituzione al paese dei risultati dei controlli, anche perché siamo certi che emergeranno tantissime buone pratiche e ricadute positive sui territori. E siamo pronti a contrapporci alle false cooperative e a tutti quelli che speculano sull’accoglienza”.

“Abbiamo, inoltre, sancito la nostra contrarietà a ogni logica dell’emergenza rispetto alla gestione dell’immigrazione – aggiunge Legacoopsociali - e confermiamo che il nostro ruolo non riguarda i mega centri per rifugiati e richiedenti asilo o quelli di identificazione ed espulsione”.

Infine le proposte elaborate con Anci e ministero dell’Interno un anno fa: “Siamo tra i firmatari della Carta della Buona Accoglienza stipulata nel 2017 con il ministero dell’Interno, con l’Anci e con l’Alleanza delle cooperative sociali italiane.  Con la Carta le cooperative si sono impegnate a rispettare dei requisiti base nella gestione dell'accoglienza, espressi nei 4 obiettivi principali: offrire misure mirate alla persona; favorire l'integrazione puntando su piccoli numeri e diffusione nei territori; garantire la titolarità pubblica degli interventi grazie, al coordinamento con prefetture e comuni; rendere di conseguenza l'inclusione sostenibile per le comunità locali, evitando tensioni e conflittualità”.

 

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